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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘referendario’

Costi della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Finirà che i parlamentari italiani, se livellati a quelli europei, prenderanno di piu’. L’ha gia’ annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che il suo successore guadagnera’ di piu’. Stessa cosa puo’ succedere ai parlamentari dei cui “stipendi” si e’ favoleggiato in questi anni e, anche, recentemente. Il motivo? Semplice: si confonde lo “stipendio” netto del parlamentare con il costo “aziendale” del parlamentare. Un operaio che riceve uno stipendio di 800 euro costa all’azienda ben 2.000 euro! Allora vediamo quant’e’ il costo “aziendale” dei parlamentari italiani, europei, francesi, tedeschi e inglesi:
Costo aziendale di un deputato (complessivo di tutte le voci):
Italiano…     20.486 euro.
Europeo…   34.750 euro (+ 70% di quello italiano).
Tedesco…   27.364 euro (+ 33% di quello italiano).
Francese…  23.066 euro (+ 13% di quello italiano)
Britannico… 21.089 euro (+ 3% di quello italiano).
Se vogliamo fare il paragone con lo “stipendio” netto tra parlamentare europeo e quello italiano avremo:
Stipendio netto del parlamentare (deputato) italiano… 5.486 euro;
Stipendio netto del parlamentare europeo…                 6.083 euro.
Ricordiamo che i consulenti delle Regioni e degli Enti locali costano al cittadino contribuente qualcosa come 1,5 miliardi di euro l’anno e che l’aver disgiunto le elezioni amministrative dall’appuntamento referendario e’ costato, sempre al povero contribuente, 300 milioni di euro. Dunque dov’è il fumo e dove l’arrosto? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Referendum: sala stampa in Campidoglio

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Roma 11/6/2011. In occasione dell’appuntamento referendario di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011, l’Ufficio Stampa di Roma Capitale organizza la Sala stampa presso la Piccola Protomoteca in Campidoglio per consentire ai giornalisti di seguire lo svolgimento del referendum nei 2.600 seggi elettorali di Roma. La Sala stampa sarà aperta:
sabato 11 giugno, dalle ore 14 alle 20
domenica 12 giugno, dalle ore 7 alle 22
lunedì 13 giugno, dalle ore 7 sino alla chiusura dello spoglio
I giornalisti avranno a disposizione: 9 postazioni telefoniche, 6 Pc, 3 stampanti, 1 fax, 1 schermo con un proiettore collegato alla pagina web del Portale istituzionale di Roma Capitale e accesso alla rete Wi-Fi Campidoglio.

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Idv: appello referendario

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Roma 10 giugno in Piazza del Popolo dalle ore 15 alle 23:30 dopo il no della Corte Costituzionale all’ennesimo tentativo del governo di bloccare il referendum sul nucleare, la macchina per i 4 SI contro l’energia atomica, l’acqua privatizzata e il legittimo impedimento, si avvicina alla meta finale: il raggiungimento del quorum domenica 12 e lunedì 13 giugno prossimi.
La mobilitazione intorno a questo cruciale appuntamento è grande. In particolare stanno catalizzando molta attenzione i ritrovi nelle piazze di molte città in tutta Italia; soprattutto, il grande evento live lanciato dal comitato “Io Voto” (http://www.iovoto.net/) referendari e appoggiato da diverse formazioni politiche, tra le quali l’Italia dei Valori.

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Il test dei 13 milioni di elettori

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2011

Pizza Berlusconi, so-called ‘best pizza in the...

Image via Wikipedia

I dati che ci pervengono, anche se incompleti, non devono trarci in inganno sulla vittoria degli uni e la sconfitta degli altri. Primo di tutto perché non è un voto politico ma amministrativo. Pare ovvio ma non certo per quelli che ne hanno fatto un test referendario. Torino, Milano, Napoli e Bologna sono le grandi città italiane che si sono misurate con questo voto e possono, di certo, aver subito il fascino di una competizione non più locale ma di valenza nazionale. Logica vorrebbe che il giudizio degli elettori fosse fatto soprattutto nei confronti degli amministratori locali. Se lo consideriamo in questo senso dobbiamo dire che il sindaco Moratti, come la sua collega napoletana, non hanno soddisfatto le attese dei loro amministrati. Le motivazioni sono diverse ma il voto negativo va in questo senso, per quanto ci saremmo aspettati risultati più significativi. Se non è accaduto è perché a Milano e a Napoli è stata pesante la strategia disinformativa e l’oscuramento mediatico per gli oppositori per cui lo stesso dissenso deve aver subito un rallentamento e una mancanza di lucidità critica. D’altra parte si è arrivato all’assurdo che mentre i milanesi dovevano giudicare la Moratti si sono ritrovati come capo lista Berlusconi e la sua presenza mostrava un chiaro intendimento: voleva dire che prima di giudicare la politica locale occorreva farlo attraverso quella nazionale, in quanto era e resta la stessa cosa. Inesatto, ovviamente, anche se a ben ragionare la stampella offerta alla Moratti significava che il malcontento popolare era evidente e gli strateghi del cavaliere hanno pensato bene d’adottare tutte le possibili strategie pur di scongiurare il tracollo. Il centro-sinistra, invece, a Napoli non ha saputo arginare il disagio popolare e si è lasciato trascinare dall’iniziativa degli altri. A mio avviso due sono stati gli errori. La Iervolino non doveva permettere che la città affogasse nell’immondizia e se, come affermava, non aveva poteri doveva cavalcare la protesta e non subirla. La seconda questione è data dalle candidature. Come è accaduto per il comune di Roma, con la Bonino, il Pd ha subito l’iniziativa dei suoi alleati e mentre a Roma ha fatto buon viso e cattivo gioco a Napoli ha preferito distinguersi. Di certo meglio sarebbe andato se si fosse scelto un candidato comune anche se, poi, fosse prevalso De Magistris. Ora ci ritroviamo con due ex servitori dello Stato l’un contro l’altro armato: un ex prefetto e un ex magistrato. Torino, invece, non fa storia. La città è stata amministrata per quanto la candidatura del Pd non avesse convinto i torinesi. Per Bologna resta l’ombra della questione morale che ha coinvolto il precedente sindaco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rimborsi elettorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani I tagli alle indennità dei parlamentari sono ben poco cosa rispetto a quanto poteva essere fatto già in questa manovra. Parlo della truffa dei rimborsi elettorali, grazie alla quale 500 milioni di euro di finanziamento pubblico finiscono ogni legislatura nelle casse dei partiti a fronte di poco più di 100 milioni di spese documentate. L’emendamento alla manovra presentato dai Radicali, limitando i rimborsi elettorali alle spese effettive, avrebbe comportato una riduzione dell’80% del finanziamento pubblico. Una proposta che non è stata accolta da alcuno, in continuità con le scelte che da 17 anni vedono i partiti sabotare il risultato referendario con cui nel 1993 il popolo italiano aveva plebiscitato l’abolizione del finanziamento pubblico quale prima riforma per la politica. Da allora, considerando le diverse competizioni elettorali, il finanziamento pubblico ai partiti è passato da 47 a 300 milioni di euro l’anno, per la felicità dei campioni ufficiali dell’anticasta come la Lega e l’Italia dei Valori.

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