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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘rappresentazione’

Leonardo Ricci architetto: I linguaggi della rappresentazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Parma 1 dicembre 2018 – 7 aprile 2019 inaugurazione 1 dicembre 2018, ore 12.00 Sala delle Colonne, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1. in occasione del centenario della nascita di Leonardo Ricci (1918-1994), e all’interno delle manifestazioni organizzate dal Comitato nazionale “Ricci100”, inaugura presso lo CSAC di Parma la mostra Leonardo Ricci architetto. I linguaggi della rappresentazione.
Leonardo Ricci, architetto, pittore, scenografo, urbanista, docente, è stato un esponente della ‘scuola fiorentina’ guidata da Giovanni Michelucci. Il suo fare progettuale è legato ad una concezione ‘esistenziale’ dell’architettura, conferendo allo spazio – dinamico, continuo, asimmetrico – il primato assoluto. Lo spazio viene difatti modellato dagli ‘atti di vita’ di chi lo abita e solo in ultimo si concretizza in forma: da qui il rifiuto dell’architetto di forme prestabilite e dettate da un particolare ‘stile’.Lo CSAC conserva l’archivio di Leonardo Ricci, costituito da 923 materiali progettuali – 173 schizzi, 609 lucidi, 27 radex, 4 radex con interventi, 98 copie, 12 copie con interventi – e la mostra vuole essere un’occasione per indagare i differenti linguaggi di rappresentazione utilizzati dall’architetto e le invarianti progettuali, attraversando le principali fasi della sua ricerca in un arco temporale compreso tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Settanta del Novecento, passando dalle influenze organicistiche di matrice wrightiana negli anni Cinquanta a quelle di natura espressionista degli anni Sessanta. Attraverso una selezione di 9 progetti realizzati e non realizzati si intende mettere in evidenza le principali caratteristiche legate al metodo progettuale, all’attenzione per alcuni temi di ricerca quali ad esempio l’aggregazione volumetrica, lo spazio centrifugo e fluido, la continuità spaziale, le traslazioni e connessioni.
Il percorso espositivo si sviluppa nella Sala delle Colonne della abbazia di Valserena in cui si potranno scoprire 5 progetti disposti all’interno dei classificatori e segnalati a parete da tavole individuate come rappresentative del metodo progettuale oppure della specificità del singolo progetto: Centro Ecumenico Agape, Prali Pinerolo (1946-47), Villaggio Monte degli Ulivi, Riesi (1962-68), Concorso per la Fortezza da Basso, Firenze (1967), Progetto per Palazzo per uffici, Milano (1960-70) e Progetto per Casa Di Sopra (1972). I casi sono stati scelti all’interno delle categorie attorno alle quali si svilupperà la mostra fiorentina nel 2019, con un focus sui linguaggi della rappresentazione (Case, Edifici pubblici, Comunità, Sistemi costruttivi, Urbanistica e Macrostrutture).
Nella sala di consultazione, il luogo deputato alla ricerca in archivio, saranno disposti 4 progetti che invece esemplificheranno le indagini di Ricci sulle tipologie architettoniche, progetti che nel giorno di inaugurazione potranno essere consultati nella loro interezza all’interno delle cartelle: Villaggio di Monterinaldi (1949-1963), Progetto per il concorso nazionale per la sede della Camera di Commercio di Carrara (1956), Allestimento per la mostra sull’Espressionismo, Firenze Palazzo Strozzi (1964), Habitation Study (1960-70 ca.).
(Biglietto: 10 euro Per tutta la giornata di sabato 1 dicembre 2018 il biglietto sarà ridotto a 5 euro. Orari:Mercoledì, giovedì e venerdì: dalle ore 15 alle ore 19 Sabato e domenica: dalle ore 10 alle ore 19 Lunedì chiuso Martedì chiuso con possibilità di prenotazione per gruppi su appuntamento)

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L’arte nella rappresentazione di una trama teatrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Lo spettacolo teatrale o la trama di un film sono il frutto della produzione letteraria del romanziere che vi fissa i paletti e l’arricchisce di contenuti. Sin qui il discorso rientra nell’ovvietà. Quel che ne segue diventa un impegno più complesso dove entrano in gioco molti altri soggetti e progetti, dalle sceneggiature alle luci, dai costumi ai dialoghi.
Vi è poi quel popolo di personaggi dal protagonista al primario e per finire alla comparsa che so-no deputati ad esercitare un ruolo a interpretare e a rendere credibile una storia nata dalla penna di un scrittore e che non sempre il successo, da lui ottenuto con la pubblicazione del suo romanzo, riesce a conseguire lo stesso risultato a teatro o in un film. Similarmente si può dire, rovesciando le posizioni, quando un regista prende lo spunto da un libercolo di modestissime pretese letterarie e lo trasforma sullo schermo in un capolavoro. Sono i miracoli dell’arte, dell’intuizione, dell’intelligenza umana. Posso quindi arguire che nel suo insieme è un complesso problema a cui si potrebbe riallacciare tutto un sistema di estetica.
Ne consegue che ad accumunare uno scrittore, un poeta, un pittore, uno scultore, un musicista è quel comune denominatore che risuona dal profondo abisso dell’essere.
Quando Archi loco, il primo lirico dei greci, dichiara alle figlie di Ricamo il suo amore furibondo e il suo disprezzo insieme, non sono le sue passioni, avvolte in un vortice fumoso d’orgia, che noi ammiriamo, semmai vediamo Dioniso e le Menadi, vediamo Archi loco immerso in un sonno profondo precisamente come quello descritto da Euripide nelle Baccanti; il sonno che prende nelle alte vie delle montagne, sotto il sole di mezzogiorno, qui si avanza Apollo verso di lui e lo incorona del suo lauro, e l’incanto dionisiaco musicale del dormiente trabocca e sgorga con scintillanti immagini in poemi lirici e in trame teatrali che, all’apogeo della loro futura evoluzione, si chiameranno tragedie e diritambi drammatici.
In realtà Archiloco, l’essere dalle ardenti passioni pieno d’amore e di odio, è solamente una visione del genio, che non è più Archiloco, ma un genio della Natura, e simbolicamente esprime il suo dolore primordiale in questa figura allegorica dell’uomo Archiloco, come creatura volente e desiderante subbiettivamente non potrà mai essere un poeta.
Tutti questi intrecci che espongono la narrativa al suo primo proscenio si rendono sovente coniugabili personificando l’immaginario e la fantasia in costruzioni di personaggi reali con scenari adeguati e umori della natura giunta alla loro naturale maturazione.
Penso al Cid di Corneille. Egli affronta nel suo racconto una situazione complicata dando luminosa prova del suo valore di artista e di letterato: un figlio vendica l’onore del proprio padre con il sangue di quello della sua bella. S’intreccia storia di una fanciulla che dimentica il suo essere e il suo amore per perseguitare il suo amante assassino del padre.
Il Cid o l’Onore castigliano risale al 1636. Il tutto inizia allorché due grandi signori spagnoli hanno da ridire per una onorificenza accordata ad uno di loro dal re e di cui l’altro si sente immeritatamente defra-dato. A questo punto il conte di Gormas è vinto dall’ira e in un acceso battibecco schiaffeggia il rivale. Costui è troppo vecchio per potersi vendicare per cui affida al figlio Rodrigo l’impresa di prendere la degna rivincita. Rodrigo ama follemente Chimene, la figliola del conte di Gormas, e pur dovendo chiedere a lui, padre della sua innamorata, soddisfazione dell’onta inflitta al genitore, si decide risolutamente e sfida il conte e lo uccide in singolar tenzone. Chimene pazza di dolore, dimentica dell’amore che la lega a Rodrigo, si presenta al re e supplica che l’uccisore sia punito. Rodrigo giustifica in tutto il volere di Chimene e le offre la propria spada perché ella stessa gli trapassi il petto e compia giustizia. Ma la giovinetta, a questo punto, è dominata, più che dalla forza del dovere, da quella dell’amore e cede, lasciando che in Rodrigo ferva la persuasione che ella lo ami costantemente e fedelmente. Rodrigo parte allora sicuro e compie nobili e ardite imprese contro i Mori.
Dopo non molto tempo ritorna coperto di trionfi, ma Chimene è sempre combattuta tra l’amore per Rodrigo e il desiderio di vendicare la morte del padre. A questo punto decide di voler essere sposa al cavaliere che saprà uccidere in duello Rodrigo.
Rodrigo è disposto a lasciarsi uccidere e per appagarla e per provarle il suo amore. Chimene lo rianima facendogli comprendere come ella desideri che ne esca vincitore. Rodrigo nutrito di questa speranza, infiammato di grande amore, sostenuto dalla volontà di Chimene, si misura intrepido sul terreno, e ne esce vincitore compiendo il desiderio di Chimene, la quale ben gli consente di venire a una prossima unione, a quella unione da tanto tempo desiderata da Rodrigo. E’ una storia che ha avuto il suo irresistibile fascino nell’immaginario della gente di quel tempo e si presta, tra l’altro, a calcare le scene. Da qui l’intrigo letterario moltiplica il suo ruolo con i personaggi della finzione scenica che fa il paio con l’opera letteraria. Situazioni di questo genere si sono moltiplicate nel corso dei millenni e d’innumerevoli generazioni con possibili e praticabili varianti. Così il teatro è entrato nelle nostre menti e nei nostri cuori e ha toccato le sensibili corde della nostra emotività. (Riccardo Alfonso)

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La rappresentazione mentale dei gruppi sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

Roma Mercoledì 6 Dicembre 2017, ore 12:00 Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo. Aula Verra Via Ostiense 234 Raffaella Rumiati (SISSA, Trieste) terrà una relazione dal titolo “La rappresentazione mentale dei gruppi sociali”. L’evento è parte dei seminari organizzati dal corso di laurea magistrale in Scienze cognitive della comunicazione e dell’azione (Dip. Filosofia, Comunicazione e Spettacolo).

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Luci della ribalta Parte decima: L’arte della rappresentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Luci della ribalta Parte decimaLa lettura è stata, per molte generazioni lo stile di vita di chi riempiva la propria solitudine con la meditazione e l’immaginazione. Quante volte, infatti, i personaggi erano soliti uscire dalle pagine di un libro e diventare reali? Era un modo per materializzare una prosa a tratti arida e che pure faceva muovere i personaggi che descriveva a volte sin nei minimi particolari e metteva a nudo i loro più riposti segreti. Forse così è nato il teatro con il guitto che scendeva nell’arena e si immedesimava nella parte del narratore recitante e chi l’ascoltava ritornava al racconto e gli dava un senso, lo vedeva materializzarsi sotto gli occhi e lo seguiva ancor meglio mentre le parole uscivano dalla loro prigione nel chiuso di una pagina tra le tante che ispessivano la pubblicazione. Oggi questa trasposizione in alcuni casi è impraticabile per via del ritmo che abbiamo imposto al nostro vivere tra il lavoro, le piccole faccende casalinghe, gli affetti familiari che richiedono tempo e attenzioni e quant’altro.
Nell’ecclettismo spaventevole del pensiero contemporaneo è sterile pretesa quella di rincantucciarsi in un angolo e di là occhieggiare umile e incapace di liberi voli perché una lettura può diventare un lusso che non possiamo più permetterci.
Mi riferisco, ovviamente, ai libri letterari, a una letteratura colta, al riaccostarsi ai classici, a farne un motivo di personale appagamento nella maturità e non certo in quel tempo dove si studia e si legge per imposta necessità e non per libera scelta.
E’ un discorso che non è rivolto solo agli altri ma include anche me. Ora credo di essere giunto a qualche pratico risultato usando razionalmente un metodo che molti praticano, ma non tutti bene. Mi servo, cioè, di una sorta di diario quotidiano, non fatto di date, di titoli e di appunti, ma di cose intime e personali, di tutto quel mondo fuggevole di impressioni e di meditazioni e di desideri e di sogni che sorge e s’illumina nelle nostre ore più inerti.
Del libro letto e del sentimento provato, non mi curerò di catalogare il tempo e la dorata e l’origine ma la intensità, la forza di gaudio o di sofferenza. Avrò come un termometro graduale e ogni giorno ascendente del mio spirito.
Allora ogni più fugace e labile lettura troverà modo di mutarsi in elemento della mia cultura e della mia intelligenza. Acquisterò una sempre più interiore abitudine all’analisi, alla scelta, alla riflessione, alla sintesi, in quel cercare e sognare ciò che più vicino mi è e più utile, e insieme una sempre più industre facilità nel rendere per iscritto i miei più minuti pensieri.
Da qui parte la voglia di dare contenuti rappresentativi che permettano di comunicare, di spiegare, di dare un senso alla vita, di saggiare i sentimenti e di renderli ove possibile condivisibili.
E qui entro immancabilmente nel suggestivo mondo dell’arte e dove ogni arte manifesta il desiderio di accostarsi all’arte sorella. I pittori introducono gamme musicali, gli scultori del colore della pittura, i letterati dei mezzi plastici nella letteratura e gli altri artisti calcano le scene e danno corpo alle nostre fantasie. Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.(foto: luci della ribalta parte decima)

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Il Balletto di Siena fa il tutto esaurito in Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

Coro debutto SienaTerrassa sabato 14 novembre presso il Teatro di Terrassa (Barcellona) con la messa in scena di “Butterfly”, rivisitazione della famosa opera di Giacomo Puccini.Il consolidato ensemble dei danzatori, diretto dal Maestro Batti ha infatti registrato, con grande soddisfazione, il tutto esaurito per la rappresentazione coreografata dal suo stesso direttore artistico e impreziosita dalle suggestive e geniali musiche di Riccardo J. Moretti. Un risultato importante per la giovane compagnia nata nel 2012 da anni impegnata in tourneè nazionali ed internazionali e che deve il suo successo all’uso di tecniche e di stili che guardano al mondo contemporaneo del balletto in forme decisamente nuove.
Sul palcoscenico catalano non solo gli affermati coreuti della compagnia, ma anche più di 20 allievi selezionati da Batti, durante le due settimane appena trascorse all’interno dell’Istituto di Teatre di Barcellona. Il Maestro ha infatti svolto, il ruolo di maestro ospite per gli allievi dell’ultimo anno dell’Istituto spagnolo. Una collaborazione importante quella tra il Balletto di Siena e la realtà spagnola destinata a proseguire nel tempo e che ha suscitato oggi molto interesse in tutto il panorama artistico italiano.
Una messa in scena, quindi, particolare per il pubblico in sala il quale assisterà ad una inedita rappresentazione di un’opera lirica trasposta in forma di danza dove l’obiettivo del coreografo/regista sarà quella di far entrare lo spettatore in rapporto diretto con il dramma della giovane e affascinante geisha.Madame Butterfly è infatti uno di questi personaggi la cui infelice sottomissione (come donna, come sposa, come madre) conosce lampi di conforto nella forza della vita che si rigenera anche nell’esperienza dell’attesa e della perdita, quando non addirittura nella morte. Le scelte drammaturgiche di Marco Batti per Butterfly guardano al cuore delle passioni, considerate come elementi potenzialmente disgreganti, ma anche vie di salvezza di fronte alla sopraffazione. La sua coreografia deve molto al teatro ma perviene a uno stile perfettamente autonomo e riconoscibile, capace di combinare la dimensione espressiva del racconto con la dimensione emozionale del puro movimento. A questo scopo, le musiche di Riccardo Joshua Moretti, che in precedenza ha composto le musiche anche per un film su Puccini, affrontano in modo diretto la tradizione che l’opera porta con sé, alla fine creando una sorta di vita musicale parallela: un mondo sonoro gradualmente indipendente dalla partitura pucciniana che, di quella esperienza artistica, conferma e rinnova tutta la sua possibile attualità.

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150° Riflessioni sull’identità nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Italiano: Veduta della città di Urbino dalla c...

Parma 15 e venerdì 16 dicembre 2011 Aula Magna – Palazzo centrale – via Università, 12 Programma:
Giovedì 15 dicembre ore 9.00 – 13.00 Saluti delle Autorità Introduzione del Magnifico Rettore dell’Università di Parma Prof. Gino Ferretti Apertura dei lavori Presiede: Camillo Brezzi – Università di Siena 150°. Riflessioni sull’identità nazionale. Presentazione > Piergiovanni Genovesi – Università di Parma Un’identità nazionale? > Alberto Mario Banti – Università di Pisa Memorie divise/memorie frammentate > John Foot – University College London – Gran Bretagna
Più stato, più mercato. Economia e politica nei 150 anni di unità nazionale > Gianluca Podestà – Università di Parma
Chiesa e Stato in Italia > Agostino Giovagnoli – Università Cattolica di Milano La storiografia tedesca sul Risorgimento > Werner Daum – Fernuniversität Hagen Germania Dibattito
ore 15.00 – 19.00 Presiede: Daniele Marchesini – Università di Parma Le immagini dell’identità nazionale > Gloria Dolores Bianchino – Università di Parma Le bandiere degli Italiani > Giorgio Vecchio – Università di Parma Le sonorità nazionali > Stefano Pivato – Università di Urbino dentità italiana e passione sportiva > Paul Dietschy – Université de Franche-Comté – Francia Gli italiani che si battono: una questione di identità militare > Dino Mengozzi – Università di Urbino Le identità nascoste. Film per l’unità > Michele Guerra – Università di Parma Dibattito
Venerdì 16 dicembre ore 9.30 – 13.00 Presiede: Alba Mora – Università di Parma Le celebrazioni dell’Unità: 1911, 1961, 2011 > Maurizio Ridolfi – Università della Tuscia La nazione a sinistra > Maurizio Degl’Innocenti – Università di Siena
L’altra metà del cielo: identità nazionale al femminile > Fiorenza Tarozzi – Università di Bologna La rappresentazione dell’antitaliano > Angelo Ventrone – Università di Macerata L’altra Italia. Identità nazionale, culture di opposizione ed emigrazione politica > Eva Cecchinato – Università di Venezia Dibattito e chiusura dei lavori

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Crucifixus

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Giuseppe Pisacane ha dato una splendida prova d’attore nella sacra rappresentazione “ Crucifixus”, che vuole portare lo spettatore a riflettere sul sacrificio della croce, interpretato non come strumento di tortura ma di redenzione. Partendo da questa riflessione, il testo ne è l’espressione concreta: la sua strutturazione teatrale è basata su due parametri letterari, la lettura del messaggio di Cristo e le testimonianze di chi “ vive la croce” nel nostro quotidiano, tra gli emarginati e i sofferenti, tra grida inascoltate dall’ottusità umana. Ma tra questi cosidetti “ ultimi” troviamo chi ha deciso di abbracciare la sua Croce e vedere nel sorriso di un nostro fratello più debole, la certezza della presenza del Crucifixus che si è immolato e si è rivestito di luce, illuminando i nostri occhi di vita eterna. Il giovane attore si sente onorato di rappresentare la figura di Cristo , in questo spettacolo Una prova che lo mette di fronte all’immensità della fede e al miracolo della Resurrezione. (crucifixus)

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Bunga-bunga day al Trionfale”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Roma 5 febbraio, dalle ore 10.00,  dinanzi all’entrata principale del Mercato Trionfale, in Via Andrea Doria,  la Federazione della Sinistra del XVII Municipio organizzerà il Bunga-Bunga Day. Nell’ambito dell’iniziativa, che sarà caratterizzata anche da una simpatica e ironica rappresentazione carnevalesca con la partecipazione straordinaria di Mister B,   verranno raccolte le firme dei cittadini per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi e del Sindaco Alemanno.

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Geraud Didier a Orroli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Orroli in provincia di Cagliari 7 ottobre alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale all’interno del progetto Le ville matte – residenze d’artista, promosso dalla Provincia di Cagliari attraverso il Settore delle Politiche Culturali, si svolgerà la conferenza dal titolo:   I”l problema del tempo nella rappresentazione teatrale”.  Relatore d’eccezione Geraud Didier Direttore de Le Maillon-Théâtre de Strasbourg Direttore generale aggiunto del Teatro dell’Opera di Digione  Dieci gli artisti selezionati: Serena Porino (Parigi, Francia), Maria Teresa Berardelli, Valeria Bianchi e Carlo Lei (Roma, Italia), Laura Borello (Genova, Italia), Thea Della Valle (Torino, Italia), Salvo Lombardo (Villarosa, Italia), Benedetta Mazzotti (Spoleto, Italia), Federico Pischedda (Macomer, Italia), Stefania Rovatti (Mantova, Italia).  Visiting Professor: Claudia Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio.  Il programma per l’edizione 2010 approfondirà i diversi aspetti della scrittura teatrale e di quella scenica: dal testo letterario a tutti gli elementi dello spettacolo considerati di pari livello per l’affiorare del dramma.  La ricerca metterà a fuoco la specificità del teatro proponendo studi, letture, ascolti e visioni, e chiederà agli autori selezionati di produrre un testo drammatico, sviluppando dunque l’esercizio compositivo, critico ed ermeneutico.
Il prossimo appuntamento invece sarà  giovedì 14 ottobre alle ore 18.00 si potrà assistere all’incontro Relazione sulla verità retrograda della voce con relatore Chiara Guidi.

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Cartellone Teatro comunale Corsini

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Firenze. Il sipario del Teatro Corsini si apre venerdì 29 ottobre con Marco Travaglio e il suo Promemoria, 30 anni di Storia italiana; a novembre un importante appuntamento con il teatro canzone di Giulio Casale in “The beat goes on” un viaggio musicale da Brel, Tenco, De André, a Bob Dylan, Beatles, Jim Morrison.
Il 4 dicembre è la volta del Cirque Noveau di altissimo livello con Klinke di Milo & Olivia, uno spettacolo che fonde le principali arti di rappresentazione con le più raffinate tecniche di acrobatica al suolo, giocoleria, equilibrismi, verticalismo, tessuti aerei ad altezze vertiginose.
Sempre a dicembre al Teatro Corsini torna la grande danza con uno degli appuntamenti di maggiore prestigio della stagione, l’ensemble di  Micha Van Hoecke con il loro primo grande successo Monsieur, Monsieur.
Il 21 gennaio tornano i Familie Floz da Berlino con Ristorante Immortale, applauditissimo in tutta Europa e giudicato ovunque una vera esplosione di creatività e poesia, un lavoro di grande originalità e freschezza.
A marzo, a suggellare una stagione ricca di grandi nomi e di eventi di primissimo piano, torna al Teatro Corsini PAOLO POLI con il suo ultimo spettacolo Mare, tratto dai racconti di Anna Maria Ortese.
E ancora, tra marzo e aprile Mario Perrotta con “Italiani Cincali” e la nuova produzione di CATALYST “Clandestino”, saranno tra gli appuntamenti di una rassegna di Teatro Etico e Civile con la quale Catalyst continua il lavoro intrapreso per la diffusione del Teatro come strumento politico, di integrazione e conoscenza dell’altro. (travaglio)

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Jesus Christ Superstar

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Peccioli – 8 luglio ore 21,30 Anfiteatro Fonte Mazzola l’energia del musical Jesus Christ Superstar, messo in scena da Rockopera in lingua originale, nel rispetto totale dell’opera teatrale e della celeberrima versione cinematografica, coinvolgerà il pubblico trasmettendo le emozioni di un’esecuzione fresca e vivace attraverso un cast di trenta musicisti, attori, cantanti e ballerini.  Jesus Christ Superstar, opera rock composta da Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice, si ispira alle vicende dell’ultima settimana della vita di Gesù: l’ingresso a Gerusalemme, il processo, la condanna a morte e la crocifissione. L’idea originale alla base della rappresentazione è quella di narrare gli ultimi giorni di Gesù dal punto di vista di Giuda Iscariota rappresentando il conflitto umano ed ideologico tra i due personaggi. Un’esecuzione impeccabile quella di Rockopera, rigorosamente dal vivo, per uno spettacolo che a distanza di trenta anni dalla prima rappresentazione continua a registrare il “tutto esaurito” nei teatri di tutto il mondo.  Il più grande musical di tutti i tempi, un classico che si rinnova attraverso una riedizione che ne valorizza la formidabile energia. (manifesto)

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L’Italia che non c’era

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

Torino 19 giugno alle 18,30 nella “Piazza delle Erbe” (piazza Palazzo di Città) a la Provincia e la Pro Loco di Torino presenteranno la replica dello spettacolo teatrale “C’era una volta l’Italia che non c’era”, già andato in scena con successo sabato 22 maggio a Palazzo Cisterna. Com’è già avvenuto nella sede aulica della Provincia, lo spettacolo sarà seguito dal Gran Ballo Risorgimentale. A precedere la rappresentazione sarà invece un corteo storico nelle vie del centro cittadino, con partenza alle 17 da Piazza delle  Erbe e ritorno nello stesso luogo. http://www.nobiltasabauda.net
Il “Gran Ballo Risorgimentale”, è diretto dal maestro Fabio Mollica, dell’associazione culturale “Società di Danza”, impegnata nello studio, diffusione e conoscenza storica della danza. Sarà possibile assistere a valzer, quadriglie e controquadriglie condotte dal maestro Mollica, attorniato dai gruppi storici ottocenteschi “Conti di Rivalta”, “Gruppo Carignano” di Buttigliera Alta , “Nobiltà Sabauda 1861”, “Ventaglio d’argento“ di Avigliana e “Militaria 1848-1918” di Torino. In vista dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Società di Danza (che ha sede in diverse città italiane) ha sviluppato un progetto di sensibilizzazione ai temi del Risorgimento. A Torino è possibile apprendere la danza storica con corsi  specifici, che si tengono al Circolo Ufficiali di corso Vinzaglio 6. I “Gran Balli” erano nell’800 il momento centrale della vita sociale cittadina. Negli anni del Risorgimentale furono un luogo privilegiato (al pari dei teatri) per la diffusione delle idee unitarie e democratico-liberali. Le danze vertevano essenzialmente su musiche di Strauss. http://www.societadidanza.it (gran ballo)

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Maddalena Giannoni: Tigri Azzurre

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Pistoia fino al 15/3/2010 Via dell’Ospizio, 26 Lo Spazio di Via dell’Ospizio  La mostra, il titolo stesso prende spunto da uno dei racconti dello scrittore argentino e rappresenta anche uno dei simboli piu’ ricorrenti della sua produzione letteraria, ricca di immagini e visioni. La scelta dell’artista non e’ casuale ne’ provvisoria poiche’ in base al luogo in cui allestisce di volta in volta le moste associa un argomento adatto e limitrofo. Proprio da qui, da questa poetica dell’occasione l’artista preferisce l’illustrazione rispetto alla pittura pura. La passione per il libro e la lettura fanno parte di tutta la sua produzione che s’intreccia sempre con un testo, una storia, la rappresentazione di una emozione attraverso simboli, figure, personaggi etc.  Nelle illustrazioni che espone in questa piccola mostra ha cercato di arrivare al senso intimo, profondo, alla zona ”animosa” che Borges arriva a toccare con l’atmosfera della sua scrittura, ricca di simboli (il piu’ ricorrente e’ appunto quello delle tigri azzurre e poi labirinti, scale, scacchiere, porte, specchi, architetture fantastiche, uno spazio che si ripete all’infinito, uno spazio temporale che non c’e’ o sembra non sia possibile nonostante le sue storie siano piene di date e numeri, nomi improbabili, e altri ancora). Quello che piu’ emerge e’ proprio la sensazione di questi racconti attraverso i simboli e per mezzo di una ricerca materica appropriata. Maddalena, infine, parte da un’esperienza totalizzante dell’opera iniziando il suo percorso dal supporto, e’ l’artista stessa, infatti, che ha realizzato le carte su cui si animano le immagini e le evocazioni borgesiane. Un’occasione quindi per confrontarsi e riflettere sulla manualità dell’artista e sui suoi significati. (tigri)

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Teatro: “Solaris, toccata e fuga”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

Roma 10 e venerdì 15 gennaio 2010 ore 21.00 al Teatro Testaccio via Romolo Gessi, 8  presenta  “Solaris, toccata e fuga” drammaturgia Angela Antonini e Paola Traverso con Angela Antonini “Mise en Espace”, Massimo D’orzi  “Linguaggio indecifrabile, geroglifico egizio”, tuttavia il solo unico vero linguaggio è quello della donna protagonista di Solaris, il grande capolavoro della letteratura del Novecento, che sfida la logica scientifica, razionale, positivista degli scienziati debolmente innamorati della vita, l’indifferenza di coloro che osservano il mondo freddamente, per cancellarne i colori, per abbassarne i volumi. Libera composizione di drammaturgie che appartengono a differenti scritture e poeti per tentare una rappresentazione – quasi un dipinto-  dell’uomo davanti alla forma nuova, mondo non ancora conquistato, sole rosso che si avvicina. Realtà sfuggente di sensazioni vaghe indefinite incarnate da un corpo di donna che, inafferrabile, appare e scompare ogni volta che l’uomo sfida le tenebre e chiude gli occhi. Lungo le rive del testo di Solaris incontriamo Ariel di Shakespeare, Madeleine de L’indifferente di Proust, la Ragazza di Antonioni, il girasole impazzito di Montale, Calipso di Omero, la femminetta di Leopardi, Viola di Calvino, toccata e fuga di immagini che raccontano dell’illusione del poeta quando cede al pensiero di un amore possibile.
Angela Antonini Interprete originale, spesso autrice dell’atto performativo che la vede in scena, fonda la sua personale ricerca su un’idea di teatro che rifiuta la linea cupa del teatro contemporaneo che concentra le proprie energie unicamente sul linguaggio dimenticandosi del contenuto che si ripete ogni volta che si apre un sipario: la perversione della specie umana e la follia come unico risultato delle passioni umane.
Massimo D’orzi Regista.  Esordisce giovanissimo in teatro portando in scena autori del Novecento quali Sartre (Morti senza tomba), A. Miller (Una specie di storia d’amore) e Joyce (Esuli).  Attualmente sta lavorando alla docu-fiction Ombre di luce ambientato all’interno dell’Università La Sapienza di Roma, e al documentario su uno dei più grandi musicisti della musica popolare brasiliana: Guinga.

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Pittura Sacra a Montecitorio

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2009

Roma fino al 15/1/2010 Piazza di Monte Citorio Palazzo Montecitorio Dipinti dal ‘400 al ‘600 della collezione Pallavicini Curatore: prof. Nicola Spinosa  La Camera dei deputati ospita la mostra -La pittura sacra a Montecitorio: dipinti dal -400 al -600 della collezione Pallavicini-. L’esposizione, allestita nella Sala della Regina, illustra l’evoluzione pittorica della rappresentazione del -sacro- fra il -400 e il -600 attraverso autori importanti: Botticelli, Signorelli, Zanobi Machiavelli, Barocci e Rubens.  Ente promotore: Camera dei deputati  Segreteria Generale – Ufficio Pubblicazioni e relazioni con il Pubblico  In collaborazione con gli altri Servizi e Uffici della Camera dei deputati. Catalogo Electa (Nell’immagine: Alessandro Botticelli, La Vergine col Bambino, San Giovanni Battista e due Angeli, 1490. Tempera su tavola, diametro 111cm)

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Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Editoriale fidest. In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ce fosse stato bisogno, del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario. Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverate alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare. Alla fine è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ma ciò che oggi è più importante che sono consci del perché di tanti insuccessi. E’ perchè non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Da qui, probabilmente, nasce la spiegazione di un riconoscimento che ha lasciato molti sorpresi. Mi riferisco al premio Nobel per la pace Patrick Obama. Perché lui? Perché con i suoi discorsi ha dimostrato di saper rispettare le opinioni altrui. Noi abbiamo bisogno di uomini di questo taglio come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. Costoro sanno che per loro non vi è futuro ma intanto sono capaci di provocare grossi guasti e di avvelenare gli animi. Obama va sostenuto perché è un nero, perché le sue riforme sociali e civili sono osteggiate per interessi partigiani e corporativi, perché oggi la pace è validata sulla punta delle baionette e ciò è sommamente innaturale. Obama, probabilmente riuscirà solo ad aggiungere un piccolo tassello sull’evoluzione della specie verso le sponde della pace, della giustizia e della libertà universali, ma è un segnale importante e se anche la sua luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Gérard Garouste. Le Classique et l’Indien

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

gerardRoma Viale Trinità dei Monti, 1 Académie de France à Rome – Villa Medici Vernissage Martedì 13 ottobre 2009 ore 18.30 Apertura al pubblico Da mercoledì 14 ottobre a domenica 3 gennaio 2010 La mostra si snoda attorno a settanta opere tra quadri e sculture. Punto di partenza del percorso sono una serie di ritratti, commissionati anonimamente, da persone note o vicine all’artista, che costituiscono un ritorno al classico, alla tradizione pittorica: un confronto con il realismo e con la somiglianza rispetto ai modelli. È poi la volta delle opere raffiguranti le varie tematiche affrontate dall’artista per un periodo di oltre vent’anni, quali i testi classici, da Rabelais (la Diva Bacbuc), a Dante (La Divina Commedia) e Cervantes (Dom Quijote), come anche la rappresentazione della propria vicenda personale. Sculture, dipinti a olio e indiane (grandi panni di tela, sospesi alla maniera degli arazzi) completano la mostra.  Nell’Atelier del Bosco, nei giardini di Villa Medici, la retrospettiva si chiude su alcuni lavori che rievocano Tal la Rosée, una storia ispirata al Pentateuco. In questa occasione, sarà pubblicato da Electa, in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma, un catalogo che vedrà riunite tutte le opere presenti in mostra, con una prefazione di Frédéric Mitterrand, una introduzione di Éric de Chassey, direttore dell’Académie de France à Rome – Villa Medici, con una intervista a Gérard Garouste a cura di Robert Fleck e dei testi descrittivi delle opere a cura di Hortense Lyon.
Nato a Parigi nel 1946, Gérard Garouste vive e lavora a Marcilly-sur-Eure. Pittore e scultore, attento lettore della Bibbia, egli ha anche una passione per la mitologia, le religioni e l’iconografia religiosa, come anche per le fiabe e le leggende. Affrontando il concetto di “soggetto” nella pittura, egli indaga il mistero delle origini e della trasmissione. Spesso definito come “pittore post moderno”, Gérard Garouste si situa in realtà ai margini delle correnti e delle mode dell’arte. Strenuo sostenitore del ritorno al figurativo, egli non si fa scrupoli nel citare grandi maestri, quali il Tintoretto o il Greco. Le sue tele, spesso di dimensioni importanti, raffigurano personaggi dai corpi spezzati all’interno di composizioni enigmatiche estremamente elaborate.

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“Volvera ricorda…”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2009

Volvera. Sabato 26 settembre: alle 20,30 “Volvera ricorda…”, spettacolo teatrale dedicato ai tempi della pace e della guerra, con attori non professionisti e volontari dell’Associazione “J Pajsan ‘dla Marsaja”. Contemporaneamente alcuni gruppi storici bivaccano e pattugliano le vie del paese, mentre i soldati stanno attorno al falò e pensano all’imminente battaglia.  Domenica 27 settembre: dalle 10 in avanti attraverso le antiche porte si entra nella ricostruita Volvera del 1600, dove i visitatori trovano un mercatino con prodotti dell’epoca; dalle 14 giochi d’epoca, antichi mestieri, musiche, danze e scene di vita popolare; alle 16,30 rievocazione della battaglia, con scontri a colpi di fucile e di cannone tra gruppi storici militari, mentre i gruppi storici dei popolani e dei nobili e gli sbandieratori si esibiscono nel centro storico e intervengono nella rappresentazione teatrale al campo. Nel corso della giornata vengono allestite mostre, si tengono intrattenimenti d’epoca per bambini ed iniziative di pace, che fanno da cornice ai ricordi della vicenda storica.  A sera la “Locanda del Buon Ritorno” propone i piatti dell’antica tradizione contadina.

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Ultime date de “La violenza”: da non perdere!

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

“La violenza” torna a Reggio Calabria lunedì 17 agosto in Piazza Sant’Agostino alle 21.00 per la sua penultima tappa. La tournée si concluderà con lo spettacolo di giovedì 20 agosto a San Roberto. La tournée estiva dell’associazione teatrale Carro di Tespi, che sta portando in giro per la provincia di Reggio Calabria lo spettacolo teatrale “La violenza” – tratto da un testo di Giuseppe Fava – ha effettuato il giro di boa e sta per volgere al termine.  Lo spettacolo è un adattamento dell’omonimo testo di Giuseppe Fava, giornalista ed autore teatrale siciliano assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984 a Catania. Il cuore di questa rappresentazione consiste nel raccontare storie di uomini e donne che hanno vissuto e pagato a caro prezzo la loro lotta alla mafia per la rivalsa della propria terra.  La messinscena consiste nella riproposizione di un processo alla mafia siciliana, quella rurale, ma non solo. Lo spettacolo parte dall’assassinio di un giovane sindacalista ma ben presto finisce per diventare un discorso più ampio e complesso sul concetto di Male che affligge la Sicilia e il meridione d’Italia in generale e che, dunque, supera ampiamente i confini della vicenda processuale.  La regia è  di Luciano Pensabene ed un cast di bravi attori reggini contribuisce a mantenere elevata la qualità della rappresentazione: Maria Marino, Gaetano Tramontana e Valerio Strati sul palco, dal vivo, intrecceranno le loro azioni e le loro voci con Antonio Ferrante e Renato Nicolini che appariranno in video conferenza.  La storia raccontata da Fava ha le sue radici in una realtà in cui degrado sociale e miseria la fanno da padrone. Questo, però, non impedisce, anzi favorisce, la rappresentazione di personaggi dai profili psicologici complessi che rimandano ad una dialettica dei rapporti sociali che può essere sovrapposta alle realtà di tutto il sud Italia.  Il progetto artistico, approvato dalla Fondazione Fava e messo in scena dal gruppo reggino, prevede un continuum in autunno con convegni e attività nelle scuole.

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IX Festival di burattini di Apricale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Apricale (Im) 27 luglio – 3 agosto 2009 Piazza della Chiesa Orario laboratori per bambini 16,30 – 18,30 Orario spettacoli 20,30 La nona edizione edizione del Festival dei Burattini di Apricale si annuncia quest’anno ricca di novità significative che vedranno – come sempre –protagonista il Teatro di Figura. Sotto la direzione artistica di Pepimorgia, regista e light designer di fama internazionale l’amministrazione comunale di Apricale, uno dei cento borghi più belli d’Italia, presenterà quest’anno una rassegna di alto livello, caratterizzata da un forte linguaggio musicale e visuale.  Il pubblico a cui è rivolto il festival, senza limiti di età, potrà partecipare gratuitamente agli spettacoli ed accompagnare i propri figli, nei pomeriggi dei giorni di rappresentazione, al laboratorio.  Le serate dedicate al teatro di figura ospiteranno prestigiose compagnie che da anni si dedicano a questo genere, con la messa in scena di spettacoli prevalentemente ispirati a fiabe, opere letterarie e rivisitazioni narrative e biografiche di noti autori. Si parte dalla storia dei Musicanti di Brema riletto e immaginato dalla compagnia di Savona Teatrino Dell’erbamatta, presente anche con una versione originale de IL Gatto Dagli Stivali in cui il protagonista della favola di Perrault diventa un cantastorie di altri tempi. Le Fiabe selvatiche di Italo Calvino sono invece il filo conduttore della rappresentazione proposta dalla Compagnia arrivano dal mare! di Cervia, un percorso immaginario ed affettivo completo scritto ed interpretato da Paola Serafini; mentre l’autore Calvino è il figlio protagonista di Strade in volo, un racconto per immagini ispirato al suo rapporto con la botanica di famiglia nella scoperta delle intrinseche relazioni tra Natura e Poesia. Il nono Festival dei burattini di Apricale è organizzato dal Comune e dalla Pro Loco di Apricale in collaborazione con la Regione Liguria e la Provincia di Imperia.

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