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Nigeria su rilascio ragazze rapite

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

“L’UNICEF accoglie con favore la notizia (diffusa ieri) del rilascio delle ragazze rapite il 19 febbraio 2018 in una scuola a Dapchi, nello stato di Yobe, nordest della Nigeria, che si sono ricongiunte alle loro famiglie. Secondo notizie non confermate, sarebbero ritornate più di 100 ragazze. Siamo lieti di constatare che le ragazze sono tornate nel sicuro ambiente familiare.
L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con il ministero della Gioventù, nello stato di Yobe, per fornire alle ragazze e alle loro famiglie il supporto necessario. Nei mesi passati, le ragazze potrebbero essere state esposte a violenze fisiche e sessuali. Hanno bisogno del supporto delle loro famiglie e comunità per sentirsi al sicuro e tornare a scuola.
L’UNICEF sta inoltre lavorando con le organizzazioni della società civile per assicurare che ogni ragazza riceva delle cure individuali – da quelle mediche al supporto psicosociale.
Siamo addolorati per le famiglie delle ragazze che non ce l’hanno fatta a rientrare a casa. Aspettiamo conferme, ma sembra che cinque ragazze siano morte. L’UNICEF partecipa al lutto delle famiglie che hanno perso le loro figlie.
L’UNICEF rinnova il suo invito al rilascio di tutte le ragazze scomparse. Le scuole dovrebbero essere degli spazi sicuri, e protetti sempre. Dall’inizio della rivolta nel 2009, oltre 2.295 insegnanti sono stati uccisi, 19.000 sfollati, e circa 1.400 scuole sono state distrutte”.

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UNICEF sul rilascio di oltre 80 studentesse rapite da Boko Haram nella scuola di Chibok

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]“L’UNICEF accoglie con favore il rilascio avvenuto sabato di oltre 80 ragazze che sono stati rapite da ribelli di Boko Haram nella loro scuola di Chibok più di tre anni fa. È incoraggiante sapere che le ragazze torneranno alle loro famiglie, che hanno aspettato questo giorno. Si troveranno ad affrontare un lungo e difficile processo di ricostruire la loro vita dopo l’indicibile orrore e il trauma che hanno subito da parte di Boko Haram.
L’UNICEF è pronto ad aiutare le autorità nigeriane a fornire un sostegno psicosociale completo e altri servizi specializzati necessari. Noi aiuteremo a riunire le ragazze con le loro famiglie e assicurarsi che possano continuare la loro formazione in un ambiente sicuro. Già gli operatori di un centro sanitario sostenuto dall’UNICEF hanno portato avanti i primi aiuti per identificare le ragazze e effettuare controlli medici prima del loro trasporto.L’UNICEF invita Boko Haram a porre fine a tutte le gravi violazioni nei confronti dei bambini, in particolare il rapimento dei bambini e l’abuso sessuale e il matrimonio forzato delle ragazze. Ringraziamo il governo per questo importante risultato nella protezione dei bambini colpiti dal conflitto nel nord-est della Nigeria, ma rimaniamo profondamente preoccupati per le migliaia di donne e bambini ancora detenuti in schiavitù da parte di Boko Haram. Dobbiamo fare grandi sforzi per portarli tutti in sicurezza e a casa delle loro famiglie. L’UNICEF ha un programma completo per aiutare i bambini che sono stati colpiti dal conflitto nel Bacino del lago Ciad e collabora con le autorità nazionali per aiutare centinaia di bambini e donne che sono fuggiti o sono stati liberati da Boko Haram. Ogni bambino è unico e richiede diversi livelli di supporto, quindi non esiste una formula standard o un tempo definito per recuperare questi bambini. L’UNICEF si impegna a fare tutto ciò che serve, fino a quando serve per aiutare questi bambini a recuperare un senso di normalità con le nostre risorse disponibili”.

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