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Regione Lazio, 300mila euro stanziati per i pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

La Regione Lazio ha stanziato 300mila euro a sostegno dei cittadini affetti da patologie oncologiche e in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, con un indicatore ISEE fino a 15.000 euro, con un importo massimo da destinare a ciascun beneficiario pari a 2.000 euro annui. Le 32 associazioni del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” accolgono la notizia con grande soddisfazione: l’istituzione del fondo nasce da un emendamento presentato dal consigliere Loreto Marcelli, membro dell’intergruppo consiliare “Insieme per un impegno contro il cancro” che ha portato in Consiglio Regionale le richieste del gruppo.“Lo stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio per venire incontro alle esigenze e ai bisogni dei pazienti oncologici in difficoltà è una bellissima notizia – commenta Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto – e un nuovo importante traguardo raggiunto dal progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che ha fatto dell’attività capillare a livello regionale uno dei suoi punti di forza, grazie anche al supporto delle istituzioni regionali, che sempre di più ascoltano e accolgono le nostre istanze. Ringraziamo il consigliere Loreto Marcelli per il grande impegno sempre dimostrato nel supportarci e rappresentarci e che ha portato a questo importante successo”.Il lavoro nel Lazio procede ora verso nuovi obiettivi: il prossimo passo riguarda l’implementazione dell’assistenza psiconcologica ai pazienti, altro punto nodale delle attività del progetto.Potranno accedere al contributo economico i residenti nel Lazio affetti da patologie oncologiche che necessitano di trattamenti medici, clinici, di laboratorio, chirurgici e radioterapici presso strutture sanitarie regionali e le cui patologie sono certificate, oppure pazienti in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, che si sottopongono a tipizzazioni tissutali, a trapianti, a controlli periodici, a interventi e ricoveri.

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Regione Lombardia: I camici bianchi dei pentastellati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Provocazione dei consiglieri regionali del M5S Lombardia che si sono presentati in Consiglio regionale con dei camici bianchi per richiamare l’attenzione sull’inchiesta sulla fornitura di dispositivi di protezione per oltre mezzo milione di euro da parte di Dama Spa, l’azienda di cui è titolare Andrea Dini, il cognato e proprietaria del 10 per cento della quote la moglie del governatore Attilio Fontana.Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: “Portiamo in aula con orgoglio i camici infangati dal Presidente della Lombardia Fontana e dalla sua Giunta. Sono il simbolo del sacrificio, del coraggio e della generosità di migliaia di medici, infermieri e del personale sanitario tutto che lottato in prima linea contro Coronavirus, salvando vite umane e alleviando le sofferenze di chi purtroppo è venuto a mancare.Da una parte la Lombardia che ha lavorato, che ha fatto tutto il possibile per il bene dei malati e per la comunità, dall’altra chi avrebbe invece avuto il dovere di gestire l’emergenza ma, stando a quanto sembrerebbe emergere dalle notizie che filtrano in questi giorni, era intento a pensare a tutt’altro.Di questo Fontana e la sua Giunta devono riferire e chiarire ogni aspetto in aula, davanti a consiglieri e cittadini, anche sulla base della richiesta formale che abbiamo presentato.Fontana ci dica se è in grado di andare avanti, garantendo alla Lombardia il governo che merita, e se il suo assessore al Welfare abbia o meno ancora la sua fiducia. Chiediamo anche che i vertici della centrale acquisti regionale ARIA vengano in Commissione a riferire di quanto accaduto nella catena di comando. La nostra protesta vuole sottolineare ancora una volta lo stato d’animo dei cittadini lombardi che faticosamente stanno provando a ripartire, a riaprire il proprio negozio, a tornare al proprio lavoro e alla proprie abitudini.Cittadini stanchi dell’ennesimo teatrino indegno di questa amministrazione capace solo di rinnegare i propri errori. Alla Magistratura va il nostro incondizionato sostengo e il dovere di andare fino in fondo”.

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I saggi della Regione Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“Anche Maroni aveva i suoi saggi e si è visto come è andata a finire. Con le nomine politiche tutto si trasforma in farsa. Un comitato di esperti che affianca la politica poteva essere condivisibile come metodo, ma per funzionare doveva essere assolutamente indipendente e coinvolgere tutte le professionalità nel settore. Proprio per questo, avevamo chiesto l’istituzione di un comitato tecnico consultivo per la riforma della sanità, con un ordine del giorno proposto al Consiglio regionale. Andava previsto il coinvolgimento di tutte le parti: dagli ordini professionali coinvolti, all’università fino alla società civile. Il centro destra non l’ha voluto nemmeno discutere.
Basta chiedere all’uomo della strada per sapere che per migliorare la sanità lombarda occorre potenziare quella pubblica. Non vorrei che questo comitato di soccorso alla Giunta Fontana continuasse sulla strada tracciata da Formigoni privilegiando la sanità privata a discapito di quella pubblica per interessi di bottega. La riforma deve avere al primo punto il potenziamento della sanità pubblica lombarda. È ora di finirla di considerare la nostra salute un business”, così Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la presentazione del “Comitato dei saggi per l’evoluzione del sistema sanitario lombardo”.

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Assicurare sostegno continuo ai siriani e alla regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Bruxelles. Gli alti rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, lo sviluppo e i rifugiati hanno chiesto di assicurare solidarietà ai Paesi che accolgono numeri record di rifugiati e sostegno continuo ai programmi ONU volti a salvare vite umane, proteggere famiglie vulnerabili, sviluppare capacità di resilienza in Siria e nella regione, e perseguire soluzioni durature per porre fine alle sofferenze dei civili. Ulteriore urgenza è conferita all’appello dall’impatto devastante del COVID-19 sulle economie, che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione.È previsto che i governi e altri donatori si assumeranno impegni a supporto di un appello da 3,8 miliardi di dollari destinati a finanziare il lavoro umanitario delle Nazioni Unite e dei partner in Siria e di un piano regionale da 6,04 miliardi di dollari per la crisi di rifugiati e la resilienza da implementare nei Paesi limitrofi. Attualmente, i due piani sono finanziati rispettivamente al 30 e al 19 per cento. In Siria, oltre 11 milioni di persone hanno bisogno di aiuti e protezione. Sebbene, nel complesso, le ostilità siano diminuite, persistono tensioni e recrudescenze di violenze nel nordovest, nordest e al sud, tra cui la ripresa di aggressioni a opera di gruppi affiliati allo Stato Islamico.“La prosecuzione del conflitto in Siria corrisponde quasi alla durata della Prima e della Seconda Guerra Mondiale combinate”, ha dichiarato Mark Lowcock, Coordinatore dei Soccorsi d’Emergenza (OCHA). “Un’intera generazione di bambini non ha conosciuto altro che avversità, distruzione e privazioni. Quasi 2,5 milioni di bambini non frequentano la scuola. L’economia è disastrata, milioni di persone sono sfollati, e un numero crescente ridotti alla fame. Domani, la comunità internazionale ha l’opportunità di intervenire. Sottoscrizioni generose, erogate in tempi rapidi, possono aiutare le Nazioni Unite e le ONG umanitarie a restare operative in Siria e assicurare alle persone ciò di cui hanno urgente necessità: cibo, alloggi, servizi medici e protezione”.La metà di quella che era la popolazione nel periodo prebellico – oltre 13,2 milioni di persone – continua a risultare sfollata all’interno o al di fuori del Paese. Si tratta della crisi di più vaste dimensioni su scala mondiale, con 6,6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il mondo. La stragrande maggioranza – oltre 5,5 milioni – vive in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.Dopo quasi un decennio in cui hanno assicurato accoglienza ad una delle popolazioni più vulnerabili al mondo, i governi dei Paesi coinvolti ora faticano a sostenere la continuità dei servizi a beneficio dei rifugiati. La situazione è aggravata dal disastroso impatto socioeconomico provocato dalla diffusione del COVID-19. Dati recenti rivelano nette recessioni economiche e l’impoverimento vertiginoso dei Paesi di accoglienza. Sono necessari sforzi vigorosi per sostenere le persone più vulnerabili e preservare la stabilità.Milioni di rifugiati hanno perso i propri mezzi di sostentamento, si stanno indebitando e sono sempre più nelle condizioni di non poter soddisfare le esigenze di base. Sono aumentati i rischi che si manifestino casi di lavoro minorile, violenza di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.“La crisi innescata dal COVID-19 ha prodotto un impatto immediato e devastante sui mezzi di sussistenza di milioni di rifugiati siriani e comunità di accoglienza della regione”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “I più vulnerabili – tra cui milioni di rifugiati – hanno perduto il proprio reddito, già misero e precario. Si tratta di persone che stanno inesorabilmente sprofondando nella povertà e nei debiti. La comunità internazionale deve essere unita e offrire sostegno continuo e strutturato ai rifugiati siriani e ai Paesi e alle comunità della regione che li hanno accolti con generosità per anni”.I Paesi vicini hanno continuato a ribadire il proprio impegno ad accogliere rifugiati, ma è necessario che la comunità internazionale assicuri con urgenza un supporto vigoroso e condivisione di responsabilità. In assenza di tali misure, i risultati conseguiti duramente nell’arco degli anni scorsi rischiano di andare persi, provocando conseguenze potenzialmente disastrose sul piano umano e su quello politico.
“La crisi economica si abbatte su una regione già allo stremo, arrestandone completamente lo sviluppo ed esercitando una pressione insostenibile su governi e comunità che accolgono rifugiati”, ha dichiarato Achim Steiner, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). “Milioni di persone che solo pochi mesi fa lottavano per non cadere in povertà, ora hanno perso tutti i propri mezzi di sussistenza. Come comunità internazionale, è nostro dovere inviare un forte segnale di solidarietà incrementando il sostegno a favore dei Paesi confinanti che accolgono rifugiati dalla Siria.”
Ad oggi, nel 2020, l’ONU e i partner operativi in Siria hanno assicurato assistenza a una media di 6,2 milioni di persone al mese, distribuendo aiuti alimentari salvavita per 4,5 milioni di persone in tutti e 14 i governatorati.
In Siria e nella regione, visto l’incremento delle esigenze derivante dalla crisi innescata dalla pandemia, i partner hanno intensificato gli interventi. Oltre ad assicurare complessive attività di protezione, assistenza umanitaria e supporto per sviluppare resilienza a favore di milioni di persone, i piani delle Nazioni Unite includono anche l’implementazione di specifiche misure anti COVID-19 volte a rispondere alle esigenze più pressanti. Alla conferenza di Bruxelles dell’anno scorso, la comunità internazionale ha impegnato finanziamenti per un totale di 7 miliardi di dollari destinati a sostenere le attività umanitarie, per la resilienza e lo sviluppo nell’arco del 2019. Tutte le sottoscrizioni sono state onorate per intero, e, nel corso dell’anno, i donatori hanno inoltre offerto finanziamenti supplementari.

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“Nessun miracolo! La Regione Lombardia paga gli infermieri con i soldi che già doveva loro”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

«Hanno voluto evitare di finire sommersi da un mare di polemiche. Hanno compreso che la strada intrapresa, dimezzando il premio per il personale sanitario, avrebbe scatenato un vero e proprio putiferio. Era come camminare a piedi nudi in un percorso pieno zeppo di rovi. E noi come sindacato siamo ben felici, esordisce il Presidente del Nursing Up Antonio De Palma, di non aver firmato né il primo, né questo secondo accordo “toppa”. Se vogliamo, la soddisfazione sta nel fatto che le nostre battaglie, e i fatti lo dicono chiaro, hanno contributo in questi mesi a indurre i politici di turno ad immediati dietro front. Penso ad esempio alla questione dei tagli del personale docente infermieristico, quando il Ministro Manfredi tornò immediatamente sui suoi passi. Ma quanto accaduto in seno alla Regione Lombardia, nel pomeriggio di venerdì, con lo stanziamento di fondi supplementari, fino a toccare un benefit, ricordo una tantum, per infermieri e medici, che sfiora i 1000 euro dai 600 iniziali previsti, non deve far assolutamente gridare al miracolo!», sbotta il leader del Sindacato Infermieri Italiani.
«Da dove arrivano questi soldi? Li hanno forse tirati fuori dal cappello a cilindro per magia, come provetti prestigiatori? Ahimè di giochi di prestigio si tratta, ma tristi e con poca sostanza. Il denaro extra che gli infermieri lombardi protagonisti della lotta al covid si ritroveranno in busta paga faceva già parte di risorse assegnate dal Governo per la spesa del personale, da impiegare nei prossimi mesi dell’anno 2020.
I soldi, continua sarcastico De Palma, non crescono nel “campo dei miracoli”. Ma i personaggi di questa triste favola somigliano però a tanti Pinocchio: e le bugie hanno le gambe corte. I 31,6 milioni di euro extra che saranno elargiti, tolte le tasse, arrivano dal famoso Dl Rilancio, ve lo ricordate vero? Ecco che torna d’attualità: basta leggere l’articolo 2, comma 10 e, conseguentemente, l’articolo 2, comma 6), lett a) del D.L. 18/2020. Ricorderei a questa gente, e anche a chi vuol far credere che sono state individuate risorse aggiuntive per rimediare, rispetto ai fatti che noi ci siamo precipitati a denunciare, che invece si tratta di soldi dei quali il Governo aveva già autorizzato la disponibilità in favore delle Regioni, e che quindi queste avevano già nella loro disponibilità per l’anno 2020 come aumento di spese del personale, peraltro destinate anche ai fondi contrattuali per le condizioni di lavoro e incarichi del personale del comparto sanità, che ora , pertanto, non potranno utilizzare le risorse che sono servite per costruire questa “toppa” . Nulla di aggiuntivo, se non questo. Non ci può che far piacere che gli infermieri che hanno lottato più di altri contro la pandemia abbiamo questi 900-1000 euro che fanno comodo alle loro famiglie. Ma continuiamo a ripeterlo, i premi una tantum non ci bastano. E soprattutto non ci strappiamo i capelli quando appare palese che veniamo pagati con soldi che già ci erano stati destinati», conclude De Palma.

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Regione Sicilia: «Pieni poteri a Musumeci? Siamo al delirio istituzionale»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

«Le Imprese e i lavoratori siciliani hanno bisogno di investimenti, di velocizzare e sburocratizzare le pratiche e le procedure per creare sviluppo e lavoro e non di attacchi alle regole fondamentali della democrazia e di uomini soli al comando»A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.
«I pieni poteri – continua Zappulla – al presidente della giunta regionale, pretesi in caso di emergenza sostitutivi delle competenze e prerogative dei Comuni e dei sindaci, sono un atto volgare e tutto ideologico di violazione degli elementari equilibri democratici. Le ultime vicende giudiziarie, che hanno coinvolto il sistema degli appalti nella sanità e la gestione dei rifiuti, stanno semmai a dimostrare che in Sicilia c’è più bisogno di regole trasparenti e di tenere ancora più alta l’asticella della legalità e della vigilanza democratica». «Le forze politiche, economiche e sociali – conclude Zappulla – che hanno a cuore gli interessi e i diritti dei siciliani chiedano con forza che quel disegno di legge venga ritirato».

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Lazio: Le mascherine “fantasma” e problemi epidemiologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Noi non muoviamo accuse tanto per criticare, capiamo le difficoltà che ci sono state, ma non crediamo che il contenimento dell’epidemia nel Lazio sia merito della maggioranza, piuttosto è dovuto al provvedimento nazionale di fermo delle attività e divieto degli spostamenti.Il problema del Lazio è il doppio ruolo di Zingaretti: non può lamentarsi dei ritardi del governo sull’erogazione della CIG, essendo segretario del principale partito della coalizione.Illogico anche il comportamento dei consiglieri della sua maggioranza che muovono critiche ai provvedimenti dell’esecutivo quando avrebbero dovuto dedicarsi a sciogliere quei nodi burocratici che rallentano i tempi di accesso agli strumenti di sostegno economico per chi è in difficoltà.Sul caso mascherine nulla ha funzionato, come implicitamente ammesso anche da Zingaretti. Molti esponenti di maggioranza si sono lamentati dei ritardi e delle insufficienti distribuzioni di mascherine ai sanitari. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo giustificare l’affidamento di una commessa da 35milioni di euro ad una società che ha 10.000 euro di capitale .Solo Fdi ha chiesto di affrontare il caso, la maggioranza non ha voluto parlarne né in Commissione Protezione Civile, né davanti al Comitato di Controllo Contabile, ma abbiamo continuato la battaglia per la trasparenza ed i fatti ci hanno dato ragione. I responsabili sono facilmente individuabili e se hanno infranto la legge dovranno essere rimossi dall’incarico. Sul fronte economico la Regione Lazio non può essere penalizzata dal doppio incarico di Zingaretti. Mancano poche ore al 18 Maggio, se il governo non si muove la Regione deve fare pressione su Conte affinché si decida ad emanare le indicazioni sulla riapertura alle aziende, altrimenti rischiamo che i cittadini si sentano presi in giro .Basta proclami con cifre sballate,come il provvedimento di 23ml di euro per il contributo affitti di negozi e laboratori che non è stato più varato. Noi abbiamo presentato proposte concrete, non ci è stato neanche risposto. In questa fase di sospensione della democrazia era indispensabile maggiore disponibilità al confronto. Troppi provvedimenti sono stati calati dall’alto senza discussione. In questa complessa e drammatica congiuntura è stato un errore sottrarsi dai consigli e dalle commissioni. Ci interessano battaglie nel merito delle questioni e per l’interesse dei cittadini, non per interesse di parte.” Così nel suo secondo intervento Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Le regioni che vogliono accelerare sulle riaperture

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Roma – “Francamente resto sorpresa quando leggo le dichiarazioni di qualche Presidente di Regione che vuole accelerare sulle riaperture, come se tutto fosse passato. Dimenticandosi i numeri drammatici, soprattutto nella sua regione, in termini di contagiati e morti. Questo balletto di dichiarazioni, a giorni alterni, tra aperture e chiusure, non aiuta proprio.
Mettendo, con una decisione coraggiosa, in lockdown l’intero Paese abbiamo salvato il centro-sud da una tragedia ed abbiamo aiutato tutte le regioni del nord, a partire dalla Lombardia, a contenere il contagio. Responsabilità di chi Governa è assumere le decisioni non seguendo le onde emotive ma adottando misure sulla base dei dati tecnico-scientifici. La politica decide, e lo stiamo facendo, ma tenendo conto di tutti gli elementi in campo.
Se non torniamo alla normalità con gradualità, con riaperture a tappe, partendo da quei settori dove si presentano meno rischi e probabilità di contagio, il rischio è di incorrere in un nuovo aumento dei casi. E nessuno ci perdonerebbe un nuovo lockdown, o meglio il Paese rischierebbe di non reggerlo proprio.
Adesso serve responsabilità, da parte di tutti. Maggioranza e opposizione, per evitare le continue polemiche che destabilizzano una situazione già difficile sotto l’aspetto emotivo. Andrebbero cavalcati di meno gli umori, anche quelli della rete, concentrando le energie sulle azioni necessarie per risolvere i problemi. Dispiace che questo atteggiamento, poco costruttivo, sia tenuto anche da chi, negli anni, ha avuto importanti responsabilità di Governo.
Stiamo stanziando tutte le risorse necessarie, accompagnando questa fase di riapertura con provvedimenti in termini di liquidità, sostegno alle imprese, internazionalizzazione, provvedimenti per il sostegno al reddito e alla famiglia. Qualcuno dice che dovevamo fare di più? Parto dal presupposto che si può sempre fare di meglio, ma in poche settimane abbiamo messo in campo misure che equivalgono ad almeno tre leggi di bilancio degli ultimi anni. E non ci stiamo fermando, perché tutto verrà accompagnato da un piano straordinario per lo sblocco degli investimenti, la semplificazione e la sburocratizzazione”. Così, in un post Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Udir chiede che venga data priorità ai trasferimenti dei presidi assunti fuori dalla loro regione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

L’emendamento al Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22, proposto dal sindacato dei presidi UDIR si pone l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale dei vincitori del concorso 2017, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni assegnati fuori della propria regione, al fine di facilitarne il rientro a fronte di nuovi posti resi vacantiMarcello Pacifico (presidente nazionale Udir): “Chiediamo alla politica di farsi carico del disagio dei tanti dd.ss. assunti fuori dalla loro regione e che vivono difficoltà esistenziali ed economiche derivanti dalla loro attuale condizione, con l’aggravante di non avere alcuna prospettiva di un rientro a casa in tempi ragionevoli. Le norme sulla mobilità sono necessarie rispetto al contratto firmato dalle sigle sindacali, perché rispondono a una esigenza straordinaria che ha visto limitata la libertà personale e l’assunzione su graduatoria nazionale di migliaia di nuovi presidi, spesso lontani da casa e limitati negli spostamenti a causa del Covid-19”. Al Senato: il ds Vito Lo Scrudato, presidente regionale della Sicilia, ha illustrato le dieci proposte di modifica. Oltre alla proposta di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione, gli altri nove emendamenti proposti riguardano esigenze sorte in questo stato di emergenza sanitaria, in particolare la didattica a distanza e la volontà di riaffermare il ruolo, il significato e la piena praticabilità dell’autonomia scolastica.

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Riaprire ospedali militari chiusi dalla Regione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

I dati ufficiali sulla diffusione del coronavirus sono più preoccupanti di quanto realmente percepito dall’opinione pubblica.L’indice di stress, ossia il punto di non ritorno, cui è sottoposto il sistema sanitario nelle Marche è il più alto tra le regioni italiane, secondo solo alla Lombardia. La provincia di Pesaro risulta essere, in relazione al numero di abitanti, al quinto posto tra le province più endemiche d’Italia e risulta purtroppo essere, in relazione alla popolazione regionale, la prima per diffusione del contagio, con la città di Pesaro gravemente colpita. È quanto dichiara il Responabile Nazionale delle Autonomie Locali di FdI che è anche Vicepresidente Nazionale dell’Anci, Francesco Baldelli. Il punto di tenuta del sistema sanitario marchigiano è a un passo dal collasso, per questo non posso essere rimandate scelte essenziali. Se saltasse il sistema, sarebbe in pericolo l’assistenza sanitaria dell’intera regione. Il problema non è dunque solo più medico, visto che gli operatori sanitari si stanno prodigando senza sosta, ma è divenuto politico.Di fronte a tale situazione sono necessarie scelte risolute per evitare il collasso del sistema sanitario e ospedaliero marchigiano. Le poche indicazioni di riorganizzazione del sistema e la limitata previsione di posti letto aggiuntivi decisi da Ceriscioli sono solo un pannicello caldo insufficiente ad affrontare la pesantissima situazione che stanno vivendo i marchigiani, in particolare, i pesaresi.Situazione che non può essere più gestita da chi non ha saputo adottare le necessarie precauzioni per combattere la diffusione del Covid19 e che non è stato in grado di arginare le irresponsabili iniziative di quei sindaci che, nel pieno dell’emergenza sanitaria, invitavano i cittadini, come accaduto a Pesaro, a scendere in piazza “per riaccendere la città”.Atti di irresponsabilità, i cui effetti hanno avuto una pesantissima ricaduta prima su Pesaro, poi sull’intera provincia. A ciò si è aggiunto, in questi giorni, il completo immobilismo di altri sindaci che nulla fanno per contenere il rischio di contagio all’interno delle proprie comunità.In questi casi, il Ministero degli Interni dovrebbe nominare commissari ad acta per la gestione dell’emergenza – continua Baldelli -, a Pesaro come in quei comuni dove si è sottovalutata e si continua a sottovalutare la situazione. Soprattutto in territori dove i sanitari attendono ancora il picco dell’epidemia.
Stessa misura va adottata nei confronti del governatore Ceriscioli, che va affiancato da un commissario. Lui, che è assessore alla sanità, si è visto sfuggire di mano la situazione. Prima la scelta di trasferire pazienti da un ospedale all’altro, aumentando il rischio di diffusione del virus nelle diverse strutture e in pazienti non affetti, poi la retromarcia con l’individuazione di ospedali no-Covid. Una soluzione che ora non riesce ad attuare come si apprende dalla stampa che racconta di malati di coronavirus che dormono ammassati negli ospedali no-covid tra i pazienti e come sottolineano gli stessi operatori sanitari che denunciano: “mancano disposizioni imperative e posti letto”. È quindi necessario correggere il piano sanitario e prevedere immediatamente il potenziamento degli ospedali depotenziati e la riapertura di quelli chiusi, non in via temporanea ma stabile, anche per patologie non legate al covid19, dalle terapie oncologiche alla dialisi, richiedendo, in questo momento, l’impiego del servizio sanitario militare.

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Rafforzare i rapporti tra la Regione siciliana e i siciliani all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Ieri, in New Jersey, con la Federazione siciliana, invitata da Sarah Salamone e Marco Cangialosi per accogliere il Presidente Musumeci in visita nella Tri-State Area per promuovere legami culturali ed economici tra la bella terra di Sicilia e quella zona degli USA mettendo al centro la Comunità siciliana emigrata. Veramente una bella Comunità che la Federazione aiuta a mantenere in contatto con le origini! Presenti all’incontro il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, il Governatore del New Jersey ed altri esponenti politici americani. Nel mio intervento ho espresso la mia gratitudine, da siciliana, al Presidente Musumeci per la sua “disponibilità e dedizione a tutti i siciliani in Sicilia ma anche a tutti noi che viviamo in giro per il mondo!”Sono particolarmente contenta che ci sia un Presidente di Regione che finalmente dica che la Sicilia, in questo momento, ha bisogno di noi che siamo all’estero, e che il contributo dei siciliani all’estero è importante! Ecco, questo significa fare sistema e far entrare l’emigrazione nel pieno delle politiche attive per lo sviluppo locale promuovendo scambi culturali e commerciali.Infatti, sempre nel mio intervento, ho rinnovato il mio apprezzamento all’opera svolta dal Governo regionale di Musumeci “che già da tempo lavora in sintonia con gli Stati Uniti – ed il protocollo d’intesa con l’università di Pittsburgh ne è un esempio – affinché i rapporti diplomatici, gli scambi economici e tecnologici possano essere sempre più solidi e proficui”. Dopo l’incontro in New Jersey ci siamo trasferiti a New York, nel Queens, per assistere all’importante manifestazione culturale, la 25esima edizione, denominata Festival of Song USA, ideata dalla compianta Silvana Romania ed oggi portata avanti dalla bravissima Maria Romania e condotta da Joseph Cirnigliaro.In tale contesto il canto ha dato ragione della bellezza della lingua italiana e del patrimonio culturale ad essa connesso”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Scuola: Stipendi più alti per chi si trasferisce di regione

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

“Dare la possibilità a chi si trasferisce in altra regione di vivere dignitosamente”: lo ha chiesto il ministro dell’Istruzione durante un dibattito sulla mobilità dei docenti. L’obiettivo del titolare del Miur, Lorenzo Fioramonti, è quello di “creare condizioni tali per cui i docenti possano essere pagati in maniera dignitosa: abbiamo gli insegnanti meno pagati d’Europa, l’ha detto anche l’Unione europea, è inaccettabile. Dobbiamo cominciare a dare la possibilità a chi si trasferisce in un’altra regione volontariamente di poter essere pagato in modo dignitoso e poter vivere lì”. Il problema è che lo stipendio di chi insegna in Italia, come certificato di recente dall’Aran, è talmente ridotto ai minimi termini che anche il costo della vita lo ha sovrastato: addirittura di 12-14 punti di inflazione certificata negli ultimi dieci anni rispetto ai compensi mensili. Un ritardo che è stato quantificato in oltre mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni. Mentre nello stesso periodo in altri Paesi “vicini” all’Italia, come la Germania e la Francia, gli stipendi dei docenti sono invece saliti. Così, i colleghi tedeschi arrivano a percepire compensi quasi doppi, mentre il salario medio annuo dei docenti francesi supera ormai gli 8 mila euro. Marcello Pacifico (Anief): “Solo una volta che si sarà annullato il gap rispetto all’inflazione si potrà finalmente cominciare a parlare di avvicinamento agli stipendi europei. Come Anief, abbiamo indicato la strada per iniziare: bisogna recuperare i soldi tagliati alla scuola dalla Legge 133/2008. Da questa operazione si produrrebbero aumenti di almeno 200 euro medi a dipendente. Considerando i 40 euro già stanziati dall’esecutivo precedente e i 100 euro che il ministro Fioramonti ha chiesto al Governo M5S-Pd, come segnale iniziale per l’adeguamento degli stipendi, si arriverebbe a 340 euro lordi d’incremento. Da assegnare a tutti i docenti senza trascurare il personale amministrativo ed educativo. Una quota ulteriore andrebbe poi a chi è costretto a spostarsi, prevedendo una quota crescente con l’aumentare dei chilometri di distanza dalla terra d’origine e dagli affetti”.Secondo il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, giustamente, molti insegnanti “restano nella propria regione di appartenenza dove non ci sono posti, vanno fuori, ma non possono permettersi di vivere lì, quindi devono costantemente fare i pendolari. Noi dobbiamo investire in quello che fa bene a una società. L’economia ha bisogno di formazione, di investimenti di base, queste sono le cose che fanno crescere l’economia”. Il sindacato ritiene positiva la posizione del ministro dell’Istruzione: un insegnante costretto a cambiare provincia o regione non può affrontare spese aggiuntive per trasporti, affitti, utenze e quant’altro, con uno stipendio bloccato per anni a 1.300 euro al mese. È una somma fortemente insufficiente per assolvere al carico di spese ulteriori che il docente è costretto ad affrontare. “Gli aumenti medi del 3,48% a regime approvati con il rinnovo di contratto di un anno e mezzo fa – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – hanno prodotto incrementi ‘miserevoli’ e arretrati insignificanti, lasciando il costo dalla vita superiore al 10% rispetto agli stipendi di chi insegna nel nostro Paese. E il futuro non è roseo. Perché il Governo precedente, composto da M5S e Lega, non è andato oltre a 40 euro lordi di incremento medio in tre anni. Si tratta di una somma davvero insufficiente: per ottenere l’allineamento all’inflazione, occorrerebbe almeno il triplo di quanto è stato inserito nell’ultima Legge di Bilancio”. In attesa di vedere prodotti i risultati di questa nuova politica, Anief consiglia di ricorrere al giudice per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018 mai corrisposta, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre di tre anni fa.

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“Strategie contro mafie e corruzione in Europa e in Regione”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Parma Giovedì 26 settembre, dalle ore 9.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12), si terrà l’evento formativo “Strategie contro mafie e corruzione in Europa e in Regione”, organizzato dall’Università di Parma, dall’Associazione culturale antimafia Cortocircuito e dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.I saluti introduttivi saranno portati da Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, e da Monica Cocconi, delegata del Rettore per l’Anticorruzione e la trasparenza. Interverranno, dialogando con studenti e neolaureati, Giovanni Kessler, magistrato che lavora presso la Commissione Europea a Bruxelles e già direttore dell’Ufficio europeo antifrode, Elisabetta Pugliese, magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, e Leonardo Draghetti, Direttore Generale dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Interverrà e condurrà l’incontro Elia Minari, autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, edito da Rizzoli con la prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia. Le inchieste di Elia Minari sono state citate nel maxi-processo “Aemilia” e in cinque indagini della magistratura sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel Nord Italia.Nel corso dell’incontro la Delegata del Rettore Monica Cocconi presenterà l’Osservatorio Permanente Legalità sui fenomeni mafiosi e corruttivi, promosso dall’Università di Parma insieme all’Associazione culturale antimafia Cortocircuito, in collaborazione con altre istituzioni.
L’incontro è aperto a tutti gli studenti e ai neolaureati, di ogni corso di laurea. Per partecipare occorre inviare una e-mail con nome, cognome e corso di studio all’indirizzo mail formazione.antimafia@gmail.com. A tutti i presenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione è gratuita, i posti sono limitati.
Nella stessa giornata di giovedì 26 settembre, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, sempre nell’Aula Magna dell’Università, si terrà un altro evento formativo: un laboratorio interattivo, intitolato “Strategie informatiche e telematiche per prevenire e contrastare criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio”. L’iniziativa pomeridiana sarà coordinata da Elia Minari e interverrà Maurizio Ricciardelli, responsabile del Servizio Affari legislativi e aiuti di Stato della Regione Emilia-Romagna. È possibile partecipare solo al seminario formativo della mattina o solo al laboratorio interattivo del pomeriggio oppure a entrambe le iniziative. Per altre informazioni: http://www.cortocircuito.re.it. L’evento è la seconda giornata formativa del corso di formazione “Prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata”, aperto anche a chi non è iscritto al corso.
Il progetto è realizzato dall’Università di Parma insieme all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e all’Associazione culturale antimafia Cortocircuito. Il progetto offre anche l’opportunità di partecipare a quattro giornate formative gratuite a Bruxelles e L’Aja sul contrasto a mafie e corruzione che si terranno dall’11 al 14 novembre 2019. Per informazioni e per partecipare gratuitamente, visitare il link http://www.cortocircuito.re.it/formazione-antimafia-europea.

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Trasformazione digitale per le piccole e medie imprese delle regioni dell’arco alpino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Con la regia di HIT-Hub Innovazione Trentino e la collaborazione del Digital Innovation Hub Trentino Alto-Adige e della Région Auvergne-Rhône-Alpes, la giornata di lavori dell’Alpine Forum on Smart Industry del 12 settembre si propone di dare una risposta a questa domanda.
“Il Forum porta all’attenzione tematiche di specifico interesse per imprese e intermediari dell’innovazione dell’area alpina, riferendosi alla montagna anche come luogo dove fare impresa e innovazione. Le tecnologie digitali offrono un contributo determinante per far crescere le piccole imprese anche se insediate in aree remote del territorio, per rendere efficienti i processi produttivi, per facilitare il loro inserimento in filiere produttive evolute” spiega Luca Mion, Responsabile innovazione e trasferimento tecnologico di HIT, ente promotore dell’evento.Perché il rilancio della montagna e della sua economia passano anche dall’innovazione delle sue imprese.
L’obiettivo di EUSALP è quello di promuovere la cooperazione tra le regioni dell’arco alpino e l’implementazione della strategia europea è affidata a 9 Gruppi d’Azione che operano su diversi obiettivi strategici. La Provincia autonoma di Trento è attiva in 8 gruppi di azione e Hub Innovazione Trentino rappresenta il Trentino nel Gruppo d’Azione 2 che, nel quadro del primo obiettivo strategico dedicato a “Crescita economica e Innovazione”, ha come obiettivo la crescita del potenziale economico dei settori strategici, con particolare attenzione alle opportunità per le PMI.

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Scuola – Mobilità: ogni anno solo il 2% dei docenti cambia regione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Negli ultimi quattro anni si sono spostati lungo la penisola 342.374 insegnanti; di questi, 57.580 sono andati in un’altra regione. Vale a dire il 16,8% per cento. Se si eccettua il 2016/17, quando il deflusso è stato maxi per effetto della mobilità obbligatoria prevista per tutti gli assunti della Buona Scuola, ogni volta ha cambiato scuola il 10% del corpo docente. A scriverlo è oggi Il Sole 24 Ore, che ha realizzato anche un approfondimento sull’ultimo biennio: qualche giorno fa, il Miur, con effetto 1° settembre 2019, ha accolto 63.997 domande di docenti sulle 115.534 complessive presentate, pari al 55%; l’anno prima le richieste accolte erano state 58mila su 129mila (il 45%). Inoltre, è un dato oggettivo, riportato anche dall’Invalsi, che i trasferimenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”.
Secondo Anief, i dati pubblicati oggi dal primo quotidiano economico nazionale possono essere interpretati in molti modi, ma quello che fa scalpore è senza dubbio quel 16,8% di trasferimenti realizzati fuori regione. “Significa – commenta il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico – che solo un docente su sei di quelli che fanno domanda di trasferimento cambia sede di servizio spostandosi di centinaia di chilometri. Se a questo aggiungiamo che il 90% dei docenti non si muove, si scopre che è un falso mito quello che vorrebbe lo spostamento, ogni anno, di tantissimi insegnanti da Nord verso Sud”.
Tra l’altro, sempre Il Sole 24 Ore ha fatto notare che gli spostamenti non comportano alcun “impatto negativo sugli apprendimenti degli studenti”. Secondo Annamaria Ajello, presidente dell’Invalsi, “basta guardare i risultati degli scorsi anni per confermare la tendenza: gli studenti delle regioni del Nord ottengono, mediamente, punteggi più elevati in italiano e matematica, nonostante l’andirivieni citato prima di docenti soprattutto del Sud. «La loro presenza temporanea – commenta Ajello – non determina alcun effetto negativo nel rendimento degli studenti, tanto che gli studenti settentrionali continuano a registrare i migliori risultati alle prove Invalsi. Ciò vuol dire che “il contesto”, complessivamente inteso, esercita un’influenza positiva tanto da far sì che il docente meridionale contribuisca efficacemente ai buoni risultati di quegli studenti. Per il Mezzogiorno il discorso si ribalta”. Perché, “l’impegno dei docenti, per quanto intenso, non riesce a compensare l’influenza negativa delle variabili non didattiche”. A proposito di contesto e di politiche nazionali dell’istruzione in tempo di autonomia.

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La Regione cerca partner per progettare corsi di formazione civico-linguistica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

La Regione Piemonte ha aperto le selezioni per individuare un partner per la co-progettazione e, in caso di approvazione ministeriale, la realizzazione del Piano Petrarca 6, per la costruzione di percorsi di formazione civico linguistica rivolti a cittadini di Paesi Terzi che vivono regolarmente sul territorio regionale.Possono partecipare all’avviso regionale gli enti privati indicati nell’avviso ministeriale.
I candidati selezionati dovranno lavorare insieme agli uffici regionali per presentare il progetto al Ministero entro il 3 settembre 2018. In caso di approvazione saranno chiamati alla realizzazione dei servizi complementari (babysitting, mediazione interculturale, tutoraggio). A fronte di particolari necessità organizzative, logistiche o territoriali, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, potranno essere chiamati a svolgere delle azioni formative. A tal fine i candidati dovranno dimostrare di essere qualificati nella didattica dell’italiano L2, di operare in collaborazione coi Cpia, di avvalersi di docenti in possesso dei titoli richiesti per l’insegnamento.L’importo per la realizzazione complessiva del Piano regionale è di circa 2,5 milioni di euro. Le attività progettuali prenderanno avvio dalla comunicazione da parte del Ministero dell’Interno e si concluderanno il 31/12/2021. Per partecipare al bando si può presentare domanda, redatta secondo le modalità indicate nel bando. Questa dovrà essere inviata esclusivamente via Pec al seguente indirizzo: famigliaediritti@cert.regione.piemonte.it entro le ore 12 del 21/08/2018. Nell’oggetto dovrà essere indicata la scritta: Avviso Fami – “Petrarca 6”“Il periodo non è dei più felici, ma siamo costretti dai tempi progettuali del bando a cui dobbiamo rispondere”, spiega l’assessora regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti.
http://www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/

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Lazio: mozione di sfiducia a Zingaretti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Roma “Detto fatto: il primo atto di Fratelli d’Italia nella Regione Lazio è stato quello di protocollare e depositare la mozione di sfiducia al Presidente Nicola Zingaretti. Non si capisce infatti come un Zingaretti bis, che non ha nemmeno i numeri per governare, possa essere in grado di fare fronte alle emergenze della nostra regione. Ci auguriamo di trovare la piena disponibilità da parte di tutte quelle forze che hanno a cuore il bene del Lazio, perché la nostra regione ha bisogno di risposte immediate che questa nuova consiliatura non è evidentemente in grado di dare”.

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Lombardia: al via la campagna elettorale del M5S

Posted by fidest press agency su sabato, 23 dicembre 2017

regione lombardiaSi è avviata ufficialmente la campagna elettorale regionale del M5S Lombardia per il candidato Presidente Dario Violi con lo slogan “Lombardia: più di una regione”.Nel corso di una video-conferenza di presentazione il candidato dei 5 Stelle ha presentato il Programma elettorale del M5S , confrontandolo con il programma elettorale del centro-destra e mostrando polemicamente un fascicoletto di fogli bianchi, e, per il centro-sinistra un volumetto vuoto con una fotografia dell’ex Presidente della Lombardia Roberto Formigoni e il logo “Formigori”.Per Violi, “il M5S è l’unica forza politica in campo alle prossime elezioni regionali ad avere già un programma, che ha elaborato grazie alla collaborazione diretta con i cittadini sui territori. Siamo gli unici, a due mesi dalle elezioni, ad avere le idee chiare per rilanciare la Lombardia, che è più di una Regione e non può essere governata come l’ultima delle province”. Il rilancio della Lombardia è il cuore del programma elettorale e della campagna, che toccherà nelle prossime settimane tutte le province lombarde con una maratona in paesi, città e città capoluogo. Per il candidato alla Presidenza della Regione, “La nostra terra ha un grande futuro davanti a sé: lasciarsi alle spalle i vincoli della corruzione, i freni dell’interferenza della politica sulla gestione dei servizi, l’inattività delle coalizioni dove c’è sempre da accontentare qualcuno ma mai i cittadini. Noi vogliamo partire da tutti i lombardi, perché sono loro a fare della Lombardia molto più di una Regione, un laboratorio di idee, di iniziative, di impegno”, ha spiegato il candidato.”Che siano piccoli imprenditori, casalinghe, operatori della Sanità, pendolari, giovani o anziani,” ha aggiunto, “il Movimento 5 Stelle darà loro ascolto e porterà la loro voce al centro della Regione. Tutti i territori, anche i più lontani, devono avere le stesse possibilità di sviluppo e di crescita. I lombardi oggi hanno più di una ragione per votare il Movimento 5 Stelle, il nostro Programma, scritto per i cittadini insieme ai cittadini.”
Violi ha poi spiegato che “già da domani, in Valtellina, partirà una maratona con numerosissimi appuntamenti nei paesi e nelle città di tutte le province lombarde. E lo faremo con il sostegno degli attivisti. Sono già più di trecento le persone che hanno risposto al nostro appello e che si mobiliteranno volontariamente per diffondere il materiale informativo e saranno impegnate nella sensibilizzazione dei cittadini sugli obiettivi del programma a 5 Stelle”.Il candidato ha anche ufficializzato l’avvio della raccolta fondi per la campagna elettorale: “Come sapete ci tagliamo lo stipendio e rifiutiamo i rimborsi elettorali, si sostiene con piccole donazioni e soprattutto con il grande supporto di quelli che si mettono in gioco e non si arrendono mai. Abbiamo un’idea diversa di fare politica e di pensare al bene comune: crediamo che a finanziarci debbano essere liberi cittadini che credono nel nostro progetto piuttosto che grandi lobby che fanno l’interesse di pochi. Grazie a tutti quelli che credono in una Lombardia a 5 Stelle e ci vorranno dare un contributo per la realizzazione di questo sogno (http://www.violidario.it/donazioni/)”, ha spiegato Violi.
Dario Violi, nei giorni scorsi si era impegnato a istituire l’Assessorato all’anticorruzione e trasparenza, il primo in ambito regionale in Italia e la figura del geriatra di base per migliorare l’assistenza alle persone anziane ha concluso la video conferenza promettendo un taglio netto delle partecipate, le aziende della Regione Lombardia: “se eletto taglierò del 50% le partecipate della Regione, sono carrozzoni inutili e costosi per le tasche dei cittadini”.

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Concorso giornalisti per la regione Lombardia: Maroni tira a campare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

regione lombardiaE’ stato ulteriormente prorogato il termine per le selezioni per l’assunzione di 11 giornalisti in un concorso indetto dalla Regione Lombardia il 21 novembre 2016.Gianmarco Corbetta, consigliere regionali del M5S Lombardia, dichiara: “Da mesi ripetiamo che su questo concorso la netta sensazione è che Maroni stia tirando a campare in attesa della prossima legislatura. E’ evidente che i nostri sospetti sono molto fondati. Tra rinvii e proroghe eravamo arrivati al 20 dicembre per chiudere questo benedetto concorso. Ora, grazie a una nuova delibera, la conclusione della procedura di selezione è rinviata al 31 gennaio per consentire agli ammessi di organizzare la presenza ai colloqui, poi incomincerà la campagna elettorale e in Regione si fermerà tutta l’attività amministrativa. Forse ad aprile vedremo le nuove assunzioni.Sospettiamo che i ritardi dell’iter della selezione pubblica nascondano la volontà politica di tirare avanti il più possibile con gli attuali giornalisti assunti tramite incarico fiduciario. Questa Giunta ha già assunto a chiamata diretta, e non con un concorso, alcuni giornalisti nell’agenzia istituzionale di comunicazione con un passato professionale negli organi di propaganda della Lega.
Maroni deve spiegare questo ritardo che penalizza decine di giornalisti che si sono presentati a un concorso pubblico e che stanno aspettando i risultati da un anno.Continueremo a tenere monitorata la situazione e quando la procedura sarà terminata andremo a verificare che gli assunti rispettino alla virgola i requisiti del bando”.

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Scuola e responsabilità politiche

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

regione lazio“Condivido pienamente la denuncia lanciata dalla Presidentessa Valeria Baglio sulla gravissima situazione in cui versano le scuole, sia a Roma che nel resto della provincia. Le responsabilità sono tutte di una classe politica inadeguata, che con i suoi ritardi e le sue inadempienze sta mettendo la scuola in una situazione insostenibile”. Questo il commento del consigliere Piero Petrassi, membro della commissione cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio, sulle dichiarazioni di Valeria Baglio, Presidente della commissione Scuola della Città Metropolitana di Roma.
“Molti dei disagi – ha proseguito il consigliere – sono legati all’incapacità di spendere quanto necessario per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Non perché manchino i soldi, ma perché i ritardi nell’approvazione del bilancio da parte della Raggi hanno impedito di espletare le gare per poter avviare gli interventi. Alla fine, come sempre, sono i cittadini, e in questo caso gli studenti, a pagare le conseguenze di tanta incompetenza. L’elemento più immediato e forse ancora più grave, è legato alle difficoltà di far fronte anche ai più banali interventi di manutenzione ordinaria. Non ci sono le cattedre, le sedie, le lavagne, non si riesce a riparare una finestra e spesso i genitori sono costretti ad arrangiarsi da soli. Perché, come abbiamo letto dalle testimonianze di alcuni Presidi, i soldi dalla Città Metropolitana arrivano con il contagocce. Quando arrivano.”
“Non si può andare avanti così. Senza contare che, se da una parte è vero che a Roma si concentra il maggior numero di problematiche in numeri assoluti, dall’altra bisogna considerare che è nel resto della Città Metropolitana, la ex Provincia, che certe emergenze diventano insostenibili. Pensiamo ad esempio a quelle cittadine che hanno un solo istituto: se c’è un problema lì, riguarda un’intera comunità.”
“Adesso – ha concluso Petrassi -, in previsione della stagione invernale, la priorità più urgente è occuparsi della situazione dei riscaldamenti. Gli impianti sono stati controllati? Sono state fatte le normali operazioni di manutenzione? Sono stati stanziati i fondi per riparare gli impianti insufficienti o non funzionanti? Queste domande avrebbero dovuto avere già delle risposte. E invece pare che sia ancora tutto in alto mare. Cosa aspetta la Raggi, che arrivi l’inverno per poi dare la colpa ai meteorologi? Da parte mia, in qualità di membro della commissione cultura, diritto allo studio e istruzione della Regione Lazio, c’è la piena disponibilità a collaborare con la Presidente Valeria Baglio nella sua azione di controllo e denuncia di questa situazione vergognosa su tutta la Città Metropolitana. La scuola è un tema delicato: chi ha responsabilità politiche deve darsi una svegliata.”

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