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Posts Tagged ‘reclutamento’

Scuola: Supplenze, i presidi costretti ad assumere gli studenti universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Il reclutamento dei docenti precari è così male organizzato che pur in presenza di una mole altissima di precari storici, non tutti sotto contratto, i dirigenti scolastici per coprire le tante cattedre vuote si stanno rivolgendo agli studenti non ancora laureati che hanno prodotto una semplice domandina alle scuole con il sistema, nemmeno previsto dalla legge, della “messa a disposizione”.La modalità, denunciata prima di tutti dall’Anief, sta prendendo largo, dopo che si è allungata la lista delle regioni, come Veneto, Lombardia e Piemonte, ma anche del Sud, come Sardegna, Abruzzo e la Sicilia, con sempre più graduatorie ad esaurimento e di merito prive di candidati: a mancare all’appello, sono soprattutto docenti di sostegno, italiano, matematica e discipline tecniche alle superiori.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Se la politica avesse dato retta all’Anief e all’Unione europea, non saremmo ridotti in questo stato. Sarebbe bastato prevedere dei canali di accesso ai ruoli attraverso graduatorie di istituto provinciali per tutti i docenti e laureati ivi inseriti, scorrendo, le graduatorie di merito esistenti, senza licenziare il personale assunto con riserva. È un paradosso, nel Paese del mondo col più grande numero di aspiranti insegnanti, nelle scuole si deve tamponare con la chiamata diretta dei laureandi: peggio di così non si poteva fare. Speriamo che il ministro Fioramonti ci ascolti” Se in un Paese moderno, come l’Italia, decine e decine di migliaia di supplenze della scuola pubblica vengono affidate ai presidi, c’è qualcosa che non quadra: perché i poveri dirigenti scolastici, prima tentano di reperire i supplenti con le graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia. Sempre più spesso, però, si rendono conto che queste liste non bastano.

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Nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, non si scoraggia per la crisi di Governo: a colloquio con Orizzonte Scuola, il sindacalista la interpreta, anzi, come un’opportunità per rilanciare un nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola. Un piano che porti finalmente alla stabilizzazione anche del personale Ata, educativo e assistente alla comunicazione, che confermi i ruoli assegnati con riserva, che proceda da un doppio canale di reclutamento per i docenti su tutti i posti vacanti a livello nazionale, inclusi Quota 100, assuma gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari, a livello provinciale dalle Gae e in caso di loro esaurimento dalle graduatorie di istituto.

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La Commissione europea avvia la procedura di reclutamento del personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

La Commissione europea ha aperto il sito Internet dell’Autorità europea del lavoro (ELA) e ha avviato la procedura di reclutamento del personale.
Considerato che oltre 17 milioni di europei vivono o lavorano in uno Stato membro diverso da quello di origine, l’Autorità aiuterà i singoli, le imprese e le amministrazioni nazionali a beneficiare delle opportunità offerte dalla libera circolazione delle persone e sarà uno strumento utile per garantire una mobilità del lavoro equa.
Lo scorso 13 giugno, gli Stati membri hanno scelto Bratislava come sede dell’ELA, ma nella fase di lancio, l’Autorità sarà ospitata dalla Commissione a Bruxelles, fino al completamento del quartier generale in Slovacchia. La nuova Autorità sarà istituita il 31 luglio e le sue attività avranno inizio a metà ottobre, con la prima riunione del comitato direttivo e la presentazione del programma di lavoro.L’ELA dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa entro il 2024, con uno staff di circa 140 persone, alcune delle quali saranno distaccate dagli Stati membri e ricopriranno il ruolo di funzionari nazionali di collegamento. La Commissione ha appena pubblicato i primi avvisi di posto vacante dell’Autorità nella sezione posti vacanti.

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Reclutamento di 70 Medici di medicina generale nella zona di Londra da parte di Paragona

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Ci sono ancora 70 posti per Medici di medicina generale da inserire nel programma di reclutamento Paragona per il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS). L’offerta è rivolta ai medici di molti paesi dell’UE, tra cui Italia, Bulgaria, Croazia, Grecia, Lituania, Polonia e Spagna. La prossima classe di medici che sarà formata avrà l’opportunità di lavorare in due delle aree più attraenti del Regno Unito.
L’Hertfordshire e il West Essex sono tra le più pittoresche contee del sud dell’Inghilterra, con scuole eccellenti e a breve distanza dal centro di Londra. Secondo una classifica di uSwitch Better Family Life Index, che ha esaminato la qualità della vita in 138 contee britanniche, l’Hertfordshire è il posto migliore in Gran Bretagna per vivere. Sia l’Hertfordshire che il West Essex sono famosi per le pittoresche cittadine e le riserve naturali che sono diventate uno dei panorami preferiti dei cineasti.
“Scuole straordinarie, una location a 20 minuti di treno da Londra, con 50 chilometri di spiagge, l’Università di Cambridge e l’aeroporto di Luton a due passi rendono facile bilanciare carriera e famiglia”, ha detto Martin Ratz, direttore e co-fondatore di Paragona. “I medici del nostro programma saranno contenti del fatto che la loro settimana lavorativa – inizialmente di 17 ore e poi in aumento fino a 37,5 ore – lascerà loro molto tempo per godersi l’ambiente circostante.”
Le domande devono essere presentate entro e non oltre il 22 giugno. Salari annuali da 70,000 a 200,000 GBP. “Ciò che contraddistingue l’offerta di Paragona è che i partecipanti ricevono lo stipendio pieno durante il periodo di formazione e fino a 8.000 sterline per i costi di trasferimento”, ha aggiunto la signora Łozińska. “Inizialmente, i medici di famiglia, che passano circa 17 ore alla settimana nella loro clinica, guadagnano circa 70.000 sterline all’anno. Dopo questo periodo di adattamento, il carico di lavoro aumenta a 37,5 ore settimanali e lo stipendio annuale sale a 80.000 sterline. Dopo due o tre anni, un medico di solito arriva a guadagnare 90.000 sterline all’anno.” Molti degli ospedali e delle cliniche britanniche che lavorano con Paragona sono alla ricerca di medici per incarichi permanenti o per collaborazioni aziendali ed anche per posizioni dirigenziali. In quest’ultimo caso, i salari annuali possono arrivare a 200.000 sterline.

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Scuola: Due Italie, due sistemi di reclutamento, alla faccia dell’accordo tra Governo e sindacati

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Mag 2019

Nella provincia di Bolzano con il diploma magistrale e tre anni di servizio si entra nelle graduatorie per il ruolo. Nel resto d’Italia, dopo aver superato l’anno di prova, si è licenziati. Ecco perché Anief continua a ricorrere per l’aggiornamento delle GaE. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che tiene tanto all’autonomia deve spiegare perché non segue l’esempio. Mentre nel territorio nazionale si rimane ancorati alle ultime due pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e non si consente ai docenti abilitati dopo il 2012 o con un diploma abilitante d’inserirsi nelle GaE né ai supplenti con 36 di servizio di seguire un corso abilitante ed essere assunti, la Giunta Provinciale di Bolzano, per evitare nuovi ricorsi in Europa, innova la procedura di reclutamento, per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali e delle Graduatorie di istituto per l’anno scolastico 2019/2020, utilizzate ai fini della stipulazione di contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato nelle scuole a carattere statale in lingua italiana della provincia di Bolzano. Le liste di attesa, che è stato possibile aggiornare fino al 6 marzo scorso, sono nuove graduatorie provinciali, non molto diverse dalle GaE, e d’Istituto. Per le sole graduatorie di Tedesco seconda lingua è possibile richiedere il nuovo inserimento, trattandosi di graduatorie di durata annuale. Il caso di Bolzano è importante, perché nelle nuove Graduatorie provinciali – scrive Orizzonte Scuola – hanno potuto richiedere il nuovo inserimento i docenti di Tedesco L2 in quanto le graduatorie hanno validità annuale, i docenti già iscritti nelle graduatorie di istituto della provincia di Bolzano valide per gli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 che abbiano prestato tre anni di servizio in possesso del prescritto titolo di studio nelle scuole statali, a carattere statale, nelle scuole paritarie o nelle scuole professionali. La Delibera n. 1421 del 19/12/2017, indirizzata proprio ai docenti abilitati inseriti in seconda fascia, oltre che a docenti abilitati a seguito di frequenza dei percorsi speciali abilitanti di cui all’articolo 15, comma 1/ter, del decreto del Miur 10 settembre 2010, n. 249, e successive modifiche, riguarda tutti gli inseriti in terza fascia; i docenti di religione abilitati in possesso di idoneità rilasciata in via permanente dall’ordinario diocesano; i docenti con diploma magistrale o titolo di studio sperimentale dichiarato equivalente conseguito entro il 2001/2002 inseriti nelle succitate graduatorie d’istituto. Per l’inclusione, ai fini del computo dei tre anni di servizio, un anno di servizio deve comprendere almeno 180 giorni anche non continuativi all’interno del medesimo anno scolastico o, ai sensi delle norme vigenti, deve essere prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. I tre anni di servizio possono essere non continuativi. Anief ricorda che continua a chiedere e a combattere in tutte le sedi possibili per la riapertura della GaE su tutto il territorio nazionale, ma anche la stabilizzazione automatica di chi ha effettuato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei abusi verso il personale precario o anche quello già di ruolo. Il giovane sindacato, infine, tutela pure chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti con tanti zeri. Se poi con la regionalizzazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si facesse anche così, potremmo dire di avere veramente due Italie, a dispetto di un accordo tra Governo e sindacati che vorrebbe garantire a parole un unico sistema di reclutamento.

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“Su regionalizzazione e reclutamento il Ministro dell’Istruzione sta sbagliando: si fermi, finché è ancora in tempo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo le ultime dichiarazioni del titolare del Miur, Marco Bussetti, con le quali apre le porte all’autonomia differenza e alla volontà di assumere nei ruoli in prevalenza insegnanti giovani, come se quelli più esperti e avanti negli anni non fossero più utili o, peggio ancora, mai esistiti. Invece la vera autonomia passa per gli organici differenziati, in base alle esigenze del territorio, senza disperdere preziose risorse umane
Il Governo conferma la volontà di regionalizzare diversi servizi pubblici, tra cui l’Istruzione. Lo ha ribadito il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca,: “Noi – ha detto Marco Bussetti – abbiamo lavorato fino ad adesso per consentire il percorso che la Regione Veneto ha chiesto, come la Lombardia, verso l’autonomia. Non è una questione di scuola regionalizzata ma di responsabilità locali che si assumono su un territorio per garantire e migliorare il servizio”. Nella stessa circostanza, per quel che riguarda il nuovo modo di selezionare il corpo docente, Marco Bussetti ha tenuto a specificare che il suo “obiettivo è quello di portare in cattedra docenti più giovani e preparati. Meglio avere docenti in gamba che effettuare grandi riforme”, ha concluso il Ministro. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quelle toccate dal Ministro dell’Istruzione sono due facce della stessa medaglia, fatta di una scuola che non guarda più ai bisogni del territorio (fortemente disomogenei, con il Sud in forte ritardo) e degli alunni, ma diventa autoreferenziale ed in perenne competizione con gli altri istituti, che così diventano dei competitor anziché degli alleati con i quali far crescere assieme i propri giovani iscritti ai corsi formativi. In questa logica, di tipico stampo aziendalista, rientrano anche i nuovi insegnanti: dopo avere servito lo Stato per diversi anni, anche per decenni, ora Marco Bussetti ci viene a dire che la scuola ha bisogno di docenti giovani. E gli altri?”. “Gli attuali insegnanti precari, partiti dalla gavetta e con esperienza da vendere, nemmeno si menzionano. Eppure sono tantissimi, oltre 100 mila, molti dei quali sopra i 40 anni, quasi la metà dei quali passati a fare supplenze. Come con la regionalizzazione, da attuare a tutti i costi, anche contro il volere del Movimento 5 Stelle, la Lega fa finta di non sapere che l’Italia è fatta di territori e di scuole più avanti ed altri decisamente indietro, anche con il reclutamento si guarda solo al nuovo che avanza. Dimenticando che, come da vent’anni ci dice l’Europa, prima vanno stabilizzati i precari storici e con almeno 36 mesi di servizio alle spalle”. “Per quale motivo, anziché introdurre norme discutibili se non inutili, il Miur si adopera per avviare finalmente la logica degli organici di docenti e Ata differenziati? In questo modo, plasmando le unità di lavoro in base alle necessità specifiche di ogni scuola, non solo in base al numero di alunni iscritti, come avviene oggi, si ritaglierebbe l’’offerta formativa alle vere esigenze del territorio. Soprattutto, verificando i tassi di disoccupazione e di Neet, oltre che di criminalità e di dispersione scolastica. È questa – conclude il sindacalista Anief – la vera regionalizzazione”

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Reclutamento e organici, cambiate alcune regole della Buona Scuola ma la strada è ancora lunga

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Uno studio della Camera riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all’abolizione dell’anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

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Scuola – Il 2019 sarà l’anno dei concorsi e del nuovo reclutamento, ma non della fine del precariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Poco hanno fatto i due recenti concorsi riservati: dopo il primo riservato agli abilitati nella secondaria a cui ha aderito meno della metà del personale abilitato con il TFA e il PAS o ancora presente nella terza fascia delle GaE, continuano a rimanere vacanti 50 mila cattedre; al secondo, per infanzia e primaria, ha rinunciato una maestre su tre inserita in GaE con riserva a cui è stato rinnovato il contratto soltanto fino al 30 giugno, mentre si attende una nuova decisione della Plenaria e della Cassazione. Nel frattempo, altri 20 mila insegnanti hanno fatto ricorso con Anief avverso l’esclusione delle nuove procedure, quasi il 20% delle domande prodotte, la prima delle quali è già al vaglio della Consulta. Saranno chiuse pure le Facoltà di scienze della formazione primaria, visto il valore abilitante del solo concorso? Il piano predisposto dal Miur e dal governo attraverso l’appena approvata Legge di bilancio non stroncherà, pertanto, la piaga della supplentite: le procedure selettive ordinarie e straordinarie, infatti, andranno a stabilizzare solo una minima parte dei precari di lungo corso. Gli stessi che i giudici e l’Europa chiedono invece di assumere in ruolo, in modo automatico, dopo 36 mesi di supplenze. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, invece di puntare tutto sui concorsi, il nuovo Ministro dell’Istruzione avrebbe dovuto riaprire le GaE – come si è sempre sostenuto nei tribunali italiani ed europei – per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno: pensare che tutto possa risolversi con l’utilizzo dei concorsi, ancora meglio se straordinari, è stato un errore strategico, costato caro al governo Renzi. E ora potrebbe accadere lo stesso a quello del M5S e della Lega. I numeri parlano chiaro: non era mai successo che in un triennio andassero vacanti complessivamente 50 mila assunzioni in ruolo a fronte di un numero tre volte superiori di personale abilitato.

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AMC Italia recluterà 1.700 nuovi venditori nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

Una cucina sana ed equilibrata, ma allo stesso tempo gustosa e, perché no, anche facile e rapida, grazie all’innovazione tecnologica. È questo ciò che desiderano gli italiani, che a tavola sono sempre più attenti e consapevoli di ciò che mangiano, e quindi sono disposti a investire in prodotti di alta qualità. Si inserisce pienamente in questo trend il successo di AMC Italia, azienda leader dei sistemi di cottura, parte di un gruppo internazionale, che ha appena festeggiato i 55 anni di attività (in Italia è presente dal 1970) e, per moltissime famiglie, è diventata col tempo sinonimo di unità di cottura che durano una vita, con tecnologie avanzate per cucinare senza aggiunta di grassi e con funzioni di controllo di temperatura e risparmio del tempo.L’azienda, il cui modello di business è basato sui “party” a casa dei clienti, chiude un 2018 di innovazione regalandosi una nuova sede di proprietà a Rozzano, moderna e ultratecnologica, che sarà inaugurata ufficialmente il 5 gennaio con un grande meeting in cui saranno annunciate le strategie per il 2019. «Strategie che, come sempre, avranno al centro le persone – spiega il direttore generale di AMC Italia Joerg Samulowitz –: per il 2019 abbiamo infatti in programma di inserire in tutta Italia 1.700 nuovi collaboratori, con focus nelle regioni dove non siamo ben rappresentati, come la Liguria, e altre dove intendiamo consolidare la nostra posizione, come la Sicilia.L’obiettivo a medio-lungo termine è quello di portare AMC in tutte le regioni italiane».Le persone che decidono di entrare nell’organizzazione, dopo un periodo di formazione gratuita e affiancamento, diventeranno incaricate alla vendita dei prodotti tramite dimostrazioni nelle case. Il loro ruolo unirà all’aspetto della vendita anche quello consulenziale, come “Ambasciatori di benessere”. Il lavoro è flessibile e dà spazio sia a chi desidera aggiungere un’entrata al proprio reddito, sia a chi punta ad una carriera professionale con guadagni più alti. «Le opportunità in un campo come il nostro, legato al food, sono molto attrattive – spiega Samulowitz – perché il mercato richiede sempre di più figure qualificate, in grado di proporre prodotti per la cucina di alto profilo, dalle mille potenzialità, adatti a un’alimentazione equilibrata».La filosofia della sana e corretta alimentazione è alla base dell’attività di AMC Italia. Da sempre l’azienda punta su qualità e tecnologia e negli ultimi anni ha lanciato prodotti come Easyquick – coperchio che consente di cuocere a vapore con controllo totale della temperatura e risparmio del 50% del tempo, mantenendo inalterate le proprietà nutritive dei cibi – e Ovale Grill, la novità 2018: un’unità di cottura per grigliare sia in casa sia all’aperto senza aggiunta di oli e grassi.«Questi e altri nuovi prodotti che lanceremo nel 2019 – spiega ancora Samulowitz – saranno protagonisti di numerose iniziative e showcooking, in tutte le nostre sedi italiane e in particolare nel nostro nuovo quartier generale di Rozzano, dove il rinnovato laboratorio del gusto AMC accoglierà non solo i nostri venditori, ma anche il pubblico».

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Scuola: Reclutamento, verso 200 mila precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Secondo il presidente nazionale Anief occorrono interventi urgenti, altrimenti a breve l’eccesso di supplenze rischierà di compromettere la regolarità del nostro sistema scolastico e l’Europa sarà sempre più lontana: basta ricordare che più di 60 mila cattedre sono andate deserte, nonostante il numero dei docenti abilitati sia quattro volte superiore, mentre quasi il doppio viene dato in supplenza. Pertanto, secondo il sindacalista per sconfiggere la precarietà bisogna da subito sbloccare il doppio canale di reclutamento ed estenderlo alle graduatorie d’istituto, confermando nei ruoli chi è stato assunto con riserva a partire dai quasi 10 mila maestri con diploma magistrale. I nuovi concorsi straordinari o ordinari non sono la soluzione al problema. Al Senato, Anief ripresenterà gli emendamenti al nuovo testo del disegno di legge di Stabilità.

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La Legge di Bilancio riforma il reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l’abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l’aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell’inglese e dell’educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

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Il nuovo reclutamento del personale docente e Ata della scuola passa per il modello trentino

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Ciò significa che i concorsi pubblici diverrebbero regionali. Una filosofia “a tutto tondo” che riguarderebbe addirittura i contenuti didattici, più incentrati su discipline prettamente locali. Si ragiona come se la scuola pubblica italiana non fosse costituzionalmente un’entità nazionale, ma bensì territoriale. Il sindacato, però, ricorda che nell’ambito del processo di attribuzione delle competenze relative alle norme generali sull’istruzione bisogna tenere conto del rispetto degli articoli 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione, come ribadito dalla stessa Consulta in tema di reclutamento degli insegnanti, residenza professionale e servizi legati ai soli residenti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si dice “pronto ad impugnare qualsiasi norma che impedisca al personale della scuola la mobilità lavorativa in tutto il territorio nazionale”.

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Scuola – Novità sul reclutamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

E sul transitorio rimesso dalla Consulta, meglio riaprire le GaE subito ed evitare il nuovo contenzioso, così da assumere i precari abilitati nella primaria e nella secondaria immediatamente con una chiara risposta della politica che eviti un nuovo contenzioso giudiziario. La frase del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti potrebbe far ben sperare tutti gli aspiranti giovani insegnanti che dovranno partecipare ai prossimi concorsi per la scuola secondaria del Fit a numero chiuso, ma le modifiche richieste sulla riduzione del percorso di formazione/tirocinio potrebbero allungare i tempi della pubblicazione, visto che necessariamente ci vorrebbe una modifica legislativa al Decreto legislativo n. 59/17. Né la sentenza della Consulta che deciderà sul primo concorso straordinario bandito fa confidare nel meglio sulle sorti della pubblicazione dell’altro concorso non selettivo previsto dal Decreto Dignità per la primaria e l’infanzia. Nel frattempo attendono di sapere cosa fare anche i supplenti con 36 mesi di servizio non abilitati e di rientrare nelle proprie regioni i neoassunti cacciati dalla Buona Scuola a casaccio nelle varie regioni italiane per colpa di un algoritmo impazzito, come la maionese. Per i precari, l’unica speranza rimane la riapertura delle GaE, richiesta non soltanto dalle maestre per evitare il licenziamento e il balletto delle supplenze, ma anche dai docenti abilitati con il Tfa a numero chiuso nella scuola secondaria che la richiedono anche come dovere nei confronti di chi ha scelto di insegnare nella scuola pubblica consapevolmente e non per ripiego, di chi ha studiato e dimostrato di avere i requisiti per farlo.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, afferma che “nel paese con la classe docente più anziana del mondo, con oltre il 60% dei docenti over50 e l’età media di immissione in ruolo superiore ai 40 anni di età, abbiamo bisogno di giovani preparati, sin dai primi anni della formazione, e da inserire nel mondo della scuola. Per quanto riguarda poi il transitorio, è necessario riaprire le GaE a tutti gli abilitati per evitare il contenzioso che, stando così le cose, ci sarà certamente: lo gridiamo a gran voce da tantissimo tempo e siamo pronti a ribadirlo insieme con gli interessati, che sappiamo già da adesso essere numerosissimi, in occasione dello sciopero di martedì prossimo 11 settembre e della manifestazione a Roma davanti a Piazza del Parlamento”.

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Scuola – Diplomati magistrale: il Parlamento prenda atto che il reclutamento transitorio sta fallendo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è tornado a occuparsi della questione dei Diplomati magistrale e della soluzione presente nel decreto Dignità approvato dal CdM: ha detto che la sentenza è chiara, i docenti hanno sottoscritto contratti con clausola risolutiva, il Consiglio di Stato ha confermato che il titolo è abilitante ma non dà diritto alle graduatorie ad esaurimento. Ha quindi aggiunto che le sentenze potranno essere attivate entro 120 giorni, da quando i tribunali le notificheranno e dunque non ci sarà alcuna esclusione automatica dalle graduatorie. Spera, infine, di giungere presto a una soluzione equa. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Il Governo riapra le graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, riconosca l’abilitazione delle 50 mila maestre che insegnano nelle nostre scuole e rispetti quanto ci dice l’Europa sul precariato, trasformando tutto l’organico di fatto in organico di diritto. Questa è l’unica soluzione equa e possibile da adottare. Ogni altra strada porterà alla riapertura del contenzioso, magari dopo che, fra qualche anno, la Cedu e la Cassazione ci diranno che la sentenza dell’adunanza plenaria era sbagliata.

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Scuola: Reclutamento docenti, dal 2020 si cambia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa norma è contenuta nella bozza di decreto, approvata sabato scorso dal Consiglio del Ministri, sul riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria: per altri tre anni, “si applica la disciplina transitoria”, quindi per assegnare la metà dei posti vacanti e disponibili continueranno ad essere utilizzate le GaE e potrà “essere indetto un corso di Tirocinio Formativo Attivo per le classi di concorso e tipologie di posto per le quali sono esaurite le graduatorie ad esaurimento provinciali”. C’è poi una puntualizzazione da fare sul testo in via di approvazione: siccome i tirocinanti saranno utilizzati anche per svolgere attività di docenza, soprattutto su posti che risulteranno provvisoriamente liberi, è bene scrivere subito nero su bianco che dovranno percepire lo stesso stipendio (a fronte degli stessi diritti) del personale docente di ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sistema scolastico non può bloccarsi perché gli aspiranti all’immissione in ruolo, selezionati e formati nelle università per farlo, continuano ad essere assurdamente messi da parte. Come se fossero dei docenti di serie B. Il Governo ha l’occasione per farlo, per collocarli finalmente nelle GaE, proprio attraverso la modifica del decreto delegato ora allo studio delle Commissioni Parlamentari e da approvare in via definitiva entro due mesi. Inolte un tirocinante giunto al terzo anno di formazione, dopo aver acquisito la laurea, poi l’abilitazione, vinto il concorso e formatosi sul campo per un ulteriore biennio, è praticamente un insegnante a tutti gli effetti.

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Riforma universitaria: Parere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Nicola Murdaca presidente dell’Associzione Studenti in Primo Piano, operante all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Domenico Paternoster consigliere nazionale degli studenti universitari eletto con Azione Universitaria, si sentono in dovere di ribadire il loro giudizio estremamente positivo circa la Riforma Gelmini oggi in discussione alla camera. “Il testo ddl 1905 va a colmare e correggere tutti i buchi che presenta oggi il sistema universitario italiano a partire dalla governance, al reclutamento di professori e ricercatori, al fondo premiale e il fondo per il merito per gli studenti universitari. Penso sia mera strumentalizzazione la protesta alla quale stiamo assistendo in questi giorni, soprattutto dopo che il Governo ha dato una risposta ai ricercatori prevedendo il salto di carriera a professore associato di 9000 ricercatori nel quinquiennio 2011-2016; ai tagli, prevedendo maggiori risorse per l’anno 2011 pari a 1 miliardo di euro. Sono contestualmente contento che le richieste sia del nostro Rettore Ornaghi e sia della nostra associazione Studenti in Primo Piano, riguardo maggiori fondi per le Università Cattoliche, ricevano una risposta positiva atraverso un incremento dei finanziamenti pari a 245 milioni di euro.” così Nicola Murdaca Presidente dell’Associazione Studenti in Primo Piano. “In questo modo – dichiara Generoso De Cristoforo responsabile dell’associazione studenti in Primo Piano per la facoltà di medicina – le università private che sono oggi centro di eccellenza sia in Italia che in Europa, come ad esempio la facolta di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma che è ai primissimi posti per produzioni scientifiche e per la sperimentazione di farmaci no profit, vengono poste al centro dell’attenzione da questa riforma che mira a premiare la
qualità”

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Gli sprechi del ministro La Russa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

“Mentre i Sindacati di Polizia e i Cocer delle Forze Armate avviano una trattativa con il Governo per ripartire in qualche modo i pochi soldi stanziati per il rinnovo del contratto di lavoro per il biennio economico 2008-2009, mentre ancora è nel vivo la protesta delle Forze dell’Ordine contro i pesanti tagli al comparto Sicurezza-Difesa, il Ministro della Difesa La Russa dà il via al suo assurdo e inutile progetto di ‘mini-naja’, che costerà al Paese ben 20 milioni di euro!”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “Venti milioni di euro che serviranno al reclutamento di migliaia di giovani che per tre settimane potranno giocare ai soldatini e fare vacanza presso una delle caserme dell’Esercito: roba da marmittoni alle grandi manovre!”. “Uno spreco enorme e ingiustificato – dice il leader del COISP – soprattutto in un momento in cui le Forze dell’Ordine, quelle vere, spesso non hanno il carburante per le auto di servizio o la carta per le fotocopie. La Russa ritiri il suo ridicolo progetto e investa i soldi dei contribuenti per dotare le Forze dell’Ordine di mezzi e risorse adeguate per contrastare il crimine e garantire la sicurezza dei cittadini”.

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Reclutamento di bambini soldato in Somalia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 Mag 2010

“Siamo sbigottiti nello scoprire che il reclutamento e l’impiego di bambini come soldati da parte di gruppi armati in Somalia è in aumento. Tutte le parti in conflitto sono coinvolte, e in alcuni casi vengono reclutati anche bambini di nove anni.   Recenti rapporti indicano che le scuole sono utilizzate come centri di reclutamento e che i bambini soldati vengono spesso picchiati o giustiziati dopo la cattura.   L’utilizzo di bambini da parte dei gruppi e delle forze armate è un crimine di guerra. Dobbiamo fermarlo immediatamente. Tutte le parti coinvolte devono rilasciare i bambini. L’impunità deve cessare e gli autori devono essere assicurati alla giustizia.   I bambini che sono stati reclutati sono vittime e devono essere trattati di conseguenza.   L’UNICEF e l’ufficio del Rappresentante speciale del Segretario Generale ONU per i bambini e i conflitti armati sono pronti ad offrire la loro assistenza nel processo di smobilitazione dei bambini somali e ad aiutarli a recuperare la loro infanzia e reinserirli nelle comunità.   Chiediamo inoltre alla comunità internazionale, compresi coloro che sostengono i gruppi somali, di condannare all’unanimità questa pratica e di utilizzare il proprio potere per porvi fine.   Bambini costretti ad indossare un uniforme e a portare una pistola subiscono danni psicologici e spesso anche fisici e, senza assistenza, crescendo, possono diventare istigatori di violenza e, come adulti, reclutatori di bambini soldato. L’utilizzo dei bambini soldato è una tragedia per la Somalia in questo momento e, se non viene attuato un intervento urgente, può anche minacciare la stabilità futura del paese. I bambini e i giovani costituiscono la maggioranza della popolazione della Somalia e meritano di avere una infanzia libera dalle atrocità di un conflitto armato”.

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La riforma Gelmini sull’università

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

Ha ottenuto l’approvazione del Consiglio dei Ministri la riforma dell’università. Annalisa Martino, responsabile dell’Italia dei Diritti per la Scuola e l’Istruzione, commenta così i contenuti del ddl illustrati in giornata dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini affiancata, in conferenza stampa dal collega di Governo Giulio Tremonti: ” Approvo l’idea dell’esecutivo di abolire i concorsi interni per l’assunzione dei docenti, procedura spesso sfruttata per inserire personale evitando logiche di merito, considero buona cosa imporre il limite di mandato a 8 anni per i rettori, giudico giusto – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – imporre la valutazione e il reclutamento di ricercatori e professori a contratto a personalità esterne all’ambiente accademico, in base a concrete pubblicazioni che testimonino l’effettiva valenza ed esperienza dei candidati, nonostante personalmente continui ad avversare l’inserimento del precariato all’interno dell’insegnamento. A quanto di buono varato dalla Gelmini auspico segua una reale e seria applicazione”. Concorde con la Martino il suo vice Cesare De Sessa, che aggiunge: ” Mi cruccio del fatto che il centro-sinistra non abbia pensato ad una simile iniziativa. Tra il dire e il fare ci sarà di mezzo un oceano, ma nella teoria il decreto rappresenta una soluzione per un parte dei problemi dell’università “

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Pacchetto università: Fondi alle più virtuose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Una parte dei fondi destinati alle Università (525 milioni di euro) sono stati assegnati quest’anno sulla base di criteri di valutazione che tengono conto della qualità della ricerca e della didattica. Previsto dall’art. 2 del decreto legge 180/2008 convertito nella legge n.1/2009 il provvedimento di assegnazione dei fondi è stato firmato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 24 luglio scorso. Le altre misure del “Pacchetto Università”: 1) Il regolamento sulla struttura e il funzionamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) che valuterà la qualità degli Atenei e degli Enti di ricerca. 2) Il taglio dei corsi inutili per avviare una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea. 3) Lo sblocco dei concorsi, con nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori che impongono modalità più trasparenti di formazione delle commissioni. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. In particolare, ogni titolo scientifico sarà valutato separatamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi, e sarà richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali (peer review).

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