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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘regime’

Mussolini e i ladri di regime

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Capalbio (GR) Sabato 13 luglio – Ore 19.30 Spazio espositivo IL FRANTOIO, Via Renato Fucini, 10 Mauro Canali e Clemente Volpini forniscono con documenti inediti una radiografia del malaffare in camicia nera, facendo i «conti in tasca» ai vertici della nomenclatura fascista. Una pagina che ancora mancava della storia del ventennio.
Il 5 agosto 1943, a pochi giorni dall’arresto di Mussolini, i giornali pubblicano una notizia sensazionale: il governo Badoglio ha istituito una commissione con il compito d’indagare sulle fortune accumulate dai gerarchi nel corso del ventennio, i cosiddetti illeciti arricchimenti del fascismo. Il duce e i capi del regime, un tempo intoccabili, finiscono in prima pagina, dati in pasto a un’opinione pubblica che fino al giorno prima li aveva temuti, odiati, riveriti, spesso invidiati. Chi sono e quanto hanno «rubato»? E lo Stato è voluto veramente andare fino in fondo o ha chiuso un occhio, consentendo ai più di farla franca? Infine, quanto è tornato nelle tasche degli italiani? Quello che l’inchiesta scoperchia è un autentico verminaio. Una storia di corruzione e concussione, di tangenti e appalti, di capitali che trovano riparo all’estero, di raccomandazioni; un intreccio perverso tra politica e affari alla faccia del rigore e dell’onestà tanto proclamati dalla propaganda fascista. È una storia anche grottesca, fatta di fughe rocambolesche, di rotoli di banconote nascosti nell’acqua degli sciacquoni, di tesori sotterrati in giardino; e verbali di sequestro così scrupolosi da non crederci: favolosi patrimoni in ville e palazzi, pellicce, arazzi, gioielli, fino al numero di posate in argento, all’ultima pantofola, calza e mutanda del gerarca inquisito.Mauro Canali è autore di numerosi libri sulla storia del fascismo ed in particolare sull’apparato repressivo del regime.
Segio Rizzo è giornalista professionista dal 1980, ha iniziato la sua carriera lavorando per Milano. Nel 2007 pubblica con il collega Gian Antonio Stella La Casta (Rizzoli, 2007), un saggio sugli sprechi della politica italiana che con 1.200.000 copie vendute e ben 22 edizioni è ancora il libro-inchiesta più venduto in Italia.

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Regime forfetario e sistemi equivalenti in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Fra le misure inserite nel Documento di economia e finanza (Def) al centro del dibattito nazionale c’è l’introduzione dal 2019 della flat tax con un’aliquota ridotta al 15% per l’imposta sui redditi di impresa corrispondenti agli utili destinati all’acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni. Il Governo sta pensando anche di estendere l’aliquota al regime forfetario delle Partite Iva con un volume d’affari fino a 65mila euro. Ma come funziona il regime contabile forfetario attuale? E in Europa ci sono esperienze imitabili? A queste domande risponde la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l’approfondimento del 12 ottobre 2018, in cui analizza la disciplina italiana comparandola ai sistemi di tassazione vigenti in altri Paesi europei (Francia, Irlanda, Russia, Romania, Ungheria, Bulgaria), che applicano la flat tax o, in alcuni casi, metodologie forfetarie di determinazione del reddito comparabili al c.d. regime forfetario italiano.La disciplina italiana prevede un’aliquota ordinaria del 15% sul reddito determinato forfetariamente se non si conseguono ricavi o compensi eccedenti i limiti individuati in funzione dell’attività svolta, che oscillano tra 25.000 e 50.000 euro. Considerati i vantaggi in termini di semplificazione offerti dal regime forfetario ai contribuenti, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nel corso delle audizioni parlamentari, ha proposto di allineare il regime con gli istituti esistenti negli Stati europei analizzati nell’approfondimento, innalzando le soglie dei ricavi e dei compensi che ne consentono l’applicazione e modificando i relativi coefficienti di redditività.

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Retorica, ancora retorica di regime… tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 agosto 2018

Così abbiamo vissuto i momenti prima e durante gli anni di guerra mentre la lotta s’inaspriva ed entrava di prepotenza nelle nostre case. E dire che la dichiarazione di guerra di Mussolini fu fatta senza consultare il suo gabinetto, il gran Consiglio Fascista, e nemmeno i suoi capi di Stato maggiore. Non poteva essere altrimenti: Mussolini ha sempre ragione! La stessa cosa fece autonominandosi comandante in capo delle forze armate.
Per una simile carica era considerato, a ragion veduta, una nullità. La mancata invasione dell’Inghilterra lo ringalluzzì: era una prova evidente che lui s’intendeva di faccende militari ben più del Fuhrer. Pura illusione. I rovesci militari italiani furono una conseguenza diretta del suo comando. Il diario di Ciano è spesso ricordato in questi frangenti per rilevare il grado di subalternità assoluta, persino umiliante, che si aveva rispetto alle iniziative tedesche e per le quali Mussolini non trovava di meglio che rispondere con dispetti e ricatti. La verità è che noi italiani, in particolare, siamo rimasti vittime di una cultura vagamente machiavellica della politica per la quale la valutazione delle scelte politiche e militari si faceva solo in base alla forza e alla potenza dei possibili alleati. E quella razza di pecore, come Mussolini definiva gli italiani, non poteva certo far lega con chi avrebbe potuto mangiarli con un sol boccone. Stava ora da capire chi fosse realmente il mangiatore di turno: la Germania nazista con il suo travolgente carisma militare che sembrava non avere intoppi e limiti territoriali o l’arroganza dei francesi e dei britannici? Costoro, in effetti, mancarono di tatto e di diplomazia. Tutto ciò non permise loro di trattare, nel giusto verso, la sensibilità del dittatore fascista.
Intanto Ciano annotava, nel suo diario, come a ogni vittoria tedesca il Duce asserisse: “Intendo avere la mia parte di bottino in Croazia e Dalmazia”, “non ci conviene esserci urtati con la Germania poiché anche noi dobbiamo prendere la nostra parte di bottino e così via.” Quest’ansia di arrivare in tempo, e nelle migliori condizioni possibili, per spartirsi con i tedeschi le spoglie delle potenze democratiche occidentali sembrava una costante del pensiero mussoliniano dalle prime ostilità del 1939 alla sua decisione di entrare in guerra e poi ancora negli anni successivi. (Riccardo Alfonso)

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Nuovo regime di solvibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

A seguito delle disposizioni introdotte dalla normativa di recepimento delle indicazioni europee legate al nuovo regime di solvibilità, nota come “Solvency II”, l’attuario diventa sempre più una figura chiave. La disciplina sta imponendo modifiche organizzative funzionali e di governance di rilievo alle imprese di assicurazioni, con particolare riguardo alla Funzione Attuariale in quanto ha indicato, a livello europeo e italiano, tale funzione come l’unica in grado di valutare le componenti tecniche alla base della misurazione della solvibilità.Durante il seminario “La Funzione Attuariale” tenutosi oggi a Milano presso la sede del Gruppo Zurich Italia, dove sono intervenuti Giampaolo Crenca, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, e Fausto Belliscioni, Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale degli Attuari, si è voluto mappare lo stato dell’arte, sia in ambito organizzativo sia tecnico, della Funzione Attuariale, e identificare le future strategie da intraprendere sulla base dell’analisi dei punti ancora aperti, mettendo a fattor comune le diverse esperienze concrete di operatività degli attuari.In un contesto di complessità crescente, l’Ordine degli Attuari – afferma Giampaolo Crenca, Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari – è impegnato a evidenziare il ruolo strategico dell’attuario inteso in via generale come risk manager in ambito non solo assicurativo, ma anche finanziario e non. Grazie al percorso di studi svolto e alla formazione continua, l’attuario ha maturato l’approccio mentale e gli strumenti quantitativi in grado di identificare, misurare e gestire i rischi secondo un approccio di terzietà, a garanzia della solvibilità di impresa. La funzione attuariale ne è un’importante quanto significativa applicazione”.Nell’innovativo sistema di vigilanza prudenziale l’attuario è infatti dotato di tutte gli skills necessari, derivanti non solo dal percorso di studi, ma anche dal fatto di essere iscritto ad un Albo professionale, che ne tutela la qualità delle prestazioni nonché la formazione continua attraverso un percorso obbligatorio di crediti.L’Ordine degli Attuari sta seguendo con grande attenzione questo passaggio per la professione e ha da tempo analizzato a tutti i livelli il ruolo e i compiti della Funzione Attuariale. Oltre ad aver approfondito l’attività, l’organizzazione, l’indipendenza e l’autonomia di tale funzione, l’Ordine ha già fornito indicazioni relativamente allo svolgimento di tale attività. L’attuario, secondo l’Ordine, non è un mero calcolatore, ma un gestore di rischi attraverso un approccio certamente quantitativo, ma integrato da un sistema qualitativo fatto di progettualità, esperienze, managerialità e idee innovative che lo portano a diventare, sempre più, una parte proattiva della governance delle imprese di assicurazioni. (Giovanna Marchi Comunicazione)

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Il regime delle quote zucchero dell’UE giunge al termine

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

zuccheroBruxelles. Dopo quasi 50 anni, l’ultimo sistema di contingenti agricoli ancora in vigore per gestire la produzione di zucchero nell’Unione europea giungerà al termine il 30 settembre 2017.
La decisione di porre fine in tale data al regime delle quote zucchero è stata presa di comune accordo dal Parlamento europeo e dagli Stati membri nell’ambito della riforma della politica agricola comune (PAC) del 2013, in seguito a un importante processo di riforma e ristrutturazione avviato nel 2006.
Tra il 2006 e il 2010 il settore dello zucchero è stato completamente ristrutturato con un finanziamento di 5,4 miliardi di EUR: esso ha potuto quindi prepararsi adeguatamente a questo momento e la produttività è notevolmente migliorata negli ultimi anni. La fine del sistema delle quote offre ai produttori la possibilità di adattare la propria produzione alle effettive opportunità commerciali, esplorando in particolare nuovi mercati di esportazione, e semplifica considerevolmente l’attuale gestione della politica e gli oneri amministrativi che gravano su operatori, produttori e commercianti.Per continuare ad aiutare il settore europeo dello zucchero a far fronte a problemi imprevisti sul mercato è possibile avvalersi di diverse misure previste dalla politica agricola comune. Tra queste figurano un sostanziale dazio all’importazione nell’UE (al di fuori degli accordi commerciali preferenziali) e la possibilità di fornire aiuti all’ammasso privato e applicare disposizioni anticrisi, che permetterebbero alla Commissione di prendere provvedimenti in caso di gravi crisi del mercato che comportino un forte aumento o una marcata riduzione dei prezzi di mercato. È inoltre previsto un sostegno al reddito degli agricoltori sotto forma di pagamenti diretti, compresa la possibilità offerta agli Stati membri dell’UE di fornire un “sostegno accoppiato facoltativo” ai settori in difficoltà, ivi compresa la bieticoltura.
La possibilità di negoziare collettivamente le condizioni di ripartizione del valore nei contratti conclusi tra i bieticoltori e l’industria di trasformazione dell’UE sarà mantenuta dopo lo smantellamento delle quote.La Commissione europea ha inoltre migliorato la trasparenza sul mercato dello zucchero in previsione dell’abolizione del sistema delle quote. Un nuovo Osservatorio del mercato dello zucchero fornisce analisi a breve termine e statistiche su tale mercato, nonché analisi e previsioni per aiutare gli agricoltori e l’industria di trasformazione a gestire con maggiore efficacia le proprie attività.
ContestoIl regime delle quote nel settore dello zucchero è stato instaurato con le prime norme della PAC sullo zucchero nel 1968, unitamente a un prezzo di sostegno a favore dei produttori fissato a un livello nettamente superiore al prezzo del mercato mondiale. La decisione di abolire il regime delle quote zucchero è stata presa dagli Stati membri nel 2006.La fine di tale regime segue l’importante riforma del settore attuata tra il 2006 e il 2010. Il prezzo medio dello zucchero dell’UE ha registrato una ripresa dalla fine del 2016 attestandosi a circa 500 EUR/t e si è mantenuto stabile nel corso degli ultimi mesi.
L’UE è il primo produttore al mondo di zucchero di barbabietola (all’incirca il 50% del totale). Quest’ultimo rappresenta tuttavia soltanto il 20% della produzione mondiale di zucchero: il restante 80% è ottenuto infatti dalla canna da zucchero. Nell’Unione europea, la barbabietola da zucchero viene coltivata prevalentemente nel nord Europa, dove il clima è più favorevole alla sua coltivazione. L’UE possiede altresì un’importante industria di raffinazione dello zucchero di canna greggio importato.

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Dal sistema democratico al regime della maggioranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

camera deputatiMentre il vicino oriente continua a generare venti di guerra, l’Italia si incammina decisamente verso l’alterazione del sistema democratico in una regime individualistico a tutela e difesa del leader tanto dei suoi interessi privati che dei suoi presunti reati. Ma siamo sicuri di poter parlare ancora con il linguaggio della vera democrazia? La distorsione culturale della democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della democrazia. Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza. La dispersione del sistema democratico e la sua trasformazione in regime della maggioranza, si materializza in eventi che non tengono in nessun conto gli interessi di quel popolo che ha legittimato quella maggioranza. Non c’è nessuna differenza tra il regime della maggioranza che decide unilateralmente di aggredire un Paese con un proditorio attacco bellico in una guerra preventiva, e quello che impone scelte di governo che trascurano gli interessi del popolo, ma non quelli del leader. La differenza sta nella conta dei morti, ma nella sostanza i due comportamenti sono sovrapponibili, essendo entrambi frutto dell’arrogante uso del potere sostenuto da una occasionale e temporanea maggioranza. E’ la quotidiana tragedia alla quale stiamo assistendo: lo scontro di vertice provocato da interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere dei popoli, che si tramuta in forme aggressive di belligeranza o di personale tornaconto. Questa costante, dove il più forte vuole imporre la sua legge e il suo tipo di ordine, genera la tragedia della guerra, così come genera una medesima tragedia la scelta economica tornacontista che non tiene in considerazione gli interessi della collettività e soffoca anche la parvenza della dissidenza invocando il voto di fiducia. I “sordomuti” della politica, gli eletti dal popolo che non sanno imporre il diritto di critica, quelli che la dialettica spicciola popolare chiama “i peones”, avallano, con il silenzio, le scelte dei capi, salvando così il proprio diritto a un posto a tavola, dove vengono blanditi con i resti di un lauto pranzo e con gli avanzi del bottino, premio di fedeltà per avere tradito la propria Coscienza e con essa il mandato ricevuto. Tutto ciò genera un vincitore e un vinto; al centro, indistintamente confuso tra vincitori e vinti, sta il popolo sovrano, che sovrano non è più perché non chiamato a dirimere le controversie ed evitare gli abusi con libere elezioni; emergono solo le vittime di una tale dispersione democratica, incolpevoli soggetti sacrificali della logica del non-essere e del volere apparire. (Rosario Amico Roxas)

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La Commissione europea approva un regime di aiuti da 12 milioni di euro per nuove rotte aeree verso la Calabria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

reggio-calabriaLa Commissione europea ha concluso che un regime italiano di aiuti di avviamento alle compagnie aeree per l’apertura di nuove rotte verso la Calabria è conforme alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il regime consentirà alla regione Calabria di coprire fino alla metà delle tasse aeroportuali dovute dalle compagnie aeree per l’esercizio di nuove rotte da o verso gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone per un periodo massimo di tre anni. Le rotte devono essere nuove, ovvero verso destinazioni non attualmente collegate alla regione Calabria.Gli aiuti, fino ad un importo massimo di 12 milioni di euro, saranno concessi alle compagnie aeree tramite invito a presentare proposte.Secondo la Commissione il progetto migliorerà i collegamenti con la regione Calabria, in linea con gli obiettivi dell’UE, senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico.A norma degli orientamenti per il settore dell’aviazione, le compagnie aeree possono ricevere aiuti di avviamento quale incentivo per creare nuove rotte dagli aeroporti regionali, aumentare la mobilità dei cittadini dell’Unione grazie all’istituzione di punti di accesso a voli intra-UE e stimolare lo sviluppo regionale.

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Che cosa è il regime di tortura del 41 bis?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

BXP35776Firenze Sabato 8 aprile 2017, nella Sala del Centro Sociale Valdese in Via Manzoni, 21 si terrà il convegno dal titolo: 1992- 2017: 25 ANNI DI 41 BIS 25 ANNI DI TORTURA.
Programma della giornata: Ore 9,45 presentazione della giornata: Giuliano Capecchi, associazione Liberarsi; Letizia Tomassone, pastora chiesa valdese di Firenze;
Ore 10 intervento di Beniamino Deidda, Sandro Margara: il carcere speciale e l’ergastolo;
Ore 10,20 Venticinque anni di 41bis: interventi di: Riccardo De Vito, magistrato di sorveglianza di Nuoro e Presidente di Magistratura Democratica; Carlo Fiorio, ordinario di diritto processuale penale, università di Perugia; Carla Serra, avvocatessa; Giuseppe Mosconi, ordinario sociologia del diritto, università di Padova;
Ore 11,30 testimonianze di: Pasquale De Feo (una lettera), Jean Félix Kamba Nzolo, pastore valdese, Benedetto Labita, Maria Milazzo Labita, Carmelo Musumeci, Sebastiano Prino, Pepè Ritorto, Giovanni Farina (una lettera);
Ore 12,30 dibattito.
Ore 13,30 pausa momento conviviale.
Ore 14,30 ripresa lavori, interventi sulla tortura: Emilio Santoro, ordinario sociologia, università di Firenze; Maria Rita Prette, Edizioni Sensibili alle Foglie; Gustavo Leone, avvocato; Alessio Scandurra, Associazione Antigone;
Ore 15,30 Allora che fare? Interventi di: Ornella Favero, Presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia; Alessia Petraglia, senatrice; Luca Maggiora, camera penale di Firenze; Elisabetta Zamparutti, rappresentante del governo italiano nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio di Europa; Elton Kalica, ricercatore Università di Padova; Ristretti Orizzonti di Padova.
Ore 16,30 dibattito;
Ore 17,30 interventi di: Caterina Calia, avvocatessa; Nicola Valentino, Edizioni Sensibili alle Foglie; tortura, ergastolo, pena di morte.
Aderiscono alla giornata: Associazione l’Altro Diritto; Associazione Antigone; Coordinamento fiorentino contro l’ergastolo; Commissione carcere camera penale di Firenze; Edizioni Sensibili alle foglie; Conferenza nazionale volontariato giustizia.
Scrive in proposito Carmelo Musumeci nella parte del testimonial: “Era il 1992. Mi trovavo nella cella liscia. Ero in isolamento. Non vedevo e non parlavo con nessuno. La mia cella sembrava una scatola di sardine. Un fazzoletto di cemento, con una branda piantata sul pavimento. Un tavolino di pochi centimetri inchiodato al muro. Una finestra con doppie sbarre, una porta blindata spessa una spanna. Un bagno turco aperto senza nessuna riservatezza e, al lato, un piccolo lavandino. Lo spazio nella cella era minimo. A malapena riuscivo a stare in piedi per fare giusto qualche passo avanti ed indietro. Probabilmente un animale, vivendo in quel modo, sarebbe morto. Io invece sono riuscito a sopravvivere. Una notte, era l’ultima dell’anno, era passata la mezzanotte e le guardie stavano festeggiando rumorosamente l’anno nuovo. Erano ubriachi. Davano calci ai blindati e urlavano insulti verso di noi. Intuii che presto sarebbero venuti a divertirsi con me. Non mi sbagliavo. Arrivarono. Aprirono la cella ed entrarono. Ridevano. Erano ubriachi. Imprecai contro di loro, e loro iniziarono a colpirmi con i pugni. Quando poi fui a terra, iniziarono a colpirmi con i piedi. Per ripararmi mi trascinai sotto la branda. Le guardie fecero più fatica a colpirmi e presto si arresero e andarono a divertirsi con qualche altro detenuto. Infine, ho detto ad Anna che adesso il regime di tortura del 41 bis è ancora peggiore e si sa ancora di meno di quello che avviene, perché quei prigionieri hanno smesso di vivere, pensare, sognare e sperare.

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Proposte sul regime fiscale per le società

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

commissione europeaStrasburgo 2 febbraio 2016. La Commissione europea presenterà le proposte sul regime fiscale per le società Il Commissario per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici illustrerà martedì mattina in Plenaria le ultime proposte della Commissione riguardanti le imposte sulle società. Queste comprendono un progetto di direttiva del Consiglio per contrastare l’erosione delle basi imponibili e il trasferimento degli utili (BEPS), che fa seguito a un piano d’azione dell’OCSE sulla tassazione delle imprese. Nel corso di un’audizione parlamentare dello scorso 12 gennaio, Moscovici aveva promesso ai deputati che avrebbe presentato un “ambizioso pacchetto anti evasione” entro la fine del mese. Durante un’altra audizione, davanti la seconda commissione speciale in materia fiscale (TAXE2), il Commissario aveva anche informato i deputati delle possibili difficoltà in seno al Consiglio dei Ministri UE nel raggiungere un accordo su misure ambiziose poiché, in materia fiscale, l’unanimità è la regola e alcuni Stati membri non erano molto inclini a questo accordo. Il Parlamento ha approvato le proprie raccomandazioni in una risoluzione redatta da Anneliese Dodds (S&D, UK) e Luděk Niedermayer (PPE, CZ) e adottata il 16 dicembre dello scorso anno.

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Tra autoritarismo e stabilità, l’incerto futuro del modello turco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2015

giornalistiturchiaCon il voto a Recep Tayyip Erdoğan in Turchia l’elettorato ha scelto la stabilità e i prossimi mesi saranno cruciali per capire se il modello di Islam politico turco andrà verso una sempre più marcata autocrazia – il cui segnale più evidente è l’attacco contro la stampa indipendente – o verso le aperture da anni auspicate dall’Unione europea. L’offensiva russa in Siria a fianco delle forze del regime va avanti, e Aleppo è ogni giorno di più una città accerchiata. Eppure, a pochi metri dal fronte, c’è chi con tenacia sopravvive nella quotidianità dei piccoli gesti. Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare tra i 20 e i 30 uomini delle Forze speciali nel Nord della Siria per addestrare alcuni gruppi ribelli in funzione anti Stato islamico. L’occidente non sa oggi come contrastare la veloce ascesa dell’ISIS, eppure la sua entrata in scena non è stata improvvisa: i germi erano già presenti nella regione. Sul campo di battaglia si declina inoltre l’ennesimo scontro tra sunniti e sciiti. Chi sono e perché la loro rivalità ha radici antiche? (fonte Oasis) (foto: giornalisti turchia)

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1943: l’anno delle illusioni

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

Il 1943 può essere definito come l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.Tutto ebbe inizio il 25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re.Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati.Il responso del Gran Consiglio, contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che di fatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato.L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici).Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto.A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate.Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra al suo fianco e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio.L’8 settembre del 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della vita politica italiana. La guerra invece continuò per altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare. (Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur – Varese)

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Carmine Senise: Quando ero capo della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2012

Marshal Pietro Badoglio succeeded Mussolini as...

Marshal Pietro Badoglio succeeded Mussolini as Prime Minister. (Photo credit: Wikipedia)

Diario 1940-1943 Carmine Senise (Napoli 1883-Roma 1958) fu capo della Polizia dal 1940 al 1943 durante il regime fascista e poi, per un breve periodo dopo la destituzione di Mussolini, con il governo del maresciallo Badoglio. Entrato con un concorso nell’amministrazione del ministero dell’Interno nel 1908, poté seguire da un osservatorio privilegiato gli eventi cruciali che portarono alla nascita del fascismo e alla marcia su Roma. Edite per la prima volta nel 1946, in epoca molto vicina agli eventi narrati, le sue memorie raccontano in modo dettagliato e lucido gli eventi di cui fu un testimone chiave e mostrano come abbia sempre cercato di preservare il ruolo autonomo della Polizia rispetto al regime. Pagine 294 Euro 18,00 Codice 14334D EAN 978-88-425-4987-1 Mursia editore

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Storico: Mino Milani

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Italiano: Lo scrittore Mino Milani

Italiano: Lo scrittore Mino Milani (Photo credit: Wikipedia)

Dall’impero alla repubblica Un millennio e mezzo di vicende patrie sintetizzate da un intreccio fittissimo di fatti e personaggi senza perdere il filo di un punto di vista originale ed equilibrato, e coinvolgendo il lettore come in un romanzo. Appassionato studioso di Garibaldi e del Risorgimento e buon conoscitore di milizie e battaglie, Milani dedica anche spazio ai moti ottocenteschi e alle due guerre mondiali, fino ad approdare alle soglie della nuova Italia che sorge dopo il tracollo del regime fascista. Pagine 472 Euro 20,00 Codice 14318N EAN 978-88-425-4941-3 Mursia editore

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Decreto svuota carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2012

Il Sindacato Polizia Nuova, alla luce dell’ultima e grave decisione del Governo tendente a svuotare le carceri, esprime la sua forte protesta e dichiara la sconfitta, senza se e senza ma, dello Stato. In primis è da considerare un elemento importantissimo e vitale: una volta che il detenuto esce dal suo regime carcerario, se non sarà aiutato e supportato dalle istituzioni per un giusto reinserimento nel tessuto sociale, trovandosi da solo, cosa sarà costretto a fare? Sicuramente quello per il quale è già stato arrestato e condannato!!! Questo significa solo mettere ancor più in crisi le Forze di Polizia che già vivono e soffrono dei gravi tagli che le hanno messe in ginocchio!!!Un fallimento decretato da oltre trent’anni che non trova soluzione se non nell’amnistia e nell’indulto, lasciando il cittadino a dovere subìre una delinquenza sempre più arrabbiata e violenta, che va a schiacciare, ogni giorni di pù, i diritti sociali, le libertà costituzionali e creare ulteriori pericoli per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tutto a causa di una politica dimostratasi incapace di prendere decisioni e che non è mai stata in grado di gestire lo Stato in modo ordinario, riducendosi a farlo sempre in modo straordinario facendo esasperare i problemi e farli assurgere ad eterne emergenze, pagate dalla collettività inerme. Nessuno è nemmeno in grado di far calcolare i detenuti non italiani, nessuno è in grado di stringere accordi con i loro paesi di provenienza, tenendo conto che un semplice detenuto costa alla collettività oltre cinquecento euro al giorno. Nessuno è in grado di permettere a quel delinquente di scontare la pena nel proprio paese di origine, cosa che diventerebbe un mezzo per “impedire” che questi torni e ritorni a delinquere e consentirebbe un risparmio milionario per le casse dello stato. Ma il male viene da lontano, purtroppo l’Italia ha un sistema che è, notoriamente, fallimentare dimostratosi premiale verso chi agisce contro lo Stato tanto che sono 25 anni che vediamo sempre e solo gli stessi criminali che delinquono in maniera sempre più forte, pregnate ed efferata.
Il sistema Giustizia italiano non è nemmeno in grado di assicurare che chi commette un omicidio abbia una giusta condanna, basta guardare le percentuali, le scarcerazioni eccellenti e, ciò nonostante, nessun politico è in grado di eliminare la conflittualità esistente tra il codice penale, altamente punitivo, e il codice di procedura penale, altamente garantista. Una confusione totale dove chi ne paga le pene è sempre e solo il cittadino morigerato che rispetta tutte le regole e paga sempre e comunque vedendo le sue libertà sempre più compresse. Basta far pagare i fallimenti politici sulla sicurezza ai cittadini, basta all’approssimazione politica e basta all’annullamento dell’opera delle Forze di Polizia che rischiano la vita in ogni momento.

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L’enigma di Shakespeare

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Probable photograph of William Shakespeare, ci...

Image via Wikipedia

Cortigiano o dissidente? Elisabetta Sala – Ares – 2011 – pp. 464 – € 24,00 scontato 21,60 Shakespeare visse nel secolo d’oro della letteratura inglese, la corrente Whig-protestante ne fece il poeta nazionale britannico e volle vedere nella sua opera l’esaltazione dello status quo. Tale lettura si è però rivelata assai superficiale e non concorda né con le opere, né con quanto sappiamo della vita; tanto più che il sistema elisabettiano è emerso, attraverso gli studi storici più recenti, come un regime totalitario e violentemente oppressivo. Ora, è possibile che un poeta tanto grande fosse il paladino di una dittatura, di cui furono vittime fino al martirio i suoi stessi parenti, amici e vicini di casa? Per la prima volta in Italia, questo volume ripercorre dettagliatamente la biografia e l’opera del Bardo dell’Avon seguendo il filo rosso della sua dissidenza e rivelando gli stretti rapporti che egli ebbe con il mondo sotterraneo del cattolicesimo inglese braccato dalle autorità. Le sue simpatie, a quanto emerge in modo sempre più chiaro, andavano alla minoranza perseguitata e le sue opere cercarono, più o meno cautamente, di dar voce a chi non aveva più il diritto di parlare.

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Diritti umani violati in Siria

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Roma venerdì 10 giugno, alle ore 13, Sit-In manifestazione davanti alla sede dell’Ambasciata di Siria (giardini San Marco – P.za Venezia) per chiedere che tutte le Amina, e tutti gli oppositori vengano liberati e il regime rinunci ad ogni forma di violenza contro i manifestanti.
Il Sit-in manifestazione è promosso dall’Associazione Radicale Certi Diritti, Arcigay, Agedo, Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito, Associazione Lista Lesbica, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, Radicali Roma e Parlamentari Radicali.Non sappiamo con certezza se Amina, la Blogger siriana lesbica rapita da tre sconosciuti armati, esista o no, come alcune notizie internazionali farebbero supporre. Non esistono ancora notizie certe sul fatto che Amina sia una invenzione della rete oppure no. Ciò che sappiamo con certezza è che la Siria, paese dittatoriale, continua in queste ore ad arrestare, torturare ed eliminare i suoi oppositori e manifestanti. Il tutto nel quasi silenzio generale.

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Cedolare secca sugli affitti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Chi può optare per la cedolare secca, quando bisogna scegliere, cosa succede se non si registra il contratto: l’Agenzia delle Entrate, con una circolare emanata il primo giugno, scioglie i dubbi sulla nuova modalità di tassazione delle locazioni di immobili a uso abitativo, recentemente introdotta con il decreto sul federalismo municipale. Si tratta di un sistema di tassazione alternativo a quello ordinario che sostituisce le imposte di registro e di bollo. In linea generale, l’opzione per la cedolare secca consente al locatore di applicare un regime di tassazione agevolato e semplificato. Per il periodo di durata dell’opzione, inoltre, è sospesa per il locatore la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se detta facoltà è prevista nel contratto di locazione. A tal fine, il locatore è tenuto a comunicare preventivamente con lettera raccomandata al conduttore l’intenzione di esercitare l’opzione e la rinuncia all’aggiornamento del canone. L’imposta dovuta nella forma della cedolare secca è determinata con l’applicazione di una aliquota ordinaria del 21 per cento. L’aliquota è ridotta al 19 per cento per i contratti a canone concordato. La “cedolare secca” è riservata alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento di unità immobiliari abitative locate, che non agiscono nell’esercizio di un’attività di impresa, o di arti e professioni.

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Elezioni amministrative

Posted by fidest press agency su martedì, 31 Mag 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani “Pur tenendo presente il carattere antidemocratico anche di queste elezioni, i risultati assumono un indubbio valore di fatto. In assenza di una vera alternativa a questo regime, gli italiani vanno dalla parte che si pensa meno colpevole del degrado del Paese, perché ufficialmente, e televisivamente, meno berlusconiana. Ad essere sconfitti, insieme a Berlusconi, sono oggi il vuoto di riforme liberali dell’attuale Governo commissariato da Tremonti e la propaganda xenofoba della Lega di Bossi e Maroni. A vincere sono le persone – come Pisapia, De Magistris e Zedda – che, con il sistema a doppio turno delle comunali, tornano al centro della politica. Ha ragione Bersani nel chiedere una nuova legge elettorale, ma che sia la riforma fondata sul collegio uninominale maggioritario e non la controriforma proporzionalistica che ci porterebbe dritti a Weimar”.

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Siria: violenze di regime

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Mag 2011

Dichiarazione del senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del Partito Radicale Nonviolento: “Anche per questo fine settimana il regime di Assad ha risposto colla massima violenza alla mobilitazione delle piazze. Non sono note le valutazioni per le quali il  Ministro Frattini e i suoi omologhi europei ritengano le sanzioni capaci di bloccare la carneficina quotidiana che ha fatto in Siria molte più vittime che in Libia. Occorre assumersi le responsabilità e investire il Consiglio di Sicurezza della drammatica situazione che da oltre un mese caratterizza quel paese, Assad e i suoi non son certo meno colpevoli della violazione del diritto umanitario internazionale di Gheddafi, anzi! Tra l’altro le necessarie e urgenti indagini sulle brutali repressioni siriane potrebbero far emergere anche il ruolo iraniano e quello eventuale di Hamas, elementi da sempre intimi col regime di Assad e in queste ore al centro di un possibile ulteriore condono o sdoganamento in virtù del perseguimento dello sciagurato obiettivo dei “due popoli due stati”

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Incentivi per fotovoltaico

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

E’ stato firmato il 5 maggio il decreto interministeriale che disciplina le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il nuovo sistema si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. Il regime di sostegno è assicurato secondo obiettivi indicativi di progressione temporale della potenza installata coerenti con previsioni annuali di spesa I Possono beneficiare delle tariffe incentivanti: le persone fisiche; le persone giuridiche. i soggetti pubblici i condomini di unità immobiliari ovvero di edifici. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relativi sanzioni previste dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il decreto prevede inoltre una serie di strumenti per rafforzare e potenziare la filiera industriale italiana attiva nella produzione di impianti fotovoltaici, quali premialità per le installazioni finalizzate alla sostituzione di amianto per la realizzazione di impianti in aree da bonificare o soggette a recupero ambientale per i moduli su barriere fonoassorbenti.

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