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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

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Nuovo modello di difesa

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2011

A cura del T .Col. Guido Bottacchiari Qualcuno sobbalzerà sulla sedia esclamando: eccolo li il Presidente del Co.Ce.R. “c…….ista” dell’Aeronautica Militare che ci vuole ammannire una lezione anche su un tema riservato a ben altri intelletti. E difatti sulla necessità di creare un nuovo Modello di Difesa più piccolo, efficiente e soprattutto meno costoso, tutti dicono la loro: il Consiglio Supremo di Difesa, il Governo in carica con il nostro Ministro-Ammiraglio, come escludere poi gli Stati Maggiori, in testa quello della Difesa, e guai a pensare di tralasciare l’elevatissimo contributo concettuale di “maître a penser” presenti in rinomati “tink tank”. Tutti, ma proprio tutti, titolati, e ci mancherebbe, a predisporre analisi ed a formulare proposte per la ridefinizione e di un Modello di Difesa che toccherà decidere infine, speriamo, al Parlamento .…Sovrano…..luogo in cui invece naturalmente si dovrebbe sviluppare il dibattito.
L’agnello sacrificale è il Modello di Difesa così come definito concettualmente nel corso degli anni ’90. La legge 331 del 2000 ridefinì il nuovo modello professionale ed i compiti assegnati alle FF.AA. suddividendoli in: prioritari (difesa della Patria), sussidiari (operazioni di pace e sicurezza in conformità al diritto internazionale e delle determinazioni delle Organizzazioni Internazionali delle quali l’Italia fa parte) e complementari (concorrere alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgere compiti specifici in circostanze di pubblica calamità ed in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza). Tale legge fissò a 190.000 unità l’organico complessivo delle Forze Armate ora professionalizzate, nonchè i tempi e le risorse per la trasformazione dello strumento militare da “Esercito di popolo” a “Esercito di Professionisti”. Ora a distanza di poco meno di 10 anni monta l’urgenza, determinata in gran parte da esigenze finanziarie, di una rivisitazione in chiave riduttiva del citato modello.
Lungi da me addentrarmi in analisi e considerazioni di natura politica (esigenze del paese /risorse finanziarie), geopolitiche, geostrategiche, ovvero di ottimale definizione dei livelli di ambizione del Paese, piuttosto che dei livelli di forza, o delle poste di bilancio ottimali per uno strumento militare efficiente, efficace ed economico.
Penso però che sull’argomento alcune questioni, chiamatele pure provocazioni, dovranno pur essere formulate da qualcuno seduto tra il “pubblico”.Modello di Difesa da ridurre!! Dato per scontato che le necessità finanziarie del Paese impongono a tutti gli apparati dello Stato una rapida e corposa cura dimagrante oltre ad un miglioramento dell’efficienza, mi domando:
– perché l’attenzione è incentrata particolarmente sulla Difesa?
– E di quanto dobbiamo ridurlo questo modello?
– E perché i tagli debbono riguardare esclusivamente la componente umana?
– Ed in quanto tempo e con quali strumenti legislativi gestiremo le fuoriuscite del personale?
– Ma i compiti affidati in precedenza alle FF.AA. rimarranno gli stessi?
– In particolare, le funzioni complementari potranno/dovranno essere ancora espletate dalle Forze Armate?
– Le “interferenze d’ambito” tra le Forze Armate e le Forze di Polizia ad ordinamento militare e civile (compresi i carabinieri) rimarranno o vi sarà una chiara linea di demarcazione?….etc….
Per una più compiuta, ma non esaustiva, riflessione sul tema esplicito di seguito alcuni elementi e dubbi su parte delle questioni sopra tratteggiate che, so già, non mi garantiranno molte simpatie ….ma tant’è!!
1) Il Comparto Sicurezza e Difesa si compone di oltre 520.000 unità escluse le polizie locali. Le Forze Armate constano di 183.000 effettivi. Il resto (340.000 unità circa) è suddiviso tra cinque Forze di Polizia ad ordinamento Militare e civile con competenze teoricamente specifiche ma spesso sovrapposte.
Per la Difesa si parla di un nuovo modello oscillante tra le 120.000/160.000 unità. Un “Esercito” più piccolo ma più operativo….si dice!!.“Small defense” = “piccola difesa” …..speriamo non necessaria per grandi minacce.Ma il Comparto Sicurezza e Difesa è in equilibrio, verificato il livello di sicurezza nel paese? Trova analogie un siffatto bilanciamento tra Forze Armate e Polizie in Europa? Se si, come mai le Forze Armate vengono chiamate, giusto o sbagliato che sia, a compiti di ausilio alle cinque Forze dell’Ordine ad ordinamento generale (dai vespri siciliani, ai piantonamenti di siti sensibili in passato, fino ad oggi per “strade sicure” e per il controllo dell’immigrazione clandestina e qualcuno le invoca anche per l’emergenza carceraria).
Ora, che un necessario ed ulteriore processo di riorganizzazione serva alle Forze Armate è sacrosanto, ma serve solo ad esse e nei termini proposti?Tagliare numeri così alti di personale in breve tempo comporta costi iniziali altissimi a meno di rinunciare ai reclutamenti costruendo un “esercito” di “vecchi”. E poi, fissato il numero di forza del nuovo modello di Difesa ed il tempo per la sua completa realizzazione, come si gestiranno gli esodi del personale? Il personale che ha professionalità particolari, non facilmente riproducibili in ambito civile come sarà accompagnato al termine della vita professionale? Qualcuno parla di accettare ruoli ed impieghi i più vari, internamente ed esternamente alle Forze Armate. Io penso che sull’argomento serva una attenzione particolare ed un necessario confronto con le rappresentanze militari senza pregiudizi di alcuno o peggio presuntuosi atteggiamenti dirigisti.Come si può vedere la soluzione del rebus non è così semplice come si vuol far apparire.
2. Le funzioni dei Carabinieri (4^ Forza Armata dal 2000) sono svolte quasi esclusivamente nel campo della sicurezza come irrinunciabile presidio di legalità sul territorio. Ma è proprio necessario annoverare ancora i carabinieri tra le Forze Armate? E se si optasse per il si, le funzioni di Polizia Militare svolte dagli stessi all’interno e all’esterno del territorio nazionale, non sarebbe più razionale affidarle ai militari delle altre tre Armi (Esercito, Marina, Aeronautica) come avviene peraltro in altri Paesi Alleati liberando risorse umane da destinare alle attività proprie di una Forza di Polizia magari rinforzando la presenza nei territori più esposti alla criminalità organizzata?
3. Le funzioni complementari di intervento in caso di pubblica calamità o di straordinaria necessità verranno ancora mantenute tra i compiti delle FF.AA.? Credo che non sfugga a nessuno la importante opera svolta dai militari dietro il coordinamento della Protezione Civile e insieme a tante altre benemerite organizzazioni del volontariato, in occasioni di tali eventi – (terremoti e disastri ambientali compresa la “monnezza”). In ogni circostanza il militare è chiamato ad intervenire….e lo fa volentieri, con orgoglio e qualche riconosciuta capacità!! Ma se si ridurranno gli effettivi potremo, e soprattutto, dovremo ancora farlo?.La componente tecnico-logistica ed amministrativa delle Forze Armate massicciamente impiegata per tali necessità e su cui si puntano gli occhi per una riduzione del modello a tutto vantaggio della componente operativa, è così inutile o facilmente e semplicisticamente riducibile?? Basterà in futuro solo la struttura della protezione civile e delle organizzazioni di volontariato per assolvere tali gravosi compiti?? Credete di si?? Io non ne sono sicurissimo!!
4. Le funzioni strategiche di supporto tecnico-logistico ed operativo, specie alle operazioni fuori area oppure ai sofisticati sistemi di armamento delle Forze Armate, oggi svolte in maniera combinata tra militari e industria è opportuno, economico ed efficace trasferirle in “toto” a quest’ultima? E’ pagante ridurre tale componente militare, di tecnici altamente specializzati,?? Abbiamo pensato bene alle professionalità e competenze che si perderanno, per sempre, e ci siamo domandati se le ritroveremo allo stesso modo e prezzo sul “mercato” dove la stella polare è il profitto e non l’interesse generale dello Stato!!
5. Diceva qualcuno: “in guerra la metà di tutto è la fortuna” oltre a “alla lunga la spada viene vinta dallo spirito” .
Costui non era un verde pacifista dei nostri tempi ma un bellicoso generale….anzi il generale per antonomasia…….Napoleone. Ora se già a quel tempo emergevano tali pensieri mi domando perché mai nessun dubbio sfiori le menti di chi oggi spinge per una maggiore spesa per gli armamenti tradizionali ed il funzionamento a scapito della componente umana unica detentrice dello “spirito” inteso come intelligenza. Invito sommessamente costoro a leggere ed a prendere in considerazione anche altri pensatori che su scenari di guerra futuri hanno opinioni diverse da quelle tradizionali e forse più al passo con il tempo che stiamo vivendo.“Cyberwar” oppure “guerre finanziarie” come quella cui assistiamo in Europa in questi giorni difficilmente le vinceremo con carri armati, portaerei, caccia super tecnologici, tutti armamenti tradizionali costosissimi.Altri tagli e risparmi sono possibili anche sul versante immobiliare; perché non alienare e/o valorizzare vecchie caserme abbandonate, chiudere enti oramai inutili, puntare concretamente su un programma di vendita, agli attuali conduttori, degli alloggi che determinano più costi che ricavi e contenziosi infiniti magari destinando parte delle risorse così recuperate ad una nuova idea di politica alloggiativa per il personale più giovane e meno abbiente.Quindi perché privarci così a cuor leggero di risorse umane pregiate che invece potrebbero essere impegnate per coprire “nuovi spazi di Difesa” ove conta di più lo “spirito” umano??Se qualcuno ha dei dubbi veda un po’ cosa fanno gli Stati Uniti d’America sull’argomento. Detto dell’agnello sacrificale, nel “tacchino” invece identifico “il militare” che in ultima istanza subirà gli effetti del nuovo Modello di Difesa con tutte le sue positività o negatività.
Il tacchino militare non è una specie protetta, non può parlare, ne rappresentare o far rappresentare direttamente le proprie idee (è senza sindacato), le sue proposte, i suoi, dubbi, e sue perplessità sull’argomento. Non conta il suo giudizio!! Egli non è competente; cosa mai potrà sapere di concetti geopolitici, geostrategici, di “small defense”, di politica internazionale, di management, di processi e riforme strutturali, di termini come efficienza, efficacia, economicità, di programmi d’armamento, di interoperabilità, di visione “joint”, di forza bilanciata, di forza integrata, del cyberwarfare……e di tante altre cose.In realtà, forse dico forse, poco (siamo sicuri però??).Io di certo meno, moltissimo meno, di tantissimi ed autorevolissimi pensatori che ho letto ed ascoltato, proporre idee sul mondo della Difesa da qualche tempo a questa parte.E questo è sicuramente un bene….il dibattito è un segno di democrazia, segnala inoltre l’importanza dell’argomento, ed il fatto che la società civile e la politica finalmente ne parlino è una grande conquista. Ora come dicevo, io di sicuro non ho le giuste competenze su questi complessi argomenti, altri però dovrebbero ammettere, se non l’incompetenza come me, almeno in talune circostanze un “velato” conflitto d’interessi e la mancata “investitura popolare”, specie nel proporre soluzioni circa le questioni attinenti la riduzione del personale, la conservazione del posto di lavoro, la riqualificazione professionale ed il reinserimento nell’attività lavorativa. Questi argomenti sono, anche per legge, prerogativa delle Rappresentanze Militari!! E non mi si racconti della “favola ottocentesca” che il “Comandante” racchiude in se l’equilibrio, le capacità, le competenze ed il giusto “sentiment” per rappresentare le istanze del personale!! Son piene le fosse di buone intenzioni. Un esempio recente? Le promozioni bloccate economicamente per tutti i militari tranne che per i vertici!! E poi quando mai e perché un dirigente, anche militare, dovrebbe privilegiare una componente (quella umana) rispetto all’investimento ed al funzionamento compromettendo l’azione funzionale cui è stato preposto?? Non è neanche corretto, a guardar bene, chiederglielo. Quindi tocca a noi “Rappresentanze Sociali” parlare e spiegare le ragioni, le necessità, le paure, le pulsioni del personale che in questo momento è preoccupatissimo per queste continue esternazioni dei vertici istituzionali e politici per una ristrutturazione che si profila difficile e onerosa. Al tavolo nessuno ci ha invitato sin’ora a parlare di questo, di sicuro noi però faremo del tutto per dire la nostra, per portare in alto anche il punto di vista del “tacchino”!! Si, di quello che per tradizione deve essere cucinato in queste gloriose “feste di ristrutturazione”.
I tagli nel nuovo modello di difesa debbono, guarda caso, riguardare esclusivamente il personale che in ogni ristrutturazione che si rispetti è in esubero…!! E quale miglior tacchino di uno “uso ad obbedir tacendo…..”
Termino questa personale riflessione ponendo infine una domanda: chi è il premio Nobel che ha individuato nell’ormai famosissimo “trittico magico” 50/25/25 (personale / funzionamento / investimento) il perfetto equilibrio percentuale del Bilancio della Difesa di uno Stato?? Siccome di scienziato si deve trattare (altrimenti sono pensieri in libertà, magari eminentissimi, ma discutibilissimi) accanto al nome attendo una analisi strategica e una dimostrazione logico-matematica a supporto della tesi. Orbene credo che dovrò aspettare a lungo!!! Quel nome e quella dimostrazione tarderanno ad arrivare e caso maiMi auguro in conclusione, che la necessità di rivedere il modello di Difesa e renderlo meno costoso e più efficiente ed efficace sia la premessa per una discussione ampia e serena, aperta anche a chi come noi mena vanto di rappresentare il personale. Speriamo che al termine del processo coloro che son chiamati a decidere e che ora sembrano estromessi dalla discussione (Parlamentari) salvaguardino poi il “bene” più prezioso dell’organizzazione: “ il militare”.Discutiamo quindi pure di una Riforma del Modello di Difesa tenendo però in debito conto tutto quanto brevemente descritto ma soprattutto in gran considerazione il monito di un galantuomo già Ministro della Difesa (uno dei pochi ricordati con affetto) l’On.le Arturo PARISI: “….le Forze Armate sono la pre-condizione per l’esistenza dello Stato di diritto e per l’esercizio di ogni libera attività…..”. (Ten. Colonnello Bottacchiari Dr. Guido Presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’A.M.*Presidente del Co.Ce.R. – A.M. X Mandato)

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incontro con comunità straniere, associazioni del territorio e rappresentanze consolari

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2011

Milano

Image by marcomazzei via Flickr

Milano 13 dicembre, ore 18.00 presso La Casa delle Culture del Mondo, Via Giulio Natta 11, Milano (M1Lampugnano) Ingresso libero. In occasione della chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità Nazionale, il Presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà e il Vice Presidente e Assessore alla Cultura, Dott. Ing. Novo Umberto Maerna, incontrano le comunità straniere, le associazioni del territorio e le rappresentanze consolari per promuovere La Casa della culture del mondo come luogo d’incontro e dialogo, aperto allo conoscenza e all’integrazione di tutte le Culture. Un’opportunità anche per celebrare il Santo Natale a cui seguirà la presentazione della Costituzione italiana tradotta in quattordici lingue, una cui copia verrà donata ai presenti al fine di veicolare un preciso messaggio, ossia la volontà di condividere la nostra Cultura e la nostra Tradizione con i cittadini e le comunità straniere che vivono e lavorano nel nostro paese, e che contribuiscono quotidianamente ad accrescere e arricchire il tessuto sociale, culturale e economico di Milano e del territorio provinciale.

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I ministeri e le rappresentanze operative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

“Le ‘rappresentanze operative’ dei ministeri sono una consapevole presa in giro, fin dalla scelta del nome”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani commentando l’ordine del giorno al decreto sviluppo presentato alla Camera da Pdl, Lega e Responsabili, che apre alla possibilità di istituire sedi operative decentrate dei ministeri. Secondo Serracchiani “i dirigenti della Lega, assieme agli altri della maggioranza, dovrebbero vergognarsi per l’ignobile giochetto delle tre carte con cui si vogliono imbrogliare i cittadini. Il voto-burla sulle ‘rappresentanze operative’ che va in scena al Parlamento è la logica conseguenza delle trombonate di Pontida, ma dovrebbero spiegarci – ha puntualizzato – che coerenza c’è a predicare il taglio dei costi della politica e poi pretendere la moltiplicazione delle sedi ministeriali. Bossi e i suoi sembrano convinti di poter tirare ancora a lungo la corda che trattiene l’elettorato leghista, eppure – ha concluso Serracchiani – il loro credito si esaurisce di giorno in giorno”. (Giancarlo Lancellotti)

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Ministeri trasferiti? No! solo rappresentanze

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Altero Matteoli, Italian politician. Festival ...

Image via Wikipedia

Il ministro Altero Matteoli in un comunicato ci informa che “L’ordine del giorno presentato dalla maggioranza sulle sedi di rappresentanza dei Ministeri in altre aeree del territorio rispetto alla Capitale è pienamente condivisibile e attua lo spirito della Costituzione”. Ora è chiaro il tutto. A Pontida Bossi si è espresso male e i leghisti hanno inteso altrettanto male. Non si vogliono trasferire i ministeri ma avere solo un ufficio di rappresentanza come già lo ha il ministro della difesa La Russa in una caserma milanese. Ma cosa sono questi uffici di rappresentanza? Nient’altro che la segreteria del ministro e dei sottosegretari. Sono preposti alla cura del collegio dei rispettivi uomini politici poichè tutti gli altri uffici sono e restano a Roma. Ora che abbiamo un ministro Virtuoso qual è Tremonti ci vorrà di certo spiegare quanto verrà a costare all’erario questa “rappresentanza”. Noi invece, come ha già fatto pubblicamente l’on.le sottosegretario Alessandra Mussolini, insistiamo per l’abolizione dei ministeri “doppioni” che già furono ridotti dal precedente governo Prodi e portati a 20 mentre l’attuale governo pensa di raddoppiarli e di triplicare i sottosegretari. E’ troppo comodo parlare di risparmi e di soldi che non ci sono per le riforme, e quella fiscale in prima fila. Perché non facciamo i conti di quanti soldi possiamo risparmiare se:
• riduciamo del 50% il numero dei parlamentari e degli amministratori locali;
• riduciamo a 20 i ministeri e conteniamo il numero degli addetti alle segreterie dei ministri e segretari;
• recuperiamo le strutture pubbliche abbandonate in corso d’opera o le cediamo ai privati per cambio d’uso;
• riduciamo le spese militari per gli armamenti;
• accorpiamo i diversi uffici della presidenza del Consiglio sparsi al centro di Roma;
• aboliamo le province;
• razionalizziamo il servizio sanitario eliminando gli sprechi;
• cerchiamo di recuperare l’evasione fiscale almeno al 50% del suo ammontare che oggi si aggira sui 200 miliardi di euro e facendo in modo che i soldi entrino nelle casse dello stato anche perché è noto come l’accertamento non è sufficiente per garantire l’introito delle somme evase.
E da tutto questo potremmo offrire due opportunità: aboliamo l’Irpef per i redditi inferiori a 600 euro mensili e miglioriamo le infrastrutture nei trasporti e tecnologiche. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Riforma rappresentanze Italiani all’Estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Il SEI-UGL esprime la sua contrarietà al progetto di legge n. 1460 di riforma delle rappresentanze degli Italiani all’Estero (COMITES e CGIE) all’esame dell’assemblea del Senato, in quanto esso non tutela adeguatamente tutte le componenti delle comunità italiane residenti all’estero.” E’ quanto dichiara Luciano Lagamba Presidente del S.E.I.-U.G.L. “In particolare – continua il sindacalista – non è condivisibile la prevista nuova struttura del CGIE, cui è sottratto il potere finora detenuto di formulare pareri al Parlamento e da dove sono escluse le rappresentanze delle organizzazioni sindacali, dei patronati e delle associazioni delle emigrazioni. Questi organismi, infatti, sono – a parere del SEI/UGL – i più vicini ed a maggior conoscenza delle problematiche degli emigrati, cui possono apportare anche la loro quotidiana esperienza delle normative sociali e previdenziali nazionali”. “Il SEI-UGL – conclude Lagamba – “chiede quindi di sospendere l’approvazione del disegno di legge in questione e di rielabolarlo tenendo conto delle richieste delle Parti Sociali ed anche del progetto di riforma a suo tempo discusso ed approvato dallo stesso CGIE”

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Università: rappresentanze studentesche

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Un grande risultato è stato ottenuto questa mattina in seno al Consiglio Universitario Nazionale, le rappresentanze studentesche acquistano così valore e non sono più relegate a semplici comparse” è quanto dichiara Mimmo Paternoster rappresentante degli studenti al CUN per il gruppo Studenti per le Libertà – Azione Universitaria in seguito all’approvazione di una mozione che regola esplicitamente il numero delle rappresentanze studentesche negli organi collegiali.  La mozione, presentata da una parte della componente studentesca e approvata dal consiglio con l’importante appoggio del presidente Lenzi, obbliga gli atenei al rispetto del limite di “almeno il 15%” fissato per le rappresentanze degli studenti in seno agli organi politici e amministrativi. Il nodo fondamentale della mozione sta in quel “almeno” che segna un punto di non ritorno per quelli atenei che, giocando furbescamente sui decimali, pensavano di poter arrotondare il numero di studenti eletti in difetto invece che in eccesso. Questo specifica indica invece come, qualunque arrotondamento sia fatto, non possa essere al di sotto del 15%; per cui, negli organi collegiali al massimo della loro composizione prevista dalla legge 240/2010 ossia 11 membri per il CdA e 35 per il Senato accademico, i rappresentanti degli studenti non potranno essere rispettivamente in numero inferiore di 2 e di 5. “E’ questo un passaggio fondamentale per essere certi che, nell’immediata stesura degli statuti di ogni ateneo, gli studenti siano garantiti e che non vi siano prove di forza da parte di docenti o rettori che sanno bene quanto la rappresentanza studentesca possa essere una spina nel fianco quando compie il proprio lavoro nell’interesse di chi l’ha eletta. Mi sento di ringraziare – continua Paternoster – il Professor Lenzi che ha preso a cuore questa documento e si è dimostrato una persona corretta rendendosi disponibile ad accettare una mozione che segna un argine, seppur minimo, al dilagante potere dei baroni, e che è un’ottima garanzia per tutti gli studenti”.  “Ci impegneremo a diffondere  questa mozione – conclude il giovane consigliere – per evitare che gli statuti siano stesi senza tenerne conto e che una mancata informazione renda vano il nostro lavoro, ancora una volta destinato alla difesa del mondo studentesco”.

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Università: gli studenti di destra fanno bingo

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

“Il risultato ottenuto alla scorsa tornata elettorale nell’ateneo messinese conferma quanto da mesi diciamo: gli studenti, quelli veri, apprezzano il lavoro dei nostri ragazzi nonostante le menzogne e le falsità che la sinistra ha cercato di far passare negli ultimi tempi” è quanto dichiarano in una nota congiunta Andrea Volpi  e Piero Adamo rispettivamente Coordinatore Nazionale e dirigente nazionale di Azione Universitaria a margine delle elezioni universitarie per il rinnovo delle rappresentanze studentesche. In attesa della pubblicazione dei dati ufficiali è già evidente il successo della lista costituita da “Giovane Italia – Azione Universitaria”, denominata “Giovani Universitari”, che ha conseguito un seggio al Senato Accademico, uno al Cda dell’Università ed uno al Cda dell’ERSU (Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario) nonché oltre 50 consiglieri di Facoltà e corso di laurea. “Non possiamo che essere soddisfatti del risultato ottenuto – continuano i giovani dirigenti – specialmente se confrontiamo in nostro risultato con quello dei nostri avversari. Anche in questa occasione Azione Universitaria ha dovuto ricorrere ad alcuno escamotage come sono invece solito fare le altre liste che dietro a liste spacciate per civiche sfruttano invece sigle di partito e peculiarità strettamente territoriali solo per poter accaparrarsi una poltrona”  “Siamo certi che l’impegno dei nostri neo eletti sarà immediato – conclude la nota – auguriamo a tutti i nuovi rappresentanti un buon lavoro e gli esortiamo a svolgere il proprio ruolo sempre per la difesa e gli interessi degli studenti e di vigilare sulla giusta attuazione della riforma Gelmini per non permettere a chi gestisce l’ateneo di aggirare norme e regole”.

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Seconda proroga mandato rappresentanze militari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) e Luca Marco Comellini , Segretario del Pdm. “Nel silenzio generale è stato inserito nel decreto “milleproroghe” la (seconda) proroga del mandato dei Consigli della rappresentanza militare fino al 30 luglio 2012.  Il mandato cioè di quelli che sono stati capaci di firmare un contratto in bianco; di quelli stanno ricevendo una giusta attenzione da parte delle procure militari e ordinarie fino a quelli che sono stati rinviati a giudizio per aver picchiato selvaggiamente chi aveva denunciato delle evidenti irregolarità.  Questi Consigli erano già stati prorogati lo scorso 4 novembre 2009 con una norma impropriamente inserita nel decreto per il rinnovo delle missioni all’estero che di fatto ha sottratto a tutti i cittadini militari il diritto di eleggere liberamente i propri rappresentanti. Ora ci risiamo e lo avevamo capito dal silenzio dei Cocer dell’Esercito, della Marina,  dell’Aeronautica e della Guardia di Finanza, nonché dalle spericolate difese d’ufficio che il Cocer dei carabinieri ha voluto fare per sostenere che le “coltellate alle spalle” inferte dal Governo alle forze di polizia, contro le quali si sono levate le proteste di tutti i sindacati di polizia, fossero giuste ed eque. Adesso è ora di dire basta! Il decreto milleproroghe serve evidentemente a prorogare le norme di legge la cui scadenza creerebbe dei vuoti normativi. utilizzarlo per pagare prebende e favori senza alcun motivo, per continuare a far gravare sull’intera collettività gli oltre 40 milioni di euro che costa annualmente il “carrozzone” della rappresentanza militare è un atto di grave irresponsabilità che solo un ministro come La Russa può ritenere di poter fare impunemente. Il Ministro La Russa aveva giustificato la precedente proroga con la necessità di avvalersi dei Cocer in carica per portare a termine la riforma della rappresentanza e il riordino delle carriere. Questi provvedimenti normativi sono stati cancellati e quindi quale è la ragione di questa nuova proroga se non quella di continuare a garantirsi complicità? E se invece dovesse essere un atto con il quale si corrisponde ad un ricatto sarebbe anche peggio. Ci appelliamo nuovamente al Presidente Napolitano perché induca il Governo a cancellare questa norma. La nostra incondizionata solidarietà e fiduciosa speranza è nella forza e nella determinazione della “truppa” che nonostante il trattamento economico, umano e politico che ricevono tengono duro continuando ad avere, con noi, fiducia nelle istituzioni e nello Stato”. (On.Maurizio Turco)

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Election day o election mai?

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Roma, 18 Novembre ore 14.30 Capranichetta Hotel Nazionale  Piazza di Monte Citorio 125. L’Unione Sindacale di base ed il Forum Diritti/Lavoro, associazione di operatori del diritto e sindacalisti, organizzano il dibattito “Election day o election mai? rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro”, che si terrà ia Roma..La scelta del 18 novembre non è casuale: proprio in questa data si sarebbe dovuto tenere l’”election day” dei dipendenti pubblici per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, unico momento di democrazia diretta in cui i lavoratori possono scegliere i propri rappresentanti nei luoghi di lavoro. Invece, dopo il già avvenuto rinvio di un anno delle elezioni nella Scuola, ora si prospetta uno slittamento a tempo indeterminato per tutto il Pubblico Impiego.  Intanto nel settore privato, dove non esiste una legge sulla rappresentanza e da sempre manca ogni regola di effettiva validazione democratica su contratti collettivi e avvisi comuni, le elezioni RSU vanno progressivamente scomparendo, mentre rimangono solo parzialmente elettive a causa della riserva del 33% di componenti non votati dai lavoratori ma nominati dai sindacati firmatari di contratto.  Presiedono Carlo GUGLIELMI – Presidente del Forum Diritti/Lavoro Paola PALMIERI – Forum Diritti/Lavoro e USB Relazioni Riccardo FARANDA – avvocato del lavoro Arturo SALERNI – avvocato del lavoro Intervengono  Sergio MATTONE – Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza Paolo NEROZZI- PD
Massimo BETTI – USB Cesare SALVI – Federazione della Sinistra Piero BERNOCCHI – Cobas Scuola Leoluca ORLANDO – IdV Corrado ODDI – CGIL FP Alfonso GIANNI – SEL Fabrizio TOMASELLI – USB Armando ROMEO – Or.S.A Claudio BALDASSERONI – Snater Franco RUSSO Forum Diritti/Lavoro Sono invitati il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi il Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta

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G. Scigliano: “International Visitor Leadership Program”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Il presidente del Comites di Hannover G. Scigliano ed il consigliere Claudio Provenzano sono stati ricevuti, in nome del Console Generale americano di Amburgo, dall’addetta agli Affari pubblici Sig.ra Martina Schulze. Claudio ha preso parte ad un programma offerto dal Ministero degli affari esteri Americano: “International Visitor Leadership Program”. Il giovane rappresentante del Comites di Hannover è stato segnalato dalle autorità politiche della Bassa Sassonia. Per alcune settimane quindi è stato in America ed ha preso parte ad un programma ricchissimo:  incontri con alcune  rappresentanze di organizzazioni di immigrati e di giovani, con personalità religiose, e con la fondazione italo americana Washington D:C. Visite ad alcune università, ad alcuni ministeri, al senato ed ad alcune famiglie. Non sono mancati gli incontri anche con alcuni politici. Claudio è stato entusiasta del programma ed il Presidente del Comites Scigliano ha ringraziato il Ministero americano per l’opportunità offerta al rappresentante del comites. Egli è sicuro che Claudio metterà a disposizione della collettività quanto appreso in questo interessantissimo programma. Si ricorda che in precedenza Provenzano aveva preso parte al programma offerto dalla Bertelsmann Stiftung “Leadership Program per giovani emigranti”. Nel pomeriggio, i due rappresentanti del Comites di Hannover, hanno incontrato alcuni esponenti del Comites di Amburgo, di alcune associazioni e del Consolato Generale d’italia. Il presidente Scigliano ha fatto presente che in autunno ci saranno incontri bilaterali tra i due Comites e si cercherà di collaborare con azioni comuni. (scigliano)

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Regione Lazio: rappresentanze provinciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani “La polemica tutta interna al Pdl, in merito alla mancanza di un assessore della Provincia di Frosinone nella giunta Polverini, nasconde un problema reale che, negli anni, le forze politiche presenti alla Pisana non hanno mai voluto risolvere. Basta vedere il numero dei seggi assegnati alle cinque province del Lazio per capire che c’è un forte squilibrio a favore di Roma. Prima di avventurarsi in iniziative secessioniste, sarebbe il caso di ragionare seriamente sul come garantire, a partire dalla composizione del consiglio regionale, una adeguata rappresentanza di tutti i territori. Questo è possibile solo attraverso il sistema maggioritario con collegi uninominali, infatti, partendo dalla divisione dei collegi già prevista con il Mattarellum, e nel rispetto dell’ art. 4 della legge n 165 del 2004 che, a seconda dei casi, comporterebbe un premio “di maggioranza o di “minoranza, il “peso” di Roma sarebbe ridotto. Tale riforma avrebbe anche il merito di far diminuire radicalmente i costi della candidatura e accentuerebbe il legame territoriale del candidato con il proprio collegio. Questa è una sfida riformatrice che, prima di tutto, il Pd del Lazio dovrebbe avere il coraggio di raccogliere, per costruire insieme, e da subito, una alternativa credibile alla Giunta Polverini.”

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Nuovo presidente senato rappresentanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Camerino. E’ il prof. Andrea Dall’Asta, docente della Scuola di Architettura e Design, il Presidente del Senato delle Rappresentanze dell’Università di Camerino; il professore è stato eletto nel pomeriggio di ieri, 21 gennaio, nel corso della seconda seduta di questo organo accademico istituito dal nuovo Statuto di Unicam.  Il prof. Dall’Asta, nato nel 1963, è in Unicam dal 1998 e dal novembre 2000 è professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’attuale Scuola di Architettura e Design di Unicam con sede ad Ascoli Piceno.  Dal 2005, fino alla costituzione della Scuola, è stato anche Direttore del Dipartimento di Progettazione e Costruzione dell’ Ambiente. La sua attività  di ricerca è prevalentemente rivolta alla definizione di modelli matematici per la descrizione di strutture composte e metalliche, con particolare riferimento ai problemi di stabilità e viscoelasticità, in campo lineare e non lineare.  Il Senato delle Rappresentanze, che definisce la caratterizzazione dell’Ateneo nell’ambito del sistema nazionale, comunitario ed internazionale, ha la funzione di approvazione dello statuto, dei regolamenti di Ateneo in tema di ricerca, di didattica e di attività autogestite degli studenti, nonché dei regolamenti elaborati dalle strutture didattiche e di ricerca e le relative modifiche, anche su proposta degli altri organi collegiali dell’Università. Tra gli altri compiti, quello di fissare i principi e i criteri generali per l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità; l’istituzione o la disattivazione delle strutture di Ateneo responsabili della ricerca e della formazione; la definizione delle regole generali per la programmazione delle attività autogestite dagli studenti; esprime inoltre pareri sui temi che il Rettore sottopone al suo esame. Il Senato delle Rappresentanze è composto da nove rappresentanti del personale docente-ricercatore di ruolo, sei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo; sei rappresentanti degli studenti (compresi gli specializzandi); tre rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato, dei dottorandi e degli assegnisti di ricerca.  Il Direttore amministrativo partecipa alle sedute con voto consultivo ed ha funzioni di segretario verbalizzante, mentre il Rettore può partecipare alle sedute solo su invito del Presidente. (andrea)

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Auguri ai militari italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Non mancano in questi giorni gli auguri “istituzionali” ai militari italiani di stanza all’estero per le operazioni di pace. Un augurio che non si dissocia del ricordo delle vittime del dovere e si estende all’attività svolta dai militari durante le calamità che hanno colpito il nostro paese dall’Abruzzo a Messina. L’invito è anche quello di poter continuare a contare nel sostegno prezioso di questi uomini e donne che sono diventati un bene prezioso per tutta la nazione. Fin qui gli elogi e ci sta molto bene perché, di là delle opinioni che ciascuno può avere, di certo non può mancare l’orgoglio di avere un personale militare altamente addestrato e che sta riscuotendo la stima dell’opinione pubblica internazionale. Senza voler sminuire le altre forze militari presenti nelle diverse aree di crisi nel mondo, possiamo dire che gli italiani si sono caratterizzati proprio perché hanno sempre cercato di immedesimarsi nei bisogni e nelle aspettative delle popolazioni che sono costrette a vivere in zone altamente a rischio. Sono diventati, in pratica, uomini e donne di pace prima di essere dei militari. Ma se vogliamo andare oltre questo doveroso apprezzamento dobbiamo soggiungere che esiste – a nostro avviso – una fondamentale differenza che distingue la presenza militare nelle aree di crisi. Nel Libano e anche nei vicini Balcani la forza internazionale è accettata e condivisa dalle popolazioni locali mentre non ci sembra altrettanto scontato in Afghanistan come non lo è in Iraq. Per quanto ci riguarda ora ci resta solo l’Afghanistan e in proposito dovremmo fare una riflessione più approfondita poiché in quella regione l’azione dei talebani assume un aspetto più complesso e articolato andando ad intersecarsi con l’atteggiamento delle popolazioni locali. In altri termini il “forestiero” sia se indossa la divisa o gli abiti civili, è visto come un intruso, un contaminatore. La stessa leadership politica lascia molti dubbi di correttezza istituzionale e la presenza dei militari stranieri può dare l’impressione di avallare il ruolo non sempre lineare di un governo poco amato. Questi motivi, a nostro avviso, sono già sufficienti per un serio ripensamento sulla nostra presenza militare e quella degli altri eserciti. D’altra parte non si sta facendo molto per neutralizzare la pressione esercitata dai talebani che mostrano chiaramente di controllare diverse aree del paese e di avere risorse economiche e anche solidarietà da non pochi capi villaggio tanto che per non alienarsi del tutto le loro simpatie è stato deciso d’evitare la distruzione dei campi d’oppio. Ciò significa che i talebani possono agevolmente scambiare la droga con le armi e foraggiarsi di continuo per continuare all’infinito la loro azione di contrasto al regime in carica e ai suoi partner militari stranieri.

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La crisi dell’auto e il Sud

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

La questione meridionale secondo Marchionne: cominciamo a chiudere Termini Imerese e a ridurre la produzione a Pomigliano D’Arco  Incomprensibile chiudere al Sud e aprire gli stabilimenti in Serbia e in Polonia La Fiat deve spiegare perché quello che si può fare all’estero non si può fare in Sicilia: c’è forse migliore logistica, compatibilità e vocazione industriale in Brasile, Serbia e Polonia piuttosto  che nel Mezzogiorno d’Italia? Se il settore auto, come ci è unanimemente riconosciuto, rappresenta un prodotto d’eccellenza della nostra industria, un punto di forza della nostra economia, sarà un problema dell’Azienda, del Management, delle Rappresentanze dei lavoratori, attraverso uno sforzo congiunto, trovare gli strumenti per rendere competitivi gli stabilimenti di Termini Imerese e Pomigliano d’Arco come gli altri stabilimenti Fiat in Italia e all’estero. E’ indispensabile una mobilitazione collettiva Abbiamo nel Sud enormi risorse di intelligenza e laboriosità occorre solo il senso di responsabilità un impegno da parte di tutti gli attori questa vicenda, Governo, rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori per non disperdere un patrimonio di competenze e una iniziativa industriale frutto di lavoro e di sacrifici e anche di investimenti pubblici realizzati con i soldi dei contribuenti

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Collaboratori Parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Si è svolta qualche giorno fa a Malta, la due giorni dell’Assemblea Generale del Consiglio Europeo delle Professioni Liberali (Ceplis). Su proposta di Assoprofessioni il Ceplis ha recepito, facendole proprie, le istanze dell’Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari, affinche’ sia dato pieno riconoscimento alla professione di collaboratore parlamentare anche in Italia, in linea con quanto già avviene presso le diverse Assemblee Parlamentari europee e presso lo stesso Parlamento Eurpeo che, lo scorso dicembre, ha riconosciuto un preciso status giuridico ai collaboratori degli eurodeputati. Il presidente del Ceplis, Pierangelo Sardi ha inoltre dato mandato ai rappresentanti delle associazioni europee delle libere professioni presenti al meeting di Malta, di prendere contatto con le rappresentanze dei collaboratori dei deputati eletti nelle Assemblee parlamentari della UE al fine di favorire la nascita di una Federazione Europea dei Collaboratori Parlamentari. “Questa proposta – ha detto Sardi –  viene incontro alle nostre priorita’ “. Il presidente di Assoprofessioni, Giorgio Berloffa ha invece voluto sottolineare come ” e’ la prima volta che un problema riguardante una professione non regolamentata italiana ottiene un’appoggio in Europa. Per assoprofessioni e’ un grande risultato” . Francesco Comellini, presidente di Ancoparl, ha espresso “viva soddisfazione per l’appoggio ricevuto da Assoprofessioni e dal Ceplis in favore del riconoscimento del ruolo e della professionalita’ dei Collaboratori parlamentari”. Comellini poi espresso “viva preoccupazione per le recenti comunicazioni diramate dalle presidenze di Camera e Senato” in ordine al rapporto tra parlamentari e collaboratori “che nulla aggiungono a quanto fatto nelle precedenti legislature ma lasciano praticamente immutata una situazione non più sostenibile in una Europa che guarda sempre con maggiore attenzione alle libere professioni e alla tutela dei diritti fondamentali dei suoi cittadini. Purtroppo – ha concluso Comellini – su questo annoso problema, il nostro Paese, se non vi porra’ urgentemente rimedio, rischia di essere il fanalino di coda dell’Europa nel riconoscimento giuridico del ruolo dei Collaboratori Parlamentari”.

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Gran gala di scherma

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

galàBrescia 26 giugno 2009  ore 21  Piazza Paolo VI  (già Piazza Duomo)  La “Leonessa d’Italia” ospita l’edizione 2009 dell’ormai consueto appuntamento estivo con il GRAN GALA’ DI SCHERMA. Nello scenario della meravigliosa  Piazza  Paolo VI che rappresenta il cuore della città di Brescia si rinnova la tradizione schermistica lombarda. Ancora una volta i grandi campioni mondiali di fioretto si sfideranno in una staffetta mista all’ultima stoccata: Margherita Granbassi, Valentina Vezzali, Andrea Cassarà, Salvatore Sanzo da una parte e Gabriela Varga (HUN), Carolin Golubytskyi (GER), Peter Joppich (GER), Erwan Le Pechoux (FR) dall’altra. daranno vita a un’entusiasmante duello  Italia vs. resto del mondo.  Dopo il “derby milanese” della scorsa edizione,  seguirà una sfida tutta lombarda  tra  gli atleti rappresentanti il Circolo Mangiarotti, storica scuola milanese e quelli della Schermabrescia, fondata proprio dal padre di Andrea Cassarà. Una staffetta ma più che altro un vero e proprio spettacolo  in cui coinvolgere il pubblico e trasmettere la tradizione, la cultura e i valori profondi di questa nobile disciplina. E’ un evento realizzato da Riptide  (foto galà)

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Italgas: garantire livelli occupazione e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

“Abbiamo chiesto all’azienda di mantenere gli standard occupazionali e  garantire la sicurezza della rete”. Lo ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici e Periferie Fabrizio Ghera, a seguito dell’incontro con i lavoratori Italgas che si è tenuto in Campidoglio, precisando che “con Italgas e le rappresentanze sindacali sarà fissato con urgenza un incontro ”.

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