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Siria: i bambini di Raqqa hanno bisogno di assistenza e protezione immediata

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

siria”L’impatto della guerra sui bambini in Siria continua ad essere sconcertante. I continui e pesanti combattimenti hanno fatto sfollare migliaia di famiglie dalla città di Raqqa e da Deir-ez-Zor.
Ho terminato una missione nei campi di Areesha, Ein Issa e Mabrouka, dove ho incontrato bambini sfollati e ho supervisionato le attività salvavita che sta facendo l’UNICEF sul campo. Sono sopraffatto dalle esperienze profondamente traumatizzanti che questi bambini hanno vissuto. Hanno patito violenze brutali, perso amici e familiari. Sono terrorizzati, ma hanno ancora speranza.
Rawan, una bambina di 11 anni sfollata, che è fuggita da Raqqa, mi ha detto: “Prima giocavamo spesso, ma dopo è arrivato il buio. Secondo le notizie dalla città di Raqqa che l’UNICEF sta ricevendo, diverse migliaia di bambini continuano ad essere intrappolati nella città, bloccati sotto la linea diretta dei combattimenti. Senza un accesso per le agenzie umanitarie, la città è completamente tagliata fuori dall’assistenza salvavita. I bambini e le famiglie non hanno acqua sicura o ne hanno poca, mentre le riserve di cibo si stanno esaurendo velocemente. Ai bambini e alle famiglie che sperano di lasciare la città di Raqqa deve essere permesso di farlo in sicurezza e con dignità. Mentre il conflitto si intensifica ulteriormente, aumenta il rischio per i bambini intrappolati nella città di Raqqa di morire e di rimanere feriti. Le parti in conflitto devono proteggerli e facilitare un passaggio sicuro affinché i civili si possano spostare in sicurezza. Sei anni e mezzo di conflitto hanno privato milioni di bambini della loro infanzia e hanno inflitto sofferenze inenarrabili su di loro. Le parti in conflitto devono fermare le violenze in Siria ed essere all’altezza dei loro obblighi legali verso i bambini. Tutti i bambini in Siria, a prescindere dal luogo in cui si trovano o dalla famiglia da cui provengono, devono essere protetti, sempre”.

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L’UNHCR chiede migliore accesso alle migliaia di persone in fuga da Raqqa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

Ginevra. Con il protrarsi dei pesanti combattimenti all’interno e nei dintorni della città di Raqqa, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) chiede che vanga garantito un accesso più ampio e sostenibile alle decine di migliaia di civili che hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria.Si stima che oltre 430mila persone siano in difficoltà all’interno del governatorato di Ar-Raqqa. Solamente nel mese di maggio, oltre 100mila persone sono state costrette alla fuga. La risposta dell’UNHCR sul campo si coordina con le altre agenzie delle Nazioni Unite e gli altri partner umanitari.siria
Tuttavia con l’aumentare dei bisogni e del numero di persone in fuga, l’accesso via terra risulta difficoltoso. Gli aiuti umanitari vengono trasportati per via aerea da Damasco a Qamishli, un’impresa costosa e complessa. Fino ad ora, non esistevano percorsi di trasporto disponibili per recapitare gli aiuti. Di concerto con i suoi partner, l’UNHCR continua ad esplorare tutti le vie possibili per garantire l’approvvigionamento e lavora insieme alle autorità per assicurare un accesso più facilitato a coloro che ne hanno maggiormente bisogno.Chi fugge dai combattimenti si sta rifugiando in numerose località. Molti sono stati costretti a trasferirsi più di una volta. Decine di migliaia di persone passano attraverso campi o siti di transito e si trasferiscono rapidamente in altre aree o tornano nei loro luoghi di origine. I livelli di accesso umanitario variano per ragioni di sicurezza e logistiche.Nel campo di Mabrouka a Hassakeh, dove circa 1.700 persone hanno trovato rifugio, l’UNHCR e altre agenzie umanitarie hanno avuto accesso regolare. In quel contesto l’UNHCR sta distribuendo aiuti umanitari, allestendo tende e continuando a lavorare per migliorare le condizioni di vita e le strutture di accoglienza.
Nel campo di Ein Issa – situato a nord della città di Raqqa e che ospita circa novemila persone all’interno o nelle immediate vicinanze del campo – le condizioni sono più difficili. Il turnover è elevato – ogni giorno circa mille persone arrivano e altrettante lasciano il campo. Quasi 20mila persone sono arrivate nel campo in una sola settimana alla fine di maggio – la maggioranza delle quali si è rapidamente trasferita. Le agenzie umanitarie, tra cui l’UNHCR, hanno avuto solo un accesso sporadico. Ein Issa dista più di cinque ore di strada dall’ufficio dell’UNHCR a Qamishli da dove si coordinata la risposta dell’Agenzia in favore di Raqqa. Insieme ai propri partner, l’UNCHR sta distribuendo aiuti umanitari e rafforzando le infrastrutture del campo per migliorare le condizioni di vita e aumentare la capacità di soddisfare le esigenze dei nuovi arrivati. Decine di migliaia di aiuti umanitari d’emergenza sono già stati consegnati presso entrambe i campi.In altre aree che ospitano un numero significativo di persone che fuggono dai combattimenti le necessità sono in corso di valutazione. Ad Al-Iskandariyeh vicino a Tabqa, si stima che circa 25mila persone siano arrivate nel mese di maggio, la maggior parte delle quali si è trasferita in altre località. A Al-Hamrat vicino a Karama, circa 11mila persone hanno cercato rifugio in un campo improvvisato. E circa 40mila persone continuano a essere sfollate in vari insediamenti a Karama.Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, l’UNHCR insieme ai suoi partner continuerà a fornire assistenza alle persone più bisognose e ad aumentare la risposta umanitaria in presenza di condizioni di accesso e di sicurezza. Sono disponibili aiuti umanitari per 50mila persone. Tende aggiuntive e kit di emergenza vengono recapitati nell’area. La capacità nei campi è aumentata. Le agenzie umanitarie stanno lavorando per trovare modi più efficaci per offrire assistenza alle persone più bisognose in quella che continua a essere una zona di conflitto in cui le mine e gli ordigni inesplosi sono comuni.E ascoltando le testimonianze – tutte credibili – che parlano di morti tra i civili, l’UNCHR ricorda a tutte le parti in causa i loro obblighi di rispettare il diritto umanitario internazionale: i civili devono essere protetti e non diventare mai obiettivi militari.Anche le risorse economiche sono drammaticamente necessarie. I finanziamenti non sono al passo con le necessità. L’UNHCR in Siria ha urgentemente bisogno di 37 milioni di dollari per continuare a rispondere a nuovi casi di migrazioni forzate, prevedendo tra l’altro la creazione di campi per 45mila persone appena sfollate. Il piano di risposta intergovernativo di Raqqa che include l’UNHCR e altre agenzie delle Nazioni Unite, ha ricevuto solo 29 milioni di dollari dei 153 milioni necessari. È fondamentale poter godere di accesso, risorse e condizioni di sicurezza tali da continuare a rispondere a quest’ultima ondata di spostamenti e sofferenze che colpiscono civili già aggrediti e terrorizzati.

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Ad Al-Raqqa 40.000 bambini in pericolo a causa dei combattimenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

siria“Le terribili violenze nella città di Al-Raqqa stanno mettendo in pericolo le vite dei bambini. L’UNICEF ha ricevuto notizie allarmanti di almeno 25 bambini uccisi e di molti altri feriti nella città di Al-Raqqa. Circa 40.000 bambini sono ancora intrappolati nella città in condizioni estremamente pericolose. Molti sono bloccati dagli scontri. Sono state riportate notizie di attacchi contro ospedali e scuole. Tutti coloro che tentano di scappare rischiano di essere uccisi o feriti.I bambini sono deprivati della maggior parte dei beni di base e salva vita. A causa delle violenze e dell’accesso limitato dal 2013 le persone ad Al-Raqqa hanno ricevuto pochi aiuti.I combattimenti hanno causato sfollamenti di massa: circa 80.000 bambini sono sfollati interni e vivono in rifugi di fortuna e campi per sfollati.L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di proteggere i bambini all’interno di Al-Raqqa, di garantire a tutti coloro che desiderano lasciare la città un transito in condizioni di sicurezza e garantire ai civili in fuga un ambiente protetto”.
La risposta dell’UNICEF:Per rispondere ai bisogni immediati dei bambini e delle famiglie scappati dalle violenze alla ricerca di sicurezza nei campi e presso gli insediamenti informali, l’UNICEF sta:trasportando 975.000 litri di acqua al giorno per circa 120.000 persone sfollate interne nei campi nei governatorati di Raqqa e Hassakeh;
vaccinando 58.100 bambini sotto i 5 anni contro la polio e altre malattie;
distribuendo 11.260 zaini scolastici ai bambini nei campi e nelle comunità ospitanti a nord di Raqqa e predisponendo spazi per l’apprendimento per 3.100 bambini;
distribuendo abiti per bambini e garantendo sostengo psicosociale di emergenza per aiutare i bambini ad affrontare i traumi che hanno vissuto.

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