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Parte la Ride to Moscow

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

staranzanoStaranzano (GO), 29 luglio Al campo di baseball della Staranzano Ducks (via Atleti Azzurri d’Italia 2) è in programma la festa di Ride to Moscow: una giornata dedicata alla solidarietà per celebrare l’impresa che porterà Paolo Ferraris, Arturo Giustina e Alessandro Ferraris fino a Mosca in bicicletta. Tutte le iniziative sono infatti dedicate alla raccolta fondi avviata dall’associazione GEOforChildren in favore degli orfani russi. La manifestazione gode del patrocinio dei Comuni di Staranzano e Ronchi dei Legionari.
«Sarà l’occasione per tutti di trascorrere una giornata di festa e di solidarietà», premette il presidente dell’associazione Paolo Ferraris. «Con il progetto Ride to Moscow abbiamo istituito il fondo “Una porta per la Vita” nel quale saranno versati tutti i soldi raccolti. I fondi serviranno per istituire un centro di orientamento per dare ai ragazzi tra i 12 ed i 18 anni un aiuto concreto durante il loro percorso di crescita attraverso la scuola e il lavoro. Sono queste le strade per dare loro un futuro migliore e metterli al riparo dai rischi di devianza».La giornata si apre alle 9.30 con il ritrovo dove i tre protagonisti presenteranno il viaggio in bicicletta che li porterà fino a Mosca dopo 2.500 km. Prevista la presenza dei sindaci di Staranzano e Ronchi dei Legionari, Riccardo Marchesan e Roberto Fontanot. Alle 10.30 la partenza della Ciclolonga: una pedalata di 55 km non competitiva che, passando da Ronchi dei Legionari, Fogliano Redipuglia, Sagrado e Savogna d’Isonzo accompagnerà i tre fino al confine con la Slovenia. A Gorizia, dove l’arrivo è previsto verso le 12, l’assessore alle politiche sociali Silvana Romano porterà il saluto dell’amministrazione comunale. Quindi Paolo e Alessandro Ferraris e Giustina, insieme con il team di dieci persone al loro seguito, proseguiranno verso la Russia, mentre la Ciclolonga farà ritorno a Staranzano per il pranzo. Quote di iscrizione da 25 euro. Per le iscrizioni http://geoforchildren.org/it/pedala-con-noi/; possibile iscriversi anche la mattina stessa dalle 9 alle 10.Nel pomeriggio sono previste animazioni per bambini con gonfiabili, trucca bimbi e tantissimo sport. Alle 15.30 è in programma l’allenamento di baseball per non vedenti della squadra di casa, lo Staranzano Ducks. Dalle 17.30 l’esibizione dei giovanissimi del Pedale Ronchese, la dimostrazione dei pulcini dell’ASD Calcio Pieris e l’allenamento dei bambini del mini baseball dello Staranzano Ducks. I bambini presenti potranno mettersi alla prova nelle rispettive discipline provando particolari percorsi in bicicletta, calciando un pallone o misurarsi con il baseball. Alla sera, grigliata, birra e tanta musica con tre gruppi: la Fandango Band – tributo Ligabue, la Nicola Straballo band e la tribute band degli 883 Gli Anni d’Oro.
A Ride to Moscow hanno aderito anche le aziende come Starbene Group, Geoclima, l’agenzia di comunicazione EoIpso, Cussigh Bike e Medicus oltre alle associazioni ASD Pedale Ronchese e ASD Saranzano Ducks. Hanno inoltre dimostrato interesse all’iniziativa GMC Refrigerazione, Climetal, Data Est, Cool-Therm, Aussafer, Project Engineering, Cesped, Al.ste, CAMI, Welcome Air-Tech, Klima-Therm, KFL, Rosenberg Italia, Enprom, Sea Trade International, Vniikholodmash-holding, Clima Tech e Geoflange. Tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa verranno pubblicati su http://www.geoforchildren.org (foto: staranzano)

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Yemen: si intensificano gli attacchi aerei a Sana’a, l’ospedale principale rischia la chiusura

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2015

YemenL’ospedale principale di Sana’a, Al Sabeen Hospital, rischia la chiusura per mancanza di forniture mediche, mettendo a rischio la vita di tre milioni di yemeniti, molti dei quali bambini. E’ quanto ha appreso Save the Children dallo staff della struttura, che potrebbe chiudere tra 48 ore per mancanza di carburante e di forniture mediche a seguito dell’intensificarsi degli attacchi aerei su Sana’a da parte della coalizione guidata dai sauditi.L’ospedale, sostenuto da Save the Children, è la principale struttura sanitaria della zona per i bambini e le donne incinta. Prima della crisi faceva affidamento sul porto di Hodeida per il 90% delle forniture, ma dall’inizio del blocco de-facto le importazioni sono ormai prosciugate.Come racconta il vice direttore di Al Sabeen Hospital, Halel Al Bahri, sono rimasti senza anestetici, test per le trasfusioni, Valium per le crisi epilettiche e preparati alimentari per i trattare bambini malnutriti. Sono stati costretti a ricorrere a carburante proveniente dal mercato nero per far funzionare i generatori elettrici per altri due giorni. Se saranno obbligati a chiudere, centinaia di bambini attualmente ricoverati non riceveranno più le cure. “Ci stiamo coordinando con altri ospedali della città dividendoci i nostri stock in modo che ognuno abbia un po’ di tutto”, ha sottolineato Al Bahri. “Ma ormai siamo agli sgoccioli e non abbiamo abbastanza materiale per andare avanti.” “La situazione è molto critica. Non abbiamo più tempo per aspettare rifornimenti e carburante. Se questo ospedale chiude moriranno molte più donne e bambini di quanti restano uccisi dalle bombe e negli scontri armati”.
In Yemen, 15,2 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base, in aumento del 40% rispetto al mese di marzo. Da marzo ad oggi i ricoveri per malnutrizione sono aumentati del 150% e si stima che entro la fine dell’anno oltre di mezzo milione di bambini ne soffriranno. “I civili stanno pagando il prezzo della guerra in Yemen, che nel giro di cinque mesi ha portato il paese ad una devastante crisi umanitaria”, dichiara Edward Santiago, direttore di Save the Children in Yemen. “Con l’ondata di violenza e il blocco de-facto stiamo lottando per ottenere aiuti sufficienti per chi ne ha più bisogno. La chiusura dell’ospedale sarebbe davvero devastante per i bambini di Sana’a e per le aree circostanti, e questa è solo la punta dell’iceberg. E’ fondamentale che medicine, forniture e carburante possano entrare nel paese, in caso contrario il numero di bambini che moriranno per malattie altrimenti curabili non potrà che aumentare.”

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Afghanistan: militari italiani feriti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Afghanistan, herat, la citadelle en 1969

Image via Wikipedia

Herat (Afghanistan) Doppio attacco terroristico dei talebani. Il primo è stato condotto alle 9,15 (ora locale) contro il Prt (si tratta di una struttura mista composta da unità militari e civili). E’ iniziato con un mezzo carico di esplosivo lanciato contro il muro di cinta e seguito, subito dopo, da armi da fuoco leggere ad opera di un commando di non meno di dieci uomini. L’azione è durata qualche ora prima che venisse respinto l’attacco. Il secondo si è verificato nei pressi con la stessa tecnica. I talebani in un comunicato non solo hanno rivendicato il raid ma hanno anche affermato che i combattimenti sono durati alcune ore. Sul campo sono rimasti uccisi diversi talebani, dei civili e militari afghani. Numerosi sono stati anche i feriti. Gli italiani ricoverati sono stati cinque dei quali uno solo è grave essendo stato colpito all’addome da un proiettile. Nell’area è di stanza il 132° reggimento artiglieria terrestre della brigata “Ariete” che ha in Italia la sua caserma a Maniago (Pordenone). Il comando è affidato al colonnello Paolo Pomella. Anche un funzionario del ministero degli Affari esteri è stato coinvolto nella sparatoria.

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Gare illegali in moto

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

“Un’altra nefasta moda, importata dagli USA, impazza fra i giovani  italiani, quella delle gare illegali in moto. Poi postate sul celeberrimo  Youtube. Il divertimento consiste nel correre a 300 km all’ora, fra inconsapevoli auto, su strade normali con l’ovvio rischio (certezza!) Di incidenti. E’ di ieri notte, infatti, l’ultimo raid effettuato dalle forze dell’ordine in Salento, dove sono stati arrestati diversi “centauri”, sequestrate moto e materiale per le riprese da postare su Youtube. Ottimo lavoro della Polizia, ma non crediamo sara’ sufficiente a stroncare questa “moda”. Siamo convinti che solo affrontando seriamente, ed alla base, la “questione socio-culturale” del rapporto fra giovani ed Internet, si possa limitare il proliferare di follie. Invece di fare a gara di “celodurismo”, la politica dovrebbe affrontare problemi seri, e che tenderanno sempre a crescere se non risolti.”

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