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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Tamponi rapidi nasali: farmacista abilitato al prelievo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Il test rapido con prelievo nasale per la rilevazione dell’antigene del coronavirus deve essere eseguito direttamente da personale abilitato, “nel quale va ricompreso il farmacista”, in quanto da un test effettuato dallo stesso paziente, anche se sotto la vigilanza del farmacista ne deriva una “inevitabile incertezza” con gravi rischi per la salute pubblica poiché può portare a falsi negativi e al “mancato isolamento di soggetti affetti dal virus”. A dirlo è un’ordinanza del Consiglio di Stato (N. 01634/2021) intervenuto sulla richiesta di sospensione proposta dall’Ordine nazionale dei biologi dell’accordo stipulato a dicembre tra la Regione Emilia-Romagna e le farmacie per l’esecuzione di test antigenici rapidi in farmacia.A segnalare la decisione dei giudici amministrativi della Sezione Terza del CdS, esprimendo “viva soddisfazione”, è FarmacieUnite che aveva seguito la vicenda per le sue associate dell’Emilia-Romagna e in una nota richiama tutta la vicenda. L’Ordine dei biologi, “dopo l’ordinanza del 09-02-2021 del Tar dell’Emilia-Romagna che aveva respinto la richiesta di sospendere l’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e le Associazioni di Categoria delle farmacie convenzionate circa l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi in farmacia, si è rivolto al Consiglio di Stato per contestare, anche in quella sede, la legittimità dell’esecuzione di tale test da parte dei farmacisti e rinnovare la richiesta di sospensione”. Dal canto suo l’ordine dei Biologi sostiene “che, in assoluto, non rientri nelle competenze professionali dei farmacisti, né l’atto materiale del prelievo del campione biologico, né la sua analisi, per quanto effettuata attraverso il semplice utilizzo di un reagente già predisposto dal fabbricante”. Secondo i biologi, inoltre, nel caso specifico caso dei test eseguiti in Emilia-Romagna, “il prelievo del campione biologico materialmente effettuato dal paziente, seppur sotto la vigilanza del farmacista, non garantisce una sua corretta esecuzione, e generi, pertanto, il rischio di falsi negativi”. Un rilievo che il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato e lo ha accolto.Il Consiglio di Stato ritiene, infatti, che “l’istanza di sospensione proposta dall’Ordine nazionale dei Biologi, debba essere accolta, nei limiti in cui il provvedimento impugnato consenta che il predetto test rapido nasale, per la rilevazione dell’antigene del coronavirus, non venga eseguita da personale abilitato, ma dallo stesso paziente in quanto ciò può determinare un esito incerto, sotto il profilo scientifico, dipendente dall’effettuazione dell’autotest da parte di soggetti inesperti”. Ciò considerando anche “l’inevitabile incertezza che può derivare da un test anti-covid effettuato dallo stesso paziente, pur sotto la vigilanza del farmacista, unita alla formalizzazione del risultato determinato dal test può comportare gravi rischi per la salute e la sicurezza pubblica potendo indurre a “falsi negativi” e al mancato isolamento di soggetti affetti dal virus”. Detto questo, però, i giudici hanno sottolineato che “il test da cui derivano effetti giuridici o sanitari di qualsiasi natura non può che essere effettuato direttamente da personale abilitato, nel quale – ad una prima delibazione consentita dalla sede cautelare e ritenuto prevalente l’interesse ad un più ampio screening anticovid della popolazione – va ricompreso il farmacista”. (fonte: farmacista33)

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Scuola: Studio Rockefeller Foundation: con test rapidi e distanziamento contagi abbattuti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Permettere agli studenti delle scuole superiori di sottoporsi ogni sette giorni al tampone di tipo rapido porta a una diminuzione dei nuovi casi Covid19 del 50%. Lo stesso test somministrato nelle scuole elementari-medie porta ad un calo di infezioni del 35%: una differenza dovuta, spiegano i ricercatori, al numero di interazioni e contatti tra amici negli studenti dai 14 anni in su. Dalla ricerca prodotta dalla Rockefeller Foundation e dal ministero della Sanità statunitense è emerso anche che eseguire i test a una volta al mese fa scendere i contagi solo del 5%. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “tutti gli studenti che frequentano le nostre scuole vanno messi con celerità nelle condizioni di essere monitorati, dando loro l’opportunità di effettuare i tamponi rinofaringei soprattutto negli istituti scolastici superiori. Esattamente come sostengono i ricercatori della Rockefeller Foundation e del ministero della Sanità degli Stati Uniti. Gli screening continuativi rimangono la migliore prevenzione rispetto alla diffusione del contagio da coronavirus. È bene anche che il nuovo Governo, come sembra, punti forte, con i fondi del Recovery Plan, sull’aumento del numero di scuole, di aule e delle loro dimensioni. Quindi di organici e su un rapporto numerico più umano docenti-studenti”.

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Pandemia: Test rapidi sono una valida alternativa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Per diagnosticare i casi Covid-19, il test molecolare con tampone resta il gold standard ma i test antigenici rapidi, se dotati di “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” come quelli di ultima generazione, si possono considerare “una valida alternativa”. È quanto indica il ministero della Salute in una nuova circolare di “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”. Nel documento si legge che “il test molecolare, eseguito su tampone oro-nasofaringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction – Rt-Pcr) rimane il gold standard”. Tuttavia, i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. L’indicazione, quindi è di prestare attenzione all’affidabilità del test antigenico. Il Ministero ricorda che con i test antigenici rapidi si rileva la presenza di proteine virali (antigeni): “Sono disponibili diversi tipi di test antigenico, dai saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione) ai test a lettura immunofluorescente, i quali hanno migliori prestazioni. I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari.Il Ministero sottolinea l’obbligo di tracciabilità di tutti i test nei sistemi informativi regionali, pertanto “gli esiti dei test antigenici rapidi o dei test Rt-Pcr, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”. Per quanto riguarda le misure di isolamento, “alle persone che risultano positive al test antigenico rapido, anche in attesa di conferma con secondo test antigenico oppure con test Rt-Pcr, si applicano le medesime misure contumaciali previste nel caso di test Rt-Pcr positivo” con riferimento alle misure previste dalla Circolare del 12 ottobre per durate e termine di isolamento e quarantena. Infine, la raccomandazione per chi “non appartiene a categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse e non è contatto di caso sospetto” e “va a fare il test in farmacia o in laboratorio a pagamento”: “se il saggio antigenico risulta negativo non necessita di ulteriori approfondimenti, se positivo va confermato con test di terza generazione o test in biologia molecolare. Va sempre raccomandato che anche in presenza di un test negativo la presenza di sintomi sospetti deve indurre a contattare il medico curante per gli opportuni provvedimenti”. Il documento conclude sottolineando che “dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”. (fonte: Farmacista33)

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Covid-19, circolare del ministero fa chiarezza sui test rapidi. Ecco quali utilizzare

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Per la diagnosi di Covid-19 “il test molecolare, eseguito su tampone oro-naso-faringeo con metodica di real-time Pcr (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction) rimane il gold standard”. Solo i test antigenici rapidi di ultima generazione hanno dimostrato di avere “sensibilità e specificità quasi sovrapponibile” e “sulla base dei dati al momento disponibili, risultano essere una valida alternativa alla Rt-Pcr”. Lo sottolinea la nuova circolare del ministero della Salute “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing”, che, partendo da questa premessa, dà parziale via libera all’utilizzo dei tamponi antigenici rapidi per la definizione di un caso di Covid-19, con l’indicazione di prestare particolare attenzione all’affidabilità.Gli esiti dei test “anche se effettuati da laboratori, farmacie, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni, devono inoltre essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento”, si raccomanda. “I test diagnostici antigenici rapidi (Tdar), che rilevano la presenza di proteine virali (antigeni), sono disponibili in diverse tipologie: es. saggi immunocromatografici lateral flow (prima generazione), test a lettura immunofluorescente (con prestazioni migliori). I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) hanno una performance simile ai saggi di Rt-Pcr”, si legge. “Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in Rt-Pcr non siano disponibili o i tempi di risposta siano eccessivi”, il ministero riprende la raccomandazione della Commissione europea del 18 novembre scorso, cioè “il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano sensibilità maggiore o pari all’80% e specificità maggiore o pari al 97%”. Il ministero riporta inoltre il suggerimento dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, di “utilizzare, per le situazioni di bassa prevalenza, test con sensibilità pari o maggiore del 90% e specificità del 97%, più vicine all’affidabilità” dei tamponi molecolari. “Dal momento che alcuni test antigenici (soprattutto quelli che non usano l’immunofluorescenza a lettura microfluidica), ovvero quelli di prima e seconda generazione, possono avere una sensibilità sub-ottimale, si raccomanda, nel comunicare un risultato negativo, di fornire una adeguata informazione al soggetto, consigliando comportamenti prudenziali”, conclude la circolare a firma del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza fonte Doctor33

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Test antigenici rapidi per Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Stabilire rigorosi percorsi di entrata, attesa e uscita negli studi, eseguire il test antigenico rapido solo su previo appuntamento in un locale dedicato con una buona aereazione e che non sia di passaggio, sanificare le superfici tra un prelievo e l’altro. Queste sono alcune delle indicazioni contenute nella Nota tecnica diffusa dall’Istituto superiore di sanità (Iss) per “Esecuzione dei test diagnostici negli studi dei pediatri di libera scelta e dei medici di medicina generale”, realizzata in collaborazione con il Ministero della salute, la Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) e l’Inail, e online sul sito dell’Iss. Un documento che include diversi temi: dalle misure generali di prevenzione e controllo dell’infezione – dall’igiene delle mani alla pulizia e disinfezione degli strumenti e degli ambienti, passando per la gestione dei rifiuti e l’organizzazione delle modalità di accesso allo studio medico – alla spiegazione delle procedure per l’esecuzione dei test rapidi antigenici che, analogamente a quelli molecolari, valutano la presenza del virus nel campione clinico. Con la differenza che i test antigenici rilevano la presenza del virus non tramite il suo acido nucleico (Rna) come quelli molecolari, ma tramite le sue proteine (antigeni). Il risultato dei test rapidi antigenici può essere direttamente visibile a occhio nudo o letto mediante uno strumento analizzatore compatto e trasportabile. Proprio per tali caratteristiche questo tipo di test può essere eseguito in uno studio medico o in aree dedicate senza la necessità di essere effettuato in un laboratorio. Come spiega la Nota, il tampone deve essere processato nel più breve tempo possibile, generalmente entro un’ora dal prelievo e il risultato si ottiene in 15-30 minuti. Il test può risultare negativo se la concentrazione degli antigeni è inferiore al limite di rilevamento del test come, ad esempio, nella fase tardiva dell’infezione o risultare falsamente positivo per problemi di specificità, e per tale motivo, il test antigenico rapido positivo può necessitare di conferma mediante test molecolare.Per gli studi pediatrici la Nota indica qualche raccomandazione in più: – Separare gli accessi riservati ai bilanci di salute e alle attività vaccinali dagli accessi per l’esecuzione del test diagnostico per Sars-CoV-2. – Raccomandare che l’accesso ai locali dello studio sia consentito ad un solo accompagnatore per bambino e che l’accompagnatore sia in buona salute. – Prevedere un percorso prioritario per l’esecuzione del test a bambini immunodepressi o con patologie pregresse e, sotto i 6 anni, a quelli che frequentano la comunità infantile. – Prevedere un approccio differente nella procedura di prelievo in relazione all’età e alla compliance del bambino, prevedendo il supporto del personale infermieristico. «Abbiamo voluto contribuire fattivamente alla sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini con un documento agile e operativo che possa rispondere ai dubbi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta chiamati a contribuire fattivamente in questo momento di grande richiesta di test diagnostici», dichiara Paolo D’Ancona, ricercatore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss. «Siamo da tempo all’interno dei Gruppi di lavoro con l’Istituto superiore di sanità – spiega il segretario della Fnomceo, Roberto Monaco -. Una collaborazione fattiva, che in questo 2020, funestato dalla pandemia di Covid si è fatta sempre più intensa e proficua. Questo Documento è l’occasione per apportare il nostro contributo professionale. Ad esso si affiancheranno due video – tutorial sulle modalità per effettuare i tamponi, negli adulti e nei bambini. Questi contenuti, che codificano procedure condivise, sono la prova che, quando si ascoltano i professionisti, che tali procedure devono poi applicare, si ottengono risultati di qualità». (Fonte Doc.33)

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I pediatri disponibili per i test rapidi antigenici

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“In piena seconda ondata di Covid-19 ognuno deve fare la sua parte con senso di responsabilità. Con questo spirito la Pediatria di Famiglia ha siglato l’Accordo Collettivo Nazionale, rendendosi disponibile all’esecuzione dei test rapidi antigenici. Parliamo di oltre 50.000 tamponi al giorno per tutto l’ambito delle Cure Primarie, circa un terzo di quanti ne vengono effettuati quotidianamente in questi tempi di massimo impegno su screening e diagnostica”. Questo il commento del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci alla firma dell’accordo che impegna le Cure Primarie nell’attività di screening del virus Sars-Cov-2. “Nell’intesa – rivela Biasci – un passaggio è dedicato alla sicurezza. Possiamo confortare le famiglie e i colleghi: opereremo avendo a disposizione i necessari dispositivi di protezione individuale. Accogliamo inoltre con soddisfazione l’impegno sottoscritto sulla diagnostica di primo livello, voluto fortemente dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ringraziamo, con il quale potremo alleggerire ulteriormente il lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione”. “Siamo lieti – conclude Biasci – di contribuire a rafforzare le attività di prevenzione della trasmissione del Covid-19. Con il nostro impegno ridurremo gli accessi negli ospedali e le occasioni di esposizione al contagio. Nonostante le incredibili pressioni a cui la Medicina del Territorio è già sottoposta da mesi, abbiamo voluto dare una risposta chiara e forte alla chiamata del Governo nella gestione dell’emergenza. Pensiamo che solo insieme, con il contributo di ciascuno di noi, quale sia il ruolo di ognuno nella vita del nostro Paese, potremo uscire da questa fase così drammatica della pandemia”.

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Coronavirus: arrivano i primi test rapidi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Milano. I test rapidi per il virus SARS-CoV-2 possono fare la differenza per limitare il contagio, e le aziende del settore stanno lavorando a ritmi serrati per fornire ai sistemi sanitari un numero sufficiente di test rapidi. Oggi che è evidente la veloce ripresa dei casi di positività al virus SARS-CoV-2 molto, vi è la necessità di un monitoraggio molto più rapido e capillare dei casi sospetti e dei vari contatti. Con l’apertura delle scuole e delle università e con il ritorno al lavoro di milioni di italiani, urge un piano di screening efficace e veloce che permetta di individuare ogni giorno molti più positivi.Inoltre, con il riaffacciarsi della stagione autunnale si va incontro anche ai virus influenzali, i cui sintomi possono essere facilmente confusi con il Covid-19.Per questo motivo aumentare le persone sottoposte a test per rilevare il virus è fondamentale, e da qui la necessità di utilizzare i test rapidi che permettono di ottenere risultati in pochi minuti.Una bella differenza dal tampone naso faringeo che richiede personale specializzato e laboratori per la produzione dei referti.I test rapidi non sostituiscono il tampone che, resta il metodo più efficace, ma sono importanti come supporto allo screening e all’intercettazione veloce di nuovi positivi.Uno dei primi test rapidi ad arrivare sul mercato è quello della Screen Italia, azienda Italiana che distribuisce test rapidi, proprietaria del Marchio Screen.La società ha reso disponibile lo Screen Test Covid-19+FLU A/B (https://www.screenitalia.it/test-rapido-covid-19-antigene), un tampone rapido rinofaringeo Antigene Covid-19 e Influenza A+B.Con questo test immunocromatografico rapido avviene l’individuazione qualitativa degli antigeni del virus virus Sars-CoV-2, Influenza A e Influenza B presenti nella rinofaringe umana.Un prodotto per uso diagnostico professionale in vitro particolarmente utile per poter individuare i tre antigeni, con risultati rilasciati separati per ogni antigene.Questo viene individuato generalmente nei campioni delle vie respiratorie superiori quando l’infezione è nella fase acuta. Risultati positivi al test indicano la presenza degli antigeni ma bisogna ricercare una correlazione clinica e altre informazioni diagnostiche per determinare lo stato infettivo.Lo Screen Test Covid-19+Influenza A/B fornisce il risultato in soli 15 minuti, il che velocizza di molto l’individuazione di nuovi positivi agli antigeni del SARS-CoV-2, per poterli sottoporre a tamponi di conferma sullo stato dell’infezione.Nelle ultime settimane il Governo ha dato il via libera all’utilizzo dei test rapidi anche nelle scuole e si appresta a consentirne l’utilizzo anche in altri settori.

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Tamponi rapidi in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani accoglie con soddisfazione la notizia che in tempi brevi sarà possibile effettuare i tamponi rapidi antigenici nelle farmacie, nell’ambito di una sperimentazione nazionale. La Federazione, tra le altre proposte avanzate per migliorare l’assistenza ai cittadini, aveva chiesto già alla fine dell’estate, in vista della ripresa della didattica in presenza, che i farmacisti fossero coinvolti nelle campagne di screening del personale e della popolazione scolastica (allora attraverso i test sierologici) così come è stato fatto nella Provincia autonoma di Bolzano e poi in Emilia Romagna. I farmacisti si sono sempre resi disponibili a fare tutto quanto necessario per collaborare al contrasto della pandemia forti della loro professionalità e della capillarità dei loro presidi, e anche durante il lockdown non hanno mai fatto mancare il loro supporto alla collettività. La FOFI ringrazia il Ministro della Salute Roberto Speranza per questa decisione, che senz’altro contribuirà a potenziare la risposta sul territorio alla pandemia.

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Tamponi rapidi negli studi dei medici di famiglia: la proposta fa discutere

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

I medici di famiglia sono pronti ad offrire tamponi rapidi in studio, lo ribadisce il leader Fimmg Silvestro Scotti dal 77° Congresso di Villasimius. «Ma attenzione, la categoria deve operare con le adeguate protezioni. È tempo di non fare più sconti a nessuno dopo che ci è voluta una legge per estendere ai medici convenzionati il diritto ai dispositivi. È nostro dovere non fermarci al sospetto diagnostico ma è nostro diritto non accettare più atteggiamenti di sufficienza su temi come la tutela di una classe medica di età media elevata». Le dichiarazioni di Scotti arrivano nel pieno di una nuova polemica sul tema dopo che il numero due Fimmg Pierluigi Bartoletti ha confermato che nel Lazio saranno i medici di famiglia nei propri studi tra una settimana ad offrire tamponi con responso entro un’ora evitando le file ai drive-in. Un progetto estensibile ad altre regioni con l’obiettivo di differenziare subito tra influenza e Covid-19 (il soggetto con sintomi respiratori vaccinato non dovrebbe avere l’influenza) ma che non trova tutti d’accordo. Già la campagna di vaccinazioni antinfluenzali, infatti, sta comportando crescite di afflussi di assistiti, problemi nel far rispettare i protocolli anti-Covid e richieste crescenti da parte di medici di spazi più grandi per vaccinare.L’autocandidatura dei medici di famiglia nasce anche dalla necessità di riprendere in mano la gestione del loro paziente Covid-positivo. Come emerge da un sondaggio condotto dal Centro Studi Fimmg, solo in metà delle province i medici italiani possono prescrivere tamponi e attivare direttamente le Usca, le unità speciali di continuità assistenziale; nell’altra metà si passa per il Dipartimento di Prevenzione Asl con una mail o si registra la propria richiesta nel portale elettronico Asl; in una decina di province si usano ancora telefonata e fax. Dall’indagine emerge inoltre che se in un terzo delle province il risultato del tampone è disponibile entro due giorni dalla richiesta, in un altro 28% dei casi sono necessari più di 4 giorni. Infine, solo nel 4% delle province sono al momento attivati ambulatori dei medici di famiglia indirizzati a valutare pazienti con sospetto Covid. Fimmg vuole cambiare le cose e per il ministro della Salute Roberto Speranza manda “uno straordinario messaggio al Paese, e Stato e Regioni devono mettersi subito al lavoro per garantirle condizioni di massima sicurezza. La medicina di famiglia è pezzo insostituibile dello stato e i pezzi dello stato vanno valorizzati e tutelati». A Villasimius, Speranza ha ringraziato Fimmg per il successo dello screening sierologico per cui i medici si sono proposti agli operatori delle scuole. Nella relazione Scotti ricorda gli screzi con i sindacati scettici sull’operazione: per lui resta implicito il rischio di un “declino” ove una medicina generale al bivio non accettasse nuovi compiti. Il presidente della Federazione ordini Filippo Anelli ricorda come le stesse farmacie si propongano per offrire i test per la diagnosi del virus e lancia l’altolà: «Il tema della sicurezza, competenza e responsabilità di una professione sanitaria non può essere piegato a interessi diversi dal bene comune. Se si vuole rimuovere il divieto fatto ai professionisti sanitari di esercitare in farmacia vanno anche superati privilegi o concessioni che per la farmacia hanno determinato in passato posizioni di vantaggio». Sì invece all’infermiere sul territorio, «si deve lavorare insieme. Per dire, sono inimmaginabili oggi ospedali con padiglioni di soli medici o soli infermieri». Altro capitolo, le cronicità. Il ministro intende utilizzare il periodo di emergenza per realizzare un’altra fetta di “medicina di prossimità”, la diagnostica in studio finanziata dall’ultima legge di bilancio con 235 milioni messi a disposizione delle Asl per acquisire la strumentazione richiesta dai medici di famiglia sul loro territorioIl balzo in avanti negli stanziamenti per il Ssn quest’anno, 5 miliardi, è un’occasione per rivitalizzare la sanità territoriale pubblica. Scotti ha però una seconda richiesta, il medico non può prende in carico da solo parti vitali del quotidiano del cittadino, l’organizzazione costa e la quota capitaria va rivista. «Il riconoscimento degli aumenti contrattuali 2016-18 (nel decreto legge Cura Italia ndr) contiene in sé i nuovi obiettivi di investimento volti a potenziare l’azione della medicina generale», dice il leader Fimmg intravedendo una prima ipotesi di “microteam di cure di prossimità” «che consentirà finalmente di rispondere alla richiesta del cittadino il giorno stesso grazie ad un’azione di team e non più solo del medico. La reperibilità a distanza altro non è che la presenza di una “longa manus” del medico che agisce con collaboratore e infermiere». Il medico va però messo in condizione di ammodernarsi gestendo in autonomia le risorse, «abbiamo bisogno di riqualificare la nostra quota capitaria per investire su noi stessi». È infine urgente «trasformare il corso di formazione in medicina generale in un corso di formazione lavoro dando al medico quel diritto di nomenclatura di una disciplina che è il titolo di specialità, e conferendo borse in numero corrispondente ai fabbisogni del territorio». Mauro Miserendino fonte Doctor33

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“Tamponi rapidi per il Coronavirus direttamente negli studi dei medici di famiglia”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Per convivere con il virus dobbiamo essere più veloce di lui, abbattendo tempi di attesa,decisamente troppo lunghi. Abbiamo fatto grandi passi avanti nel contrastare il virus, ma non dobbiamo commettere ancora l’errore di ancorarci ad una strategia, anche quando è evidentemente migliorabile, anzi, possiamo prendere esempio da altre regioni. Proporrò a Regione Lombardia di fare una rete di sorveglianza con la medicina generale e la pediatria sulle malattie infettive perché sarebbe opportuno che anche la nostra Regione si mettesse a lavoro per rendere possibile ai medici di medicina generale di fare i test rapidi e i sierologici al fine di garantire migliori condizioni di sicurezza. L’obiettivo è fare i tamponi dal medico in un sistema di rete regionale, che consenta il contact tracing. Con i drive in ormai non si riesce più. Il sistema, invece, così sarebbe molto più rapido: chi sospetta di essere positivo può chiamare il suo medico, che lo convoca per il tampone. I medici di base che aderiranno al progetto attraverso un avviso pubblico, inoltre, potranno organizzarsi tra di loro ed i loro nomi saranno resi pubblici in una lista. In questo modo, si creerebbe un link diretto con la Regione per rendere operativa una rete di sorveglianza dell’andamento dei casi sul territorio. Credo che riuscire a differenziare le patologie nelle fasi iniziali e a isolare prima possibile i pazienti Covid-19 sia la scelta più giusta, soprattutto in questa nuova fase di emergenza”, conclude il pentastellato Mammì.

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