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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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L’1 per cento della popolazione mondiale è in fuga secondo il rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, rivolge oggi un appello ai Paesi di tutto il mondo affinché si impegnino ulteriormente per dare protezione a milioni di rifugiati e altre persone in fuga da conflitti, persecuzioni o violenze che compromettono gravemente l’ordine pubblico. Come dimostra il rapporto pubblicato oggi, gli esodi forzati oggi riguardano più dell’1 per cento della popolazione mondiale – 1 persona su 97 – mentre continua a diminuire inesorabilmente il numero di coloro che riescono a fare ritorno a casa.Il rapporto, inoltre, rileva come per i rifugiati sia divenuto sempre più difficoltoso porre fine in tempi rapidi alla propria condizione. Negli anni Novanta, una media di 1,5 milioni di rifugiati riusciva a fare ritorno a casa ogni anno. Negli ultimi dieci anni la media è crollata a circa 385.000, cifra che testimonia come oggi l’aumento del numero di persone costrette alla fuga ecceda largamente quello delle persone che possono usufruire di una soluzione durevole.
Il rapporto Global Trends mostra che dei 79,5 milioni di persone che risultavano essere in fuga alla fine dell’anno scorso, 45,7 milioni erano sfollati all’interno dei propri Paesi. La cifra restante era composta da persone fuggite oltre confine, 4,2 milioni delle quali in attesa dell’esito della domanda di asilo, e 29,6 milioni tra rifugiati (26 milioni) e altre persone costrette alla fuga fuori dai propri Paesi.L’incremento annuale, rispetto ai 70,8 milioni di persone in fuga registrati alla fine del 2018, rappresenta il risultato di due fattori principali. Il primo riguarda le nuove preoccupanti crisi verificatesi nel 2019, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Sahel, in Yemen e in Siria, quest’ultima ormai al decimo anno di conflitto e responsabile dell’esodo di 13,2 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni, più di un sesto del totale mondiale.
8 dati essenziali sulle persone in fuga:
Almeno 100 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case negli ultimi dieci anni, in cerca di sicurezza all’interno o al di fuori dei propri Paesi. Si tratta di un numero di persone maggiore di quello dell’intera popolazione dell’Egitto, il 14° Paese più popoloso al mondo.
Il numero di persone in fuga è quasi raddoppiato dal 2010 (41 milioni allora contro 79,5 milioni oggi).
L’80 per cento delle persone in fuga nel mondo è ospitato in Paesi o territori afflitti da insicurezza alimentare e malnutrizione grave – molti dei quali soggetti al rischio di cambiamenti climatici e catastrofi naturali.
Oltre i tre quarti dei rifugiati di tutto il mondo (77 per cento) provengono da scenari di crisi a lungo termine – per esempio quella in Afghanistan, ormai entrata nel quinto decennio.
Oltre otto rifugiati su 10 (85 per cento) vivono in Paesi in via di sviluppo, generalmente in un Paese confinante con quello da cui sono fuggiti.
Due terzi delle persone in fuga all’estero provengono da cinque Paesi: Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar.
Il rapporto Global Trends considera tutte le principali popolazioni di sfollati e rifugiati, compresi i 5,6 milioni di rifugiati palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (United Nations Relief and Works Agency/UNRWA).L’impegno a “non lasciare indietro nessuno” sancito dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ora include esplicitamente i rifugiati, grazie a un nuovo indicatore sui rifugiati approvato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite a marzo di quest’anno.

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“Rapporto 2019 sugli investimenti internazionali in Francia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ stato pubblicato il 2 giugno scorso dall’agenzia nazionale Business France, analizza su base annua le dinamiche degli investimenti esteri in Francia. L’ultima edizione evidenzia la dinamicità degli investimenti esteri in Francia e colloca la Francia al 1° posto in Europa per gli investimenti esteri nelle attività industriali e di R&S. Nel 2019, la Francia ha attratto 1.468 nuove decisioni di investimento estero, con una crescita dell’11% rispetto al 2018 (1.323 decisioni). In media, sono 28 le decisioni di investimento registrate ogni settimana in Francia contro le 25 nel 2018; i posti di lavoro creati o mantenuti grazie a questi investimenti hanno registrato una progressione del 30%: 39.542 posti di lavoro nel 2019 rispetto ai 30.302 rilevati nel 2018. Questa dinamica positiva degli investimenti evolve in un contesto di fiducia del mercato. Secondo il barometro Business-France-Kantar, l’87% dei quadri dirigenti stranieri valuta la Francia come “attrattiva per gli investimenti esteri”. Gli investimenti esteri in Francia nel 2019 provengono da 58 Paesi diversi con una predominanza dei progetti generati dai Paesi europei (64% del totale). Nell’ordine si collocano: 1-Stati Uniti (16,2% dei progetti totali), 2- Germania (15,5%), 3- Regno Unito (12%) e 4- Italia (8%) Alcuni punti di notevole interesse emersi da quest’ultimo bilancio degli investimenti internazionali: Nel 2019, il 52% dei progetti registrati ha riguardato un nuovo insediamento in Francia (+3% rispetto al 2018). Il restante ha riguardato invece estensioni e acquisizioni. Gli investimenti con funzioni di produzione industriale e di R&S/ingegneria registrano la maggior crescita e contribuiscono rispettivamente al 26% (+19%) e all’11% (+22%) dei progetti investimenti internazionali in Francia. Tra i settori più dinamici oggetto degli investimenti: software e servizi informatici (21%), ingegneria e consulenza (10%), servizi finanziari (9%), filiera automobilistica (6%), trasporti e stoccaggio (5%), meccanica (5%), chimica e plasturgia (5%). Il 2019 ha visto concretizzarsi decisioni collegate alla Brexit a favore della Francia e in particolare della piazza finanziaria di Parigi. Un importante presenza italiana in Francia. Oltre 1.700 aziende francesi sono a capitale italiano e impiegano circa 63.000 persone su tutto il territorio nazionale. Il report di Business France sottolinea la dinamicità degli investitori italiani in Francia con una progressione del 26% del numero di nuovi progetti di investimento nel 2019 (118 nel 2019 / 94 nel 2018). Tali progetti di investimento consentiranno di creare o mantenere quasi 2.200 posti di lavoro (il 50% in più rispetto all’anno precedente) entro il 2021. La Francia si conferma come primo Paese di destinazione dei progetti d’investimento italiani avviati in Europa (43% dei progetti italiani – erano il 37% nel 2018), seguita dalla Spagna (9%) e dalla Germania (8%).

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Rapporto “Scuole aperte, Società protetta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Anche la Città metropolitana di Torino con i tecnici della Direzione Edilizia scolastica ha partecipato attivamente al gruppo di lavoro coordinato dal Politecnico di Torino dedicato all’approfondimento tematico, in vista della Fase2, sul mondo della scuola che ha prodotto il rapporto “Scuole aperte, Società protetta”.”Un rapporto molto complesso che riguarda una realtà fondamentale per la ripresa quale è quella del mondo della scuola – commentano i consiglieri metropolitani delegati ai lavori pubblici Fabio Bianco e all’istruzione Barbara Azzarà – coinvolgendo famiglie, alunni, docenti, personale scolastico e tecnico, quindi un target in Piemonte di centinaia di migliaia di persone. I nostri tecnici hanno collaborato alla stesura del rapporto in considerazione della nostra responsabilità su centinaia di edifici scolastici degli istituti superiori di secondo grado nel territorio metropolitano”.Il rapporto affronta sotto il profilo tecnico e scientifico i grandi temi della prevenzione del rischio di trasmissione del contagio da #covid19 , prevede mappe e layout delle aule degli istituti superiori con 15 o 30 studenti, esempio collegati a buone pratiche e tutti gli interventi utili a programmare il ritorno sui banchi della popolazione scolastica in sicurezza.

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Rapporto “Women in Business 2020”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

A livello mondiale il 78% delle aziende del Mid-Market è coinvolta attivamente nell’abbattimento degli ostacoli alla parità di genere nelle posizioni di senior management. Questo dato emerge dall’ultimo International Business Report (IBR) – Women in Business 2020 di Grant Thornton International, ricerca effettuata a livello globale che raccoglie le risposte di circa 10.000 leader aziendali in 32 Paesi.
Secondo lo studio, nel 2020 le donne detengono il 29% delle posizioni aziendali di comando, la stessa percentuale registrata nel 2019. Nonostante questa “frenata”, le aziende che presentano donne al vertice, nel ruolo di CEO, sono invece aumentate di 5 punti percentuali arrivando a livello globale al 20% nel 2020 rispetto al 15% dell’anno precedente. Per quanto riguarda la situazione in Italia, le posizioni di CEO occupate dalle donne nel 2020 hanno raggiunto il 23%, andando dunque oltre il dato medio globale e registrando un importante aumento rispetto al 2019 (15%).Più in generale, nel nostro Paese, le donne che detengono posizioni di leadership rappresentano oggi il 28%, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2019. Allo stesso tempo risulta in calo la percentuale di aziende senza presenze femminili nel senior management che attualmente si assesta al 18%. In termini di media mobile triennale si registra un andamento positivo: nel 2020 la percentuale è del 22%, contro il 28% del 2019 e il 34% del 2018.Nell’ultimo anno si riscontra un aumento di presenze femminili nel senior management grazie anche a una maggior trasparenza nelle organizzazioni, alla rendicontazione del divario retributivo di genere, e al dibattito pubblico originato dal movimento #MeToo. Secondo il report di Grant Thornton è importante continuare a incentivare azioni concrete, volte a eliminare le diversità di genere. Si tratta, infatti, di un cambiamento importante per ogni azienda poiché incoraggia differenti modi di pensare e mostra nuove opportunità di crescita: un atteggiamento fondamentale in un contesto economico mondiale in rapida evoluzione.Highlights della ricerca “WOMEN IN BUSINESS 2020” – IBR Grant Thornton Dati 2019:
· Il 29% delle posizioni dirigenziali all’interno delle società del mercato medio a livello globale sono coperte da donne
· L’87% delle imprese ha almeno una donna nel senior management
· Il 78% delle imprese del mercato medio sta lavorando attivamente al proprio equilibrio di genere. Le iniziative comuni includono:
Creare una cultura inclusiva (34%)
Garantire la parità di accesso alle opportunità di sviluppo (34%)
Abilitazione del lavoro flessibile (31%)
Revisione dei processi di reclutamento (26%)
Mentoring / coaching (26%)
Ricompensa per alti dirigenti legati agli obiettivi (23%)
Quote di genere (22%)
Allenamento inconscio (21%)
Il numero di donne a livello di CEO è aumentato dal 15% nel 2019 al 20% nel 2020, mentre quelle nei ruoli di CFO sono diminuite dal 34% nel 2019 al 30% nel 2020.

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Rapporto choc Eurispes: per un italiano su sei la Shoah non è mai esistita

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

La Shoah è (stata) una tragedia umana. La sua unicità è una costatazione, non un vanto. Una dolorosa realtà con cui ancora non si riesce a fare i conti.Per numero di morti, per modalità e perché lo sterminio dell’intero popolo ebraico era stato pianificato a tavolino e non fu la conseguenza di una guerra combattuta.Perché da una parte c’era la macchina di morte nazista, con armi e ferocia fuori dal comune. Dall’altra un popolo senza armi e costretto a scappare per salvare la vita.Ricondurre o paragonare altre tragedie umane alla Shoah non dà il giusto merito a nessuna, anzi, rischia di mettere tutto in un unico calderone, con il risultato di non rispettare le vittime e il dolore dei loro cari.La Shoah è (stata) tutto questo. Non per un italiano su sei, convinto che non sia mai esistita. Il dato è stato riportato nel rapporto Eurispes 2020, secondo cui c’è un altro 16,1 per cento di italiani che ne sminuisce l’importanza. Un rapporto choc, commentato così da Matteo Mauri, vice ministro dell’Interno:“Sono dati allarmanti che non dobbiamo sottovalutare. Il negazionismo continua ad infangare la memoria di questa tragedia”.Tragedia frutto di quell’antisemitismo che oggi sta infettando le nostre società. Un antisemitismo che però, come riporta l’Eurispes, secondo il 61,7 per cento degli italiani è figlio di casi isolati e non la spia di una piaga sociale.Ma c’è di più, perché secondo il 37,2 per cento i recenti episodi di odio antiebraico sono “bravate messe in atto per provocazione o per scherzo”.Il rapporto Eurispes non finisce di allarme. Secondo il quasi 20 per cento degli italiani “Mussolini è stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio”.“Qualche sbaglio”, come mandare al confino o far uccidere avversari politici o come promulgare le leggi razziali che poi aiutarono i nazisti nella deportazione degli ebrei italiani.
E questi sono solo due degli innumerevoli “sbagli” fatti da un leader politico che oggi provoca nostalgia in coloro che non hanno vissuto il Fascismo.

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“Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

Roma mercoledì 5 febbraio a presso la Sala Convegni Sidief (Via degli Scialoja, 20) dalle 10.00 alle 13.00 sarà presentato il Rapporto “scenari immobiliari” da Mario Breglia. Seguirà un Panel di commento e testimonianze, con interventi di Paolo Benedetto (AGIRE Gruppo IPI), Ernesto Casara (SIDIEF), Giorgio Da Rold (BNP PARIBAS REAL ESTATE), Ugo Giordano (RINA PRIME VALUE SERVICES), Ermanno Pievani (ABACO TEAM), Stefano Scopigli (YARD-REAAS), Corrado Sensale (PRELIOS), David Vichi (REVALO). A moderare i lavori sarà Francesca Zirnstein (Scenari Immobiliari)

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Nuovo rapporto UE minaccia i diritti dei passeggeri aerei

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Un nuovo rapporto di Steer fa luce sulle possibili conseguenze di una revisione della normativa EU 261, il regolamento europeo che tutela i diritti dei passeggeri. Una possibile revisione potrebbe portare a vantaggi per le compagnie aeree a scapito dei diritti di quasi un miliardo di viaggiatori di tutto il mondo ogni anno.A nome della Commissione Europea, la società di consulenza Steer ha recentemente pubblicato il rapporto: “Studio sull’attuale livello di protezione dei diritti dei passeggeri aerei nell’UE”. È probabile che tale report influisca pesantemente sulla direzione che sta prendendo la revisione della normativa EU 261, con un effetto negativo per i passeggeri di tutto il mondo. Si stima una riduzione del 60-75% di richieste idonee al risarcimento.In allegato il comunicato stampa con le possibili previsioni e conseguenze di una revisione della normativa.Se interessati è possibile intervistare Christian Nielsen, Vice Presidente di APRA, l’Associazione dei difensori dei diritti dei passeggeri per approfondire lo studio e far luce sul possibile cambio di rotta e le conseguenze sui passeggeri di tutto il mondo. L’intervista potrà essere condotta in lingua inglese.

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Presentazione del rapporto di Isde

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Roma Giovedì 16 Gennaio, ore 13 – Camera dei Deputati. «In Veneto, ormai da anni, è in atto una delle emergenze sanitarie ed ambientali più gravi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare. La contaminazione da PFAS venuto alla luce nell’estate del 2013, a seguito del perpetrato sversamento in falda degli scarti di produzione dell’azienda Miteni di Trissino, oggi a processo, non riguarda “solo” la seconda falda acquifera più grande d’Europa e l’insieme delle acque potabili delle tre province coinvolte (Vicenza, Padova e Verona) ma anche e soprattutto la salute di oltre 500mila cittadini, in primis, bambini e future generazioni»: così Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto, che annuncia un incontro a Roma proprio sul tema per giovedì 16 gennaio.L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente- ISDE ha pubblicato un position paper scientifico che spiega cosa sono i PFAS, quali danni alla salute causa e, nello specifico, quali azioni le Istituzioni del Veneto dovrebbero attuare. Per tali sostanze, come per molte altre sostanze tossiche e cancerogene, non è ancora stato identificato un livello minimo di concentrazione, nelle acque a uso umano come nelle altre matrici fondamentali per la vita, che possa essere considerato innocuo in termini sanitari.Tale evidenza scientifica assume particolare rilievo per le fasce di popolazione maggiormente a rischio (età pediatrica e gravidanza) ed esposte cronicamente, anche considerando le conseguenze del bioaccumulo e le inevitabili interazioni con altre sostanze inquinanti presenti nelle matrici ambientali. Pertanto, nel rispetto dei principi di precauzione e di prevenzione e indipendentemente dai limiti imposti dalla legge, la concentrazione di PFAS nelle acque dovrebbe tendere a zero.

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Decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Fotografa l’andamento del settore del riciclo negli ultimi 10 anni: lo sviluppo e le criticità delle 18 filiere del riciclo, un’analisi sui quantitativi di materie prime riciclate che il settore del riciclo fornisce all’industria nazionale. Questi gli highlights del Rapporto e in allegato il comunicato stampa e le schede di sintesi sulle singole filiere:
· L’Italia si conferma avanguardia dell’industria europea del riciclo, attestandosi per il recupero degli imballaggi al terzo posto (con un tasso di riciclo al 67%), dopo Germania (71%) e Spagna (70%).
· Diverse filiere degli imballaggi (carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio) hanno già superato, o sono a un passo dal farlo, i nuovi obiettivi previsti a livello europeo per il 2025, altre (RAEE, veicoli fuori uso) crescono più lentamente.
· Il settore del riciclo si conferma strategico per un Paese, il nostro, povero di materie prime e che ogni anno dal riciclo riceve 12 milioni di tonnellate di materie prime per l’industria nazionale.
La versione integrale del Rapporto sarà online sul sito http://unicircular.org/

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Presentazione Rapporto L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Roma, 6 dicembre ore 9:30, Sala Nazionale Spazio Eventi, Via Palermo 10 verrà presentata la decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo che quest’ anno contiene tutti i trend del settore nell’ultimo decennio ed evidenzia le principali criticità affrontate dal comparto in questi dieci anni. Complessivamente il riciclo dei rifiuti in Italia in questi anni ha continuato a fare passi avanti importanti per le quantità di rifiuti trattate, per i miglioramenti intervenuti negli impianti e nelle tecnologie di trattamento e il sistema è, in generale, pronto a raggiungere gli obiettivi delle nuove Direttive. Come ogni anno, il Report presenta l’aggiornamento sull’andamento di tutte le filiere.

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Rapporto Farmacia-cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

A fronte di un paziente che entra in farmacia, il farmacista conosce il medico di famiglia o l’eventuale specialista che lo ha in cura (nel 41% dei casi), sa quali farmaci prende abitualmente (42%), dà consigli in merito ai dosaggi o alle modalità di assunzione quando consegna i farmaci (42%), anche se meno frequentemente (32%) conosce le patologie in corso. Da parte loro, i cittadini considerano fondamentale il ruolo del farmacista e per quanto riguarda, per esempio, il supporto attivo all’aderenza terapeutica viene riferito – al di là di quale sia stata l’azione di supporto posta in essere – un beneficio in termini di miglioramento molto significativo per il 33% delle persone e abbastanza significativo per un altro 51%. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalla seconda edizione del Rapporto annuale sulla Farmacia, realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il supporto incondizionato di Teva, presentato oggi a Roma.
L’indagine, che quest’anno si eÌ concentrata in particolare sul supporto della farmacia a campagne di prevenzione/screening e al miglioramento dell’aderenza terapeutica, ha visto, accanto alla Survey rivolta ai farmacisti – con 1915 farmacie rispondenti (+33% rispetto alla prima edizione) -, il coinvolgimento dei cittadini – 1265 persone, con una leggera prevalenza delle donne (56%).
Tanti i risultati ma a emergere è anche la presenza di «una serie di barriere che ancora ostacolano il pieno passaggio dalla farmacia di fiducia alla farmacia dei servizi: tra questi un limitato coinvolgimento delle farmacie (27%) in campagne di prevenzione e screening promosse dalle Istituzioni (a eccezione di quella sul colon-retto); lo scarso coinvolgimento delle farmacie (solo il 20%) nel processo di attuazione del Fascicolo sanitario elettronico; una insufficiente condivisione, ai fini del supporto all’aderenza terapeutica, dei dati telematici tra i vari soggetti». In particolare, «solo per il 19% del campione, il gestionale della farmacia risulta interconnesso con sistemi informativi di altri player (a parte i collegamenti per distribuzione per conto, Webcare, ricetta dematerializzata) e nei pochi casi in cui ciò si eÌ riscontrato, si interfaccia principalmente col corrispettivo della Asl (60%) e della Regione (51%), mentre in misura ridotta con il Ministero della Salute/Aifa (34%) e ancora meno con i Mmg (12%)».
A essere messa in luce poi è anche una contraddizione: «negli ultimi 24 mesi il 79% del campione delle farmacie coinvolte dall’indagine ha promosso o aderito a campagne di sensibilizzazione e di promozione di stili di vita salutari e l’84% ha preso parte a campagne per la diagnosi precoce e conseguente individuazione di soggetti a rischio». Ma, a fronte di questo dato, «sono ancora numerosi quei cittadini (74%) che dichiarano di non essere stati coinvolti dalle farmacie in simili iniziative».
C’è poi un altro aspetto: «Anche questa seconda edizione del Rapporto conferma una certa predisposizione da parte delle farmacie nel contribuire a supportare l’aderenza alle terapie». Ma un dato importante che emerge è «relativo alla selezione e conseguente coinvolgimento dei pazienti nei programmi di supporto all’aderenza terapeutica: operazione che avviene in modo condiviso con i Mmg solo nel 28% dei casi.
Pur in una eterogeneità di posizioni a essere messo in luce è il fatto che «la maggior parte delle associazioni testimonia esperienze positive (o molto positive) sul rapporto con la farmacia soprattutto per quanto attiene alla funzione di supporto all’aderenza terapeutica per farmaci e device, in termini di dispensazione di consigli e servizi cognitivi». Ma, quando si parla di “presa in carico” «occorre concettualizzare una presa in carico integrata tra i vari attori che ruotano attorno al paziente, in primis specialisti e Medici di medicina generale.
Al riguardo, eÌ stata enfatizzata la necessità di maggiore raccordo e condivisione con il Mmg e con lo specialista rispetto sia alla prevenzione sia all’aderenza». Occorre «dimostrare con dati che questi soggetti, insieme, possano prevenire complicanze e ridurre accessi inappropriati al Pronto Soccorso e ricoveri. Il rischio è quello di far diventare il paziente “l’anello debole” di fronte all’autorevolezza delle varie figure coinvolte: medici e specialisti, farmacisti, infermieri». By Francesca Giani fonte: farmacista33)

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Rapporto: L’Italia del Riciclo

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Roma, 6 dicembre, ore 9.30 – Sala Nazionale Spazio Eventi, via Palermo, 10 verrà presentata la decima edizione del Rapporto L’Italia del Riciclo che quest’ anno contiene tutti i trend del settore nell’ultimo decennio ed evidenzia le principali criticità affrontate dal comparto in questi dieci anni. Complessivamente il riciclo dei rifiuti in Italia in questi anni ha continuato a fare passi avanti importanti per le quantità di rifiuti trattate, per i miglioramenti intervenuti negli impianti e nelle tecnologie di trattamento e il sistema è, in generale, pronto a raggiungere gli obiettivi delle nuove Direttive. Come ogni anno, il Report presenta l’aggiornamento sull’andamento di tutte le filiere.

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Aggiornamento del Rapporto 2019 su “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Roma mercoledì 20 novembre dalle 9.30 alle 13.30 presso il Centro Congressi Trevi (piazza della Pilotta, 4). E’ stato realizzato da Scenari Immobiliari. L’aggiornamento del Rapporto sarà presentato da Francesca Zirnstein (SCENARI IMMOBILIARI) e Gottardo Casadei(STUDIO CASADEI). Seguirà il convegno “E’ tempo di un prodotto finanziario a contenuto immobiliare? L’esempio francese” con la partecipazione di Stefano Scalera (MEF Ministero dell’Economia e delle Finanze) e Ida Mercanti (BANCA D’ITALIA)Successivamente sarà la volta della tavola rotonda a cui interverranno Angelo Peppetti (ABI), Claudio Cacciamani (UNIVERSITÀ DI PARMA), Giovanni Battista Bisogni (STUDIO LEGALE BISOGNI), Andrea Cornetti (AZIMUT LIBERA IMPRESA SGR)Il rapporto sarà quindi commentato da Paolo Berlanda (POLIS FONDI SGR), Gabriele Bonfiglioli (COIMA SGR), Emanuele Caniggia (DEA CAPITAL REAL ESTATE SGR), Riccardo Corsi (FABRICA IMMOBILIARE SGR), Giovanni Di Corato (AMUNDI REAL ESTATE ITALIA SGR), Andrea Giuliani (GENERALI REAL ESTATE SGR), Michele Stella (TORRE SGR), Dario Valentino (INVESTIRE SGR). A moderare il lavori sarà Mario Breglia (SCENARI IMMOBILIARI)

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Rapporto Svimez: Confermato il disimpegno su Scuola e Istruzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Gli investimenti per la Scuola e l’Università si confermano in calo, soprattutto al Sud: lo dice, chiaramente, il rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Mezzogiorno, presentato oggi a Montecitorio, a Roma, proprio nelle ore in cui la manovra inizia al Senato il suo percorso parlamentare. Istruzione, Innovazione, Ambiente e Lavoro risultano tra le priorità emerse dal Rapporto nazionale, con il dato sulla formazione dei giovani che risulta ormai collocato stabilmente tra i comparti che riservano risparmi pubblici. Marcello Pacifico, presidente Anief, rivendica “organici aggiuntivi per gli istituti collocati in zone ad alto rischio dispersione scolastica, l’eliminazione delle classi pollaio, ad iniziare da quelle con alunni disabili e con problemi di apprendimento. Laddove gli enti locali e i territori non danno alcuna spinta agli istituti scolastici, è indispensabile che nella scuola si agisca introducendo propri anticorpi, come gli organici maggiorati, anche di personale Ata che in condizioni sempre più sottodimensionate svolge un prezioso lavoro di raccordo e di sorveglianza, il ritorno delle compresenze, l’ampliamento del tempo pieno, l’eliminazione dell’organico di fatto e la riduzione del numero di alunni per classe. Si deve poi prevedere, inoltre, uno stanziamento di risorse straordinarie, anche per favorire l’orientamento, considerando il sempre troppo alto numero di abbandoni precoci dei banchi. Sono tutte disposizioni che necessitano di investimenti corposi e non di certo dei tagli al settore previsti fino al 2035”. Sulla scuola non ci sono inversioni di tendenza: scorrendo i dati forniti oggi attraverso la ricerca annuale dello Svimez, risulta che in Italia la spesa per l’istruzione si riduce con una flessione del 15% a livello nazionale, di cui il 19% nel Mezzogiorno e il 13% nel Centro-Nord. Nel Mezzogiorno solo poco più di 3 diplomati e 4 laureati su 10 sono occupati da uno a tre anni dopo aver conseguito il titolo. Prosegue l’abbandono scolastico, nel 2018 gli early leavers meridionali erano il 18,8% a fronte dell’11,7% delle regioni del Centro-Nord. Per di più al Sud il 56% delle scuole ha bisogno di manutenzione urgente. Il rapporto Svimez, quindi, è un altro ulteriore tassello che conferma i passi indietro degli ultimi Governi sull’istruzione nazionale. Passi che hanno già avuto i loro importanti negativi effetti sulle scuole più esposte alle difficoltà, ad iniziare da quelle territoriali: laddove vi è carenza di agenti culturali, soprattutto al Sud, le competenze degli alunni risultano decisamente indietro, come certificato dai dati Invalsi, pubblicati ad inizio estate. Una tendenza sulla quale pesano anche il numero eccessivo di alunni per classe, che quando superiore ai 22-23 o ai 20, in caso di presenza di alunni disabili, non permette all’insegnante di incidere con alta efficacia nella formazione, la bassa presenza di tempo pieno, l’alto numero di docenti precari, in particolare di sostegno, e la scarsità di risorse umane, in organico, indispensabili per attuare la didattica con successo in determinate condizioni.

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“Rapporto 2019 sul mercato immobiliare di Roma e del Lazio”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Roma 6 novembre presso la Sala Convegni Sidief (Via degli Scialoja, 20) dalle 10.00 alle 12.30 A cura di Scenari Immobiliari e Casa.it.Il Rapporto sarà presentato da Mario Breglia (Scenari Immobiliari) e Luca Rossetto (Casa.it), e commentato da Alessandra Albani (ITS Controlli Tecnici), Elia Federici (Ares 2002), Martina Gentili (GSSI), Massimo Livi (Jones Lang Lasalle), Ilaria Maggiorotti (RFI), Barbara Mezzaroma (Impreme), Andrea Rasori (BNL Gruppo BNP Paribas), Michele Stella (Torre Sgr), Vincenzo Zubbo (Colliers International)

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Rapporto nazionale sul condono edilizio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Roma Il 6 novembre 2019, dalle ore 10.30 nella Sala Capitolare del Senato, Sogeea presenterà il secondo rapporto nazionale sul condono edilizio realizzato dal proprio Centro Studi.Il dossier analizza i tre condoni varati nel 1985, 1994 e 2003 attraverso l’individuazione del numero delle richieste di sanatoria presentate, delle pratiche lavorate e delle istanze ancora in giacenza; della tipologia di archivi esistenti; dell’ammontare delle somme ancora da incassare Comune per Comune. Interverranno: Sandro Simoncini (direttore scientifico Centro Studi Sogeea), Alfonso Celotto (ordinario di diritto costituzionale all’Università degli studi Roma Tre), Livio De Santoli (prorettore per le Politiche energetiche della Sapienza Università di Roma), Salvatore Esposito (vice presidente dell’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente), Mario Occhiuto (delegato politico dell’Associazione nazionale comuni d’Italia all’Urbanistica e ai lavori pubblici), Domenico Perdono (vice presidente con delega all’Edilizia dell’Associazione nazionale giovani costruttori edili), Bernardino Romiti (delegato all’Edilizia del Consiglio nazionale dei geometri).Saluto istituzionale: On. Ignazio La Russa (vice presidente del Senato) Modera: Piero Badaloni

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Milano. Dopo 5 anni di ripresa, cala la redditività delle PMI italiane: il ritorno sull’investimento, infatti, è passato dall’11,7% del 2017 all’11% del 2018, invertendo per la prima volta un trend positivo che si era ormai consolidato. Dal punto di vista finanziario, però, le cose vanno meglio, perché le piccole e medie imprese continuano a rafforzare la propria patrimonializzazione e nel 2018 il capitale netto è cresciuto a ritmi elevati, +12%. E’ dunque un’istantanea con luci e ombre quella scattata dal Rapporto Cerved PMI, lo studio dettagliato sullo stato di salute delle PMI italiane – ogni anno ne vengono analizzate 150.000 – che verrà presentato lunedì 11 novembre dalle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (piazza Affari 6) durante Osservitalia. Giunto alla sesta edizione e realizzato in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, Osservitalia è l’appuntamento annuale che Cerved dedica all’analisi e alla discussione delle principali tematiche legate all’imprenditoria italiana, quest’anno con un focus specifico sulle nuove procedure di allerta.
Bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, cioè i fattori più interessanti e significativi per comprendere come si stia evolvendo il tessuto economico italiano, verranno illustrati attraverso l’edizione più aggiornata del Rapporto Cerved PMI, con un’attenzione particolare ai cambiamenti introdotti dalle nuove procedure di allerta: che ricadute hanno avuto e avranno sulle aziende italiane, in termini di costi e benefici? Cosa bisogna fare e quanto costa adeguarsi alle nuove regole?“E’ un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che avrà impatti rilevanti non solo per le imprese, ma anche per i professionisti, per le banche e più in generale per il sistema economico. Ricadute, sia positive che negative, che Cerved è stata in grado di misurare – commenta Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved -. Dal 2005 si tenta di riformare la legge fallimentare, ma solo ora si è messo mano in modo organico all’intera disciplina. E una delle principali novità sono proprio le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che mirano a un’emersione precoce dei casi di crisi aziendale, così da tentare di risolverli minimizzando i danni. E’ per avere informazioni di prima mano, come è nel nostro DNA, che abbiamo chiamato a discutere di questi temi alcuni dei principali attori coinvolti nella riforma”. Prenderanno infatti la parola: Andrea Mignanelli, CEO di Cerved; Fabiano Schivardi, della Luiss University; Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved; Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi di Cerved; Paolo Rinaldi, Partner dello Studio Rinaldi e membro del gruppo di lavoro sulla Riforma Rordorf del CNDCEC; Sandro Pettinato, Vicesegretario di Unioncamere che si occuperà dei nascenti Organismi di Composizione delle Crisi (OCRI); Gabriele Gori, Head of Italy Credit Risk Portfolio Analysis di Unicredit; Antonio Matonti, Direttore Area Legislativi di Confindustria; Roberto Fontana, magistrato della Procura della Repubblica di Milano e componente della Commissione ministeriale per la riforma della crisi d’impresa. Modera il giornalista Andrea Cabrini, Direttore Class CNBC.Osservitalia vuole dunque essere sempre più un punto di riferimento per tutta la comunità del business e un imperdibile momento di networking, capace di coinvolgere imprese, istituti di credito, enti assicurativi, finanziarie e società di recupero, ma anche investitori, ricercatori, giornalisti e consulenti.
Cerved è la Data-Driven Company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e per i servizi alle imprese, forte di un enorme patrimonio informativo su milioni di attività. lI database di Cerved è infatti costituito da dati ufficiali (bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci) che vengono incrociati e arricchiti con informazioni ottenute da altre fonti: ad esempio, le esperienze di pagamenti commerciali fornite da Cerved Payline, dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora derivati da pagine web, siti aziendali e social network, analizzati attraverso tecnologie advanced analytics di ultima generazione.

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Povertà e disuguaglianze – Le proposte dal Rapporto ASviS 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile peggioramento per quanto riguarda il Goal 1 in Italia. Aumentano infatti povertà assoluta e povertà relativa, che registrano entrambe il valore più alto della serie storica 2005-2017 (rispettivamente, 8,4% e 15,6% della popolazione).Nel Mezzogiorno quasi la metà della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale, la situazione è particolarmente critica in Calabria, dove si registra un forte incremento dell’incidenza di povertà relativa familiare (passata dal 19% al 35%), e in Sardegna (dall’11% al 17%). I più penalizzati, secondo l’Istat, sono i più giovani: la quota di famiglie giovani povere è del 10,4% e il 12,6% dei minori vive in povertà assoluta. Per quanto riguarda il Goal 5 sulla parità di genere, si registrano progressi, ma la parità è ancora lontana. Nel 2018, su quasi 50mila genitori che si sono dimessi volontariamente dal proprio lavoro, le madri sono state quasi 36mila. La motivazione più frequente è stata l’incompatibilità tra lavoro e figli data l’assenza di parenti di supporto, l’incidenza dei costi di assistenza al neonato o il mancato accoglimento al nido. Le forti disuguaglianze che interessano il Paese mettono a rischio il raggiungimento del Goal 10 dell’Agenda 2030. Le disparità economiche e sociali si manifestano nell’accesso iniquo ai servizi fondamentali e alla ricchezza comune rappresentata dall’ambiente, il paesaggio, le risorse naturali e la conoscenza. Dal 2010 la situazione sul Goal 10 peggiora per poi iniziare una ripresa nel 2015, grazie alla variazione positiva del tasso del reddito familiare pro capite. Si segnala una considerevole distanza del Mezzogiorno dalla media italiana, soprattutto per quel che riguarda l’indice di disuguaglianza del reddito disponibile e il rischio di povertà.

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“Le impietose cifre del “Rapporto 2019 sull’economia dell’immigrazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Gli studi della fondazione Leone Moressa, confermano che una delle emergenze del Paese è creare le condizioni per trattenere le migliaia di giovani che, delusi dalle prospettive professionali che l’Italia offre, varcano i confini e vanno all’estero, valorizzando il patrimonio di conoscenze che le università offrono. Non è solo una questione economica, ma di responsabilità sociale che il sistema delle imprese, l’università e la politica devono onorare, intraprendendo azioni mirate che facciano conoscere le opportunità che il sistema economico e industriale del Paese è in grado di offrire”.È questo il commento di Patrizia Fontana, Presidente di Talents in Motion, il primo progetto di Responsabilità Sociale con l’obiettivo di posizionare l’Italia come polo attrattivo nelle reti globali di circolazione del talento per migliorare l’attrattività e la competitività delle aziende attraverso l’integrazione del know-how dei talenti italiani e stranieri cui si rivolge. Persegue il suo obiettivo attraverso il primo e unico digital hub che mette in contatto talenti italiani e stranieri con le realtà italiane e con le opportunità che queste offrono. E al contempo sostiene la sinergia strategica tra aziende, università ed istituzioni in vista di un intervento concreto, efficace e di lungo raggio sui fabbisogni professionali, grazie ai tavoli tecnici del suo think tank. Il progetto conta già 30 aziende partner multinazionali, associazioni (Confindustria Digitale, per citarne una) e università.Secondo il rapporto mezzo milione di italiani ha deciso di spostarsi in altri Paesi negli ultimi 10 anni per ricercare opportunità professionali e di vita migliori. Questa “migrazione silenziosa” ha un costo per il Paese, calcolato in 1% del PIL. Tra le cause il livello di istruzione molto basso (solo il 27,6% dei giovani tra i 25 ed i 29 anni è laureato, 12 punti sotto la media UE) e le scarse opportunità occupazionali (occupazione dei 25-29enni al 54,6%, contro il 75% della media europea).In un Paese in cui gli sgravi fiscali impattano solo su chi sceglie di tornare, alla leva delle agevolazioni Talents in Motion intende affiancare alcune proposte ulteriori, improntate alla valorizzazione del capitale umano e della reputazione del Sistema Paese.
1. Realizzare un sistema di defiscalizzazione differenziato in base alla qualità delle posizioni e dei profili, oltre che alle esigenze espresse dalle imprese, e che possa applicarsi sia nell’ottica di agevolare il rientro in Italia che per trattenere i potenziali in atto di andare all’estero.
2. Contrastare i flussi in uscita favorendo la messa a regime di un sistema di valorizzazione reale per l’entry level dei giovani laureati.
3. Predisporre un secondo binario di incentivi fiscali direttamente rivolti a trattenere i talenti in Italia.
4. Procedere a una semplificazione normativa mediante creazione di visti d’ingresso specifici (modello USA) e velocizzazione delle procedure burocratiche per favorire la circolazione di capitale umano altamente qualificato in università e imprese.
5. Rispondere concretamente alla domanda di formazione e competenze garantendo un coinvolgimento paritetico, partenariale, continuativo e strategico (pianificazione strategica di breve, medio e lungo raggio) del fronte universitario e aziendale mediante una conferenza permanente filiera-formazione deputata alla diagnosi e all’intervento sui reali fabbisogni di professionalità. In questo senso, Talents in Motion ha già inaugurato lo scorso 2 ottobre a Milano i lavori del primo tavolo tecnico “Competenza VS Conoscenza” (https://www.talentsinmotion.org/it/risorse/think-tank-forum/milano-02-ottobre-competenza-vs-conoscenza.html?chId=33), nato per individuare e dar seguito ad azioni concrete per intervenire sul mismatch tra domanda aziendale e offerta universitaria.
Talents in Motion è un’associazione senza scopo di lucro, fondata e presieduta da Patrizia Fontana, nel cui consiglio direttivo siedono Salvatore Paparelli, vice president, Raffaele Fiorella, Giorgio Boggero e Simone Dominici.
https://www.talentsinmotion.org/

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Rapporto 2019 su islamizzazione Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma Mercoledì 11 settembre alle ore 15 nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica, piazza Capranica 72, si terrà la presentazione del Rapporto 2019 sull’islamizzazione d’Europa realizzazione dalla Fondazione Farefuturo.Alla presentazione interverranno il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il senatore di FdI e presidente di Farefuturo, Adolfo Urso e gli autori del rapporto tra cui il professor Francesco Alberoni, lo pschiatra Alessandro Meluzzi, il vicepresidente vicario del gruppo di FdI in Senato, Isabella Rauti, l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata e il presidente di Acmid, Souad Sbai.

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