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Coronavirus: terremoti, scosse di assestamento e recupero

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Le scosse di assestamento sono una conseguenza frequente e devastante di un terremoto, causate dagli spostamenti del terreno che seguono la scossa principale. Sebbene siano di per sé allarmanti, spesso rappresentano il decorso prevedibile dell’evento principale. I terremoti di grandi dimensioni possono comportare centinaia di scosse di assestamento. Benché esistano dei modelli noti che consentano di prevedere la loro distribuzione ed entità, possono comunque esserci delle sorprese. In genere, tuttavia, tendono a diminuire di intensità e frequenza con il tempo.Il mondo è attualmente colpito da un grande terremoto economico. L'”epicentro” del terremoto economico globale non è localizzabile geograficamente, ma è rappresentato dagli sforzi di contenimento generalizzati, volti a ridurre la diffusione del Covid-19, che comportano il blocco di molti settori dell’attività economica nel breve termine. Tanto per avere un’idea di ciò che sta accadendo, una persona su cinque è al momento costretta a rimanere a casa in applicazione di ordinanze o su invito delle autorità. Le prevedibili conseguenze economiche e sociali si iniziano a vedere.
Nel prossimo rapporto del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, assisteremo a un enorme aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, un numero che, sebbene scioccante, è il comprensibile esito delle misure di contenimento adottate. Nelle prossime settimane ci saranno forniti altri dati, che prevediamo saranno senza precedenti in termini di dimensioni e impatto emotivo. Se le misure di contenimento riescono a far decrescere il tasso di infezione giornaliero, come è stato osservato negli ultimi giorni in Cina, Corea del Sud e persino in Italia, i mercati possono iniziare a prevedere una riduzione dei dati economici “sismici”. Il terremoto avvenuto a Tangshan, in Cina, nel 1976 ha causato 255.000 decessi. Un’immensa tragedia per le persone di questa regione, in gran parte dovuta al fatto che gli edifici in muratura non rinforzata non erano stati progettati per resistere alle sollecitazioni del sisma. Oggi gli edifici vengono ristrutturati per migliorarne la resistenza e assicurare una struttura architettonica in grado di resistere meglio a un terremoto.Analogamente, dopo la crisi finanziaria globale del 2008/09, negli Stati Uniti e nel Regno Unito abbiamo assistito a un adeguamento del sistema bancario. I notevoli miglioramenti a livello di capitale e liquidità hanno aumentato sensibilmente la capacità del sistema finanziario e dell’economia di tali paesi di resistere a un terremoto economico e alle sue scosse secondarie.Negli ultimi giorni, gli interventi delle banche centrali globali sono stati significativi in termini di entità e tempestività. I governi stanno cercando di iniettare liquidità attraverso stimoli fiscali per aiutare le persone, le piccole aziende e le amministrazioni pubbliche locali. La combinazione di un sistema bancario più solido e l’impressionante serie di misure a sostegno della liquidità mi induce a credere che saremo in grado di resistere a questo shock e di superarlo con un’economia funzionante non appena si placheranno le scosse.

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Scuola, dall’esame di Stato ai corsi di recupero e alle valutazioni finali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

L’emergenza coronavirus è sempre più seria. Con la firma del DPCM 8 marzo 2020, ci si dirige verso una prolungata sospensione delle attività didattiche, ben oltre il 15 marzo. Per questo riteniamo di dover fare sette proposte precise e concrete al governo Conte e al Miur:Che le scuole vengano chiuse, non semplicemente sospesa l’attività didattica, per la tutela anche del personale ATA, lavoratori della scuola come gli altri.
Che la didattica a distanza non venga imposta in modo obbligatorio a docenti e studenti.
Che l’esame di Stato per quest’anno consista nel solo esame orale e solo sugli argomenti svolti in presenza, perché la didattica a distanza non garantisce in alcun modo lo stesso livello di apprendimento della didattica in aula e non si può svolgere in tutto il territorio nazionale e per tutti gli studenti e le studentesse in egual misura.
Che si dica con chiarezza che nessuno studente a fine anno sarà respinto, perché non siamo nelle condizioni di valutarli serenamente in questo clima di emergenza sanitaria e perché non siamo in grado di garantire il diritto allo studio a tutti tramite la didattica a distanza: il MIUR deve dare indicazioni chiare e precise sull’impossibilità di verificare, interrogare o valutare a distanza invece che esporre le scuole, i dirigenti scolastici e i docenti a ricorsi e contenziosi e a eventuali rischi per la privacy dei minori.
Che si stanzino fondi per corsi finalizzati al recupero del lavoro non svolto nel periodo di sospensione delle attività didattiche, da attivarsi all’inizio del prossimo anno scolastico, quando l’emergenza sarà finita.
Che si aboliscano per questo e i prossimi due anni le prove INVALSI e l’Alternanza Scuola Lavoro, in modo da dedicare tutto il tempo scuola ai contenuti non svolti nel periodo di sospensione dell’attività didattica.
Che il MIUR dispongauna modalità di valutazione del voto dell’esame di Stato, per questo anno scolastico e i successivi due, che preveda come conteggiare il credito scolastico relativo a quest’anno, con ogni evidenza difficile da assegnare in queste condizioni.

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Recupero crediti troppo insistenti e con spese enormi: cosa fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Pagare con un po’ in ritardo e vedersi raggiungere da una richiesta di svariate decine di euro a titolo di “spese recupero crediti” magari senza nemmeno aver ricevuto un sollecito. O anche saltare una rata e vedersi braccati come un fuggitivo. E’ -purtroppo- la norma nel mondo del credito al consumo, ma ci si può difendere. Gli interessi di mora e le “spese recupero crediti” di banche e finanziarie sono veri e propri numeri al lotto per accalappiare quanto più danaro possibile nonostante siano fuori legge come sancito dall’Arbitro Bancario che impone la restituzione della parte (la gran parte, se non tutta) che eccede il tasso massimo di usura. Insomma, ci provano confidando sulla scarsa informazione della clientela. I pochi che lasciano perdere le assurde richieste di spese, invece, quasi sempre la scampano. Peggio ancora i comportamenti dei recupero crediti che sono soliti tempestare di telefonate non solo a casa e sul lavoro, ma anche parenti e perfino i vicini di casa cui chiedono informazioni! Il Garante Privacy, a partire dal Provvedimento del 30/11/2005 (https://sosonline.aduc.it/ scheda/recupero+crediti+sono+leciti+comportamenti+lesivi_9860.php), ha espresso il principio secondo cui occorre rivolgersi al solo debitore ed agli eventuali garanti escludendo chiunque altro come familiari, datori di lavoro e vicini di casa. Le richieste debbono essere improntate al massimo rispetto della persona, quindi non si può – come purtroppo accade – sommergerla di telefonate o sms o lasciare messaggi a chiunque non sia l’interessato, con lo scopo di far fare loro brutta figura. Per essere risarciti occorre rivolgersi ad un Giudice, mentre al Garante Privacy si può segnalare il mancato rispetto della legge da parte dei soggetti in questione, in modo da poterli vedere anche sanzionati sul versante amministrativo.
Nei casi peggiori si può presentare un denuncia-querela corredata di prove. E’ possibile considerare il reato di molestie e disturbo alla persona che prevede la pena della reclusione fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. A supporto si ha la sentenza di Cassazione 25033 del 22/6/2012 che ha preso in esame il caso di un debitore subissato di telefonate. Possono esserci anche i presupposti per il reato di violenza privata. Inoltre, nel caso in cui i comportamenti portino ad uno stato di ansia e paura, la società ed il dipendente sono passibili di condanna ai sensi della Legge 38 del 23/4/2009 per atti persecutori (stalking) con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso occorre provare gli atti persecutori e il conseguente stato di disagio grave che costringe a modificare in peggio le proprie abitudini di vita (ad esempio non rispondendo più al telefono, cambiando numero, evitare determinati orari, ecc.). Prima della denuncia-querela è possibile chiedere al questore un ammonimento ai sensi dell’art. 8 della medesima legge. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Campidoglio: parte il recupero di un tratto del Colle Capitolino

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Partiti i lavori di consolidamento e riqualificazione della parete tufacea che sostiene il Belvedere Caffarelli e via di Villa Caffarelli sul versante del Colle Capitolino che si affaccia su via del Teatro di Marcello. Un tratto del colle geologicamente fragile, la cui area verde sottostante si snoda intorno a importanti resti storici e archeologici, tra cui la celebre “casa del luparo”.L’intervento, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, oltre a mettere in sicurezza l’area, renderà di nuovo fruibile il giardino che si estende lungo questo lato del colle “simbolo” della romanità attraverso dei percorsi pedonali, ridisegnati sul tracciato storico accessibili anche ai disabili. Un sistema di rampe e vialetti, intervallati da nuove sedute, riporterà in auge questo lato del parco ideato negli Anni Trenta del Novecento, caratterizzato da slarghi e terrazze panoramiche che si affacciano sul Teatro di Marcello. Tra le novità, la realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione che evidenzierà elementi morfologici, archeologici e storico-artistici di questa parte dell’antico Mons Capitolinus.Il progetto, redatto dai tecnici della Sovrintendenza Capitolina con il supporto alla progettazione di Zètema Progetto Cultura, ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza statale competente sulla tutela. L’intervento finanziato da Roma Capitale per un costo complessivo pari a € 1.128.672,40 sarà realizzato, a seguito di gara con evidenza pubblica, dal raggruppamento di imprese (Celletti costruzioni generali srl e Holding servizi e partecipazioni srl). La conclusione delle opere è prevista alla fine del 2020. L’area archeologica, situata alle pendici occidentali del Campidoglio che costeggia l’attuale via del Teatro di Marcello, è stata messa in luce in occasione delle demolizioni realizzate tra il 1929 e il 1933 per la realizzazione dell’allora Via del Mare nell’ambito di un disegno urbanistico mussoliniano che attribuiva al Campidoglio un ruolo di primo piano quale simbolo della romanità primigenia.I lavori, oltre a far riaffiorare i resti di un esteso quartiere di età romana, il Foro Olitorio, fecero emergere ampie porzioni del banco tufaceo del Colle Capitolino caratterizzate da problemi di staticità — presenti anche in età antica – che, fin dall’inizio, determinarono l’attuazione di interventi di consolidamento, completati nel 1943 e tuttora visibili lungo via del Teatro di Marcello, vico Jugario e via della Consolazione.Negli Anni Sessanta dello scorso secolo si ebbero nuovi e gravi episodi di distacco dalla parete tufacea che comportarono ulteriori interventi di messa in sicurezza, visibili ancora oggi, la cui validità sarà verificata dai saggi che saranno effettuati nel corso nei lavori.

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Pa: Fp Cgil e Comitato Idonei, bene recupero graduatorie concorso

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

“Registriamo con estrema soddisfazione le dichiarazioni dell’esponente del Movimento 5 Stelle Sabrina Ricciardi con le quali comunica di aver recuperato, con un emendamento presentato dal gruppo al Senato al decreto legge sulle crisi aziendali, alcune graduatorie di concorso”. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, quest’ultimo nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici. “L’aver deciso di ampliare il perimetro di quelle coinvolte dal recupero – proseguono -, partendo ora da quelle approvate nel 2011, avvicinandosi a quanto da noi richiesto, rafforza ulteriormente le nostre tesi in sostegno di tutti coloro che sono risultati idonei in precedenti concorsi. Da anni, infatti, ribadiamo l’importanza di un simile provvedimento per arginare la fuoriuscita di tantissimi dipendenti pubblici e mantenere in piedi tutti quei servizi che quotidianamente garantiscono ai cittadini”, concludono Fp Cgil e Comitato XXVII Ottobre.

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Progetto per il recupero delle materie critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Circa 45 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Europa e 7 processi di recupero portati a termine con 14 modalità diverse. Sono i numeri con cui si è concluso il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, per la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici, di cui Ecodom ed ENEA sono stati partner.
L’iniziativa ha visto Ecodom, in collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val., impegnato nella raccolta e trattamento di oltre due tonnellate di vecchi cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, caricabatterie, ecc.), tra i principali apparecchi contenenti CRM.“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.Nei tre anni e mezzo del progetto, Ecodom ed ENEA, insieme con i partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek hanno testato diverse modalità di recupero: dal trattamento meccanico a processi chimici, volti a incrementare il recupero dei CRM, con particolare focus su cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.“Secondo le stime – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM”.In particolare, Ecodom ha collaborato con ENEA mettendo a punto una procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, che è stata applicata in via sperimentale su 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona): 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre i restanti 7 – ancora funzionanti – sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per l’eventuale rientro in commercio.Oltre ai monitori, grazie a questo progetto in Italia sono stati raccolte e trattate da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val, oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso.Il progetto, finanziato dal programma europeo LIFE, da Innovative UK, dal Governo gallese e dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e guidato da WRAP, è stato articolato in quattro fasi: la sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE, la sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero dei CRM, la valutazione dei risultati ottenuti, e l’elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.Da qui sono nate 5 linee guida che tutti, politici e gestori, dovrebbero seguire per aumentare la raccolta e il recupero dei CRM dai RAEE: ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta; aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei CRM e della corretta raccolta e trattamento dei RAEE; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per la raccolta e il trattamento dei RAEE; promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei CRM incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei RAEE requisiti specifici sul recupero dei CRM.
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il Sistema Collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici di tutti i Raggruppamenti – R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).www.ecodom.it

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Recupero di medicinali: Forche Caudine offre gratuitamente il software

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Nata sul modello di altre esperienze regionali, la proposta di legge molisana per il recupero dei medicinali per uso umano e per uso veterinario a fini sociali, anche attraverso l’istituzione di una banca dati regionale sui farmaci inutilizzati, piace all’associazione “Forche Caudine” che è disponibile ad offrire gratuitamente un software ad hoc per la buona riuscita dell’impresa.E’ quanto fa sapere lo storico sodalizio dei molisani a Roma, rilanciando la generosa disponibilità offerta dal molisano Francesco Caterina, uno dei coordinatori del Comitato Imprese dell’associazione, in veste di Ceo della Av Sistemi Integrati, azienda di sviluppo software e web.“Siamo pronti a mettere a disposizione gratuitamente i software necessari al monitoraggio dei farmaci, così come previsto nel testo della proposta di legge – spiega Caterina – al fine di garantire criteri di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa in un’ottica di solidarietà a 360 gradi”. L’obiettivo è quello di garantire concretamente l’ulteriore contenimento della spesa farmaceutica regionale in un’ottica di equità e di giustizia sociale, nonché di sostenibilità ambientale.
L’associazione dei molisani a Roma, sulla stessa linea, propone alla Regione di utilizzare il bel filmato “Molise: terra di colori, sapori e tradizioni” realizzato dagli studenti delle classe terza e quarta H del liceo “Romita” di Campobasso nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse economiche e di promozione delle esperienze interne alla comunità molisana, anziché investire fondi, anche ingenti, in iniziative istituzionali dai discutibili risultati, come la Bit di Milano, la costosa edizione straordinaria dei Misteri di Campobasso nello scorso dicembre o i sette tavoli tematici degli stati generali del turismo.“Con minime risorse, quasi tutte estranee ai canali istituzionali molisani, Forche Caudine è riuscita a promuovere oltre quattrocento eventi nei 31 anni di attività, accreditando nel migliore dei modi il territorio molisano presso molti referenti istituzionali e non, qui a Roma – evidenzia Caterina. “Crediamo che in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, sia necessaria una reale chiamata al risparmio ma parallela ad un’ottimizzazione delle risorse verso canali caratterizzati da professionalità certificate e da concreti ritorni d’immagine ed economici per la nostra splendida regione”.

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Unico futuro è recupero e riciclo dei rifiuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

“Fontana deve rispettare la volontà del Consiglio regionale che nel 2013 ha votato all’unanimità una nostra risoluzione per la chiusura graduale dei propri inceneritori. La maggioranza di allora è la stessa di oggi”, così dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. E soggiungono: “Da questo punto di vista facciamo nostre le parole del Senatore Gianmarco Corbetta, che nel 2013 firmava quella risoluzione. Il modello da seguire in tutta Italia, Campania inclusa, è quello veneto di Treviso di Zaia. Un modello che tutela ambiente, salute e crea più posti di lavoro. L’unico futuro possibile è la chiusura graduale degli inceneritori e l’investimento nella raccolta differenziata e nell’economia del recupero; materie queste che stanno avanzando in maniera preponderante. La provincia di Mantova dove non esiste un inceneritore di rifiuti urbani è all’85% poco indietro Treviso, altre province viaggiano tra il 65% e 75%. Applicando il ‘Modello Treviso’ a tutta Italia chiuderemo tantissimi inceneritori e discariche attraverso una strategia industriale che punta su raccolta differenziata di qualità con la raccolta porta a porta” conclude il M5S Lombardia.

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I.S.R. racing chiude la stagione con uno strepitoso recupero a Barcellona

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

racingBarcellona Si è chiuso con un ottavo posto che vale una vittoria il weekend appena trascorso per I.S.R. racing, impegnata sul circuito di Barcellona per l’ultimo appuntamento stagionale della Blancpain GT Series Endurance Cup 2017. Grazie ad una gara particolarmente entusiasmante, l’equipaggio del team ceco ha infatti recuperato ben trenta posizioni.Per il gran finale di stagione, l’Audi R8 LMS n.75 si è presentata al Montmelò con una livrea e una line-up leggermente rinnovate. Al volante si sono infatti alternati Kevin Ceccon (ITA), al debutto con I.S.R. racing nella Endurance Cup, Filip Salaquarda (CZ) e Frank Stippler (GER).Il weekend ha visto l’equipaggio I.S.R. racing in evidenza già nelle prove libere, con il nono posto nella prima sessione a poco più di sei decimi dalla vetta. La pioggia si è poi resa protagonista sia nelle Pre Qualifiche del venerdì che, soprattutto, nelle qualifiche di sabato. Dopo un temporale nelle prime ore del mattino, i piloti si sono giocati la pole position su una pista umida ed insidiosa che ha tratto in inganno molti dei protagonisti. L’equipaggio I.S.R. racing non ha ottimizzato la prestazione, colpa di un set di gomme che sembra non aver reso come ci si sarebbe aspettato e ha chiuso al trentottesimo posto in 1’48.366.Emozionante la gara, corsa sotto un cielo nuvoloso, ma con pista asciutta. Stippler ha preso il via e ha portato a termine un grande stint, recuperando posizioni racing1con precisione chirurgica nelle caotiche bagarre al centro del gruppo. Dopo il pit stop, Ceccon ha proseguito la progressione con grande determinazione dimostrando grande freddezza e un ottimo feeling con la vettura che gli ha permesso di girare costantemente con il passo dei migliori. Nell’ultimo stint, Salaquarda ha concretizzato una prestazione sensazionale che, dopo ben trenta posizioni recuperate, ha consentito all’equipaggio I.S.R. racing di chiudere all’ottavo posto assoluto una gara piena di emozioni.Igor Salaquarda (I.S.R. racing, Team Principal): “Siamo decisamente soddisfatti di come si sono evolute le cose oggi. Dopo le qualifiche monlto sofferte, per le quali stiamo ancora investigando le cause, un risultato nella top ten sembrava pura utopia, ma Kevin, Filip e Frank hanno disputato una gara straordinaria supportati da tutto il team che li ha messi in condizione di esprimere al massimo il potenziale della vettura. È un risultato che ci ripaga del lavoro che abbiamo fatto quest’anno, in una stagione dove non siamo sempre stati aiutati dagli episodi e dove avremmo meritato di raccogliere qualcosa in più. Adesso ci godiamo il momento, i programmi per la prossima stagione e per il futuro di I.S.R. racing inizieremo a farli nei prossimi giorni”.

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Urbanistica, da giunta ok a piani recupero nuclei edilizia ex abusiva

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2017

campidoglioRoma. Portare infrastrutture di urbanizzazione primaria e servizi pubblici in aree residenziali nate abusivamente e abbandonate per 40 anni. Creare delle comunità e ricucire con il tessuto urbano cittadino quelle zone che hanno vissuto un isolamento colpevolmente tollerato dalle precedenti amministrazioni. Questi gli obiettivi delle tre delibere licenziate oggi dalla Giunta Capitolina, con le quali si adottano i piani esecutivi per il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia, e si approvano le controdeduzioni alle osservazioni sul piano di recupero urbanistico di Ponte Linari-Campo Romano.“Posto che queste aree abusive erano già sanate da leggi precedenti, è giusto che abbiano un’urbanizzazione adeguata – spiega l’assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale Paolo Berdini – anche mediante una piccola densificazione che porterà più abitanti, più presidio e una maggiore civiltà urbana. In questo modo avremo più residenti, in modo che i costi dei servizi si abbassino e che si creino delle vere e proprie comunità. È chiaro che si tratta di uno strumento straordinario, in una città dove si è costruito in maniera scriteriata senza nemmeno prevedere le fogne”. “Si tratta della conclusione, dopo una vicenda lunga e travagliata, dell’iter riguardante zone storiche abusive – precisa – nate con la grande delibera del Comune di Roma del 1978 che ha riguardato 82 nuclei abusivi. Nelle prime due c’è un piccolo ampliamento dell’area edificabile nella vecchia zona abusiva, perché nel tempo attorno era nata una nuova zona abusiva riconosciuta dal Comune. Nel terzo caso approviamo delle controdeduzioni alla osservazioni dei cittadini chiudendo per sempre l’iter procedurale”. “Dopo l’approvazione dell’Assemblea Capitolina – conclude Berdini – una parte di Roma, seppur piccola, tirerà un sospiro di sollievo perché l’amministrazione comunale ha portato a conclusione un procedimento tecnico-amministrativo che dura da decenni”.

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Accordo per recupero crediti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

iranCon questa intesa, le PMI clienti della banca potranno accedere a condizioni vantaggiose ai servizi di recupero e ristrutturazione crediti messi a disposizione da SACE, attraverso la controllata SACE SRV, e gestire al meglio le criticità connesse all’attuale congiuntura, segnata da un peggioramento del profilo di solvibilità delle controparti. Un fenomeno diventato particolarmente evidente nei mercati più esposti al ciclo delle commodity, alla volatilità valutaria e all’aumento dei rischi politici.
Le PMI creditrici potranno affidarsi agli specialisti di recupero crediti di SACE che, avvalendosi di un’ampia rete di corrispondenti legali all’estero e in Italia, gestirà le diverse fasi dell’attività giudiziale e stragiudiziale per il recupero dei crediti, sino alla negoziazione di accordi di ristrutturazione dell’esposizione finanziaria di corporate e banche, repossession e remarketing di forniture garantite all’estero. Le imprese avranno accesso anche a un portale dedicato per una gestione diretta e sempre aggiornata dei propri crediti; potranno inoltre ottenere informazioni commerciali e valutazioni ad hoc su specifiche controparti, mercati di destinazione e settori produttivi.
Con questa nuova intesa, SACE e Banca Popolare di Sondrio consolidano e ampliano una collaborazione di lungo corso che recentemente ha permesso di concludere un accordo da 300 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane interessate al mercato iraniano.

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Italiani all’estero: recupero cittadinanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2016

camera deputatiRoma. Ieri, l’On. FitzGerald Nissoli , durante il Question Time a Montecitorio, ha interpellato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, su come agevolare la possibilità di riacquistare la cittadinanza per coloro che hanno perso lo status di cittadini italiani in seguito ad espatrio. L’on. Nissoli nell’interrogazione, dopo aver rilevato che “si è posta all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione dei cittadini italiani, nati in Italia, che hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio per motivi di lavoro o in seguito a matrimonio” ; aver sottolineato che “a livello internazionale, sul piano giuridico, si assiste ad una graduale accettazione del principio della doppia cittadinanza e della cittadinanza multipla” e che ”la riapertura dei termini per la presentazione della dichiarazione per il riacquisto della cittadinanza italiana, di cui all’articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, più volte prorogata, non è riuscita a raggiungere buona parte dei cittadini che ne avrebbero fatto richiesta e, tanto meno, coloro che risiedevano in uno Stato dove il possesso della doppia cittadinanza è stato ammesso dopo lo scadere di tale provvedimento”; ha chiesto al Ministro Alfano “quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro interrogato per venire incontro alle esigenze di questi italiani di fatto permettendo loro di riacquistare la cittadinanza italiana”.
Sempre nella stessa direzione l’On. Nissoli, illustrando la sua richiesta, ha voluto lanciare un appello al Ministro in favore degli italiani all’estero : “una attenzione per chi, nato in Italia, da genitori italiani, ed emigrato all’estero ha perduto la cittadinanza. Sono italiani come me e come Lei, magari ex compagni di scuola, alcuni di loro hanno anche fatto il servizio militare in Italia. Signor Ministro, credo che bisogna dare una risposta! Quando vado tra loro percepisco il loro orgoglio ed il loro senso di appartenenza al nostro Paese non è mai venuto meno. Sono italiani nel cuore, bisogna correggere solo il loro status a livello giuridico”.“Allora credo che il Governo debba prendere un impegno serio teso a permettere il riacquisto della cittadinanza a chi l’avesse perduta emigrando – ha detto l’On. Nissoli. E’ un problema che deve essere risolto, mi sembra che la maggioranza in quest’Aula, indipendentemente dal colore politico, sia favorevole a ciò. Dov’è quindi l’ostacolo? La politica deve dare una risposta; è un debito di riconoscenza che va saldato! Signor Ministro, certa della Sua grande sensibilità Le chiedo come pensa di porre fine a questa grande ingiustizia e permettere a questi italiani di fatto di riacquistare la cittadinanza italiana”.
La risposta del Ministro Alfano è stata aperta e positiva ma necessita della valutazione di alcuni profili problematici, vi è la necessità di un approfondimento, poiché ci sono degli ostacoli. Tale ostacoli sono rappresentati dal limite temporale di permanenza all’estero e dalla trasmissione della cittadinanza iure sanguinis che finirebbe per estendere il possesso della cittadinanza anche agli eredi e pertanto la platea sarebbe indeterminata. Infatti coloro che hanno perso la cittadinanza non sono oggetto di censimento da parte delle autorità consolari e non si conoscono, quindi, gli oneri relativi. “C’è la massima attenzione nei confronti dei nostri connazionali all’estero” ha detto il Ministro ricordando che il legame con la madrepatria non si è interrotto e che c’è la massima volontà e disponibilità ad affrontare la questione.L’on. Nissoli, nella replica, ringraziando il Ministro, ha registrato la positiva apertura del Governo ma ha rilevato che non è stato “affrontato il problema, esso rimane irrisolto, mentre basterebbe poco per dare un segnale chiaro di disponibilità a coloro che hanno perduto la cittadinanza, magari solo perché hanno sposato uno straniero. E’ vero che si sono riaperti i termini per la presentazione della domanda per riacquistare la cittadinanza, ma la comunicazione è stata scarsa ed inefficace e non ha raggiunto la maggior parte degli interessati”.“La volontà di affrontare il problema è, comunque, un fatto positivo”, ha concluso la deputata eletta all’estero auspicando “che si pongano in essere al più presto politiche adeguate al problema sollevato e che è molto sentito tra la Comunità italiana all’estero. Io vigilerò che le buoni intenzioni non rimangano nel cassetto”.

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PMI: misure per facilitare il recupero transfrontaliero dei piccoli crediti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

moneteUn maggior numero di cittadini e piccole imprese saranno in grado di utilizzare la procedura Ue semplificata per il recupero di piccoli crediti da altri paesi UE, grazie ai cambiamenti approvati dal Parlamento mercoledì. Tali modifiche aumentano il massimale sui crediti recuperabili con questa procedura da 2.000 euro a 5.000 euro.”E’ importante semplificare il procedimento e ridurre i costi dei contenziosi transfrontalieri di modesta entità, soprattutto per i consumatori e per le PMI. Il procedimento per le controversie di modesta entità ha ridotto il costo delle controversie transfrontaliere fino al 40% e la durata media a soli cinque mesi anziché due anni e cinque mesi, quindi sono contenta che in futuro la procedura sarà disponibile per più casi”, ha dichiarato la relatrice Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (S&D, PL).Il procedimento europeo per le controversie di modesta entità, in vigore dal 2009, è una procedura facoltativa che si basa su moduli standard per il recupero degli importi dovuti in un altro paese. Le modifiche legislative per snellire la procedura e per renderla disponibile per più casi sono state approvate con xx voti favorevoli, xx voti contrari e xx astensioni.La risoluzione legislativa è stata approvata con 650 voti a favore, 26 contrari e 28 astensioni. Principali modifiche:
Rendere la procedura disponibile per più casi: il massimale per i reclami coperti dalla procedura dovrebbero essere portati dagli attuali 2.000 euro a 5.000 euro.
Assicurarsi che le spese di giudizio siano proporzionate: le spese di giudizio per il procedimento europeo semplificato dovrebbero essere proporzionate all’importo del valore della controversia e non dovrebbero superare le spese di giudizio a carico della procedura nazionale semplificata. Gli Stati membri dovranno anche rendere possibile l’utilizzo di metodi di pagamento a distanza per saldare le spese di giudizio.
Incoraggiare l’utilizzo in tribunale della tecnologia di comunicazione a distanza: ove disponibili, le parti saranno incoraggiate a utilizzare strumenti di comunicazione a distanza come la videoconferenza per eventuali audizioni.
Fornire assistenza pratica: gli Stati membri devono garantire che le parti ricevano a titolo gratuito sia l’assistenza pratica per completare i documenti necessari, sia le informazioni generali sulla procedura sull’organo giurisdizionale competente.

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Precariato, il Consiglio di Stato riapre le Graduatorie ad esaurimento ad altri 1.900 diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2015

Altra clamorosa vittoria Anief a seguito dell’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto: i ricorrenti dei numeri di ruolo 2466/2015, 2465/2015, 2707/2015 e 2706/2015 ottengono ragione in CdS, che decide per il loro inserimento in via cautelare nelle Graduatorie d’interesse pre-ruolo. Gli avvocati Sergio Galleano, Vincenzo Di Michele e Tiziana Sponga danno una nuova lezione al Miur nei tribunali, confermando che la linea di chiusura assunta dall’amministrazione negli ultimi 13 anni sui docenti abilitati con diploma magistrale, conseguito fino all’a.s. 2001/02, è stata lesiva del loro diritto ad insegnare. Una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà 1° dicembre, anche questi ricorrenti potranno quindi rivendicare la partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo della riforma, con eventuale recupero della mancata assunzione.Marcello Pacifico (presidente Anief): lo avevamo detto in Parlamento più volte, questi docenti – come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero – non possono continuare ad essere ignorati dai nostri governanti. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere giustizia.Altri 1.893 ricorrenti ottengono l’inserimento in quelle Graduatorie ad esaurimento che il Miur continua a tenere ottusamente blindate: stavolta a dare ragione alla linea dell’Anief è stato il Consiglio di Stato, che grazie all’udienza cautelare tenutasi lo scorso 27 agosto, la cui doppia ordinanza (3900/15 e 3901/15) è stata depositata oggi 31 agosto, ha optato per il loro inserimento in via cautelare nelle GaE: i docenti precari, tutti regolarmente abilitati attraverso il diploma di maturità conseguito prima del 2002, vengono così finalmente inseriti in quelle liste di attesa pre-ruolo da dove il Ministero dell’Istruzione si ostina da 13 anni a tenerli esclusi. Si tratta, indubbiamente, di una nuova vittoria dell’Anief, che fa il bis con quella di accesso dei diplomati magistrale nei concorsi pubblici riservati agli abilitati, anche per l’accesso ai corsi di sostegno, e alla mobilità del personale di ruolo: pure in questo caso, il giovane sindacato ha sempre dichiarata illegittima l’esclusione dalle GaE dei 45mila docenti abilitati attraverso il diploma magistrale abilitante direttamente all’insegnamento nelle scuola pubbliche. Resta fermo che, una volta ottenuta la sentenza definitiva, il cui merito si discuterà il prossimo 1° dicembre, questi ricorrenti potranno rivendicare quanto il Miur sta negando loro: la partecipazione al piano straordinario di 103mila immissioni in ruolo della riforma, con l’eventuale recupero dell’assunzione persa in modo illegittimo in tutte le fasi di assunzioni: dalla 0 alla A, fino all’attuale B e alla prossima C.“Aveva ragione il nostro sindacato – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – quando ha rivendicato, in tempi non sospetti, che i diplomati magistrale devono poter accedere alla possibilità di partecipare al piano nazionale di immissioni in ruolo, al pari di tutti gli altri abilitati inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. Lo avevamo detto a chiare lettere nelle audizioni tenute in primavera prima a Montecitorio e poi a Palazzo Madama, davanti alle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato congiunte: questi docenti – come i 70mila ablitati con Tfa, Pas, corsi di Scienze delle formazione primaria e all’estero – non possono essere ignorati dai nostri governanti. Perché questo è avvenuto: è come se fossero diventati invisibili. Era inevitabile, come sta accadendo, che in tanti si sarebbero rivolti alle aule dei tribunali per ottenere finalmente quella giustizia negata dal legislatore”.Il sindacato ricorda che il passaggio dalle graduatorie d’istituto a quelle ad esaurimento non è estensivo a tutta la categoria dei diplomati magistrale: a fronte di una sentenza del Consiglio di Stato, non di un’espressione della Corte Costituzionale, i benefici derivanti vengono adottati con certezza solo ai ricorrenti. Per ottenere, quindi, il medesimo risultato, l’inserimento nelle GaE, tutti i precari inseriti nelle graduatorie d’Istituto è bene che procedano alla presentazione individuale di apposito ricorso.
Anief ricorda, infine, che c’è tempo sino alla mezzanotte di oggi, 31 agosto 2015 per aderire ai ricorsi per l’ammissione alle fasi nazionali (B e C) del piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge 107/2015: si tratta di abilitati con Tfa, Pas, a seguito di un corso di Scienze della formazione primaria oppure con altre abilitazioni. Per gli interessati – che debbono comunque aver inviato al Miur la domanda cartacea predisposta dall’Anief – è disponibile l’apposito Form di adesione on line. Sempre al 31 agosto sono stati prorogati i termini per impugnare la chiamata diretta, sia dal personale già inserito nelle graduatorie, sua da chi è abilitato però fuori dalle stesse GaE e di merito.

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Food for Good

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

cibo2Mercoledì 22 luglio, a Milano, con inizio puntuale alle ore 11.00, all’Opera Cardinal Ferrari Onlus (via G. B. Boeri, 3), presentazione dell’importante progetto di recupero del cibo inutilizzato dei convegni FOOD FOR GOOD–From meetings to solidarity condotto congiuntamente da Federcongressi&eventi, Banco Alimentare ed Equoevento Onlus.Alla conferenza interverrà con la propria testimonianza la nota scienziata ambientale, blogger e scrittrice Lisa Casali, titolare del blog Ecocucina. I relatori sono: Mario Buscema, Presidente Federcongressi&eventi, che introdurrà l’evento e presenterà alcuni dati sui recuperi effettuati nei mesi scorsi in alcuni test per verificare la fattibilità della pratica; Giuliana Malaguti, Responsabile approvvigionamento Fondazione Banco Alimentare Onlus, che descriverà il progetto e illustrerà perché è importante recuperare il cibo in eccesso; Francesco Colicci, co-founder Equoevento Onlus, che spiegherà come aderire a Food for Good, elencando le linee guida; lo chef Cristian Pratelli di Summertrade, società di catering e banqueting del Gruppo Rimini Fiera, che guiderà i presenti dal suo punto di vista (cosa accade in cucina, come e perché recuperare il cibo); e infine Pasquale Seddio, presidente dell’Opera Cardinal Ferrari Onlus, che racconterà l’altro punto di vista, quello cioè di chi riceve le eccedenze alimentari: come vengono utilizzate e quanto sono importanti. Modera Gabriella Ghigi, delegata regionale di Federcongressi&eventi per la Lombardia.

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Celebrati i 21 anni di prevenzione e riabilitazione della comunità Narconon Astore

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2015

Narconon AstoreLa comunità Narconon Astore ha festeggiato 21 anni di vite salvate dalla tossicodipendenza con l’applicazione del metodo di recupero basato sulle opere del filosofo ed umanista Ron Hubbard, nonché altrettanti anni di costante attività nel campo della prevenzione tramite conferenze nelle scuole.
Fra i numerosi presenti, anche diversi genitori di persone che hanno completato il proprio percorso riabilitativo. Questi genitori, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno raccontato la loro iniziale disperazione dopo aver appreso della tossicodipendenza dei loro cari, la successiva speranza di riuscita, dopo aver conosciuto il programma Narconon e l’attuale certezza che i loro figli ce l’hanno fatta. La festa ha celebrato la rinascita e gli attuali ospiti della comunità hanno potuto trarre nuove forze e rinnovate speranze per una vittoria nella loro lotta per la vita. A coloro che hanno completano il programma applicando quanto acquisito durante la permanenza in comunità, l’associazione Narconon prospetta di non smettere solo di usare droghe ed alcol, ma diventare anche persone oneste e responsabili, una volta tornati nella società civile. La presenza di numerosi ragazzi che hanno avuto un trascorso presso la comunità Narconon, accompagnati dai loro cari, mostra unioni famigliari rinsaldate e vite normalizzate. Questo obiettivo non è quindi un miraggio, ma una concreta realtà sociale. (foto: Narconon Astore)

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Recupero e la valorizzazione di un ingente patrimonio storico degli archivi italiani sulla figura di Napoleone

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 ottobre 2014

napoleone(NewsMedia, Silvana Stazzone) – Roma, Il MIBACT, Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo, ha sottoscritto oggi l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti, EAU, per il recupero e la valorizzazione di un ingente patrimonio storico degli archivi italiani sulla figura di Napoleone.
Il Segretario Generale del MIBACT, Dr Paola Recchia, e il Direttore Generale degli Archivi Nazionali degli Emirati Arabi Uniti, EAU, Dr Abdulla El Reyes, hanno sottoscritto un protocollo tecnico per il recupero, la digitalizzazione e la valorizzazione di circa mille volumi di grande importanza storica relativi alle vicende napoleoniche. La firma è avvenuta in presenza dell’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, Saqr Al Raisi, come atto in continuità dell’accordo di cooperazione culturale siglato il 22 novembre 2012 tra i due Paesi.L’imponente archivio storico che richiama le gesta di Napoleone comprende un totale di circa 373.000 pagine, in deposito permanente presso la biblioteca del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche, nella Villa de I Mulini a Portoferraio, nell’isola d’Elba, che fu residenza del primo esilio dell’imperatore. Il progetto di recupero e valorizzazione prevede anche l’implementazione di un sistema di archiviazione documentale per la creazione di una biblioteca digitale e l’installazione di tre postazioni multimediali, provviste di schermo a contatto, dalle quali i visitatori potranno consultare i testi in formato digitale all’interno del Museo. Inoltre, nell’ambito del recupero, i volumi digitalizzati saranno riprodotti per essere utilizzati negli Archivi Nazionali degli Emirati Arabi Uniti. (Silvana Stazzone)

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Recupero energetico da rifiuti urbani in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Italiano: BREMACH con allestimento COMPATTATOR...

Italiano: BREMACH con allestimento COMPATTATORE RIFIUTI (Photo credit: Wikipedia)

ENEA e Federambiente hanno presentato oggi a Roma la terza edizione del Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia che fornisce una fotografia aggiornata e dinamica del sistema industriale di valorizzazione energetica dei rifiuti urbani nel nostro Paese.
Il terzo Rapporto mostra una tendenza in continua evoluzione e crescita del sistema impiantistico di recupero energetico, il cui ruolo è ormai indispensabile per una piena attuazione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani e allo sviluppo del quale sono associati anche benefici ambientali. Il parco impiantistico nazionale è in linea, se non addirittura all’avanguardia, con le realtà più avanzate a livello europeo, in particolar modo per ciò che concerne le tecniche adottate e le prestazioni conseguite in campo ambientale. La ricerca effettua un’analisi dei dati tecnici di progetto ed esercizio caratteristici dell’impiantistica nazionale, fornendo informazioni puntuali in merito alla gestione dei rifiuti urbani e mettendo in luce l’evoluzione del settore nel breve periodo, sia in termini di dotazione e caratteristiche del parco impiantistico, sia di nuove tecnologie o tecniche via via adottate.
L’ing. Giovanni Lelli, Commissario ENEA, ha dichiarato: “Questa terza edizione del Rapporto, che è frutto di una consolidata collaborazione tra ENEA e Federambiente, permette di valorizzare le competenze di carattere ingegneristico e impiantistico e l’esperienza che l’ENEA ha maturato nella gestione dei rifiuti, con particolare riguardo ai trattamenti termici innovativi che consentono il recupero combinato di energia e di materia dai rifiuti, e che sono state messe a disposizione di Federambiente, che gestisce la maggior parte degli impianti di recupero energetico da rifiuti urbani presenti sul territorio nazionale. Questa collaborazione è stata recentemente formalizzata con un Protocollo d’Intesa e sono fiducioso che potranno essere conseguiti risultati di elevato interesse tecnico-scientifico, trasferibili al sistema Paese”.
“Questo Rapporto, il terzo, si configura – ha affermato il presidente di Federambiente, Daniele Fortini – come uno strumento di lavoro completo, aggiornato e d’alto valore tecnico grazie alla collaborazione tra i migliori esperti italiani dell’ENEA e i gestori degli impianti. Anche in questo settore, e nonostante le difficoltà economiche, sono state introdotte innovazioni, soprattutto nel campo dell’abbattimento dei fattori di rischio professionale e ambientale. Innovazione si è anche introdotta sul piano dell’efficienza, cosicché il recupero d’energia dai rifiuti si conferma essere una modalità, pienamente legittimata dall’Unione Europea, a supporto del recupero di tutti quei rifiuti non utilmente riciclabili. Restiamo convinti che la via maestra sia quella del massimo recupero di materia dai beni giunti a fine vita e ugualmente siamo convinti che il ricorso alle discariche debba essere necessario soltanto per i rifiuti non più recuperabili. Auspichiamo che le conoscenze scientifiche abbiano crescente divulgazione e che emergano i dati reali rispetto a timori e reticenze”.

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Raccolta e recupero di abiti usati

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2012

Sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti tessili e degli abiti usati in Italia, con evidenti vantaggi in termini ambientali, economici e sociali per la collettività, riducendo i costi sostenuti dai Comuni.E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato stamane dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italia e dal CONAU, il Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati che aderisce all’Unione Imprese di Recupero di FISE/Confindustria. In diversi contesti territoriali italiani la raccolta urbana della frazione tessile risulta ancora oggi non adeguata rispetto ai prefissati obiettivi complessivi di raccolta differenziata, ammontando complessivamente a soli 1,3 Kg/abitante/anno pari a 80.000 tonnellate: 0,24% sul totale dei rifiuti solidi urbani e fino all’1% della frazione secca. Grazie a questo accordo, si stima, che il dato potrebbe arrivare a triplicare e raggiungere presto i 3-5 kg/abitante/anno, pari a circa 240.000 tonnellate complessive. L’intesa firmata oggi, che è corredata da un apposito modello di convenzione operativa con il relativo allegato tecnico, fissa i requisiti ottimali per lo svolgimento del servizio di raccolta e recupero dei rifiuti tessili che gli operatori devono offrire ai comuni: sono indicati gli standard qualitativi, la tipologia di cassonetti, le frequenze della raccolta, le caratteristiche degli impianti di trattamento, ecc.. Ciò al fine di assicurare una maggiore omogeneità sul territorio nazionale delle condizioni di raccolta, migliorando rese e qualità dei materiali da avviare a recupero. L’accordo indica anche le modalità per la corretta gestione dei rifiuti tessili da parte di operatori autorizzati che aderiranno, i quali assicureranno anche la tracciabilità dei rifiuti avviati verso l’effettivo recupero.
Diversi sono i vantaggi che potranno derivare dall’attuazione dell’Accordo. In primo luogo i Comuni potranno disporre di un servizio di raccolta della frazione tessile senza oneri per le casse comunali, organizzato secondo standard di efficienza, che porterà all’aumento della quantità di rifiuti tessili destinati al recupero, con conseguente riduzione del costo di smaltimento in discarica sostenuto dal Comune e, quindi dai cittadini. In aggiunta, ove pattuito, al Comune potrà essere riconosciuto dall’azienda che svolgerà il servizio un contributo in relazione al valore di mercato dei materiali recuperati, che l’Ente potrà destinare, ad esempio, a campagne di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza alle raccolte differenziate.Grazie a questo servizio i Comuni, inoltre, potranno avvicinarsi agli obiettivi fissati dal Testo Unico Ambientale in tema di raccolta differenziata (entro fine 2012 deve essere raggiunto il 65%) e di effettivo riciclo dei rifiuti domestici (entro il 2020 dovrà essere pari al 50%).
La convenzione riguarda al momento le aziende associate al CONAU, ma è aperta a tutti gli operatori del settore che garantiranno i medesimi standard definiti nel protocollo d’intesa.

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Recupero della cultura del territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

“Mentre appare scontato che l’annuale Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici, in corso di svolgimento a Durban, non approderà a sostanziali risultati concreti, le conseguenze meteorologiche di un disequilibrato sviluppo sul Pianeta sono ormai evidenti a tutti, anche in Italia, ormai sede di ripetuti e tragici eventi alluvionali. Di fronte alla estremizzazione degli eventi atmosferici, i consorzi di bonifica, in attesa del più volte richiesto Piano Straordinario Nazionale di Manutenzione del Territorio, mettono la loro, concreta esperienza a disposizione delle comunità.” A ricordarlo è stato Massimo Gargano, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni).“L’opportunità – ha proseguito Gargano – sono le carte del rischio idrogeologico, patrimonio di ciascun ente di bonifica e la cui consultazione deve diventare indispensabile pri-ma dell’acquisto di un immobile o della individuazione del proprio domicilio: si possono così evitare le zone critiche. Un altro aspetto importante è la conoscenza delle antiche toponomastiche, oggi spesso abbandonate. Aree tradizionalmente denominate “Basse”, “Palu’ ”, “Laghi”, “Melma”, “Pantano”, “Acquette” e via dicendo, secondo le più diverse accezioni locali, indicavano zone di conclamata criticità, dimenticata in nome di un’irresponsa-bile urbanizzazione, di cui oggi sono evidenti le conseguenze. Recuperare la “cultura del territorio” – ha concluso il Presidente A.N.B.I. – dovrà essere ulteriore oggetto di confronto fra consorzi di bonifica ed Amministrazioni locali, in nome della positiva collaborazione in atto, sancita, a livello nazionale, dai Protocolli d’Intesa con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e U.P.I. (Unione Province Italiane).”

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