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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘reddito’

Inps: Reddito e pensione cittadinanza a 2,5 mln di persone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Secondo i dati Inps, attualmente le famiglie beneficiarie di Reddito e Pensione di cittadinanza sono nel complesso 1.041.462, pari a 2.513.925 persone coinvolte.”Bene, ma non basta. Si è coperto solo il 57,2% delle famiglie povere, pari a 1 milione e 822 mila, e meno del 50% (49,9%) degli individui poveri, pari a 5 mln e 40 persone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre l’importo medio, pari a 493 euro, è insufficiente persino a coprire la soglia di povertà più bassa in assoluto, quella di un single con più di 75 anni che vive in un piccolo comune del Mezzogiorno, pari a 500,01 euro. Figurarsi per la soglia più alta di oltre 2 mln al mese, valida per le famiglie da 5 componenti che vivono in un centro area metropolitana del Nord” conclude Dona.

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Inps: Reddito e pensione cittadinanza a 2,5 mln di persone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Secondo i dati Inps, attualmente le famiglie beneficiarie di Reddito e Pensione di cittadinanza sono nel complesso 1.041.462, pari a 2.513.925 persone coinvolte.”Bene, ma non basta. Si è coperto solo il 57,2% delle famiglie povere, pari a 1 milione e 822 mila, e meno del 50% (49,9%) degli individui poveri, pari a 5 mln e 40 persone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre l’importo medio, pari a 493 euro, è insufficiente persino a coprire la soglia di povertà più bassa in assoluto, quella di un single con più di 75 anni che vive in un piccolo comune del Mezzogiorno, pari a 500,01 euro. Figurarsi per la soglia più alta di oltre 2 mila euro al mese, valida per le famiglie da 5 componenti che vivono in un centro area metropolitana del Nord” conclude Dona.

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Inps: Reddito a oltre un mln famiglie, media 484 euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Secondo i dati Inps, attualmente le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. In media l’importo per famiglia è di 484,44 euro.”Considerato che per l’Istat i poveri assoluti sono 1 milione e 822 mila, vuol dire che si è raggiunto solo il 55,7% della platea di chi avrebbe bisogno di un sostegno economico. Ma quello che non va, soprattutto, è che l’importo è troppo basso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non solo l’importo medio per famiglia è sotto anche al beneficio massimo previsto per i single. Ma il famoso importo di 780 euro andrebbe addirittura alzato a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo del Rapporto annuale Istat del 2014, ma i dati resi noti a dicembre 2019 ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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Serve fisco più equo. Reddito di cittadinanza non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il reddito delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello delle famiglie più povere e la quota di individui a rischio povertà è pari al 20,3%.”Si tratta di dati vergognosi, non degni di un Paese civile. Serve un fisco più equo, che rispetti l’art. 53 della Costituzione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Questo report attesta che il problema non sono solo i poveri assoluti, ma anche quelli che si trovano nella condizione di difficoltà precedente, a rischio povertà, e che poi finiscono per diventare definitivamente poveri” prosegue Dona. “Per questo non può bastare il reddito di cittadinanza, visto che non rimuove le cause della povertà, come ad esempio l’iniquità del nostro sistema fiscale. E’ inaccettabile che ci sia uno squilibrio così elevato tra famiglie più abbienti e più povere. Vanno ridotte le diseguaglianze, redistribuendo meglio la ricchezza. Per questo va rivoluzionato il nostro sistema fiscale, nel rispetto del criterio della capacità contributiva” prosegue Dona.”Senza contare che i dati di oggi attestano che il Governo dovrebbe adeguare il famoso importo di 780 euro del reddito di cittadinanza, innalzando il beneficio per i single a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo dello studio Istat sul reddito di cittadinanza, contenuto nel Rapporto annuale 2014, ma i dati di oggi ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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Individuare fonti di reddito sicure in tempi di incertezza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Contributo di Roberto Magnatantini, portfolio manager del fondo OYSTER Global High Dividend presso SYZ Asset Management. Chiunque tra i gestori di fondi più esperti sa bene che il rischio di eventi macroeconomici è una costante degli investimenti a lungo termine. Ma il contesto attuale non sembra riflettere il tipico esempio di sconvolgimento top-down.Dall’ultima crisi finanziaria, siamo stati sottoposti a un esperimento di politica monetaria storico e senza precedenti, abbiamo osservato un’ascesa stellare del populismo globale in balia di un lunatico Presidente statunitense e ci siamo sorbiti l’interminabile saga della Brexit. Tutto questo senza nemmeno considerare la guerra commerciale tuttora in corso, in grado di compromettere la crescita globale.Indubbiamente, le banche centrali hanno prodotto il maggiore impatto sui mercati. Decenni di mentalità di mercato tradizionale sono stati completamente ribaltati. Chi avrebbe mai potuto prevedere che gli investitori istituzionali avrebbero fatto la fila per acquistare titoli di Stato a rendimento negativo, con la certezza matematica di perdere denaro alla scadenza? Il reddito fisso sarà pur sempre fisso, ma ad oggi non produce un granché in termini di income.
Viviamo un momento davvero estremo, in cui gli investitori utilizzano le azioni per generare reddito e le obbligazioni per il rendimento del capitale. Tuttavia, indipendentemente dall’attuale anomalia, le azioni non possono sostituirsi al reddito fisso. Il profilo di rischio non è lo stesso. Eppure, coniugare obbligazioni e azioni fruttifere può offrire una fonte di reddito sicura e diversificata sul lungo periodo. La domanda cruciale è: come possono fare gli investitori per affrontare i mercati azionari globali in una fase di complessità macroeconomica e di valutazioni elevate?Una cupa confluenza di fattori e dati recenti ha messo in evidenza un chiaro rallentamento ciclico. Finora, la situazione è rimasta parzialmente in sospeso per effetto dell’intervento di politica monetaria. Questo ulteriore livello di complessità spiega perché i mercati sono apparsi nervosi e perché abbiamo assistito a un periodo così lungo di sovraperformance da parte di società quality growth. Crescita scarsa, tassi d’interesse bassi e incertezza creano infatti le condizioni ideali per far sì che le azioni di qualità prosperino.Pertanto, abbiamo osservato un premio cospicuo su titoli difensivi e di qualità. Benché il ragionamento a sostegno della migrazione verso la qualità appaia ovvio, il quadro è molto più complesso. Se è vero che il rischio di recessione è aumentato, è anche vero che esso è anticipato in maggior misura dal mercato. Inoltre, resta da capire l’entità di tale recessione. Secondo la nostra opinione, l’eccesso di pessimismo implica che i mercati celino un potenziale di ulteriore rialzo. Per questo motivo, gli investitori dovrebbero prendere in considerazione un’esposizione più bilanciata che vada oltre i settori tradizionalmente difensivi.Abbiamo incrementato la nostra esposizione a società cicliche selezionate high quality, come Valeo, impresa francese produttrice di componenti per il settore automobilistico. La componentistica per auto rappresenta l’epicentro della ciclicità, essendo un comparto represso dal disfattismo dei consumatori e dal taglio della spesa sui beni più onerosi. Eppure, malgrado le difficoltà, l’economia europea può contare su solidi fattori di sostegno. Ad esempio, dati recenti suggeriscono che la disoccupazione nell’UE avrebbe toccato il livello più basso da gennaio del 2000.L’attuale divario di valutazione tra titoli ciclici malridotti e titoli difensivi di qualità ha raggiunto anch’esso livelli storicamente estremi, anche se la rotazione di valore iniziata a settembre ha accorciato la distanza. Malgrado il persistere di alcune difficoltà cicliche, riteniamo che si tratti di un buon punto di ingresso per chi è interessato a investire nel lungo periodo.Nel contesto attuale, per generare un flusso di reddito superiore al 4%, abbiamo combinato tre classi di azioni. La prima, che rappresenta “l’ancora”, è costituita da titoli difensivi di qualità come Nestlé, Merck e NextEra. Sono azioni di qualità classiche che generano liquidità nel tempo e compensano i costi legati al potere di pricing e all’eccellenza operativa.Nella seconda categoria troviamo gli “acceleratori”. Si tratta di società innovative capaci di offrire un livello di crescita dei dividendi superiore nel tempo. Un buon esempio è Infosys, società indiana di outsourcing e consulenza nel settore IT. A fronte di un attuale rendimento del 2,69%, esiste un notevole potenziale di accrescimento del dividendo man mano che l’azienda amplia la propria presenza nel mondo dei servizi digitali. Siamo dell’idea che un recente allarme in materia di whistleblowing abbia creato un buon punto di ingresso.Il terzo gruppo è composto da titoli maggiormente legati all’universo delle situazioni speciali. Si tratta di società di qualità che potrebbero essere state vittime di vendite indiscriminate a causa del prevalere di un pessimismo macroeconomico, settoriale o di stile. Valeo, ad esempio, ha risentito sia dell’avversione ai titoli value sia dello sconforto nei confronti dei ciclici, ciononostante rimane una società di alta qualità che scambia su fondamentali solidi. Presenta un allettante rapporto P/E prospettico di 12,4 e un dividendo del 3,89%.Nel contesto di depressione dei consumatori, di recente anche la spesa per i beni di consumo costosi è stata intaccata, con ripercussioni su imprese leader in mercati di nicchia, come la società produttrice di veicoli ricreativi Polaris, che a nostro parere cela un forte potenziale di crescita dei dividendi nonché di rialzo del rendimento da capitale.Siccome le tre categorie offrono risultati diversi nel corso del ciclo economico, il processo di combinazione crea un effetto dinamico che permette di uniformare la performance nel tempo e di sostenerla grazie alla generazione di reddito elevato e costante. Il mercato azionario, intrinsecamente, potrà anche essere più rischioso di quello del reddito fisso, ma costituisce una base altamente complementare per diversificare le idee di reddito.

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Reddito di residenza, forte interesse da parte delle comunità di immigrati

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Il reddito di residenza attiva, deliberato dalla Regione Molise, sta conquistando folte comunità di cittadini stranieri residenti in Italia. Videonotizie sui 700 euro al mese offerti dalla Regione Molise occupano in particolare i canali di riferimento delle comunità pakistane e indiane. Ed i numerosi commenti dimostrano l’interesse per l’iniziativa.Ad esempio, il popolare canale social “Ita Punjabi”, che soltanto su YouTube riunisce quasi 30mila iscritti per lo più originari della regione del Punjab tra Pakistan e India, ha rilanciato la notizia del reddito di 700 euro. L’audio-informazione trasmessa sulla propria pagina YouTube ha raggiunto settemila persone. Dai 265 “mi piace” e 68 commenti emerge il rilevante interesse per l’iniziativa.Analogamente il popolare canale Pixstube, presente anche su Facebook e su Twitter, diffonde su YouTube un filmato con il logo della Regione Molise, in cui il provvedimento dei 700 euro è definito “chance d’oro”. La videonotizia ha raccolto quasi 29mila visualizzazioni.
Il provvedimento della Regione Molise non poteva, insomma, lasciare indifferenti le dinamiche comunità di cittadini stranieri residenti soprattutto nelle regioni limitrofe al Molise, come il Lazio. Principalmente la comunità di pakistani e indiani residenti in Italia, composta complessivamente da quasi 300mila persone, manifesta interesse per la possibilità di collocare la residenza in Molise potendo però svolgere attività “mobili”, quelle più congeniali in particolare alle comunità induiste e musulmane. Un esempio è offerto dai venditori ambulanti, che nel caso del reddito di residenza potrebbero collocare la sede legale dell’attività in un comune molisano con meno di duemila residenti, ma continuerebbero a girovagare, legittimamente, per fiere e mercati.I pakistani in Italia sono circa 130mila (poco più di 400 in Molise), gli indiani circa 160mila (poco meno di 600 in Molise). I più sono braccianti agricoli, cuochi e ambulanti. Una folta comunità è presente nella provincia di Latina, mentre tutto il Lazio conta circa 30mila indiani e seimila pakistani.

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Ocse: cresce reddito famiglie, Italia ultima tra grandi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Secondo l’Ocse, nel primo trimestre 2019 il reddito delle famiglie nel nostro Paese è cresciuto dello 0,5% contro il +0,6% dell’area Ocse, il +0,7% di Eurolandia. Peggio di noi fa solo il Regno Unito (+0,3%).”Dati molto allarmanti. L’Italia resta la Cenerentola del mondo, non solo dell’Eurozona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi considerassimo il dato del reddito durante gli anni della crisi, la situazione sarebbe ancora peggiore. E’ assolutamente condivisibile che il reddito reale fornisce un quadro del benessere delle famiglie. Anzi, a nostro avviso non solo delle famiglie ma anche del Paese: fino a che gli italiani arrancano e sono in difficoltà anche il Paese non può che andare male” prosegue Dona.”Dal 2007 al 2018 il potere d’acquisto delle famiglie, ossia il reddito lordo disponibile in termini reali delle famiglie consumatrici, è sceso del 6,6%. Peggio di così non si può!” conclude Dona.

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Le domande per il reddito e la pensione di cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Quelle presentate a luglio sono 896.173 accolte. Lo fa sapere l’Inps. “Solo il 49,19% di chi ne avrebbe diritto e bisogno ha avuto il sostegno del reddito di cittadinanza. Meno del 50% delle famiglie povere assolute, pari, secondo l’Istat, a 1 milione e 822 mila, ha avuto un aiuto da parte dello Stato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il problema della povertà, quindi, è ben lungi dall’essere stato risolto. Ancora 925 mila e 827 famiglie non ha la possibilità di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. Vergognoso!” conclude Dona.

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Istat: scende reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel quarto trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% in termini nominali e dello 0,5% in termini reali.”Il Paese arretra. Fino a che il reddito delle famiglie peggiora, non andremo da nessuna parte. I consumi, infatti, possono anche temporaneamente aumentare, sacrificando per un po’ i risparmi, ma questo scambio non può durare a lungo. Inoltre non è certo così che i consumi potranno decollare come servirebbe per rilanciare la crescita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco perché urge una politica dei redditi. Il Governo, più che ridurre la pressione fiscale a singole categorie di lavoratori, come le partite Iva, o immaginare addirittura la flat tax, farebbe meglio ad aiutare quel 40% di italiani che fatica ad arrivare alla fine del mese. Non solo per rispettare l’art. 53 della Costituzione, ma anche perché se si aiuta chi ha un reddito basso ripartono i consumi, dato che chi sta peggio ha una maggiore propensione marginale al consumo rispetto a chi è benestante” conclude Dona.

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Pil: Montanino (CsC), Reddito non aiuterà, servono cantieri in tutto il Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Pensare che le misure ‘bandiera’ della Manovra possano spingere la crescita verso l’1% nel 2019 “è un atto eroico”. Andrea Montanino, capo economista di Confindustria, dopo l’ingresso dell’Italia in recessione, stima che l’aumento del Pil quest’anno sia più vicino allo zero. “Non sono fiducioso”, dice all’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, sull’impatto di Reddito di cittadinanza e ‘quota 100’ in chiave “espansiva”; mentre si dovrebbero subito “aprire cantieri in tutto il Paese” per rimetterlo in pista. “Nessuno va in recessione come noi – afferma – perché è vero che c’è un rallentamento in Europa e nel mondo, ma attenzione a dire che tutto dipende da quello, perché in Italia stiamo ampiamente peggio. Per raggiungere l’1% nel 2019 dovremmo crescere dello 0,5% già nel primo trimestre, ed è poco probabile”. La domanda interna “pesa moltissimo”, spiega, ma “la dimensione dei consumi è di mille miliardi l’anno, nella Manovra ci sono 11 miliardi per le misure principali, non sembra un numero significativo. Il Reddito ha un meccanismo complesso e prima che arrivi nelle tasche dei beneficiari ci vorrà del tempo, quindi non impatterà sulla prima parte dell’anno. In più abbiamo stimato che questa spesa riguarderà per una fetta significativa beni a basso valore aggiunto, quindi spesso importati”. Per quanto riguarda il Tfs, è probabile che non si trasformi in consumi, piuttosto in risparmio”. Invece “sbloccare le infrastrutture aiuterebbe moltissimo, anche il lavoro, le risorse ci sono”, dice.Montanino è meno preoccupato per i conti pubblici: “Siamo ampiamente sotto il 3% e questo è positivo. Non credo che si prospetti una manovra bis. Ma sarà importante la Legge di bilancio 2020 che parte già da 23 miliardi di clausole Iva da sterilizzare”. (fonte: Esclusive Radiocor – ilsole24ore.com)

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UNC: non basta più il reddito di cittadinanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

L’Istat stima che, nel 2017 il 28,9% dei residenti, ossia oltre una persona su quattro, è a rischio di povertà o esclusione sociale.”Anche se la percentuale è in leggerissimo miglioramento rispetto al 2016, si tratta di un dato non degno di un Paese civile, comunque peggiore rispetto al 2015, quando era il 28,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%, pari a 5 mln e 58 mila. C’è più di un italiano su quattro che andrebbe aiutato. Per questo serve anche una riforma fiscale che rimuova le cause della povertà” prosegue Dona.”Per troppi anni si sono alzate le tasse che non rispettavano il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione: dall’Iva alle accise sui carburanti, dagli oneri di sistema della luce a quelli del gas. Dobbiamo smetterla, insomma, di chiedere soldi a chi li ha finiti!” conclude Dona.

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Istat: in 2017 spesa famiglie cresce più di reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2017 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi finali (+2,5% in termini nominali) in misura superiore rispetto all’incremento del reddito disponibile (+1,7%).”E’ solo un rimbalzo. Il fatto che le famiglie aumentino gli acquisti, a scapito del risparmio, dipende solo dal fatto che, dopo anni in cui hanno dovuto stringere la cinghia e rinunciare a beni durevoli, ora quelle spese sono diventate obbligate, essendo quei prodotti giunti alla fine del loro ciclo di vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovvio, infatti, che non potrebbe reggere a lungo una situazione nella quale i consumi crescono più del reddito disponibile ed il potere d’acquisto diminuisce” conclude Dona.

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Zurich sui rischi connessi alla perdita del reddito da lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

infortuni-lavoroIn Italia la domanda di prevenzione si conferma bassa soprattutto fra le categorie maggiormente esposte al rischio. Di seguito i principali risultati emersi dalla ricerca:
Migliori sono le condizioni economiche, maggiore è la consapevolezza e la propensione a cercare soluzioni per prevenire il rischio legato alla riduzione o alla perdita del reddito da lavoro; tra i giovani, anche a causa della precarietà delle condizioni lavorative, e tra i cittadini con reddito più basso, la domanda di assicurazione diminuisce sensibilmente, nonostante l’esposizione al rischio sia maggiore proprio per queste categorie;
aver vissuto in prima persona la perdita del reddito da lavoro è un elemento decisivo per avviare una formula di protezione; si tratta, tuttavia, di un comportamento reattivo meno efficace rispetto alla prevenzione. Il report sottolinea, difatti, l’importanza di diffondere una cultura di protezione volta ad anticipare il possibile rischio, sia attraverso la sottoscrizione di soluzioni assicurative ad hoc, che devono essere chiare e trasparenti, sia attraverso la diffusione di uno stile di vita sano, anche all’interno degli ambienti aziendali, che riduca le probabilità che il rischio si verifichi;
esiste un gap di genere nella propensione a proteggersi; la domanda di assicurazione è difatti superiore fra la popolazione maschile, trend motivato dal fatto che gli uomini sono ancora i principali percettori del reddito. Questo suona come un campanello d’allarme perché sono proprio le donne (insieme agli anziani) la fetta di popolazione maggiormente colpita da limiti funzionali che comportano una perdita o una riduzione del reddito. (foto: ThinkstockPhotos)

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Quando la pensione non basta

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

pensionatiLo dimostra la ricerca realizzata dal sindacato Domina in collaborazione con la fondazione Moressa che mette in luce l’impatto del costo della badante sui bilanci familiari. Principale risultato: solo l’8% dei pensionati può sostenere questa spesa contando solo sul proprio reddito considerando che un’assistenza costa mediamente alla famiglia 16 mila euro anni e che il 70% degli anziani ha un reddito complessivo al di sotto di circa 14.600 euro annui spendibili (al netto delle tasse). In particolare: la fascia con reddito inferiore ai 10.000 euro è la più numerosa, con il 31% dei pensionati. Il 25% ha un reddito complessivo compreso tra 20 e 40 mila euro, mentre meno del 5% dei pensionati percepisce più di 40 mila euro annui. Il costo della “badante” varia a seconda delle ore lavorate e dell’inquadramento contrattuale. Si va dai 2 mila euro annui per assistenza di 5 ore settimanali a persone autosufficienti, fino ai 22 mila euro per assistenza a non autosufficienti da parte di personale formato. Per questo la formula più accessibile resta l’assistenza part time per poche ore: il 50% dei pensionati può permettersi una badante per 5 ore settimanali, e il 20% può permettersi 25 ore.

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Denaro/capitale e denaro/reddito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

soldi e casaLa crisi ciclica dell’economia e della finanza tende sempre più a riversarsi sul mercato presentando il conto del disastro all’economia del lavoro. E’ questa profonda distinzione che si cerca in tutti i modi di nascondere sotto il tappeto, come se si trattasse di spazzatura ingombrante. Non si vuole chiarire che il difetto di base sta nella doppia natura del denaro; doppia natura perché, pur nella medesima dimensione il denaro non è uguale per tutti, e non soltanto per gli scopi cui viene utilizzato, ma come mezzo per sancire la presenza nella società. C’è il denaro/capitale e c’è il denaro/reddito; il primo cresce con l’economia della finanza, il secondo rappresenta il corrispettivo del lavoro. La crisi che stiamo vivendo nasce dal denaro/capitale, colpevole di avere tirato la corda troppo a lungo, sostenuto dall’avidità; ma nel momento della crisi si richiude a riccio a tutela corporativa, peraltro sostenuto e garantito da questo governo. Il capitalismo ha ricevuto regalie, condoni, leggi speciali; ha ricevuto miliardi per “rubare” Alitalia; ha ricevuto garanzie di solidità offerta alle banche per salvaguardare quei pochi capitali che ancora resistono in Italia e che non hanno ancora raggiunto le isole felici dell’evasione; ha ricevuto e riceve programmi di sviluppo economico con finanziamenti di opere faraoniche fuori dal tempo come le centrali nucleari e il ponte sullo stretto, tutti investimenti utili soltanto alla grande finanza e alle grandi mafie che su di essi, hanno speculato ignobilmente e pretendono di poter continuare a farlo. Adesso ci viene nascosto che manca la spesa di denaro come capitale; questo perché il capitale, come denaro, si chiude a riccio di fronte la crisi che ha provocato, con la pretesa, sostenuta dal governo, di riversare sulla borghesia impiegatizia, salariati e operai, i costi della crisi, senza alcun intervento costruttivo, nella forma di spesa di reddito della classe a reddito fisso, per cui la mancata spesa di capitale refluisce negativamente anche sulla domanda per consumi, venendo meno la necessaria liquidità operativa. E’ chiaro che non esistono fondi per sostenere le classi più bisognose, i nuovi disoccupati, i cassintegrati, i precari, i pensionati, i “cervelli” sempre più in fuga precipitosa: sono stati impegnati a profusione per sostenere il denaro/capitale, come se potesse risorgere dalle sue stesse ceneri, penalizzando ulteriormente il reddito da lavoro, mortificando proprio il lavoro, vanificandone l’utilizzo. (Rosario Amico Roxas)

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Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

università europea romaRoma giovedì 25 maggio 2017, alle 14,00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si parlerà nel corso del convegno de “Il sostegno del reddito dei lavoratori fra iniziativa pubblica e privata. I fondi di solidarietà”. L’incontro sarà aperto da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC.
Interverranno studiosi della materia quali il Prof. Pasquale Sandulli , Università Europea di Roma (“Il concorso del pubblico e del privato nel sostegno del reddito”), il Prof. Giuseppe Sigillò Massara , Link Campus University (“L’assetto delle prestazioni dei Fondi”), il Prof. Felice Testa, Università Europea di Roma, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito Cooperativo (“Il sistema dei Fondi di Solidarietà e la soluzione bilaterale delle crisi d’impresa”), il Prof. Roberto Pessi , LUISS (“Mercato del lavoro, crisi economica, solidarietà di categoria”).Seguiranno alcuni interventi su esperienze a confronto: Manuela Gaetani, Ministero del Lavoro, Direzione Gen. Ammortizzatori Sociali, Luca Sabatini, INPS, Direzione Gen. Pensioni, Giancarlo Durante, Presidente Fondo di Solidarietà del Credito, Condirettore Centrale ABI e Paolo Ravagli, Responsabile settore previdenziale Confartigianato.In occasione del convegno il Prof. Luigi Fiorillo ed il Prof. Adalberto Perulli presenteranno il volume “Ammortizzatori sociali e politiche attive per il lavoro” a cura di Roberto Pessi e Giuseppe Sigillò Massara (Ed. Giappichelli), inserito nella Collana Il Nuovo Diritto del Lavoro curata da Luigi Fiorillo e Adalberto Perulli.

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Arrivano i robot: serve un reddito per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

robotIl Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla robotica. È la prima volta al mondo che un’assemblea eletta dai cittadini discute e vota un così importante tema. La quarta rivoluzione industriale apre le porte a un nuovo mondo basato sulla virtualizzazione e l’interconnessione di dispositivi intelligenti e dotati di supporto fisico. Il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa vuole governare questo fenomeno che è irreversibile e ha contaminato con idee positive e innovative il rapporto già nel lavoro preparatorio della Commissione Industria, Ricerca ed Energia e della Commissione Giuridica.Il Parlamento europeo ha riconosciuto la preoccupazione del’impatto dell’automazione su istruzione, diritti dei cittadini, politiche sociali e occupazione, ma ci rammarichiamo della mancata approvazione – 328 contro 286 a favore – di un emendamento che ha rimosso dal testo originale la raccomandazione per tutti gli Stati membri a erogare un reddito di base generale. L’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Nessun cittadino deve restare indietro! Nonostante questa miopia politica da parte del Parlamento europeo, non ci arrendiamo! La battaglia del Movimento 5 Stelle continuerà nei prossimi mesi grazie alla discussione del rapporto sul reddito minimo, affidato in Commissione Occupazione e Affari Sociali a Laura Agea.Non regaleremo il futuro della nostra società a multinazionali pronte a sfruttare la tecnologia, non per ridistribuire ricchezza e benessere, ma per moltiplicare i loro affari.
– l’accesso alle nuove innovazioni tecnologiche deve essere garantito a tutti i cittadini. Nessuno escluso.
– lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale deve avvenire con un impatto ambientale limitato. I robot devono essere alimentati da energie rinnovabili.
– un’agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale deve fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie per sostenere gli attori pubblici, così da essere pronti a sfruttare opportunità e sfide.
– bisogna avere un completo sistema di registrazione di robot avanzati che dovrà essere introdotto nel mercato interno dell’Unione.
– deve essere garantito un elevato livello di sicurezza e protezione dei dati personali insieme al rispetto per la privacy nella comunicazione tra gli esseri umani, robot e intelligenza artificiale.
– i robot medici possono ridurre i costi sanitari, consentendo così ai medici di spostare la loro attenzione nel trattamento della prevenzione, ma si pone l’accento sulla necessità di non disumanizzare le cure e di istituire comitati di robo-etica in campo medico.
– puntare sul miglioramento della sicurezza del lavoro con il trasferimento di una serie di compiti pericolosi e dannosi dall’uomo al robot.
– le auto intelligenti senza pilota devono seguire dei precisi principi etici che devono valere per tutti i robot e che sono la giustizia, la non malvagità, la benevolenza e l’autonomia. Si deve valutare la nascita di una assicurazione per i robot nel caso in cui siano responsabili di incidenti e la cui responsabilità non possa essere riconducibile ai produttori o ai proprietari/utilizzatori. (fonte: Blog Movimento 5 Stelle Europa)

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Dati Istat: Reddito agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

agricolturaI dati Istat evidenziano un’eccessivo calo dei vegetali e della frutta fresca, che se da una parte sono dovuti a fattori stagionali, dall’altra evidenziano – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – gravi difficoltà per gli operatori del primario.Gli eccessivi costi di produzione, uniti all’aumento del carico fiscale – continua Tiso – portano molti agricoltori a non raccogliere i frutti della terra poiché economicamente sconveniente rispetto al reddito che ne deriverà e non sono in grado di superare la difficile congiuntura economica anche per le ingenti difficoltà di accesso al credito. Quello di cui ha bisogno il comparto agroalimentare – conclude Tiso – non è legato a nessuna forma di assistenzialismo, ma alla possibilità di investire sul proprio lavoro, ed è proprio qui che devono intervenire le istituzioni per alleggerire l’enorme peso della burocrazia e per favorire gli investimenti nel settore.

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Pensioni e pensionati autonomi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 febbraio 2015

pensionati“Dieci euro e ventuno centesimi al mese è l’importo che un pensionato autonomo percepisce per ogni familiare a carico. Una cifra modestissima con la quale si può comprare circa mezzo chilo di carne”, dichiara il presidente ANAP Giampaolo Palazzi. “Non solo tale importo è rimasto invariato dal 1988 a oggi, ma vi è una eclatante discriminazione rispetto ai pensionati del lavoro dipendente.”
La legge 153 del 1988, istituendo l’assegno per il nucleo familiare, ne ha circoscritto l’applicazione ai soli pensionati provenienti dal lavoro dipendente. Per i pensionati provenienti dal lavoro autonomo (ex artigiani, ex commercianti, ex coltivatori diretti) è rimasta invece in vigore la vecchia normativa e i trattamenti di famiglia a loro erogati, quando ne hanno diritto, si chiamano “quote di maggiorazione della pensione” per carichi familiari.“Tale discriminazione è particolarmente odiosa – evidenzia Palazzi – dal momento che si parla di famiglie di pensionati con redditi molto bassi. L’ANAP e le altre organizzazioni dei pensionati del mondo del lavoro autonomo, anche attraverso il CUPLA, si battono da tempo per far approvare dal Parlamento una modifica della legislazione esistente che parifichi tutti i pensionati, indipendentemente dall’attività professionale svolta nella vita attiva. Tale azione proseguirà anche se, finora, si è ottenuto solamente la presentazione di proposte di legge che poi non sono giunte all’approvazione conclusiva”.

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Equitalia: nullo l’accertamento per la determinazione del reddito basato con criteri presuntivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Vittime di Equitalia attenzione. L’agenzia di debito che con le sue cartelle esattoriali non fa dormire sonni tranquilli a numerosi italiani non può considerare idoneo il coefficiente di valutazione (elaborato in ragione della capacità di spesa sottesa alla gestione ed al mantenimento dell’abitazione) a costituire fonte sicura di rilevamento della capacità contributiva in relazione all’ annualità d’imposta attualmente in esame, perché quell’immobile, acquistato dal contribuente in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana. A sollevare il caso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, era stato un commerciante di Lecce.L’Agenzia delle Entrate del luogo aveva notificato all’esercente il commercio al dettaglio di confezioni, l’avviso di accertamento con il quale determinava, per l’anno 2005, un maggior reddito, rispetto a quello dichiarato irrogando contestualmente le relative sanzioni. L’Ufficio, prendendo le mosse dalla omessa dichiarazione annuale IVA, perveniva ad emettere il predetto accertamento basandosi sulla presunta capacità di spesa desunta dal possesso di due autovetture, da un immobile costituente l’abitazione del contribuente e dalle spese per utenze elettriche.
La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce in definitiva annullava l’avviso di accertamento impugnato perché l’Ufficio non ha valutato correttamente la concreta situazione economica del contribuente al fine di individuarne la reale capacità contributiva perché quei beni mobili ed immobili erano stati acquistati dal contribuente “ in anni lontani e sicuramente in condizioni economiche più floride, rispecchia la capacità di spesa di quell’ epoca ormai lontana “. Ad evidenziarlo è Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, a seguito della lettura della sentenza numero n. 375 della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce.

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