Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘reclutamento’

Nuovo reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Secondo la stampa specializzata, il nuovo reclutamento degli insegnanti comincia a prendere forma. Fonti parlamentari, riferisce Orizzonte Scuola, parlano di uno schema che prevede concorsi con una sola prova scritta a risposte chiusa seguìto, per chi lo supera, dall’anno di formazione e prova. L’accesso alla procedura concorsuale sarà consentito solo previo conseguimento dell’abilitazione, che potrà essere acquisita totalizzando 60 CFU, di cui 24 riservati al tirocinio. Si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare, esattamente come le voci di una possibile nuova fase transitoria per i precari con almeno tre anni di servizio, che chiedono di essere assunti attraverso una procedura per titoli e servizi.“Il reclutamento dei docenti – ricorda Marco Giordano, Segretario generale ANIEF – è una delle riforme-chiave previste dal PNRR. È significativo che una parte delle risorse del Next Generation EU siano state destinate a questo, evidentemente anche l’Europa si è accorta di quanto sia inefficace il nostro sistema di assunzione dei docenti. Non si può continuare a lasciare scoperti ogni anno decine di migliaia di posti autorizzati per le immissioni in ruolo mentre crescono a dismisura i contratti a tempo determinato. Servono misure strutturali, anche sui precari storici, non l’ennesima e inutile fase transitoria”.Sul reclutamento, ANIEF da anni chiede il ritorno al sistema del cosiddetto “doppio canale”, che prevede assunzioni al 50% dai concorsi ordinari (da bandire con regolarità) e al 50% da graduatorie per titoli e servizi.“Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo sul reclutamento affinché non si ripetano gli errori del recente passato. L’argomento è di centrale importanza e non possiamo permetterci altri passaggi a vuoto”. Questa la richiesta dell’Anief, inviata anche formalmente al ministro, avanzata dal presidente nazionale Marcello Pacifico. “Come Anief – continua il leader del giovane sindacato – abbiamo analizzato il problema sotto tutti i profili e abbiamo una proposta forte che il ministero deve ascoltare e vagliare in sede ufficiale. È necessario riaprire i percorsi abilitanti presso le università e riconoscere finalmente il lavoro di chi è precario da tre o più anni. Il merito riguarda sia chi vince un concorso che chi fa questo mestiere da anni in attesa di essere stabilizzato. Gli uni e gli altri saranno, infine, valutati durante l’anno di prova, con buona pace di chi parla a vanvera di sanatorie”.

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Scuola: Reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2021

“Difficile coprire così tante cattedre vacanti entro settembre 2021. Le cattedre vuote sono davvero tante, più di 112mila. Leggendo il decreto Sostegni bis viene da pensare che chi lo abbia scritto non abbia contezza dei tempi organizzativi delle scuole” così la segretaria generale Cisl Scuola, Maddalena Gissi, ha commentato il decreto Sostegni bis pubblicato ieri in Gazzetta a “L’ora di buco, storie di vita scolastica”, la trasmissione radiofonica di Tuttoscuola su Radio Cusano Campus.Numerose le criticità evidenziate dalla Gissi sul decreto che ha riformato il reclutamento della scuola: per fare in modo di coprire il maggior numero di cattedre vacanti entro l’avvio del nuovo anno scolastico, viene previsto il recupero di 5 classi di concorso STEM attraverso i concorsi ordinari e l’assunzione di circa 18mila precari storici con almeno tre anni di servizio. “Solo individuare la prima fascia con le tre annualità e recuperare le 5 discipline STEM con il concorso ordinario produrrà un effetto che in percentuale sarà molto al di sotto delle 70mila unità previste dal Ministro – ha detto Gissi -. Infanzia e Primaria hanno tante disponibilità residue in GAE e in prima fascia, ma le tre annualità limitano molto il personale di sostegno con titolo di specializzazione che non le ha”.”Ci chiediamo quale sia la ratio di questo modello di reclutamento. Certo, abbiamo aperto una breccia, si inizia a pensare che esiste una doppia modalità di assunzione, attraverso graduatoria e attraverso concorso. Avvieremo un’interlocuzione con il Parlamento e con il Ministro per chiedere l’apertura dei tavoli e modifiche incisive nel decreto Sostegni bis che presenta contenuti contraddittori che non favoriscono la risoluzione del problema della meritocrazia”. E un Tavolo sulla “Formazione iniziale, Reclutamento, Formazione permanente”, nell’ambito delle attività previste dal Patto, secondo quanto anticipato a Tuttoscuola, è stato intanto convocato dal Capo di Gabinetto del MI, Luigi Fiorentino, per il prossimo 3 giugno alle ore 10.Altra novità presente nel decreto Sostegni bis che ha suscitato parecchie perplessità da parte dei candidati sta nel fatto che chi non dovesse superare il concorso debba restare fermo un anno. “Ci fa molto sorridere questa cosa – ha commentato la segretaria Cisl Scuola – .Chi non supera il concorso starà fermo un anno per evitare l’affluenza che crea la corsa alla prova concorsuale. Non avendo il coraggio di fare delle preselettive, vogliono alleggerire a monte la partecipazione: un’idea fuori luogo!”.”Tutto dovrà essere espletato a breve, ma se le prove si completassero entro ottobre, saranno interrotti i rapporti lavorativi con i supplenti: una cosa che non è mai successa! Abbiamo bisogno di garantire continuità scolastica. Noi siamo dell’idea si debba aprire un percorso per abilitare il personale in seconda fascia”, ha concluso Maddalena Gissi.

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Scuola: Riforma reclutamento

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Come si andrà a realizzare la riforma del reclutamento voluta dalla Funzione pubblica? “Per quanto riguarda la scuola – spiega il leader dell’Anief – c’è un concorso ordinario che è stato bandito, ci sono centinaia di migliaia di domande presentate, ma se si cambiano le regole bisogna riaprire i termini. Inoltre, servirebbe un test semplificato da realizzare attraverso una prova scritta e un orale come prova simulata. Per quel che riguarda invece gli idonei che hanno svolto con esito positivo tutte le precedenti procedure concorsuali, come gli insegnanti di religione cattolica o coloro che hanno superato i concorsi ordinari e riservati tra il 2016 ed oggi, deve essere garantita la loro immissione in ruolo. Così come a coloro che risulteranno idonei all’ultimo concorso straordinario, le cui graduatorie sono state pubblicate o si è in procinto di farlo”.Il sindacalista autonomo ricorda che “per avere tutti gli insegnanti in cattedra a settembre sarà importantissimo dare la possibilità di assumere direttamente dalle graduatorie Gps, cioè dalle Graduatorie provinciali per le supplenze. Sono graduatorie per titoli già pronte e laddove le GaE sono esaurite, senza più candidati o non pronte le graduatorie del concorso straordinario”, vanno utilizzare “per evitare di trovarci con 70 mila cattedre nuove vacanti autorizzate per il ruolo e anche il ‘balletto’ delle supplenze”.Marcello Pacifico, quindi, sostiene che vi sono tutti i motivi per “ricorrere alla cosa più semplice: il reclutamento attraverso queste graduatorie, ovviamente facendo fare un corso di abilitazione per chi ne è sprovvisto con la valutazione finale e il tirocinio eventualmente svolto nell’anno di prova. Quindi, l’importante è avere tutti gli insegnanti a settembre: docenti che meritano, sia chi è risultato idoneo ai concorsi sia chi insegna da anni nelle nostre scuole”.

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Scuola e PA: Riforma reclutamento

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Ogni amministrazione pubblica definirà il concorso più adatto. “La novità – dice oggi il ministro Renato Brunetta – è rendere obbligatoria la fase iniziale della valutazione dei titoli di studio legalmente riconosciuti per l’ammissione alle prove successive, al posto dei test preselettivi a crocette. Una decisione coerente con le pratiche internazionali, ad esempio quella europea di Epso. Non saranno invece valutati all’inizio titoli di servizio o esperienza professionale”. Non vi sarebbe, quindi, alcuna intenzione di realizzare una preselezione per titoli di servizio. “Non è assolutamente vero. Servizio ed esperienza, insieme ai titoli di studio, potranno soltanto concorrere alla formazione del punteggio finale. Una facoltà, quest’ultima, nelle disponibilità delle singole amministrazioni da rendere eventualmente esplicita nei bandi di reclutamento, coerentemente con il livello di specializzazione del profilo da reclutare”, specifica il ministro.“La fase di valutazione – continua – prevista implica invece che le singole amministrazioni potranno individuare un numero massimo, più o meno ampio, di candidati, da ammettere alle prove successive, anche senza fissare un punteggio minimo che deve essere posseduto dai candidati. In base alla composizione della platea di partecipanti, potrebbero dunque accedere alle fasi successive anche tutti coloro che sono semplicemente in possesso dei requisiti di partecipazione”.Di questa possibilità e dell’intervento del ministro per la PA parla stamani Orizzonte Scuola: secondo la rivista specializzata “ad oggi l’unico dato certo è che i concorsi ordinari potranno essere avviati dalla data del 3 maggio, ma di fatto per la scuola non è stata ancora assunta nessuna decisione. I bandi non sono stati modificati e le indicazioni fornite nell’articolo” pubblicato oggi dal ministro Renato Brunetta “derivano dal nuovo Decreto ma non sappiamo come e se le novità saranno applicate”.Ma a quali concorsi della scuola già banditi si fa riferimento? Riguardano il DD n. 498 del 21 aprile 2020 per infanzia e primaria (12.861 posti) e il DD n. 499 del 21 aprile 2020 per la scuola secondaria I e II grado, i cui posti sono stati incrementati a 33.000 con il DD n. 649 del 3 giugno 2020. Quindi per complessivi oltre 45 mila cattedre da assegnare. A queste procedure vanno aggiunte quelle dei concorsi riservati ai docenti di Religione Cattolica e agli insegnanti specializzati sul Sostegno, per i quali si attendono ancora i bandi. Sommando tali procedure con quella straordinaria della secondaria, le cui prove uniche sono in fase di svolgimento, dovendo svolgere ancora le suppletive, come indicato dal Tar del Lazio, si arriva ad oltre 90 mila posti da docente da assegnare.Il sindacato Anief ribadisce l’importanza di attivare selezioni sulla base di titoli e servizi, andando ad utilizzare tutte le graduatorie già esistenti. Poi vanno attuati corsi abilitanti periodici, abbandonando il numero chiuso, oltre alla riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto e l’addio all’organico di fatto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief “abbiamo nella scuola oltre 100 mila posti in deroga o in organico di fatto, che fanno dell’Italia l’unico Paese europeo dove dominano le cattedre libere che ogni anno vengono affidate a docenti diversi. Diamole, quindi, a chi ha dimostrato sul campo di portare avanti egregiamente la professione”.

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Scuola: canale speciale di reclutamento per chi ha anni di esperienza d’insegnamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Si è appena concluso il webinar organizzato dal sindacato Anief “Concorso straordinario, pubblicazione graduatorie: quali tutele per i partecipanti e per gli esclusi?”, tenuto dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, e dal legale Anief Walter Miceli. È stato ribadito come chi lavora nella scuola da tanti anni debba ricevere il medesimo trattamento di chi vince un concorso.Nel corso della diretta, Marcello Pacifico ha affermato che, tra coloro che hanno insegnato nelle nostre scuole per più di 36 mesi, “il 15% non ha partecipato alla prova preselettiva: in alcune regioni i candidati sono stati meno dei posti messi a bando. Come sindacato, anche per coloro che non hanno superato la prova scritta, vogliamo impugnare la graduatoria finale. Nel frattempo non ci arrendiamo, abbiamo presentato emendamenti per permettere la loro stabilizzazione. Noi ci batteremo fino a quando lo Stato abuserà di contratti a tempo determinato: chi ha lavorato per anni nella scuola ha lo stesso diritto di chi ha vinto un concorso, bisogna dare ai precari una prospettiva”.Walter Miceli ha detto che “è necessario adottare misure contro la precarietà, che produce un danno esistenziale, perché è evidente che un insegnante che ha superato i 40 anni e non ha fatto altro che insegnare nella vita non può essere messo davanti al bivio di superare il concorso o vivere l’oblio senza possibilità di continuare questo lavoro. La direttiva comunitaria del 1999, che impone di sanzionare gli Stati membri che reiterano i contratti a tempo determinato, è stata ignorata per anni in Italia. Nel 2010 è stato varato un piano di riduzione dei docenti di sostegno che ha tagliato 100mila cattedre: da qui nasce il sindacato Anief, che ha avviato un’azione collettiva. Intanto con la sentenza Mascolo l’Italia deve adeguarsi all’Europa sui contatti a termine. La Buona scuola in seguito realizza un piano straordinario di assunzione per 100mila precari, ma avvia il piano di stabilizzazione solo per gli iscritti alle GaE”.“Serve dunque – continua l’avvocato Miceli – una graduatoria parallela a quella del concorso, che trasformi lentamente i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Chi ha lavorato per tanti anni insegnando e ha dedicato tutta la propria vita a questo deve essere o stabilizzato o deve avere risarcito il danno, davanti al giudice ordinario, non inferiore a 12 mensilità. Queste azioni dell’Anief sono strumenti di persuasione nei confronti dello Stato affinché la piaga del precariato sia abolita. Prima la voce di Anief che chiedeva di stabilizzare per titoli e servizi era marginale e solitaria, ma oggi le cose sono cambiate: molte forze politiche appoggiano la volontà del sindacato di riaprire il doppio canale di reclutamento. Si tratta adesso solo di convincere il legislatore, anche usando lo strumento del ricorso”.

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“Rinnovamento delle Pa e nuovo reclutamento”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

È il titolo del convegno organizzato dalla Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale (Rglps), con il sostegno della Fp Cgil, in programma venerdì 5 marzo in diretta sulle pagine Facebook di Collettiva e della Fp Cgil dalle ore 10 alle ore 13.30.L’iniziativa, aperta dai saluti di Serena Sorrentino (Segretaria generale Fp Cgil) e introdotta da Umberto Carabelli (Direttore Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale), vedrà la partecipazione di: Giancarlo Vecchi (Professore nel Politecnico di Milano): ‘Il reclutamento e la formazione nella PA: l’esigenza di individuare i profili di competenza necessari e sviluppare la formazione continua’; Antonio Naddeo (Presidente Aran): ‘Il reclutamento nelle PA: sistema degli inquadramenti nei contratti collettivi e fabbisogni reali di personale’; Sergio Gasparrini (Magistrato della Corte dei Conti): ‘Programmazione delle assunzioni: amministrazioni pubbliche a metà del guado tra vecchie prassi e nuove prospettive’; Alessandro Boscati (Professore nell’Università Statale di Milano): ‘Dalle esigenze dell’organizzazione alle modalità di reclutamento: punti critici della disciplina vigente e possibili interventi di riforma’; Vincenzo Luciani (Professore nell’Università degli Studi di Salerno): ‘I concorsi pubblici tra merito e imparzialità: quali modelli per soddisfare realmente i bisogni delle amministrazioni’; Barbara Gagliardi (Professoressa nell’Università degli Studi di Torino): ‘Ai confini del concorso pubblico: modelli atipici di concorso e nuove esigenze di reclutamento’; Lorenzo Zoppoli (Professore nell’Università degli Studi di Napoli – Federico II): ‘Il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni tra vincoli, parodie, buone pratiche ed emergenze. Come migliorare il sistema’. A chiudere i lavori Umberto Carabelli. Appuntamento venerdì 5 marzo in diretta Facebook dalle ore 10 sulle pagine di Collettiva e della Fp Cgil.

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Scuola: Reclutamento di docenti e ata, Anief chiede soluzioni urgenti per l’emergenza

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

Dopo l’incontro con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il presidente del giovane sindacato, Marcello Pacifico indica le linee guida: “Call veloce estesa alle graduatorie d’istituto provinciali, si sblocchino le assunzioni per personale amministrativo, tecnico e ausiliario”
Il giorno dopo l’incontro al ministero dell’Istruzione tra Lucia Azzolina, titolare del dicastero, e le delegazioni dei sindacati rappresentativi, idee chiare in casa Anief. A esprimerle è il presidente nazionale Marcello Pacifico, intervistato dal quotidiano on line Linkiesta: «Il ministro – sottolinea – si è impegnato sul lancio di specifici tavoli. Attraverso il concorso straordinario avremo 25mila assunti a settembre, ma ricordiamo come quest’anno toccheremo il record di 170mila supplenti. Per questo abbiamo chiesto al ministro di usare il meccanismo della chiamata veloce, estendendolo alle nuove graduatorie di istituto provinciali che saranno usate per stabilire le supplenze. In attesa che i concorsi abbiano seguito, cosa che non sarà veloce, almeno riusciremmo a reclutare gli stessi precari chiamati dalle graduatorie di istituto». I concorsi da soli non bastano. «Deve essere una scelta politica – puntualizza il leader di Anief – secondo noi quella che suggeriamo è l’unica soluzione per rispondere all’emergenza del precariato».Il personale scolastico necessario a far funzionare la macchina dell’istruzione non si limita a quello docente, e anche qui i problemi non sono da meno: «Per il personale Ata – argomenta nel corso della stessa intervista – abbiamo chiesto di risolvere il problema dei precari amministrativi, che da anni sono chiamati nelle nostre scuole. Abbiamo quindi richiesto un impegno a sbloccare queste assunzioni»

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Scuola: Supplenze, i presidi costretti ad assumere gli studenti universitari

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Il reclutamento dei docenti precari è così male organizzato che pur in presenza di una mole altissima di precari storici, non tutti sotto contratto, i dirigenti scolastici per coprire le tante cattedre vuote si stanno rivolgendo agli studenti non ancora laureati che hanno prodotto una semplice domandina alle scuole con il sistema, nemmeno previsto dalla legge, della “messa a disposizione”.La modalità, denunciata prima di tutti dall’Anief, sta prendendo largo, dopo che si è allungata la lista delle regioni, come Veneto, Lombardia e Piemonte, ma anche del Sud, come Sardegna, Abruzzo e la Sicilia, con sempre più graduatorie ad esaurimento e di merito prive di candidati: a mancare all’appello, sono soprattutto docenti di sostegno, italiano, matematica e discipline tecniche alle superiori.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Se la politica avesse dato retta all’Anief e all’Unione europea, non saremmo ridotti in questo stato. Sarebbe bastato prevedere dei canali di accesso ai ruoli attraverso graduatorie di istituto provinciali per tutti i docenti e laureati ivi inseriti, scorrendo, le graduatorie di merito esistenti, senza licenziare il personale assunto con riserva. È un paradosso, nel Paese del mondo col più grande numero di aspiranti insegnanti, nelle scuole si deve tamponare con la chiamata diretta dei laureandi: peggio di così non si poteva fare. Speriamo che il ministro Fioramonti ci ascolti” Se in un Paese moderno, come l’Italia, decine e decine di migliaia di supplenze della scuola pubblica vengono affidate ai presidi, c’è qualcosa che non quadra: perché i poveri dirigenti scolastici, prima tentano di reperire i supplenti con le graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia. Sempre più spesso, però, si rendono conto che queste liste non bastano.

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Nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, non si scoraggia per la crisi di Governo: a colloquio con Orizzonte Scuola, il sindacalista la interpreta, anzi, come un’opportunità per rilanciare un nuovo piano di reclutamento dei precari della scuola. Un piano che porti finalmente alla stabilizzazione anche del personale Ata, educativo e assistente alla comunicazione, che confermi i ruoli assegnati con riserva, che proceda da un doppio canale di reclutamento per i docenti su tutti i posti vacanti a livello nazionale, inclusi Quota 100, assuma gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari, a livello provinciale dalle Gae e in caso di loro esaurimento dalle graduatorie di istituto.

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La Commissione europea avvia la procedura di reclutamento del personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

La Commissione europea ha aperto il sito Internet dell’Autorità europea del lavoro (ELA) e ha avviato la procedura di reclutamento del personale.
Considerato che oltre 17 milioni di europei vivono o lavorano in uno Stato membro diverso da quello di origine, l’Autorità aiuterà i singoli, le imprese e le amministrazioni nazionali a beneficiare delle opportunità offerte dalla libera circolazione delle persone e sarà uno strumento utile per garantire una mobilità del lavoro equa.
Lo scorso 13 giugno, gli Stati membri hanno scelto Bratislava come sede dell’ELA, ma nella fase di lancio, l’Autorità sarà ospitata dalla Commissione a Bruxelles, fino al completamento del quartier generale in Slovacchia. La nuova Autorità sarà istituita il 31 luglio e le sue attività avranno inizio a metà ottobre, con la prima riunione del comitato direttivo e la presentazione del programma di lavoro.L’ELA dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa entro il 2024, con uno staff di circa 140 persone, alcune delle quali saranno distaccate dagli Stati membri e ricopriranno il ruolo di funzionari nazionali di collegamento. La Commissione ha appena pubblicato i primi avvisi di posto vacante dell’Autorità nella sezione posti vacanti.

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Reclutamento di 70 Medici di medicina generale nella zona di Londra da parte di Paragona

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Ci sono ancora 70 posti per Medici di medicina generale da inserire nel programma di reclutamento Paragona per il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS). L’offerta è rivolta ai medici di molti paesi dell’UE, tra cui Italia, Bulgaria, Croazia, Grecia, Lituania, Polonia e Spagna. La prossima classe di medici che sarà formata avrà l’opportunità di lavorare in due delle aree più attraenti del Regno Unito.
L’Hertfordshire e il West Essex sono tra le più pittoresche contee del sud dell’Inghilterra, con scuole eccellenti e a breve distanza dal centro di Londra. Secondo una classifica di uSwitch Better Family Life Index, che ha esaminato la qualità della vita in 138 contee britanniche, l’Hertfordshire è il posto migliore in Gran Bretagna per vivere. Sia l’Hertfordshire che il West Essex sono famosi per le pittoresche cittadine e le riserve naturali che sono diventate uno dei panorami preferiti dei cineasti.
“Scuole straordinarie, una location a 20 minuti di treno da Londra, con 50 chilometri di spiagge, l’Università di Cambridge e l’aeroporto di Luton a due passi rendono facile bilanciare carriera e famiglia”, ha detto Martin Ratz, direttore e co-fondatore di Paragona. “I medici del nostro programma saranno contenti del fatto che la loro settimana lavorativa – inizialmente di 17 ore e poi in aumento fino a 37,5 ore – lascerà loro molto tempo per godersi l’ambiente circostante.”
Le domande devono essere presentate entro e non oltre il 22 giugno. Salari annuali da 70,000 a 200,000 GBP. “Ciò che contraddistingue l’offerta di Paragona è che i partecipanti ricevono lo stipendio pieno durante il periodo di formazione e fino a 8.000 sterline per i costi di trasferimento”, ha aggiunto la signora Łozińska. “Inizialmente, i medici di famiglia, che passano circa 17 ore alla settimana nella loro clinica, guadagnano circa 70.000 sterline all’anno. Dopo questo periodo di adattamento, il carico di lavoro aumenta a 37,5 ore settimanali e lo stipendio annuale sale a 80.000 sterline. Dopo due o tre anni, un medico di solito arriva a guadagnare 90.000 sterline all’anno.” Molti degli ospedali e delle cliniche britanniche che lavorano con Paragona sono alla ricerca di medici per incarichi permanenti o per collaborazioni aziendali ed anche per posizioni dirigenziali. In quest’ultimo caso, i salari annuali possono arrivare a 200.000 sterline.

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Scuola: Due Italie, due sistemi di reclutamento, alla faccia dell’accordo tra Governo e sindacati

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 Maggio 2019

Nella provincia di Bolzano con il diploma magistrale e tre anni di servizio si entra nelle graduatorie per il ruolo. Nel resto d’Italia, dopo aver superato l’anno di prova, si è licenziati. Ecco perché Anief continua a ricorrere per l’aggiornamento delle GaE. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che tiene tanto all’autonomia deve spiegare perché non segue l’esempio. Mentre nel territorio nazionale si rimane ancorati alle ultime due pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e non si consente ai docenti abilitati dopo il 2012 o con un diploma abilitante d’inserirsi nelle GaE né ai supplenti con 36 di servizio di seguire un corso abilitante ed essere assunti, la Giunta Provinciale di Bolzano, per evitare nuovi ricorsi in Europa, innova la procedura di reclutamento, per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali e delle Graduatorie di istituto per l’anno scolastico 2019/2020, utilizzate ai fini della stipulazione di contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato nelle scuole a carattere statale in lingua italiana della provincia di Bolzano. Le liste di attesa, che è stato possibile aggiornare fino al 6 marzo scorso, sono nuove graduatorie provinciali, non molto diverse dalle GaE, e d’Istituto. Per le sole graduatorie di Tedesco seconda lingua è possibile richiedere il nuovo inserimento, trattandosi di graduatorie di durata annuale. Il caso di Bolzano è importante, perché nelle nuove Graduatorie provinciali – scrive Orizzonte Scuola – hanno potuto richiedere il nuovo inserimento i docenti di Tedesco L2 in quanto le graduatorie hanno validità annuale, i docenti già iscritti nelle graduatorie di istituto della provincia di Bolzano valide per gli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 che abbiano prestato tre anni di servizio in possesso del prescritto titolo di studio nelle scuole statali, a carattere statale, nelle scuole paritarie o nelle scuole professionali. La Delibera n. 1421 del 19/12/2017, indirizzata proprio ai docenti abilitati inseriti in seconda fascia, oltre che a docenti abilitati a seguito di frequenza dei percorsi speciali abilitanti di cui all’articolo 15, comma 1/ter, del decreto del Miur 10 settembre 2010, n. 249, e successive modifiche, riguarda tutti gli inseriti in terza fascia; i docenti di religione abilitati in possesso di idoneità rilasciata in via permanente dall’ordinario diocesano; i docenti con diploma magistrale o titolo di studio sperimentale dichiarato equivalente conseguito entro il 2001/2002 inseriti nelle succitate graduatorie d’istituto. Per l’inclusione, ai fini del computo dei tre anni di servizio, un anno di servizio deve comprendere almeno 180 giorni anche non continuativi all’interno del medesimo anno scolastico o, ai sensi delle norme vigenti, deve essere prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. I tre anni di servizio possono essere non continuativi. Anief ricorda che continua a chiedere e a combattere in tutte le sedi possibili per la riapertura della GaE su tutto il territorio nazionale, ma anche la stabilizzazione automatica di chi ha effettuato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei abusi verso il personale precario o anche quello già di ruolo. Il giovane sindacato, infine, tutela pure chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti con tanti zeri. Se poi con la regionalizzazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si facesse anche così, potremmo dire di avere veramente due Italie, a dispetto di un accordo tra Governo e sindacati che vorrebbe garantire a parole un unico sistema di reclutamento.

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“Su regionalizzazione e reclutamento il Ministro dell’Istruzione sta sbagliando: si fermi, finché è ancora in tempo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo le ultime dichiarazioni del titolare del Miur, Marco Bussetti, con le quali apre le porte all’autonomia differenza e alla volontà di assumere nei ruoli in prevalenza insegnanti giovani, come se quelli più esperti e avanti negli anni non fossero più utili o, peggio ancora, mai esistiti. Invece la vera autonomia passa per gli organici differenziati, in base alle esigenze del territorio, senza disperdere preziose risorse umane
Il Governo conferma la volontà di regionalizzare diversi servizi pubblici, tra cui l’Istruzione. Lo ha ribadito il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca,: “Noi – ha detto Marco Bussetti – abbiamo lavorato fino ad adesso per consentire il percorso che la Regione Veneto ha chiesto, come la Lombardia, verso l’autonomia. Non è una questione di scuola regionalizzata ma di responsabilità locali che si assumono su un territorio per garantire e migliorare il servizio”. Nella stessa circostanza, per quel che riguarda il nuovo modo di selezionare il corpo docente, Marco Bussetti ha tenuto a specificare che il suo “obiettivo è quello di portare in cattedra docenti più giovani e preparati. Meglio avere docenti in gamba che effettuare grandi riforme”, ha concluso il Ministro. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quelle toccate dal Ministro dell’Istruzione sono due facce della stessa medaglia, fatta di una scuola che non guarda più ai bisogni del territorio (fortemente disomogenei, con il Sud in forte ritardo) e degli alunni, ma diventa autoreferenziale ed in perenne competizione con gli altri istituti, che così diventano dei competitor anziché degli alleati con i quali far crescere assieme i propri giovani iscritti ai corsi formativi. In questa logica, di tipico stampo aziendalista, rientrano anche i nuovi insegnanti: dopo avere servito lo Stato per diversi anni, anche per decenni, ora Marco Bussetti ci viene a dire che la scuola ha bisogno di docenti giovani. E gli altri?”. “Gli attuali insegnanti precari, partiti dalla gavetta e con esperienza da vendere, nemmeno si menzionano. Eppure sono tantissimi, oltre 100 mila, molti dei quali sopra i 40 anni, quasi la metà dei quali passati a fare supplenze. Come con la regionalizzazione, da attuare a tutti i costi, anche contro il volere del Movimento 5 Stelle, la Lega fa finta di non sapere che l’Italia è fatta di territori e di scuole più avanti ed altri decisamente indietro, anche con il reclutamento si guarda solo al nuovo che avanza. Dimenticando che, come da vent’anni ci dice l’Europa, prima vanno stabilizzati i precari storici e con almeno 36 mesi di servizio alle spalle”. “Per quale motivo, anziché introdurre norme discutibili se non inutili, il Miur si adopera per avviare finalmente la logica degli organici di docenti e Ata differenziati? In questo modo, plasmando le unità di lavoro in base alle necessità specifiche di ogni scuola, non solo in base al numero di alunni iscritti, come avviene oggi, si ritaglierebbe l’’offerta formativa alle vere esigenze del territorio. Soprattutto, verificando i tassi di disoccupazione e di Neet, oltre che di criminalità e di dispersione scolastica. È questa – conclude il sindacalista Anief – la vera regionalizzazione”

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Reclutamento e organici, cambiate alcune regole della Buona Scuola ma la strada è ancora lunga

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Uno studio della Camera riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all’abolizione dell’anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

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Scuola – Il 2019 sarà l’anno dei concorsi e del nuovo reclutamento, ma non della fine del precariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Poco hanno fatto i due recenti concorsi riservati: dopo il primo riservato agli abilitati nella secondaria a cui ha aderito meno della metà del personale abilitato con il TFA e il PAS o ancora presente nella terza fascia delle GaE, continuano a rimanere vacanti 50 mila cattedre; al secondo, per infanzia e primaria, ha rinunciato una maestre su tre inserita in GaE con riserva a cui è stato rinnovato il contratto soltanto fino al 30 giugno, mentre si attende una nuova decisione della Plenaria e della Cassazione. Nel frattempo, altri 20 mila insegnanti hanno fatto ricorso con Anief avverso l’esclusione delle nuove procedure, quasi il 20% delle domande prodotte, la prima delle quali è già al vaglio della Consulta. Saranno chiuse pure le Facoltà di scienze della formazione primaria, visto il valore abilitante del solo concorso? Il piano predisposto dal Miur e dal governo attraverso l’appena approvata Legge di bilancio non stroncherà, pertanto, la piaga della supplentite: le procedure selettive ordinarie e straordinarie, infatti, andranno a stabilizzare solo una minima parte dei precari di lungo corso. Gli stessi che i giudici e l’Europa chiedono invece di assumere in ruolo, in modo automatico, dopo 36 mesi di supplenze. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, invece di puntare tutto sui concorsi, il nuovo Ministro dell’Istruzione avrebbe dovuto riaprire le GaE – come si è sempre sostenuto nei tribunali italiani ed europei – per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno: pensare che tutto possa risolversi con l’utilizzo dei concorsi, ancora meglio se straordinari, è stato un errore strategico, costato caro al governo Renzi. E ora potrebbe accadere lo stesso a quello del M5S e della Lega. I numeri parlano chiaro: non era mai successo che in un triennio andassero vacanti complessivamente 50 mila assunzioni in ruolo a fronte di un numero tre volte superiori di personale abilitato.

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AMC Italia recluterà 1.700 nuovi venditori nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

Una cucina sana ed equilibrata, ma allo stesso tempo gustosa e, perché no, anche facile e rapida, grazie all’innovazione tecnologica. È questo ciò che desiderano gli italiani, che a tavola sono sempre più attenti e consapevoli di ciò che mangiano, e quindi sono disposti a investire in prodotti di alta qualità. Si inserisce pienamente in questo trend il successo di AMC Italia, azienda leader dei sistemi di cottura, parte di un gruppo internazionale, che ha appena festeggiato i 55 anni di attività (in Italia è presente dal 1970) e, per moltissime famiglie, è diventata col tempo sinonimo di unità di cottura che durano una vita, con tecnologie avanzate per cucinare senza aggiunta di grassi e con funzioni di controllo di temperatura e risparmio del tempo.L’azienda, il cui modello di business è basato sui “party” a casa dei clienti, chiude un 2018 di innovazione regalandosi una nuova sede di proprietà a Rozzano, moderna e ultratecnologica, che sarà inaugurata ufficialmente il 5 gennaio con un grande meeting in cui saranno annunciate le strategie per il 2019. «Strategie che, come sempre, avranno al centro le persone – spiega il direttore generale di AMC Italia Joerg Samulowitz –: per il 2019 abbiamo infatti in programma di inserire in tutta Italia 1.700 nuovi collaboratori, con focus nelle regioni dove non siamo ben rappresentati, come la Liguria, e altre dove intendiamo consolidare la nostra posizione, come la Sicilia.L’obiettivo a medio-lungo termine è quello di portare AMC in tutte le regioni italiane».Le persone che decidono di entrare nell’organizzazione, dopo un periodo di formazione gratuita e affiancamento, diventeranno incaricate alla vendita dei prodotti tramite dimostrazioni nelle case. Il loro ruolo unirà all’aspetto della vendita anche quello consulenziale, come “Ambasciatori di benessere”. Il lavoro è flessibile e dà spazio sia a chi desidera aggiungere un’entrata al proprio reddito, sia a chi punta ad una carriera professionale con guadagni più alti. «Le opportunità in un campo come il nostro, legato al food, sono molto attrattive – spiega Samulowitz – perché il mercato richiede sempre di più figure qualificate, in grado di proporre prodotti per la cucina di alto profilo, dalle mille potenzialità, adatti a un’alimentazione equilibrata».La filosofia della sana e corretta alimentazione è alla base dell’attività di AMC Italia. Da sempre l’azienda punta su qualità e tecnologia e negli ultimi anni ha lanciato prodotti come Easyquick – coperchio che consente di cuocere a vapore con controllo totale della temperatura e risparmio del 50% del tempo, mantenendo inalterate le proprietà nutritive dei cibi – e Ovale Grill, la novità 2018: un’unità di cottura per grigliare sia in casa sia all’aperto senza aggiunta di oli e grassi.«Questi e altri nuovi prodotti che lanceremo nel 2019 – spiega ancora Samulowitz – saranno protagonisti di numerose iniziative e showcooking, in tutte le nostre sedi italiane e in particolare nel nostro nuovo quartier generale di Rozzano, dove il rinnovato laboratorio del gusto AMC accoglierà non solo i nostri venditori, ma anche il pubblico».

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Scuola: Reclutamento, verso 200 mila precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Secondo il presidente nazionale Anief occorrono interventi urgenti, altrimenti a breve l’eccesso di supplenze rischierà di compromettere la regolarità del nostro sistema scolastico e l’Europa sarà sempre più lontana: basta ricordare che più di 60 mila cattedre sono andate deserte, nonostante il numero dei docenti abilitati sia quattro volte superiore, mentre quasi il doppio viene dato in supplenza. Pertanto, secondo il sindacalista per sconfiggere la precarietà bisogna da subito sbloccare il doppio canale di reclutamento ed estenderlo alle graduatorie d’istituto, confermando nei ruoli chi è stato assunto con riserva a partire dai quasi 10 mila maestri con diploma magistrale. I nuovi concorsi straordinari o ordinari non sono la soluzione al problema. Al Senato, Anief ripresenterà gli emendamenti al nuovo testo del disegno di legge di Stabilità.

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La Legge di Bilancio riforma il reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l’abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l’aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell’inglese e dell’educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

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Il nuovo reclutamento del personale docente e Ata della scuola passa per il modello trentino

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Ciò significa che i concorsi pubblici diverrebbero regionali. Una filosofia “a tutto tondo” che riguarderebbe addirittura i contenuti didattici, più incentrati su discipline prettamente locali. Si ragiona come se la scuola pubblica italiana non fosse costituzionalmente un’entità nazionale, ma bensì territoriale. Il sindacato, però, ricorda che nell’ambito del processo di attribuzione delle competenze relative alle norme generali sull’istruzione bisogna tenere conto del rispetto degli articoli 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione, come ribadito dalla stessa Consulta in tema di reclutamento degli insegnanti, residenza professionale e servizi legati ai soli residenti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si dice “pronto ad impugnare qualsiasi norma che impedisca al personale della scuola la mobilità lavorativa in tutto il territorio nazionale”.

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Scuola – Novità sul reclutamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

E sul transitorio rimesso dalla Consulta, meglio riaprire le GaE subito ed evitare il nuovo contenzioso, così da assumere i precari abilitati nella primaria e nella secondaria immediatamente con una chiara risposta della politica che eviti un nuovo contenzioso giudiziario. La frase del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti potrebbe far ben sperare tutti gli aspiranti giovani insegnanti che dovranno partecipare ai prossimi concorsi per la scuola secondaria del Fit a numero chiuso, ma le modifiche richieste sulla riduzione del percorso di formazione/tirocinio potrebbero allungare i tempi della pubblicazione, visto che necessariamente ci vorrebbe una modifica legislativa al Decreto legislativo n. 59/17. Né la sentenza della Consulta che deciderà sul primo concorso straordinario bandito fa confidare nel meglio sulle sorti della pubblicazione dell’altro concorso non selettivo previsto dal Decreto Dignità per la primaria e l’infanzia. Nel frattempo attendono di sapere cosa fare anche i supplenti con 36 mesi di servizio non abilitati e di rientrare nelle proprie regioni i neoassunti cacciati dalla Buona Scuola a casaccio nelle varie regioni italiane per colpa di un algoritmo impazzito, come la maionese. Per i precari, l’unica speranza rimane la riapertura delle GaE, richiesta non soltanto dalle maestre per evitare il licenziamento e il balletto delle supplenze, ma anche dai docenti abilitati con il Tfa a numero chiuso nella scuola secondaria che la richiedono anche come dovere nei confronti di chi ha scelto di insegnare nella scuola pubblica consapevolmente e non per ripiego, di chi ha studiato e dimostrato di avere i requisiti per farlo.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, afferma che “nel paese con la classe docente più anziana del mondo, con oltre il 60% dei docenti over50 e l’età media di immissione in ruolo superiore ai 40 anni di età, abbiamo bisogno di giovani preparati, sin dai primi anni della formazione, e da inserire nel mondo della scuola. Per quanto riguarda poi il transitorio, è necessario riaprire le GaE a tutti gli abilitati per evitare il contenzioso che, stando così le cose, ci sarà certamente: lo gridiamo a gran voce da tantissimo tempo e siamo pronti a ribadirlo insieme con gli interessati, che sappiamo già da adesso essere numerosissimi, in occasione dello sciopero di martedì prossimo 11 settembre e della manifestazione a Roma davanti a Piazza del Parlamento”.

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