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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘recuperare’

Vecchi tv e computer? Sono tesori da recuperare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

Online Banking ComputerTelefonini, tv, computer, elettrodomestici, neon possono essere restituiti gratuitamente ai negozi autorizzati quando si sostituiscono con prodotti nuovi. E’ il cosiddetto ritiro «uno contro uno» obbligatorio in Italia, ma ancora poco conosciuto dai negozianti e ancora meno praticato dai consumatori. Per mostrarne i vantaggi parte oggi la campagna “Tesori da recuperare” con seminari e iniziative in tutta la Toscana.«Qualunque apparecchio elettrico ed elettronico che sia guasto o inutilizzato può servire per attivare la catena virtuosa del riciclo, ma tutti noi consumatori dobbiamo abituarci a non abbandonarlo in garage o in fondo a un cassetto e come imprenditori a smaltirlo nel modo giusto – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi -. Non dovrebbero essere tanto le sanzioni, che sono pesanti, a farci comportare così, quanto piuttosto la consapevolezza che questi rottami in realtà sono materiali preziosi da reimmettere nel ciclo economico e possono generare ricchezza».In base ai dati del Centro di coordinamento RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche o Elettroniche), ogni italiano produce annualmente 15 chili di rifiuti elettronici, di questi solo 4 chili sono correttamente raccolti e avviati al recupero. Eppure, si tratta di rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente che, se raccolti e trattati adeguatamente, potrebbero essere recuperati fino al 96 per cento.In Toscana sono 10mila i commercianti potenzialmente interessati allo smaltimento di questi apparecchi, ma solo 1.148 imprese, poco più del 10 per cento, sono iscritte all’apposito registro della Sezione toscana Albo gestori ambientali, che ha sede alla Camera di Commercio di Firenze. Eppure, l’Unione Europea, con la direttiva 19/2012, ha imposto una soglia di recupero crescente, che mira a triplicare l’attuale riciclo fino a raggiungere i 12 chili pro-capite entro il 2019. E la legge italiana prevede severe sanzioni per chi non si mette in regola.Per formare cittadini e imprese sui metodi corretti di smaltimento, la sezione toscana dell’Albo gestori ambientali, in collaborazione con le Camere di Commercio di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Prato, ha attivato il progetto di legalità “Tesori da recuperare”, che ha come primo obiettivo quello di informare le imprese, le associazioni di categoria e dei consumatori, i consulenti, gli organi di controllo sugli obblighi normativi e sulla corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.Il primo step del progetto prevede una serie di seminari informativi gratuiti rivolti direttamente alle imprese. Ecco le tappe: 27 aprile 2015 a Confindustria Firenze, 11 maggio alla Camera di Commercio di Livorno, 25 maggio alla Camera di Commercio di Prato, 8 giugno alla Camera di Commercio di Grosseto, 26 giugno alla Camera di Commercio di Lucca.

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Piccole imprese italiane “strangolate”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

Le piccole imprese e i liberi professionisti italiani sono “strangolati” dai crediti non riscossi con tempi di pagamento che si allungano sempre di più facendo del nostro il peggiore Paese d’Europa. D.A.S., compagnia specializzata nella tutela legale di Alleanza Toro, ha analizzato una serie di dati sui tempi di pagamento alle pmi nel nostro Paese in occasione del lancio sul mercato di Difesa Business, una linea di 10 prodotti dedicati che fornisce assistenza e consulenza legale per gli inconvenienti della gestione aziendale. In Italia una piccola azienda o libero professionista per recuperare dalla pubblica amministrazione i soldi di servizi e lavori svolti deve attendere mediamente più di sei mesi (186 giorni inclusi quelli di ritardo) contro i 24 giorni appena di Finlandia e Estonia, i 33 di Lettonia, i 35 della Repubblica Ceca, i 36 della Germania o i 39 giorni delle Isole Far Oer. Alle spalle dell’Italia con un mese in meno di attesa ci sono Grecia e Spagna. Solo nell’ultimo anno sul fronte della pubblica amministrazione in Italia si è accumulato un ulteriore mese di ritardo nei pagamenti rispetto ai termini contrattuali stabiliti.  D.A.S. ha rilevato anche che per riscuotere i pagamenti da altre aziende ci vogliono mediamente oltre 3 mesi (96 giorni inclusi quelli di ritardo). Pure in questo caso l’Italia è in coda insieme a Spagna (98 giorni) e Grecia (105 giorni) con pochi giorni di differenza in meno. L’esempio “virtuoso” arriva ancora una volta dai Paesi scandinavi. La Finlandia batte tutti con 27 giorni di attesa per poter riscuotere e di questi solo 7 sono i giorni di ritardo sui tempi contrattuali fissati. Non sono da meno Norvegia, Islanda e Svezia rispettivamente con 29, 34 e 35 giorni. E’ un buon esempio anche su questo versante la Germania (35 giorni). “In tempi di crisi – afferma Roberto Grasso, direttore generale di D.A.S. Italia – crescono i casi di inadempienze contrattuali e perciò la prima esigenza di piccole imprese e liberi professionisti è di avere un’adeguata assistenza legale nel recupero dei crediti. Da una recente ricerca che abbiamo commissionato oltre il 70% degli imprenditori e il 78% dei liberi professionisti interpellati vorrebbe avere una polizza di tutela legale per gestire il recupero dei crediti. Del resto – aggiunge il manager – anche la via giudiziaria in Italia è molto sconfortante Da noi la soluzione di un contenzioso economico nei vari gradi giudizio dura mediamente più di 3 anni e mezzo, collocandoci agli ultimi posti nel mondo. Senza contare, poi, che il 30% del credito si perde comunque nelle spese giudiziarie, specie quelle per pagare l’avvocato”.

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Pakistan: alluvione e sfollati

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Nell’ambito di un intervento umanitario coordinato delle Nazioni Unite, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sta incrementando i soccorsi al fine di fornire riparo alle centinaia di migliaia di persone colpite dalle peggiori inondazioni e frane che il nord-ovest del Pakistan ha visto negli ultimi decenni. L’UNHCR ha già distribuito, attraverso le autorità locali, circa 10mila tende ed altri aiuti in Balochistan e Khyber Pakhtunkhwa – le due province maggiormente colpite – e sta provvedendo a recuperare altre  20mila tende. L’UNHCR sta cercando di raggiungere almeno 250mila persone tra le più vulnerabili e fornire loro riparo e “generi non alimentari”, tra cui coperte, taniche per l’acqua, secchi, teli di plastica e set da cucina. Questa mattina ha ricominciato a piovere e la situazione peggiorerà poiché Agosto è il mese tradizionale dei monsoni. La maggior parte degli sfollati colpiti dalle alluvioni vivono ammassati in edifici pubblici, come scuole e università. Tra loro vi sono migliaia di rifugiati afghani e sfollati pakistani che per la seconda volta hanno improvvisamente perso le loro case. Nelle scorse settimane la pioggia ha causato gravi danni alle infrastrutture, incluse strade e decine di ponti, isolando pesantemente le zone più colpite e bloccando il sistema di comunicazione, impedendo l’accesso alle aree colpite dalle alluvioni del Khyber Pakhtunkhwa, in precedenza noto come North West Frontier Province (NWFP). Le inondazioni sono state causate da piogge monsoniche torrenziali e sono le peggiori nella storia del paese. Charsadda, Nowshwera, Swat e le regioni di Shangla a Khyber Pakhtunkhwa sono le zone più colpite. Insieme alle loro comunità di accoglienza, anche quattro villaggi di rifugiati afghani sono stati colpiti dalle inondazioni. I villaggi di Munda, Hajizai, Utmanzai e Azakheil a Charsadda, e le regioni di Peshawar e Nowshera – dove circa 10mila famiglie di rifugiati risiedono – sono stati gravemente danneggiati dalle inondazioni. Oggi, l’UNHCR sta distribuendo beni di prima necessità a 1.000 famiglie che hanno perso le loro case nel villaggio di rifugiati a Hajizai e che sono costretti a vivere all’aperto. Per far fronte a questa nuova emergenza sono necessari con urgenza fondi ulteriori.

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Roma: piano casa Pietralata

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

«Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio comunale, della variante al piano particolareggiato Pietralata perché da oggi inizia il processo per arrivare compiutamente al bando di housing sociale di Pietralata, che prevede la realizzazione di un quartiere  vicino la nuova stazione Tiburtina». Lo afferma l’assessore ai Lavori Pubblici e Perifierie, Fabrizio Ghera.ll Consiglio comunale ha approvato modifiche al piano particolareggiato Pietralata con adeguamento del progetto unitario aree residenziali “F”. La variante che è stata approvata oggi è una modifica del piano unitario “F” di area residenziale che si è resa necessaria per consentire di recuperare la cubatura residenziale che era stata, di fatto, eliminata destinando un’area fondiaria a verde.  Pur mantenendo intatta l’area verde, si è parzialmente ripristinata la cubatura cambiando l’assetto edilizio sui lotti edificabili ancora rimasti. Erano, infatti, 4 i lotti edificabili e uno di questi al momento dell’approvazione del piano fu eliminato e convertito ad area verde. L’intervento odierno ha riconsentito di recuperare un po’ di cubatura, il necessario per realizzare il piano di housing sociale previsto dall’area “F”. Il piano di housing sociale di Pietralata, bando F555, riguarda il progetto di un piccolo quartiere residenziale destinato a giovani coppie, con priorità per quelle con figli, ed in genere a quanti, non avendo i requisiti per gli alloggi popolari, trovano difficoltà ad accedere al libero mercato.

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Casale Strozzi: “monumento al degrado”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Roma. “E’ vergognoso che  la palazzina storica del quattrocento conosciuta come Casale Strozzi, che sorge  a soli pochi metri dal Tribunale Penale, dietro a Piazzale Clodio, alle falde di Monte Mario, sia stata di nuovo abbandonata al degrado e ridotta in una sorta di discarica dopo gli interventi di ristrutturazione che sono costati allo Stato italiano alcune centinaia di migliaia di euro”.  E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, presidente del Consiglio del XVII Municipio e membro del comitato politico romano del Prc. “Non è tollerabile – continua Barbera – che tale edifico, che contiene anche alcuni affreschi del quattrocento e del cinquecento, possa essere lasciato ancora, chissà per quanto tempo, in queste condizioni. E’ necessario che tutte le istituzioni competenti intervengano immediatamente  per recuperare tale patrimonio  e per riqualificare l’intera zona circostante di proprietà del demanio statale, oggi lasciata in condizioni di assoluto degrado. Inoltre, ritengo opportuno  che vengano accertate da parte delle autorità competenti le responsabilità di tale scempio anche dal punto di vista del danno erariale. Così come ritengo necessario  verificare immediatamente quali siano i reali pericoli  per la salute dei cittadini che si celano all’interno di tale casale, visti i minacciosi cartelli apposti sulle cancellate di tale palazzina, che indicano la presenza di rifiuti tossici”.

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