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Posts Tagged ‘recupero’

Bollette acqua e recupero delle cosiddette “partite pregresse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge. La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere assistenza nelle richieste di rimborso. Federconsumatori aprirà confronti sul tema con le Associazioni d’impresa rappresentative del settore, con gli ATO territoriali e le autorità competenti a livello regionale.

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Economia: La ripartenza e il recupero occupazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2021

“Il Paese ha bisogno di forza lavoro e la sta cercando. I dati presentati dall’ISTAT ci dicono questo. Le imprese manifatturiere stanno assumendo, da gennaio gli occupati sono saliti di 550 mila unità. Si sta rimettendo in moto tutto, grazie al lavoro delle nostre imprese e alle misure messe in campo dagli ultimi Governi. Anche i dati sul PIL sono positivi, con la previsione di chiudere l’anno intorno al 6%, ed i mercati da mesi, ormai, stanno dando una risposta importante. È una fase di ripartenza che dobbiamo continuare a supportare, per consolidare il recupero occupazionale, lavorando su tre binari paralleli: sostegno alle imprese per semplificare i meccanismi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, dando così loro l’opportunità di intercettare importanti quote di mercato che si sono aperte anche a seguito dell’emergenza sanitaria; riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro; investire sul lavoro autonomo. Su quest’ultimo aspetto abbiamo avviato un percorso per garantire ai lavoratori autonomi quei diritti che prima erano solo per i dipendenti. Penso all’Iscro, un’ammortizzatore sociale rivolto agli autonomi, o all’Assegno unico per sostenere le famiglie. Ora dobbiamo andare oltre. Vanno semplificate tutte le procedure burocratiche per aprire un’attività e poi, per quelle avviate, occorre incentivarle a “crescere”, senza l’oppressione di un sistema fiscale che li “tartassi”. In questo percorso sarà fondamentale la riforma fiscale a cui, come Governo, stiamo lavorando in queste settimane. Per i lavoratori autonomi è sempre più necessario superare il sistema di “saldo e acconti” a favore di una “tassazione per cassa”, un sistema di versamenti mensili di quanto effettivamente incassato, al netto delle spese. Garantirebbe al contribuente la possibilità di una maggiore programmazione ed allo Stato un flusso costante di entrate. Oltre a ridurre il numero degli adempimenti. Da ultimo dobbiamo ridare fiducia alle vocazioni professionali. Le lauree abilitanti rappresentano il primo tassello, ma servono politiche “di visione” per i giovani, che creino, ad esempio, nuovi ambiti professionalizzanti, con profili di tecnici altamente qualificati. In grado di cogliere tutte le opportunità che deriveranno dal Recovery Plan”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sui social.

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Scuola: Le ferie dei docenti bloccano i recuperi estivi degli alunni?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

Il recupero delle lezioni non svolte in classe, attraverso delle lezioni ad hoc da organizzare a fine anno scolastico, sarebbe ostacolato dalla fruizione delle ferie che gli insegnanti dovranno fruire obbligatoriamente tra luglio e agosto. E i dirigenti scolastici sarebbero impotenti di fonte a questo. Lo scrive oggi Il Sole 24 Ore, sostenendo che i 32 giorni di ferie previsti dal contratto, assieme a delle supposte “rigidità” renderebbero “difficile il ritorno in aula dopo la fine dell’anno.L’insegnante è a disposizione se non è in ferie, ma deve rientrare solo per attività programmate a inizio anno. La specifica odierna del Sole 24 Ore mette in luce che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sta “ancora approfondendo il dossier” dei recuperi, ma “occorre fare un passo indietro, e ricordare quanto avvenuto a settembre 2020, quando dovevano svolgersi i corsi di recupero degli apprendimenti previsti da Lucia Azzolina, la prima a parlare (e a investire risorse) sui “ristori formativi”, dopo l’arrivo della pandemia, con le scuole chiuse dal 5 marzo e fine a fine anno”. “Ebbene – continua il quotidiano economico -, nonostante questi corsi fossero stati normati da una legge, il dl 22 del 2020, articolo 2, comma 1 lettera a, e qualificati come «attività ordinaria», e quindi non retribuiti fino all’avvio delle lezioni (dopo potevano essere pagati come impegno aggiuntivo dei docenti attraverso le risorse del fondo d’istituto) in larghissima parte non sono stati fatti partire. La ragione? La mancata obbligatorietà per gli insegnanti, così come prevista nel Ccnl. Uno stesso copione rischia di ripetersi ora quando da domani praticamente 9 studenti su 10 torneranno alle lezioni da remoto, acuendo disagi su disagi”.

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Scuola: Il ministro Bianchi apre al recupero mirato degli alunni danneggiati dalla dad

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Sull’ipotesi di prolungamento dell’anno scolastico, il nuovo ministro dell’Istruzione sta valutando la situazione. Lo fa intendere oggi in un’intervista al Corriere della Sera: “Dobbiamo decidere rispettando i diritti e la vita delle persone, valutando situazioni diverse, tra primarie e scuole superiori per esempio: quello che si è perso è soprattutto la socialità, lo stare insieme non la singola disciplina. La scuola non è solo insegnamento, apprendimento ma anche vita comune”. La conclusione, secondo la rivista Orizzonte Scuola, è che quindi “nessuna decisione è stata dunque assunta per il calendario scolastico. Al momento ci si concentra sulle strategie che permettano il rientro al 100% degli studenti in classe, a partire dalla campagna di vaccinazione degli insegnanti.Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “è impensabile dire che in questi mesi con la didattica a distanza si è ‘scherzato’. Se si pensa dunque di annullare ciò che è stato fatto con la dad, per ripeterlo in presenza attraverso il cambio del calendario scolastico, allora noi riteniamo che sarebbe sbagliato. Ciò che è importante è quindi cercare di far riportare la didattica in presenza, a patto che si tratti di attività in sicurezza”. Anief ricorda che certamente la didattica a distanza va sempre interpretata come uno strumento funzionale e integrativo all’attività didattica in presenza. È anche però vero che il sindacato ha sottoscritto da alcuni mesi con l’amministrazione scolastica un contratto integrativo per la didattica integrata, che l’ha regolamentata e resa valutabile anche ai fini degli scrutini finali per la valutazione degli alunni.

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Istat fatturato: recupero troppo flebile

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a ottobre, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+2,2%) che gli ordinativi (+3%).”Un recupero troppo flebile. Il lieve ribalzo di ottobre non basta nemmeno a recuperare la perdita registrata a settembre. Rispetto ad agosto, infatti, il fatturato è ancora inferiore dello 0,8%, gli ordini addirittura del 2,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi si confrontano i dati di oggi con quelli dell’inizio dell’anno, il fatturato di ottobre risulta inferiore, nei dati destagionalizzati, del 4,5% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, e del 2,4% su febbraio, ultimo mese pre-lockdown, percentuale che sale, rispettivamente, al 7,2% e al 5,7% per il fatturato estero. Gli ordini, invece, hanno già recuperato il gap, segnando un +0,8% su gennaio e un +3,5% su febbraio. Un segnale positivo” conclude Dona.

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La capacità di recupero dell’economia italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

“Abbiamo dimostrato, in questi mesi, che l’economia italiana ha una grande capacità di recupero. Il dato di oggi sul PIL del terzo trimestre, che registra un +16,1%, risultato superiore a qualunque stima, conferma la bontà e l’efficacia delle misure che abbiamo introdotto come Governo per tutelare famiglie e imprese.Adesso è ancora più fondamentale rispettare le regole sul distanziamento sociale e indossare la mascherina. Proteggendo noi, e i nostri cari, proteggiamo anche l’economia del Paese.La tutela della salute di ciascuno di noi deve andare di pari passo con il sostegno del tessuto economico. Ci stiamo lavorando giorno e notte, per garantire una risposta efficace. Una risposta che passa anche dall’ascolto delle categorie coinvolte.Restiamo uniti, insieme possiamo farcela”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sui social.

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Continua il recupero del libro dopo il lock-down

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

La perdita di fatturato del settore della varia (romanzi e saggi) rispetto al 2019 si riduce di altri 4 punti percentuali, portandosi dal -11% al -7% (era -20% a metà aprile), secondo la rielaborazione dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Nielsen. Prosegue inoltre il lento recupero dei canali di vendita fisici (librerie e grande distribuzione organizzata) rispetto agli store online: a fine settembre hanno una quota di mercato del 57%, in crescita di 5 punti percentuali rispetto al record negativo di metà aprile. Il trend di crescita è confermato dai dati delle librerie, fisiche e digitali, del circuito Arianna che, pur non comprendendo Amazon, a settembre per la prima volta nell’anno segnano 30 giorni in positivo, con vendite in crescita dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Quanto vale il mercato. Al 27 settembre, le vendite di libri fisici, saggi e romanzi, nelle librerie, grande distribuzione e store online valgono 850 milioni, contro i 914 del corrispondente periodo dell’anno precedente. I 64 milioni persi in nove mesi, pari al 7%, sono comunque un risultato in netto recupero rispetto al -11% di luglio e al -20% di aprile, quando i milioni persi erano stati 90 in soli tre mesi e mezzo.La ripresa della produzione, il boom degli e-book. Gli editori italiani tornano a produrre nuovi titoli (libri fisici) a ritmo significativo: dopo il -77% tra inizio marzo e metà aprile, la ripresa è stata costante e, a fine settembre, il confronto anno su anno segna -13%. Per quanto riguarda invece gli e-book, per tutto il 2020 la produzione è stata superiore al 2019 tanto che, a fine settembre, il confronto anno su anno segna +13%. I canali di vendita. Segnali di ripresa vengono dai canali fisici (librerie e grande distribuzione organizzata) oggi al 57% di quota di mercato, dopo il 55% di luglio e il 52% di aprile. Siamo comunque lontani dal 73% del 2019: i prossimi mesi ci diranno se il 43% di quota di mercato raggiunto dagli store online (dato di settembre riferito alle sole vendite di libri fisici) si consoliderà anche negli anni a venire. In tal caso, il lock down avrebbe accelerato una tendenza di crescita a discapito dei punti di vendita fisici già in atto da tempo. Da dove partivamo: il 2019 record. La crisi del 2020 si è abbattuta su un mercato editoriale che, nel 2019, aveva avuto un andamento molto positivo. Secondo il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia di AIE (in allegato la sintesi), che monitora le vendite di tutti i settori (varia, ma anche editoria scolastica, universitaria, specialistica), alla fine dell’anno scorso il comparto era cresciuta del 3% recuperando i valori pre-crisi, per un giro d’affari complessivo di 3 miliardi e 37 milioni. Numeri che confermano l’editoria come prima grande industria culturale del Paese, con un fatturato comparabile a quello delle pay-tv. Nel 2019 è cresciuta il settore della varia (+5%), l’editoria scolastica (+3%), il settore digitale che comprende ebook, banche dati e servizi web (+5%). Il 2019, inoltre, aveva visto una crescita degli store online rispetto all’anno precedente, che erano passati da una quota del 24% al 27%, mentre i canali fisici flettevano al 73%. Un panorama che, come detto, è stato poi stravolto dal lock down. Il 2019, infine, conferma la grande crescita dell’editoria italiana sui mercati esteri: i diritti di edizione di autori italiani a editori di altri Paesi sono cresciuti del 9%, a quota 8.596 titoli, un numero poco meno del doppio dei 4.629 del 2011.

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Un accordo in favore delle aziende per il recupero dei crediti sui mercati internazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

SACE SRV, società di SACE specializzata nei servizi di recupero crediti all’estero, e CRIBIS, società del Gruppo CRIF, leader in Italia nei servizi per la gestione del credito commerciale e lo sviluppo del business in Italia e all’estero, annunciano la sottoscrizione di un importante accordo di collaborazione per supportare al meglio le aziende italiane nella gestione e nel recupero dei crediti commerciali insoluti sui mercati internazionali.Con questa partnership, CRIBIS promuoverà alle imprese clienti il servizio di recupero crediti esteri che sarà svolto da SACE SRV, beneficiando in maniera sinergica delle competenze e dell’esperienza della società nel settore del recupero dei crediti commerciali all’estero e soprattutto in geografie emergenti e complesse. Un aspetto, quest’ultimo, che potrà essere fondamentale per le stesse imprese, in una congiuntura globale particolarmente complicata a causa dell’emergenza Covid-19 e dei suoi impatti, economico-finanziari e commerciali.“Siamo molto orgogliosi di proporre al mercato questa partnership con CRIBIS, per mettere a disposizione di un numero crescente di aziende italiane un’esperienza di oltre 40 anni nel recupero dei crediti sui principali mercati emergenti ed extraeuropei. Queste geografie, infatti, hanno un grado di complessità tale da richiedere il supporto di un operatore altamente specializzato come SACE SRV, in grado di operare a livello globale grazie ad una vasta e consolidata rete di uffici e partner locali – ha dichiarato Valerio Ranciaro, Direttore Generale di SACE SRV -. Il servizio di recupero crediti è e sarà sempre più strategico per le imprese italiane: un’attività in crescita, considerando che solo nell’ultimo anno siamo stati al fianco di oltre 30.000 aziende, recuperando 50 milioni di euro di crediti”.“E’ una partnership molto importante. La qualità dei servizi che diamo ai nostri clienti è da sempre una priorità assoluta e questa partnership con SACE SRV aiuterà tante aziende a raggiungere i propri obiettivi. Sono oltre 15.000 le aziende, dai leader di mercato alle PMI, che utilizzando i servizi di CRIBIS per la gestione del credito commerciale. Molte di queste si rivolgono a CRIBIS anche per essere supportate nel processo di internazionalizzazione e la gestione dei crediti è un fattore molto importante per la crescita all’estero di un’azienda. Con la partnership con SACE pensiamo di aggiungere un tassello fondamentale alla nostra offerta per lo sviluppo dell’Export ed essere ancora più vicini ai nostri clienti” ha dichiarato Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS.

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Sanità: Recupero visite servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

“Accogliamo con favore l’annuncio del ministro Speranza di voler proporre nel prossimo decreto mezzo miliardo di euro, affinchè il Servizio sanitario nazionale recuperi quelle visite, quegli screening e quegli interventi che in queste settimane di Covid non sono state svolte. Fratelli d’Italia per prima aveva denunciato questa problematica e l’aveva portata all’attenzione del ministro Speranza nel corso del Question Time della scorsa settimana. Avevamo chiesto la realizzazione di un piano nazionale di rientro delle liste d’attesa, che garantisse quelle necessarie risorse finanziarie e aggiuntive al settore sanitario e che, inoltre, riuscisse ad attivare un fattivo coordinamento tra Stato e Regioni. Prendiamo, quindi, atto delle parole del ministro Speranza e dell’impegno annunciato in Aula che conferma nuovamente la correttezza del nostro operato ispirato ad una logica propositiva, mai pregiudiziale, ed attenta agli interessi dell’Italia e degli italiani”. Lo dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Achille Totaro e Francesco Zaffini.

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Arera: bollette ‘pazze’,recuperati nel 2019 oltre 10 mln

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Nel 2019 con le controversie risolte dal Servizio Conciliazione dell’Arera i clienti hanno ottenuto o risparmiato oltre 10,4 milioni di euro dal contenzioso con gli operatori di luce, gas e acqua.”Ottima notizia! Anche se certo il dato dimostra quante bollette pazze arrivino ancora oggi agli utenti. Sono troppi i furbetti del quartierino!” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Troppo spesso le società resistono al consumatore, mandando lettere di rifiuto standard senza nemmeno leggere il reclamo dell’utente, così da scoraggiarlo nelle sue giuste pretese. Se le imprese ascoltassero i clienti, invece di costringerli a rivolgersi alle associazioni di consumatori, che danno un contributo fondamentale al Servizio conciliazione, farebbero cosa buona e giusta” prosegue Vignola.”Va detto, poi, che oltre al Servizio Conciliazione, ci sono altrettante bollette pazze che vengono risolte tramite le conciliazioni paritetiche. Strumenti efficaci ma poco conosciuti. Insomma, per far valere i propri diritti, non c’è sempre bisogno di rivolgersi ad un avvocato” conclude Vignola.

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Coronavirus: terremoti, scosse di assestamento e recupero

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Le scosse di assestamento sono una conseguenza frequente e devastante di un terremoto, causate dagli spostamenti del terreno che seguono la scossa principale. Sebbene siano di per sé allarmanti, spesso rappresentano il decorso prevedibile dell’evento principale. I terremoti di grandi dimensioni possono comportare centinaia di scosse di assestamento. Benché esistano dei modelli noti che consentano di prevedere la loro distribuzione ed entità, possono comunque esserci delle sorprese. In genere, tuttavia, tendono a diminuire di intensità e frequenza con il tempo.Il mondo è attualmente colpito da un grande terremoto economico. L'”epicentro” del terremoto economico globale non è localizzabile geograficamente, ma è rappresentato dagli sforzi di contenimento generalizzati, volti a ridurre la diffusione del Covid-19, che comportano il blocco di molti settori dell’attività economica nel breve termine. Tanto per avere un’idea di ciò che sta accadendo, una persona su cinque è al momento costretta a rimanere a casa in applicazione di ordinanze o su invito delle autorità. Le prevedibili conseguenze economiche e sociali si iniziano a vedere.
Nel prossimo rapporto del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, assisteremo a un enorme aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, un numero che, sebbene scioccante, è il comprensibile esito delle misure di contenimento adottate. Nelle prossime settimane ci saranno forniti altri dati, che prevediamo saranno senza precedenti in termini di dimensioni e impatto emotivo. Se le misure di contenimento riescono a far decrescere il tasso di infezione giornaliero, come è stato osservato negli ultimi giorni in Cina, Corea del Sud e persino in Italia, i mercati possono iniziare a prevedere una riduzione dei dati economici “sismici”. Il terremoto avvenuto a Tangshan, in Cina, nel 1976 ha causato 255.000 decessi. Un’immensa tragedia per le persone di questa regione, in gran parte dovuta al fatto che gli edifici in muratura non rinforzata non erano stati progettati per resistere alle sollecitazioni del sisma. Oggi gli edifici vengono ristrutturati per migliorarne la resistenza e assicurare una struttura architettonica in grado di resistere meglio a un terremoto.Analogamente, dopo la crisi finanziaria globale del 2008/09, negli Stati Uniti e nel Regno Unito abbiamo assistito a un adeguamento del sistema bancario. I notevoli miglioramenti a livello di capitale e liquidità hanno aumentato sensibilmente la capacità del sistema finanziario e dell’economia di tali paesi di resistere a un terremoto economico e alle sue scosse secondarie.Negli ultimi giorni, gli interventi delle banche centrali globali sono stati significativi in termini di entità e tempestività. I governi stanno cercando di iniettare liquidità attraverso stimoli fiscali per aiutare le persone, le piccole aziende e le amministrazioni pubbliche locali. La combinazione di un sistema bancario più solido e l’impressionante serie di misure a sostegno della liquidità mi induce a credere che saremo in grado di resistere a questo shock e di superarlo con un’economia funzionante non appena si placheranno le scosse.

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Scuola, dall’esame di Stato ai corsi di recupero e alle valutazioni finali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

L’emergenza coronavirus è sempre più seria. Con la firma del DPCM 8 marzo 2020, ci si dirige verso una prolungata sospensione delle attività didattiche, ben oltre il 15 marzo. Per questo riteniamo di dover fare sette proposte precise e concrete al governo Conte e al Miur:Che le scuole vengano chiuse, non semplicemente sospesa l’attività didattica, per la tutela anche del personale ATA, lavoratori della scuola come gli altri.
Che la didattica a distanza non venga imposta in modo obbligatorio a docenti e studenti.
Che l’esame di Stato per quest’anno consista nel solo esame orale e solo sugli argomenti svolti in presenza, perché la didattica a distanza non garantisce in alcun modo lo stesso livello di apprendimento della didattica in aula e non si può svolgere in tutto il territorio nazionale e per tutti gli studenti e le studentesse in egual misura.
Che si dica con chiarezza che nessuno studente a fine anno sarà respinto, perché non siamo nelle condizioni di valutarli serenamente in questo clima di emergenza sanitaria e perché non siamo in grado di garantire il diritto allo studio a tutti tramite la didattica a distanza: il MIUR deve dare indicazioni chiare e precise sull’impossibilità di verificare, interrogare o valutare a distanza invece che esporre le scuole, i dirigenti scolastici e i docenti a ricorsi e contenziosi e a eventuali rischi per la privacy dei minori.
Che si stanzino fondi per corsi finalizzati al recupero del lavoro non svolto nel periodo di sospensione delle attività didattiche, da attivarsi all’inizio del prossimo anno scolastico, quando l’emergenza sarà finita.
Che si aboliscano per questo e i prossimi due anni le prove INVALSI e l’Alternanza Scuola Lavoro, in modo da dedicare tutto il tempo scuola ai contenuti non svolti nel periodo di sospensione dell’attività didattica.
Che il MIUR dispongauna modalità di valutazione del voto dell’esame di Stato, per questo anno scolastico e i successivi due, che preveda come conteggiare il credito scolastico relativo a quest’anno, con ogni evidenza difficile da assegnare in queste condizioni.

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Recupero crediti troppo insistenti e con spese enormi: cosa fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Pagare con un po’ in ritardo e vedersi raggiungere da una richiesta di svariate decine di euro a titolo di “spese recupero crediti” magari senza nemmeno aver ricevuto un sollecito. O anche saltare una rata e vedersi braccati come un fuggitivo. E’ -purtroppo- la norma nel mondo del credito al consumo, ma ci si può difendere. Gli interessi di mora e le “spese recupero crediti” di banche e finanziarie sono veri e propri numeri al lotto per accalappiare quanto più danaro possibile nonostante siano fuori legge come sancito dall’Arbitro Bancario che impone la restituzione della parte (la gran parte, se non tutta) che eccede il tasso massimo di usura. Insomma, ci provano confidando sulla scarsa informazione della clientela. I pochi che lasciano perdere le assurde richieste di spese, invece, quasi sempre la scampano. Peggio ancora i comportamenti dei recupero crediti che sono soliti tempestare di telefonate non solo a casa e sul lavoro, ma anche parenti e perfino i vicini di casa cui chiedono informazioni! Il Garante Privacy, a partire dal Provvedimento del 30/11/2005 (https://sosonline.aduc.it/ scheda/recupero+crediti+sono+leciti+comportamenti+lesivi_9860.php), ha espresso il principio secondo cui occorre rivolgersi al solo debitore ed agli eventuali garanti escludendo chiunque altro come familiari, datori di lavoro e vicini di casa. Le richieste debbono essere improntate al massimo rispetto della persona, quindi non si può – come purtroppo accade – sommergerla di telefonate o sms o lasciare messaggi a chiunque non sia l’interessato, con lo scopo di far fare loro brutta figura. Per essere risarciti occorre rivolgersi ad un Giudice, mentre al Garante Privacy si può segnalare il mancato rispetto della legge da parte dei soggetti in questione, in modo da poterli vedere anche sanzionati sul versante amministrativo.
Nei casi peggiori si può presentare un denuncia-querela corredata di prove. E’ possibile considerare il reato di molestie e disturbo alla persona che prevede la pena della reclusione fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. A supporto si ha la sentenza di Cassazione 25033 del 22/6/2012 che ha preso in esame il caso di un debitore subissato di telefonate. Possono esserci anche i presupposti per il reato di violenza privata. Inoltre, nel caso in cui i comportamenti portino ad uno stato di ansia e paura, la società ed il dipendente sono passibili di condanna ai sensi della Legge 38 del 23/4/2009 per atti persecutori (stalking) con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso occorre provare gli atti persecutori e il conseguente stato di disagio grave che costringe a modificare in peggio le proprie abitudini di vita (ad esempio non rispondendo più al telefono, cambiando numero, evitare determinati orari, ecc.). Prima della denuncia-querela è possibile chiedere al questore un ammonimento ai sensi dell’art. 8 della medesima legge. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Campidoglio: parte il recupero di un tratto del Colle Capitolino

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Partiti i lavori di consolidamento e riqualificazione della parete tufacea che sostiene il Belvedere Caffarelli e via di Villa Caffarelli sul versante del Colle Capitolino che si affaccia su via del Teatro di Marcello. Un tratto del colle geologicamente fragile, la cui area verde sottostante si snoda intorno a importanti resti storici e archeologici, tra cui la celebre “casa del luparo”.L’intervento, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, oltre a mettere in sicurezza l’area, renderà di nuovo fruibile il giardino che si estende lungo questo lato del colle “simbolo” della romanità attraverso dei percorsi pedonali, ridisegnati sul tracciato storico accessibili anche ai disabili. Un sistema di rampe e vialetti, intervallati da nuove sedute, riporterà in auge questo lato del parco ideato negli Anni Trenta del Novecento, caratterizzato da slarghi e terrazze panoramiche che si affacciano sul Teatro di Marcello. Tra le novità, la realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione che evidenzierà elementi morfologici, archeologici e storico-artistici di questa parte dell’antico Mons Capitolinus.Il progetto, redatto dai tecnici della Sovrintendenza Capitolina con il supporto alla progettazione di Zètema Progetto Cultura, ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza statale competente sulla tutela. L’intervento finanziato da Roma Capitale per un costo complessivo pari a € 1.128.672,40 sarà realizzato, a seguito di gara con evidenza pubblica, dal raggruppamento di imprese (Celletti costruzioni generali srl e Holding servizi e partecipazioni srl). La conclusione delle opere è prevista alla fine del 2020. L’area archeologica, situata alle pendici occidentali del Campidoglio che costeggia l’attuale via del Teatro di Marcello, è stata messa in luce in occasione delle demolizioni realizzate tra il 1929 e il 1933 per la realizzazione dell’allora Via del Mare nell’ambito di un disegno urbanistico mussoliniano che attribuiva al Campidoglio un ruolo di primo piano quale simbolo della romanità primigenia.I lavori, oltre a far riaffiorare i resti di un esteso quartiere di età romana, il Foro Olitorio, fecero emergere ampie porzioni del banco tufaceo del Colle Capitolino caratterizzate da problemi di staticità — presenti anche in età antica – che, fin dall’inizio, determinarono l’attuazione di interventi di consolidamento, completati nel 1943 e tuttora visibili lungo via del Teatro di Marcello, vico Jugario e via della Consolazione.Negli Anni Sessanta dello scorso secolo si ebbero nuovi e gravi episodi di distacco dalla parete tufacea che comportarono ulteriori interventi di messa in sicurezza, visibili ancora oggi, la cui validità sarà verificata dai saggi che saranno effettuati nel corso nei lavori.

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Pa: Fp Cgil e Comitato Idonei, bene recupero graduatorie concorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

“Registriamo con estrema soddisfazione le dichiarazioni dell’esponente del Movimento 5 Stelle Sabrina Ricciardi con le quali comunica di aver recuperato, con un emendamento presentato dal gruppo al Senato al decreto legge sulle crisi aziendali, alcune graduatorie di concorso”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, quest’ultimo nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici. “L’aver deciso di ampliare il perimetro di quelle coinvolte dal recupero – proseguono -, partendo ora da quelle approvate nel 2011, avvicinandosi a quanto da noi richiesto, rafforza ulteriormente le nostre tesi in sostegno di tutti coloro che sono risultati idonei in precedenti concorsi. Da anni, infatti, ribadiamo l’importanza di un simile provvedimento per arginare la fuoriuscita di tantissimi dipendenti pubblici e mantenere in piedi tutti quei servizi che quotidianamente garantiscono ai cittadini”, concludono Fp Cgil e Comitato XXVII Ottobre.

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Progetto per il recupero delle materie critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Circa 45 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Europa e 7 processi di recupero portati a termine con 14 modalità diverse. Sono i numeri con cui si è concluso il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, per la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici, di cui Ecodom ed ENEA sono stati partner.
L’iniziativa ha visto Ecodom, in collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val., impegnato nella raccolta e trattamento di oltre due tonnellate di vecchi cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, caricabatterie, ecc.), tra i principali apparecchi contenenti CRM.“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.Nei tre anni e mezzo del progetto, Ecodom ed ENEA, insieme con i partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek hanno testato diverse modalità di recupero: dal trattamento meccanico a processi chimici, volti a incrementare il recupero dei CRM, con particolare focus su cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.“Secondo le stime – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM”.In particolare, Ecodom ha collaborato con ENEA mettendo a punto una procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, che è stata applicata in via sperimentale su 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona): 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre i restanti 7 – ancora funzionanti – sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per l’eventuale rientro in commercio.Oltre ai monitori, grazie a questo progetto in Italia sono stati raccolte e trattate da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val, oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso.Il progetto, finanziato dal programma europeo LIFE, da Innovative UK, dal Governo gallese e dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e guidato da WRAP, è stato articolato in quattro fasi: la sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE, la sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero dei CRM, la valutazione dei risultati ottenuti, e l’elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.Da qui sono nate 5 linee guida che tutti, politici e gestori, dovrebbero seguire per aumentare la raccolta e il recupero dei CRM dai RAEE: ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta; aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei CRM e della corretta raccolta e trattamento dei RAEE; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per la raccolta e il trattamento dei RAEE; promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei CRM incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei RAEE requisiti specifici sul recupero dei CRM.
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il Sistema Collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici di tutti i Raggruppamenti – R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).www.ecodom.it

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Recupero di medicinali: Forche Caudine offre gratuitamente il software

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Maggio 2019

Nata sul modello di altre esperienze regionali, la proposta di legge molisana per il recupero dei medicinali per uso umano e per uso veterinario a fini sociali, anche attraverso l’istituzione di una banca dati regionale sui farmaci inutilizzati, piace all’associazione “Forche Caudine” che è disponibile ad offrire gratuitamente un software ad hoc per la buona riuscita dell’impresa.E’ quanto fa sapere lo storico sodalizio dei molisani a Roma, rilanciando la generosa disponibilità offerta dal molisano Francesco Caterina, uno dei coordinatori del Comitato Imprese dell’associazione, in veste di Ceo della Av Sistemi Integrati, azienda di sviluppo software e web.“Siamo pronti a mettere a disposizione gratuitamente i software necessari al monitoraggio dei farmaci, così come previsto nel testo della proposta di legge – spiega Caterina – al fine di garantire criteri di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa in un’ottica di solidarietà a 360 gradi”. L’obiettivo è quello di garantire concretamente l’ulteriore contenimento della spesa farmaceutica regionale in un’ottica di equità e di giustizia sociale, nonché di sostenibilità ambientale.
L’associazione dei molisani a Roma, sulla stessa linea, propone alla Regione di utilizzare il bel filmato “Molise: terra di colori, sapori e tradizioni” realizzato dagli studenti delle classe terza e quarta H del liceo “Romita” di Campobasso nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse economiche e di promozione delle esperienze interne alla comunità molisana, anziché investire fondi, anche ingenti, in iniziative istituzionali dai discutibili risultati, come la Bit di Milano, la costosa edizione straordinaria dei Misteri di Campobasso nello scorso dicembre o i sette tavoli tematici degli stati generali del turismo.“Con minime risorse, quasi tutte estranee ai canali istituzionali molisani, Forche Caudine è riuscita a promuovere oltre quattrocento eventi nei 31 anni di attività, accreditando nel migliore dei modi il territorio molisano presso molti referenti istituzionali e non, qui a Roma – evidenzia Caterina. “Crediamo che in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, sia necessaria una reale chiamata al risparmio ma parallela ad un’ottimizzazione delle risorse verso canali caratterizzati da professionalità certificate e da concreti ritorni d’immagine ed economici per la nostra splendida regione”.

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Unico futuro è recupero e riciclo dei rifiuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

“Fontana deve rispettare la volontà del Consiglio regionale che nel 2013 ha votato all’unanimità una nostra risoluzione per la chiusura graduale dei propri inceneritori. La maggioranza di allora è la stessa di oggi”, così dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. E soggiungono: “Da questo punto di vista facciamo nostre le parole del Senatore Gianmarco Corbetta, che nel 2013 firmava quella risoluzione. Il modello da seguire in tutta Italia, Campania inclusa, è quello veneto di Treviso di Zaia. Un modello che tutela ambiente, salute e crea più posti di lavoro. L’unico futuro possibile è la chiusura graduale degli inceneritori e l’investimento nella raccolta differenziata e nell’economia del recupero; materie queste che stanno avanzando in maniera preponderante. La provincia di Mantova dove non esiste un inceneritore di rifiuti urbani è all’85% poco indietro Treviso, altre province viaggiano tra il 65% e 75%. Applicando il ‘Modello Treviso’ a tutta Italia chiuderemo tantissimi inceneritori e discariche attraverso una strategia industriale che punta su raccolta differenziata di qualità con la raccolta porta a porta” conclude il M5S Lombardia.

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I.S.R. racing chiude la stagione con uno strepitoso recupero a Barcellona

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

racingBarcellona Si è chiuso con un ottavo posto che vale una vittoria il weekend appena trascorso per I.S.R. racing, impegnata sul circuito di Barcellona per l’ultimo appuntamento stagionale della Blancpain GT Series Endurance Cup 2017. Grazie ad una gara particolarmente entusiasmante, l’equipaggio del team ceco ha infatti recuperato ben trenta posizioni.Per il gran finale di stagione, l’Audi R8 LMS n.75 si è presentata al Montmelò con una livrea e una line-up leggermente rinnovate. Al volante si sono infatti alternati Kevin Ceccon (ITA), al debutto con I.S.R. racing nella Endurance Cup, Filip Salaquarda (CZ) e Frank Stippler (GER).Il weekend ha visto l’equipaggio I.S.R. racing in evidenza già nelle prove libere, con il nono posto nella prima sessione a poco più di sei decimi dalla vetta. La pioggia si è poi resa protagonista sia nelle Pre Qualifiche del venerdì che, soprattutto, nelle qualifiche di sabato. Dopo un temporale nelle prime ore del mattino, i piloti si sono giocati la pole position su una pista umida ed insidiosa che ha tratto in inganno molti dei protagonisti. L’equipaggio I.S.R. racing non ha ottimizzato la prestazione, colpa di un set di gomme che sembra non aver reso come ci si sarebbe aspettato e ha chiuso al trentottesimo posto in 1’48.366.Emozionante la gara, corsa sotto un cielo nuvoloso, ma con pista asciutta. Stippler ha preso il via e ha portato a termine un grande stint, recuperando posizioni racing1con precisione chirurgica nelle caotiche bagarre al centro del gruppo. Dopo il pit stop, Ceccon ha proseguito la progressione con grande determinazione dimostrando grande freddezza e un ottimo feeling con la vettura che gli ha permesso di girare costantemente con il passo dei migliori. Nell’ultimo stint, Salaquarda ha concretizzato una prestazione sensazionale che, dopo ben trenta posizioni recuperate, ha consentito all’equipaggio I.S.R. racing di chiudere all’ottavo posto assoluto una gara piena di emozioni.Igor Salaquarda (I.S.R. racing, Team Principal): “Siamo decisamente soddisfatti di come si sono evolute le cose oggi. Dopo le qualifiche monlto sofferte, per le quali stiamo ancora investigando le cause, un risultato nella top ten sembrava pura utopia, ma Kevin, Filip e Frank hanno disputato una gara straordinaria supportati da tutto il team che li ha messi in condizione di esprimere al massimo il potenziale della vettura. È un risultato che ci ripaga del lavoro che abbiamo fatto quest’anno, in una stagione dove non siamo sempre stati aiutati dagli episodi e dove avremmo meritato di raccogliere qualcosa in più. Adesso ci godiamo il momento, i programmi per la prossima stagione e per il futuro di I.S.R. racing inizieremo a farli nei prossimi giorni”.

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Urbanistica, da giunta ok a piani recupero nuclei edilizia ex abusiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2017

campidoglioRoma. Portare infrastrutture di urbanizzazione primaria e servizi pubblici in aree residenziali nate abusivamente e abbandonate per 40 anni. Creare delle comunità e ricucire con il tessuto urbano cittadino quelle zone che hanno vissuto un isolamento colpevolmente tollerato dalle precedenti amministrazioni. Questi gli obiettivi delle tre delibere licenziate oggi dalla Giunta Capitolina, con le quali si adottano i piani esecutivi per il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia, e si approvano le controdeduzioni alle osservazioni sul piano di recupero urbanistico di Ponte Linari-Campo Romano.“Posto che queste aree abusive erano già sanate da leggi precedenti, è giusto che abbiano un’urbanizzazione adeguata – spiega l’assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale Paolo Berdini – anche mediante una piccola densificazione che porterà più abitanti, più presidio e una maggiore civiltà urbana. In questo modo avremo più residenti, in modo che i costi dei servizi si abbassino e che si creino delle vere e proprie comunità. È chiaro che si tratta di uno strumento straordinario, in una città dove si è costruito in maniera scriteriata senza nemmeno prevedere le fogne”. “Si tratta della conclusione, dopo una vicenda lunga e travagliata, dell’iter riguardante zone storiche abusive – precisa – nate con la grande delibera del Comune di Roma del 1978 che ha riguardato 82 nuclei abusivi. Nelle prime due c’è un piccolo ampliamento dell’area edificabile nella vecchia zona abusiva, perché nel tempo attorno era nata una nuova zona abusiva riconosciuta dal Comune. Nel terzo caso approviamo delle controdeduzioni alla osservazioni dei cittadini chiudendo per sempre l’iter procedurale”. “Dopo l’approvazione dell’Assemblea Capitolina – conclude Berdini – una parte di Roma, seppur piccola, tirerà un sospiro di sollievo perché l’amministrazione comunale ha portato a conclusione un procedimento tecnico-amministrativo che dura da decenni”.

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