Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘recesso’

Fondo per aiutare i Paesi UE a contrastare le conseguenze negative del recesso del Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla riserva di adeguamento alla Brexit da 5 miliardi di euro (ai prezzi 2018 e 5,4 miliardi di euro ai prezzi correnti). I negoziati con gli Stati membri UE inizieranno il 9 giugno, con l’obiettivo per i deputati di raggiungere un accordo politico il 17 giugno. I punti principali del mandato negoziale del Parlamento sono: • un fondo di prefinanziamento di 4 miliardi di euro, erogato in due rate uguali nel 2021 e nel 2022, con il restante miliardo di euro pagato nel 2025; • un periodo di ammissibilità, che coprirà i costi sostenuti dal 1° luglio 2019 al 31 dicembre 2023 per prepararsi agli effetti negativi e preventivati della Brexit; • un metodo di assegnazione basato su tre fattori: l’importanza del commercio con il Regno Unito, l’importanza della pesca nella zona economica esclusiva del Regno Unito e la popolazione che vive nelle regioni marittime confinanti con il Regno Unito; • un’attenzione a piccole e medie imprese, lavoratori autonomi, alla creazione di posti di lavoro e la reintegrazione dei cittadini europei di ritorno dal Regno Unito; • l’esclusione dei settori finanziari e bancari dal sostegno; • il 7% della dotazione nazionale destinato alla piccola pesca e alle comunità locali dipendenti dalle attività di pesca nelle acque del Regno Unito (per i paesi interessati).

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Polizze, non tutta la Brexit viene per nuocere: il recesso senza penali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Sono circa dieci milioni, per l’esattezza 9,7, gli italiani in possesso di una polizza emessa da una delle 53 compagnie con sede legale nel Regno Unito operanti in Italia, di cui appena sei nel ramo vita e le restanti nel ramo danni, per una raccolta annua di circa 1,7 miliardi di euro. Dati dell’Ivass, Authority del settore, che lo scorso anno ha dedicato uno studio agli effetti della Brexit nel comparto. Brexit che, sebbene ancora in alto mare riguardo i metodi, è avvenuta lo scorso 1 febbraio. Da quel giorno le imprese britanniche sono a tutti gli effetti considerate imprese non comunitarie, la loro licenza è decaduta e per continuare a svolgere l’attività assicurativa in Italia hanno dovuto costituire una sede stabile nell’Unione Europea e ottenere la relativa autorizzazione. E’ stata prevista un’apposita norma per consentire alle società in via transitoria di proseguire l’attività fino all’ottenimento delle nuove licenze. Nessun timore per gli assicurati, poiché i contratti in essere continueranno ad essere validi fino alla scadenza e senza modifica alcuna alle condizioni. Non occorre quindi sottoscrivere nuovi contratti, né tanto meno estinguere quelli esistenti. Particolare attenzione dovrà porre chi possiede polizze di investimento all’estero, dato che dalla dichiarazione dei redditi 2021 i proventi saranno considerati di origine non Comunitaria, come lo saranno le stesse polizze anche ai fini della compilazione del Modello RW.A proposito di licenze comunitarie, molte compagnie stanno aggirando l’ostacolo cedendo i contratti ad una società del gruppo residente in un Paese dell’Unione, specie Lussemburgo e Paesi Bassi.La cessione dei contratti è sottoposta al vaglio di un Tribunale inglese chiamato a pronunciarsi su eventuali opposizioni, e diviene definitiva dopo l’omologazione.I termini e le condizioni contrattuali continuano ad essere validi fino alla scadenza e senza modifica alcuna alle condizioni, ma vi è un particolare aspetto che viene incontro ai tanti sottoscrittori “incastrati” nei prodotti. La normativa prevede infatti che, dopo l’approvazione del trasferimento tramite il Bollettino di vigilanza Ivass, la compagnia invii al cliente una raccomandata per avvisarlo della facoltà di recedere senza penalizzazioni entro 60 giorni dalla pubblicazione. Per i tanti sottoscrittori di polizze con contenuto di investimento, si tratta di un’occasione per uscire dal prodotto senza sostenere le penali, che spesso sono molto elevate. Da notare che si riceve non il capitale investito, bensì il controvalore corrente senza appunto l’applicazione di penali. Importo che può essere investito in maniera più efficiente. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Nuova legge credito al consumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Dopo l’approvazione avvenuta lo scorso 29 luglio finalmente c’è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo sul credito al consumo. La nuova normativa emanata in attuazione della Direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori porta una serie di novità per il consumatore. Tra le più significative citiamo: il recesso: cioè la possibilità di recedere dal contratto di acquisto del bene entro 14 gg. il merito creditizio: valutazione delle reali possibilità di indebitamento del consumatore il collegamento negoziale: ovvero il rapporto tra il contratto di acquisto e il contratto di finanziamento che in caso di estinzione del primo prevede anche l’estinzione del secondo. Le nuove norme rappresentano senz’altro un passo avanti nella tutela dei consumatori, anche se alcune di queste non sono esaustive e dovranno essere riviste in breve tempo. Ora perché la nuova disciplina sia operativa c’è bisogno della normativa secondaria di Banca d’Italia. Adiconsum ne chiede l’emanazione in tempi brevi. La nuova normativa riveste particolare importanza nel momento in cui l’indebitamento delle famiglie nel nostro Paese sta raggiungendo il livello di guardia e molte di queste rischiano di non riuscire a pagare le rate del credito. Pertanto Adiconsum torna a chiedere al Parlamento di varare la disciplina sul sovraindebitamento ferma da 9 anni in Parlamento.

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TV/SKY: Il Tar del Lazio non accoglie il ricorso di Sky

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Anche per il Tar del Lazio, agli utenti sono addebitabili i soli costi connessi alla disattivazione dell’impianto in caso di chiusura del rapporto con Sky. Il Tribunale Amministrativo ha, quindi, respinto il ricorso dell’azienda che riteneva quanto stabilito dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lesivo dell’iniziativa economica di impresa. Ricordiamo che il provvedimento dell’Autorità era stato emanato su indicazione anche di Adiconsum, secondo cui nei costi di recesso devono essere annoverati solo i costi minimi. Adiconsum attende ora che l’Agcom estenda al più presto quanto deliberato per Sky, anche a tutte le altre aziende di telecomunicazioni che richiedono costi di recesso eccessivi.

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Fastweb rende impossibile il recesso dal contratto

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 Maggio 2009

“Ho richiesto a Fastweb tramite raccomandata, la disdetta del contratto nell’anno 2007, nel 2008 ho inviato ulteriori 2 raccomandate, ho staccato il modem e nel 2009 pur non avendo ricevuto alcuna notizia ho riconsegnato anche l’apparato. E’ possibile che io non possa essere libero di scegliere il mio operatore adsl, come possono continuare imperterriti ad ignorare tutte le mie raccomandate e le mie telefonate al servizio clienti continuando ad inviarmi fatture di cui poi qualche fantomatica ditta di cessione crediti mi chiederà il conto?” Segnalazioni di questo tenore ce ne giungono a decine. In pratica, nonostante l’invio di raccomandate e le previsioni di legge, che impongono al gestore la disattivazione del servizio entro 30 giorni, Fastweb ignora il tutto, continuando a fatturare costi non dovuti. Non mancano casi in cui la societa’ dice di non aver ricevuto la raccomandata ar di recesso. Abbiamo inviato denuncia della pratica all’Antitrust e all’Agcom (l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni), sperando in un loro tempestivo provvedimento.Quanto segnalato e’ uno dei tanti esempi della giungla telefonica italiana, ma in questo caso c’e’ un’aggravante: Fastweb non e’ nuova alle furbate in sede di recesso. Nell’agosto 2008 il gestore è stato condannato dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta: impediva la restituzione degli apparati (hag, modem) agli utenti che avevano effettuato il recesso, per poter chiedere una penale di oltre 100 euro La multa fu solo di 145 mila euro. E’ forse il limitato valore economico della sanzione che ha stimolato Fastweb a ‘progettare’ un altro sistema per spillare soldi? Si’. Per qusesto da tempo ci stiamo battendo perchè sia innalzata la sanzione massima comminabile per pratiche commerciali scorrette, dagli attuali 500 mila euro a 10 milioni di euro. (fonte aduc)

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Con lo scoperto nel Tub consumatori più tutelati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

Le nuove disposizioni, a tutela del consumatore, introdotte con il decreto legge 185 del 2008, sulla commissione di massimo scoperto dovranno essere coordinate con il Testo Unico Bancario (Tub). Questo il testo di un emendamento approvato, oggi mercoledì 22 aprile, in Commissione VI Finanze nel corso dell’esame della legge comunitaria per il 2009 che con l’articolo 30 recepisce la direttiva 2008/48/CE sul credito al consumo. La delega al governo contiene il coordinamento tra il Tub e tutte le leggi più recenti in materia di recesso, pubblicità dei contratti di credito e quanto altro – eccetto i mutui espressamente esclusi dalla direttiva – è stato introdotto negli ultimi anni, soprattutto dai decreti Bersani.  “Si tratta – commenta Franco Ceccuzzi, parlamentare del Pd e membro della Commissione Finanze – di un passaggio legislativo che può rafforzare e semplificare le disposizioni sulla commissione di massimo scoperto che fino a questo momento non sono inserite nel Testo Unico Bancario. Un’iniziativa a tutela del consumatore, che va nella direzione auspicata dall’Autorità garante per la concorrenza e per il mercato che ha chiesto, anche recentemente, di rendere più chiare queste norme, come quelle sui mutui. E altrettanto ci proponiamo di sollecitare proprio per i mutui, perché le norme sul credito fondiario, titolo già anacronistico, che si trovano nel Tub sono state innovate da quella sulla portabilità e da molte altre nuove leggi che hanno bisogno di essere coordinate per esigenza di chiarezza, nell’interesse del contraente più debole”.

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