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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

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Anziani, Senior Italia: diritto alla salute negato, politica scollata da realtà

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

pensionati“Basta! Non se ne può più! Cosa devono fare gli anziani in questo Paese per essere rispettati, ascoltati, tutelati?” se lo chiede il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: “i politici non si rendono conto della situazione in cui versiamo, sono scollati dalla realtà e stanno portando la nazione verso il punto di non ritorno.
Le pensioni sono ferme anche nel 2017, con le minime ancorate a 501,89 euro; il 22,8% delle persone sole con 65 anni e più risulta a rischio di povertà; l’11,2% degli over 65 soli si trova in condizioni di grave deprivazione; il 57,0% non può permettersi una settimana di ferie l’anno; il 5,4% ha arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o altri debiti; il 14,5% non può permettersi un pasto adeguato ogni due giorni; quasi il 14% delle famiglie con principale percettore di reddito over 65 anni ha dichiarato di non avere abbastanza soldi per curarsi. E sappiamo che oggi conviene curarsi a proprie spese, perché il costo del ticket è talmente alto che tanto vale rivolgersi al settore privato, spendendo qualche euro in più, almeno per quelli che possono permetterselo.
A ciò si aggiunga che entro qualche anno avremo 16mila medici di medicina generale in meno e oltre 16 milioni di cittadini si ritroveranno a vedere raddoppiare la distanza dal proprio medico di famiglia e dimezzare il tempo dedicato alla loro presa in carico.
Milioni di pazienti incontinenti ricevono pannoloni in quantità insufficiente rispetto alle proprie necessità, oltre che di qualità scadente, 8.000 persone muoiono ogni anno per colpa delle complicanze dell’influenza, a milioni di donne affette da osteoporosi è negato il farmaco che previene le seconde fratture, a quasi un milione di anziani affetti da fibrillazione atriale sono negati e “nascosti” quei farmaci che abbatterebbero significativamente i rischi di eventi emorragici cerebrali e ictus, oltre a sopprimere la necessità di recarsi settimanalmente in ospedale per i controlli, a milioni di diabetici vengono falcidiate le strisce per la misurazione della glicemia, ai pazienti stomizzati vengono dati materiali non consoni. Le gare d’appalto per i farmaci vanno deserte e si rischia di rimanere senza farmaci, le Regioni diventano distributori di farmaci e si potrebbe continuare così per pagine e pagine. Ora basta – conclude Messina. – fermatevi! Nell’imminenza di nuove tornate elettorali non ci vengano a chiedere il voto tutti quei politici che si sono dimostrati poco credibili e inaffidabili. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e al dialogo costruttivo con le Istituzioni e con le forze politiche animate da serie intenzioni di cambiamento, ma se non troveremo ascolto siamo pronti a mettere in campo azioni di protesta alfine di ripristinare il diritto alla salute e a una vita dignitosa per gli anziani di questo Paese”. (n.r. una ricetta ci sarebbe per farsi ascoltare. Basta saper votare voltando le spalle a chi sino ad oggi ha dimostrato di curarsi poco o nulla dei problemi degli anziani. Gli over 65 sono una grande fetta di elettorato e incuterebbero rispetto se solo fossero uniti e non frazionati in tanti rivoli per alimentare gli appetiti politici dei soliti opportunisti. E’ tempo di svegliarsi e di guardare la politica come una opportunità per far convergere l’attenzione di quanti pensano che possono essere raggirati facilmente e concesso loro solo qualche briciola a mo’ di mancia)

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Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

cavaliere rossoZoli foto invitoMantova dall’11 al 30 marzo 2017 via Cappello 17 Galleria “Arianna Sartori”. Inaugurazione Mostra: Carlo Zoli. Tra sogno e realtà: Sabato 11 marzo, ore 17.00. Sarà presente l’artistaOrario di apertura:dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi (18 marzo 2017).
Scrive Vittorio Amedeo Sacco: “Un senso di umana sacralità percorre le opere di Carlo Zoli, da sempre interessato ad indagare territori storici, epici, cavallereschi. Le figure e le immagini, dense di ogni carattere descrittivo, aneddotico e narrativo, diventano puri simboli, fantasie archetipe che emergono dalla storia, cariche della potenza del mito e ricche di modernità. Le opere si collocano in uno spazio storico e attuale allo stesso tempo, in una cornice temporale sospesa, suggerita dalle forme, da cui affiora la dimensione simbolica. Le sue opere, ricche di una fantasmagorica gamma di segni, mantengono un solido substrato grafico, proveniente dalla sua consolidata preparazione nel campo del disegno e della figura. Le sculture modellate con la plastica materica, increspata, disegnano linee fluide composte in una sorta di esplosione vitale. I primi piani della materia, che si plasma, si disgrega e si ricompone nell’eterno gioco della vita sotto il soffio vitale dell’autocoscienza e dell’intelletto, si dilatano in uno scenario figurativo, rappresentando simboli, corpi femminili dalla silhouette delicata, cavalieri erranti, figure alate e cavalli dal profilo elegante, che si stagliano entro uno spazio bidimensionale, distruggendo l’illusione e rivelando la verità icastica della forma che vive di vita propria. In queste forme materiche che imprimono alla staticità della massa quasi un vertiginoso dinamismo, è proprio l’uomo ad essere il perno di queste illuminanti visioni, rivelandosi in tutta la sua fragile realtà e disvelando utopiche “isole nascoste”. Attraverso l’eliminazione di elementi superflui o autoreferenziali, l’artista elude il passaggio prosaico della favola cavalleresca ed esclude l’esercizio narcisistico e consolatorio della divinizzazione dell’umano e della narrazione per immagini, maturando un nuovo linguaggio figurativo, in cui sintesi formale e segnica gli consentono di recuperare la dimensione primaria della figurazione. Questa ricerca lo ha portato a considerare la luce, la forma e il colore elementi imprescindibili nella scultura che è diventata, sostanzialmente, necessità di una nitida misura mentale, sublimata attraverso l’assimilazione dell’arte antica. Carlo Zoli ha percorso per intero la figurazione, dimostrando una eccezionale perizia disegnativa e pittorica e si è affermato come artista profondamente e passionalmente sensibile”. (foto:  cavaliere rosso, Zoli foto invito)

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Cos’altro deve accadere?

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

Un periodo più nero di quello che ci presenta la realtà quotidiana non si ricorda dal tempo della seconda guerra mondiale. Il Centro Italia stravolto dal terremoto di agosto, con replay di analoga violenza>: morti, città distrutte, capolavori d’arte in macerie. Come se non bastasse le medesime zone vengono soffocate dalla neve.
Un albergo, che non avrebbe dovuto essere lì, travolto da una slavina, altri morti, dispersi, tragedie individuali e collettive. Un autobus con studenti sbanda e si incendia, provocando 16 morti e oltre 20 feriti; un insegnate si prodiga a salvare il più possibile dei suoi allievi, ma non riesce a salvare i suoi due figli.Un elicottero della Protezione civile corre in soccorso di un turista sciatore, che ha voluto sfidare il maltempo e la neve ghiacciata rimanendo ferito, recuperato lo sciatore, a causa del maltempo precipita da 600 mt. …. Tutti morti, soccorritori, e il medico che già si era prodigato per aiutare i superstiti dell’albergo di cui sopra.
Mi chiedo cos’altro deve accadere per renderci conto che non si può e non si deve sfidare la Natura.
Mi disgusta accendere il televisore e sentire Barbara D’Urso appropriarsi di queste tragedie e, con malcelato compiacimento in vista dell’audience, descriverne gli aspetti più sensibili per attirare l’attenzione dei telespettatori. Con quanto accaduto in questi giorni, la medesima Barbara D’Urso ha mesi di programmazione garantita. (Rosario Amico Roxas)

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Un governo sfiduciato da 20 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

giulia-grilloIntervento di Giulia Grillo, capogruppo M5S Camera, per la sfiducia del governo Renzi bis, chiamato governo Gentiloni Siamo, ora, in quest’aula perché vogliamo dirvi quello che tanti cittadini vorrebbero dirvi ma non possono: portiamo la loro voce. Ancor più dopo aver tastato il paese nella sua cruda realtà, dopo aver visto un’onda popolare spazzare via la narrazione di un successo e l’arroganza del “potere”. Un “potere” schiaffato in faccia. Spudoratamente.
Un potere che trasmette chiaramente l’idea che i cittadini non contano nulla. Che le decisioni viaggiano sopra la loro testa, che non li riguardano. Che devono anzi astenersi da occuparsi della cosa pubblica.
E, presidente – complimenti – è già riuscito nell’impresa da guinness di replicare immediatamente quella stessa arroganza. Oggi si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia. Scusi, ma la fiducia a chi? La fiducia al ministro Alfano? Per la scriteriata gestione del caso Shalabayeva, con cui ha restituito due persone – fra cui una bambina – al regime dittatoriale che li perseguitava? O per la brillante gestione degli ultras del Feyenoord che hanno messo Roma a ferro e fuoco?
La fiducia al ministro Madia? Perché la corte costituzionale ha bocciato la sua riforma della pubblica amministrazione? E dove l’avete riconfermata? Naturalmente alla pubblica amministrazione!
La fiducia al ministro Padoan? Per i risultati ottenuti nel crollo della ricchezza finanziaria degli italiani? Per il calo di decine di miliardi dei depositi bancari ?
La fiducia al ministro Lorenzin? Per cosa? Per la campagna sul ‘Fertility day’ con cui invitava le donne italiane a fare figli sapendo bene che non hanno né lavoro, né stipendi adeguati, né tantomeno un’organizzazione sociale che permetta loro di usufruire di asili pubblici?
– E a proposito di voucher, chiedete la fiducia anche sul ministro Poletti? Certo! A lui non poteva non andare un premio dopo i mirabolanti risultati raggiunti dal Jobs act: la disoccupazione giovanile con punte al Sud del 60%, e la disoccupazione generale all’11,6%.
E De Vincenti? L’avete promosso certamente per meriti sul campo: quelli per aver “sfilato” dalla legge di Bilancio i 50 milioni per i bambini di Taranto, vittime di quel disastro ambientale, sanitario e sociale che si chiama “Ilva” che avete puntellato con dieci decreti in favore dell’azienda e non uno a favore dei cittadini.Ma non è finita qui, perché la vostra arroganza è veramente tracotante. “Se vince il ‘No’ lascio la politica”. Chi l’ha detto? Ve lo dico io, Maria Elena Boschi. Proprio colei che questa revisione costituzionale l’ha firmata e portata avanti. “Se vince il ‘No’ lascio la politica” ha detto. Dov’è oggi Maria Elena Boschi? Aveva promesso che avrebbe lasciato la politica in caso in caso di vittoria del NO. Ma, eccola, al suo posto, anzi… è stata pure promossa a sottosegretario alla Presidenza, così potrà gestire più potere. Un’altra bella medaglia di legno, giusto perché ha dimostrato il suo valore nella becera campagna con la quale ha sostenuto che la riforma avrebbe aiutato i malati di cancro e favorito la cura del diabete.
Per questo l’avete promossa – perché in una politica indegna, che se ne frega altamente dei bisogni dei cittadini, come quella che avete portato avanti – un comportamento del genere è meritevole di una promozione. Promozione che non avrebbe potuto ottenere se non avesse anche presentato quei conflitti d’interesse con gli istituti bancari che conosciamo bene, anzi, che conoscono bene tutti i cittadini vittime della vostre manovre.
Quindi: Bene, brava, bis!
Poi, un altro alter-ego di Renzi: Luca Lotti con i suoi grandi successi, come portare De Luca a governare la Campania, la gestione del caso Mps, di opere pubbliche e infrastrutture o proprio di servizi segreti. Da lui arriva la brillantissima intuizione legata alla presunta propaganda online del M5S, la cui punta di diamante, oggetto di una sua stessa denuncia, sarebbe Beatrice Di Maio alias la moglie dell’onorevole Brunetta. Complimenti.
In un altro Paese sarebbe stato messo da parte per non nuocere più. In questo Paese lo promuoviamo e gli confermiamo deleghe importanti come l’editoria e il Cipe. Veri complimenti, vi ammanta tutti di tanta credibilità. Poi su di lei, presidente, non abbiamo nulla da dire. Facciamo veramente fatica a rivolgerci a lei come al presidente del consiglio, a definire questo il governo Gentiloni, perché questo è a tutti gli effetti il governo Renzi-bis. Quindi, presidente, per capirci su cosa e per chi chiedete la fiducia?
Perché questo Governo che lei oggi viene a presentare è già stato sonoramente SFIDUCIATO da 19 milioni 420 mila 730 NO.
Voti di cittadini veri, non di quelli che esistono solo nelle vostre slide. Voti espressi in una consultazione in assenza di quorum, che per noi, per la nostra idea di democrazia diretta, valgono ancora di più. Un NO, a voi, a Lei stesso, a una riforma che rappresentava proprio tutta l’arroganza con la quale ancora oggi vi presentate qui. Come se domenica 4 dicembre non fosse accaduto nulla. Eppure è accaduto neanche dieci giorni fa, ricordate? E voi cosa fate? Vi presentate ai cittadini con un Renzi-bis.
Non è successo nulla, è tutto a posto.
Mi dispiace presidente, voi non avete mostrato NESSUN RISPETTO nei confronti dei cittadini e del modo in cui si sono espressi. Chiaramente,senza fraintendimenti. Non avete ascoltato neanche una delle voci che si sono sollevate contro la vostra idea di Governo, tanto che siete qui con le stesse persone.
Presidente, non avete dimostrato ALCUN RISPETTO.
E mentre i primi ministri si duplicano come ultracorpi il MoVimento 5 Stelle, entro il 24 gennaio, sarà nelle piazze per una grande manifestazione a difesa della sovranità e della dignità del nostro popolo, del nostro paese che voi oggi state calpestando. Ancora una volta per l’ennesima volta.I parlamentari del movimento si riuniranno nelle piazze d’Italia, fra i cittadini: sarà un flash mob di democrazia! Ma non illudetevi che spariremo. Continueremo a farvi fiato sul collo anche qui nelle commisioni e in aula. La cosa più grave di queste ore è l’indifferenza, da parte dei nominati dai partiti, di fronte allo spettacolo della produzione seriale di Primi Ministri Ultracorpi. Sono figure neppure scelte o individuate; sono il frutto di un macabro allevamento intensivo dove ogni carattere, personalità o qualunque altra forma di ESSERE non è prevista.
Lo scopo è la neutralità assoluta, l’estrema cancellazione di qualsiasi forma di anima dalla vita politica di questo paese. Il MoVimento 5 stelle è composto da portavoce che un anima ce l’hanno e che hanno lo scopo di portare in quest’aula le parole dei cittadini italiani.
Quegli stessi cittadini che oggi si sentono gabbati, presi in giro, che non capiscono come fate a presentarvi così di fronte al Paese. Ma con quale faccia?
Presidente, voi semplicemente non esistete, siete nessuno. Siete una classe politica nata già vecchia e destinata a sparire.
Consideriamo questo l’ultimo colpo di coda di un sistema che è veramente duro a morire perché a troppi interessi da servire (tipo le vostre pensioni)Ci vedremo presto nel paese reale per fermare la deumanizzazione della responsabilità politica : il colpo finale alla nostra dignità di italiani.Ma domani arriverà il momento del governo dei cittadini, quello basato sulle esigenze vere del popolo italiano.
E siccome la sfiducia vi è già stata votata da quasi venti milioni di persone noi rispettiamo loro, non voi, e vi lasciamo a questo ultimo patetico teatrino. (blog: fonte blog di Grillo)

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Il meraviglioso mondo di Centopia diventa realtà

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

mia-and-meRainbow, la content company nota in tutto il mondo per le sue produzioni animate e multimediali e Dimensione Eventi – leader nella produzione di spettacoli nel settore kids/teen e dopo le tournée internazionali di Peppa Pig, Chica Vampiro e Kendall Schmidt – annunciano l’arrivo a teatro di “Mia and me® Live Show”.Mia and me® – l’emozionante serie televisiva mix di animazione e live action co-prodotta da Rainbow e Hahn & M4E Productions Gmbh, in onda tutti i giorni su Rai Gulp – diventa un musical che farà sognare piccoli e grandi grazie alle avventure di Mia e dei suoi amici nel mondo incantato di Centopia.
Il tour coinvolgerà tutti i principali teatri d’Italia partendo da dicembre 2016 fino a maggio 2017. Informazioni dettagliate su date, location e prevendita biglietti sul sito ufficiale http://www.dimensioneeventi.it o chiamando il numero 011/2632323 (dal lunedì al venerdì in orario 10-13 e 14.30-18.30).Gli spettatori avranno la possibilità di incontrare i principali protagonisti della serie animata, come Yuko e Mo in una storia fiabesca ed avvincente che vedrà ancora una volta abbracciate realtà e fantasia.Personaggi conosciuti e amati dai bambini, costumi coloratissimi, scenografie reali e virtuali, giochi di luce ed ombre. Sul palco l’atmosfera fatata dell’art du cirque con voli acrobatici mozzafiato, effetti scenici in sala, illusionismo e trucchi magici più tanta interazione con il pubblico, per uno spettacolo che piacerà a tutta la famiglia.Settanta minuti di emozioni dove farsi cullare dalla fantasia e tornare a sognare.Gli unicorni, creature misteriose e tanto amate dal pubblico, si fanno portatori di valori unici, come la fantasia, il sogno, l’immaginazione, l’avventura, l’amicizia, la fiducia, l’onestà, il coraggio e il rispetto per l’ambiente e la natura. Il tutto in un mix suggestivo di riprese live-action e animazione CGI, di realtà e fantasia, con protagonisti giovani ragazzi e personaggi in 3D, ispirati allo stile del pittore Gustav Klimt. mia-and-me1Mia and me®, la serie fantasy che ha appassionato i bambini e i genitori in Italia e nel mondo, combinando in modo unico e affascinante le vicende reali della vita di tutti i giorni, ricche di immedesimazione per le giovani generazioni, e le avvincenti avventure fantasy, ispirate ai sogni e ai desideri dei più piccoli.
DATE SPETTACOLI (calendario aggiornato su http://www.dimensioneeventi.it)
BOLOGNA – Il Celebrazioni – 4 dicembre 2016
NAPOLI – Teatro Cilea – 11 dicembre 2016
TRIESTE – Orazio Bobbio – 18 dicembre 2016
LUGANO – Palazzo Congressi – 21 dicembre 2016
ROMA – Parco della Musica – 26, 27, 28, 29, 30, 31 dicembre 2016
PESCARA Teatro Massimo – 7 gennaio 2017
LECCE – Politeama Greco – 21 gennaio 2017
VARESE – Teatro Apollonio – 29 gennaio 2017
TORINO – Teatro Alfieri – 6, 7 maggio 2017
MILANO – Teatro Nazionale CheBanca! – 28 maggio 2017

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Virginia Raggi per Roma e con Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

virginia-raggiAbbiamo trovato una città piena di problemi ma pronta a cambiare. Sapevamo che non sarebbe stato semplice riavviare la macchina amministrativa e che avremmo incontrato numerose opposizioni. Ma siamo qui, con umiltà e determinazione, a portare avanti il nostro lavoro al servizio dei cittadini. Sono i nostri valori: il M5S non si ferma davanti alle difficoltà e agli attacchi quotidiani di chi ci teme. Andiamo avanti, con coraggio. Tutti insieme cambieremo Roma e il Paese.
Abbiamo già iniziato. Per chi se li fosse persi, ecco alcuni dei cambiamenti diventati realtà:
– Attenzione alle periferie: dopo anni di abbandono, l’amministrazione capitolina punta sul territorio. Partecipiamo al bando “Periferie 2016’. Vogliamo investire 40 milioni per migliorare la vita dei cittadini, riqualificando l’esistente senza consumo di suolo
– Nuova mobilità: stanziati 18 milioni di euro per la manutenzione della Metro A; da agosto le risorse sono nella piena disponibilità di Atac. Entro novembre circoleranno 40 nuovi autobus ed entro marzo arriveranno nelle strade della Capitale altri 110 nuovi mezzi
– Rifiuti zero: avviato un programma che punta sulla cultura del riciclo e del riuso per mantenere la città pulita. Abbiamo svuotato le vasche degli impianti di trattamento dei rifiuti e ravviato la manutenzione straordinaria ferma da mesi. Dobbiamo restituire a Roma il decoro che merita. La città è più pulita e migliorerà ancora
– Due ruote in sicurezza: approvato il protocollo di intesa per la realizzazione del GRAB, grande raccordo anulare delle bici, una ciclovia turistica che consentirà di avere un percorso che toccherà alcuni dei punti storico-archeologici della città
– Città più pulita: al via opere di bonifica per le microdiscariche e interventi di derattizzazione fermi da mesi, garantita la parziale riattivazione del servizio del ritiro degli ingombranti fermo da aprile, organizzati lo sfalcio dell’erba e la pulizia del verde presso i plessi scolastici; effettuato il piano straordinario di spazzamento del fogliame e avviata l’attivazione delle nuove isole ecologiche Ama
– Dalla parte delle famiglie e delle maestre: garantita la continuità del servizio dei nidi in concessione e approvato il piano straordinario di assunzioni del settore educativo per gli insegnanti a tempo indeterminato
– L’acqua è un bene di tutti: bloccato l’aumento per il 2016 della bolletta dell’acqua deciso dall’Autorità dell’Energia ed evitato un incremento del 5% della tariffa. Su Acea non indietreggiamo: resterà in salute ma curando l’interesse dei cittadini
– No ai privilegi: eliminate le auto a disposizione dell’ufficio di presidenza
dell’Assemblea capitolina e dei presidenti dei gruppi. Revocati i permessi ZTL con diritto di sosta (circa 100 mila euro l’anno) e centralizzati gli acquisti. Tutti risparmi che saranno investiti a favore dei cittadini
– Taglio alle spese inutili: tagliate alcune Commissioni speciali che servivano solo a distribuire poltrone. Un risparmio concreto per i prossimi 5 anni
– Conti in ordine: la politica scellerata e gli scandali di Mafia Capitale hanno lasciato ai romani solo debiti. Un macigno, ma non possiamo avere paura. E’ stato approvato il primo assestamento di bilancio a fine luglio
– L’importanza della Memoria: finalmente verrà realizzato il Museo nazionale della Shoah grazie allo stanziamento di 21 milioni di euro. Sbloccata già la gara d’appalto. Il progetto ha l’obiettivo di mantenere viva la memoria dell’Olocausto, contribuendo alla promozione e alla diffusione dei valori dell’uguaglianza e della pace tra i popoli
– Istituzioni “citizen friendly”: abbiamo aderito all’iniziativa internazionale Open Government Partnership per promuovere la trasparenza attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, delle associazioni di categoria e delle imprese. Due i progetti in prima linea: “Roma collabora: la Capitale si apre ai cittadini” e “Agenda Aperta: come rendere trasparente il rapporto tra l’Amministrazione e i portatori di interesse”
– Grandi eventi sportivi: Roma ospiterà le tre partite della fase a gironi e un quarto di finale degli Europei di Calcio UEFA 2020 grazie allo sblocco delle procedure comunali e alla stretta collaborazione con la FIGC
– Scuola e rispetto dell’ambiente: lanciato il progetto ‘Le quattro erre dell’ambiente – Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare’. Una iniziativa di educazione ambientale rivolta agli studenti, dai bambini dei nidi ai ragazzi delle scuole secondarie
– Il Campidoglio è la casa di tutti: Palazzo Senatorio apre le sue porte a tutti i cittadini. L’ultima domenica del mese si potrà finalmente visitare la casa dei romani, i suoi spazi archeologici e le sale storiche
– Traffico più snello, più sicurezza: nuovi vigili urbani in strada grazie allo sblocco del concorso per assumere trecento istruttori della Polizia Locale
– Nuova vita per i mercati rionali: predisposto un intervento di 130mila euro per la manutenzione, dal rifacimento degli intonaci alla pulizia dei pluviali, delle vecchie aree. Le risorse sono a disposizione dei Municipi e riguardano in prevalenza mercati di periferia
– Il suolo pubblico è dei cittadini. Intervento su Fiera di Roma. Ascoltando le istanze e le proposte dei cittadini, è stato ridimensionando l’intervento urbanistico nell’area. Abbiamo ridotto nettamente la superficie utile lorda da 67.000 mq a 44.000 mq
– Meno auto per le strade: realizzato il prolungamento della linea 3 del tram fino alla Stazione Trastevere. L’obiettivo di lungo periodo è arrivare alla fermata della metro B Marconi per creare un circuito virtuoso con mezzi pubblici. Finalmente ci si potrà muovere senza dover prendere l’automobile
– Valorizzazione del patrimonio: basta sprechi e favori ai soliti noti. Istituito il tavolo tecnico per disciplinare l’uso del patrimonio indisponibile del Comune, lavoro importantissimo che ha avuto impulso dal Consiglio Comunale. Legalità, cultura e sociale sono le nostre parole d’ordine
– Open Bilancio: i bilanci comunali di Roma Capitale degli ultimi 10 anni saranno pubblicati sul sito del Comune nelle prossime settimane e finalmente leggibili anche ai non addetti ai lavori grazie ad una serie di infografiche
– Istituzioni per la cultura: garantita la continuità dei centri interculturali e avviato il percorso di ripensamento delle attività realizzate sul territorio cittadino. Abbiamo anche firmato il Protocollo d’Intesa per la Gestione dei Beni Sequestrati e Confiscati
– Roma e Far East: grandi flussi turistici ed economici da Oriente guardano alla Capitale. Avviato un programma internazionale: i migliori studenti delle tre Università di Roma potranno partecipare ad un forum su “Smart, ecological e cultural cities” a Pechino
– Nessuno deve rimanere indietro: avviata una serie di progetti a sostegno dei detenuti delle carceri per il loro progressivo reinserimento nella società e per la loro partecipazione alle attività di recupero della città
– Benessere in città: avviato l’iter per recuperare una serie di edifici pubblici all’interno delle ville storiche della città. Saranno messi a disposizione di chi vuole fare sport all’aria aperta
– Movida sicura: emessa una prima ordinanza anti-alcol ed estesa anche ai Municipi precedentemente esclusi dalla sua applicazione. L’obiettivo è contrastare la movida selvaggia
– Decoro e sicurezza: “centurioni” e “risciò” non potranno più permanere nelle aree monumentali, come Colosseo e Fori Imperiali, in modo da garantire decoro e sicurezza nelle aree più belle della città. Previste multe salate per chi non rispetta le regole
– Stop al commercio senza regole: intensificate le attività di coordinamento con la Polizia Locale di Roma Capitale contro l’abusivismo commerciale e contro il fenomeno dei “bed&breakfast” irregolari
– Roma Facile: avviato l’iter per la realizzazione degli spazi di assistenza per la diffusione, promozione e sensibilizzazione alla cultura digitale e per il supporto all’uso delle tecnologie. Questi punti saranno realizzati in tutto il territorio capitolino: nelle sedi di Municipi o altre sedi istituzionali, scuole, biblioteche, centri anziani, uffici postali, centri per l’istruzione degli adulti, società partecipate e spazi offerti dai privati
Lo ripeto: è solo l’inizio. Assessori, consiglieri, municipi e volontari, stiamo tutti lavorando senza sosta per il bene della città. Questo grazie anche all’impegno di tutti i cittadini e dei lavoratori: dagli operatori dell’AMA agli autisti dell’ATAC, dai dipendenti di Roma Capitale ai dipendenti di tutte le partecipate. Insieme cambiamo la città.

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Vespa? E’ il simbolo di un’epoca che è finita

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

Rai: sede di roma“Il governo Renzi non arriverà al referendum costituzionale ed è inutile che la Rai continui a far sentire lui, la Boschi e Napolitano favorevoli al sì, dando un`informazione malata: gli italiani lo bocceranno e faranno voltare pagina al Paese”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati in un’intervista a “Il Tempo”, e a proposito della discussione con Bruno Vespa, l`altra sera a “Porta a Porta”, sulla non esauriente presentazione del finanziere Serra, precisa: “Vespa è il conduttore di quella trasmissione, non il padrone. Lui ha violato la deontologia professionale, io glielo ho fatto notare e si è infuriato. Quando si resta troppo allo stesso posto si perde il senso della realtà”.
“Il referendum costituzionale? C`è un vastissimo arco di forze politiche, culturali e istituzionali che sono per il no. Da Sinistra italiana al MoVimento 5 Stelle, a tutto il centrodestra: se noi contassimo i voti potenziali di questi partiti saremmo già al 65-70 per cento. Va aggiunto al voto di questi partiti quella quota di Pd, vedi D`Alema, apertamente schierata per il no. Sul fronte dei sondaggi siamo già oggi tra il 54 e il 60 per cento a favore del no. Ma l`informazione viene manipolata dalla Rai e dai privati, infatti gli ultimi dati AgCom dimostrano che l`informazione televisiva privilegia il sì, a cui è stato dedicato il triplo dei tempi rispetto al no. In ogni caso Renzi se ne andrà a casa, credo anche prima del referendum di ottobre, e occorrerà fare una riflessione istituzionale su come rifare la legge elettorale e poi andare a votare. Le forze che costituiscono il fronte del no hanno la responsabilità di mettersi d`accordo, a livello parlamentare, per una legge elettorale che riscriva totalmente l`Italicum, che non sarebbe più applicabile a un sistemabicamerale quale sarebbe dopo il no”.
Sul tema Brexit molti si sono sentiti traditi dall`informazione. “È stata condizionata dall`economia e dalla finanza anglosassoni, dalla borsa e dai poteri forti economici e finanziari. Questo la dice lunga sullo stato della libertà dell`informazione nel mondo globalizzato. Anche la trasmissione dell`altra sera con Bruno Vespa era tutta costruita sul Remain. Non c`era equilibrio”. E quando è apparso Davide Serra, lei ha voluto fare una precisazione. “Ma certo, con tutti i finanzieri italiani che stanno a Londra, Bruno Vespa ha scelto, legittimamente, Davide Serra. E va bene, questo fa parte delle prerogative del conduttore, il problema è che era anche suo dovere spiegare che quel finanziere è noto in Italia per essere amico del presidente del Consiglio, suo relatore alle Leopolde e di essere anche suo legittimo finanziatore. Serra è un punto di riferimento tecnico-culturale del presidente del Consiglio. Non dirlo viene meno alla deontologia professionale e del servizio pubblico. Quando l`ho fatto rilevare io la reazione di Vespa è stata surreale e allucinante, ha avuto il coraggio di dirmi: lei stia al suo posto. Se l`è presa come se non fosse tenuto a spiegare nulla a nessuno, lui è un conduttore, non il padrone della trasmissione. E io ho ricevuto la solidarietà dall`Italia intera, compresi alcuni consiglieri di amministrazione Rai. La rete si è scatenata contro di lui. Per Bruno Vespa, in ogni caso bravissimo giornalista, è finita un`epoca”, conclude Brunetta.

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“Carmine Galiè tra sogno e realtà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2016

Carmine Galiè1Forte dei Marmi 1 – 25 maggio 2016 Museo Ugo Guidi 1 maggio ore 18.00. Il Museo Ugo Guidi – MUG e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano la mostra del pittore Carmine Galiè dal titolo “Tra sogno e realtà” a cura e presentazione di Massimo Pasqualone.
“Carmine Galiè concepisce la pittura e l’arte in genere, in quanto anche la scultura è per lui oggetto preferenziale di ricerca, come l’abilità, o forse la possibilità, che ognuno ha di dire la sua sulle cose del mondo, della vita, e della realtà in particolare.
Da più di trent’anni nel panorama nazionale, Galiè predilige la dimensione onirica a quella virtuale, con la capacità che solo il sogno ha di dire veramente quello che il giorno nasconde.
Ed allora l’opera d’arte si fa investigazione, ricerca, abbraccio dei minuti e dei secondi, un po’ in linea con una rinnovata esegesi dell’attimo, di cui Galiè scandaglia profondamente ogni recondito mistero, per altri versi in linea con la dimensione novecentesca della biografia esistenziale che sempre si interseca con la biografia artistica.
Galiè sembra far sua l’affermazione secondo cui “tra venti anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto… ma da quelle che non avete fatto. Levate dunque l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain). Su questa linea si muove, Carmine Galièdunque, il suo itinerarium, mai certo degli approdi e sempre convinto che i porti non siano di facile raggiungibilità. Quello che Carmine Galiè attraversa è quello che lo attraversa, quello che Carmine Galiè vive è quello che ha vissuto e che vivrà, con la mediazione di un io sensibile, con la rarefazione delle metamorfosi dell’anima che, quando la vita è veramente quella che si vede, si frantuma e diventa opera d’arte, apertura al mistero, certo insondabile, ma sicuramente ed artisticamente valutabile.” (Massimo Pasqualone)
Carmine Galiè è nato a Giulianova il 9/8/1955 ed ivi residente laureato in medicina e chirurgia, inizia l’attività artistica giovanissimo. Il suo cammino artistico discreto, ma ricercato è culminato nell’informale esprimendo il suo genio creativo attraverso una esplosione di colori che suscitano nello spettatore sensazioni profonde e inquietanti. Nel 1990 insieme ad altri artisti (Montebello, Iannucci e Celli) ha costituito il gruppo “Fidia” con il quale ha partecipato a numerose manifestazioni artistiche. Nel 1994 ha iniziato ad interessarsi di calcografie soprattutto acqueforti insieme al gruppo “Painting”. Nel 1998 inizia la sua collaborazione con Sandro Ettorre che culmina in una serie di opere raggruppate sotto il titolo di “Collaborazioni”. Dal 2006, dopo la morte del collega Sandro Ettorre, inizia un suo viaggio solitario di rivisitazione e rielaborazione del suo pensiero artistico tuttora in corso anche se talora frenato dagli eventi della vita che si susseguono, la malattia e la morte della sua Mimmi. (foto: Carmine Galiè)

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FICCASOLDI: slot machine mafia e ludopatia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2015

ficcasoldiRadicondoli (SI) il 6 novembre (h 21.00) Teatro Dei Risorti (Via Tiberio Gazzei, 89), e l’8-9 novembre (h 20.30) a Milano (Teatro PimOff – Via Selvanesco, 75) è in scena FICCASOLDI, scritto e diretto da Rosario Mastrota, protagonisti Dalila Cozzolino, Andrea Cappadona e Gianni Spezzano. Lo spettacolo – che ha il patrocinio dell’Associazione Antimafia daSud – fa parte di una trilogia sulla smitizzazione delle mafie iniziata da Compagnia Ragli nel 2012 al Teatro Valle con il pluripremiato L’Italia s’è desta (più di 60 repliche sul territorio nazionale, e debutto a New York, ora in scena a Verbania il 7 novembre), e continuata con Panenostro. L’idea è nata dal desiderio di demistificare i valori attraverso cui la mafia penetra nel nostro quotidiano. FICCASOLDI inquadra nel particolare un male universale: quello di una società vittima di una crisi celebrata, che cede alle lusinghe del “vincere facile”.
“Questa storia parte dalla realtà.” – racconta l’autore e regista Rosario Mastrota – “Parte da un pomeriggio di fine giugno. Affacciati alla finestra vediamo una ditta di traslochi che impacchetta libri in scatole di cartone. …Gli operai vanno e vengono da quella che prima era la mitica libreria di filosofia. …Fino all’ultimo libro respiramo quella condanna, poi il camion part e ne arrivò un altro, lucido, splendente. Scesero degli operai in nero: scaricavano slot ficcasoldi1machine.”
Ettorino, un barista, ha accolto nel suo bar diverse slot machine: in tempo di crisi fare solo caffè non è molto retributivo. Qualcuno ritorna spesso, qualcuno è di casa. Un uomo senza nome, per noi Ficcasoldi, vive la deteriorante ascesa della ludopatia, l’erosione dell’autocontrollo, l’impossibilità di venirne fuori, ficcando la sua vita, pezzo dopo pezzo, nella macchinetta infernale. L’ebbrezza del gioco apparirà più fragile dell’altra malattia celata nel bar: un’organizzazione malavitosa gestisce quel business, trasformando le slot in casseforti di denaro da riciclare.
Compagnia Ragli è stata fondata nel 2009 da Rosario Mastrota, Dalila Cozzolino e Andrea Cappadona. Il nome è stato scelto per determinare un punto di partenza: il raglio, suono evocativo di significati che si disegnano a partire dal rumore. Espressione dell’asinità astratta, prologo per volare verso la verità come fa Onorio, o come dimostra l’Asino cillenico di Giordano Bruno. In queste settimane, la compagnia – a cui si aggiungono gli attori Francesco Figliomeni e Gianni Spezzano – è impegnata a portare il suo repertorio in giro per l’Italia. FICCASOLDI è a Radicondoli (SI) il 6 novembre (ore 21.00 – Teatro dei Risorti) e a Milano l’8-9 novembre 2015 (ore 20.30 – Teatro PimOff). L’ITALIA S’È DESTA è a Verbania il 7 novembre (h 21.15 – Auditorium S.Anna). (foto: ficcasoldi)

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Dispositivi indossabili: La connettività ubiqua diventa realtà

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

frost sullivanIl nascente mercato dei dispositivi indossabili attualmente si rivolge a una base di clienti di nicchia. Il miglioramento dei dispositivi e i casi d’uso nuovi e interessanti accelereranno la transizione verso la diffusione nel mercato di massa. Oltre ai produttori di dispositivi più rinomati, che mettono in mostra i propri dispositivi indossabili, un numero crescente di produttori di apparecchiature originali per settori specifici sta facendo ingresso nel mercato, in collaborazione con aziende tecnologiche. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Growth Opportunities in the Global Wearable Devices Market”, rileva che i dispositivi indossabili avranno un ruolo importante nel settore della sanità, fornendo migliori servizi sanitari attraverso il monitoraggio remoto e in tempo reale dei pazienti e la riabilitazione post-intervento. Gli orologi intelligenti e i braccialetti fitness sono i dispositivi indossabili più popolari.
“I dispositivi indossabili andranno oltre il monitoraggio dell’attività fisica e includeranno la comunicazione bidirezionale tra l’utente e l’ecosistema sanitario, – afferma Shuba Ramkumar, analista di Frost & Sullivan. – Anche se attualmente diverse applicazioni si rivolgono al mercato business-to-consumer, alla lunga i dispositivi indossabili offriranno un supporto alle istituzioni sanitarie attraverso la condivisione in tempo reale dei dati raccolti dal consumatore.”
Nonostante i progressi nella tecnologia delle batterie, il crescente utilizzo di schermi a LED, sensori avanzati e funzionalità complesse sui dispositivi indossabili aumenterà le preoccupazioni riguardo alla durata della carica della batteria. Inoltre, la possibilità che vengano generati dei dati inesatti può influenzare l’adozione da parte dei clienti. Poiché i sensori integrati raccolgono dati in continuazione e abbattono le barriere contestuali portando i dati in spazi sociali e fisici comuni, è fondamentale l’applicazione di normative rigorose sulla privacy e sulla sicurezza. Le leggi che regolano la gestione dei dati richiedono la comunicazione tra fornitori tecnologici, istituzioni giuridiche e governi per determinare il futuro dei dati acquisiti dai dispositivi indossabili. “Nel lungo periodo, la raccolta di energia e le tecnologie di ricarica wireless ridurranno i problemi di batteria, aiutando i dispositivi indossabili a catturare l’interesse dei consumatori, – osserva Ramkumar. – Assumendo che i problemi di batteria e di accuratezza dei dati siano risolti, il valore reale dei dispositivi indossabili aumenterà nell’ambito dell’ecosistema di Internet delle cose, consentendo la condivisione dei dati tra diversi dispositivi.” In una prospettiva più ampia, perseguire modelli di business alternativi sosterrà l’interesse dei consumatori per i dispositivi indossabili. I modelli basati sui servizi e le alleanze di mercato verticali o tra imprese saranno particolarmente efficaci per portare le tecnologie indossabili nel mercato di massa. Lo studio “Growth Opportunities in the Global Wearable Devices Market” è un Market Insight che fa parte del programma Mobile & Wireless Communications Growth Partnership Service. Questo studio evidenzia i punti chiave della ricerca nel mercato dei dispositivi indossabili, sottolineando le opportunità di crescita possibili e i potenziali modelli di business.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Univendita festeggia cinque anni all’insegna della crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

Vendita direttaUn raddoppio secco del fatturato associativo nel giro di cinque anni: se Univendita, nel 2010, superava gli 823 milioni di euro, nel 2015 prevede di chiudere con vendite intorno a 1,6 miliardi di euro. Fondata il 16 settembre 2010 da sette primarie aziende (Tupperware Italia, Vorwerk Folletto, Just Italia, Vorwerk Contempora, Cartorange, Jafra Cosmetics e Dalmesse Italia)con l’intento di rappresentare l’eccellenza della vendita a domicilio, Univendita, diventata la maggior associazione del settore, spegne cinque candeline e fa un bilancio dei primi anni di attività. «Fondare questa associazione è stata una scommessa vincente –commenta il presidente Ciro Sinatra– perché alla base c’è una proposta di valore: per noi la vendita a domicilio deve essere sostenibile, ossia deve portare vantaggi a tutte e tre le parti coinvolte, il consumatore, il venditore e l’azienda. E a dimostrare che la strada scelta è quella giusta, oltre al raddoppio del fatturato, c’è da registrare l’aumento delle aziende associate, passate dalle sette della fondazione alle sedici attuali. Da sottolineare che parliamo di alcune delle principali realtà della vendita diretta a domicilio nazionali e multinazionali (quali bofrost*, AMC, Witt e Avon), tanto che oggi siamo la più importante associazione del settore in Italia».
Stando ancora alle cifre da sottolineare il balzo del numero di occupati, passato dai 55mila del 2010 agli attuali 137mila. Ma l’attività di Univendita non si esaurisce nei numeri; in questi anni l’associazione ha svolto indagini sul settore per approfondire aspetti relativi al comportamento dei consumatori, all’attività dei venditori,  e, in collaborazione con la Cattedra di Sociologia del Lavoro dell’Università Sapienza di Roma, ha condotto un’indagine sul lavoro femminile nella vendita diretta a domicilio.
Univendita, che aderisce fin dalla sua costituzione a Confcommercio, è intervenuta a livelloistituzionale su questioni di primaria importanza per il comparto della vendita a domicilio quali l’attuazione della direttiva europea sui diritti dei consumatori, quella sui servizi nel mercato interno e la riforma Fornero del mercato del lavoro in merito alle prestazioni rese dai titolari di partita Iva. Sono da segnalare anche la battaglia vittoriosa contro il tentativo di depenalizzare le vendite piramidali (impedendo che queste odiose forme di raggiro passassero da reato punibile con la reclusione fino ad un anno a semplice illecito amministrativo) e le iniziative contro le ordinanze comunali (in seguito tutte ritirate) volte a circoscrivere illegittimamente la possibilità di effettuare vendite a domicilio.
«Questi cinque anni sono stati molto particolari –conclude Sinatra–, caratterizzati da una crisi che ha ridotto in modo significativo i consumi con pesanti conseguenze sui canali di vendita più tradizionali, ossia grande distribuzione e piccoli esercizi commerciali. In questo quadro la vendita a domicilio ha dimostrato la propria natura anticiclica con una crescita continua e costante; una tendenza che trova una valida spiegazione nelle persone. Le nostre aziende sanno infatti valorizzare appieno i propri venditori e, grazie al rapporto diretto di questi con il cliente finale, hanno una conoscenza più approfondita delle esigenze dei consumatori».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione di categoria che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono 16aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, FI.MA.STARS, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di «rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni». Univendita aderisce a Confcommercio.

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Aumentano gli incendi e i vigili del fuoco scarseggiano

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2015

incendio pineta fiumicino«Ai dati relativi all’aumento del 120% degli incendi boschivi nel 2015 fa da contraltare la nostra denuncia sulla enorme carenza di organico dei Vigili del Fuoco, ai quali il governo, con la riforma della pubblica amministrazione appena varata, affiderà anche i compiti di lotta agli incendi del Corpo Forestale dello Stato. La carenza da noi denunciata di 3854 uomini tra il personale operativo, che equivale a circa il 12% su un totale di 32734, pesa non poco sulla capacità di intervento dei Vigili del Fuoco, le cui richieste di intervento sono in continuo aumento. Per non parlare poi dell’ età media del personale in servizio che è ormai vicina ai 50 anni. Il ministro Alfano nella conferenza stampa di ferragosto si è ben guardato di fare cenno a questa realtà. Nonostante questo governo in materia di assunzioni nel comparto abbia iniziato una inversione di tendenza dopo anni di tagli, come ha giustamente precisato anche il responsabile sicurezza del PD Fiano, reputiamo troppo timide le misure adottate, poiché continuano ad aggravarsi le carenze di organico. L’ unica soluzione è sbloccare il turnover dei vigili del fuoco e delle forze di polizia già a partire dalla prossima legge di stabilità».
A dirlo è Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, uno dei maggiori sindacati dei vigili del fuoco che precisa «di sprechi da tagliare nella cosa pubblica ce ne sono tanti, ma non sono certo tra il personale dei vigili del fuoco, tra chi porta sicurezza».
«Al premier Renzi, al ministro Alfano ed all’onorevole Fiano – ha aggiunto il leader del Conapo – ricordiamo anche che da troppi anni i vigili del fuoco soffrono di gravi sperequazioni retributive e pensionistiche rispetto agli appartenenti agli altri corpi dello stato, con divari che partono dai 300 euro mensili nelle qualifiche più basse, per arrivare ai 700 euro mensili nelle carriere più elevate. I Vigili del Fuoco sono fortemente demotivati perché nonostante gli si richieda il rischio della vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi, sono trattati spesso peggio dei dipendenti pubblici che lavorano seduti ad una scrivania. E’ tempo di dare un segnale concreto di giustizia e di parità di trattamento verso i Vigili del Fuoco, il cui sangue versato per garantire la sicurezza ed il soccorso pubblico – ha concluso – non può valere meno degli altri servitori dello Stato».

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Cinema: Lina Wertmuller, cinquant’anni di Basilischi all’Isola Tiberina

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2013

Roma, A cinquant’anni dal suo film d’esordio I Basilischi, la regista e sceneggiatrice Lina Wertmuller sarà protagonista domani dell’evento organizzato dalla Regione Basilicata presso l’isola Tiberina di Roma.
L’appuntamento dedicato al cinema come strumento di promozione turistica e territoriale prevede un incontro dove la regista la cui famiglia era originaria di Palazzo San Gervasio (in provincia di Potenza), sarà intervistata in esclusiva dall’attore Massimo Wertmuller, raccontando gli esordi di una carriera iniziata cinquanta anni fa proprio con questo lungometraggio ambientato in Basilicata.
A seguire la proiezione del film, già vincitore della Vela d’argento al Festival di Locarno nel 1963, dove la Wertmuller fotografava in maniera divertente, ironica e pungente la realtà immobile e felpata del Mezzogiorno dell’Italia di allora. In una regione in cui, dal 1950 ad oggi sono state girate decine di pellicole dalle più grandi firme della regia italiana (Rosi, Zampa, Lattuada, Taviani, Pasolini fino a Rocco Papaleo) e internazionale (in particolare Mel Gibson con il suo colossal La Passione di Cristo), la promozione dei territori si lega sempre più al fenomeno del cineturismo. Da qui la presenza della Regione Basilicata all’Isola del Cinema, che ha voluto celebrare la terra lucana con una testimonial particolarmente rappresentativa come Lina Wertmuller.

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1943: l’anno delle illusioni

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

Il 1943 può essere definito come l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.Tutto ebbe inizio il 25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re.Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati.Il responso del Gran Consiglio, contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che di fatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato.L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici).Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto.A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate.Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra al suo fianco e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio.L’8 settembre del 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della vita politica italiana. La guerra invece continuò per altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare. (Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur – Varese)

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Tu lo dici, l’altro lo dice

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

E io smentisco. Non so se l’opinione pubblica abbia accolto il nuovo “stile” della comunicazione politica che da qualche mese si diletta a propagare notizie “inventate” o vagamente attinenti alla realtà per poi far intervenire la parte interessata per una smentita. E tutto questo accade mentre l’informazione è a caccia di “sensazioni” per anticipare gli eventi, per incuriosire i lettori, per fare della dietrologia l’arte del futuro. Ma il rischio è dietro l’angolo.
Non si conoscono più i confini tra il vero e il falso. E allora? La verità è che stiamo cercando di mettere il bavaglio all’informazione affondandola nella inattendibilità. Così anche le notizie certe finiscono nel grande calderone delle inattendibilità rendendo un pessimo servizio non tanto e non solo all’informazione quanto alla vita stessa della nostra cultura democratica e dei valori che esprime. (Riccardo Alfonso)

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Scienza per Amore: La realtà non va difesa ma raccontata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2012

Torino nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino – Salone Off, presso la Biblioteca civica di Villa Amoretti, si è tenuta la conferenza Tecnologia HYST: dagli scarti, cibo ed energia per tutti.
Nell’occasione è stato presentato il libro Scienza per Amore. La realtà non va difesa ma raccontata, una finestra sulle vicende dell’Associazione che ha finanziato lo sviluppo della HYST: tecnologia potenzialmente in grado di risolvere i problemi di cibo ed energia a partire da materiali considerati “di scarto”.
L’incontro è stato aperto dalla dott.ssa Francesca Luciani, dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha descritto alcune applicazioni della tecnologia HYST in campo alimentare (umano e zootecnico). In particolare, per quanto riguarda l’alimentazione umana, la dott.ssa Luciani ha evidenziato come, attraverso un processo totalmente naturale, la lavorazione HYST consenta di ricavare – dalla crusca e da sottoprodotti dell’industria molitoria – farine di elevata qualità nutrizionale, ricche di proteine, vitamine e micronutrienti. “Con la sola crusca che si produce ogni anno nel mondo potremmo fornire oltre 2 tonnellate di farina altamente proteica ai 6.500.000 bambini sotto i 5 anni di età che ogni anno muoiono di fame” ha concluso la dott.ssa Luciani.L’intervento successivo è stato quello dell’ing. Pierpaolo Dell’Omo, del Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica dell’Università La Sapienza. L’ing. Dell’Omo ha esposto i principi base del funzionamento della tecnologia HYST, sottolineandone le potenzialità nel campo delle energie rinnovabili. Infatti, pretrattando con la HYST materiali di scarto come la paglia di cereali, è possibile produrre biometano a prezzi estremamente bassi (circa 0,53 € a litro di benzina equivalente) e in quantità tali da soddisfare l’obbligo europeo di sostituire con biocarburanti il 10% del fabbisogno energetico del settore trasporti entro il 2020. Durante il suo intervento, l’ing. Dell’Omo ha inoltre presentato un esempio concreto di applicazione della HYST nei Paesi in via di sviluppo. Il progetto pilota presentato da Dell’Omo si inserisce nell’ambito di Bits of Future: Food For All, con cui ci si pro! pone di ottimizzare l’utilizzo delle risorse in aree con problemi legati alla carenza alimentare. Creando una sinergica integrazione tra attività agricole, industriali e allevamento, si realizza “un ciclo chiuso, in cui si usa praticamente ogni cosa e non c’è più alcun tipo di scarto”.
La responsabile delle Relazioni Esterne dell’associazione Scienza per Amore, Barbara Carrubba, ha infine raccontato la storia del progetto umanitario Bits of Future: Food for All (rivolto ai Paesi afrcani) presentando il libro Scienza per Amore. La realtà non va difesa ma raccontata. Il testo riporta le vicende dell’Associazione che ha sostenuto e finanziato la sperimentazione condotta dall’ing. Umberto Manola, inventore della HYST, e prelude a una seconda pubblicazione in cui saranno raccolte le testimonianze dirette degli associati: “persone che hanno dedicato la propria vita e le proprie risorse al finanziamento di questa tecnologia” come ha ricordato Barbara Carrubba. “Il nostro obiettivo non è alterare equilibri – continua Carrubba – ma mettere la tecnologia a disposizione dei Paesi africani […] vogliamo fornire uno strumento con cui ogni Paese possa sfruttare le risorse di cui dispone”.Da tempo ci sono i presupposti per avviare Bits of Future: Food for All, ma l’arrivo della HYST in Africa è stato rallentato dalla vicenda mediatico-giudiziaria in cui sono stati coinvolti l’ideatore del progetto umanitario – Danilo Speranza – e gli associati di Scienza per Amore. Una vicenda che ha portato al sequestro degli impianti HYST e al conseguente blocco di tutte le attività a essi collegate.
Infatti, nel marzo del 2010, all’indomani dell’adesione al progetto Bits of Future del primo Paese africano, Danilo Speranza è stato coinvolto in un’inchiesta giudiziaria che gli è costata due anni di custodia cautelare. L’arresto è seguito a denunce presentate proprio il giorno prima della firma del contratto che sanciva l’acquisizione della tecnologia HYST da parte dei finanziatori. Contestualmente alle accuse mosse a Speranza, l’Associazione è stata oggetto di una campagna denigratoria che ne ha gravemente danneggiato l’immagine. Nel corso degli ultimi due anni gli associati si sono trovati in una situazione paradossale: da una parte l’entusiasmo dei media di settore (economia, nuove tecnologie, alimentazione ed energia), dei tecnici e dei rappresentanti di Paesi africani; dall’altra, la “gogna mediatica” messa in piedi dal momento dell’arresto di Danilo Speranza.
Recentemente, tuttavia, la stampa che si informa si è accorta delle innegabili evidenze scientifiche e ha smesso di considerare dati certi le sole parole.
Il prossimo 24 maggio la tecnologia sarà oggetto di un convegno organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia in collaborazione con Scienza per Amore e BioHyst.

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Effetto Monti: impoverimento di massa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

“Giorno dopo giorno ci accorgiamo dei danni che la ricetta Monti sta provocando al nostro paese, l’effetto Monti è un vero e proprio impoverimento di massa” lo dichiara l’on. Americo Porfidia Presidente nazionale dell’NpS- Noi Sud-per il partito del Sud “Anche oggi NpS-Noi Sud ha espresso il suo disappunto verso la politica di questo Governo votando contro il dl semplificazioni che a nostro avviso non interviene in nessun modo per aiutare le famiglie italiane lasciando lo sviluppo una parola su carta. La realtà del paese, dal quale questo Governo si allontana pericolosamente ad ogni suo passo è composta da una fortissima disoccupazione giovanile, tassazioni continue, tagli ai servizi pubblici essenziali, crisi degli alloggi, una situazione esplosiva che sta dando già i suoi frutti avvelenati in termini di vite umane. Al Sud, dove la situazione era già disperata si rischia una sorta di mattanza sociale ed è inaccettabile. Inutile sottolineare che l’effetto Monti colpisce in modo particolare le fasce sociali più deboli, salvaguardando le ricchezze finanziarie con l’inevitabile risultato di una crescente disuguaglianza tra pochi ricchi e la stragrande maggioranza di poveri. Invitiamo il Governo – conclude il deputato campano – a prendere atto della situazione e compiere le dovute correzioni con particolare riguardo al lavoro ed al sostegno delle famiglie”

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La politica che non c’è

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlu...

Image via Wikipedia

Il governo Monti ci ha messo al cospetto di una realtà che era nell’aria, e non solo, ma che volutamente ci eravamo imposto d’ignorare. Lo abbiamo fatto dall’oramai lontano 1994 allorchè l’inciucio politico ci ha portati ad ondate successivi i governi Prodi, Berlusconi, Amato, D’alema e ancora Berlusconi, Prodi e Berlusconi. Da allora la politica è diventata una “farsa” dove si prometteva ma non si rispettavano gli impegni assunti. Si andava persino in televisione per “sancire” un patto con gli elettori e poco ci mancava che a presenziarvi non vi fosse un notaio con tanto di carta bollata e suggelli di varia natura. Nel frattempo i problemi reali del paese li abbiamo ingurgitati come si fa con le bolle d’aria e siamo vissuti nel limbo.
Ora abbiamo raggiunto la consapevolezza che per anni abbiamo fatto finta di fare politica e che solo la sveglia suonata con molto fragore ci ha portati ad un brusco risveglio e per quanto non siamo ancora del tutto desti gli effetti del lungo letargo si fanno sentire sempre di più e i danni li avvertiamo sulla nostra pelle, come se si trattasse di una scottatura.
Ora si tratta di riparare i guasti arrecati dalla non-politica e ci dobbiamo prendere, per giunta, i richiami di chi è stato chiamato ad un compito inusuale per surrogare un qualcosa che avevamo mandato a poltrire nel solaio di casa tra le altre robe vecchie.
Ora abbiamo imparato che con la politica non si scherza e che i nodi irrisolti vengono prima o poi al pettine e i rinvii, non fanno che aggravarli. Quel concetto evangelico del “Padre allontana da me l’amaro calice” non è che un semplice auspicio ma la crudezza della realtà non concede sconti nemmeno ai santi.
La politica è mediazione per risolvere i contrasti, per contemperare le esigenze degli uni nei confronti degli altri, ma soprattutto per arrivare alla soluzione più indolore possibile dei problemi che si pongono nella nostra vita in comunità. Non esiste un deficit di politica come non esiste una non-politica in quanto fa parte della nostra stessa esistenza. Chi ci ha addormentati per farci godere un sogno ha infranto una regola sacra e intangibile, e noi che ci siamo lasciati sedurre siamo altrettanto colpevoli di un lassismo che non potevamo e non dovevamo permetterci.
Ora confidiamo che la sveglia sia servita a rinsavirci e a trovare la quadratura necessaria per fare realisticamente politica e il richiamo non è tanto e solo a chi colpevolmente si è disimpegnato da questo ruolo ma anche rivolto a noi perché la politica si incomincia a praticarla nel momento in cui andiamo a votare e scegliamo gli uomini e le donne che dovranno rappresentarci. Non dobbiamo sottrarci da tale impegno perché ne va del nostro presente e ancor più del nostro futuro e dei nostri nipoti. Il letargo lasciamolo ai ghiri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Quoziente familiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

L’emendamento alla delibera 41, che introduce il quoziente famigliare nella tariffa Tia, risponde ad uno degli impegni assunti dal centrodestra e dal Pdl in campagna elettorale. Per queste ragioni, senza voler sminuire il lavoro dei colleghi dell’Udc, rivendichiamo con forza la paternità di questa iniziativa, frutto di un percorso portato avanti con la delibera “Roma Città Famiglia” del marzo 2010, promossa da Laura Marsilio sull’esempio di quanto avvenuto nel Comune di Parma, seppur con parametri del tutto nuovi che tengono conto della realtà delle famiglie romane. La delibera prevedeva l’avvio di un “quoziente Roma” e di un piano organico della Giunta capitolina a sostegno della famiglia, all’interno del quale non si dovrà prescindere da una espansione mista pubblico-privata dei servizi educativi e scolastici». È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Cultura e Politiche Giovanili diRoma Capitale, Federico Mollicone. «È positivo – ha aggiunto – il contributo dell’opposizione, che Laura Marsilio ha sapientemente coinvolto per agevolare l’approvazione in Assemblea capitolina della delibera sul “Quoziente Roma”, ma non va dimenticato che la primogenitura sull’introduzione nella Capitale del quoziente familiare è del Pdl. Chiarito questo scenario, è giusto convergere su iniziative comuni. La destra, infatti, al governo della città non può abdicare a quello che è, forse, l’iniziativa più simbolica ed incisiva a sostegno della famiglia».

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I ragionamenti della Binetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Lettera al direttore. Su D – La Repubblica n. 748 – 25 giugno, Paola Binetti scrive a Umberto Galimberti: “Ci troviamo di fronte a una legge che, ricorda alle persone che nel loro testamento biologico possono chiedere tutto ciò che vogliono in termini di cura e di non-cura, ma non possono chiedere a qualcun altro di mettere il punto finale alla propria vita”. Sembra che la Binetti, per mettersi a posto la coscienza, tenti d’ingannare se stessa. “Mettere il punto finale alla propria vita”, è una frase che può essere mal interpretata. Si tratta, in realtà, di chiedere al medico di non idratarmi e alimentarmi forzatamente, qualora dovessi trovarmi in stato vegetativo permanente, vale a dire nella condizione in cui io (non lo stato) reputo non valga la pena continuare a tenere in vita il mio corpo. Poi continua: “Perché la loro libertà quando raggiunge questa soglia estrema non ammette deleghe di sorta, né cambiali in bianco firmate con largo anticipo”. E chi decide questo? Non io, ma lo stato! E ancora: “Tutto qua, la legge ripete come un mantra il suo no all’eutanasia, perché non concede a nessuno di far valere una volontà che, data l’irrevocabilità della decisione presa, la morte, porrebbe fine con un gesto solo alla vita e alla libertà di una persona”. Intanto l’eutanasia non c’entra. Poi: che la mia decisione sia irrevocabile è un fatto che riguarda me e non lo stato. Infine: che un solo gesto (la non alimentazione forzata) ponga fine alla mia esistenza, risponde pienamente alla mia volontà, in precedenza espressa, e alla mia libertà. Secondo la Binetti è giusto che lo stato ponga limiti alla mia libertà, anche se questa non va a ledere la libertà altrui. (Miriam Della Croce)

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