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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Non un uomo, non un soldo per la guerra! Parte la mobilitazione!

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Venerdì notte gli Usa, la Francia e l’Inghilterra hanno dato inizio ai bombardamenti contro la Siria. La possibilità che, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, si arrivi ad uno scontro militare diretto, fra due delle maggiori potenze economiche, è all’orizzonte con conseguenze di carattere mondiale.La strategia del terrore ha bisogno di fabbricare prove false per manipolare l’opinione pubblica, come ai tempi della Guerra in Vietnam, in Iraq ad inizio secolo, in Palestina, in Libia ed in decine di altre situazioni. Ora la storia sembra ripetersi, per giustificare l’escalation militare di cui la UE, tramite il governo francese è una dei principali protagonisti.L’Italia non deve essere complice della politica di aggressione USA, come lo è stata in passato a causa della propria internità alla Nato, nonostante la Costituzione ripudi la guerra.Negli ultimi dieci anni di tagli enormi alla spesa sociale e ai salari, le spese militari dell’Italia sono aumentate del 25% (64 milioni al giorno!). Il quasi ex ministro della difesa Pinotti, ha sparso il “made in Italy” delle armi in tutto il Medioriente con contratti per miliardi di euro.La presenza delle basi militari Usa e Nato in Italia, da cui possono partire armi e aerei, carichi di bombe, destinati alle aree di guerra, assume in questo scenario un ruolo tragicamente importante.La guerra produce lutti, miseria e distruzioni nei paesi aggrediti e colpisce duramente le condizioni dei lavoratori e dei settori popolari dei paesi aggressori ai quali vengono addebitati i costi della guerra, limitati i diritti sociali e annullati gli spazi di democrazia.Per questo il movimento dei lavoratori deve battersi contro la guerra e i suoi costi umani, economici e sociali. Scendiamo in piazza contro la guerra ed in solidarietà di tutti i popoli che la subiscono! Scendiamo in piazza perché l’Italia non partecipi alla guerra e non conceda le basi militari per gli interessi guerrafondai di Trump, Macron e la May!Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare alle iniziative contro la guerra ed in particolare:
GIOVEDI’ 19 APRILE ROMA ORE 15,30 PRESIDIO ALL’AMBASCIATA USA
MILANO PRESIDIO ORE 16,00 AL CONSOLATO USA
BOLOGNA 0RE 17,00 PRESIDIO AL CONSOLATO FRANCESE

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Ucciso in un raid aereo Samir Kuntar

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2015

Samir KuntarDamasco (Siria) Samir Kuntar, il prigioniero libanese detenuto più a lungo in Israele (e liberato in uno scambio di prigionieri nel 2008), è stato ucciso in un attacco aereo israeliano in Siria. Lo ha annunciato la tv di Hezbollah, Al Manar, secondo cui Kuntar è stato colpito in un palazzo residenziale in un sobborgo di Damasco, Jaramana. La televisione accusa il gruppi siriani ribelli di «aver cooperato» con Israele fornendo le informazioni su dove si trovava l’ex guerrigliero. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato il raid, affermando che insieme all’esponente di Hezbollah sono rimaste uccise altre due persone e sei sono rimaste ferite. Da parte israeliana non è arrivata una conferma, ma neanche una smentita. Rispondendo ad una domanda riguardo al coinvolgimento di Israele, il ministro per le Costruzioni, Yoav Gallant, ha detto a Radio Israele: «Non confermo né smentisco nulla a riguardo». E poi ha aggiunto: «È un bene che persone come Samir Kuntar non facciano più parte del nostro mondo».
Kuntar aveva 16 anni nel 1979 quando, insieme ad altri tre membri del Fronte per la Liberazione della Palestina (Flp) si infiltrò in Israele, via mare, dal Libano. Il commando attaccò la casa di una famiglia a Nahariya prima di fuggire con due ostaggi su una spiaggia, dove tre membri del commando furono uccisi in una sparatoria con le forze dell’ordine israeliane. Kuntar, unico sopravvissuto, fu condannato per l’uccisione di due membri della famiglia, padre e figlia (di 4 anni), che erano stati presi in ostaggio e di un poliziotto israeliano Eliyahu Shahar. Diventato membro di Hezbollah in prigione. Insieme ed altri 4 guerriglieri di Hezbollah era stato liberato nel 2008 in cambio dei corpi di due soldati israeliani catturati ed uccisi nel 2006. La loro cattura aveva provocato una guerra di 34 giorni fra Israele ed Hezbollah. Dopo la liberazione Kuntar era tornato ad essere attivo con il movimento che combatte al fianco del presidente Bashar Assad contro i ribelli. Lo scorso settembre gli Stati Uniti l’avevano inserito nella lista nera dei terroristi.
(foto: Samir Kuntar)

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