Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘rapporto’

PIMCO: Preview rapporto CPI USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2023

A cura di Tiffany Wilding, North American Economist e Allison Boxer, Economist di PIMCO. Dopo che l’indice ISM dei responsabili degli acquisti (PMI) ha registrato una contrazione sia del PMI dei servizi che di quello manifatturiero e che l’inflazione salariale di dicembre è risultata più contenuta del previsto, riteniamo che il dato di questa settimana dell’inflazione core dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) confermerà un ulteriore passo indietro nel ritmo di inasprimento della Fed. Dopo il rialzo di 50 punti base (pb) nella riunione di dicembre, ci aspettiamo che la Fed passi a rialzi di 25 pb all’inizio di febbraio, per poi fermarsi intorno al 5%. La nostra previsione indica che i dati sull’inflazione e sul mercato del lavoro si modereranno/ indeboliranno a tal punto da spingere la Fed ad optare per una pausa prima della riunione di maggio. Tuttavia, i funzionari della Fed sembrano prevedere rialzi fino a maggio per portare il tasso sui Fed Funds appena sopra il 5%. È probabile che l’inflazione headline di dicembre subisca una lieve contrazione (-0,1% m/m), in quanto il calo dei prezzi dell’energia e l’andamento più contenuto dell’inflazione core continuano a ridimensionare l’inflazione dichiarata. Il mercato si aspetta che l’inflazione headline scenda al 6,4% su base annua (a/a), meglio delle aspettative del consenso Bloomberg che prevede un 6,6% a/a. Ci aspettiamo che un’inflazione core pari allo 0,2% m/m riduca il ritmo di quella anno su anno e di quella a 3 mesi annualizzata rispettivamente al 5,6% e al 2,7% (in calo rispetto al picco del 6,6% a/a).

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Migrantes: Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

Roma. Stamani, alle ore 10.00, a Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” del The Church Palace (Via Aurelia, 481), incontro per la XVII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. Il meeting apre con la prolusione di mons. Francesco Savino, Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A presentare nel dettaglio il Rapporto, la curatrice Delfina Licata. Seguiranno gli interventi di Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie; Paolo Masini, Presidente del Comitato di Indirizzo del Museo dell’Emigrazione Italiana e Claudio Visconti, Responsabile del Foyer Catholique Européan di Bruxelles. Le conclusioni saranno affidate al Direttore Generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo. A moderare i lavori la giornalista e conduttrice Rai, Monica Marangoni.

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Nuovo rapporto dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2022

E’ interamente dedicato al personale del Servizio Sanitario Nazionale. Il quadro che ne esce è desolante. Come abbiamo sempre denunciato, inascoltati da anni, in Italia si registra un rapporto popolazione/infermieri molto inferiore alla media europea: nel 2020 nel nostro Paese operavano 6,2 infermieri per 1000 abitanti, contro i 18 di Svizzera e Norvegia, gli 11 della Francia, i 13 della Germania e gli 8,2 del Regno Unito. Deteniamo un gap di 2,6 infermieri per 1000 abitanti in meno rispetto alla media europea.Il blocco delle assunzioni e del turnover, insieme alla politica di contenimento della spesa per il personale, oltre a portare alla perdita di circa 27mila infermieri a tempo indeterminato ha causato un notevole innalzamento dell’età media del personale infermieristico, che porterà al pensionamento di oltre 20mila unità entro il 2027, che si sommano ai circa 100mila infermieri attualmente mancanti.Per fronteggiare l’emergenza pandemica, che si è abbattuta su un SSN già in ginocchio, sono state utilizzate procedure di assunzione “straordinarie” che hanno introdotto un numero molto elevato di personale altamente precario, che a tutt’oggi rappresenta oltre il 70% del totale: su un totale di 31.990 assunzioni, 23.233 sono contratti flessibili. La pandemia ha inoltre plasticamente rappresentato la necessità del potenziamento dell’assistenza territoriale per la quale sarebbero necessari ulteriori 27mila infermieri circa, senza i quali rimarrebbe un contenitore vuoto.Diverso il discorso sul fronte dei medici. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: in questo paese non mancano i medici! L’Italia domina le classifiche europee per numero di medici che praticano attivamente la professione. Nel 2020 in Italia operavano 4 medici per mille abitanti, contro i 3,17 della Francia e i 3,03 del Regno Unito. Nonostante Spagna e Germania abbiano un valore simile all’Italia, il nostro Paese ha un numero totale di medici per abitanti superiore alla media UE (+0,2). La verità è che la mancanza di visione politica sul tema salute ed una pessima programmazione delle scuole di specializzazione hanno permesso un surplus di presenze in alcune discipline mediche e la totale desertificazione di altre. Non mancano i medici: siamo pieni di chirurghi plastici, ma non sembrerebbe a giudicare dall’alto tasso di facce di bronzo che circolano nei palazzi della politica, e siamo pieni di ginecologi, nonostante “l’inverno demografico” e la mancata applicazione della Legge 194 sull’interruzione di gravidanza, tanto per limitarsi a due esempi lampanti.Come per gli infermieri, anche per i medici di base, è troppo tardi per agire solo sul numero chiuso delle università (le nuove immatricolazioni non coprono neanche i posti messi a disposizione) perché il basso livello di prestigio percepito, il discredito della funzione sociale e i bassi salari non faranno accorrere nuovi iscritti in queste discipline. I carichi di lavoro spropositati, la mancanza di tutele per salute e sicurezza fanno il resto. Persino l’Agenas si spinge a dire che in assenza di “incentivi in grado di rendere più attrattivi i profili di impiego in cui si prevedono fabbisogni più consistenti” nei prossimi anni ci troveremo a fare i conti con problemi serissimi.Del resto, l’ultimo “infame” atto del Governo Draghi, cioè il totale abbandono sulle spalle delle famiglie di disabili e malati cronici, di cui lo Stato si lava completamente le mani, contiene in sé l’indirizzo programmatico con il quale si intende, evidentemente, liquidare definitivamente il SSN. Assunzioni, stabilizzazione di tutti i precari, reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori in appalto; aumento consistente del salario, miglioramento delle condizioni di lavoro, garanzia di salute e sicurezza. Non esiste una terza via per salvare la sanità pubblica, lo dice persino l’Agenas!

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Necessario un confronto tra il nuovo governo e operatori sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2022

Roma “In campagna elettorale di sanità si è parlato ma si è parlato meno di quanto ci aspettavamo. Un motivo c’è: siamo in una tempesta perfetta, questa è la realtà storica che stiamo vivendo, un momento dopo la pandemia di situazione drammatica del Paese, sia a livello economico che strutturale. C’è una guerra in atto, è un momento in cui c’è ancora una pandemia in atto. Stiamo vedendo luce in fondo al tunnel ma ci siamo ancora dentro. È chiaro che in un momento del genere, chi si appresta a governare ha sicuramente gravi difficoltà”. Lo ha detto il segretario generale del Sumai Assoprof, Antonio Magi, durante i lavori della Tavola Rotonda ‘Decreto 77: il ruolo della specialistica ambulatoriale convenzionata interna’, organizzata a Roma in occasione del 54° Congresso nazionale del Sumai Assoprof, dal titolo ‘Pnrr, Missione 6, specialista dove sei?’.”L’altra tempesta perfetta- ha proseguito- è legata all’anzianità del personale sanitario, al fatto che negli anni passati non si è potuto fare un turnover adeguato, sia per quanto riguarda l’attività ospedaliera, cercando di coprire le uscite per pensionamenti con le entrate, sia per quanto riguarda la parte convenzionata”.”Per noi specialisti ambulatoriali le ore che si liberavano non sono sempre state ricoperte. Abbiamo carenze di medici di medicina generale- ha poi aggiunto- un fatto legato alla politica del personale che non è stata fatta, a un non adeguamento di quella che è la situazione rispetto a quella degli altri Paesi europei. Purtroppo, infatti, stiamo vedendo che ci sono colleghi, e parlo di specialisti, che preferiscono non lavorare nel Servizio sanitario nazionale ma scelgono di andare o nel privato o all’estero, perchè il Ssn è poco attrattivo”.”Noi- sottolinea Magi- siamo infatti il terzultimo Paese come remunerazioni dei medici, mentre il quartultimo che è la Spagna ha 35mila euro lordi in più rispetto a quello dell’Italia. Una condizione del genere fa scegliere ai giovani medici di scegliere altro. Abbiamo problemi strutturali legati alle liste d’attesa. I cittadini, non trovando quelle risposte nelle Asl, sono costretti ad andare nel Pronto Soccorso, creando una difficile condizione. È davvero una tempesta perfetta. Spero- conclude Magi, ringraziando il Ssn per il ruolo svolto in pandemia- che il nuovo governo si confronti con gli operatori per risolvere insieme il problema. Dobbiamo fare un patto, un’alleanza, tra esecutivo e operatori sanitari per trovare soluzioni che, in questo momento, sono molto complesse ma che dobbiamo per forza trovare”.

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Presentazione rapporto immigrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

Roma Venerdì 7 ottobre 2022 alle ore 11.00 in via Aurelia, 796 Caritas Italiana e Fondazione Migrantes presentano la nuova edizione del Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes. Tema di quest’anno è quello scelto da papa Francesco per la 108esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si è celebrata lo scorso 25 settembre: “Costruire il futuro con i migranti”. I lavori saranno aperti dal presidente della Caritas Italiana, S.E. Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia.A presentare i dati due dei curatori del Rapporto Immigrazione, Manuela De Marco di Caritas Italiana che illustrerà i principali dati del Rapporto e Simone M. Varisco della Fondazione Migrantes che fornirà spunti di riflessione su “L’immigrazione fra comunicazione e pastorale”. Seguirà il Ministro Patrizio Bianchi parlerà che si soffermerà su “Orientamenti e prospettive dell’istruzione in tema di immigrazione”. Subito dopo ci sarà l’intervento di S.E. Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana su “I migranti dentro il cammino sinodale della Chiesa in Italia”. È previsto infine un focus della giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan su “Italiani madrelingua. Il polmone verde della cultura italiana”. Le conclusioni sono affidate a S.E. Mons. Gian Carlo Perego, Presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Modererà Oliviero Forti di Caritas Italiana.

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Ultimo rapporto sull’epilessia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2022

Bruxelles. The European House – Ambrosetti e Angelini Pharma hanno presentato l’ultimo rapporto sull’epilessia intitolato “Headway: A new roadmap for Brain Health – Focus Epilepsy”, da cui è emerso che, a causa della diversa organizzazione dei Sistemi Sanitari europei, nel 2022 l’attuazione delle politiche sulla patologia in Europa è stata disomogenea in termini di disponibilità, accessibilità e qualità delle cure dispensate. Il report ha, inoltre, evidenziato come sia necessario che l’Unione Europea agisca in fretta e programmi una prima tabella di marcia per attuare le prossime attività da mettere a terra. Il rapporto si concentra sui risultati dell’iniziativa Headway, focalizzata sulla salute del cervello e lanciata all’inizio del 2022, che ha esaminato diverse esperienze europee nella gestione dell’epilessia. L’obiettivo è quello di contribuire a ridurre i pregiudizi e il peso dell’epilessia non solo in ambito sanitario, ma anche nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nella società, attraverso la condivisione di conoscenze ed esperienze. Il rapporto delinea una serie di aree di intervento prioritarie per i principali interlocutori, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori, le Associazioni Pazienti e le Istituzioni degli Stati membri europei, sviluppate con un gruppo multidisciplinare di esperti – tra cui clinici, ricercatori e associazioni pazienti – per garantire un approccio globale e integrato al tema. Più di una persona su cinque con epilessia si isola dalla società a causa delle reazioni a eventuali crisi epilettiche in pubblico, che potrebbero anche causare incidenti. La pandemia di COVID-19 non è ancora del tutto superata e la pressione sui pazienti con epilessia è evidente soprattutto per l’impatto significativo delle interruzioni delle prestazioni cliniche: solo in Italia, il numero degli encefalogrammi si è ridotto del 75% durante la pandemia, rispetto al periodo pre-COVID. Il rapporto Headway ha dimostrato che, poiché i pazienti hanno sperimentato un aumento dei livelli di stress durante gli ultimi due anni, il 30% di loro ha sospeso i trattamenti ospedalieri e che il minor supporto sociale e l’isolamento sociale possono continuare ad influire sulla riduzione all’aderenza terapeutica e, di conseguenza, sul peggioramento del controllo delle crisi. I risultati del rapporto suggeriscono la necessità per i principali stakeholder degli Stati membri europei, tra cui gli operatori sanitari, i ricercatori, le Associazioni Pazienti e le Istituzioni, di sviluppare un piano strategico di azione e di intervenire per promuovere la collaborazione e un approccio più olistico per affrontare la riduzione del peso dell’epilessia.

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Rapporto dei lavoratori con le vacanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

I dati provengono da una recente ricerca condotta a livello europeo dall’azienda proprio su questa tematica.Quello che è emerso è che servono in media ai lavoratori europei 17 giorni di vacanza per ricaricare le batterie. Il dato scende a 11 se guardiamo all’Italia. Inoltre, ben il 30% degli intervistati, inclusi quelli italiani, è attivo anche durante il periodo di ferie. Le differenze sono meno significative quando si parla di un periodo di vacanza fisso da prendere ogni anno. Per esempio, il 37% dei lavoratori europei segue un modello che si ripete ogni anno per i periodi di vacanza. In particolare, i lavoratori olandesi (45%), italiani (42%) e belgi (42%) usufruiscono di un periodo di vacanza annuale, mentre la stessa cosa accade solo al 23% dei lavoratori finlandesi. Un modello di ferie annuali ricorrenti si riscontra soprattutto tra persone sposate e conviventi. Tra i single, solo 1 su 3 ha un periodo fisso di vacanza. Un periodo più corto, come un weekend lungo o un giorno di ferie è quello che preferisce infine il 33% di lavoratori europei. Inoltre, una media del 30% degli intervistati indica di avere difficoltà a staccare mentalmente dal lavoro durante le vacanze. I lavoratori norvegesi (36%), inglesi (33%) e italiani (32%) in particolare fanno fatica a fare questo. Dal punto di vista dell’età, sono soprattutto i lavoratori più giovani tra i 25 e i 34 anni che trovano difficile disconnettersi dal lavoro durante le vacanze (38%). L’ansia diminuisce poi con l’età: solo circa il 20% degli over 55 dice infatti di aver difficoltà a lasciar andare mentalmente il lavoro.

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Ancodis: il rapporto Eurydice 2022 e la retribuzione dei docenti in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2022

L’annuale rapporto Eurydice 2022 che sarà pubblicato nel prossimo mese di ottobre – tra i tanti temi – mette a confronto le retribuzioni dei docenti nei paesi della rete Eurydice. Il rapporto prende in esame gli stipendi di base degli insegnanti a “inizio carriera” e le loro prospettive di progressione retributiva annuale. Vengono, inoltre, analizzate le differenze di stipendio a seconda dei diversi livelli di istruzione e tra docenti e dirigenti. Incominciamo allora a fare chiarezza anche nella comunicazione ufficiale e, dunque, diciamo che: nella scuola italiana NON esiste la progressione di carriera professionale di un docente ma la lenta e arcaica progressione stipendiale per anzianità. Anzi, la carriera per il personale docente è un ossimoro oltre che sembrare un tabù per gran parte delle forze politiche e organizzazioni sindacali; nel sistema scolastico italiano NON c’è la retribuzione economica proporzionale alla quantità e qualità di lavoro didattico e organizzativo svolto dentro e fuori gli ambienti di apprendimento; nella scuola dell’autonomia le attività aggiuntive necessarie per il funzionamento organizzativo e didattico NON sono retribuite come meriterebbero ma in modo forfettario (qualcuno dice che poiché la coperta è corta le ore sono determinate in contrattazione di istituto al ribasso rispetto al reale impegno dedicato) a 17.50 euro/h lordo dipendente che si riduce a poco più di 10 euro/h nel cedolino (agosto/settembre/ottobre?);in Italia per avanzare nella fascia stipendiale NON bisogna essere bravi e competenti e lavorare di più e bene ma occorre aspettare l’inesorabile lento invecchiamento che blocca l’entusiasmo e il dinamismo delle giovani risorse e lascia i docenti “più anziani” (le cui retribuzioni non si discostano dalla media europea) sostanzialmente meno insoddisfatti; nella scuola il lavoro nelle diverse forme di un docente NON produce effetti tangibili e permanenti nella sua professione; le risorse umane e professionali non hanno alcuna forma di valorizzazione. Allora tanto vale fare il minimo contrattuale e cercarsi un doppio/triplo lavoro magari in ….grigio. A tal proposito, possiamo conoscere il numero di docenti e non docenti autorizzati a svolgere un secondo lavoro? “Tutto questo –precisa il Presidente Cicero – è noto ai nostri rappresentati politici e sindacali protempore che continuano a sorprendersi dei dati del rapporto senza però mettere al centro della loro azione l’Art. 36 della Costituzione Italiana – la cui applicazione farebbe giustizia alle centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno deciso di costruirsi un futuro nella scuola e, soprattutto, di vivere la scuola – la valorizzazione professionale e la vera progressione di carriera.” “Siamo di fronte ad un ARCAICO status professionale della funzione docente – conclude Cicero – per la quale Ministero ed OO.SS. devono trovare soluzione. Se vogliamo davvero dare un nuovo impulso alla scuola italiana allora occorre ripartire dalle risorse umane incominciando nel prossimo CCNL a riconoscere a Cesare quel che è di Cesare!”

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Rapporto AIFA su antivirali Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

“I dati resi noti da AIFA sull’incremento dei farmaci antivirali ritirati direttamente dai pazienti in farmacia sono un segnale molto positivo e confermano l’apporto fondamentale dei farmacisti a tutela della salute dei cittadini anche in questa nuova fase della pandemia”. Lo dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), commentando il 13° Rapporto AIFA sull’impiego dei farmaci antivirali contro il Covid-19 che mostra un aumento di oltre l’80% in due settimane delle pillole di Paxlovid erogate dai farmacisti territoriali nella modalità della distribuzione per conto (Dpc). “La dispensazione degli antivirali da parte del farmacista di prossimità – continua Mandelli – avviene in modo assolutamente gratuito, senza alcun onere per il SSN: come accaduto fin dai primissimi giorni della pandemia, i farmacisti hanno messo ancora una volta a disposizione del sistema sanitario e dei cittadini le loro competenze e la loro presenza capillare sul territorio per garantire l’accessibilità e la necessaria tempestività dei trattamenti contro il Covid”.“L’esperienza dell’antivirale Paxlovid conferma la necessità di ampliare il ricorso al regime della distribuzione per conto per quei medicinali che non necessitano di un monitoraggio ospedaliero, coerentemente con il rilancio delle cure di prossimità e a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini”, conclude il presidente FOFI.

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Rapporto Diabetes Atlas dell’International Diabetes Federation

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Roma giovedì 16 Giugno 2022, ore 14.00-18.00 Sala Angiolillo, Palazzo Wedekind Il 15° Italian Barometer Diabetes Report offre una fotografia della situazione del diabete a livello nazionale e con approfondimenti per ciascuna realtà regionale. L’iniziativa parte dal presupposto che la raccolta e la condivisione di informazioni possa stimolare quel dibattito necessario a promuovere la cultura del fare e quindi contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta.

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PIMCO: il rapporto sul lavoro degli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

A cura di Allison Boxer, US Economist di PIMCO. Gli occupati non agricoli sono saliti di 428.000 per il secondo mese consecutivo, con un’intensità diffusa in tutti i settori. È interessante notare che ci sono state piccole perdite di posti di lavoro per il secondo mese consecutivo in diversi settori della vendita al dettaglio che avevano beneficiato maggiormente della domanda pandemica. Anche le assunzioni nel settore del tempo libero hanno rallentato ma restano a un ritmo ancora forte, il che – combinato con il calo delle nuove offerte di lavoro – suggerisce che il mercato del lavoro del settore del tempo libero sta lentamente tornando a un migliore equilibrio tra domanda e offerta dopo aver affrontato gravi problemi di manodopera all’inizio della pandemia. La crescita dei salari si è moderata più del previsto, ma è stata compensata dalle revisioni positive del mese precedente. L’indagine sulle famiglie ha sottoperformato e il livello di occupazione è effettivamente sceso.È improbabile che questo rapporto cambi qualcosa per i funzionari della Fed – nessuna ulteriore accelerazione nella crescita dei salari sarà accolta con favore, mentre saranno un po’ delusi per l’assenza di ulteriori incrementi di partecipazione questo mese. Con poche sorprese degne di nota nel rapporto sull’occupazione, i funzionari rivolgeranno ora la loro attenzione ai dati sull’inflazione della prossima settimana.

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Rapporto 2022 sull’ospitalità religiosa in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 aprile 2022

Con la fine dell’emergenza pandemica, anche conventi, monasteri e case religiose fanno i conti con le conseguenze del coronavirus sull’accoglienza: nell’offerta si registra una perdita di circa 30mila posti letto in tutta Italia, con quasi 500 strutture chiuse definitivamente all’ospitalità o destinate ad altri usi, se non addirittura cedute. Lo rileva l’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana nel rapporto annuale del 2022, insieme ad altri interessanti dati su questo segmento dell’ospitalità destinato all’accoglienza per motivi spirituali, turistici, lavorativi o studenteschi. Le strutture dell’ospitalità religiosa in Italia sono poco più di tremila con circa 250mila posti letto, gestiti in gran parte da enti religiosi (ordini, congregazioni, diocesi e parrocchie) o di loro proprietà. La parte del Leone la fa ovviamente il Lazio, con 31.581 posti letto e centinaia di strutture su Roma che fanno riferimento alle case generalizie di ordini e congregazioni. Seguono Emilia Romagna (20.548) e Veneto (20.418). Ma la regione con il miglior rapporto rispetto al numero di abitanti è di gran lunga la Valle d’Aosta, con 32 posti letto in strutture religiose ogni 1000 abitanti. A seguire l’Umbria (13) e il Friuli-Venezia Giulia (9). Tra i servizi più diffusi nelle strutture dell’ospitalità religiosa il parcheggio auto (73%), la sala riunioni (69%) e il giardino (69%). Un terzo delle case si trova in centro città, un terzo in zone di montagna e l’ultimo terzo suddiviso tra mare e natura. Tutti gli altri dati sono nel Rapporto 2022 completo a questo link https://ospitalitareligiosa.it/pdf/RAPPORTO_2022.pdf

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Roma: Rapporto povertà

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

«False ripartenze?» è il titolo della quinta edizione del Rapporto “Povertà a Roma: un punto di vista” realizzato dalla Caritas diocesana. Lo studio è stato presentato questa mattina presso il Vicariato di Roma con una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, di Giustino Trincia, direttore della Caritas e, collegato in videoconferenza, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.Il volume, 154 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dalle parrocchie di Roma negli ultimi due anni della pandemia. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, le mense sociali, le numerose iniziative di prossimità promosse dalle comunità e un focus sulle proposte della Caritas riguardo agli ambiti del lavoro, dell’abitare e dell’ecologia integrale. Nel Rapporto vi è anche una sezione dedicata allo scenario economico-sociale della Capitale e un’analisi sull’efficacia delle misure messe in atto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che riguardano l’esclusione sociale.

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Castelli, “Recuperare il rapporto intergenerazionale per costruire un nuovo modello economico e sociale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

Roma – “C’è un tema, quello del rapporto intergenerazionale che deve richiamare l’attenzione delle Istituzioni, da un lato, ma soprattutto della società, nel suo complesso, e dei giovani, in modo più specifico. “L’alleanza fra le generazioni, che restituisce all’umano tutte le età della vita, è il nostro dono perduto. Deve essere ritrovato”. Lo ha detto molto bene Papa Francesco, anche oggi, tornando sul valore della “vecchiaia”. È un tema che la pandemia ha reso plastico, in un momento in cui sono stati proprio gli anziani a pagare il prezzo più alto, e che deve aprire ad una riflessione attenta sul modello economico che vogliamo costruire (e che in parte stiamo già costruendo). Viviamo un’epoca in cui cambiano le proporzioni, in cui l’allungarsi della vita sta incidendo in maniera strutturale sulla storia dei singoli, delle famiglie e delle società. E questo deve essere il nostro punto di partenza nella definizione di una nuova economia, quella sociale. Perché mentre ciascuno di noi deve lavorare ad un miglioramento del rapporto e del dialogo intergenerazionale, comprendendo l’importanza fondamentale che l’anziano ha nella società odierna ed in quella del futuro, la politica e il mondo economico devono dare una prospettiva concreta all’Economia Sociale e all’impatto che i servizi alla persona, la transizione ecologica e digitale, l’assistenza sociale, hanno sulla quotidianità dell’intero sistema Paese, lavorando per obiettivi di lungo periodo e tesi a risolvere i grandi temi di cui tutti parlano ma dei quali pochi propongono visioni e soluzioni concrete”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2021

Martedì 9 novembre, alle ore 10, sarà presentato a Roma, presso l’Auditorium V. Bachelet del TH Roma Carpegna Palace (via Aurelia, 481, Fermata Cornelia Metropolitana A), il Rapporto Italiani nel Mondo 2021 della Fondazione Migrantes.Giunto alla XVI edizione, questo progetto della Chiesa che è in Italia ha coinvolto anche quest’anno diversi autori, misurandosi con la crisi pandemica che ha coinvolto anche la mobilità degli italiani e la vita dei nostri connazionali residenti all’estero.L’incontro si terrà in presenza nel rispetto della normativa sanitaria vigente.Sarà comunque possibile seguire la presentazione in diretta streaming, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Conferenza Episcopale Italiana. Inoltre dal pomeriggio del 9 novembre (fino al 12) il convegno “Gli italiani in Europa e la missione cristiana” che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei cardinali Gualtiero Bassetti e Anders Arborelius, di mons. Gian Carlo Perego e mons. Jean Kockerols.

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Il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Uno spaccato dei volti e delle storie di povertà in tempo di pandemia. È quanto emerge dal Rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale che, facendo seguito ai 4 monitoraggi nazionali effettuati nel 2020, è pubblicato on line sul sito http://www.caritas.it. Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà, il Rapporto “Oltre l’ostacolo”, prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise. Caritas e pandemia In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile, ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%). Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo. Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione Comunicato n.35 | 16 ottobre 2021 degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord. Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC). Usura e sovraindebitamento Il capitolo su usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie sopportassero debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. La vulnerabilità all’indebitamento patologico e all’usura si proietta sullo sfondo della recessione economica e della povertà assoluta, che hanno conosciuto un netto incremento a causa della pandemia. Basti pensare che nelle province dichiarate “zona rossa” per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50 per cento per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito. Il settore turistico Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Solo ad Assisi città e frazioni, tra giovani laici e religiosi, la Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perché su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti (dati in linea anche per il primo trimestre 2021. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici con in un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro. Le Politiche di contrasto alla povertà Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà riguarda in particolare sul reddito di cittadinanza (RdC), che ha complessivamente supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, ha interessato uno su cinque fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine longitudinale sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021. Viene presentata l’”Agenda Caritas per il riordino del RdC” che prevede un pacchetto complessivo di interventi con un mix di ampliamento e riduzione dei criteri di accesso e che ponga attenzione al processo di miglioramento/rafforzamento di servizi e azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale, al fine di intervcettare al meglio la povertà assoluta. Oltre l’ostacolo Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio[1]agosto) è la seguente: – rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite; – le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale; – rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali; – preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro-fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.). Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della Conferenza episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente – si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro. su http://www.caritas.it testo integrale, sintesi, video e altri materiali di approfondimento.

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II Rapporto dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Roma L’evento si terrà martedì 26 ottobre alle ore 11 presso il Salone Spadolini del Ministero della Cultura (Roma), alla presenza del presidente Giacomo di Thiene (ADSI), del presidente Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), di un esponente di Confagricoltura e dei professori Luciano Monti e Fabio Marchetti (FBV). È prevista la partecipazione di un rappresentante istituzionale MiC. La presentazione del II Rapporto sarà possibile seguirla anche in streaming: il link d’accesso sarà fornito in successiva comunicazione. Dati i numeri contingentati della Sala, sarebbe opportuno avere conferma scritta qualora si abbia l’intenzione di partecipare fisicamente all’iniziativa. Focus dello studio saranno le attività economiche svolte nelle dimore storiche, l’analisi del loro stato manutentivo e la distribuzione geografica dei suddetti beni.

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Robeco pubblica il suo rapporto Expected Returns 2022-2026

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Rotterdam. Robeco ha pubblicato l’undicesimo rapporto annuale “Expected Returns (2022-2026)”, una panoramica su ciò che gli investitori possono aspettarsi nei prossimi cinque anni per tutte le principali asset class, e le previsioni economiche post-pandemia. Mentre le economie di tutto il mondo si riprendono da una grande crisi globale, Robeco guarda al 2026 (la fine dell’orizzonte quinquennale del rapporto) con moderato ottimismo. La produttività del lavoro negli USA dovrebbe migliorare e siamo diventati più ottimisti su una spinta dal lato dell’offerta per l’economia globale rispetto all’anno scorso. Robeco prevede una ripresa della crescita della produttività, guidata dagli investimenti, che batta la modesta crescita del PIL pro capite del periodo espansivo del 2009-2019. Un’altra ragione a sostegno di prospettive positive sono i progressi tecnologici.L’ottimismo è però moderato. L’atipica dinamica a singhiozzo nel 2020-2021 ha spinto l’incertezza macroeconomica al suo livello più alto nella storia recente, superando i livelli raggiunti nel periodo di disinflazione nei primi anni ’80 e durante la crisi finanziaria globale del 2008. Attualmente ci si chiede se l’inflazione sarà transitoria o a lungo termine. Questo significa che gli investitori dovrebbero mantenere una mente aperta su come il panorama economico potrebbe svilupparsi nei prossimi cinque anni.Un altro motivo, forse ancora più convincente, per temperare l’ottimismo è la crescente consapevolezza della gravità della crisi climatica. Le temperature globali saliranno di almeno 1,5 ˚C sopra il livello preindustriale entro il 2040, causando eventi meteorologici sempre più estremi e maggiori rischi fisici nelle economie sviluppate. Robeco si aspetta che nei prossimi cinque anni gli investitori incorporino sempre più fattori di rischio climatico nelle loro decisioni di asset allocation. Per aiutarli, abbiamo introdotto un’analisi di come i fattori climatici potrebbero influenzare le valutazioni delle asset class in aggiunta ai fattori macroeconomici. A nostro parere, le considerazioni più importanti sono: La composizione delle asset class potrebbe essere influenzata dal cambiamento climatico più che dai rendimenti attesi, dato che Robeco prevede una maggiore emissione di titoli green in futuro. I mercati azionari emergenti e i mercati obbligazionari high yield consumano più carbonio rispetto ai mercati azionari sviluppati e ai mercati obbligazionari investment grade, il che metterà sotto pressione i prezzi dei primi. Gli investitori attivi possono aggiungere valore integrando la loro visione sul cambiamento climatico e su come le politiche, i regolamenti e il comportamento dei consumatori influenzeranno i profitti aziendali. Il disinvestimento massiccio dalle aziende di combustibili fossili può portare a un premio di rischio per il carbonio.

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Io sono cultura: presentazione rapporto 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

Mercoledì 4 agosto ore 11:00 – 13:00 in diretta streaming nell’ambito del Seminario estivo 2021 e Festival della Soft Economy. Partecipano all’appuntamento Dario Franceschini, Ministro della Cultura Andrea Prete presidente Unioncamere. Ermete Realacci Presidente Fondazione Symbola. Saluti Giorgia Latini, Assessore alla Cultura Regione Marche. Modera Paola Pierotti Architetto, giornalista PPAN. Presenta “Tema e Variazioni n° 139” Barnaba Fornasetti. Presenta la ricerca Giuseppe Tripoli Segretario generale Unioncamere. Il lavoro nasce dall’esigenza di raccontare il valore economico e sociale delle imprese che operano nel mondo culturale e creativo.Io Sono Cultura rappresenta una piccola rivoluzione perché Symbola e Unioncamere includono nell’analisi della filiera i dati dell’industria manifatturiera che si è lasciata contaminare da cultura e creatività per aumentare il valore dei prodotti.La diretta streaming si svolgerà dalle 11 alle 13 alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini.Dopo la presentazione è possibile scaricare la ricerca dal sito http://www.symbola.net

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Aiuto alla Chiesa che Soffre presenta il Rapporto Annuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Nel 2020 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), attraverso i suoi 23 uffici nazionali, ha raccolto 122,7 milioni di euro in donazioni per i cristiani perseguitati e poveri di tutto il mondo. Le offerte, provenienti da donatori privati, sono aumentate di 16,4 milioni di euro, facendo registrare un +15,4% rispetto al 2019. «ACS Italia, in particolare, ha ricevuto 5.292.153 di euro in donazioni, cioè il 20% in più rispetto all’anno precedente», commenta il direttore Alessandro Monteduro. «15.763 benefattori hanno inviato 38.914 donazioni, grazie alle quali abbiamo finanziato oltre cento progetti a tutela delle comunità cristiane minacciate e oppresse», aggiunge Monteduro. Grazie alle donazioni ricevute, ACS ha finanziato attività per un valore complessivo di 102,1 milioni di euro. A causa dei ritardi causati dalle restrizioni da coronavirus altri 20,6 milioni di euro saranno erogati entro la fine di giugno 2021. Il 79% dei fondi stanziati nel 2020 è stato speso per progetti, informazione, supporto mediatico e campagne di preghiera. In questo modo sono stati sostenuti un totale di 4.758 singoli progetti in 138 paesi diversi. Circa l’8% dei fondi è stato speso per l’amministrazione e il 12,5% per la sensibilizzazione e la ricerca di nuovi benefattori. Dall’inizio della pandemia ACS ha sostenuto 401 progetti legati al coronavirus per un valore totale di oltre 6,2 milioni di euro. Le iniziative hanno previsto, tra l’altro, la fornitura di DPI per sacerdoti e religiosi e aiuti finanziari urgenti.Circa un terzo (32,6%) del totale degli aiuti è andato all’Africa. «Siamo molto preoccupati, in particolare per i Paesi della regione del Sahel, dove c’è stata un’esplosione del terrorismo. La pandemia ha reso ancora più difficile la situazione dei profughi sfollati, e in molti casi la Chiesa è l’unica istituzione ancora rimasta a sostenere la gente», riferisce Heine-Geldern.Mentre per molti anni il Medio Oriente, e in particolare la Siria e l’Iraq, sono stati in testa nella lista dei Paesi sostenuti da ACS, nel 2020 questa regione ha ricevuto il 14,2% degli aiuti stanziati. «Questo ha avuto molto a che fare con la pandemia: molti progetti di ricostruzione strutturale si sono fermati perché era semplicemente impossibile fornire i materiali da costruzione necessari. Ma quest’area rimane comunque profondamente importante per noi», spiega il presidente esecutivo di ACS Internazionale.A seguito dell’esplosione del 4 agosto 2020 nel porto di Beirut, capitale libanese, ACS ha lanciato un programma di aiuti di emergenza per questo Paese, che ha la più grande comunità cristiana del Medio Oriente. In questo modo ha fornito aiuti alimentari di base subito dopo l’esplosione. I successivi progetti di aiuto si sono concentrati sulla ricostruzione del quartiere cristiano di Beirut, particolarmente colpito dall’esplosione. La fondazione ha sostenuto anche la riparazione di chiese e case religiose danneggiate in questa parte della città. Complessivamente ACS ha fornito quasi 4 milioni di euro in aiuti per il Libano nel 2020.L’Asia è stata un’altra regione prioritaria per ACS, con il 18% del totale degli aiuti. La maggior parte di questi – circa 5,4 milioni di euro – è andata all’India. L’intero continente è stato particolarmente colpito dalla pandemia e in molti casi la minoranza cristiana è stata privata dell’accesso agli aiuti forniti dallo Stato. In Pakistan, ad esempio, ACS ha fornito beni di prima necessità ai cristiani che hanno perso i propri mezzi di sussistenza a causa del coronavirus.Quanto alla tipologia dei progetti, al primo posto si collocano gli aiuti alla costruzione. 744 chiese, case parrocchiali, conventi, seminari o centri comunitari sono stati costruiti ex novo, ricostruiti, o ristrutturati dopo la distruzione causata da guerra o terrorismo. Tra i luoghi di culto vi è la cattedrale maronita di Sant’Elia nella città siriana di Aleppo, gravemente danneggiata da attacchi missilistici tra il 2012 e il 2016. Le offerte per la celebrazione delle Messe, per molti sacerdoti l’unica fonte di sopravvivenza, sono state pari a 1,7 milioni di euro. In tutto il mondo, un sacerdote su nove ha beneficiato di questa forma di sostegno. Quanto ai seminaristi, uno su otto in tutto il mondo ha ricevuto un sostegno da ACS per i propri studi e per sostenere il costo della vita nel seminario. In questo modo ACS ha aiutato circa 14.000 sacerdoti di domani.

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