Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘record’

Scuola: Record di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

A settembre si supereranno i 250 mila contratti annuali a termine, con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2021: un numero impressionante, praticamente un insegnante italiano su tre sarà precario. L’argomento viene affrontato da Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, in un’intervista ad Orizzonte Scuola: “Sul precariato le posizioni col ministro Azzolina restano distanti. Chi lavora nella scuola per anni, sia docente che personale Ata, deve avere riconosciuto il servizio a tempo indeterminato presso lo Stato. Questo non vuol dire che non si debbano fare i concorsi”. Certamente, ricorda il sindacalista, “i concorsi si devono fare, è giusto che ci sia una selezione. Però non ci si può dimenticare del personale che ha lavorato a tempo determinato, svolgendo un servizio per i cittadini”. Come non si possono imporre delle nuove graduatorie sulla base di tabelle di valutazione completamente diverse da quelle che valevano da 13 anni.Ha fatto bene la ministra Lucia Azzolina a bandire i concorsi per assumere 78 mila nuovi docenti meritevoli nella scuola pubblica, ma ve ne sono ancora di più che dovevano essere assorbiti con le modalità automatiche indicate da tempo dall’UE e anche la gestione con le nuove graduatorie provinciali lascia molto a desiderare. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega, in un’intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola, i motivi del consenso e del dissenso rispetto alle scelte fatte dall’attuale dicastero dell’Istruzione sul reclutamento e sui precari storici.Il rappresentante sindacale chiede a chi governa la scuola di adottare più coerenza: “O a priori non si utilizza il personale oppure se lo utilizzi per parecchi anni poi non si può dimenticare che esista”, aggirando qualsiasi tipo di soluzione richiesta per mantenere in vita dei diritti professionali costituzionalmente protetti e contrastando ancora una volta la stabilità del corpo insegnante e quindi la continuità didattica da tanti invocata ma mai realmente perseguita.

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Rc auto: aprile nuovo calo da record (-15%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti dovranno rinnovare l’RC auto. La buona notizia, come emerge dall’osservatorio di Facile.it, è che le tariffe stanno continuando a calare e dopo il -8,05% su base annua rilevato a marzo 2020, aprile ha fatto segnare un nuovo record, con un eloquente -15%. In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 463,74 euro, vale a dire 82 euro in meno rispetto ad aprile 2019.Il trend, però, potrebbe invertirsi a breve se, come prevedibile, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare. L’analisi dei dati a livello territoriale ha rilevato cali a doppia cifra in tutte le regioni, in una forbice compresa tra il -20,98% rilevato in Toscana e il -10,95% in Basilicata.

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Fatturato record per Deutsche Post DHL

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il Gruppo Deutsche Post DHL, una delle realtà più importanti nel settore della logistica, ha chiuso il 2019 con una crescita del 2,9% sul fatturato rispetto al 2018. Con la pubblicazione del rapporto annuale, vengono quindi confermati i dati preliminari già pubblicati a fine febbraio. Tutte le cinque divisioni del Gruppo hanno contribuito a raggiungere un fatturato di 63,3 miliardi di euro, registrando un utile operativo (EBIT) pari a 4,1 miliardi di euro, il 30,5% in più rispetto all’anno precedente. Le divisioni DHL hanno generato un utile operativo totale di 3,4 miliardi di euro. Ad oggi, le conseguenze del coronavirus stanno influenzando l’andamento del Gruppo, ma gli obiettivi annuali del 2020 sono confermati e ne escludono gli effetti.In un contesto di mercato difficile, le divisioni Global Forwarding e Freight hanno registrato un aumento del fatturato dell’1% rispetto al 2018, raggiungendo i 15,1 miliardi di euro. Lo sviluppo del mercato globale del trasporto aereo di merci si è però indebolito a partire dal secondo trimestre del 2019 e anche il trasporto merci via mare e via terra ha perso lo slancio iniziale con l’avanzare dell’anno.DHL Global Forwarding e Freight sono comunque riuscite a migliorare sensibilmente il bilancio grazie all’attuazione di misure specifiche volte ad aumentare l’efficienza dei costi. In questo modo, l’utile di esercizio è aumentato del 17,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo complessivamente i 521 milioni di euro.

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Temperature record registrate in queste ore in Antartide

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

“Sono davvero scioccanti, ma purtroppo non ci sorprendono, dal momento che questa regione si sta riscaldando
insieme al resto del Pianeta». Così Frida Bengtsson, a capo di una spedizione scientifica di Greenpeace in corso nell’Oceano Antartico, commenta quanto rilevato dalla base di ricerca argentina Esperanza. «Per proteggere l’Antartide e altri ecosistemi unici come questo, dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili e sottoscrivere un nuovo trattato globale che permetta di tutelare almeno il 30 per cento dei nostri oceani dagli impatti delle attività umane», conclude Bengtsson.

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Livelli record a Wall Street: successo o trappola?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

Nei giorni scorsi l’indice azionario Dow Jones della borsa di Wall Street ha raggiunto i massimi storici con ben 29.400 punti. Forse potrebbe salire ancora. Ad agosto registrava 25.500 punti. Ci si deve domandare, però, se ciò sia un positivo sintomo di salute del sistema finanziario ed economico americano, oppure sia l’indice di un possibile devastante futuro sconquasso. Come accadde nel 2008, ciò che avviene negli Stati Uniti, di solito, determina conseguenze globali. A nostro avviso, l’andamento di Wall Street è la riprova che il sistema, drogato dalle politiche di grande liquidità e dai tassi d’interesse bassi, addirittura negativi in certe parti del mondo, non può più vivere senza le necessarie dosi di droga. Proprio come accade per gli abituali consumatori di stupefacenti. E’ la trappola del tasso d’interesse zero!Dopo le politiche monetarie espansive della Federal Reserve, che avrebbero dovuto rimettere in moto l’economia e portarla fuori dalle paludi della recessione, Washington ha provato a “pilotare” il sistema monetario e bancario verso la normalità. Perciò i tassi d’interesse base della Fed a un certo punto sono saluti.Ma, dall’inizio del 2019, se non già prima, il mondo della politica e della finanza statunitense si è duramente scontrato sull’opportunità di abbassare o no il costo del denaro e ritornare a inondare il sistema con nuova liquidità.
La svolta definitiva si ebbe il 17 settembre scorso quando il cosiddetto mercato finanziario overnight andò in tilt. Il costo dei crediti interbancari a brevissimo termine, necessari per coprire le emergenze di certe banche e di altri istituti finanziari, schizzò dal 2 al 10%. Mancò la liquidità richiesta o l’indispensabile fiducia reciproca? Pensiamo, in verità, entrambe.
Per sopperire a tale improvvisa scarsità di liquidità intervenne la Fed, che, di conseguenza, nel giro di 4 mesi ha fatto crescere il suo bilancio di oltre 400 miliardi di dollari!
L’andamento del bilancio della Fed, che riflette la liquidità riversata nel sistema, balza dagli 800 miliardi del 2008 ai 4.500 del 2018, per poi scendere a 3.800 miliardi nell’agosto 2019. Adesso è di circa 4.200 miliardi di dollari. Questi dati fanno comprendere meglio la situazione.L’economia reale ha visto poco o niente di questa recente nuova liquidità. E’ rimasta nel sistema bancario e finanziario ed è andata a gonfiare la bolla della Borsa valori. Se per i passati 4 mesi sovrapponiamo la curva dell’espansione monetaria della Fed e quella dell’indice S&P 500, che da ottobre è cresciuto di oltre il 12%, le due curve combaciano. A dimostrazione che gli indici di Wall Street dipendono dalla nuova liquidità della banca centrale. Al riguardo, è opportuno notare che le banche too big to fail sono sempre più concentrate nel riacquisto delle proprie azioni e nella speculazione sugli indici azionari.
Tra i vari derivati otc sembra che nell’ultimo periodo siano aumentati quelli riguardanti le private equity, le azioni. Secondo il terzo rapporto trimestrale 2019 dell’agenzia governativa americana Office of the Comptroller of the Currency (OCC)che controlla il sistema bancario, le banche che hanno fatto trading con i derivati azionari hanno guadagnato 1,8 miliardi di dollari. La JPMorgan in particolare.
Sono sempre più numerosi gli economisti, e non solo, che temono lo scoppio della bolla a Wall Street. Che cosa succederebbe se lo stimolo monetario non potesse più essere fermato? Fino a quando si può continuare a gonfiare la bolla? Che cosa succede in un mondo in cui la maggioranza dei titoli obbligazionari ha un tasso d’interesse negativo? Quale potrebbe essere l’effetto di qualche sconquasso geopolitico oppure di qualche rinnovato scontro sui dazi o sulle monete? Tutti interrogativi cui non è facile dare risposte rassicuranti. Si ricordi che, nella Grande Crisi finanziaria ed economica appena passata, l’indice Dow Jones era sceso dai 14.000 punti di ottobre 2007 ai 6.600 del marzo 2009. Un crollo superiore al 50% che, com’è noto, accompagnò l’onda della recessione.
(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Record Date for Special Meeting of Shareholders

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

DFB Healthcare Acquisitions Corp. (“DFB”) (NASDAQ: DFBH, DFBHU, DFBHW), a special purpose acquisition company sponsored by Deerfield Management and Richard Barasch, has announced an update on its proposed business combination with AdaptHealth Holdings, LLC (“Adapt” or the “Company”). The parties have announced a record date of October 15, 2019 for the special meeting of shareholders (the “Special Meeting”) to approve the proposed business combination. The Company’s shareholders at the close of business on the record date are entitled to receive notice of the Special Meeting, when such date is established, and to vote the shares of common stock owned by them at the Special Meeting.

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Scuola: Record supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Nell’anno record di precari da assumere, quasi 200 mila, quali saranno le discipline più ricercate? Di quali docenti avranno bisogno i dirigenti scolastici? Una tendenza chiara proviene in questi giorni dalle cattedre andate deserte per le oltre 53 mila assunzioni a tempo indeterminato. Perché la carenza in determinate classi di concorso, emersa nelle varie graduatorie di merito, molto spesso si ripete anche nelle GaE. A quel punto, i dirigenti degli Uffici scolastici sono costretti a passare la “palla” direttamente alle scuole, dove si utilizzano le graduatorie d’istituto. Queste ultime, però, spesso non bastano a risolvere il problema, pur in presenza di un’alta mole di supplenti, perché le iscrizioni in seconda e terza fascia d’istituto si attuano su un numero limitato di istituti. Per cui, con questo sistema organizzativo, ci si ritrova non di rado con una concentrazione di aspiranti in alcune scuole (soprattutto quelle poste in zone centrali e più ambite) e un numero troppo ridotto, per coprire le esigenze, in altri istituti (in alta percentuale più “difficili”, posti in aree periferiche e a rischi vari).“La situazione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sta diventando davvero difficile, Perché non si ricorda, negli ultimi 50 anni, una carenza di docenti così vasta e generalizzata, a livello territoriale. Dalla fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quando gli istituti si fecero trovare impreparati al primo vero boom di alunni e di iscrizioni. Oggi, siamo riusciti nell’impresa di avere un numero impressionante di posti vacanti, uno su cinque, forse anche di più, pur avendo un esercito di docenti precari, molti dei quali pure già abilitati all’insegnamento. Il Miur, anziché procedere alla svelta al loro assorbimento, tramite GaE, doppio canale anche da graduatoria d’Istituto e prevedendo più elasticità negli spostamenti volontari di quelle derivanti dalle varie selezioni, ha puntato tutto su nuovi concorsi pubblici. Non volendo considerare che il tempo per bandirli e realizzarli, non c’era affatto. Ora, se ci troviamo in questa situazione assurda, almeno sapete a chi rivolgervi”. Ormai è assodato: tutto il mese di settembre, ma in molti casi anche quello di ottobre, sarà contrassegnato dalla difficile ricerca di docenti precari.

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Scuola: Alle superiori abbandoni da record

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Il sistema scolastico italiano continua a perdere troppi alunni per strada: 130 mila nuovi iscritti alle superiori non prenderanno mai il diploma; chi ci arriva è costretto spesso ad accontentarsi di un lavoro non attinente agli studi e appena il 18% consegue la laurea. La “fotografia” è della rivista specializzata Tuttoscuola, che attraverso un focus nazionale ha messo il dito nella piaga della dispersione scolastica italiana, aggravata dalla scarsa spendibilità di diversi corsi di studio e dal mancato collegamento con l’istruzione terziaria.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “avere cercato di approvare l’autonomia regionale differenziata in questa situazione, che crea cittadini senza futuro e un danno alla società intera oltre che al Pil, è stato da irresponsabili. Per contrastare il fenomeno della dispersione, bisogna agire all’opposto: le scuole collocate in aree più a rischio, con alti tassi di abbandono e di scarso tessuto socio-culturale, vanno necessariamente pungolate con il coinvolgimento formale di esperti esterni, psicologi, assistenti sociali, di una rete territoriale pronta a subentrare nei momenti critici. È poi necessario supportare il sistema scolastico delle regioni più arretrate con finanziamenti ad hoc, anche europei, rinforzare gli organici di docenti e personale Ata, anticipare l’obbligo scolastico a 5 anni e posticiparlo sino alla maggiore età”.Le stime nazionali, aggiornate al 2018, ci dicono che un giovane su quattro che il prossimo mese si accinge a iniziare la scuola secondaria superiore, non arriverà mai a conseguire il diploma di maturità.

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Scuola: Supplenze, sarà record

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Sui posti da assegnare alle immissioni in ruolo del personale docente si sta realizzando la previsione dell’Anief: la maggior parte, probabilmente in media due su tre, non si effettuerà e quindi si incrementerà il numero di contratti a termine di ben 30 mila unità. Andando a realizzare esattamente l’opposto di quello che chiede la Commissione Europea. Poi ci sono i 12 mila posti non andati ai ruoli, i 5 mila tagliati dal Mef, almeno 30 mila di sostegno in deroga e quasi 20 mila derivanti da Quota 100. La prima provincia a confermare l’impossibilità di assumere a tempo indeterminato è quella di Torino dove sono appena iniziate le procedure di immissione in ruolo dei nuovi docenti: più della metà delle 4.650 previste non verrà attuata. Anche in Lombardia non si scherza. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “La situazione è fuori controllo. L’attenzione si sta spostando sul decreto scuola, che dovrebbe essere approvato in Consiglio dei ministri il venerdì prossimo 9 agosto, salvo le resistenze del Movimento 5 Stelle, ma si tratta comunque di soluzioni a lungo termine. Mentre quelle immediate sono state individuate da tempo dell’Anief: in particolare, lo spostamento di tutti gli abilitati nelle GaE, anche da graduatoria d’istituto, e degli idonei dei concorsi su altre regioni. Senza queste disposizioni immediate, l’anno scolastico prenderà il via nella disorganizzazione totale, con milioni di alunni che si ritroveranno con tante discipline scoperte perché il docente verrà nominato se va bene in autunno”. L’estate del 2019 potrebbe passare alla storia come la più caotica per la scuola e per l’inizio dell’anno scolastico contrassegnato dalla mancata assegnazione delle cattedre. I primi dati che giungono dai territori confermano questa tendenza. Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, a Torino “su un contingente disponibile di 4.650 posti, più della metà resterà a supplenza”. Il problema, secondo Il Corriere della Sera, si registra anche in Lombardia, dove mancano professori di matematica e italiano per le medie e matematica e fisica per le superiori in particolare, ma ci sono emergenze anche in altre classi di concorso, come ingegneri di meccanica, elettronica, elettrotecnica, informatica, professori; ci sono anche graduatorie che non scorrono per mancanza di cattedre, come diritto e filosofia. In tutta le regioni serviranno 40 mila supplenti, di cui 15 mila soltanto a Milano. L’anno scorso le scuole della Lombardia avevano chiamato 37 mila supplenti, quest’anno ce ne vorranno almeno tremila in più. Le domande di pensionamento sono salite a 2.300, 1.200 quelle presentate con i requisiti Fornero, le altre sono Quota 100. Si occuperanno 13.000 posti di sostegno con personale non specializzato, i primi docenti specializzati arriveranno nel 2020 e saranno comunque pochi. Secondo la stampa specializzata, la “causa della mancanza di graduatorie da cui attingere è da riscontrare nella mancanza di procedure regolari per il ruolo”. In questo modo i territori in cui le graduatorie sono vuote si trovano ad aspettare quelle regioni in cui invece le liste sono ancora lunghe. Al Ministero è allo studio un meccanismo di mobilità volontaria nazionale per i docenti inseriti nelle graduatorie di merito dei concorsi 2016 e 2018 che potrebbe permettere l’incontro tra domanda e offerta. Vediamo le indicazioni che in tal senso proverranno dal Parlamento, anche se in questo momento regna l’incertezza e lo stesso decreto scuola incentrato sui precari rischia di non essere approvato.

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Scuola: Sostegno, nuovo record della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

I danni della politica disastrosa dell’amministrazione centrale si ripercuotono sulle regioni: soltanto il 40% dei posti autorizzati in Emilia Romagna è in organico di diritto mentre il restante è assegnato in deroga; ne consegue che l’80% degli insegnanti potrebbe insegnare senza specializzazione, nonostante il Tar Lazio abbia già dato ragione ai legali dell’Anief sulla necessità di ampliare il numero degli ammessi ai corsi universitari e abbia già annullato la circolare sugli organici siciliani che presentava le stesse falle. Ancora aperto il ricorso per costituirsi nei ricorsi di ottemperanza su posti Tfa sostegno e organici e costringere il Miur a dare serie risposte. Altro che lotta al precariato: le cattedre di sostegno libere ma assegnate solo in supplenze risultano in sensibile aumento. È di queste ore la notizia che in Emilia Romagna si registra un incremento del 28% dei posti in deroga sulle cattedre. In tutti, sono 10.219 i prof di sostegno che saliranno in cattedra. Ben 954 in più rispetto al 2018 che furono 9.265 (+10,3%). Solo a Bologna sono 2.101 i docenti 2019-2020 (+ 236), le deroghe passano da 549 a 796. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le graduatorie sono quasi esaurite, il Miur ha autorizzato pochi posti per il Tfa sostegno, che è comunque partito da poco. I posti saranno occupati da supplenti di terza fascia non specializzati, chiamati dalle messe a disposizione”.
Invece di prendere in mano la situazione, il Governo e l’amministrazione scolastica hanno pensato bene di mettersi alla finestra. Pensando di cavarsela con un pugno di immissioni in ruolo, 14.552 su 58.627 totali annunciate dal Miur, ma possiamo dire in partenza che almeno due su tre non si effettueranno, perché ci sono diverse migliaia di specializzati che continuano ad essere mantenuti nelle graduatorie sbagliate. Come se non bastasse, continua a rimanere in vigore l’assurda norma approvata nel 2013 dall’allora ministra Maria Chiara Carrozza, la n. 128, che colloca in organico di fatto, la cosiddetta “deroga”, ben un terzo di tutte le cattedre di sostegno, condannando gli alunni al cambio continuo del loro docente di sostegno e colloca oltre 50 mila cattedre in un limbo né utile per i trasferimenti né per le immissioni in ruolo. L’Anief ha provato in più occasione a superare quella norma, anche chiedendo un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, ma non c’è verso: continua a fare troppo comodo al Governo di turno per mantenere bassa la spesa del settore, andando a speculare sui mesi estivi e sulle assunzioni che produrrebbero incrementi di stipendi e ricostruzioni di carriera con arretrati a debito per lo Stato. Per il futuro, inoltre, si prevede una riduzione della spesa per tutto il comparto dell’inclusione degli alunni disabili: si era parlato di 4 miliardi in tre anni. Probabilmente il risparmio sarà inferiore, ma di sicuro ci sarà: ad ammetterlo, qualche giorno fa, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli, la quale ha detto che in effetti “ci sono stati tagli un po’ lineari”.

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L’Università di Camerino ancora da record!

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Per il sedicesimo anno consecutivo, infatti, Unicam si conferma al primo posto nella classifica degli Atenei italiani fino a 10.000 studenti, stilata come ogni anno dal Censis e pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, ottenendo un punteggio medio di 93,00.
L’Università di Camerino è quarta assoluta tra gli atenei statali nonché al primo posto tra gli Atenei marchigiani; il risultato ottenuto conferma dunque il forte impegno dell’ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorarla, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Le classifiche, stilate dopo un attento e scrupoloso esame degli atenei statali e privati italiani, oltre ad analizzare ogni singola realtà accademica, hanno anche il fine di aiutare studenti e famiglie alla scelta universitaria.“La conferma per il sedicesimo anno consecutivo del primo posto tra gli atenei di pari dimensioni – sottolinea il Rettore professor Claudio Pettinari – non può che riempirci di orgoglio e soddisfazione: è evidente che il risultato ottenuto conferma il forte impegno del nostro ateneo nel mantenere sempre elevata, nonché migliorare dove è possibile, la qualità dei servizi e della didattica offerta agli studenti. Il risultato ha una valenza ancora più significativa, perché dimostra come Unicam abbia reagito e resistito alla non facile situazione post-sisma, non solo ripartendo subito anche grazie alla magnifica collaborazione dei nostri studenti, ma anche ampliando i nostri servizi e le nostre attività sul territorio. Siamo inoltre riusciti, grazie ad importanti donazioni e collaborazioni, a mettere a disposizione dei nostri studenti un elevato numero di alloggi idonei e sicuri. Nel 2019 inoltre aumenteremo il numero di borse di studio per studenti meritevoli e siamo al lavoro per rimodulare i nostri corsi di laurea rendendoli ancora più in linea con le esigenze degli studenti e del mondo del lavoro. Unicam si migliora ancora nei parametri, specialmente nei servizi agli studenti e nell’internalizzazione: guadagna in questo parametro ben 12 punti”. “Questa importante conferma – prosegue il Rettore – si unisce alla eccellente notizia di pochi giorni fa che ha visto Unicam tra le migliori 25 università al mondo nell’area relativa all’orientamento internazionale della classifica U-Multirank. La politica di internazionalizzazione e di apertura al mondo, fiore all’occhiello dell’Università di Camerino, continua a dare i suoi frutti; gli studenti stranieri nel nostro Ateneo raggiungono oggi l’11% del totale degli iscritti: il confronto e lo scambio tra giovani di diverse culture ritengo rappresenti un elemento fondamentale di crescita, importante per la formazione non solo di laureate e laureati competenti, ma anche di cittadine e cittadini responsabili”. “Grande soddisfazione – conclude il Rettore Pettinari – ci viene anche dagli eccellenti risultati delle nostre attività di ricerca, che si dimostrano capaci di ottenere importanti finanziamenti. Cito solo a titolo di esempio l’ultimo successo: ben tre progetti, un numero altissimo per un Ateneo con le nostre dimensioni, sono stati finanziati nell’ambito del programma RISE (Research and Innovation Staff Exchange) di Horizon2020. L’Ateneo conferma quindi l’intenzione di sostenere e sviluppare le attività dei gruppi di ricerca che operano nelle cinque Scuole di Ateneo, affinando la capacità degli stessi di inserirsi nei quadri di riferimento europeo, nazionale e regionale, sviluppando ricerche di qualità che abbiano grande impatto sulla comunità scientifica, ma che possano anche garantire agli studenti un’istruzione superiore di elevato livello, nonché lo sviluppo delle imprese e del territorio”.

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Scuola: Abbandoni, è triste record

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Uno studente su tre che inizia le superiori non prenderà mai il diploma di maturità. Così è fallito il diritto costituzionale all’istruzione e per questa ragione continuiamo ad avere poco laureati. Marcello Pacifico (Anief): Bisogna ripristinare l’obbligo a 18 anni già pensato vent’anni fa, differenziare gli organici in base ai problemi del territorio piuttosto che agevolare l’autonomia differenziata di alcune regioni, investire in risorse umane e finanziarie nel settore dell’istruzione, università e ricerca con una maggiore copertura delle borse di studio. Gli aggiornamenti sugli abbandoni scolastici non ci dicono nulla di buono. Secondo l’ultima “puntata” del dossier di Tuttoscuola sugli addii anticipati dai banchi, risulta infatti che dal 1995 a oggi 3 milioni e mezzo di studenti hanno abbandonato la scuola statale, su un totale di oltre 11 milioni iscritti alle superiori. Praticamente ha lasciato prima del tempo un giovane su tre. Il fenomeno ha per le casse dello Stato un costo enorme: 55 miliardi di euro. Quello che più preoccupa è il fatto che l’emorragia, così la definisce la rivista specializzata, è in calo ma nello stesso tempo risulta molto lontana dall’essere arrestata. Anzi, è diventata l’anticamera dei Neet (di cui l’Italia ha il record europeo), con picchi particolarmente alti al Sud. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “per invertire la tendenza sono diverse le azioni da attuare, ad iniziare dall’incremento del tempo scuola, passando per l’anticipo dell’obbligo formativo almeno a cinque anni di età, con contestuale obbligo formativo a 18 anni. Va poi incrementato e uniformato l’utilizzo delle nuove tecnologie applicate alla didattica, considerando che oggi tra Nord e Sud c’è un gap ancora considerevole. Infine, per migliorare il sistema è anche importante valorizzare la funzione dei docenti e di tutti i lavoratori che operano nella scuola, dando loro stipendi adeguati. È chiaro che si tratta di provvedimenti che necessitano di investimenti importanti, ma senza il loro stanziamento non è nemmeno pensabile raggiungere quel 10% massimo di dispersione indicato dall’Europa. Il Def 2019, invece, ci dice che le intenzioni del Governo, approfittando del calo di nascite, sono addirittura di ridurre la spesa nei prossimi 20 anni”.Sono numeri impietosi quelli sulla dispersione scolastica: “almeno 130 mila adolescenti che iniziano le superiori – dice Tuttoscuola – non arriveranno al diploma. Irrobustiranno la statistica dei 2 italiani su 5 che non hanno un titolo di studio superiore alla licenza media e di un giovane su 4 che non studia e non lavora. Come se non bastasse, tra chi si diploma e si iscrive all’università, uno su due non ce la fa. Complessivamente su 100 iscritti alle superiori solo 18 si laureano. E poi un quarto dei laureati va a lavorare all’estero. E tra i diplomati e laureati che restano, ben il 38% non trova un lavoro corrispondente al livello degli studi che hanno fatto. Un disastro”.
Di buono c’è che negli ultimi anni, il tasso di abbandono scolastico è diminuito: tra il 2013 e il 2018 hanno detto addio in anticipo ai professori 151mila ragazzi, il 24,7 per cento del totale, contro il 36,7 del 1996-2000. Sicuramente risultati incoraggianti, ma ancora insufficienti, che non fermano la dispersione scolastica. Perché, continua la rivista, spesso chi abbandona i libri così precocemente finisce nel buco nero dei Neet, quei giovani che non studiano e non lavorano di cui fa parte un ventenne su tre del Mezzogiorno. Su questa piaga, tutta italiana, Anief ricorda che pesa molto la riduzione del tempo scuola, avviata con la Legge 133 del 2008. E al decremento di ore settimanali si aggiunge la mancata adozione del tempo pieno, che nel 2017/18 riguardava solo 6.361 scuole primarie, il 42,3% delle 15.038 funzionanti, con un incremento di appena 47 nuovi istituti rispetto all’anno precedente. Con il Sud a preoccupare ulteriormente, visto che la percentuale media è al di sotto del 10%.
In generale, sempre il Def 2019 ci dice che l’investimento per la scuola passerà, a causa del tasso di denatalità, dal 3,9% del 2010 al 3,1% del 2040. Ma la riduzione non è generalizzata, perché, nello stesso periodo, la spesa socio-assistenziale e sanitaria si indica in crescita, passando rispettivamente dall’1,0% all’1,3% e dal 7,1% al 7,6%. Si prevede, quindi, una riduzione di spesa legata agli organici del personale, proprio a seguito della riduzione delle nascite e quindi del numero di alunni: dando però in questo caso per scontato che non andrà a cancellare le tanti classi “pollaio”, quelle che invece il M5S, con un apposito disegno di legge, ha detto di volere debellare.

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Youth Robotics Teams Inspire Record Crowds at FIRST® Championship in Houston

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

This week, more than 15,000 students from around the world traveled to Houston, putting their innovation skills to the test at the annual FIRST Championship Presented by Qualcomm Incorporated, held at the George R. Brown Convention Center, Minute Maid Park and Discovery Green.The four-day Houston event, attended by more than 33,000 people came down to a heart-pounding conclusion Saturday night in front of thousands of cheering fans at Minute Maid Park when teams competed in match finals for the FIRST® Robotics Competition and FIRST® Tech Challenge world championships. Four teams from California – Atascadero, Madera, Burlingame, and El Segundo – were the FIRST Robotics Competition Winning Alliance for this year’s game, DESTINATION: DEEP SPACE Presented by The Boeing Company. Teams from Palm Harbor, Fla.; Elon, N.C.; and Leawood, Kan., were the FIRST Tech Challenge Winning Alliance for ROVER RUCKUS Presented by Qualcomm.Over 15,000 students, ages 6-18, participated in FIRST Championship Houston. FIRST Championship, the world’s largest celebration of science, technology, engineering, and math (STEM) for students, will continue next week with 15,000 more students in Detroit (April 24-27).

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Affitti: Milano da record, bene le grandi città, soffrono piccoli centri e periferia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

(By Federica Tordi – Immobiliare.it) L’andamento del mercato delle locazioni in Italia rivela una ripresa che si muove a velocità molto differenti fra loro. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it su questo settore, Milano va catalogata come una caso a parte, con canoni che crescono costantemente (+9% in un anno), una domanda sempre più corposa (+7%) e un’offerta che, di contro, scende (-5%) e non riesce a reggere i ritmi della richiesta. Chi affitta un monolocale in città oggi spende mediamente 750 euro al mese.È in ripresa, ma a una velocità più contenuta, anche il comparto delle locazioni nelle grandi città: qui i canoni, rispetto al 2018, sono saliti del 3%, stessa crescita che ha interessato l’offerta.L’altro lato della medaglia è rappresentato dai piccoli capoluoghi di regione e poi dalla provincia: l’analisi ha rilevato un mercato in sofferenza, con tutti gli indicatori fermi o in perdita. La causa è da individuare nell’assenza di domanda che sempre di più si concentra verso i grandi centri, spopolando il resto del Paese.

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Falsi nella moda: record di sequestri

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

By Ginevra Cozzi Responsabile Ufficio Stampa Il Sole 24 Ore. Oltre sessantotto milioni di prodotti moda sequestrati in diciassette mesi dalla Guardia di Finanza. Di cui un quarto, cioè circa 17 milioni, sono prodotti contraffatti: falsi venduti per strada, in spiaggia e soprattutto online. A raccontare questo business in netta crescita (nel 2006 i capi sequestrati erano stati “solo” 14,3 milioni) sono le pagine “.Moda” del Sole 24 Ore, in edicola oggi con un approfondimento sul tema della contraffazione con tutti i numeri del fenomeno, l’impatto sulle imprese e sull’occupazione, e anche le strategie per combatterla. Un fenomeno che, negli ultimi anni, è stato accelerato dalla diffusione dei siti che vendono prodotti falsi e copie “fedeli” e affligge la moda in modo sempre più marcato, in Italia e all’estero. Danneggiando le aziende (che ammettono la perdita di fatturato) e i lavoratori.

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Scuola: Precariato, è record

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Sotto accusa il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Anief chiede un intervento urgente per evitare il boom di ricorsi risarcitori in tribunale.Più di 150 mila contratti sono dati in supplenza, molto spesso a docenti non abilitati, ma anche a neo-laureati perché nelle graduatorie ad esaurimento, da cui si assume per il 50% dei posti in ruolo e si affidano in prima istanza le supplenze dagli ex provveditorati, non è più consentito l’inserimento dal 2012 al personale abilitato nonostante siano migliaia i docenti abilitati dallo Stato, e perché prendere una supplenza dalle graduatorie d’istituto, che non sono provinciali, diventa sempre più un terno al lotto quando con le semplici dichiarazioni di messa a disposizione si può presentare domanda in ogni scuola italiana e non nel numero imposto dal Ministero.
Le scuole pubbliche italiane hanno estremo bisogno di insegnanti, per via dei tanti posti vuoti. Il Ministero dell’Istruzione però non vuole affrontare il problema, inserendo nelle graduatorie provinciali i tanti docenti già abilitati e organizzando corsi abilitanti per quelli che da più di tre anni insegnano nelle nostre scuole. I presidi sono costretti a ricorrere alle domande di messe a disposizioni pervenute ai singoli istituti come ha riportato il quotidiano La Repubblica denunciando le quasi 11 mila supplenze, alcune annuali, che nell’anno in corso sono state assegnate a “supplenti fai da te” che “non risultano iscritti in nessuna graduatoria ufficiale, né in quelle provinciali ad esaurimento né in quelle d’istituto”.
In Italia ci sono sempre più aspiranti docenti che lavorano “in molti casi fino al 30 giugno, grazie al loro spirito di intraprendenza. Anche con la sola laurea”, dopo avere presentato al dirigente scolastico una semplice “messa a disposizione”: è una condizione inusuale, che porta “la scuola italiana indietro di 70 anni”.
“Alla politica di smantellamento delle liste dei precari storici – scrive La Repubblica – sono state affiancate dal 2008, con la riforma Gelmini, almeno altre tre nuove riforme del reclutamento che però sono andate a rilento e sono state modificate a ogni cambio di governo”. I supplenti in servizio nelle scuole italiane hanno raggiunto nel 2018/19 la stratosferica cifra di 164mila unità: quasi uno ogni cinque docenti in cattedra. E l’anno prossimo andrà peggio.”
Bisogna consentire anche ai tanti precari con 36 mesi di servizio di conseguire l’abilitazione o di essere assunti direttamente dalle stesse graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali.

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Scuola: Docenti precari, a settembre sarà record

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Il Ministro Bussetti spera nei concorsi, ma continua a non adeguare gli organici a quelli di diritto. Anief è pronta a citarlo come responsabile dirigenziale erariale per l’abuso dei contratti a termine, perché risponda della cattiva politica messa in campo dallo Stato italiano sui lavoratori della scuola.Nel giorno in cui i sindacati ufficializzano l’enormità di posti privi di docenti titolari nella scuola pubblica, ben oltre le aspettative e le 100 mila cattedre, dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti apprendiamo che “il maggior numero di cattedre disponibili sono concentrate al Nord, nonostante il calo demografico che caratterizza il nostro Paese”, e che “le cattedre vacanti saranno coperte grazie ai concorsi”. Oltre all’ovvietà delle dichiarazioni – considerato che tutti sanno dove sono concentrate le cattedre vacanti in Italia e che il tasso di nascite è da anni in calo -, quello che lascia sconcertati è la continua volontà di tranquillizzare l’opinione pubblica con progetti irrealizzabili. Marcello Pacifico (Anief): Per coprire la miriade di cattedre disponibili, 50 mila solo su sostegno agli alunni disabili, servono disposizioni transitorie e straordinarie. Sarebbe intellettualmente più onesto ammettere che oggi e anche dopo le prossime immissioni in ruolo, la scuola italiana si regge sui supplenti per soddisfare il suo fabbisogno organico. Come fa il Ministro dell’Istruzione a dire che non c’è nessun allarme supplentite, perché i posti saranno coperti dai vincitori di concorso, ben sapendo che le selezioni pubbliche avanzano a rilento, per la prossima estate non saranno concluse, e che, anzi, alcune programmate non sono nemmeno mai state avviate, come quella destinata ai tanti precari di terza fascia d’istituto? Perché non dice chiaramente che nel prossimo anno scolastico, a seguito dell’ostinazione nel mantenere chiuse le GaE, alla primaria solo un posto libero ogni cinque sarà coperto dai vincitori di concorso, mentre i docenti abilitati continueranno a stagnare nelle graduatorie d’istituto e altri 50 mila insegnanti ci stanno per ritornare per via della incredibile conferma del Consiglio di Stato di licenziarne 6 mila ed espellerli tutti dalle GaE facendo ora pure intendere che la loro abilitazione è solo “strumentale”? Perché non si ricorda che la scorsa estate la gran parte delle immissioni in ruolo, circa 33 mila, sono sfumate per mancanza di candidati nelle uniche graduatorie considerate dal Ministero dell’Istruzione. “La verità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che per coprire la miriade di cattedre disponibili, 50 mila solo su sostegno agli alunni disabili, servono disposizioni transitorie e straordinarie. Come la riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento. Ma anche come la cancellazione di quella norma del 2013 che impone una cattedra di sostegno su tre in deroga, quindi non utile per le assunzioni a tempo indeterminato. Che anche se il Mef desse il consenso ad attuare il turnover al 100 per cento, la stragrande maggioranza dei posti vacanti rimarrà tale”. “Invece di continuare a soffiare fumo negli occhi – continua il sindacalista autonomo -, sarebbe intellettualmente più onesto ammettere che oggi e anche dopo le prossime immissioni in ruolo, la scuola italiana si regge sui supplenti per soddisfare il suo fabbisogno organico. Perché, a seguito dei previsti 40 mila pensionamenti complessivi tra legge Fornero e quota 100, oltre 100 mila cattedre continueranno ad essere assegnate ad un precario. È un caso unico in Italia e forse in tutta Europa. Invece, si preferisce portare avanti la politica del tutto bene tutto a posto. Costringendo il personale a rivolgersi ai giudici per ottenere giustizia”. A questo proposito, Anief confida nella decisione prossima del Consiglio d’Europa, che dovrà esprimersi sul reclamo collettivo presentato dallo stesso sindacato sull’uso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive europee che ne condannano la pratica, oltre i 36 mesi, in presenza di posti vacanti.

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Scuola: Sostegno record, gli alunni iscritti sono più di 300 mila

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Per fronteggiare l’alto e crescente numero di alunni con disabilità occorrono nuove disposizioni e da adottare con urgenza: oltre alla trasformazione dei 50 mila posti a tutti gli effetti vacanti in disponibili, oggi furbescamente lasciati in deroga, grazie al mantenimento in vita della Legge 128/14, è necessario provvedere a formare nuovi insegnanti. Perché se è vero che vi sono già alcune decine di migliaia di insegnanti precari già specializzati, confinati assurdamente nelle GaE, è altrettanto vero che secondo quanto ha riferito l’Istat ad inizio 2019, il 36% dei docenti di sostegno insegnerebbe senza titolo. Per fronteggiare questa emergenza di personale specializzato, confermata dai dati Istat di alcuni giorni fa, il sindacato Anief, ha presentato alla prima Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama una richiesta di modifica al decreto Semplificazioni, nella quale si chiede di far valere, per l’accesso sovrannumero ai corsi di specializzazione, “l’idoneità conseguita a seguito di superamento del concorso ordinario”. Intanto, il Tar Lazio ha condannato l’Ufficio scolastico regionale siciliano sul meccanismo con il quale quest’ultimo ha determinato i posti per gli alunni disabili relativi agli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019. Annullando tutti gli atti amministrativi collegati alla determinazione degli organici di sostegno nell’Isola. La sentenza sarà discussa lunedì con l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale e martedì presso l’Usr Sicilia, quando la delegazione Anief chiederà la trasformazione di tutti i posti in deroga tra i 7 mila rilevati dovuta a effettive esigenze in organico di diritto.

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After Hosting Record-Breaking User Conference, Baker Hill Announces Prosper 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

Baker Hill, a leading provider of technology solutions for common loan origination, risk and relationship management, CECL compliance, and smart data analytics, announced open registration for Prosper 2019, the company’s three-day industry conference designed to inform and inspire attendees. Prosper will take place April 28-30 at the JW Marriott in Nashville, Tennessee.Prosper, Baker Hill’s premier industry event, is an insightful three-day conference designed to educate and inspire attendees. The conference will provide guests with an opportunity to discover how to best leverage Baker Hill NextGen®, the expert solution for lending, risk management, CECL compliance, and analytics, in combination with exploring new solutions to help financial institutions reduce risk, drive growth and increase profitability.Attendees will have opportunities to learn more about the latest Baker Hill NextGen® CECL solution. Launched in Q4 2018, the solution is the industry’s go-to resource for CECL preparedness and is the first CECL solution to fully integrate with a loan origination and portfolio risk management platform, providing the ultimate holistic view of risk in a comprehensive framework for financial institutions to establish, evaluate and validate credit risk.Attendees can expect to interact with every level across financial institutions, including C-level executives, to exchange perspectives and other valuable expertise. Those in attendance will also meet with Baker Hill’s leadership team and industry experts who support financial institutions’ solutions.Prosper 2019 will feature keynote speaker, JP Nicols. Nicols is Managing Director at FinTech Forge, helping financial institutions build and leverage their innovative capacity through strategic partnerships and investments. Nicols is well known in the FinTech community, named to the FinServ 25 as one of the most influential voices in banking. He also launched and hosts Serial Intrapreneur, a show looking at leaders who battle the status quo to innovate and drive change.Now in its fourth consecutive year, Prosper has become one of the industry’s leading user conferences, with many attendees returning year after year. “One of the primary reasons we come to Prosper is to gain insights into what’s going on across the industry,” said Will Parsons, Portfolio Risk Manager at Citizens and Farmers Bank. “The other benefit of attending Prosper is the opportunity to meet new users from other institutions that are often times sharing best practices, tips and tricks that we can then use to help get through our own complex processes.”With various networking activities to choose from, Prosper 2019 is an ideal event for industry analysts, consultants, prospects and clients to connect and discuss the latest financial trends with other industry leaders. In addition to the conference sessions, attendees can build relationships while participating in activities such as touring the Country Music Hall of Fame, swinging some clubs at TopGolf Nashville, or exploring Nashville’s top BBQ spots and breweries.“After the tremendous success of Prosper 2018, we are excited to use this momentum to create a conference solely for the benefit of our clients and industry experts,” said John M. Deignan, President and CEO of Baker Hill. “Baker Hill’s annual client meeting presents a forum to discover useful information and valuable networking opportunities.”

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IBM: nuovo record di brevetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

ARMONK, NY, USA Gli inventori IBM (NYSE: IBM) hanno ottenuto il numero record di 9.043 brevetti nel 2017, permettendo alla società di aggiudicarsi per il 25° anno consecutivo la leadership nel settore e di superare il traguardo dei 100.000 brevetti. I nuovi brevetti sono stati concessi a un gruppo eterogeneo di oltre 8.500 ricercatori, ingegnieri, scienziati e progettisti presenti in 47 diversi stati degli Stati Uniti e in 47 nazioni nel mondo.“Nel corso degli ultimi 25 anni, la leadership di IBM nell’ambito dei brevetti ha cambiato il modo in cui il mondo si trova ad affrontare il progresso nell’era dell’informatica.” afferma Ginni Rometty, presidente e CEO di IBM. “Oggi, circa la metà dei nostri brevetti rappresentano innovazioni rivoluzionarie in settori quali intelligenza artificiale, cloud computing, sicurezza informatica, tecnologia blockchain e informatica quantistica – tutte mirate ad aiutare i nostri clienti a portare avanti e realizzare attività più smart.”
Considerando che un numero sempre crescente di imprese opera in cloud, gli scienziati IBM hanno ottenuto nel 2017 oltre 1.900 brevetti in questo ambito, incluso uno realizzato per prevedere le richieste di risorse cloud, che utilizza dati non strutturati relativi ad eventi mondiali o locali. Il sistema è in grado di monitorare le sorgenti dei dati – inclusi nuovi feed, statistiche di rete, bollettini metereologici e social network – per identificare dove e come le risorse cloud vadano assegnate per rispondere alle esigenze.Un’altra serie di innovazioni contribuisce a risolvere uno dei limiti attuali dell’intelligenza artificiale: la mancanza di personalizzazione, che può ostacolare il modo in cui l‘AI comunica con le persone. Tra i 1.400 brevetti nel campo dell’intelligenza artificiale, agli inventori IBM è stato concesso nel 2017 un brevetto per un sistema in grado di aiutare l’AI ad analizzare e riflettere i modelli di linguaggio degli utenti per migliorare la comunicazione tra macchine e esseri umani.
Gli inventori IBM hanno ottenuto anche 1.200 brevetti nell’ambito della cybersecurity, incluso uno relativo a una tecnologia che permette ai sistemi di intelligenza artificiale di cambiare le carte in tavola nei confronti degli hacker, attirandoli all’interno di scambi e-mail e di siti web con l’obiettivo di far sprecare loro risorse e vanificare gli attacchio le e-mail di “phishing”.Gli inventori IBM hanno brevettato anche innovazioni significative in settori emergenti come quelli dell”informatica quantistica, incluso un modo nuovo per migliorare la capacità del computer di acquisire e archiviare informazioni – chiamato “signal readout fidelity.” Questo metodo aumenta l’efficienza dei componenti necessari a realizzare un sistema di informatica quantistica.

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