Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘reale’

Presentazione del volume Abbecedario del reale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma Lunedì 3 giugno 2019 alle ore 18.00, la sede della Fondazione Baruchello in Via del Vascello 35 ospiterà la presentazione del volume Abbecedario del reale a cura di Felice Cimatti (docente di Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria) e Alex Pagliardini (psicoanalista dell’ALIPSI), edito da Quodlibet Studio.Insieme ai due curatori ne parleranno: Edoardo Albinati (scrittore, traduttore e sceneggiatore italiano), Daniela Angelucci (docente di Estetica presso l’Università degli Studi Roma Tre), Gianfranco Baruchello (artista), Manuela Fraire (psicoanalista), Stefania Napolitano (psicoanalista), Cesare Pietroiusti (artista), Carla Subrizi (storica dell’arte e docente di storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza). Dal libro: «È evidente che le cose del mondo umano sono cose di un universo strutturato in forma di parola, e che il linguaggio, i processi simbolici, dominano, governano tutto». Il paradosso del reale è in questa affermazione, rimossa ma non per questo meno attuale, di Jacques Lacan (Seminario VII).Il reale del mondo (come è il mondo), nonostante tutto il nostro desiderio di realismo, ci è precluso, perché il mondo ci appare già da sempre invischiato nel nostro stesso indicarlo e dirlo, a partire da questo presuntuoso articolo determinativo che sembra già dirci tutto, ad esempio che è il mondo. Come arrivare, allora, al reale del mondo? C’è un solo modo, per arrivarci, per provare (fallendo) ad arrivarci. Sprofondare fino in fondo in quello stesso linguaggio che peraltro ci impedisce di toccare il reale.
Il libro – scritto da filosofi, psicoanalisti, scrittori, poeti, artisti – prova a mostrare questo paradosso, quello di chi, dentro il linguaggio, addita qualcosa “fuori dal mondo”. Un possibile tragitto, da Azione a Zero, di alcuni dei modi per uscire da noi stessi, e quindi dal linguaggio, senza però mai abbandonarlo. Ingresso libero.

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Cervello umano: tra virtuale e reale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Entro il 2023 potremo trovare nuove cure per le malattie mentali con un simulatore ch riprodurrà integralmente un cervello umano, emozioni comprese”: Henry Markram, del Brain Mind Institute dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, lo sostenne, anni fa, con convinzione, nel corso della presentazione italiana di HBP – Human Brain Project, progetto di dimensioni europee che si proponeva di riprodurre un “cervello artificiale” grazie all’uso di supercalcolatori. Il cervello umano si comporta come un computer super performante, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere. La scienza, allo stato attuale, ha compreso moltissimi aspetti del funzionamento del cervello, e dall’altra parte ha sviluppato macchine di calcolo potentissime.
Mettendo insieme le conoscenze che i ricercatori hanno acquisito e acquisiranno sul funzionamento delle molecole, dei neuroni, dei circuiti neuronali e quelle sui più potenti database ora sviluppati grazie alle tecnologie ICT, si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell’intera attività del cervello umano.
Gli studi nel settore sono già piuttosto avanzati, grazie agli elevati livelli tecnologici oggi disponibili e alla solida base costituita dai precedenti studi di Markram: nel 2007, la sua equipe era riuscita a modellizzare il funzionamento biologico di 10mila neuroni della corteccia cerebrale dei topi; l’obiettivo dello HBP, sfruttando i progressi negli algoritmi di modellizzazione e nella tecnologia, è quello di riuscire a costruire un modello dei 100 miliardi di neuroni di un cervello umano su un solo supercomputer. Un risultato che permetterebbe di trovare nuove cure e trattamenti innovativi per le principali disfunzioni e malattie degenerative del sistema nervoso, come Alzheimer, Parkinson, Epilessie, e Schizofrenia.
Un progetto che potrebbe portare a benefici sociali enormi. Questi modelli aiuteranno infatti a comprendere le cause profonde delle malattie neurologiche e a diagnosticarle già dai primi sintomi, quando è più facile curarle. Nuovi robot, computer e sistemi interattivi potranno così aiutarci nell’apprendimento, nelle cure o nell’accudimento di disabili e anziani, e anche ad allenare le nostre abilità più complesse, come la leadership o la capacità di cooperazione. (Redazione Fidest)

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La politica italiana tra il fantastico e il reale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

In questi giorni i dibattiti in televisione impazzano e i social mostrano umori e malumori tra chi vorrebbe i pentastellati assumere lo stesso atteggiamento che fu scelto nel 2013 congelando di fatto il voto ottenuto e chi si compiace delle mosse di Di Maio e lo considera uno stratega eccezionale. In pratica se restiamo in casa dei Cinque stelle ci troviamo con un elettorato “dubbioso” sulla strada migliore da scegliere e il timore più avvertito è che il loro capo politico possa essere ingoiato con il sol boccone dal pitone berlusconiano dopo averlo avvolto e stritolato con le sue spire. Non si fidano di Berlusconi. E ora vengono a sapere del suo “revival” politico nell’intento di riconquistare la scena nazionale più forte di prima come una riedizione dell’Idra di Lerna dalle innumerevoli teste che mozzate erano capaci di rinascere, duplicandosi.
E se vogliamo proprio da qui parte quell’antica maledizione che perseguita la politica italiana e che gli elettori di ieri e di oggi non riescono a percepire nella giusta misura e a porvi riparo con degli appropriati antidoti.
Il fascismo di ieri è stata la speranza, mal riposta, dal capitalismo conservatore italiano per esorcizzare l’ondata rivoluzionaria russa così come lo è stato per i loro camerati tedeschi, generando il nazismo.
Lo stesso destino è toccato negli anni post bellici della seconda guerra mondiale dove il comunismo sovietico tendeva ad attrarre ideologicamente un’Italia uscita malconcia dalla sua avventura militare e diventata sensibile al richiamo di valori sociali e civili, a lungo sopiti dal fascismo.
E la maledizione in entrambi i casi è stata quella di aver creduto alle promesse, alla speranza di un avvenire migliore e duraturo. E la delusione ci ha portati a subire il fascino dei pifferai di turno ritenendoli, in prima battuta, diversi dagli altri e capaci di garantire per lo meno i diritti acquisiti anche se venivano di continuo erosi per sostenere una classe di privilegiati.
Ora ritornando all’attualità dobbiamo constatare che l’insegnamento trascorso non sembra averci lasciato una traccia significativa e siamo pronti a correre gli stessi rischi del passato, sia pure sotto altri camuffamenti, perché è in noi inguaribile una visione della società votata secondo i valori e non secondo gli interessi partigiani. Ma ora rischiamo di ritrovarci da capo a dodici. E’ la nostra maledizione. (Riccardo Alfonso)

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Sicurezza percepita, insicurezza reale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Il progetto di razionalizzazione del dispositivo territoriale imposto da una politica miope e messo in atto dai Vertici delle Forze di polizia a carattere generale ha comportato, da quasi un ventennio, una revisione complessiva dei livelli di forza organica ed una riconfigurazione organica anche della componente “pronto intervento”. Un fatto che ha preoccupato molto anche la Rappresentanza Militare proprio perché veniva a mancare, o comunque si stava compromettendo la vera “missione” che ispira qualunque Carabiniere. Il CoCeR Carabinieri ma anche i sindacati della Polizia di Stato si sono da subito espressi in maniera contraria in merito al riassorbimento di unità e mezzi necessari, più che mai, per le crescenti esigenze operative, per l’evoluzione demografica e delle realtà sociali.L’indirizzo politico sembra non voler cambiare. L’azione di contrasto esercitata, il servizio di prevenzione ormai, sembra prescindere dalla presenza dell’uomo “operatore di sicurezza” sul territorio. La politica, le istituzioni, ritengono che le telecamere ed il controllo della “rete” ormai possono sostituire completamente il vecchio modello di “polizia di prossimità”.Oggi sono solo un ricordo gli obiettivi programmati per una maggiore proiezione esterna, per la necessaria prevenzione. Tutto quello che era stato insegnato in termini di “rapidità e gestione dell’intervento”, sembra consegnato definitivamente ai libri di storia. Con buona pace dell’aspettativa di sicurezza dell’utente le cui ragioni non trovano più spazio neanche sulla stampa “rassegnata/addomesticata”.Le forze dell’Ordine, così come sono state riorganizzate, ormai, si occupano principalmente di analisi dell’attività operativa, dell’azione di contrasto con lo scopo ultimo di riuscire a “razionalizzare”, studiando, programmando e mettendo in atto misure per conseguire migliori risultati purchè ciò non comporti l’impiego dell’Operatore, del Carabiniere o del poliziotto sul territorio. Un arretramento che ha sempre più il sapore o che viene avvertito come una sorta di “abbandono”.La campagna elettorale mette a nudo in questi giorni, quei candidati che continuano a riferirsi, come valore-guida, alla “sicurezza percepita”. Un termine soggettivo che sembra creato ad arte, che ciascuno interpreta come meglio crede. Nessuno parla più di “controllo e di livello di sicurezza reale del territorio”.Sembrano tutti rassegnati che la “sicurezza percepita dal territorio” sia il nuovo modello di riferimento; il metodo più corretto di valutazione per capire come stanno realmente le cose. Basta ascoltare con orecchio critico qualunque telegiornale per capire che la realtà sulla giustizia e sulla sicurezza del territorio è molto diversa, non è quella che ci viene commentata dai vertici istituzionali e rimbalzata dai telegiornali. Non è quella che sarebbe commentata dai diretti interessati: i poliziotti ed i carabinieri chiamati ad operare direttamente “sul campo”, sempre più inermi, vittime sacrificate in nome di una “politica miope”, quella sulla sicurezza, che sembra non riguardarci… finchè non ci tocca personalmente. Ma, in questo caso, ormai, è già tardi.E’ necessario promuovere iniziative per invertire questa tendenza ricercando maggiori investimenti sulla sicurezza, per una maggiore presenza e certezza del diritto.Lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo ai nostri giovani.

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Master Cinema del reale. ‘Fuoricampo’ in concorso in tre festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

università roma treRoma Venerdì 24 Novembre 2017, ore 17:30 / 6 Dicembre 2017 Sedi varie “Fuoricampo” in concorso al RIFF, ARCIPELAGO e CINEFOOT (Brasile) “Fuoricampo” il film realizzato dal collettivo Melkanaa, costituito dagli allievi del Master “Cinema del reale”, prodotto dal CPA sarà presentato in tre festival nelle prossime settimane.
Al CINEFOOT – Festival de Cine de Footbal di Rio De Janeiro, sarà proiettato il 24 novembre. http://www.cinefoot.org/
Al RIFF – 16° Rome Independent Film Festival, inserito nel Concorso Documentari Italiani, sarà proiettato alla Casa del Cinema il 2 dicembre alle 17:30. https://www.riff.it/fuori-campo-the-away-game/
Ad ARCIPELAGO – 24° Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, inserito in una speciale matinée con le scuole, sarà proiettato al Teatro Palladium il 6 dicembre alle ore 10. http://www.arcipelagofilmfestival.org/
Documentario Formato: HD, colore Durata: 72′ Anno: 2017 Paese: Italia Produzione: Dipartimento Comunicazione e Spettacolo Università degli Studi RomaTre
La Liberi Nantes Football Club è una squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo, che partecipa al campionato di terza categoria senza poter concorrere al titolo. Alla maggior parte dei giocatori, infatti, mancano ancora i documenti richiesti dalla Federazione per poter competere a tutti gli effetti. L’esclusione della squadra dalla classifica riflette l’impossibilità dei migranti di “mettersi in gioco” in un paese straniero. Il campo di calcio è il pretesto per addentrarci nella pluralità delle vite che lo calcano. Note Questo progetto nasce all’interno di un Master in Cinema del Reale e ha come prima peculiarità quella di contenere diversi punti di vista che raccontano diverse storie. La genesi del film è infatti corale per eccellenza, sia nell’individuazione del bacino di narrazione (ci accomunava l’urgenza di esplorare temi legati all’immigrazione oggi in Italia), che nello sviluppo del racconto del reale. Un gruppo di autori/allievi coadiuvato da professionisti affermati, si è suddiviso in piccoli nuclei ed ha accompagnato la vita dei personaggi per un’intera stagione, creando un’intensa relazione umana e dando vita a tre episodi.

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Aumenta la disoccupazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2011

Enrico Letta at the Trento 2009 Economics Fest...

Image via Wikipedia

“I dati pubblicati oggi sull’occupazione giovanile significano solo una cosa: le parole del governo sono un racconto fantascientifico della realtà. Non c’e corrispondenza alcuna tra quanto il nostro Presidente del Consiglio e i suoi ministri stanno descrivendo dentro e fuori dai confini nazionali e ciò che avviene nel mondo reale. L’andamento della disoccupazione giovanile, che spesso abbiamo denunciato come il primo tema su cui concentrare ogni sforzo, è emblematico dell’immobilismo totale di questi anni. È chiaro che fare riforme oggi non significa aumentare già da domani i posti di lavoro, ma stare fermi non fa che acuire i problemi. L’unica proposta del governo riguarda la libertà di licenziamento, che ci viene presentata come la panacea di tutti i mali e che neanche considera il fatto che se non si dà energia all’economia non c’è liberta di licenziamento che tenga per creare nuovi posti di lavoro. È urgente, invece, una riforma complessiva del mercato del lavoro che faciliti le nuove assunzioni solo se si completa la riforma del
welfare. Purtroppo, ogni azione concreta richiede autorevolezza e credibilità, capacità di analisi e di ascolto, serietà e sensibilità. Tutte caratteristiche che né il governo, né il suo Presidente, hanno da tempo”.Così Alessia Mosca, deputato del PD, segretario della Commissione Lavoro della Camera, e vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta

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Sempre più italiani in fila alla Caritas

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Mantova. L’associazione mantovana, Marta tana, che gestisce il punto Caritas locale, lancia l’allarme poiché nell’ultimo anno le persone che chiedono aiuto, soprattutto stranieri, sono in aumento, tra loro tanti italiani che sempre più spesso si rivolgono all’associazione, ai quali negli ultimi dodici mesi sono stati distribuiti qualcosa come 2.250 pasti. Le parole di Paolo Refolo, responsabile per la provincia di Mantova dell’Italia dei Diritti, fanno trasparire un presagio lugubre quanto reale “Tutto questo è un segnale eloquente di come la crisi stia andando avanti. Non è finita. C’è, e gli effetti si vedranno più avanti”. All’associazione, ogni giorno, si ritirano cibo e indumenti, c’è un punto d’ascolto per chi, con un pacato alone di vergogna, si rivolge proprio lì, dove mai avrebbe mai pensato di appellarsi per poter riuscire a sfamare i propri figli. “La situazione è grave – avverte l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  e precipiterà ancor di più quando i molti che ancora godono della cassa integrazione, straordinaria o in deroga, cesseranno di percepire qualsiasi tipo di entrata, rimanendo senza un soldo”.  Refolo manifesta quindi la sua preoccupazione al domani “Le richieste aumenteranno, soprattutto per quella fascia di persone dai 45 ai 50 anni che a fatica riescono ad ottenere un reinserimento nel mercato del lavoro, ma anche da parte di chi non è professionalmente specializzato in un preciso settore”.

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Il Popolo del sud: soggetto politico reale no virtuale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Il Partito Popolo del sud reale, diverso, prende le distanze dai numerosi movimenti pseudo meridionalisti, indipendentisti, suddisti, federalisti, autonomisti, che evocano addirittura gli stati generali del sud. In rete si parla di 12, 20 movimenti, Vi è chi annuncia grandi progetti politici, grandi cose, ma se si raschia il fondo del barile si scopre che è fumo senza arrosto. C’è chi riesuma, ad esempio, le stragi del sud per vendere libri o per farsi strada nel mondo meridionalista. C’è chi incolpa ancora Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Mussolini per le condizioni di vita del Mezzogiorno. Ma sia chiaro non si tratta di difendere questi personaggi, anzi ne prendo le distanze, ma mi sembra comico e assurdo prendersela oggi con loro. Nel dopo guerra, appena costituita la repubblica italiana il 2 giugno del 1946, si è chiuso un capitolo storico dell’Italia che era associato al tremendo ventennio del fascismo. Ne emerse, purtroppo, subito un altro: quello del socialismo reale di stampo sovietico. Aver impedito tale eventualità permise al Paese di ritrovare le risorse necessarie per la ricostruzione e la rinascita. Non tutto, purtroppo, filò liscio. Altre insidie stavano emergendo allorchè, dagli anni 60 in poi, la mafia, la camorra, la ndrangheta, il malaffare contagiò il paese attraverso appalti, distruzioni di ville in stile liberty come a Palermo, le case di sabbia costruite al sud, decenni di appalti per costruire ponti, strade e ferrovie nel meridione. Tutto questo crebbe all’ombra inquietante della corruzione, della illegalità e dalla gestione di una classe dirigente democristiana con la complicità, in alcune aree del paese, dell’allora partito comunista italiano. Ci trovammo così travolti dalla devastazione ambientale e culturale del paese. Gli elettori, a questo punto, persero la loro identità e furono considerati solo numeri da gestire a proprio piacimento. Ora è tempo per uscire da questo tunnel degli orrori. Dobbiamo avere il coraggio, noi meridionali, di farci un mea culpa? Oppure dobbiamo andare alle origini dell’uomo per trovare dei colpevoli? Sta di fatto che, ancora oggi, questa classe politica riciclata si trova in parlamento e in molti comuni, province e regioni del sud. Chi li vota? Garibaldi o Camillo Benso conte di Cavour oppure u zio Totò e Gennarino? E’ possibile che da circa un anno nessuno parla, per esserne conseguente, di legalità, codice etico nella politica, questione morale, decoro urbano, per denunciare quei meridionali, e sono quelli che sporcano e continuano a sporcare, in quanto maleducati e irrispettosi del proprio ambiente, che buttano frigoriferi, televisioni, arredi di mobili, nei parchi naturali, per strada, perchè da un lato non c’è la cultura del rispetto dell’ambiente e dall’altro le istituzioni non puniscono severamente questi soggetti. E’ possibile che nessuno alza la voce e grida basta al pizzo, ai parcheggiatori abusivi, a qualsiasi forma di abusivismo che crea crisi, disoccupazione e degrado? Perche non si parla mai di progetti occupazionali, perchè nessuno pensa che mai può un progetto economico svilupparsi al sud se un imprenditore è costretto a pagare il pizzo se non vuole che gli mettano l’attak sul locale e, progressivamente, subire minacce di morte e gli bruciano il portone? Tutto questo rallenta l’economia del sud, e allora dobbiamo sfogarci con la storia? Dobbiamo metterci a copiare i leghisti e fare la guerra degli uni contro gli altri e, alla fine, se ti giri intorno finisci di vedere il vuoto intorno a te? Nessuno si accorge che oggi è tutto il paese in crisi e che le grandi menti, i nostri laureati lavorano all’estero perchè questo governo ha tagliato i fondi alla ricerca e se non c’è un’adeguata ricerca come possiamo diventare un paese competitivo? Qualcuno evoca gli stati generali del sud a che scopo? Chi sono e come si fanno? E poi facciamo finta di non girarci intorno per vedere periferie degradate, mondezza, disservizi, fame e disoccupazione, gente che dorme in auto, scuole abbandonate. Ditemi che sono un populista, che denigro il sud per farmi pubblicità, ma se queste cose non iniziamo a dirle nella nostra quotidianità, a sentirle dentro, presto ci abitueremo a convivere con la mondezza, i morti per strada, mentre sogniamo a occhi aperti un nuovo regno. Il nostro partito non intende unirsi al coro degli anti italiani, amiamo l’Italia, l’Europa, il mondo, conserviamo le nostre tradizioni, opereremo per il riscatto del sud partendo dalla strada e coinvolgendo la gente e, dai piccoli progetti, riscatteremo il sud d’Europa che si chiama Italia, rilanceremo la questione morale per invitare i meridionali a riflettere bene sul voto e limiteremo l’azione politica di chi fa il gioco delle lobby che per governare e gestire il potere ci guardano sorridenti dall’alto, nella lotta degli uni contro gli altri. (Girolamo Foti segretario del Partito Popolo del Sud)

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Mostra: Imprecisioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Roma Via Raffaele Cadorna, 28  12 – 23 luglio 2010  RossoCinabro  opening 12 luglio ore 12:30  Viaggio nell’imprecisione, linee dell’anima, situazioni della vita di ognuno. Vani estetismi,  linee talvolta evase, talvolta vacue per ritornare con tratti imprecisi nella visioni di: Carolina Barbolla, Philippe Bassett, Francesco Contarini, Cristina Madini, Claudio Missagia. Artisti ai quali non interessa l’illusione suscitata dalla pittura, ma nel nome di una assoluta libertà espressiva, con diversi stili e modi di interpretare il moderno anti-naturalismo mantengono l’attinenza col soggetto. Non limitano  le possibilità creative che la figurazione impone, ma mettono  in gioco la propria sensibilità, rompendo quelle regole e quei confini considerati invalicabili, distraendosi dal reale e proiettando sulla tela quello che i loro occhi, unici selettori, interpretano.  A cura di Cristina Madini http://www.rossocinabro.com (contarini)

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Reale, immaginario

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Roma 19 aprile vernice ore 18 (fino al 30 aprile 2010) RossoCinabro Via Raffaele Cadorna, 28 (apertura da lunedì a venerdì  dalle 12 alle 19) L’argomento scelto è il primo di una serie di riflessioni su temi  tra loro contrapposti. Per ‘Reale’ si intende un  riferimento preciso e inequivocabile dell’arte con la realtà concreta, visibile e conoscibile del mondo. Per  ‘Immaginario’ l’indagine in luoghi sconfinati della fantasia per addentrarsi nel viaggio trascendentale dell’immaginario creativo,  il distacco quindi dalla realtà oggettiva. Una mostra che permette quindi al visitatore di aprire tutti i registri del reale, della memoria, della fantasia e anche dei sogni. Un viaggio alla luce del reale e attraverso l’occhio interiore di questi artisti e la definizione del loro rapporto con il mondo che l’immaginazione permette ogni volta di riplasmare. Nella Galleria di Roma fino al 30 aprile potrete ammirare le opere di: Piero Cefaloni, Gianpiero De Gruttola, Remo Lorenzetti, Cristina Madini, Daniele Perilli, Rossana Rigoldi.  (A cura di Cristina Madini)

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Maurilio Cucinotta: Dal fantastico al reale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

Anzio (Rm) 24 aprile 2010, ore 18.00 (fino al 4 maggio)  Museo Civico Archeologico, Via di Villa Adele Curata da Andrea Romoli Barberini, l’esposizione – che rientra nel ciclo di iniziative espositive dedicate al contemporaneo ospitate dal Museo Archeologico – documenta, con oltre 25 opere, le diverse tecniche sperimentate da Cucinotta in un arco di tempo compreso tra l’inizio degli anni Novanta e oggi.
Maurilio Cucinotta nasce a Roma nell’ Agosto del 1948. Giovanissimo scopre la vocazione artistica per l’ arte. Negli anni  dal 1960/70, incontra Porfirio Galassi che lo inizia alla tecnica della tempera e dell’olio. Successivamente frequenta lo Studio del maestro Aligi Sassu e porta a compimento un corso di studi di disegno tenuto dallo spagnolo Josè Llobera. Gli anni che vanno dal 1970 all’80 lo vedono impegnato in una continua ricerca pittorica ispirata inizialmente a una figurazione simbolista che si sviluppa successivamente in una personale rilettura della Metafisica e del Surrealismo. In qualità di scenografo televisivo collabora con emittenti pubbliche e private (Rai; Telefantasy).. Nel 1987 viene selezionato tra 70 Maestri incisori contemporanei italiani, conseguendo un primo premio che gli vale un’esposizione personale alla Galleria Le Pleiades di Atene. Nel 1990 collabora con la rivista “Cartoonig” e, ancora nel 1990, è socio fondatore e vice Presidente dell’Associazione nazionale culturale “Amici degli Autori”, curando per la stessa la rivista “Icaro”. Nel 1993 è responsabile editoriale e redattore della rivista “Il Marcopolo”. Collabora al progetto grafico e alla redazione della prima edizione de “l’Informazione”. All’attività d’ambito editoriale affianca la ricerca grafico pittorica con mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Vive e opera a Roma. (cucinotta)

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Quando i politici parlano ancora di Marx

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Va innanzitutto fatta una premessa. Dopo l’esperienza negativa del leninismo annaffiato di marxismo trasformato in una pratica di governo nel socialismo reale, possiamo dire di poter archiviare l’insegnamento del comunismo reale come una sommatoria di tante negatività che la storia del passato, pur recente, e del nostro presente intende respingere in toto? Non lo crediamo anche perché il leninismo ed il post leninismo, soprattutto, non va necessariamente associato al marxismo.  La rappresentazione che gli uomini si fanno delle cose, non sono false o irreali ma sono l’espressione di fenomeni profondi che investono il reale. Vi è stata in Marx una pratica geniale della interdisciplinarietà: oggi è proprio l’insieme delle scienze sociali che è chiamato a gettare luce sulla storia dell’umanità. E questo patrimonio d’idee, checché si voglia dire o affermare, resta ancora incontaminato alla prova di nuove e più geniali esperienze.

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Test antidroga ai politici

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

“E’ dovere di ogni personaggio politico ed istituzionale rendere conto ai cittadini della propria lontananza da ogni forma di droga. In questo senso saluto con sincero apprezzamento il buon esempio dato dal primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno che nella giornata di ieri ha voluto per primo sottoporsi al test antidroga”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL che fa sapere di essersi già prenotato per effettuare nei prossimi giorni il narcotest. “Mi auguro sinceramente  – conclude Di Biagio – che i colleghi di Governo e del Parlamento aderiscano a questa iniziativa che ritengo sia un reale segnale di avvicinamento della politica alla società civile, soprattutto all’indomani degli scandali e delle idee malsane che si stanno diffondendo circa l’immagine dei referenti istituzionali”.

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Simplicio tra il reale e il “supposto”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

Creare un personaggio è facile. Il difficile è gestirlo in specie se ha scelto di parlare di politica, quella domestica, come dire?, tanto per gradire, e di quella internazionale tanto per chiudere il cerchio. Ora ha un interlocutore di valore, è Raroxas, e il povero simplicio è costretto a sostenere le sue idee giocando in difesa e con qualche “svirgolatura” per giunta. Semplicio è di quelli, tanto per intenderci, che continua a mangiare da una vita “pane e acqua” e a trovarla gradevole e non stanchevole. Dopo tutto è un “simplicio” non gradisce i piatti sofisticati. E a questo punto simplicio diventa il classico italiano medio che vive nell’anonimato ma non disdegna la curiosità, il confronto e la ricerca della verità. E’ consapevole che come è accaduto a Terenzio: veritas odium parit e che nel detto volgare si potrebbe anche tradurre che quando la “verità è brutta solo la menzogna par bella”. Un amico di vecchia data mi diceva: ti ricordo quel tal onorevole che andava ai comizi in bicicletta? Oh si. Quelli erano tempi dove la passione politica ti riscaldava il cuore e trasformava la mente in una fornace. Ora vanno in elicottero, con una limousine e con tanto di scorta. Ma come la mettiamo, osserva simplicio, con il fatto che piacevano agli italiani di allora e continuano a piacere agli italiani di oggi anche se oggi hanno cambiato casacca? Non vi è una contraddizione non solo generazionale? La verità, la solita verità di Terenzio, ci dice che siamo stati intossicati da quel veleno che si chiama consumismo e dai modelli che ha prodotto dove vale chi ha i soldi, è trasgressivo, prepotente e si sente super partes perché sa che col denaro può pagarsi tutto: le amicizie e le inimicizie e che persino gli onesti possono essere merce da shopping. Almeno ci prova. A questo punto semplicio può diventare la stessa coscienza degli italiani, di quelli che sanno o intuiscono, o glissano la verità ma dentro di loro sanno che esiste ma anche che per sostenerla, difenderla, vuol dire pagare un prezzo che molti ritengono troppo oneroso e vi rinunciano e fanno come le tre classiche scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano. Forse è una soma troppo pesante anche per simplicio. Forse. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Lo stretto reale tra il superfluo e il presunto

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2009

‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” ribadisce che non esiste, né storicamente, né geograficamente né culturalmente alcuna ragione o motivo valido che legittimi o anche solo autorizzi a parlare seriamente di una Regione o area dello stretto. Appaiono quindi poco più che mere disquisizioni i tentativi intellettualistici in atto di nobilitare una ipotesi, non nuova, che ha ragioni, a nostro avviso, molto più prosaiche. Detto ciò appaiono esagerati ed apologetici, sebbene leciti, i tentativi di accreditare l’ibridazione a freddo tra la città siciliana di Messina e quella calabrese di Reggio come “fermenti di conurbazione che pervadono gli animi delle comunità delle due sponde” come avvenuto, ultimamente, nel corso di una iniziativa culturale a Messina. Noi Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” riteniamo che un siffatto profluvio di “vis retorica” non giovi né alla Sicilia né alla Calabria.

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Allarme criminale percepito e reale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha fatto delle affermazioni molto importanti. Secondo il massimo rappresentante delle Forze dell’Ordine: “Dobbiamo contrastare la criminalità con una misura adeguata all’aggressione criminale ma la sicurezza non va drammatizzata. La criminalità del nostro Paese si è ridotta nell’ultimo anno dell’11,4% “. Eppure, sottolinea Manganelli, “l’allarme criminale sembra sempre in aumento, come la paura della gente, il sentimento di insicurezza”. “Anche a Milano – afferma il segretario provinciale milanese del COISP (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di Polizia) – c’è, da parte della gente, questa stessa diffusa percezione. Si tratta, ahimè, di una percezione sicuramente errata. Quindi il problema esiste ma va combattuto con i dati che la realtà ci fornisce. E i dati, prove alla mano, smentiscono l’allarmismo”. “Il vero problema – conclude Abagnale – è che esiste una vera e propria speculazione su questo tema, poichè parecchi su questo hanno giocato, e tuttora giocano, il loro futuro politico”.

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