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Libia: miliziani di Gheddafi occupano città berbera

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2011

I Berberi nella Libia occidentale hanno rivolto una drammatica richiesta di aiuto all’Associazione per i Popoli Minacciati (APM). In seguito all’occupazione della città berbera di Zouara dai carri armati delle milizie di Gheddafi, l’APM in Germania è stata raggiunta telefonicamente da civili che chiedevano aiuto. I Berberi temono rappresaglie da parte delle forze fedeli a Gheddafi e diversi testimoni oculari hanno riportato che i miliziani che assaltavano le case non erano libici. “Cosa abbiamo fatto noi Berberi per essere massacrati in questo modo?”, si disperavano le persone al telefono. verso mezzogiorno dei carri armati hanno attaccato la città di Zouara situata vicino alla frontiera con la Tunisia e hanno iniziato a sparare alle case della popolazione. L’attacco era stato preparato dalle milizie di Gheddafi chiudendo ermeticamente tutte le strade di accesso alla città per impedire ai ca. 20.000 abitanti di fuggire. Zouara è considerato uno dei centri dei Masiri (Berberi) in Libia. I Masiri sono nativi nordafricani non-arabi. Il regime di Gheddafi ha sempre negato la loro esistenza e ne ha soppresso la lingua e la cultura.

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143° Anniversario della rivolta del “sette e mezzo”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ricordano che il 15 Settembre del 1866, a Palermo e nel circondario, iniziò la grande sommossa popolare che sarebbe stata denominata “Rivolta del sette e mezzo” per la sua durata di oltre sette giorni. La “Rivolta”, com’è risaputo, dopo il successo iniziale, fu domata soltanto il giorno 22 ed in modo tragico, soffocata nel sangue dai massicci “bombardamenti” sulla Città, effettuati con i cannoni della Flotta Militare Italiana e con le artiglierie del’Armata di 40.000 soldati, agli ordini del Commissario Regio, Generale Raffaele Cadorna. Il Governo fu costretto a proclamare lo Stato d’assedio e ad adottare, contro il Popolo Siciliano, procedure repressive di sapore colonialista. Furono adottate rappresaglie, persecuzioni, violenze, torture ed esecuzioni sommarie. In gran parte, comunque, documentate e sopravvissute alla censura (come nel caso degli 80 progionieri fucilati per ordine dell’Ufficiale dei Granatieri Antonio Cattaneo). Alla fine si contarono migliaia e migliaia di vittime. Quella Rivoluzione “nazionale” Siciliana non è ricordata neppure nella toponomastica cittadina. Una sola volta è stata ricordata all’ARS. Partendo da queste considerazioni, l’FNS continua a fare della Rivoluzione del “Sette e Mezzo” la “Denunzia simbolo” di quel delitto orrendo che è la cancellazione della memoria storica del Popolo Siciliano.  L’FNS ha intenzione, infatti, di portare all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, oltre che notizie ed aggiornamenti sulla persistenza della Questione Siciliana, anche la rivendicazione del Diritto alla Verità e alla Memoria Storica del Popolo Siciliano. L’FNS ricorda, con l’occasione, anche le vittime di Misilmeri, di Adrano e di altri Centri della Sicilia che in quel periodo si ribellarono.

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