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Si spegne l’ultimo reattore nucleare in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

E’ stato spento l’ultimo reattore nucleare ancora funzionante in Giappone. Dopo il disastro di Fukushima, il reattore di Tomari è l’ultimo dei 54 presenti sull’arcipelago ancora in funzione: oramai per meno di 24 ore.
Greenpeace chiede al Governo giapponese di cogliere l’opportunità di un Paese denuclearizzato per ascoltare finalmente i suoi stessi esperti e il popolo giapponese che chiede di tenere spenti i reattori e di concentrare ogni sforzo per aumentare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili. “È importante che il popolo giapponese venga preservato da ulteriori rischi relativi al nucleare mentre centinaia di migliaia di persone continuano a subire gli effetti del disastro di Fukushima – sostiene Junichi Sato, Direttore esecutivo di Greenpeace Giappone. – Un Giappone senza nucleare è un Giappone più sicuro. Per garantirsi un futuro di prosperità, il nostro Paese deve rottamare il nucleare a vantaggio delle rinnovabili”.
Nel settembre 2011, pochi mesi dopo il disastro di Fukushima, Greenpeace ha pubblicato lo scenario energetico “Energy [R]evolution – Japan” [1] che dimostra come il Paese possa fare a meno del nucleare e raggiungere comunque gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 con efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili e migliore gestione della domanda energetica.”Anche se tutti i reattori sono spenti, in Giappone non ci sono problemi di produzione elettrica. Il picco di domanda estivo può essere gestito aumentando l’efficienza e con un’oculata gestione della produzione e del risparmio energetico – aggiunge Sato. – Il disastro di Fukushima ha dimostrato che i reattori nucleari giapponesi, e le istituzioni che li gestiscono non sarebbero in grado di sopportare un altro grosso terremoto, che gli esperti ci predicono per i prossimi anni. Semplicemente, non vale la pena di correre questi rischi quando sappiamo con certezza che le alternative sono a portata di mano”.Oltre al convegno a Veronafiere, durante i tre giorni del Verona Forum Stone sono in calendario una serie di incontri B2B per far conoscere ai grandi distributori russi le eccellenze locali dei consorzi della Valpantena e della Valpolicella, grazie a visite alle aziende storiche e iniziative didattiche.
Venerdì 18 maggio, alle ore 15, al Centro Servizi Marmo di Volargne è in programma il seminario tecnico “L’utilizzo della pietra naturale: casi di impiego per facciate ventilate”, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona. Si prosegue in serata, nell’auditorium di Sant’Ambrogio di Valpolicella con un momento conviviale per gli ospiti a base di cucina tipica veronese e musica dal vivo.
Sabato 19 maggio, sempre nel Centro Servizi Marmo alle ore 10.30, un altro convegno dal titolo “Il valore della formazione per il rilancio del territorio”, realizzato insieme a Cgil- Cisl-Uil di Verona, con il patrocinio del CPN e del Centro di Formazione Professionale del Marmo di Sant’Ambrogio (Cnos-Fap San Zeno).
Durante le giornate di venerdì 18 e sabato 19 maggio, fino alle ore 16, porte aperte per conoscere da vicino la realtà delle aziende del marmo veronesi: in ciascuna presente anche una cantina del Consorzio Strada del Vino Valpolicella per offrire una degustazione dei propri prodotti. Le aziende sono: Alberti & Alberti S.R.L., Bauce Bruno & C. S.R.L., Graniti Marmi Affi S.R.L., Grein Italia S.R.L. e Marmi Zenatelli S.R.L.

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