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Italia: regime carcerario

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2011

Polizia Penitenziaria

Image via Wikipedia

Alcuni degenti della Casa di Cura Sorriso sul Mare di Formia in regime di restrizione della propria libertà personale hanno scritto una lettera aperta all Onorevole Marco Pannella, che in questi giorni ha denunciato il sovraffollamento e le pessime condizioni igienico sanitarie di molte delle carceri italiane, invitando, inoltre, i detenuti ad intraprendere uno sciopero della fame per rivendicare i propri diritti. Per cambiare e rinnovare il sistema carcerario italiano si legge nella lettera bisogna partire dai suoi principi di base, ossia la sua funzione rieducativi e riabilitativa, e vederlo sotto un profilo economico nuovo: non più mero costo per la società, bensì sistema economico e produttivo che generi ricchezza e reddito . Lo scopo del carcere non è solamente l allontanamento dei soggetti ritenuti pericolosi, ma, soprattutto, il loro recupero e il reinserimento all interno della società. Le attuali condizioni del sistema penitenziario sembrano, però, inadeguate a garantire un reale recupero e, tanto meno, un futuro reinserimento. Ad oggi, le carceri italiane ospitano 67 mila detenuti, a fronte di una capienza reale di 45 mila posti, e dall’inizio dell’anno si sono già registrati 38 suicidi e 305 episodi di violenza o minacce a pubblico ufficiale. L On. Marco Pannella ha definito le carceri di oggi un luogo non di detenzione, ma di tortura per detenuti e agenti di polizia penitenziaria , un affermazione confermata dall ampia adesione allo sciopero da lui promosso: più di 1.600 persone tra detenuti, dirigenti di penitenziari, agenti in divisa e alcuni esponenti politici di diverso schieramento. In noi il carcere ha causato un aggravamento della situazione scrivono ancora dalla Casa di cura da delinquenti siamo diventati anche malati psichiatrici . Tuttavia, i degenti affermano di essere stati avvantaggiati dalla malattia, che li ha portati ad essere ricoverati presso la Casa di cura di Formia: Qui dentro, a differenza del carcere, si dividono gli spazi e si entra in contatto con diverse tipologie di persone. Qui si rispettano le regole e aumenta il senso di responsabilità che ognuno di noi possiede. Qui in pratica viviamo in comunità. Anzi, lo stesso primario, il professor Paolo Del Nero, vorrebbe far diventare la Casa di cura Sorriso sul Mare una comunità riabilitativa per persone svantaggiate.

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Caso Cucchi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Roma ”Sulla morte di Stefano Cucchi è indispensabile accertare quanto è avvenuto. La stima che nutriamo per le forze dell’ordine non ci esime però dal chiedere alla magistratura di accertare le responsabilità di questa incredibile tragedia.” – Afferma il deputato radicale Maurizio Turco – “La procura deve svolgere il proprio lavoro con la massima serenità e con la concreta collaborazione dei vertici dell’Arma dei carabinieri e della Polizia Penitenziaria. Non di meno appare indispensabile accertare come mai se le lesioni del Cucchi erano evidenti e gravi gli sia stata certificata l’idoneità al regime carcerario. La custodia giudiziaria – conclude Turco – comporta precisi doveri e responsabilità che se compromessi rischiano di sfociare in libero arbitrio.”

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