Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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E’ questa la nuova Rai nuova con l’intervento di Draghi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

E’ saltata l’assemblea Rai per l’approvazione del bilancio. Azionisti: ministero Economia 99,56% e Siae 0,44%. Quindi niente bilancio approvato e indicazioni nuovo ad e presidente. Per questi ultimi pendono i nomi di Carlo Fuortes e Marinella Soldi che, indicati dal premier Mario Draghi, godono di un certo lasciapassare (“al di fuori dei partiti”, “sopra le parti”… che per un ente gestito e controllato dai partiti, non è auspicio di chissà quale gestione – 1), che però è soggetto al vaglio del Consiglio dei ministri (con maggioranza due terzi) e della Commissione parlamentare di vigilanza (40 membri per la quale in questi giorni Camera e Senato sono chiamati a votare 4 consiglieri di propria competenza).Già questo potrebbe bastare per capire come, per quanto si parli di nuova gestione, quest’ultima è più che altro un modo di dire, essendo la realtà organica come sempre alle logiche dei poteri dei partiti nel Parlamento.Ma aggiungiamo alcune informazioni apprese dai media. Si vuole scalzare il rappresentate di Fratelli d’Italia in cda per sostituirlo con persona vicina al segretario Pd Gianni Letta. Ma sembra che Draghi non abbia intenzione di inimicarsi ulteriormente la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Inoltre sembra che manchino i voti di Forza Italia e della Lega in Commissione di vigilanza e, per averli, si paventano nomine di direttori e altro in posti di responsabilità in Tg1, Rai1, Rai2 Rai Sport… a cui aggiungere la spartizione per il nascituro portale di informazione online e il canale in lingua inglese, molto sponsorizzato dalla Lega.Se chi legge è riuscito ad arrivare fin qui, oltre ad essersi stancato o incuriosito (i pastoni dei più importanti media nazionali sono pieni di queste notizie con tanto di nomi e cognomi), avrà avuto la conferma che la Rai è “cosa dei partiti”. Altro che “la Rai sei tu” o “la Rai di tutto e di più”. E’ informazione/intrattenimento di Stato, in regime di monopolio e abuso di posizione dominante (il cosiddetto canone che percepisce a differenza dei suoi concorrenti). Niente di nuovo, per carità. Importante è non farsi illusioni su ricette Draghi in materia. Almeno fino a quando non si sarà usciti dal non rispetto del referendum in cui gli italiani chiesero la privatizzazione, così come anche stabilito dalla legge Gasparri successivamente.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Rai. Ora con ad e presidente nuovi… peggio di prima!

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Il premier Mario Draghi ha deciso: Marinella Soldi presidente e Carlo Fuortes amministratore legato (ad). Due nomi di prestigio e, come li presentano i vari media, al di fuori dei cosiddetti giochi dei partiti.Noi utenti/sudditi dell’informazione e intrattenimento di Stato ci poniamo alcune domande: Può un ente di Stato, espressione della politica dei partiti presenti in Parlamento, avere al timone due capitani che non hanno rapporti con il personale di bordo (i dipendenti Rai, tutti lottizzati)? Cosa farà la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (il controllore, il cui nome è esplicito!), a fronte delle decisioni dei nuovi capitani quando le stesse non saranno condivise? A queste domande rispondiamo con altrettanta domanda: un’azienda metterebbe a capo qualcuno che non è armonico all’impostazione aziendale, a differenza di tutto il personale e dei controllori che invece sono come dovrebbero essere?Crediamo che ci aspettino periodi di conflitti interni ed esterni, maggiori di quanti già fisiologicamente esistano.Siamo per questo contenti? Tutt’altro, visto che lo fanno con gli 1,8 miliardi di cosiddetto canone che noi contribuenti diamo loro per questo servizio, che è anche in violazione delle leggi antitrust (abuso di posizione dominante sui loro concorrenti che non hanno il canone).Purtroppo anche il premier Draghi dà il suo contributo al regime di sfascismo dei diritti e dell’informazione: il problema non è far finta che si possa governare la Rai con professionalità anti-aziendale e conseguente maggiore ingovernabilità, ma rispettando gli italiani (referendum) e la legge (Gasparri) che hanno stabilito che la Rai deve essere privatizzata.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Dove va la Rai? Perché non si applicano le leggi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

La nomina del nuovo amministratore delegato e del presidente della Rai è ancora in alto mare. E quand’anche il premier Mario Draghi deciderà, pur come si legge di qua e di là in sua totale autonomia, non dovrebbe succedere nulla. La Rai non è la Bbc! C’è sempre la commissione di vigilanza parlamentare che, strutturalmente divisa fra tutti i partiti presenti in Parlamento, ha come compito la spartizione. La sua situazione economia non è mai stata rosea (posizione finanziaria 2020: -523,4 milioni) ma una possibile ristrutturazione radicale avrebbe potuto esserci, la privatizzazione. Consigliata dagli elettori nel 1995 con un referendum, è stata recepita dall’art.21 della legge Gasparri del 2004: entro sei mesi (5/11/2004) avrebbe dovuto essere “avviato il procedimento per l’alienazione della partecipazione dello Stato nella Rai”, il collocamento in Borsa “di un’offerta pubblica di vendita” che, all’inizio, avrebbe dovuto essere di minoranza. Non una rivoluzione, ma far giocare l’informazione/intrattenimento di Stato nel mercato azionario, forse avrebbe calmato le tipiche arroganze dei partiti sulla gestione. Forse un primo passo. Sono passati più di 16 anni e referendum e legge Gasparri è come se non fossero esistiti col bello che, ogni tanto, si sente qualcuno parlare di privatizzazione come se non esistessero questi ben definiti paletti istituzionali. E’ evidente che la Rai resterà la Rai, coi gestori pubblici che la usano a loro discrezione politica ed economica. Per quest’ultima grida vendetta la “Netflix della cultura italiana”, ItsArt (rigidamente in lingua inglese… W l’Italy!), coi soldi dello Stato (Cassa depositi e prestiti), creatura del ministro della Cultura Dario Franceschini dove ci sono gli stessi contenuti che sono gratis su RaiPlay e con prezzi fuori mercato. Per la discrezione politica è sufficiente sintonizzarsi su uno dei tanti tg o gr o intrattenimenti vari, e si intuisce chi sono i gestori…. Della serie che per avere informazione presumibilmente indipendente è bene cercarla altrove e non su radio e tv che paghiamo con le nostre imposte.Potrebbe sembrare che il premier Draghi sia consapevole di questa situazione e, nel contempo, non se la senta di andare con mano pesante perché altrimenti il suo governo ne risentirebbe.Ma, da contribuenti e cittadini ci poniamo una domanda: Siamo sicuri che sarebbe una mano pesante quella di applicare la indicazione referendaria e la legge dello Stato? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Perché è urgente privatizzare la Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In periodo di rinnovo del consiglio d’amministrazione della Rai, che ci dicono dovrebbe cambiare tutto, ci sembra invece opportuno ricordare che in materia non esistono mezze misure, ma solo soluzioni radicali che, tra l’altro sono state auspicate anche da un referendum vinto da chi ha perorato la privatizzazione del servizio pubblico radiotelevisivo. Occasione per tornare (1) in materia è una servizio andato in onda ieri 13 maggio su Rai2 e che riproponiamo. Non un servizio dei programmi dell’accesso, dove gli aventi diritto dicono quel che vogliono, ma una trasmissione, “Il Contrappunto”. Stiamo perorando la censura? Non ci sembra, visto che il problema che poniamo non è l’espressione di opinioni critiche su alcune normative di cui il telespettatore è stato informato, ma sulle falsità che hanno caratterizzato tutta questa trasmissione. Il contrario di quello che dovrebbe essere un servizio pubblico. E se qualcuno crede che queste cose siano correggibili, magari perché sta arrivando il nuovo cda o altre amenità del genere, è bene ricordare che vicende del genere sono all’ordine del giorno nella tv di Stato. Dipende solo da chi in un determinato momento è al Governo e al Parlamento (tutto inclusa l’opposizione), ché sono loro che decidono chi, come, dove e quando e, di conseguenza, non potrebbero che essere faziosi. La Rai non è possibile cambiarla. Tutti “ci mangiano” e nessuno la vuole cambiare. La Rai è un servizio di Stato e monopolista che si occupa di tutto, dalla culla alla bara, non un servizio di informazione istituzionale. Perciò va privatizzata e chiusa come servizio di Stato, affidando (solo) l’informazione istituzionale a chi vince una gara. E se le professionalità da essa finora sviluppate vogliono continuare ad esistere, che lo facciano nell’agorà del mercato, al pari coi loro concorrenti. Oggi invece la Rai è in abuso di posizione dominante perché, oltre a fruire come i suoi concorrenti del mercato pubblicitario, riceve anche il sussidio pubblico con quella bella che chiamano canone. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Rai, Fedez e censura

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

Sembra che l’artista Fedez sia stato oggetto di un tentativo di censura preventiva da parte della Rai. Nel suo intervento in occasione del concertone del Primo Maggio trasmesso dalla Rai, ha difeso la proposta di legge Zan contro l’omofobia e attaccato i contrari. Ma poi ha anche diffuso la registrazione di una telefonata coi vertici Rai che cercavano di dissuaderlo da un intervento come quello che poi ha fatto. Reazioni: affievolimenti/smentite da parte delle maestranze Rai, nonché molti attestati di solidarietà e incitamento all’artista. Aria fritta! L’ente di Stato a cui è demandata l’informazione non potrebbe essere altrimenti. É espressione dei partiti in Parlamento, tutti. La libertà dipende dal proprio editore. Se quest’ultimo è tutto e il contrario di tutto, è ipocrita richiamare i principi fondanti quando si crede che questi siano lesi rispetto alle proprie interpretazioni degli stessi. Chi si oppone al ddl Zan lo fa in nome degli stessi principi di chi è favorevole, ed entrambi si sentono legittimati a pretendere dalla Rai. Il problema è che la Rai è “di tutto e di più”, intrattenimento di Stato. Non una mera emittente delle informazioni istituzionali, ma un monopolio di tutta l’informazione, in abuso di posizione dominante verso i propri competitor. E che per finanziarsi si fonda su una menzogna: chiama canone un’imposta obbligatoria per il possesso di un apparecchio tv o radio, anche se l’utente dovesse utilizzarli solo per i servizi della sua concorrenza. E’ preoccupante uno Stato che proclami libertà d’espressione per poi arrogarsi il monopolio di questa libertà, con “bastone e carota”: “bastone” facendosi pagare l’imposta da tutti, “carota” concedendo briciole ai propri concorrenti (si pensi al mercato pubblicitario, unico guadagno per i concorrenti ma non per Rai). L’alternativa c’è. Lo hanno anche detto gli italiani con un referendum alcuni anni fa: privatizzare la Rai, azienda fra le aziende. E affidare l’informazione istituzionale (solo questa) a chi vince un appalto. Chi si oppone? Tutti quei partiti che oggi si accapigliano per “Fedez sì, Fedez no”, ché gli sta bene così com’è perché la Rai è una mangiatoia per tutti. Ogni tanto tirano fuori la propria aria fritta, si fanno belli con gli elettori. E poi punto e a capo. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Canone Rai. Combattiamolo a partire da noi stessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Spesso “ci costringiamo” a pagare il canone Rai (imposta su possesso di un tv) anche quando non ci serve il tv: lo usiamo poco o vediamo altri canali, o addirittura non abbiamo l’apparecchio. Il canone è incluso nella bolletta della luce e… o non sappiamo come levarlo o ci fa fatica farlo.Aduc ha consigliato a Governo e Parlamento, impegnati nella riforma fiscale, di valutare la cancellazione del canone come iniezione di fiducia e prospettiva per contribuenti e mercato. Ma prima che questo “prezioso” consiglio venga considerato…. Siamo disposti a continuare a regalare alla Rai 90 euro l’anno? Se la risposta è sì!… ognuno si paga la propria pigrizia e ingiustizia. Se la risposta è no! … si può fare. Anche senza dover rinunciare a guardare Rai e altre emittenti: tutti abbiamo Internet a casa e tutto si può vedere in streaming (per il quale non c’è obbligo di pagare canone), e i nostri piccoli schermi di telefonino, tablet e pc sono collegabili anche a grandi schermi/monitor non legati all’antenna tv. Ovviamente, il Fisco non-amico che abbiamo ha ben pensato come scoraggiarci. Occorre fare un’autodichiarazione, da inviare ogni anno tramite raccomandata A/R all’Agenzia delle Entrate. Metodo incivile e arrogante, lo sappiamo. Ma al momento c’è solo questo. Una decina di euro e un po’ di fastidio a fronte dei novanta del canone e il pagamento di un servizio che spesso non ci serve e che, comunque, possiamo fruire altrimenti e gratis.Qui il modulo per l’esenzione: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/Schede/Agevolazioni/Canone+TV/Dichiarazione+sostitutiva+canone+TV/?page=schedeagevolazioni Qui il canale web di Aduc sul canone: https://tlc.aduc.it/rai/ (comunicato stampa Aduc)

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Hi Emirates, arriva in Rai la docu-serie sul ruolo centrale delle donne negli Emirati Arabi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

Roma. La seconda stagione di “Hi Dubai”, che cambia il nome in “Hi Emirates”, parla del ruolo centrale delle donne negli Emirati Arabi Uniti, e andrà in onda anche in Italia, e sui canali emiratini Abu Dhabi Tv e Dubai One a partire dal 2 dicembre, giorno della festa Nazionale degli EAU.La serie è un tributo storico dedicato alle grandi donne del passato: dalla madre alla moglie del fondatore degli E.A.U., passando per altrettante donne di rilievo provenienti da tutti e 7 gli Emirati per giungere alle donne contemporanee.A produrre la docu-serie l’italiana Benedetta Paravia, autrice, produttrice e conduttrice del format crossmediale, in onda su TV, web e inflight, che è affiancata nella nuova Stagione dalla Contessa Patrizia Landini.“Abbiamo chiesto alla RAI di valutare la messa in onda del programma durante il periodo della festa nazionale degli Emirati Arabi Uniti, quindi il 2 dicembre prossimo, come omaggio al paese che ospiterà il prossimo Expo. Una data speciale, per sottolineare gli amichevoli rapporti tra l’Italia e gli EAU”, afferma Paravia.Benedetta Paravia, in arte Princess Bee, è considerata globalmente l’ambasciatrice del mondo arabo.Nel corso degli anni è stata fautrice di molti progetti coraggiosi, come nel 2006 quando ha scritto “Angels – una canzone per la Pace” per la quale è l’unica artista al mondo ad aver ricevuto il Patrocinio dell’UNESCO “per l’importanza fondamentale per la pace e la solidarietà tra i popoli”.Questa stessa canzone ha ottenuto anche il patrocinio della Santa Sede – Commissione Giustizia e Pace e gli auspici ed una medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.La canzone però fu in molti ambienti boicottata, proprio per i valori di cui è portatrice ed il video, girato negli studi di Cinecittà, è stato bannato su Youtube molteplici volte. Nel corso degli anni molte maestre delle scuole elementari e medie hanno scelto “ANGELS” per la recita di fine anno.Nel 2005, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione Superiore degli Emirati Arabi Uniti, Benedetta Paravia ha dato vita a “The Intercultural Project”, un programma educativo di formazione per studenti universitari emiratini e italiani, appositamente ideato per avvicinare le culture europea e araba in favore dello scambio interculturale e dell’integrazione.Da sempre promuove il dialogo interculturale per la comprensione delle diversità, combattendo discriminazione ed esclusione sociale.È cofondatrice e ambasciatore della Onlus A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Grandi Energie Latrici di Solidarietà, nata nel 2008 per l’assistenza sanitaria in Italia ai bambini malati provenienti da zone colpite dalla guerra ( http://www.loveangels.it ).Con la collaborazione del Governo italiano e delle autorità israeliane, nel 2008 la Paravia ha rinnovato l’orfanotrofio Al Amal di Gaza fornendo agli orfani le attrezzature di base necessarie al loro sviluppo psicomotorio.Nel 2008 ha creato un gioiello per beneficenza, chiamato “Fratellanza, figli dello stesso Padre“, che rappresenta i simboli delle 3 religioni monoteiste in ordine cronologico, per ricordare a ebrei, cristiani e musulmani la discendenza dal Patriarca Abramo.Per questo gioiello le fu espressamente chiesto da una Sceicca degli Emirati Arabi Uniti di rimuovere la stella di David in cambio di 2 milioni di dollari, ma rifiutò l’offerta, pertanto oggi la firma del trattato di Pace tra Emirati Arabi ed Israele ha per lei un significato molto profondo.Nonostante le polemiche sorte per la creazione del gioiello per la Pace, nel 2013 è stata nominata ambasciatore internazionale del Centro di Dubai Al Noor per bambini disabili (ora “per Persone Determinate”) e si è offerta volontaria raccogliendo donazioni per il centro. Nel 2017 è stata poi proposta per la nomina di Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per l’Italia.Dal 2018 produce la serie TV, web e inFlight “Hi Dubai” e “Hi Emirates”, dedicata alle donne del mondo arabo per spiegare in occidente come sia realmente organizzata la società di un’autentica nazione islamica come gli Emirati Arabi Uniti, paese che sta modellando la strada per una società più connessa e armoniosa.Qui Benedetta è considerata fattore chiave del “Rinascimento Globale Arabo” presentato per la prima volta nel 2019 dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman al Saud, movimento che pone la donna al centro della società del mondo arabo.Una donna italiana dalle mille risorse insomma, molto amata nel mondo arabo, tanto che i suoi sostenitori hanno creato un fan club con 740.000 followers, per informare attraverso i social di tutte le attività dell’effervescente italiana.

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Soddisfazione per approvazione unanime risoluzione didattica Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione unanime della risoluzione unitaria per il potenziamento dell’offerta didattica in Rai – affermano i parlamentari di FDI commissari di Vigilanza Rai, Federico Mollicone e Daniela Santanchè – in particolare, rivendichiamo le proposte su di un unico canale rivolto alla didattica, sul potenziamento dell’offerta per le classi primarie e sulla necessità di una piattaforma univoca potenziando RaiPlay, un modello che potremmo definire “RaiPlus”, che possa condensare i contenuti delle strutture Rai, in competizione con altri servizi come Netflix, sulle campagne informative per l’alfabetizzazione digitale delle nuove generazioni.”

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Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai, per favore, evitiamo…..

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla Rai: “Siamo invasi e, nello stesso tempo, affamati di informazione. L’emergenza è tale che le cose cambiano da un’ora all’altra. Mediamente ci si affida solo a fonti istituzionali e/o chi si ritiene affidabile e autorevole. Tra queste fonti, ovviamente, non può non esserci la Rai che, è bene ricordarlo, è pagata da tutti noi contribuenti con la tassa di possesso (canone…) sull’apparecchio tv che abbiamo in casa e/o ufficio. Ieri domenica, tutti a casa e dove forse le abitudini tradizionali sono un po’ scombussolate, per cui il gradevole pranzo domenicale, visto che si mangia tutti i giorni a colazione, a pranzo e a cena a casa… è diventato un po’ meno tradizionale… capita di volersi aggiornare tramite il canale “ammiraglio” della Rai, col TgUno dell’ora di pranzo. Ci si collega alle 13,30 (grossomodo) e ci si deve – letteralmente – sorbire un cinque minuti abbondanti di pubblicità velocissime (e quindi più sgradevoli della media), intasate di messaggi diversi uno dall’altro, e che, quando stai tirando un sospiro di sollievo che sembrano finite e senti in anticipo nella testa la musichina della sigla del tg… ce ne sono ancora altre e sempre più turbinose. Superato questo fastidio ecco finalmente il TgUno.Ti informi, ascolti, vedi, generico ma importante per darti idea della situazione. Ad un certo punto, servizio su hotel che ospita malati. La giornalista inviata speciale: “pensate, questo hotel ospitava calciatori di serie A….” e poi informa sui pregi della vicenda. Cara Rai, per favore, evitiamo (il “noi” è d’obbligo visto che lo fai coi soldi di tutti noi) di propinarci questa roba. Sì, lo sappiamo, non è facile sapere cosa dirà il giornalista pinco o il giornalista pallo, agitato e in stato d’apprensione mandato al “fronte”…. Ma si potrebbe evitare. Anche perché, altrimenti, oltre a beccarsi gli improperi di chi ascolta (che in tanti crediamo non abbiano al centro dei loro modelli di vita i calciatori di serie A), la prossima volta le informazioni uno se le va a cercare altrove, ché forse hanno più credibilità. Grazie. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Coronavirus e informazione di Stato. Cara Rai: ogni sera comunicateci 8 semplici dati

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Scrive Pier Luigi Ciolli: “Dalla RAI ci aspettiamo che, prima della cronaca, i conduttori comunichino 8 semplici dati”:
1. quante apparecchiature, tecnici e tamponi ci sono a disposizione per poter iniziare a mappare una determinata area e poi a cascata spostarsi nelle aree limitrofe in modo da scoprire il “nemico”, isolare i contagiati e far ripartire il lavoro;
2. quanti tamponi hanno eseguito a oggi per ogni singola persona perché nei dati attuali dicono siano conteggiati quelli ripetuti su una persona;
3. quanti sono tutti i morti in ognuno dei 7.914 comuni e quanti morti erano nello stesso periodo nel 2019 in modo da comprendere al volo l’impatto reale del virus sui cittadini;
4. quanti sono i medici, infermieri e tecnici di laboratorio in servizio alle ASL, in pensione, disoccupati e che possono essere inseriti in difesa della salute pubblica;
5. quanti sono i crematori, loro ubicazioni e capacità di trattamento, per capire ed evitare le fosse comuni;
6. quanti sono le tute complete a prova di virus da poter consegnare al personale di assistenza sanitaria
7. quanti sono le persone invalide nelle strutture e quante sono al domicilio che necessitano di assistenza medica e infermieristica per la loro patologia per non far mancare loro l’assistenza;
8. quanti controlli hanno disposto dei controlli affinché chi viene ricoverato non si veda occupato il proprio appartamento aggiungendo il dramma al dramma.
Oggi è partita la nostra LETTERA APERTA in merito ma chiunque intervenga per ottenere le risposte alle 8 domande, un grande applauso”. Pier Luigi Ciolli (Da: ADUC – Associazione Diritti Utenti e Consumatori)

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Fieg alla Rai: diffida all’utilizzo di immagini riconducibili a siti pirata

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Roma. “La FIEG prosegue nella sua azione di tutela dei contenuti editoriali e di monitoraggio degli utilizzi illeciti dei prodotti dell’attività giornalistica”: lo dichiara in una nota la Federazione Italiana Editori Giornali, riportando l’ultimo grave episodio che ha visto protagonista la RAI, diffidata dagli editori associati alla FIEG per aver mandato in onda, durante una trasmissione di punta del suo canale all news, immagini riconducibili a un sito web pirata.“In considerazione della illecita attività posta in essere da tale sito Internet, già rilevata anche in sede giudiziale dalla Procura di Milano su denuncia di una azienda associata” – si legge nella nota – “è stata tempestivamente sollecitata la RAI, concessionaria in esclusiva del servizio pubblico nazionale, a prestare una maggiore attenzione ai contenuti e ai messaggi veicolati durante le proprie trasmissioni televisive, al fine di evitare il ripetersi di episodi analoghi a quello denunciato, che di fatto si è tradotto nella pubblicizzazione, su un canale del servizio pubblico, di un sito web pirata. Qualora, poi, dalle verifiche attualmente in corso dovesse emergere che la RAI si serve di quel sito web, o in passato vi ha fatto ricorso, per ottenere le copie delle testate giornalistiche utilizzate nelle proprie trasmissioni, ogni editore potrà agire per la tutela dei propri diritti nelle opportune sedi giudiziarie”.“Occorre diffondere, a tutti i livelli, una maggiore consapevolezza dei fenomeni di pirateria digitale e dell’impatto che l’utilizzo non accorto dei contenuti editoriali, in spregio alla normativa vigente, determina non solo sulla sostenibilità del settore editoriale e dell’informazione professionale, ma anche sull’intera società”.

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Conferenza stampa Rai: “Il cantante mascherato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Roma Mercoledì 8 gennaio Ore 12.00 Studio 5 – Studi Fabrizio Frizzi Ettore Romagnoli, 30 Conferenza stampa IL CANTANTE MASCHERATO Condotto da Milly Carlucci. Un programma di Milly Carlucci Giancarlo De Andreis e di Luca Alcini, Maddalena De Panfilis, Giovanni Giuliani, Francesco Saverio Sasso, Svevo Tognalini , Simone TroschelRegia di Luca Alcini Prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italy Otto celebrità si esibiscono in performance canore in forma anonima nascosti dietro una maschera pittoresca e spettacolare. Condizione fondamentale è l’assoluta segretezza: la reale identità dei concorrenti verrà svelata in diretta soltanto al momento della loro eliminazione. A giudicare le esibizioni quattro giurati d’eccezione Patty Pravo, Ilenia Pastorelli, Flavio Insinna e Guillermo Mariotto – il televoto del pubblico e quello sui social. Intervengono: Teresa De Santis – Direttore Rai1 Maria Teresa Fiore – Vicedirettore Rai1 Milly Carlucci e i quattro componenti della giuria In onda su Rai1, venerdì 10 gennaio in prima serata.

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Rai: Presentazione della serie “La guerra è finita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Roma Martedì 7 gennaio Ore 10.30 Casa del cinema Largo Marcello Mastroianni, 1 Presentazione della serie La guerra è finita
Con Michele Riondino, Isabella Ragonese, Valerio Binasco Regia di Michele Soavi Una produzione PALOMAR in collaborazione con RAI FICTION “La guerra è finita” inizia poco dopo la Liberazione, nei mesi in cui – dopo la tragedia dei campi di sterminio – i sopravvissuti tornano a casa. Tra questi, anche bambini e adolescenti che hanno visto e vissuto l’orrore. Questa storia parla di loro e di adulti coraggiosi che aiutano questi ragazzi a tornare alla vita. In un’Italia provata, miserabile, ridotta in macerie, i ragazzi scoprono il rispetto reciproco, la solidarietà, la voglia di giocare, studiare, lavorare, amare e raccontare la loro perduta umanità. Al termine della proiezione, ore 12.00 circa, conferenza stampa con il cast.Serie tv in quattro serate In prima visione su Rai1 da lunedì 13 gennaio ore 21.25

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Rackete ospite d’onore da Fazio in una sua trasmissione

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Ospitare, addirittura con tutti gli onori, chi come Carola Rackete che si rese protagonista dello speronamento dei una motovedetta della Guardia di Finanza, è un’offesa per il Servizio Pubblico ma anche per le nostre Forze dell’Ordine che quotidianamente a rischio della propria vita garantiscono la sicurezza di tutti gli italiani. Una puntata che, oltre a Rackete, vede ospiti altri esponenti e portavoce pro-immigrazione illegale, in spregio a qualsiasi principio d’informazione e di pluralismo. E meno male che questa doveva essere una Rai sovranista. Perciò, ho presentato un’interrogazione all’amministratore delegato e al direttore generale per sapere se la Rai fosse al corrente di un tale invito, se siano stati sostenuti dei costi e soprattutto se si ritiene compatibile con la mission del Servizio Pubblico ospitare chi ha dimostrato di non avere rispetto della legge italiane e delle stesse Forze dell’Ordine”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Vigilanza Rai, senatrice Daniela Santanchè.

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Atos accelera ulteriormente la trasformazione digitale di RAI con un nuovo media player

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Milano. Atos, leader globale nella trasformazione digitale, annuncia oggi la firma di un contratto quadriennale con RAI – Radiotelevisione italiana S.p.A. per lo sviluppo del nuovo sistema di riproduzione video multiformato dell’emittente pubblica italiana.Atos gestirà l’implementazione del nuovo player nella supply chain dei media digitali RAI, seguendone l’installazione, l’integrazione end-to-end, il supporto e la manutenzione.Questo progetto fa parte della strategia di RAI volta a migliorare l’esperienza del consumatore proponendo contenuti digitali personalizzati, basati sulle preferenze e sui comportamenti personali di ogni spettatore, ad una velocità ottimale e attraverso un player multiformato utilizzabile su tutti i dispositivi supportati.Dal 2009 Atos collabora con successo con RAI nella fornitura di servizi 24/7×365 di gestione operativa in loco dell’infrastruttura e delle applicazioni dell’offerta media digitale di RAI, in modo che i contenuti audio e video digitali possano essere efficacemente archiviati, gestiti, consegnati e riprodotti online, in diretta e on-demand. Con il supporto di Atos, RAI è stata in grado di evolvere i propri servizi media digitali e di migliorarne la qualità e la scalabilità.Nel 2017 Atos ha avviato l’implementazione del sistema di Customer Identity e Access Management di RAI, che registra, autentica, profila e ingaggia gli utenti su tutte le piattaforme e i dispositivi digitali, consentendo una visione a 360 gradi di ogni cliente, in modo sicuro e nel pieno rispetto della privacy (conforme al GDPR).Nel 2018 Atos ha inoltre avviato l’implementazione del motore di ricerca intelligente e di raccomandazione dei contenuti multipiattaforma e multilingua, che permette a RAI di migliorare l’esperienza dei propri utenti nella fruizione dei contenuti digitali, utilizzando tecnologie di machine learning ed intelligenza artificiale per la ricerca dei contenuti.

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La Rai e miss Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

“Miss Italia” è una manifestazione storica e prestigiosa che valorizza la bellezza femminile e il talento artistico. I consiglieri Rai che hanno protestato per il ritorno del format sono imbevuti di politicamente corretto e inquinati dalle scorie della retorica neofemminista sessantottina. “Miss Italia” è un concorso storico nato nel 1939, che ha anticipato mantenendo grazia e stile la selezione di donne dello spettacolo e del cinema, ben prima dei talent show che la Rai ha in programmazione e che non accendono gli animi dei consiglieri Rai “sinistri”. Bene ha fatto la Rai a programmare lo storico concorso. Esprimiamo la nostra completa solidarietá a Mirigliani e un grande in bocca al lupo alle ragazze, che porteró anche di persona durante la mia partecipazione al Festival di Venezia in qualità di componente della commissione Cultura.”È quanto dichiara il deputato FDI e commissario di vigilanza Rai, Federico Mollicone.

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Nuove assunzioni in Rai con il “Giusto Contratto”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Grazie al “Giusto Contratto”, l’accordo appena firmato tra Rai, Usigrai e Fnsi, verranno assunte in RAI 90 nuovi giornalisti, con l’obiettivo di “trasformare la Rai in un’azienda di servizio pubblico multimediale e crossmediale legata al territorio ” e saranno stabilizzati 250 professionisti che già svolgono attività giornalistica all’interno dell’azienda. Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, sottolinea: “Auspico che il giusto contratto diventi un modello anche per altre aziende editoriali, una strada da seguire. Lo storico accordo è il frutto di un lungo e faticoso lavoro, lontano dai riflettori”. (byChristian Flammia)

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Presentazione di: Reality – Siamo tutti protagonisti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Roma Venerdì 31 maggio Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di: Realiti – Siamo tutti protagonisti Condotto da Enrico LucciIdeato da
Umberto Alezio in collaborazione con Rai2 Un format originale, prodotto da Rai2 in collaborazione con Fremantle Il primo Truman show dell’informazione targato Rai2.
Un conduttore pazzo che si è autoconvinto di condurre un reality che nessuno gli ha mai chiesto di condurre e inconsapevoli concorrenti, che non hanno mai chiesto di partecipare ad un reality. Interverranno: Carlo Freccero – Direttore di Rai2 Enrico Lucci Umberto Alezio Asia Argento Luché Aurelio Picca In onda su Rai2 da mercoledì 5 giugno ore 21.20

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La Rai del cambiamento resta nel mondo delle buone intenzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La lotta per un cambiamento radicale del servizio pubblico è iniziata da tempo, ma non sta procedendo sui giusti binari.Ho voluto dirlo in maniera esplicita al Presidente Rai Foa stamattina in audizione in commissione di Vigilanza Rai. Riteniamo sia stato fatto un lavoro approfondito sul piano industriale triennale, ma ci sono delle incongruenze: penso alla capacità dell’azienda RAI sul mercato realtà degli OTT, sempre più competitive, che aggrediscono il mercato dei contenuti mentre il servizio pubblico rimane sempre più indietro.La riorganizzazione generale in corso, pensiamo alla chiusura di RaiMovie, avrebbe potuto portare un completo cambio di paradigma: quello che chiamo “Raiflix”.
Netflix, Amazon e gli altri OTT praticano un’attività predatoria, e la Rai annaspa. Invitiamo i vertici Rai a tutelare e garantire il pluralismo interno. Non è ammissibile il tono delle dichiarazioni del sottosegretario Vito Crimi sulla chiusura di Radio Radicale. Vergognoso è inoltre il mancato rifinanziamento del credito d’imposta per l’editoria per il 2019, che costringe molti giornali ai tagli del personale.
Questo governo, attraverso anche la Rai, si sta dimostrando un governo liberticida. Abbiamo richiesto l’audizione del sottosegretario per chiedere chiarimenti su questi atteggiamenti.Un appunto: Giorgia Meloni, quarto o quinto leader nell’indice di gradimento, è agli ultimi posti per numero di apparizioni televisive sui canali Rai, come denunciato francesco storace sul Secolo d’Italia. È pluralismo? Dubbi vengono oltretutto posti sul piano delle assunzioni: perché verranno assunti nuovi collaboratori mentre quelli precari non vengono stabilizzati e le graduatorie in sospeso non vengono assorbite? Completa solidarietà al Vicedirettore del TG1 Angelo Polimeno. L’azienda faccia velocemente chiarezza sull’eventuale lite e irrori le eventuali sanzioni.
Gli atteggiamenti aggressivi di Carboni in vigilanza fanno supporre che, probabilmente, una lite ci sia stata. La Rai del cambiamento, per ora, è sempre la stessa.”

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La Rai fa intelligenza con Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

“Mi piacerebbe sapere quale sia il giudizio dei vertici Rai sulla presenza del presidente francese Macron alla trasmissione di Fazio. O forse Fazio amministra una Repubblica autonoma dal resto dell’azienda e ha licenza di brigare con chi si è fatto beffa dell’Italia in questi anni, cercando palesemente di dominarla, talvolta anche con l’uso della violenza? Macron ha definito gli italiani ‘vomitevoli’ per il tentativo in corso di bloccare l’arrivo di centinaia di migliaia di clandestini, ha però blindato la frontiera a Ventimiglia e fatto sconfinare la sua gendarmeria per riportare in Italia gli stranieri fermati oltre il confine, ha richiamato il nostro ambasciatore per i contatti tra forze politiche italiane e alcuni leader dei ’gilet gialli’, ma offre tuttora ospitalità a decine di latitanti delle Brigate Rosse condannati in Italia per terrorismo. Non spiega la ragione per la quale la Francia mantiene di fatto, nel terzo millennio, le sue colonie in Africa, sfruttando manodopera, materie prime e applicando interessi usurai sulla moneta che stampa (il Franco Coloniale Africano) e lasciandole nell’arretratezza e nella povertà, cause primarie dell’emigrazione. Non si prende le sue responsabilità sulla Strage di Ustica mentre tutto il mondo sa che il missile che abbatté l’aereo di linea sui cieli italiani proveniva da un caccia francese che intendeva colpire un velivolo Tupolev a bordo del quale ci sarebbe stato Gheddafi. Ha bombardato Tripoli, partner storico di Roma, per bloccare l’accordo commerciale stipulato dal governo italiano di centrodestra con la Libia e destabilizzato un ex nostro protettorato che dista 200 miglia dalla Sicilia, con l’intento di diventarne interlocutore primario. Blocca un’operazione commerciale di Fincantieri infrangendo tutte le regole di mercato e foraggia invece l’acquisizione di interi settori industriali italiani da parte di multinazionali francesi, talvolta partecipate con capitali dello Stato francese. Il tutto in una fase storica in cui l’alfiere della finanza speculativa europea, membro di note consorterie mondiali amiche anche del Pd italiano, conosce il suo più basso momento di popolarità, destinato a un tonfo annunciato alle elezioni europee di maggio. La domanda è: perché la Rai di Stato, i cui vertici sono stati tenuti all’oscuro di questa intervista, ospita nella sua rete ammiraglia il presidente di una nazione palesemente ostile all’Italia? Un’intervista fatta peraltro da un non giornalista al presidente di una Repubblica in una delle fase più delicate dei rapporti diplomatici. L’appartenenza di Fazio al circuito della sinistra con il Rolex, salottiera e amica dei banchieri che ispira Macron vale più della difesa dell’interesse nazionale? Se Fazio vuole continuare a trattare la Rai come il suo canale personale, si faccia una sua tv, oppure intraprenda la carriera diplomatica”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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