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Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

figurine (1)Modena 15 settembre 2017 – 18 febbraio 2018. Al Museo della Figurina di Modena Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103, una mostra sui piccoli capolavori dell’Art déco a cura di Giacomo Lanzilotta: i calendarietti tascabili, piccoli omaggi profumati nati tra il 1920 e il 1940 dal talento di artisti, grafici, pubblicitari e illustratori dell’epoca. A Palazzo Santa Margherita dal 15 settembre 2017 al 18 febbraio 2018, L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940, a cura di Giacomo Lanzilotta, approfondisce una forma d’arte molto diffusa in quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, rappresentati in mostra da ottanta esemplari per un totale di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spuzza-profumo a monete degli anni Trenta – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’Oriente, passando per letteratura e spettacolo) e figurine1illustratori. La mostra è prodotta in occasione del festivalfilosofia 2017, dedicato quest’anno alle Arti, dal Museo della Figurina in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Nella prima metà del ‘900, i calendarietti condividono con le figurine il piccolo formato, le tecniche di stampa, la serialità, la vocazione a diventare oggetti da collezione e, soprattutto, il fatto di veicolare messaggi pubblicitari, funzione che in seguito le figurine perderanno. Specchio dei gusti, delle tecniche pubblicitarie e dei consumi del secolo scorso, i calendarietti rappresentano documenti preziosi anche dal punto di vista della storia della grafica e più in generale dell’arte, poiché frequentemente disegnati e firmati da artisti famosi, altra cosa che li distingue dalle figurine, i cui autori sono spessissimo ignoti. Quella tra il 1920 e il 1940 è la stagione più felice per i calendarietti e la micrografica sia per l’apporto di illustratori di grande richiamo – da Codognato a De Bellis, da Carboni a Romoli, solo per fare qualche nome – sia per lo stile di cui erano significativi testimoni: quei prodotti rappresentavano il risultato di un’estetica nuova, ricca di fascino ed eleganza, che presto si definì come l’imperante gusto déco. Un linguaggio figurativo fondato su una ricercata armonia geometrica, ridondante di motivi ritmici quali scacchiere, cerchi concentrici, linee segmentate onnipresenti nella decorazione dei costumi e degli arredi, dove le storie erano spesso rappresentate in figurine2ambientazioni da sogno, tra le profusioni d’oro e di argento che ne ornavano le pagine. Profumato con qualche essenza spesso reclamizzata all’interno, nel suo formato più diffuso il piccolo almanacco si presentava in forma di libriccino di dodici o sedici facciate. Ciò che poi lo ha fatto diventare un genere artistico autonomo degno di rilevanza e oggetto di collezionismo, sono stati i suoi contenuti, le incantevoli pagine a colori finemente illustrate in cui i mesi del calendario campeggiavano all’interno di una tematica: la bellezza delle dive del cinema, le avventure d’amore lette nei libri o viste a teatro, gli eroi e i grandi personaggi della storia, il fascino dei lontani paesi esotici, e tutto ciò che poteva offrire innocenti evasioni della fantasia, ispirate dalle immagini seducenti e dalle fragranze che quelle pagine emanavano. Ma al di sopra di ogni altra cosa è stato il mondo della bellezza, dei profumi e dei cosmetici il tema dominante che ha influito non poco per la fortuna stessa di questo genere artistico: il legame tra i calendarietti tascabili, la loro profumazione e le correlate réclame delle diverse case produttrici è stato infatti uno dei fattori più importanti per la loro stessa popolarità, permettendo che quei piccoli foglietti illustrati fungessero da veicolo pubblicitario gradevole e duraturo nelle tasche di intere generazioni. Accompagna la mostra il catalogo L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940 (Franco Cosimo Panini) con testi figurine3del curatore Giacomo Lanzilotta e di Maurizio De Paoli. Accanto un ampio repertorio iconografico di circa 300 immagini, i testi di Giacomo Lanzilotta mettono in luce per la prima volta in maniera completa e sistematica le biografie di artisti noti e meno noti che hanno lavorano nella micrografica. Maurizio De Paolo si concentra invece su un’analisi storica approfondita di questa particolare forma d’arte. Sabato 16 e domenica 17 settembre dalle 16.00 alle 18.00 a ciclo continuo, sarà possibile partecipare a Questione di naso. Indovina
l’odore, percorso olfattivo a ingresso libero per testare le nostre capacità di riconoscere gli odori. Ai partecipanti, grandi e piccoli, un piccolo omaggio profumato.
Orari:da mercoledì a venerdì 10.30-13; 15-19 sabato, domenica e festivi 10.30-19 lunedì e martedì chiuso Orari per il festivalfilosofia venerdì 15: 9-23 sabato 16: 9-01 domenica 17: 9-21 Orari 25 dicembre 2017 e 1 gennaio 2018: 15-19 Ingresso gratuito Info http://www.museodellafigurina.it

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Decoder: Se non lo compri non vedi più niente?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

“Se non compri il decoder non vedi piu’ niente”. Questa la pubblicità a piena pagina sui quotidiani romani relativa al passaggio al digitale terrestre nel Lazio dal 16 prossimo. Sembra, quindi, che chi non sia in possesso di un televisore con  un decoder non potra’ vedere i programmi televisivi. Non ci risulta che sia cosi’ perche’ coloro che sono abbonati a Sky potranno continuare a vedere i canali satellitari. Per ulteriori informazioni abbiamo provato a digitare i siti internet riportati nella pubblicita’: http://www.laziodigitale.tv e http://www.decoder.comunicazioni.it.  Il primo continua sulla stessa linea della reclame; leggiamo che “per poter continuare a ricevere le trasmissioni, e’ necessario che ogni televisore sia collegato ad un decoder”. Il secondo sito, del ministero dello Sviluppo Economico, ci lascia perplessi. Infatti, se si passa attraverso un motore di ricerca (Google) compare la scritta “Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione  di Adobe Flash Player”; cliccando sulla icona si accede al programma di istallazione che pero’ ha l’avvertenza “questo tipo di file puo’ danneggiare il computer”, il che induce a non proseguire. Se invece si clicca direttamente l’indirizzo http://www.decoder.comunicazioni.it si accede al sito dove non c’e’ l’icona di Adobe Flash Player e quindi non c’e’ necessita’ di scaricare la nuova versione. Insomma, l’informazione impera, la chiarezza pure e il cittadino ha, sempre piu’, la sensazione che delle istituzioni e’ bene diffidare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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