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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

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L’universo femminile ed i rapporti di coppia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Il ruolo della donna nella società ha subito modifiche sostanziali in un lasso di tempo relativamente breve. Bastò, ad esempio, che nel XVII secolo Elena Corner si addottorasse in filosofia all’università di Padova per provocare l’ira del cardinale Gregorio Barbarigo che la giudicò una pretesa insana. E questo pregiudizio, sia pure edulcorato nel corso degli anni, lo ritroviamo nelle teorie freudiane tanto che nel 1926 Karen Horney lo accusò di essere poco obiettivo nell’analisi della personalità femminile. Da questo background culturale incline al maschilismo la donna ha dovuto superare un confronto non facile e non di rado apertamente conflittuale con l’altro sesso. Sono danni incalcolabili provocati attraverso secoli di oscurantismo e spesso ripresi ed enfatizzati dalle rappresentanti storiche del femminismo, da Betty Friedan (La mistica della femminilità) a Kate Millett, a Germaine Greer e Schulamith Firestone autrice della “Dialettica dei sessi”.
Molti psicoanalisti partono dalla difficoltà della donna, durante il suo sviluppo, nel dover cambiare il primo oggetto d’amore, e cioè la madre, con l’altro, il padre, ed inoltre di abbandonare in tutto o in parte i suoi interessi e le sue zone erogene esterne (clitoride) per rivolgersi all’interno (vagina). Non solo. Ha dovuto abbandonare la sua primitiva fase di attività per divenire passivo-ricettiva, femminile e creativa. Ma è proprio nelle problematiche coniugali che si misurano le influenze di carattere edipico e preedipico a complicare o a minare alle basi la vita di coppia. È dovuto, con una certa frequenza, ad aspetti nevrotici che inducono sia l’uomo che la donna a trasferire sul rispettivo coniuge imago paterne o materne con la riattivazione dei complessi di colpa e di conflitti edipici o anche preedipici. Questi meccanismi tendono, nella coppia, a svolgersi in maniera del tutto inconscia con ricadute emotive che a volte debordano nella sfera sessuale con cariche di aggressività che per essere controllate richiedono un’adeguata terapia. Ma uno dei momenti nodali della vita femminile sono caratterizzati da una confusione di “piacere-dolore e lo riscontriamo nelle mestruazioni, nella deflorazione, nella gravidanza, nel parto, ecc. Sono tutte sensazioni assai intense ed indelebili. Alcuni psicoanalisti ne parlano come di un “masochismo essenziale” femminile, ma non sono, alla prova dei fatti, credibili. La donna affronta con fierezza tali eventi considerandoli liberi e necessari. Il lato più fragile della donna, semmai, è nelle sue complesse situazioni personali: sta nel timore di perdere la propria bellezza, la paura di perdere il compagno e via di questo passo. La spingono ad un inconscio rifiuto per il proprio corpo, per la propria condizione e che comprende la stessa sua femminilità. Alla fine, dovremmo convenire che la conflittualità di genere va per lo più ricercata nel modo come le due parti interagiscono e non si lasciano condizionare dagli stereotipi del passato. (Riccardo Alfonso)

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Covid-19 e i suoi effetti nei rapporti contrattuali in Brasile

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

San Paolo, Brasile. In Brasile, gli effetti causati dalla pandemia di Covid-19 non hanno tardato ad arrivare, considerando che, con la crescita esponenziale del numero di contagi, in data 03 febbraio 2020, attraverso la Decisione n. 188, il Ministero della Sanità ha dichiarato l’Emergenza Sanitaria Nazionale e, il 22 marzo, è stata decretata la quarantena nello Stato di San Paolo, attraverso il Decreto Statale nº 64881. In tal senso, in virtù delle misure di precauzione adottate la Potere Pubblico, soprattutto con la decretazione della quarantena volta a implementare l’isolamento sociale al fine di contenere la propagazione del virus, il Paese avverte già gli impatti economici e sui rapporti giuridici dovuti alla chiusura temporanea delle imprese e stabilimenti commerciali non essenziali, nonché al divieto di eventi pubblici o privati con agglomerazione di persone.A fronte di questo scenario, per le imprese e stabilimenti commerciali si è palesata la difficoltà riguardante i mancati adempimenti contrattuali, soprattutto quelli commutativi e di esecuzione continuativa o successiva, la cui operazione è stata drasticamente influenzata dalla pandemia.A tal proposito, in molti si sono chiesti se siano obbligati a rispettare il contratto se, a causa della pandemia di Covid-19, le loro attività sono state compromesse da tale situazione.Per chiarire la questione, la Legislazione Brasiliana prevede l’istituto giuridico del caso fortuito o forza maggiore, di cui all’Articolo 393 del Codice Civile, ossia un evento straordinario e imprevedibile, non legato alla volontà e che sfugge al controllo delle parti, evento questo che modifica completamente lo scenario in cui sono stati stipulati i contratti.Pertanto, sarebbe possibile considerare la pandemia di Covid-19 come un caso di forza maggiore, per giustificare l’esclusione della responsabilità di una delle parti contraenti in determinati inadempimenti contrattuali, essendo necessario tuttavia analizzare ciascun caso, considerando che la configurazione di forza maggiore dipenderà da come il Codiv-19 abbia influito sull’obbligo nel caso concreto e, inoltre, come le parti abbiano affrontato la situazione.Un altro importante aspetto è verificare se esista una clausola contrattuale che regoli le ipotesi applicabili in caso di insorgenza di forza maggiore e in che modo la previsione della forza maggiore influirà sull’obbligo previsto nel contratto. Infatti, l’affermazione dell’impedimento quando, in realtà, il debitore avrebbe altri modi per adempiere al proprio obbligo, non riuscirebbe a configurare l’ipotesi di cui all’Art.393 del Codice Civile.Inoltre, in situazioni come questa di natura eccezionale, è importante analizzare se l’esecuzione del contratto non sarebbe eccessivamente onerosa per una delle parti, generando un forte squilibrio contrattuale.In questo caso, il debitore può utilizzare la regola contenuta nell’articolo 479 del Codice Civile che consente la rinegoziazione delle condizioni contrattuali, per evitare la risoluzione.Inoltre, l’Articolo 478 cumulato con l’Articolo 317, entrambi del Codice Civile, tratta dell’onerosità eccessiva e della teoria dell’imprevisto.Di conseguenza, nei contratti di esecuzione continuativa o differita, se l’esecuzione di una delle parti diventi eccessivamente onerosa, con un vantaggio estremo per l’altra parte, in virtù di eventi straordinari e imprevedibili, il debitore può richiedere la risoluzione del contratto,Inoltre, nel caso in cui le parti abbiano interesse a mantenere il contratto, le stesse possono invocare la clausola rebus sic stantibus, implicita in tutti i contratti continuativi, salvo espressa previsione in senso contrario, la quale prevede che il cambiamento della situazione comporterebbe, di fatto, una modifica nell’esecuzione degli obblighi imputabili a ciascun contraente. “In tal senso, avvalersi di orientamenti applicati in situazioni ordinarie e di clausole rigide non sembra essere la soluzione migliore. Dopotutto, in tempi di pandemia e con la situazione critica instauratasi, le parti dovrebbero, oltre a rivedere gli obblighi concordati, cercare mezzi alternativi per risolvere i loro conflitti. – commenta Giacomo Guarnera, Avvocato e Socio Fondatore di Guarnera Advogados, studio legale internazionale italo-brasiliano – Pertanto, si raccomanda alle parti coinvolte e sempre sulla base della buonafede, di cercare possibili alternative per superare questo momento e, principalmente, per diminuire le perdite e i danni già causati dalla pandemia. Tuttavia, nel caso in cui le parti non riescano a raggiungere un accordo, sarà necessario ricercare una soluzione in giudizio.”

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I mali della mente e le loro ricadute nei rapporti tra gli esseri viventi

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

Un aspetto da non trascurare sta, infatti, anche nella constatazione che l’attività cerebrale spesso esce dai suoi ambiti naturali nel governo del singolo individuo per collegarsi virtualmente con altri esseri umani e persino con il mondo animale. Lo stesso Pavlov nelle “Torri del Silenzio” coglie dati analogici tra il comportamento del cane e quello dell’uomo e ne evidenzia lo stato di turbamento e di disagio derivante dai contrasti tra gli impulsi a compiere una determinata azione e quelli inibitori e frustranti in molteplici “riflessi condizionati”. Del resto non solo i cani ma anche altri animali hanno dato segni di spiccata individualità e intelligenza istintiva oltremodo aperta e in sintonia, a volte, con le contestuali emotività umane.La stessa reattività negli atteggiamenti dell’uomo, posto davanti all’uso di farmaci sia afferenti ad alcune malattie del corpo sia attinenti alla salute mentale nell’ambito della Depressione, Schizofrenia, Disturbo Bipolare e Disturbo da Deficit dell’attenzione e Iperattività (ADHD), sono indicativi di questo rapporto “forte” tra causa ed effetto a livello cerebrale. Un esempio significativo l’ho tratto dalla lettura dell’interessante libro di Oliver Sacks “Risvegli” (Editore Gli Adelphy) dove l’autore traccia “La vita e le reazioni di alcuni pazienti che si sono trovati in una situazione del tutto unica, e le considerazioni che essi suggeriscono alla medicina e alla scienza”. Devo precisare per chi non avesse letto il libro che si tratta di malati, tra i pochi sopravvissuti, alla grande epidemia di encefalite letargica nei primi anni del XX secolo. Il percorso narrativo affronta un tema di natura metafisica essendo l’autore convinto che non basti considerare l’infermità in funzioni puramente meccanici e chimici, e che occorra invece considerarla anche in termini biologici o metafisici, cioè sotto l’aspetto di organizzazione e di disegno strutturale.
Dal mio punto di vista sono propenso ad allargare il discorso perché la sostanza, che possiamo palpare fisicamente, ha un contenuto di una vitalità e diversità di compiti, straordinaria se è ben alimentata e può disporre degli opportuni utilizzi.Penso, facendo un esempio banalissimo, a una batteria che presa da sola posso gingillarla tra le mani ma non saprei proprio che farne se non la impiegassi per alimentare un piccolo elettrodomestico o il mio rasoio elettrico e così via.In questo gioco delle parti le capacità cognitive del cervello sono senza dubbio importanti. Qui entrano in gioco strumenti quali il linguaggio, la comprensione, la memoria, l’apprendimento, la concentrazione, l’attenzione l’orientamento, la capacità di lettura e scrittura, il calcolo, il giudizio, il pensiero astratto, la programmazione, l’organizzazione e via di questo passo. Sono, indubbiamente, delle capacità complesse risultanti da processi che possono essere comuni a diverse funzioni cognitive. Il tutto, indubbiamente, non è a se stante, sottoforma di tante camere stagne, ma bisogna considerare gli svariatissimi intrecci e scambi d’informazioni interagenti tra loro per cui un danno provocato da una parte che non risponde ai requisiti d’efficienza può, inevitabilmente, avere effetti ritorcenti su quelle funzionanti a regola d’arte. A complicare il tutto va ad aggiungersi la possibilità che l’effetto reattivo può rendersi manifesto non tanto nel settore nel quale la disfunzione si è espressa ma rivelarsi, per la sua ricaduta, su un’altra porzione inizialmente sana e che tale sarebbe rimasta se non avesse subito il danno di riflesso.Tale aspetto, come si può agevolmente dedurre, rende ardua la diagnosi e la conseguente terapia sia essa di natura chirurgica o medica.
Da qui parte uno studio più accurato e approfondito che può riguardare sia la neurologia in generale, sia la neuropsicologia in particolare, che è deputata ad analizzare i processi mentali scomponendoli in sotto-processi indipendenti come accade per la memoria nella quale si possono distinguere tre fasi. La prima parte dalla codifica delle informazioni. La seconda si verifica con l’immagazzinamento e successiva conservazione nel tempo dell’informazione e alla fine al suo recupero e all’analisi critica e comparativa dell’esperienza acquisita quotidianamente. Per queste tre modalità si prevedono vari passaggi proprio perché le loro interazioni sono inevitabili per la stessa efficienza dell’intera operazione cognitiva. Penso a questo riguardo al ruolo mnemonico di una memoria ora sensoriale che mantiene l’informazione al massimo per due secondi e seguita da quella a breve termine dove il dato è trattenuto tra i dieci e i trenta secondi e alla fine sopravviene quella a lungo termine che salda l’informazione e la rende permanente. Ma non finisce qui, ovviamente. (Riccardo Alfonso)

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Rapporti tra la comunità polacca e l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Torino. Sabato 30 novembre alle 15 al Circolo della Stampa, a Palazzo Ceriana Mayneri in corso Stati Uniti 27, saranno celebrati il centenario del ripristino delle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia e il 70° della nascita della Comunità polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie. È prevista la presenza di autorità polacche e italiane, tra cui l’ambasciatrice della Polonia a Roma, Anna Maria Anders, figlia del generale Wladyslaw Anders, comandante del II Corpo polacco che combatté i nazifascisti sul fronte italiano e liberò la Città di Bologna il 21 aprile 1945. Presenti anche il Direttore del Dipartimento del Ministero degli Esteri per la collaborazione con i polacchi all’estero Iwona Kozłowska e la Console generale di Polonia a Milano, Adrianna Siennicka.Dopo i saluti istituzionali è in programma una conferenza del professor Marco Brunazzi, dell’Istituto storico Gaetano Salvemini, sulle relazioni diplomatiche tra Polonia e Italia, seguita da una tavola rotonda sui 70 anni dell’attività di Ognisko Polskie w Turynie, introdotta dalla professoressa Krystyna Jaworska dell’Università di Torino. Interverranno il console onorario della Repubblica di Polonia a Torino, Ulrico Leiss de Leimburg, la Presidente della comunità polacca, Elżbieta Grzyb-Faragli, le ex presidenti Wanda Romer e Barbara Stasiowska. Seguirà la presentazione dell’album fotografico realizzato per celebrare i 70 anni di Ognisko Polskie w Turynie. L’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato dal Ministero degli Esteri della Repubblica di Polonia, si concluderà con un concerto della pianista Dominika Szlezynger, che proporrà pagine di Domenico Scarlatti, Fryderyk Chopin, Ruggero Leoncavallo e Ignacy Paderewski.

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Laura Fiorini assessora alle Politiche del verde di Roma capitale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

Roma. La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha nominato Laura Fiorini Assessora alle Politiche del verde, Benessere degli animali e Rapporti con la cittadinanza attiva nell’ambito del decoro urbano. Fiorini si occuperà di pianificazione e di indirizzo, nonché del controllo e monitoraggio, di tutte le attività per la cura e la valorizzazione del patrimonio verde della Capitale, con i suoi 44 milioni di metri quadrati e le sue 330mila alberature.“La sua lunga e significativa esperienza nella Pubblica Amministrazione sarà fondamentale per ricostruire un settore devastato da un decennio di progressivo svuotamento delle risorse umane ed economiche destinate alla cura del verde pubblico, dalla mancanza di programmazione e dalla vicinanza ad ambienti criminali certificata dalle indagini su Mafia Capitale. L’obiettivo è quello di procedere prima di tutto alla riorganizzazione del Servizio Giardini, valorizzando gli uomini e implementando i mezzi, e allo sviluppo di virtuose sinergie con la cittadinanza attiva”, dichiara Raggi. “Affronto con massimo impegno questa impresa complessa alla quale ho l’onore di contribuire grazie alla fiducia accordatami dalla Sindaca. Il mio obiettivo è attivare ogni possibile sinergia tra istituzioni e cittadini. Lavorerò tenendo conto anche delle nuove sfide poste dai cambiamenti climatici che richiedono senz’altro una cura attenta del verde urbano”, afferma Fiorini.
Laureata in Giurisprudenza, dal 1996 Laura Fiorini è direttore amministrativo del Ministero della Giustizia e, dal 2002, è in servizio presso la Suprema Corte di Cassazione. La Sindaca Virginia Raggi ha individuato la dottoressa Fiorini per questo incarico dopo aver istituito l’Assessorato alle Politiche del Verde, Benessere degli Animali e Rapporti con la Cittadinanza attiva nell’ambito del Decoro urbano.In particolar modo, Fiorini si occuperà della cura del patrimonio verde di Roma Capitale, dei servizi funebri e cimiteriali in relazione al Contratto di servizio con Ama, della definizione e verifica degli indirizzi gestionali della Fondazione Bioparco, della tutela e benessere degli animali, dell’informazione ed educazione ambientale, dell’osservatorio Ambiente e Salute e del Verde, della cura dei rapporti con la cittadinanza attiva per il decoro urbano e, infine, degli indirizzi in merito alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza ovvero alle Asp nei limiti delle competenze assegnate dalla legge regionale.

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Israele denuncia rapporti tra terrorismo e Ong

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Israele ha denunciato intensi rapporti fra il terrorismo islamico e alcune Ong. Il Ministero dello Stato ebraico per gli affari strategici ha distribuito alla stampa un rapporto intitolato “Terroristi in guanti bianchi”, in cui vengono sviscerati nel dettaglio i legami tra il terrorismo e queste organizzazioni non governative, alcune delle quali ricevono finanziamenti da paesi europei e da fondi filantropici.Secondo il rapporto esistono più di cento precisi collegamenti tra Hamas e Fplp e ong, atte alla promozione di campagne in favore della delegittimazione di Israele:“Hamas ed il Fronte popolare per la liberazione della Palestina utilizzano una rete di Ong che perorano il boicottaggio di Israele come una tattica addizionale nel loro obiettivo finale di smantellare lo Stato di Israele”.Il ministro di pubblica sicurezza israeliano Gilad Erdan ha affermato nel corso della conferenza stampa:“Il rapporto rivela la vera natura e i veri obiettivi del movimento BDS, e la sua connessione con il terrorismo e l’antisemitismo. Quando la gente parla degli obiettivi del movimento BDS, non si preoccupa di andare a leggere le dichiarazioni ufficiali dei suoi dirigenti. Se lo facesse, apparirebbe chiaro che gli obiettivi di quei dirigenti sono gli stessi dei capi delle organizzazioni terroristiche palestinesi. Il movimento BDS rifiuta il diritto di Israele ad esistere come stato nazionale ebraico all’interno di qualsiasi confine: vogliono che Israele venga cancellato dalla carta geografica. Per i terroristi, promuovere il boicottaggio è un modo diverso per perseguire lo stesso obiettivo”.Gilad Erdan ha continuato, sottolineando che membri di Hezbollah si presentano nei parlamenti europei come attivisti della società civile quando in realtà il loro obiettivo è di far rilasciare i terroristi.Erdan ha l’intenzione condividere il rapporto con l’International Homeland Security Forum:“Chiediamo loro di esaminare i legami terroristici delle ong che operano nei loro paesi. Faccio appello a tutti i governi, alle istituzioni dell’Unione Europea, agli enti filantropici, alle banche e alle piattaforme on-line per la raccolta fondi affinché pongano fine a ogni tipo di sostegno a favore di organizzazioni legate al terrorismo”. Questi tipi di legami non sono nuovi. Già nel dicembre scorso il quotidiano britannico The Daily Telegraph ha accusato la Commissione europea di aver finanziato l’Islamic Human Rights Commission (IHRC), un’organizzazione non governativa di chiaro stampo antisemita.

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Malati oncologici e rapporti ambulatoriali

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Premesso che i pazienti oncologici per la stessa natura del male ritengo abbiano bisogno di un contatto più personalizzato con il medico di riferimento quanto si sottopongono, soprattutto, ad una visita ambulatoriale. Cito il caso dell’Ospedale S. Andrea di Roma. Tutte le volte che ciò accade (di solito ogni sei mesi) il paziente s’imbatte con un medico diverso e non è detto che sia sempre uno specialista. Abbiamo provato a fare chiarezza ma alle mie obiezioni hanno risposto che è la regola. Ma di quale regola parlano non si sa. Non sarebbe più opportuno che venga assegnato allo specialista un gruppo di pazienti da seguire regolarmente ed essere per loro un punto di riferimento costante anche tramite l’utilizzo di una e-mail o altro mezzo telematico? E’ capitato ad esempio che in una visita reumatologica (Ospedale romano Umberto I) la specialista ha chiesto al paziente di farsi latore presso l’oncologo di una sua lettera dove gli chiedeva il parere per un farmaco da prescrivere. La stessa specialista ha attivato con il suo paziente una corrispondenza on-line per conoscere l’andamento della cura adottata in attesa di una terapia più mirata. E anche qui ci sarebbe da osservare le due facce dello stesso problema. Mi riferisco all’esistenza di troppi compartimenti stagno da parte degli addetti ai lavori nelle varie branche della medicine mentre oggi più che in passato è necessario, se non indispensabile, un approccio interdisciplinare. Parliamo di costi? Basterebbe, a mio avviso, fare un migliore e più frequente uso dei mezzi telematici e non credo che il loro costo sia proibitivo. Tutt’altro. D’altra parte se riprendo il caso citato la paziente della reumatologa avrebbe potuto evitare una “terapia tampone” che nella fattispecie è durata alcuni mesi, in attesa della visita ambulatoriale per la eventuale prescrizione di un diverso farmaco. E questa non è una spesa per le tasche dei cittadini oltre agli effetti collaterali che potrebbero derivarne per non aggiungere altro? E in tutto questo, per giunta, che ruolo ha il medico di base? Solo per prescrivere medicinali assegnati da altri? (Riccardo Alfonso)

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Rapporto degli italiani con la sanità digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Secondo una stima di Dottori.it, sito e App leader in Italia per la prenotazione di visite mediche specialistiche, nell’ultimo anno si è registrato un +60% nel ricorso alle applicazioni legate alla sanità. E in occasione del rilascio della sua nuova App per i pazienti, il portale ha condotto un’indagine per comprendere il rapporto degli italiani con la sanità digitale. La prima evidenza è quella relativa alla cosiddetta cybercondria, ossia l’istinto di affidarsi a internet per una diagnosi medica: il 32% degli intervistati ha infatti ammesso, in caso di malessere, di cercare online i propri sintomi ancor prima di chiamare il dottore. Percentuale che sale al 38% al Sud e al 34% fra gli utenti di sesso femminile. Non solo, dal questionario è emerso anche che il 60% degli intervistati si rivolge al web per trovare uno specialista nei periodi in cui si trova lontano da casa, durante le vacanze o in occasione di viaggi di lavoro.Nel processo di digitalizzazione si scopre che il desiderio degli italiani è quello di accelerare il consulto medico, tanto che il 61% dei pazienti vorrebbe utilizzare le chat come strumento per una prima consulenza. Un utente su cinque poi sarebbe pronto a contattare i dottori con messaggi vocali e videochiamate.Assumono sempre più rilevanza le recensioni online degli altri pazienti, che si stanno sostituendo alle referenze che un tempo spettavano al passaparola fra amici e parenti: una persona su tre ha dichiarato che prima di scegliere uno specialista legge sempre ciò che altri hanno scritto di lui in rete.

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Lo stato sociale in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

corte europea giustiziaAbbiamo per decenni costruito, passo dopo passo, uno stato sociale garantista dei diritti umani, dei valori che da essi emergono nel lavoro, in quiescenza, nello studio, nell’amministrazione della giustizia e nella cosa pubblica. Ora questo “peso” che lo Stato si era impegnato a sostenere attraverso un’equa distribuzione delle risorse è venuto meno perché vi è stato un intoppo lungo la circolarità dei procedimenti messi in atto.
Sono state perse energie importanti perché sono mancate le tutele per la lotta all’evasione, per il  controllo del sistema distributivo per via della corruzione, per gli sprechi, per un sistema anomalo di ammortizzatori sociali che hanno fatto crescere a dismisura il mercato occupazionale ma privandolo di efficienza, funzionalità, di effettiva necessità, per aver favorito gli interessi partigiani rappresentati dalle lobby corporative. Ora si sta cercando un rimedio peggiore del male perché non si riesce a scrollare di dosso il peso degli abusi e non si trova altra strada che ridurre il sistema delle garanzie sociali e provocando, di fatto, un grave arretramento sul terreno dei valori che ruotano attorno alla persona.
Ora questa debacle sociale si può contenere, se non neutralizzare del tutto, “inventando” un nuovo modo di convivere, di gestire i rapporti interumani, di conferire tutele in senso lato. Come fare? Occorre innanzitutto partire dal presupposto che se esiste un diritto alla vita, universalmente riconosciuto, esso non può prescindere da quello altrettanto importante del diritto a vivere.
Ciò significa che chi nasce deve aver assicurato un’assistenza, un’istruzione, un lavoro, ad alimentarsi a prescindere dei suoi natali. Se facciamo derivare questo precetto nella gestione delle rispettive forme di tutela pensiamo ad esempio al lavoro. Oggi presenta più ombre che luci e non mi riferisco solo ai giovani che stentano a trovare un impiego o più in generale ai disoccupati e poi ai cassa integrati, ai precari, ai bassi redditi, ai rischi per l’impiego e via di questo passo. E poi sullo sfondo emerge sempre quel conflitto legato al turn over.
E allora sostituiamo l’attuale sistema previdenziale trasformandolo in assicurativo con una rendita che si può incominciare a percepire dopo i dieci anni di lavoro e pari al 20% della media stipendiale. Non più, quindi, una scadenza prefissata per andare in pensione ma la possibilità di cambiare lavoro in ragione delle proprie condizioni fisiche. E’ quanto emerge da uno studio di fattibilità condotto dalla Fidest. (Riccardo Alfonso)

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Banche: Padoan chiarisca rapporti tra Mef e Jp Morgan

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

padoanIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiarire i rapporti tra il suo Ministero e JP Morgan, la banca d’affari che ha fiutato l’enorme affanno del governo sui dossier bancari e ne approfitta.“L’entità delle consulenze che il Tesoro e i suoi satelliti stanno pagando alla banca d’affari americana – afferma Brunetta – è strabiliante. Centinaia di milioni di euro per non meglio precisate consulenze su crediti deteriorati, affari rischiosi e stigmatizzati dalla Corte dei Conti come il sostegno al finanziamento della Pedemontana Veneta e molto altro ancora.Sorge il dubbio: vista la cifra sbalorditiva, si tratta di vere consulenze? Oppure è un modo come un altro per remunerare a caro prezzo il ruolo di JP Morgan nell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena? Aumento che – ricordiamolo – dovrebbe essere del tutto privato, e quindi non può essere sostenuto né tantomeno addolcito dallo Stato.
Le cifre pagate a JP Morgan sono dunque premi per il rischio-Paese ‘vestiti’ da consulenza? E infine, Renzi ha parlato anche del futuro governatore Bankitalia con il Ceo di JP Morgan? Che Grilli ha per la testa?”.

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10 pratici consigli per essere un boss “da 10 e lode”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

boss1. Programmare le proprie attività: redigere ogni mattina una to do list che aiuti a pianificare scadenze e consegne è il primo passo per evitare di lasciarsi sfuggire qualcosa. Dopo aver stilato un elenco con tutte le attività “on pending”, basterà spuntarle una volta concluse. Sembra scontato, ma poter tracciare una linea e cancellare un progetto o un’attività portata a termine è distensivo e aiuta anche a livello psicologico.
2. Condividere un progress settimanale con il proprio team: definire obiettivi a breve termine con i propri collaboratori è utile per avere la situazione sotto controllo e restare sempre aggiornati sugli sviluppi delle attività. Una breve riunione al lunedì con tutto lo staff aiuta a capire anche quali sono le risorse più sovraccariche di lavoro e quali invece possono essere impiegate per nuovi progetti.
3. Organizzare le giornate: uno dei problemi peggiori per una figura dirigenziale è quello di non avere orari. Scandire la propria giornata con dei ritmi regolari è quindi essenziale per non perdere le buone abitudini ed evitare di lasciarsi sopraffare dagli impegni. Fissare la sveglia tutti i giorni alla stessa ora, consumare i pasti in maniera regolare e non andare troppo tardi a dormire (concedendosi almeno 7 ore di sonno) sono piccoli accorgimenti che possono realmente fare la differenza.
4. Sfruttare al massimo la tecnologia: spesso i device vengono utilizzati solo per un terzo delle loro potenzialità. Lo smartphone, ad esempio, il più delle volte, è usato per effettuare chiamate, leggere mail, condividere foto sui social o scambiarsi messaggi istantanei. Solo in pochi lo sfruttano in maniera intelligente per organizzarsi l’agenda, registrare le spese, memorizzare note vocali o scaricare utili app che semplificano la vita.
5. Darsi delle priorità: è sempre bene dividere il lavoro più urgente con le attività che possono essere rimandate ad un secondo momento. Sì, quindi a controllare la posta elettronica con frequenza regolare, evitando però di rispondere a tutti “a stretto giro”. Le questioni meno urgenti possono essere temporaneamente accantonate per momenti di maggiore tranquillità.
6. Imparare a delegare: “capo” non è sinonimo di “Superman”: la tendenza dei manager è accentrare sulla propria persona tutti gli impegni. Nulla di più errato: un leader deve saper delegare. È giusto monitorare tutte le attività, ma solo dopo averle suddivise con il resto della squadra.
7. Imparare ad ascoltare: un datore di lavoro deve imparare a percepire ed ascoltare le esigenze del proprio staff. Effettuare periodicamente delle interview one-to-one potrebbe essere, ad esempio, un buon metodo per capire se vi sono problemi all’interno del team o se i singoli professionisti sono soddisfatti del proprio percorso all’interno dell’azienda.
8. Gratificare i propri collaboratori: la gratificazione è il punto di partenza per la costruzione di un team solido e propositivo. Un semplice “Grazie” o frasi come “Ottimo lavoro, complimenti!” o “Mi fido di te!” servono a portare positività nei rapporti interpersonali e a creare un clima produttivo.
9. Concedersi delle pause: bisogna imparare a non essere i propri peggiori datori di lavoro, concedendosi delle piccole pause almeno ogni due ore. Una telefonata, un caffè o una breve passeggiata potrebbero rivelarsi essenziali per rinfrescare le idee e ricominciare a lavorare con meno fatica.
10. Non rinunciare al weekend: le eccezioni possono capitare, ma in linea di massima lasciarsi il fine settimana libero permette di ricaricare le pile e affrontare la nuova settimana in maniera più produttiva.
A stilarli gli esperti di Hays Executive, la divisione del Gruppo Hays specializzata nel recruitment di figure dirigenziali. “Alla base di una buona leadership – afferma Erika Perez, Responsabile della divisione Hays Executive –, vi è la conoscenza approfondita del proprio team. Sapere ascoltare i propri collaboratori, aiutarli a crescere, non dar mai per scontato la loro disponibilità è essenziale per raggiungere il massimo del risultato con il minimo sforzo. D’altra parte, non è meno importante la capacità di saper gestire tempi e produttività, senza lasciarsi sopraffare dal lavoro e non rinunciando mai alla propria vita privata”. (foto: erika)

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Qatar finanzia Isis

Posted by fidest press agency su sabato, 23 agosto 2014

qatar«USA e UE applichino sanzioni al Qatar che finanzia apertamente l’Isis. Analisti e l’intelligence di tutti gli Stati occidentali concordano nel sostenere che esiste un flusso di risorse costante e organizzato che dall’emirato medio orientale giunge a terroristi e integralisti islamici. Si tratta di importi da miliardi di euro che si traducono in armi e risorse che questi utilizzano per seminare morte, fare pulizia etnica e strage della minoranza cristiana in Iraq e in Siria. È dovere dell’Unione Europea e degli Stati Uniti pretendere l’immediata sospensione di questi vergognosi aiuti e ci chiediamo come mai nei confronti del Qatar non ci sia la stessa solerzia con la quale si sono applicate le sanzioni alla Russia. Non vorremmo che la realpolitik valesse solo quando si tratta di difendere gli interessi degli americani – che oltre a quelli economici in Qatar hanno anche una importante base militare – e non quando in gioco ci sono quelli dell’Italia e dell’Europa». E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni.

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Rapporti tra banca e impresa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2012

Piazza della Libertà, 16th. century Loggia di ...

Piazza della Libertà, 16th. century Loggia di San Giovanni and the Torre dell’Orologio, Udine, Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Udine Parco Nord (Torre Est), giovedì 24 maggio dalle 15 alle 19 si terra nuovo seminario presso la sede della Federazione Bcc del Fvg. Nuovo seminario di Imprenderò 3.0, organizzato dall’Azienda speciale Ricerca&Formazione della Camera di Commercio di Udine e dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Fvg. Forme tecniche di credito alle imprese sarà il tema dell’incontro, che si terrà giovedì 24 maggio dalle 15 alle 19 (adesioni entro mercoledì 23) nella sede della Federazione Bcc, in via Verzegnis 15, Udine Parco Nord (Torre Est). L’incontro si focalizzerà sull’analisi di tutte le forme tecniche di finanziamento a disposizione degli imprenditori, trattate nel dettaglio e ricondotte alle diverse esigenze di investimento delle aziende, dall’apertura di credito in conto corrente al portafoglio, dal leasing e dai mutui chirografari ed ipotecari al Factoring. L’appuntamento, realizzato nell’ambito di “Imprenderò”, il programma di formazione promosso dalla Regione a cui aderisce la Camera di Commercio di Udine tramite l’Azienda speciale R&F, è rivolto a tutti coloro che stanno progettando di aprire un’attività in proprio oppure desiderano subentrare nell’azienda di famiglia o rilevare un’attività già in essere. Relatore del seminario sarà Massimo Visentin, attuale Gestore Impresa di Iccrea BancaImpresa. L’ingresso è gratuito.

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Egitto-Italia: ampliati rapporti commerciali

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2011

 

Cairo: fornaio

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L’Egitto è ormai un partner consolidato per il settore lapideo italiano tanto che, nel corso del 2010 ha esportato in Italia, 108.135 tonnellate di marmi e pietre di vario genere sia in blocchi che semilavorati per un valore di quasi quattordici milioni di euro, mentre l’Italia ha spedito verso il Nilo 75.400 tonnellate di marmi (principalmente blocchi ma è consistente anche la quota di lavorati) per un valore di circa dodici milioni di euro. L’Egitto è un ottimo cliente anche nel settore delle tecnologie sia per estrazione che di trasformazione, e gli Operatori nazionali sono orientati ad effettuare investimenti consistenti per migliorare le potenzialità dell’industria nazionale mettendola in grado di sfruttare al meglio le risorse di lapidei che sono molto interessanti. In questo contesto l’Internazionale Marmi e Macchine ha accolto una delegazione guidata da Ahmed Amawi primo segretario del ministero dell’industria e del commercio egiziano che si è avvalso del supporto di Teresa Athanassios, senior Trade analyst dell’Ufficio Ice del Cairo assistita in Italia dall’ufficio Ice di Firenze con Simone Scipioni. Il primo contatto del gruppo egiziano, che contava su presenze significative come Moataz El Desouky e Shameh M. Shehata, manager di importanti aziende che operano nel lapideo, è avvenuto nella sede dell’IMM Carrara dove, nel corso di un meeting l’Ufficio Studi ha fornito un quadro molto dettagliato dell’interscambio lapideo e delle potenzialità del distretto. Sono state illustrate anche le caratteristiche dei materiali locali e le diverse potenzialità di impiego oltre ai campi di cooperazione possibili fra due realtà che possono compiere un lungo percorso comune. Nel corso del meeting è stata presentata anche l’edizione 2012 di CarraraMarmotec che si terrà dal 23 al 26 maggio, con le sue opportunità di promozione anche attraverso una partecipazione diretta delle aziende egiziane ad un evento che si caratterizzerà per i contenuti particolarmente innovativi.

Al termine di un lungo confronto con scambio di valutazioni e informazioni il gruppo egiziano ha visitato alcune aziende del distretto che operano nel campo dei lavorati di pregio e delle tecnologie manifestando interesse per una partecipazione espositiva a CarraraMarmotec 2012 o, quanto meno, ad organizzare una delegazione di operatori interessati ad attivare relazioni più strette tanto nel campo dei marmi quanto in quello delle tecnologie.

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Ordinazione a pastora luterana

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2011

Alessandrino - Chiesa evangelica battista 0

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Cagliari 4 settembre, alle ore 17.00 presso la Chiesa Evangelica Battista in via Regina Margherita 54, Kirsten Thiele sarà ordinata Pastora, con l’incarico di accompagnare e guidare la costituenda comunità di Sardegna, nell’ambito di uno specifico progetto di evangelizzazione rivolto al territorio isolano. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), ente ecclesiastico che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola e i cui rapporti con lo Stato italiano sono regolati dall’Intesa siglata nel 1993, annuncia che domani la cerimonia si svolgerà alla presenza del Decano Holger Milkau, capo della Chiesa luterana in Italia, della Presidente del Sinodo Christiane Groeben e di tutti i membri del Concistoro. A testimonianza della qualità dei rapporti ecumenici della CELI con le altre chiese cristiane, parteciperanno Cristina Arcidiacono, pastora della Chiesa Evangelica Battista, Gianfranco Irrera, pastore della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, Don Mario Farci, delegato per ecumene della diocesi Cagliari. Saranno presente inoltre, in rappresentanza, vari membri delle forze militari tedesche di Decimomannu – sede della NATO -, la console Signora Bruder, giacché diversi membri della nascente comunità luterana sarda fanno parte del personale dell’Alleanza dislocato sull’Isola.
La CELI è una chiesa bilingue italo-tedesca, capace di evolvere con la società e fortemente impegnata nel campo della cura delle anime, della sanità, della scuola, della cultura, dell’assistenza a poveri ed immigrati, dell’ambiente, delle pari opportunità uomo-donna e della partecipazione al dibattito etico, religioso e politico. Se la Chiesa Luterana è la prima chiesa cristiana, per numero di membri, in diversi paesi nel mondo, in Italia è una piccola realtà di 7.000 credenti, distribuiti in 15 comunità autonome dalle Alpi alla Sicilia, e presente sulla penisola da oltre cinque secoli.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, essendo statutariamente bilingue, italiano e tedesco, è un ente ecclesiastico che raggruppa le comunità luterane presenti in Italia. La prima comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517. I Luterani presenti in Italia sono circa 7.000 e sono riuniti nella CELI, i cui rapporti con lo Stato italiano sono regolati dall’Intesa, firmata il 20 aprile 1993. La CELI dispone di un organo di stampa ufficiale. (Miteinander/Insieme) e di strutture sociali, quali una scuola materna e un centro diaconale, ed è socio della casa editrice Claudiana, insieme con la Chiesa Evangelica Valdese, le Chiese battiste italiane e le Chiese metodiste in Italia.

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In ricordo di Paolo Borsellino

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

“Il 19 luglio non è un giorno come gli altri da 19 anni a questa parte. Nello stesso anno, il 1992, già il 23 maggio la mafia aveva lanciato la sua sfida allo Stato alzando il tiro e uccidendo, con una strage, il giudice Falcone, sua moglie e gli uomini della sua scorta. Cinquantasette giorni dopo un’altra strage, altri morti, sangue innocente versato in nome della libertà, quella libertà che questo Paese ancora è ben lontano da conquistare finchè non saranno chiari i rapporti tra la mafia ed i mandanti, anche morali, delle stragi del 1992”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ricorda le vittime del 19 luglio, il giudice Paolo Borsellino, gli uomini della sua scorta, tra cui Manuela Loi, la prima donna a morire durante un servizio di scorta, ricordata ogni anno dal Coisp durante l’8 marzo e per farlo il Segretario Generale sarà a Catanzaro proprio il 19 luglio. Nel capoluogo calabrese alle 16.55 un corteo, formato da associazioni, esponenti politici, società civile e religiosa, si ritroverà in uno di quei quartieri definiti a rischio in cui verrà inaugurato un campo di calcio intitolato a Paolo Borsellino. In questi mesi il Coisp con una delle testate giornalistiche locali, Catanzaroinforma.it, ha promosso una campagna per la diffusione della legalità. “Cosa c’entra Catanzaro, un quartiere a rischio ma non mafioso ed un campo di calcio con il ricordo di Paolo Borsellino? Ovunque c’è un moto di civiltà che vada nella direzione della diffusione della legalità, ogni cosa ha un senso, l’unico che può assumere, quello di tenere alta l’attenzione sul sacrificio fatto da chi ogni giorno cerca di estirpare la malerba dell’illegalità – dice Franco Maccari – ecco perché il Coisp sarà in prima linea, a fianco delle donne e degli uomini della Polizia di Stato ma anche vicino alla società civile, quella parte buona che è ancora tanta e che ha bisogno di sentire e sapere che quel sangue, insieme a quello di tanti altri innocenti, non è stato versato invano”.

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Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

E’ da pochi giorni in libreria il volume, a cura di L. Bellardi e G. De Santis, sulla “Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento”, edito da Franco Angeli che raccoglie i risultati di una ricerca della Fondazione Pastore. Ampia ed approfondita è la trattazione del tema. Viene fornito un quadro aggiornato degli Enti Bilaterali operanti nei settori di più ampia sperimentazione (edile, agricoltura, commercio, artigianato) estendendo l’analisi alle più recenti esperienze del settore bancario, si approfondiscono i rapporti tra legge e contrattazione collettiva nella costituzione e nel funzionamento di tali Enti, si valuta il ruolo che svolgono nel mercato del lavoro, si mettono a confronto le esperienze in alcuni paesi dell’Unione Europea. Per i non addetti ai lavori, va ricordato che gli Enti Bilaterali sono organismi, regolati dalla contrattazione collettiva, nei quali si realizza la partecipazione, in forma paritaria, dei rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori per problemi di interesse comune. La loro sfera di azione supera i confini tradizionali della contrattazione collettiva che ha dato vita all’interno delle imprese a forme di bilateralità legate alla gestione del rapporto di lavoro (Comitati vari per l’inquadramento professionale, per la salute e la sicurezza ed altro) per tutelare i lavoratori nella più ampia sfera dei diritti sociali. Gli Enti Bilaterali, ancora, si caratterizzano come soggetti giuridici autonomi, anche rispetto alle parti sociali che li costituiscono, e si autofinanziano su base contributiva (a carico soprattutto delle imprese) al fine di erogare servizi e prestazioni assistenziali, i cui costi non sarebbero sopportabili dalle singole imprese e comunque non sono sostenuti dai sistemi del welfare.
Il procedimento costitutivo di tali Enti Bilaterali è di tipo buttom-up, cioè prende normalmente avvio a livello di singoli territori per iniziativa della contrattazione territoriale. Il loro rafforzamento e diffusione ha posto l’esigenza di coordinare i diversi organismi territoriali con la costituzione di organismi nazionali e con la sperimentazione di modelli omogenei “di governace”. La ricerca sottolinea come questo processo di ricomposizione delle diversità proceda con lentezza, rimanendo forti le esigenze territoriali di autonomia ed il legame con le caratteristiche locali del sistema produttivo e del corrispondente mercato del lavoro.
L’elemento di discontinuità e di innovazione nell’esperienza degli Enti Bilaterali è costituito dall’accordo interconfederale del ’93 che introduce uno stimolo esterno verso nuove forme di autoregolazione delle parti sociali. Gli Enti Bilaterali, pur conservando la loro configurazione di “governi privati” sviluppano nuove funzioni che hanno rilievo pubblicistico, lasciando allo Stato una sorta di controllo giuridico dell’autoregolazione. Il campo privilegiato è quello della formazione dei lavoratori, per estendersi poi ad altre funzioni collegate alla gestione del mercato del lavoro (servizi per l’impiego) e all’offerta di prestazioni assistenziali integrative. L’evoluzione di queste funzioni, nel loro intreccio fra interessi di carattere collettivo ed interessi generali ripropone, in termini problematici, il rapporto tra legge e contratto cui la ricerca dedica uno specifico approfondimento.
Questione che assume anche un rilievo politico nelle relazioni intersindacali, come rileva De Santis nel suo saggio conclusivo, con una CGIL che scorge nell’evoluzione degli Enti Bilaterali, da strumenti di solidarietà a cogestori di funzioni pubblicistiche, i rischi di una ulteriore corporativizzazione della società, cui corrisponde la visione della CISL per la quale la bilateralità può costituire una nuova frontiera di responsabilizzazione delle parti sociali in ambiti in cui l’autoregolazione può dimostrarsi più efficace della legge nell’interpretare e soddisfare gli interessi comuni dei lavoratori e delle imprese. Il volume che viene presentato consente un esame approfondito delle questioni aperte, e non manca poi di segnalare come l’espansione della Bilateralità richieda la messa in campo di classi dirigenti e di assetti organizzativi in grado di garantire gestioni trasparenti e controllo dei risultati. (Prof. Giuseppe Bianchi)

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Intesa San Paolo – provincia Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

La Provincia di Torino ha sottoscritto con Banca IntesaSanPaolo due importanti Protocolli “Dialogo Banca-Impresa” e “Reti 2020”, individuati come strategie di contrasto al difficile momento che attraversano le imprese del territorio. Le firme per la promozione e diffusione del “Dialogo Banca-Impresa”, strumento per facilitare i rapporti impresa-banca, sono state apposte oggi dal Presidente della Provincia Antonio Saitta, dal Direttore Regionale di IntesaSanPaolo per il Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Adriano Maestri, dai Presidenti di tutte le associazioni imprenditoriali del territorio (Ascom, Api, Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria Canavese, Lega Cooperative Piemonte e Unione Industriale di Torino) e dall’Ordine dei Commercialisti. Si tratta di un’iniziativa volta ad agevolare il dialogo nel processo della valutazione creditizia delle Pmi, tramite la conoscenza condivisa del business ed il confronto fra banca e impresa sul territorio. Intesa Sanpaolo ha predisposto per le imprese il “Diagnostico”, un software che consente di valutare la propria situazione economica-finanziaria e la sostenibilità delle proprie scelte imprenditoriali, proponendo un’autovalutazione dell’attività aziendale, che tiene conto sia degli elementi quantitativi che delle caratteristiche di natura qualitativa dell’impresa. Inoltre IntesaSanpaolo e le Associazioni mettono a disposizione dei referenti locali, che garantiranno la necessaria vicinanza alle imprese e saranno un immediato punto di riferimento per l’attuazione dell’accordo. Provincia e IntesaSanPaolo hanno inoltre firmato l’accordo che supporta l’iniziativa “Reti 2020”, grazie al quale le imprese che si aggregano in rete avranno a disposizione 250.000 euro di contributi a fondo perduto stanziati dalla Provincia.

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Mozione del Comitato nazionale di Radicali Italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Roma dal 1° al 3 luglio presso la sede di via di Torre Argentina. Al termine dei lavori i radicali hanno stilato la seguente mozione: (in sintesi)
“Siamo sempre più di fronte a una crisi politica da lungo tempo denunciata dai Radicali. E’ una crisi del Governo, della sua maggioranza ma è anche una crisi delle opposizioni dedite a una restaurazione proporzionalista, a ripetitivi appelli alle soluzioni d’emergenza in stile unità nazionale, o, in alternativa, a insistenti sollecitazioni allo scioglimento delle Camere. Non è una crisi di legislatura, è una crisi di regime, dalla quale non si può uscire chiudendosi all’interno dei recinti dei propri partiti e degli equilibri e rapporti partitocratici, veri ghetti di potere sempre più distanti e avulsi dal sentimento e dalle speranze dell’opinione pubblica. Se ne può uscire avendo il coraggio di aprire un dibattito a tutto campo, che coinvolga l’intero Paese, sull’assenza di democrazia, la
sistematica e consapevole violazione da parte delle istituzioni della loro stessa legalità costitutiva, sul soffocamento da parte dei detentori del potere politico dei principi e delle garanzie dello Stato di diritto.
L’elettorato ne è ha stato consapevole e ha dato una manifestazione delle proprie esigenze di cambiamento, espresse in forma diversificata secondo le possibilità che gli sono state offerte nelle recenti elezioni amministrative come nei referendum: una manifestazione per molti versi
analoga alle rivolte democratiche dei popoli dell’Euromediterraneo. L’unica risposta strutturale a queste esigenze e a queste giustificate manifestazioni di rivolta può essere data finalmente dalla riconquista e dal funzionamento degli strumenti della democrazia, che presuppongono i requisiti, fin qui sistematicamente negati, dell’informazione, del diritto alla verità e alla conoscenza da parte del popolo.
Emblematico del patente stato di illegalità anti-democratica in cui si trova l’intera Repubblica italiana è il caso della giustizia e delle carceri. E’ una questione di legalità, di giustizia.
Il Comitato si rivolge all’intero Movimento affinché si intensifichino e moltiplichino nel Paese le mobilitazioni perché l’Italia torni ad essere una democrazia, a partire da un’amnistia che sia innanzitutto amnistia per la Repubblica e il suo stato di flagrante delinquenza professionale.
Impegna gli organi dirigenti ad investire l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nell’ambito della campagna “InformeRai” e attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e di altre realtà politiche e sociali, circa l’urgenza che si affermi finalmente il diritto degli italiani a poter approfondire e confrontare le diverse proposte politiche sui tanti temi sinora nascosti dal servizio pubblico.
il Comitato impegna gli organi dirigenti, anche in sostegno alle decisioni del prossimo Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito e in collaborazione
con gli altri soggetti dell’area, alla preparazione e alla convocazione per settembre di un grande appuntamento anti-proibizionista che, facendo il punto dei costi politici, legali, sanitari ed economici delle proibizioni, consenta l’elaborazione di obiettivi di lotta e valuti l’esistenza di condizioni che consentano il ricorso a referendum locali o nazionali contro la legge Fini-Giovanardi e l’attivazione delle giurisdizioni internazionali in materia di diritti umani.
Il Comitato rilancia la campagna promossa da Radicali italiani e dall’Ancot – con l’importante adesione del Coordinamento libere associazioni professionali (Colap), perché sia calendarizzata e discussa la proposta di legge radicale per il diritto alla restituzione dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico (cd contributi silenti).
Il Comitato si rivolge a tutti coloro che potranno essere raggiunti da questo messaggio
affinché sostengano e finanzino le iniziative e le campagne del Movimento”.

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Condominio bucolico

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Milano 11 e 12 Giugno dalle 10:00 alle 17:30, Acquario Civico di Milano, Co.Bu.: Laura Martini e Alessandra Gruppillo, in occasione del “Green Urbanity”, presentano, il condominio bucolico che, respirando, dà respiro alla casa ed alla città stabilendo, così, un equilibrio tra il proprio sé e le tendenze ecosostenibili. Pensato per tutte le abitazioni della città senza balcone o giardino, Co.Bu. si propone come un progetto semplice e capace di cambiare aria tanto all’architettura delle proprie case quanto all’arredo urbanistico. Le due designer, sempre attente ai cambiamenti ed alle inevitabili conseguenti necessità che questi comportano, chiamano a respirare e a dar respiro. House & street diventano i nuovi assi su cui far crescere maggiore consapevolezza ambientale.
Co.Bu. è l’humus su cui piantare semi e messaggi più che decorativi. Parla con una città che non respira di igiene e salubrità, la nutre di nuova vita e la inebria di profumo. Un viaggio ecologico che educa al rispetto per l’ambiente da condividere. Il giardino verticale è infatti capace di ridare colore ai rapporti interpersonali e ravvivare le sfumature di città grigie. Laura Martini e Alessandra Gruppillo non coinvolgono soltanto i sensi ma attraverso Co.Bu., aprono le finestre per espandere una nuova primavera sull’intero arredo urbano. Un’idea semplice e capace di “riciclare” anche quei rapporti interpersonali con un vicinato sempre più spesso sconosciuto. Co.Bu. è pensato per essere sempre verde: far sbocciare stimoli, scoprire sentimenti profondi, interessi, passioni e coinvolgere di colori (in) tutti i sensi. (CoBuRender)

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