Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘rappresenta’

Chi li rappresenta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

 Il problema che ci riguarda da vicino è costituito dal fatto che siamo privi di una “reale rappresentanza”. Reale e non fittizia, per intenderci. Fittizia poiché sono in tanti coloro che si arrogano il diritto di rappresentare qualcuno, ma alla fine ci accorgiamo che quello che sanno fare meglio degli altri è di rappresentare se stessi. Non è, se la cosa ci può consolare, un aspetto dei nostri tempi. In tutte le epoche abbiamo atteso una “guida suprema” che sapesse riscuotere la nostra indiscriminata adesione a prescindere dal nostra status sociale e il nostro conto in banca. In altri termini non possiamo avere la pretesa che chi ci governa sappia soddisfare le attese degli emarginati e degli agiati. E c’è da scommettere che il pollice verso vada in un solo senso: quello dei perdenti. Ovvero dei disoccupati, dei redditi medio-bassi, dei precari, dei pensionati. Milioni di persone votate ad elemosinare il necessario per garantire il superfluo agli altri. Chi potrebbe rappresentarli? Sono i paria dell’umanità: non hanno lo spirito dell’avventuriero, l’idea che il lavoro merita d’essere preso in considerazione se procura lauti guadagni, che il vero motore che tutto muove e tutto condiziona è il Dio denaro. Chi non possiede rendite apprezzabili è destinato all’anonimato, alla classe dei perdenti. Chi potrebbe rappresentarli? Nessuno, ovviamente. E nessuno li rappresenta. Ma ciò non toglie che tutti finiscono con il bagnarci il pane perché è facile illuderli, strumentalizzarli, servirsi del loro supporto consapevolmente e inconsapevolmente per un gioco che permetta al mandante di arricchirsi sempre di più. Potrà mai questo servo della gleba sperare un giorno di trovare chi possa rappresentarli? Forse vi è tra noi una potenziale guida, ma può farsi riconoscere? Come rendersi credibile, avere tanto potere da vincere la calunnia, la derisione, l’isolamento che si creerebbe intorno a lui? E poi siamo sicuri che questo popolo di anonimi servitori vuole riscattarsi? Non pensano, forse, che è meglio racimolare qualche briciola dalla mensa del padrone piuttosto che accompagnarsi al carro di un predicatore che parla di uguaglianza, di equa ridistribuzione delle risorse e così dicendo nega di fatto la possibilità che ci si possa arricchire e sperare di poter passare dall’altra parte per godere i piaceri che emana? Così si matura la tragedia umana tra chi non ha rappresentanza anche se l’ambisce e chi non sa che farsene per interesse personale in quanto si sente più furbo e smaliziato. Ed entrambi finiscono solo vivere per morire tra illusioni, sogni e speranze. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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“Il Pdl rappresenta un pericolo per la democrazia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

“Berlusconi ha perduto la testa e il Pdl rappresenta un pericolo per la democrazia”. Così interviene l’esponente finiano, Granata, alla Zanzara su Radio 24 e prosegue: ” E’ un problema serio per la democrazia. Questo è un conflitto che sarà portato in altre sedi. Io e la mia famiglia non abbiamo mai preso un solo soldo, mai fatto affari,   (si riferisce all’inchiesta di Panorama domani in edicola, su Briguglio, Bocchino e Granata stesso, ndr), mai un bonifico nulla di tutto questo.  Faccio politica in modo assolutamente trasparente, vivo blindato da qualche anno e non ho scheletri nell’armadio: mettersi contro Berlusconi significa sottoporsi a questa dinamica. Dietro tutto ciò che è partito, contro Fini e il Fli, il mandante è Berlusconi. Dietro tutto questo fango c’è Berlusconi: dall’inchiesta di Panorama, dal fango del Giornale, dall’uso della televisione pubblica e non per ultimo la comunicazione di oggi in Senato da parte di Frattini: tutto ciò è deplorevole. Noi l’abbiamo denunciato. A questo punto si apre un conflitto politico e dovranno risponderne in altre sedi ” conclude Granata a Radio 24.

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Minori stranieri non accompagnati

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

Save the Children commenta l’adozione delle Conclusioni del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea sul Piano d’Azione sui Minori Stranieri Non Accompagnati Preoccupazione per la previsione di centri di accoglienza per il rimpatrio dei minori Save the Children esprime soddisfazione per il fatto che il Consiglio – attraverso le Conclusioni adottate oggi – abbia sostenuto un approccio comune da parte della UE nella protezione dei minori stranieri non accompagnati, previsto nel Piano d’Azione dell’Unione Europea sui minori stranieri non accompagnati. Tale Piano d’Azione  rappresenta una reale opportunità per migliorare la protezione e l’assistenza per i minori stranieri non accompagnati che si trovano sul suo territorio, per identificare soluzioni di lungo periodo nel superiore interesse di ciascun minore e per prevenire la tratta e la migrazione non sicura. Da alcuni anni, infatti, Save the Children si è battuta perché l’Unione adottasse un approccio olistico e coerente alla questione dei minori stranieri non accompagnati, prevedendo delle misure orizzontali tese a garantire i diritti e la protezione di tutti questi minori, a prescindere dalla valutazione dello status migratorio e delle condizioni specifiche di ognuno di loro (asilo, tratta, migranti economici ecc.) Desta tuttavia preoccupazione la raccomandazione formulata dal Consiglio oggi di sostenere la possibilità per gli Stati Membri di rimpatriare minori stranieri non accompagnati verso centri di accoglienza nei paesi di origine nel caso in cui non siano riusciti a rintracciarne la famiglia. Anche se questa soluzione appare a prima vista semplice e allettante, tali centri pongono rischi notevoli per l’incolumità e la protezione di questi minori, oltre ad una serie di problemi di natura pratica. La maggior parte degli Stati Membri della UE è ben consapevole di quanto sistemi di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza efficaci e articolati siano necessari per la cura e la protezione dei minori che risiedono nei loro territori. Essi sono altrettanto consapevoli delle conseguenze devastanti che il mancato funzionamento di tali sistemi di protezione avrebbe. Non si comprende, dunque, quale ruolo l’UE intenda assumere qualora sostenesse la creazione di centri per minori rimpatriati dall’Europa verso paesi terzi nei quali non esistono, invece, sistemi di protezione dell’infanzia efficienti. Molti di questi minori provengono da paesi tormentati da conflitti armati o altri disordini interni, altri possono essere vittime di tratta o aver viaggiato verso l’Europa per sfuggire a condizioni di estrema povertà. Rimpatriati in tali contesti senza adeguate forme di protezione e reali opportunità di reintegrazione, vi è un rischio notevole che tali minori spariscano dai centri di accoglienza intraprendano nuovi viaggi pericolosi verso l’Europa, o divengano vittime di tratta e sfruttamento. In quanto parti della Convenzione europea per i diritti umani e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea hanno l’obbligo di garantire speciale protezione ai minori privati del proprio ambiente familiare, di adottare ogni decisione circa il rimpatrio di ciascun minore sulla base di una valutazione accurata e trasparente del suo superiore interesse, e di evitare il rimpatrio di bambini verso luoghi nei quali la loro sicurezza e il loro benessere sarebbe a rischio. Save the Children continuerà a impegnarsi per assicurare che il Piano d’Azione venga implementato nel pieno rispetto dei diritti dei quali i minori stranieri non accompagnati sono titolari in UE al pari di qualsiasi altro minore e affinché il superiore interesse di ciascun minore rimanga il punto di partenza principale per l’identificazione di qualsiasi soluzione di lungo termine, anche nell’ipotesi di un rimpatrio.

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Louise Bourgeois, Eva Jospin e Olaf Metzel

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

in mostraParis until 12/12/2009, 4 rue Jacques Callot, Galerie Piece Unique Three solo exhibition Louise Bourgeois Self Portarit (Autoritratto)  Nata in Francia nel 1911, vive e lavora a New York dal 1938.  Louise Bourgeois rappresenta uno dei massimi riferimenti dell’arte moderna e contemporanea.  a ricchezza della sua opera, restia a qualunque classificazione, risulta dalla sua singolare posizione, sempre decentrata: tra due mondi, tra due lingue, tra femminile e maschile, ordine e chaos. Le 24 immagini situate ad ogni ora dell’orologio rivelano la storia della sua vita a partire dall’infanzia, passando per il matrimonio e i figli ed arrivando alle tematiche dominanti della sua arte.  Eva Jospin e’ nata a Parigi nel 1975. Vive e lavora a Parigi.  Fino ad oggi la ricerca artistica di Eva Jospin era orientata verso un’arte che inglobava diversi medium : disegno, pittura, collage, scultura.  Olaf Metzel e’ nato a Berlino nel 1952. Vive e lavora a Monaco di Baviera.  Olaf Metzel e’ uno dei piu’ importanti scultori dell’attuale scena artistica tedesca.  Parallelamente alle proprie esposizioni personali, esercita l’attività di professore di scultura all’Accademia delle Belle Arti di Monaco. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

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Beppe Grillo annuncia un nuovo partito

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

In autunno nascerà un nuovo Movimento di Liberazione Nazionale, un soggetto politico a Cinque Stelle espressione dei cittadini.” è di quelli destinati a vivacizzare il dibattito politico durante l’estate. Certamente dovrà entrare nel dibattito di Italia dei Valori, movimento che più di ogni altro è stato accostato nell’ultimo anno alle iniziative di Grillo, che per qualcuno è l’espressione della “antipolitica”.  Cosa rappresenta il partito di Grillo per Italia dei Valori? Una minaccia? Una nuova opportunità? Osservo anzitutto che la decisione di lanciare una nuova formazione politica significa che Grillo, che su alcune questioni ha in questi anni appoggiato le nostre battaglie, non si senta sufficientemente rappresentato da Di Pietro. Se così non fosse basterebbe che egli accettasse l’inserimento di suoi esponenti nelle nostre liste. Dunque questo sembra il motivo più probabile. Secondariamente ricordo che un Paese si può cambiare in due modi: con la ghigliottina o con il riformismo. Italia dei Valori ha scelto senza riserve questa seconda strada e, sia pure con qualche concessione alla demagogia, ha sempre individuato linee d’azione programmatica praticabili e nella direzione della “politica del fare”. Il nuovo partito di Grillo quale indirizzo assumerà? Guardando a tante proposte, altamente demagogiche, che appaiono sul suo blog vi è il rischio concreto di slogan privi di possibilità di essere tradotti in pratica, nelle attuali condizioni di agibilità del Parlamento. Ed allora il risultato finale potrebbe essere il più grande favore fatto al berlusconismo, allontanando la prospettiva di un suo superamento. In terzo luogo il Movimento di Liberazione Nazionale, se assumerà la missione di quel Comitato di Liberazione Nazionale che fu alla base della liberazione dal fascismo, dovrà essere aperto a tutti coloro che la condividono, ma ciò presuppone la scelta riformista ed una condivisione di azioni, che non potranno essere in tutto sovrapponibili alle proposte di Grillo. In tal caso credo che Idv sarà disponibile ad aprire una approfondita discussione coinvolgendo anche altre realtà presenti nelle nostre istituzioni. In ogni caso per Italia dei Valori sarà il momento di dimostrarsi partito “vero”, capace di rappresentare chi crede in certi valori, e di cui Grillo è solo una parte. Mi auguro dunque che prosegua sulla strada di un programma concreto, realizzabile, non demagogico, corroborato dalla sua sostenibilità in termini di finanza pubblica. Potrebbe esserci qualche dolorosa perdita a livello di classe dirigente, ma ci sarà anche più chiarezza nella linea politica. (antonio borghesi)

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