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Posts Tagged ‘ramadan’

Islam: Siamo entrati nel mese di ramadan

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

E’ una pratica rituale tipica ad ogni forma di religione. Si inserisce nei cosiddetti cinque pilastri della fede:
1. la professione di fede
2. il versamento della decima alla comunità
3. l’esecuzione delle cinque preghiere giornaliere
4. il digiuno del mese di ramadan
5. il pellegrinaggio alla Mecca.
La preghiera è un’espressione della dedizione a Dio; è un’affermazione dell’Islam di portata cosmica: cinque volte il giorno, alla stessa ora, con gli stessi gesti, e rivolti nella stessa direzione (La Mecca), tutti coloro che praticano l’Islam (muslim, musulmano) confermano l’esistenza di Dio e la loro presenza come corpo mistico indivisibile.
Il venerdì, è il giorno sacro scelto da Maometto per distinguersi dagli ebrei celebranti il sabato e dai cristiani la domenica. Si prega collettivamente nella moschea: la funzione, introdotta da una predica, per essere valida deve essere celebrata alla presenza di almeno quaranta uomini. Il digiuno, accompagnato dall’astinenza sessuale, distingue il mese sacro di ramadan, come quello che fonda l’anno (e il mondo). Il ramadan è il mese in cui Dio ha inviato la rivelazione al Profeta, e pertanto va distinto con un comportamento ritualizzato.
Al riguardo si ricorda che digiuno e astinenza sessuale non vanno intesi tanto come rinunce in onore di Dio, quanto come rovesciamento dell’ordine usuale; difatti il divieto di mangiare e di avere rapporti sessuali vale soltanto per le ore diurne, mentre di notte tutto è permesso, come a significare che l’attività mondana, normalmente svolta di giorno, in questo periodo eccezionale si svolge di notte.
Il pellegrinaggio alla Mecca, che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita, è la continuazione, in chiave islamica, di un antico culto pagano che si prestava a una pietra nera racchiusa in una costruzione cubica (Ka’ba) della città. Proprio a questo culto La Mecca doveva la sua importanza religiosa nel mondo arabo preislamico e, d’altra parte, proprio quest’importanza fu decisiva per la nascita e il primo sviluppo dell’islamismo.
Sono tutti significati religiosi che oscillano dai loro tratti distintivi di una fede che cerca, attraverso i teologi, di ritrovare la sua posizione storica, e, la necessità che le popolazioni arabe emergano accomunate da un comune ideale di vita e che non si disperdano e si confondano con le altre etnie. Solo in questo modo è stato possibile conservare intatta la loro identità etnica e diventare, all’occorrenza, dei conquistatori ed anche di subire le conquiste degli altri senza mescolarsi agli invasori e restare condizionati dai missionari portatori di altre religioni. Un altro aspetto che li ha preservati da possibili integrazioni è stato quello di far dipendere gli affari civili ai valori religiosi. La dogmatica si richiama a tre fonti: il Corano (rive-lazione esplicita), la Sunnah o la tradizione sul comportamento di Maometto (rivelazione implicita) e il consenso della comunità. La formula più nota che sintetizza la credenza islamica è la shahadah: “Non vi è altro Dio al di fuori di Dio e Maometto è il suo Profeta”. Tra Dio e gli uomini agiscono quali esseri intermedi gli angeli che Dio ha formato di luce; non hanno sesso e trascorrono il tempo nella lode di Dio in Cielo. È un angelo, e precisamente Gabriele, che ha avuto il compito di trasmettere a Maometto la rivelazione divina. Il diavolo (Iblis) è un angelo decaduto per non aver voluto adorare Adamo. Di derivazione pagana è la credenza in certi spiriti, detti ginn. Nel campo d’azione profetica, si fa una distinzione tra profeti e inviati: i primi hanno avuto il compito di conservare il vero culto e i secondi quello di trasmettere la rivelazione.
Maometto è l’ultimo Profeta-Inviato di una serie che nel Corano è di 25 ma che, secondo la tradizione, raggiunge la cifra di 124.000. Maometto, quale ultimo e definitivo Profeta-Inviato, è detto, nel Corano stesso, Khatam (Suggello). Gesù Cristo è interpretato come un Inviato. La credenza nell’immortalità dell’anima è fondamentale; a essa consegue una rappresentazione dell’aldilà come Paradiso (Giannah o Firdaus) e come Inferno o Geenna, a cui si è destinati secondo i meriti conseguiti in vita.
L’escatologia si completa con l’idea di una fine del mondo e di un Giudizio universale. Credenze, a volte soltanto collaterali, ma sicuramente diverse, distinguono le varie sette eterodosse. Di particolare sviluppo sono le credenze nell’imam e nel mahdi. Sono brevi cenni ma ritengo sufficienti per significare quanto vicino possa essere lo stesso tratto di cammino che ci conduce all’identificazione di una religione che è assimilabile alle altre, anche nei suoi rituali e nel trascendente. Perché non asserire che Maometto è il fratello arabo di Cristo? Perché non affermare che Buddha è il fratello asiatico sia di Maometto sia di Cristo?
Può sembrarci tanto sconvolgente o blasfemo? Non credo se ci riteniamo diretti discendenti del primo uomo che, in assoluto, s’identifica con la sintesi delle nostre pas-sioni ed anche dei distinguo. Dato che con l’Islam nasce non soltanto una religione ma una completa unità culturale, con dimensioni, pertanto, anche socio-politiche (oltre che artistiche, letterarie, ecc.), non fa meraviglia che il suo sviluppo sia condizionato da rivalità e lotte politiche, nelle quali il problema del potere temporale coincideva con quello spirituale. (Riccardo Alfonso)

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Ramadan 2020: gli auguri di Giovanni Paolo Ramonda

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Come sorelle e fratelli della Comunità Papa Giovanni XXIII rivolgiamo un fraterno augurio di Ramadan Mubarak ai nostri amici musulmani, in questo mese benedetto di digiuno, preghiera ed elemosina. Anche noi cattolici viviamo nella Quaresima questi elementi della fede prescritti da Dio Onnipotente.Nel mistero della Rivelazione, come figli dello stesso padre Abramo, ci rivolgiamo a Dio, Unico Creatore dell’Universo, perché ci aiuti a vivere con speranza e rinnovata fede questo tempo di pandemia che sta provocando forte sofferenza e difficoltà economiche. Come già fortemente richiamato dal documento sulla Fratellanza Umana firmato dal nostro Papa Francesco e dal Gran Imam Al Tayyeb ad Abu Dhabi, uniamoci in un grande sforzo comune di solidarietà per soccorrere i deboli, rispettarci tra noi e proteggere la Terra, nostra casa comune. Rinnoviamo il nostro augurio di Ramadan Mubarak .Siamo una sola umanità, tutti figli del Creatore. Camminiamo insieme. (Giovanni Paolo Ramonda Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII)

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E’ iniziato il Ramadan tra domenica e lunedì per i musulmani anche in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Il Ramadan è iniziato tra domenica scorsa e lunedì e terminerà il 4 giugno sera. E’ il mese sacro del calendario lunare islamico dedicato alla preghiera e al digiuno durante le ore diurne. L’inizio del mese più sacro del calendario islamico può essere, verificato tramite complicati calcoli astronomici anche tramite il reale avvistamento del primo spicchio di luna, tanto che le diverse autorità del variegato panorama islamico mondiale non sempre concordano con il momento esatto. Quest’anno infatti, inizia con la Luna nuova, per oltre 2 milioni e mezzo di musulmani in Italia, il 4% della popolazione, e per oltre un 1,8 miliardi nel mondo. Secondo la tradizione, è durante il Ramadan che l’arcangelo Gabriele dettò al profeta Maometto le sure del Corano. E l’osservanza del digiuno, sawm, praticato in questi giorni è uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, all’elemosina, al pellegrinaggio alla Mecca e alla preghiera quotidiana. Dall’alba al tramonto non è prevista solo astinenza dal cibo e dall’acqua, ma anche da tabacco, rapporti sessuali e in generale da azioni e pensieri “cattivi”. La giornata è scandita da un pasto frugale, suhur, prima dell’aurora, dalla rottura del digiuno, iftar, quando fa buio, e naturalmente dalle preghiere, compresa tarawih, recitata solo in questa occasione.Ormai da molti anni il Ramadan si celebra anche in Italia, dove secondo le ultime stime i musulmani sarebbero 2,5 milioni, per la stragrande maggioranza immigrati e figli. E nelle città dove sono in tanti, i fedeli si organizzano per celebrare insieme ogni sera la rottura del digiuno. Sono 5 i doveri fondamentali della fede islamica. Oltre al digiuno del ramadan ci sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), le elemosine (zakat) e il pellegrinaggio, almeno una volta nella vita, (hagg) a La Mecca, in Arabia Saudita. Ramadan Kareem è l’augurio che ci si scambia durante il Ramadan. Il significato è generoso Ramadan. La risposta è la stessa formula ripetuta oppure Akram, Allah è più generoso. È il mese soprattutto dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina con le notti dedicate a pratiche devozionali e a festeggiamenti. In questo mese non si dovrebbe mentire, usare un linguaggio volgare e combattere guerre. Sono esentati dal digiuno i minorenni, i vecchi, i malati, le donne che allattano o in gravidanza. Lo è temporaneamente anche chi è in viaggio e le donne durante il ciclo mestruale. Un periodo di pace e di straordinaria importanza per i fedeli dell’Islam per il quale Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” invita tutti i cittadini italiani, credenti e non al massimo rispetto.

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Ramadan, augurio della Comunità Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

«Auguriamo ai fratelli e alle sorelle mussulmani ogni bene all’inizio della celebrazione del Ramadan. Nei vari paesi del mondo in cui viviamo insieme a voi, accompagniamo questo tempo con la vicinanzae la preghiera. Le regole seguite in questo mese – il ricordo di Dio, lalettura sacra, la condivisione del cibo, la purificazione dell’anima eil perdonarsi reciprocamente – sono le stesse che Dio consegna ai cristiani per amare di più Lui e i nostri fratelli. In questo sforzo
spirituale che ci accomuna desideriamo collaborare insieme nella costruzione di un mondo libero dalla violenza, che abbia al centro la compassione per i deboli e la pace».Con spirito di amicizia e di rispetto la Comunità Papa Giovanni XXIII esprime il suo augurio all’inizio del Ramadan, il mese in cui i musulmani onorano Dio e celebrano la rivelazione del Corano.

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Messaggio dell’Arcivescovo alle comunità islamiche in occasione del Ramadan

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

comunità“Carissimi fratelli e sorelle, in occasione del sacro mese di Ramadan, caratterizzato da digiuni e da intense preghiere a Dio, il Compassionevole e il Misericordioso – afferma Mons. Corrado Lorefice – porgo a nome della Comunità Cristiana della Diocesi di Palermo, un sincero e fraterno augurio di gioia e di pace, che abbondi grandemente nel cuore di tutti voi e di ogni persona di buona volontà. E’ forte il desiderio, in questi giorni di Ramadan, di unirci spiritualmente con voi per innalzare fervide preghiere a Dio per il trionfo della pace e della giustizia tra i popoli e renderci capaci di ascoltarci vicendevolmente con amicizia, rispetto e fiducia reciproca, per un comune impegno nella carità e nelle opere buone.
Dobbiamo convincerci che è indispensabile la collaborazione di tutti, nessuno escluso, per costruire una società che assicuri a noi e alle generazione future, i valori della libertà, della pace, della legalità e dei fondamentali diritti umani.
È proprio per questo che rinnoviamo la nostra disponibilità e il nostro impegno a creare occasioni di incontro e di conoscenza, di amicizia e di condivisione, affinché le nostre comunità possano unire il loro sguardo verso un presente e un futuro di pace e di convivenza tra le fedi e tra i popoli. All’unico Dio, Clemente e Misericordioso, vogliamo affidare il sacro mese di Ramadan, le vostre e le nostre comunità religiose, il cammino che abbiamo fatto e quello che ancora potremo e vorremo fare insieme in questa cara Palermo”.

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Si apre il mese del Ramadan: Digiuno, preghiera, purificazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

la Moschea di Forte Antenne, Roma

la Moschea di Forte Antenne, Roma

Anche in Italia inizia il Ramadan per i musulmani. L’inizio del mese più sacro del calendario islamico può essere, infatti, verificato tramite complicati calcoli astronomici anche tramite il reale avvistamento del primo spicchio di luna, tanto che le diverse autorità del variegato panorama islamico mondiale non sempre concordano con il momento esatto.Secondo la tradizione, è durante il Ramadan che l’arcangelo Gabriele dettò al profeta Maometto le sure del Corano. E l’osservanza del digiuno, sawm, praticato in questi giorni è uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, all’elemosina, al pellegrinaggio alla Mecca e alla preghiera quotidiana. Dall’alba al tramonto non è prevista solo astinenza dal cibo e dall’acqua, ma anche da tabacco, rapporti sessuali e in generale da azioni e pensieri “cattivi”. La giornata è scandita da un pasto frugale, suhur, prima dell’aurora, dalla rottura del digiuno, iftar, quando fa buio, e naturalmente dalle preghiere, compresa tarawih, recitata solo in questa occasione.Ormai da molti anni il Ramadan si celebra anche in Italia, dove secondo le ultime stime i musulmani sarebbero 1,7 milioni, per la stragrande maggioranza immigrati e figli. E nelle città dove sono in tanti, i fedeli si organizzano per celebrare insieme ogni sera la rottura del digiuno. Intanto, il Coordinamento delle Associazioni Islamiche CAIM vorrebbe coinvolgere nelle celebrazioni di questo mese anche i tanti profughi arrivati dalla Siria. Un periodo di straordinaria importanza per i fedeli dell’Islam per il quale Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” invita tutti i cittadini italiani, credenti e non al massimo rispetto.

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Cattolici e musulmani insieme per la cena del Ramadan

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

incontro ramadamPalermo. La Comunità Islamica di Palermo invita alla cena del Ramadan che si svolgerà giovedì 23 giugno 2016, alle ore 19.30, presso la Moschea di piazza Gran cancelliere. Il ramadan avrà inizio lunedì 6 giugno e si concluderà martedì 5 luglio. Sono stati invitati, l’Arcivescovo di Palermo, le Comunità Cristiane: Cattoliche, Evangeliche, Ortodosse, Anglicana, la Comunità Ebraica, le diverse Confessioni Religiose, il Sindaco di Palermo, i Consoli della Tunisia e del Marocco, il Presidente della Consulta delle Culture e le Autorità Civili e Militari. “Nel condiviso e vivo desiderio di proseguire il cammino intrapreso del dialogo islamico -cristiano – ebraico – dichiara l’Imam Boulaalam Abderrahmane Mustafà e gli Imam delle diverse Comunità Islamiche di Palermo – per sostenere i valori della pace e dell’amicizia tra gli uomini e con la ferma volontà di condannare e rifiutare ogni progetto ed azione di violenza, di terrorismo e di guerra, durante il Mese del Ramadan di digiuno e preghiera, da questa terra di Palermo “si alzi forte il grido di pace e di armonia tra i popoli”.
E mons. Corrado Lorefice ha fatto pervenire all’Imam di Palermo un messaggio con il quale accetta l’invito e nel contempo, in occasione del prossimo Festino, giovedì 14 luglio, alle ore 11.30, aprirà le porte di casa sua a tutti, cristiani, ebrei, imam islamici e altre confessioni religiose, per un incontro di gioia fraterna.
“Care sorelle e fratelli musulmani, sono lieto di porgervi sia a nome mio personale, sia dell’Arcidiocesi di Palermo i migliori auguri di un sereno e proficuo inizio del mese dei Ramadan. E’ tempo nel quale con fede, impegno e dedizione vi consacrate all’osservanza di molte pratiche religiose quali la preghiera l’elemosina, l’aiuto ai poveri, le visite a parenti ed amici il dominio delle passioni”.
Proprio per rinsaldare l’amicizia, mons. Lorefice sarà presente nella moschea di Piazza Gran Cancelliere per incontrare la comunità islamica e a condividere la cena del Ramadan con tutti gli Imam d Palermo, con gli Ebrei, con i Pastori cristiani con i presbiteri e i diaconi cattolici e con i rappresentanti di altre religioni.
“Sarebbe un segno prezioso – aggiunge l’Arcivescovo di Palermo – che fossero tutti i palermitani a dedicare questo stesso giorno ad un impegno di digiuno e preghiera per la pace, l’armonia e a fraternita tra tutti gli uomini. Ispirati dai nostri valori condivisi e rafforzati dai nostri sentimenti di genuina fraterna amicizia e solidarietà, siamo perciò chiamati a lavorare insieme nelle nostra comune casa che è la città di Palermo, perché essa si arricchita dall’impegno di tutti noi a favore della giustizia, del rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Ci sentiamo particolarmente responsabili dei più bisognosi: i poveri, i malati, gli organi, i carcerati, i migranti, le vittime della tratta umana e tutti coloro che soffrono situazioni di disagio personale e familiare. Impegnati a costruire la città degli uomini e delle donne, “dal basso”, dai “vinti” della storia, dai più fragili, dai piccoli, da chi non ha voce. Abbiamo il compito di salvaguardare insieme l’ambiente ed il decoro della città nella quale viviamo; è una responsabilità comune, come ha scritto Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si”
Si avvicina il Festino, la festa che, nel nome di una santa donna, Rosalia, che nella sua vita ha invocato la protezione di Dio sulla nostra città, richiama e raccoglie tutti gli abitanti di Palermo in una concorde ed unanime esperienza di gioia nel ritrovarsi uniti per lottare contro ogni forma di male, odio, di violenza e di mafia. Nel nome di questa libertà, di mente e di cuore, desidero aprire le porte della mia casa a tutti i responsabili delle varie Religioni, Imam Rabbini, Pastori, Presbiteri, Guide spirituali, per testimoniare la bellezza dello stare insieme in pace e in cordiale fraternità, ed anche alle autorità consolari, civili e militari per esprimere la volontà armonica nella partecipazione alla costruzione della città “nuova” per l’impegno di tutti alla stima e al rispetto dell’identità etnica e religiosa di ogni uomo”. (foto: incontro ramadan)

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Musulmani: Ifatr pubblico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Roma 29 Agosto dalle ore 19.30 alle 20.30 a Villa De Santis, organizzato in collaborazione con associazioni espressioni della comunità bangladese romana e con la Moschea “Masjeed-e-Rome”. vedrà la presenza della cittadinanza locale, invitata a degustare pietanze etniche, preparate privatamente e distribuite gratuitamente, per conoscere attraverso il cibo una delle ricorrenze particolarmente sentite, qual è appunto il mese di Ramadan. “Ci auguriamo – è scritto in una nota informativa –  che questa iniziativa possa essere un importante momento per favorire il dialogo islamo-cristiano in un territorio divenuto simbolo della diversità culturale.organizzato in collaborazione con associazioni espressioni della comunità locale. In tal senso, i cittadini, le associazioni, le forze sociali e politiche, le istituzioni locali, i mezzi di comunicazione sono invitati a partecipare a questo evento, ispirato alla necessita’ di rafforzare il dialogo intereligioso.
L’iftar è il momento in cui la comunità musulmana termina al tramonto la giornata dedicata al digiuno, celebrando con pietanze tradizionali momenti di socialità collettiva.

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Il pellegrinaggio a Mecca

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

Il pellegrinaggio a Mecca è per i musulmani uno dei cinque pilastri dell’Islam, i cinque principi fondamentali che regolano la vita cultuale del credente: la professione di fede (šahada),  l’elemosina rituale (zakat), il digiuno (sawm) nel mese di Ramadan, la preghiera rituale (salat) e il pellegrinaggio a Mecca (hagg), che va compiuto almeno una volta nella vita durante il mese di Ramadan.Attualmente il pellegrinaggio è fortemente regolato in ragione del grande afflusso di pellegrini e coinvolge ogni anno tre milioni e mezzo di donne e uomini. Questa esperienza religiosa accomuna tutti i musulmani rendendoli uguali davanti a Dio. Mecca diventa pertanto il luogo simbolico della fratellanza, del superamento delle barriere etniche o sociali, il luogo dove tutto ebbe inizio.L’opera si addentra nella spiegazione accurata di luoghi e simboli del pellegrinaggio, nonché del rito e di tutti i tipi di pellegrini del passato. Infine, per dimostrare l’attualità del pellegrinaggio a Mecca, vengono riportate interessanti interviste a pellegrini contemporanei realizzate appositamente.
Jolanda Guardi è docente di Lingua e Traduzione Araba presso l’Università degli studi di Milano. Per Xenia Tascabili ha già scritto L’Islam (1997), La medicina araba (1999) e La danza del ventre (2008).
Renata Bedendo, teologa e arabista, è tra i fondatori del Centro Ambrosiano di Documentazione per le Religioni e Membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento delle Teologhe italiane. È Cultrice della Materia (Lingua Araba) presso l’Università degli Studi di Milano. Vivono e lavorano a Milano. (ISBN 978-88-7273-664-7  ISBN 978-88-7273-664-7 F.to 13×19,5 128 pagg. € 6.50)

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Libertà di culto delle minoranze religiose

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Roma 6 Settembre 2009, ore 19.00 Via Nino Bixio 12 Presso Asso. Dhuumcatu Le polemiche scaturite nei confronti dei lavoratori islamici, coincidenti con l’inizio del periodo di Ramadan dimostrano che, nonostante l’Italia sia uno stato laico che prevede la libertà di culto, non vengono di fatto riconosciuti i diritti dei lavoratori islamici e delle altre minoranze religiose.  Per questo l’Associazione Dhuumcatu, invita all’if tar, il tradizionale pasto (naturalmente gratuito) del tramonto per i fedeli musulmani durante il Ramadan.

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