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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘rappresentanza militare’

In attesa di una rappresentanza sindacale operativa rifacciamo la storia con Michele Fornicola

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

By Michele Fornicola. E’ doveroso da parte mia, in premessa, citare l’articolo di GRNET curato da un impegnatissimo Giuseppe Paradiso il quale, riassumendo, sottolinea che le prime esigenze di una sindacalizzazione del personale militare, si manifestarono, in Italia come nel resto d’Europa, all’inizio degli anni ’50. “Nacquero così le prime associazioni professionali di categoria dei militari in congedo, con l’obiettivo precipuo di tutelare gli interessi del personale. Gli stessi, nel 1969, si unirono dando origine all’ANAM (Associazione Nazionale Autonoma Militari)”. Da questa associazione, che aveva nel “Giornale dei Militari” diretto da Giorgio Castellano, il suo organo di stampa, nacque, nel dicembre 1972, il SINAM (Sindacato Nazionale Autonomo dei Militari)
Passano gli anni ed il “Movimento dei Sottufficiali democratici” composto principalmente da militari dell’Aeronautica continua a lavorare con i medesimo obiettivo ma, sul confine del diritto sindacale ci sono anche le “Vedette insonni” che certamente non stanno a guardare.
Grazie all’iniziativa di una “vedetta insonne” la Corte Costituzionale è stata nuovamente chiamata ad esprimersi con decisioni che prevedano, per i cittadini in divisa, minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono individualmente garantiti dalla Costituzione. Nei giorni scorsi la Corte ha sostanzialmente ammesso che il sindacato è compatibile con i caratteri di coesione interna e neutralità dell’ordinamento militare che deve assicurare forme di salvaguardia. L’istituto delle RR. MM non è sufficiente a ricomprenderle e garantire la tutela di interessi collettivi.
Il sito “Ficiesse”, in data 12 aprile, pubblica un articolo a firma di Francesco Zavattolo, Segretario Generale Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà, dal titolo “ I MILITARI AVRANNO UN SINDACATO”Nell’articolo, giustamente, si sottolinea l’importanza di un evento di rilevanza storica: la Corte Costituzionale ha rimosso il limite, imposto ai soli militari, di non potersi costituire in libere associazioni a carattere sindacale. Francesco Zavattolo apprezza il fatto che tale risultato è stato ottenuto grazie all’impegno ed alla determinazione di “Ficiesse” , del “Nuovo Giornale dei Militari” e di “Assodipro”, che non hanno mai smesso di operare e credere in questo risultato.Sono certo che anche Francesco Zavattolo ha svolto un ruolo fondamentale per la realizzazione di questo obiettivo e, per questo motivo, anche io desidero unirmi, e ringraziare personalmente Francesco Solinas che ha sottoscritto il ricorso esaminato dalla Corte Costituzionale. Un uomo, Francesco, che per il suo coraggio è destinato ad essere ricordato per molti anni a venire dalla cronaca specializzata che avrà il compito di ricostruire e commentare i passaggi fondamentali di questo lungo tortuoso cammino. Il tempo, certamente è galantuomo e sono certo che la storia regalerà il meritato spazio anche a Emilio Ammiraglia, compianto presidente di Assodipro artefice e storico sostenitore del diritto di costituire associazioni a carattere sindacale per i militari. Un Presidente che ho avuto il privilegio di conoscere e la cui stima era ricambiata. Un Presidente la cui indiscussa autorevolezza era nota ed apprezzata in Italia ed in Europa. Un Presidente che ha lasciato la sua eredita in buone mani quando il “testimone” è stato raccolto da Salvatore Rullo che ha assunto la carica di Presidente di Assodipro continuando la “battaglia” con altrettanta determinazione ed autorevolezza. Ma consentitemi di ringraziare Salvatore Trinx, Giuseppe Fortuna, Daniele Tisci, Eliseo Taverna e, non da ultimo, anche Cleto Iafrate (Ficiesse) autore di numerosissimi “saggi” sul diritto e sui diritti dei militari. Un’altra “pietra angolare”, Cleto, molto conosciuto e stimato per la capacità “unica nel suo genere” di descrivere le contraddizioni che spesso accompagnano l’esistenza di chi vive nelle caserme. Un “saggio influente” che a mio avviso è stato illuminante anche per i colleghi più riottosi nel comprendere le innumerevoli sfaccettature dietro cui si cela il “diritto”. La storia certamente racconterà le sue battaglie ma anche gli interventi “in punto di diritto” fondamentali per comprendere la dimensione del problema ed i punti “deboli/contrastanti” da correggere per il raggiungimento di questo grande traguardo.Solo per motivi anagrafici non sono in grado di citare protagonisti altrettanto importanti, ma la mia fonte di ispirazione, molti anni fa, lasciatemelo dire, è stata Antonella Manotti, divenuta direttore di uno storico (all’epoca settimanale) “Il giornale dei Militari” . Anche grazie a Lei ho cominciato a guardare il mondo militare con occhi diversi, più disincantati.Sono moltissimi gli amici ed i colleghi che si sono impegnati personalmente in questa “battaglia”. Amici che ringrazio (Maurizio Turco, Luca Marco Comellini), e colleghi/delegati che mi hanno affiancato (CoBaR confluenti al CoIR Pastrengo) . Senza di loro non saremmo mai riusciti a realizzare questa “diffusa consapevolezza” della necessità di rivendicare dignità nell’impiego, non pienamente riconosciuta, ma che appartiene a ciascun cittadino-militare.
Molti colleghi ricordano le mie battaglie per la “riforma della Rappresentanza Militare” da ultimo anche in seno alla “Commissione difesa della Camera dei Deputati” . Una di queste numerose “battaglie”, condotta in seno al CoCeR Carabinieri (con l’amico Castrese Longobardi sempre vicino) , ha suscitato l’interesse ed è stata raccontata, incastonata da Cleto Iafrate nel suo articolo dal titolo “diritti dei militari: sillogismi entimematici e inaccettabili separatezze”. Un articolo ove sono descritte, fra l’altro, anche le contraddizioni interne alla “Rappresentanza Militare” che ho cercato di “enunciare”. Non potete immaginare con quanta emozione, in questi giorni, ho appreso che l’articolo di Cleto Iafrate, fra gli altri, è stato letto da Francesco Solinas e, quindi, sembra che in piccolissima parte, rispetto il grande lavoro di Cleto, anche io ho contribuito alla formazione della sua decisione di sottoscrivere il ricorso ora valutato positivamente dalla Corte Costituzionale.Per molti anni, fiumi di inchiostro sono stati versati per rivendicare questo diritto e fiumi di inchiostro si consumeranno ancora per molto tempo nel raccontare la genesi di questa Sentenza che non può, e non deve essere considerata un traguardo, un punto di arrivo. Da qui si parte.

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La rappresentanza militare e le logiche comunicative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Dai tempi del Generale Jucci che, non si vedeva tanto interesse a mettere il bavaglio alla Rappresentanza Militare dell’Arma. Negli ultimi giorni il Comando Generale della Benemerita ha emanato due circolaridirettive con le quali si dispone come si devono comportare i delegati degli organismi della Rappresentanza Militare Cocer-Coir-Cobar, in materia di “relazioni sociali” (manifestazione del pensiero) e come interagire sui “Social Network”. Il Comando Generale dell’Arma non ha mai escluso, ai Carabinieri, l’utilizzo delle opportunità offerte dal web con particolare riferimento all’ambito della mera socializzazione su base sentimentale o amicale; Qualcosa, in questi giorni, è cambiato e non si riesce a capire il motivo. Qualcosa che preoccupa chi la guarda dall’esterno e gli addetti ai lavori. Qualcosa che riguarda la natura democratica che ha sempre ispirato la Benemerita. L’incertezza del diritto trapela nelle ultime disposizioni emanate dal Comandante Generale Giovanni Nistri attraverso l’Uff. Rapp. con la Rapp. Mil. con due lettere firmate “d’ordine” dal Capo di Stato Maggiore dell’Arma pro tempore. Da anni l’organismo centrale dell’arma, il Cocer, lamenta che con le sole delibere non riesce a far pervenire alla base quello che ottiene, dall’autorità alla quale è affiancato, per migliorare le condizioni del benessere del personale. Il Cocer e’ sempre stato orientato e sostiene tuttora la necessità di un sempre maggior utilizzo di forum, blog, newsletter, chat, ecc, affinchè si possa creare un interscambio di idee tra la base e gli Organi di Rappresentanza,mentre il Comando Generale,con le due lettere-direttive entra “a gamba tesa” sull’argomento che, tra l’altro, rientra fra le materie oggetto di concertazione/informazione disponendo limiti all’esercizio del mandato dei delegati della Rappresentanza Militare nonché all’esigenza di aggiornamento del personale sulle iniziative della Rappresentanza Militare, soprattutto al livello centrale che, al contrario, è andata via via aumentando, connotandosi come un’obiettiva esigenza istituzionale, specie dopo l’introduzione delle procedure di concertazione; Vorremmo capire perche’ le limitazioni introdotte sono state emanate senza averle inviate preventivamente al COCER per il parere di competenza atteso il carattere modificativo o, comunque, innovativo rispetto alle direttive interne cui si riferiscono. Il Comando Generale, fra l’altro: a) in merito alla divulgazione esterna agli organi di appartenenza dei delegati (note, appunti, ecc.) , riferisce che l’intento del legislatore e la normativa di riferimento tendono si a tutelare l’esercizio del mandato ma anche ad evitare iniziative di singoli delegati che possano costituire atti diretti a condizionare l’esercizio del mandato degli altri componenti e degli altri organismi ai diversi livelli; b) in merito al rilascio di comunicati e di dichiarazioni, riferisce che è vietato ai singoli delegati rilasciare comunicati e dichiarazioni; Le suddette limitazioni, non trovano riscontro nella vigente normativa che, al contrario, offre ampie garanzie ai delegati nell’esercizio del loro mandato per quanto attiene la possibilità di manifestare il proprio pensiero sancito dalla Costituzione Italiana. Se posso permettermi di dare qualche consiglio al vertice dell’arma lo faccio di buon grado: “Inasprire i rapporti con gli organismi della Rappresentanza Miliare non porta giovamenti a nessuno, in altre epoche e’ avvenuto ed ha arrecato danni all’istituzione e non solo….. La politica non ama turbolenze all’interno dell’arma che difficilmente approverebbe” Non bisogna essere succubi degli organismi ma ne tantomeno essere duri inventandosi norme inesistenti. L’arma ha gia’ vissuto momenti di scontro tra il vertice e il Cocer e vi posso assicurare che a pagare le conseguenze non e’ stato certamente la R.M. Non vorrei che sia giunto il momento di passare a forme di rappresentanza di tipo sindacale che non dispiacerebbe a quei politici che da sempre ne auspicano l’istituzione,cosi come richiesto ai TAR dai circa 7000 ex forestali che transitando nell’arma si sono visti privati di un loro diritto rappresentativo. Chi vivra’ vedra’! L’ultimo dei mohicani.

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Rappresentanza militare: niente proroga?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

“Le elezioni per il rinnovo della rappresentanza militare sembra vicina se non altro per l’agitazione con la quale rappresentanti in carica all’improvviso attaccano il Governo al quale hanno piatito ed ottenuto la proroga, con il resto della rappresentanza silente e incassante il beneficio. Il PDM non ha propri candidati alla rappresentanza ma sin d’ora suggerisce, a chi vota, di escludere chi ha chiesto, giustificato o accettato passivamente la proroga. Non intendiamo fare politica nelle forze armate e continueremo a batterci per la sindacalizzazione perché non intendiamo inutilmente esporre servitori dello Stato alla violenza burocratica, psicologica o fisica di traditori della Repubblica. L’invito alla magistratura militare ed ordinaria è di procedere nelle  inchieste già aperte. E di aprire quelle che sulla base delle interrogazioni parlamentari hanno profili di interesse.” E’ quanto dichiara Michele Fornicola del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia.

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Proroga Rappresentanza militare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

(Di Pasquale Fico) Premesso che sono personalmente contrario a una ulteriore proroga  del mandato della Rappresentanza militare e spero che si possa presto  arrivare ad una riforma utile e condivisa della stessa, sono rimasto  sorpreso e perplesso a leggere alcuni dichiarazioni francamente un po’  sopra le righe secondo le quali il Presidente della Repubblica avrebbe  ascoltato l’appello di qualcuno e cassato, dal cosiddetto decreto mille  proroghe 2011, la norma che proroga la durata della rappresentanza  oltre il 30 luglio 2011. Mai giubilo fu più inopportuno, perché la stesura definitiva del decreto  in realtà spalanca le porte a indefinite proroghe adottate non più per  legge o per decreto legge (norme dunque sottoposte al voto del  Parlamento) ma disposte con un semplice decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Infatti l’articolo del decreto legge di fine anno prevede la proroga  automatica di tutti i provvedimenti elencati alla tabella 1 del decreto  stesso (e si tratta di un elenco lungo parecchie pagine) al 15 marzo 2011 per quelli con scadenza precedente tale date e lascia al  Presidente del Consiglio di decidere come e per quanto tempo  prorogare gli altri provvedimenti, tra cui anche quello (articolo 2257  del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) riguardante la  rappresentanza militare. Dunque, da adesso inutile scrivere al Quirinale. Sarà a Palazzo Chigi che si deciderà tutto senza chiedere il permesso a nessuno. Voi la chiamereste ancora “una vittoria”? (fonte Grnet.it)

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Proroga Cocer di un anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Il Consiglio dei ministri n. 67, effettuato ieri, ha prorogato di un anno il mandato dei componenti in carica del Consiglio Centrale della Rappresentanza militare, su proposta del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dei Ministri degli affari esteri, Franco Frattini, della difesa, Ignazio La Russa, dell’interno, Robero Maroni, della giustizia, Angelino Alfano, e dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti (fonte grnet.it)

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Dichiarazioni On.Rosa Callipari e proposta La Russa

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

(MF) Risposta del delegato Cocer Esercito Foti Girolamo.: “Mi sarei aspettato dall’opposizione iniziative parlamentari più concrete, come ad esempio una battaglia rispetto ai tagli alla difesa che potrebbero condannare circa 23 mila soldati alla disoccupazione certa, mettendo in pericolo anche la sicurezza del paese giacché parte di loro potrebbe essere oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni criminali nel sud, «in quanto esperti di armi e utilizzo di ordigni o una smentita rispetto alla recente notizia apparsa sui quotidiani nazionali di cui riferivano che il signor Ministro Brunetta avrebbe annunciato aumenti di 160 euro al mese  agli operatori della sicurezza e difesa , oppure uno sprono per la riforma della rappresentanza militare e del riordino delle carriere, tutte questioni già trattate con scarsi risultati dal governo precedente. E’ necessario porre fine a proclami contro il governo per questioni che forse meritano una profonda attenzione tecnica come l’impiego dei militari in soccorso alla sicurezza. Il mio plauso va invece al Minsitro della difesa On. Iganzio La Russa per le sue attenzioni nei riguardi della dignità e dell’impiego operativo dei soldati; e questa affermazione la fa un delegato da sempre critico nei confronti delle scelte del governo, e che per necessità è dovuto intervenire pubblicamente in argomenti che avrebbero dovuto affrontare i parlamentari che sono all’opposizione, esortando altresì il Leader dell’opposizione a riporre maggior attenzione alle competenze tecniche dei membri del suo partito che svolgono ruoli rilevanti in commissioni parlamentari. Sempre se ancor oggi l’elettore il cittadino possa avvalersi del della libertà di parola e di aver maggior considerazione da parte degli eletti. Intendo quindi vigilare ed informare il personale sui lavori che in commissione o pubblicamente svolgono o dichiarano i nostri parlamentari sempre se ancor oggi l’elettore il cittadino possa avvalersi della libertà di parola e di aver maggior considerazione da parte degli eletti, ma con la speranza di migliorare quantitativamete e qualitativamente l’impegno dei parlamentari, auspicando che quanto prima i leader possano ridare la possibilità al popolo italiano scegliere i propri parlamentari, e di sceglierli dunque più adatti a certi ruoli, anzichè demandare questa facoltà alle segreterie di partito”.

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