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Posts Tagged ‘regione’

Artico: i deputati chiedono di ridurre la tensione nella regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2021

In una risoluzione adottata mercoledì sulle sfide geopolitiche e la sicurezza nell’Artico, i deputati ricordano che l’UE è impegnata nello sviluppo sostenibile e pacifico a lungo termine della regione e chiedono che gli stati artici e la comunità internazionale tutelino l’Artico come area di pace, di bassa tensione e di cooperazione positiva.Nel testo si sottolinea come l’attuale modello di governance artica, basato sul diritto internazionale, abbia giovato a tutti gli Stati artici e fornito stabilità alla zona.Il testo è stato approvato con 506 voti favorevoli, 36 contrari e 140 astensioni.I deputati invitano tutti i paesi interessati e l’UE a rispondere alle conseguenze estremamente allarmanti del cambiamento climatico nell’Artico, nel rispetto degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.È inoltre necessario preservare la cultura dei popoli indigeni della regione e tutte le attività che hanno luogo nell’area, incluso l’utilizzo delle risorse naturali, dovrebbero rispettare i diritti dei popoli indigeni e degli altri abitanti e favorire tali popolazioni.Inoltre, dalla risoluzione emerge una seria preoccupazione per il progressivo rafforzamento militare russo nell’Artico, gesto che i deputati considerano ingiustificato, in quanto supera sensibilmente i legittimi scopi difensivi. Qualsiasi cooperazione con la Russia nella regione dovrebbe rispondere al principio di dialogo selettivo dell’UE con il paese. Allo stesso modo, la cooperazione non dovrebbe indebolire le sanzioni e le misure restrittive adottate a seguito delle azioni del governo russo in altre parti del mondo.I deputati si dicono anche molto preoccupati per gli imponenti progetti cinesi nell’Artico. L’UE dovrebbe monitorare con attenzione i tentativi della Cina di integrare la rotta del Mare del Nord nella sua iniziativa “Nuova via della seta” (Belt and Road Initiative), poiché ciò pone a rischio l’obiettivo di proteggere l’Artico dagli interessi geopolitici globali.

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“La Regione Lazio da oggi ospita il più grande centro vaccinale d’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

E’ motivo d’orgoglio l’apertura dell’hub nella Nuvola di Fuksas, messa a disposizione dell`Ente Eur grazie allo sforzo del suo presidente Antonio Rosati. E’ un’accelerazione nella grande campagna di vaccinazione dei cittadini e delle cittadine, dovuta al lavoro costante della Regione Lazio. All’interno dei suoi 50mila metri quadrati sarà possibile effettuare oltre 3mila vaccinazioni al giorno. Dall’8 marzo, poi, anche la stazione Termini ospiterà un hub ferroviario vaccinale. Speriamo adesso che la questione della disponibilità dei vaccini si risolva immediatamente. L’unico modo per uscire presto dalla pandemia e dalla crisi sociale che questa ha determinato è la vaccinazione, veloce e pervasiva. La Regione Lazio ce la sta mettendo tutta con responsabilità, impegno e un lavoro corale”. Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Supporto sanitario alla Regione Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Proseguono le attività del Servizio nazionale della Protezione Civile a supporto delle strutture sanitarie regionali impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.Su richiesta della Regione Molise, il Dipartimento della protezione civile ha attivato nei giorni scorsi la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (CROSS), che ha già assicurato il trasferimento di 8 pazienti di terapia intensiva positivi al COVID-19 presso ospedali di Grosseto, Roma, Foggia e Cesena. Il supporto della Cross, che ha coordinato i trasferimenti attraverso ambulanze medicalizzate ed elicotteri del 118 e dell’Aeronautica Militare, è assicurato dalla centrale 118 di Pistoia.La CROSS, in questa seconda attivazione, può contare sulla forte esperienza acquisita durante i mesi di marzo ed aprile scorsi durante i quali sono stati 116 i pazienti trasferiti dagli ospedali della Regione Lombardia in altre regioni italiane e anche in Germania.
La scorsa settimana il Dipartimento ha inoltre raccolto oltre 1400 candidature di professionisti sanitari attraverso la manifestazione d’interesse per una task force sanitaria a supporto della regione Molise.

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Sanità Regione Lazio: assunzioni ferme al palo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

La Regione Lazio ha sospeso le assunzioni nella Sanità? Così sembra. Le ultime chiamate a tempo indeterminato degli infermieri idonei della graduatoria del Sant’Andrea risalgono al 4 dicembre 2020. L’avviso pubblico per OSS, emesso in tutta fretta i primi di dicembre, dalla ASL RM2 non ha prodotto ancora nessuna graduatoria. La graduatoria degli autisti soccorritori vincitori del concorso di Ares 118 è uscita da qualche giorno e ancora non è stata attivata e approvata dalla Regione.L’attuazione dell’infermiere di comunità, votato dalla Commissione Salute a metà dicembre, è ferma a prendere polvere in attesa dell’approvazione e della copertura economica in Commissione Bilancio e, visti i tempi biblici della burocrazia, l’iter prima di agosto non sarà concluso. La figura è stata approvata dal governo con il decreto “Cura Italia” a marzo 2020… un anno fa! Però alcune ASL stanno chiamando da avvisi pubblici per emergenza Covid con massimo contrattuale di 12 mesi di contratto, oltre gli infermieri “vaccinatori” affidati dal commissario Arcuri a cinque agenzie interinali immettendo nuove sacche di precariato nel servizio sanitario.La sensazione che abbiamo è che ci sia un blocco volontario delle assunzioni nella sanità pubblica da parte della Regione Lazio. Non vorremmo che i soggetti privati che fino ad ora hanno lucrato sulla sanità e su lavoratori e lavoratrici possano aver esercitato una qualsivoglia pressione temendo di veder lesi i propri interessi economici. Non possiamo permettere che la scelta di riqualificare la sanità pubblica, appena iniziata nella Regione Lazio, venga bruscamente interrotta. Non ci stancheremo mai di dirlo, dove c’è precariato tutto è precario.

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Tar: Ritiro ricorso regione Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2021

“L’ennesima azzardo giuridico della Lombardia di centrodestra è finito nel nulla: il Tar ha archiviato tutto perché i proponenti hanno chiesto di ritirare l’urgenza del ricorso.Questa mossa nasconde esclusivamente la volontà di evitare una figuraccia ben maggiore ovvero che il tribunale amministrativo possa rigettare nel merito il ricorso perché privo di qualunque fondamento.L’avvocato che rappresenta Fontana e la sua giunta ha dichiarato che l’iter va avanti perché deve essere ricostruita la ‘verità storica degli eventi’. Peccato che un Tribunale amministrativo non è chiamato ad una mera ricostruzione dei fatti o a dipanare beghe politiche: il tribunale entra esclusivamente nel merito degli atti amministrativi stabilendo se sono o meno in contrasto con le norme vigenti”, così Dino Alberti, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Se Fontana, e il suo avvocato, vogliono la ricostruzione dei fatti si rivolgano a un tribunale ordinario e non intasino inutilmente il tribunale amministrativo. In ogni caso il ricorso al TAR è l’ennesimo grave errore della Lombardia che non sa più come nascondere il fallimento del centrodestra”.

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Medicina: Appalto della Regione Lazio per le grandi apparecchiature

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Perché l’IFO disdegna la gara d’appalto indetta dalla Regione Lazio per la fornitura di grandi apparecchiature sanitarie di alto livello tecnologico? Sono disponibili oltre 40 milioni di euro da fondi europei POR/FESR, per dotare le ASL laziali di 11 Acceleratori Lineari multi energia, 7 Risonanze Magnetiche 1.5 Tesla, 18 TC 128 Slice. Nonostante ciò l’IFO aderisce solo per la sostituzione di 2 TAC 128 slice e “misteriosamente” preferisce procedere attraverso l’avvio di un Partenariato Pubblico Privato connesso al potenziamento della radioterapia e della medicina nucleare. Una scelta che se concretizzata, inciderà pesantemente sul bilancio regionale. Con una interrogazione all’Assessore alla Sanità ed al Presidente del Lazio chiediamo di verificare per quali ragioni l’IFO preferisce avviare un Partenariato Pubblico Privato rinunciando ai fondi programmati POR/FESR. I vertici della Pisana dovranno anche spiegare in base a quale logica, il Partenariato Pubblico Privato che IFO sta avviando, possa essere economicamente più conveniente della gara indetta dalla Regione Lazio, che prevede l’utilizzo di fondi europei dedicati che non incidono sul bilancio regionale. Massima chiarezza dovrà essere fatta inoltre, sulle differenze tra la tipologia di approccio scelto da IFO per la sostituzione delle grandi apparecchiature sanitarie (Partenariato Pubblico Privato) ed un appalto tradizionale.>> E’ quanto dichiara Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Regione Lombardia: Sfiducia a Gallera

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

“La Lega sfiducia pubblicamente l’assessore Gallera, per le ingiustificabili accuse ai medici lombardi. Gallera parla di comunicato condiviso con la presidenza. Dopo le dimissioni dell’assessore, attendiamo quindi quelle del presidente Fontana e della sua Giunta. L’inadeguatezza dimostrata da Gallera è la stessa del presidente Fontana e della sua maggioranza che, fino all’ultimo, ne ha avallato e sostenuto l’operato. Salvandolo in ogni circostanza in cui il Movimento 5 Stelle ha chiesto all’assessore conto di quella serie interminabile di errori, che hanno reso la Lombardia la regione italiana in cui la pandemia ha riscosso il suo tributo più doloroso” così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo De Rosa.“Lo scaricabarile sui medici lombardi in ferie, per coprire i ritardi di Regione Lombardia nell’avvio della campagna vaccinale anti-Covid – impietoso il confronto con le altre regioni – è solo l’ultimo increscioso episodio di una catena di inadeguatezze che si susseguono dal mese di marzo. Dopo il fallimento della campagna di vaccinazione antinfluenzale, ora il timore è che anche la somministrazione del vaccino anti-Covid abbia il medesimo esito. Pretendiamo un immediato cambio di passo. Noi siamo pronti con le nostre proposte, come la PDL per riformare la sanità in Lombardia. Lo scempio fatto dal centrodestra della nostra regione è sotto gli occhi di tutto il Mondo. È il momento di ricominciare”, conclude De Rosa.

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Regione Piemonte: Riaprire le scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Sono state presentate ai sindacati dal Prefetto di Torino e dal Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale le linee guida della Regione Piemonte per il coordinamento dei tavoli provinciali per il rientro a scuola in presenza dal 7 gennaio. Secondo Marco Giordano (ANIEF Piemonte) “il documento fa lo slalom tra i paletti imposti dal DPCM del 3 dicembre, ma rischia di essere un lavoro a vuoto. Molte scuole non hanno spazi e organici adeguati a garantire il rientro in presenza e in sicurezza del 75% degli studenti e servono certezze sullo screening di personale e studenti poiché i numeri dei contagi a scuola nella Regione destano grande preoccupazione”. Sono state presentate in videoconferenza alle organizzazioni sindacali rappresentative della Scuola le linee guida che dovranno orientare il lavoro dei tavoli provinciali per il rientro a scuola in presenza dopo la pausa natalizia in Piemonte: il documento affronta problemi complessi e prova a mediare tra esigenze diverse, come la garanzia del diritto alla salute di studenti e personale scolastico, la necessità di far ritornare in presenza tutti gli studenti, compresi quelli del secondo grado, il riconoscimento dello spazio di autonomia delle scuole, il superamento delle criticità connesse al trasporto pubblico, il rispetto delle indicazioni del DPCM del 3 dicembre. Si tratta di una missione certamente molto complicata da portare a termine. ANIEF Piemonte dà atto del grande sforzo messo in campo per la realizzazione del documento, da cui traspare consapevolezza dei nodi da affrontare e sensibilità nell’approccio. Tuttavia le criticità traspaiono chiaramente in superficie. “Le linee guida – rileva Marco Giordano, presidente regionale ANIEF Piemonte – fanno lo slalom tra i paletti previsti dal DPCM del 3 dicembre e le innumerevoli esigenze da tutelare. Tuttavia il rischio è quello di un lavoro a vuoto, visto che sono moltissime le scuole che non hanno spazi e organici adeguati a garantire il rientro in sicurezza del 75% degli studenti. Bisognerà pur tenere conto di questo aspetto e dare ai dirigenti scolastici indicazioni chiare su cosa debba essere considerato prioritario, se il rientro in presenza a tutti i costi della quota di studenti prevista oppure il rispetto della distanza di almeno un metro tra gli stessi come previsto dal protocollo in vigore. Come ANIEF non abbiamo dubbi che la sicurezza sia prioritaria, tuttavia il nodo deve essere sciolto in modo chiaro ed esplicito dal Governo. Non è possibile – afferma Giordano – scaricare per l’ennesima volta la responsabilità sulle scuole”. Il documento piemontese, infatti, pur riconoscendo spazi di flessibilità alle scuole nell’ambito della loro autonomia organizzativa e didattica, ribadisce che tutto debba avvenire “comunque garantendo il pieno raggiungimento del 75%” della presenza degli studenti, nel rispetto di quanto indicato dall’ultimo DPCM. L’altro paletto che le linee guida non possono eludere è la data del 7 gennaio a partire da cui garantire il rientro a scuola degli studenti, una data che secondo ANIEF rischia di mettere in ulteriore difficoltà le scuole, che dovranno rivedere gli orari durante le festività e che in molti casi hanno organici – specie per i collaboratori scolastici – sottodimensionati rispetto alle ipotesi di ingressi e uscite degli studenti su due turni previste dal documento. Ma non è solo quello a preoccupare l’ANIEF. “Ripartire già dal 7 gennaio – commenta ancora il presidente di ANIEF Piemonte – rischia di lasciare irrisolto il vero tema, che abbiamo sollevato già da giorni: la necessità di avviare uno screening regolare ed esteso, tramite tamponi rapidi, dello stato dei contagi tra studenti e personale scolastico. Solo poche settimane fa il Piemonte ha finalmente reso noti i dati dei contagi nelle scuole della regione e abbiamo scoperto che all’infanzia e alla primaria c’è una probabilità rispettivamente 4 volte e quasi 3 volte maggiore per il personale scolastico di ammalarsi di Covid-19 rispetto al resto della popolazione. Alle superiori, invece, il rischio è leggermente inferiore a quello degli altri piemontesi. Segno questo che la didattica a distanza ha dimostrato di essere una medicina amara ma efficace nel contenimento dei contagi. Senza un controllo costante del livello di sicurezza nelle scuole non è pensabile di poter andare avanti, un rischio contagio del 400% come quello attualmente registrato all’infanzia è semplicemente inaccettabile e insostenibile. Sappiamo che la regione sta lavorando anche su questo, tuttavia è indispensabile avere un piano definito prima che le lezioni riprendano”.

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Il consiglio regionale del Lazio approva il bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

“Siamo soddisfatti dell’approvazione del Bilancio della Regione Lazio 2021-2023 da parte del Consiglio Regionale e ringraziamo l’assessora al Bilancio Alessandra Sartore per l’ottimo lavoro di coordinamento dei vari emendamenti presentati. E’ un bilancio che risente anche del periodo che stiamo vivendo e con il quale si mantengono in ordine i conti della Regione e si lavora per i prossimi anni. Un provvedimento che consentirà una pronta ripartenza. La manovra ammonta complessivamente a 3,48 miliardi di euro per l’anno 2021, 3,40 miliardi per l’anno 2022 e 3,26 miliardi per l’anno 2023. Confermato il Fondo “taglia tasse” che per il 2021 sarà di 344 milioni, mentre tra i servizi essenziali, oltre 900 milioni di euro sono stanziati per il trasporto pubblico locale. Viene mantenuto il criterio della programmazione unitaria per il sostegno della Regione agli investimenti strategici (risorse del Bilancio, Fondo Sviluppo e Coesione e quota regionale dei programmi comunitari), per un totale di 921 milioni di euro per il 2021, 920 mln per il 2022 e 573 per il 2023. Confermate anche le agevolazioni fiscali dello scorso anno con l’esenzione dell’Irpef per 2,3 milioni di contribuenti e una riduzione progressiva per altri 500 mila.Rispetto all’Irap, saranno molte di più le imprese nel Lazio che beneficeranno di un abbassamento dello 0,92%. L’articolo approvato ieri prevede diverse disposizioni concernenti l’introduzione di agevolazioni tributarie, la razionalizzazione del patrimonio regionale e misure di consolidamento finanziario in materia sanitaria. Confermati i maggiori oneri derivanti dalla disapplicazione della maggiorazione Irap per vari settori, questo grazie all’approvazione all’unanimità di un subemendamento dell’assessora Sartore che ha recepito tre emendamenti tesi ad allargare la platea dei soggetti esentati tra cui anche quello che riguarda le cooperative sociali iscritte nell’albo regionale con valore della produzione netta inferiore a un milione di euro e sul quale abbiamo insistito molto. Un risultato ottenuto dopo tre anni per riconoscere il lavoro insostituibile che le cooperative hanno fatto e stanno facendo durante questo periodo di pandemia a sostegno dei più fragili. Esprimiamo inoltre soddisfazione anche per la proroga di un anno per i tirocinanti della giustizia, una questione che seguiamo da tempo e per la quale cercheremo di trovare una soluzione definitiva nel 2021”Lo dichiara in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio Marta Bonafoni.

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Bilancio Regione Lazio deludente

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

“Non rilancia il territorio e nemmeno incide sui gravi problemi economici ed infrastrutturali del Lazio, Fratelli d’Italia ha votato contro il Bilancio e la legge regionale stabilità, rilevando come per l’ennesimo anno la maggioranza l’abbia portata in Aula con grave ritardo negando di fatto all’opposizione di poter apportare un maggiore contributo di idee e soluzioni alla discussione. Tuttavia sono stati approvati molteplici emendamenti presentati da Fdi trai quali segnaliamo quello a favore dei disabili gravi e gravissimi che consiste nel trasformare le ore del Piano Assistenza Integrato in un bonus socio sanitario valido di 12 mesi che da diritto alla stessa prestazione ma scelta dalle famiglie. Una rivoluzione nelle politiche dell’assistenza sanitaria che mette al centro del PAI i tanto citati Caregiver che di fatto durante l’emergenza sono stati lasciati da soli. Sempre in tema di politiche socio sanitarie, abbiamo ottenuto l’incremento delle risorse per famiglie con minori nello spettro autistico che vorranno avvalersi dei programmi psicologici e comportamentali strutturati per favorire un migliore adattamento alla vita quotidiana. Per quanto concerne il sostegno alle imprese, vanno evidenziate le approvazioni di nostri emendamenti per l’azzeramento della maggiorazione dell’IRAP alle imprese e le partite IVA operanti nei 13 comuni del sisma 2016 e per aumentare i fondi destinati alle attività agricole, il che scongiura una ulteriore penalizzazione delle imprese del settore e cancella la decisione della Regione Lazio di tagliare del 40% gli stanziamenti inclusi nel PSR a favore delle zone montane. Accolto anche l’emendamento per l’azzeramento della addizionale regionale Irap 202I per le imprese del settore della Pesca e per la riprogrammazione delle risorse per le imprese Floro –Vivaistiche. Riferito al comparto dell’edilizia l’emendamento di Fdi che approvato, introduce una norma che consente di riqualificare come manutenzione ordinaria il rifacimento delle facciate degli edifici, per dar modo a cittadini, imprese e progettisti di usufruire del Bonus fiscale del 110% sulle ristrutturazioni che, a causa della bocciatura del PTPR da parte della Corte Costituzionale, rischiava di essere precluso nella nostra Regione. Con riferimento al ‘Fondo per la promozione ed il sostegno della cooperazione’ per il quale non era prevista alcuna copertura economica, è stato accolto un nostro emendamento che incrementa la spesa nell’anno 2021, finalizzata all’ampliamento e alla diversificazione della base produttiva e per agevolare lo sviluppo economico e ulteriori sbocchi occupazionali. Sul tema della riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’aria è stato approvato un emendamento che incrementa la somma per finanziare interventi di installazione di colonnine elettriche per la ricarica degli autoveicoli relativo alla legge regionale “Fondo per la mobilità green”. Nell’anno in cui i giovani hanno dovuto utilizzare la connessione internet non soltanto per svago, ma anche per la didattica è molto importante aver ottenuto l’approvazione del nostro emendamento per agevolare l’interlocuzione tra i comuni e i principali provider di servizi internet per aiutare gli studenti meno abbienti nell’accesso alla rete internet. In ambito culturale è stato accolto l’emendamento che finanzia le attività editoriali per la diffusione e la conservazione della storia e della memoria dell’esodo Giuliano-Dalmata e delle vicende del confine orientale.>>Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fratelli d’Italia. By Luca de Angelis

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Regione Lazio, 300mila euro stanziati per i pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

La Regione Lazio ha stanziato 300mila euro a sostegno dei cittadini affetti da patologie oncologiche e in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, con un indicatore ISEE fino a 15.000 euro, con un importo massimo da destinare a ciascun beneficiario pari a 2.000 euro annui. Le 32 associazioni del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” accolgono la notizia con grande soddisfazione: l’istituzione del fondo nasce da un emendamento presentato dal consigliere Loreto Marcelli, membro dell’intergruppo consiliare “Insieme per un impegno contro il cancro” che ha portato in Consiglio Regionale le richieste del gruppo.“Lo stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio per venire incontro alle esigenze e ai bisogni dei pazienti oncologici in difficoltà è una bellissima notizia – commenta Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto – e un nuovo importante traguardo raggiunto dal progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che ha fatto dell’attività capillare a livello regionale uno dei suoi punti di forza, grazie anche al supporto delle istituzioni regionali, che sempre di più ascoltano e accolgono le nostre istanze. Ringraziamo il consigliere Loreto Marcelli per il grande impegno sempre dimostrato nel supportarci e rappresentarci e che ha portato a questo importante successo”.Il lavoro nel Lazio procede ora verso nuovi obiettivi: il prossimo passo riguarda l’implementazione dell’assistenza psiconcologica ai pazienti, altro punto nodale delle attività del progetto.Potranno accedere al contributo economico i residenti nel Lazio affetti da patologie oncologiche che necessitano di trattamenti medici, clinici, di laboratorio, chirurgici e radioterapici presso strutture sanitarie regionali e le cui patologie sono certificate, oppure pazienti in lista di attesa per trapianto di organi solidi o di midollo, che si sottopongono a tipizzazioni tissutali, a trapianti, a controlli periodici, a interventi e ricoveri.

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Regione Lombardia: I camici bianchi dei pentastellati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

Provocazione dei consiglieri regionali del M5S Lombardia che si sono presentati in Consiglio regionale con dei camici bianchi per richiamare l’attenzione sull’inchiesta sulla fornitura di dispositivi di protezione per oltre mezzo milione di euro da parte di Dama Spa, l’azienda di cui è titolare Andrea Dini, il cognato e proprietaria del 10 per cento della quote la moglie del governatore Attilio Fontana.Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia, dichiara: “Portiamo in aula con orgoglio i camici infangati dal Presidente della Lombardia Fontana e dalla sua Giunta. Sono il simbolo del sacrificio, del coraggio e della generosità di migliaia di medici, infermieri e del personale sanitario tutto che lottato in prima linea contro Coronavirus, salvando vite umane e alleviando le sofferenze di chi purtroppo è venuto a mancare.Da una parte la Lombardia che ha lavorato, che ha fatto tutto il possibile per il bene dei malati e per la comunità, dall’altra chi avrebbe invece avuto il dovere di gestire l’emergenza ma, stando a quanto sembrerebbe emergere dalle notizie che filtrano in questi giorni, era intento a pensare a tutt’altro.Di questo Fontana e la sua Giunta devono riferire e chiarire ogni aspetto in aula, davanti a consiglieri e cittadini, anche sulla base della richiesta formale che abbiamo presentato.Fontana ci dica se è in grado di andare avanti, garantendo alla Lombardia il governo che merita, e se il suo assessore al Welfare abbia o meno ancora la sua fiducia. Chiediamo anche che i vertici della centrale acquisti regionale ARIA vengano in Commissione a riferire di quanto accaduto nella catena di comando. La nostra protesta vuole sottolineare ancora una volta lo stato d’animo dei cittadini lombardi che faticosamente stanno provando a ripartire, a riaprire il proprio negozio, a tornare al proprio lavoro e alla proprie abitudini.Cittadini stanchi dell’ennesimo teatrino indegno di questa amministrazione capace solo di rinnegare i propri errori. Alla Magistratura va il nostro incondizionato sostengo e il dovere di andare fino in fondo”.

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I saggi della Regione Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

“Anche Maroni aveva i suoi saggi e si è visto come è andata a finire. Con le nomine politiche tutto si trasforma in farsa. Un comitato di esperti che affianca la politica poteva essere condivisibile come metodo, ma per funzionare doveva essere assolutamente indipendente e coinvolgere tutte le professionalità nel settore. Proprio per questo, avevamo chiesto l’istituzione di un comitato tecnico consultivo per la riforma della sanità, con un ordine del giorno proposto al Consiglio regionale. Andava previsto il coinvolgimento di tutte le parti: dagli ordini professionali coinvolti, all’università fino alla società civile. Il centro destra non l’ha voluto nemmeno discutere.
Basta chiedere all’uomo della strada per sapere che per migliorare la sanità lombarda occorre potenziare quella pubblica. Non vorrei che questo comitato di soccorso alla Giunta Fontana continuasse sulla strada tracciata da Formigoni privilegiando la sanità privata a discapito di quella pubblica per interessi di bottega. La riforma deve avere al primo punto il potenziamento della sanità pubblica lombarda. È ora di finirla di considerare la nostra salute un business”, così Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la presentazione del “Comitato dei saggi per l’evoluzione del sistema sanitario lombardo”.

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Assicurare sostegno continuo ai siriani e alla regione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Bruxelles. Gli alti rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, lo sviluppo e i rifugiati hanno chiesto di assicurare solidarietà ai Paesi che accolgono numeri record di rifugiati e sostegno continuo ai programmi ONU volti a salvare vite umane, proteggere famiglie vulnerabili, sviluppare capacità di resilienza in Siria e nella regione, e perseguire soluzioni durature per porre fine alle sofferenze dei civili. Ulteriore urgenza è conferita all’appello dall’impatto devastante del COVID-19 sulle economie, che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione.È previsto che i governi e altri donatori si assumeranno impegni a supporto di un appello da 3,8 miliardi di dollari destinati a finanziare il lavoro umanitario delle Nazioni Unite e dei partner in Siria e di un piano regionale da 6,04 miliardi di dollari per la crisi di rifugiati e la resilienza da implementare nei Paesi limitrofi. Attualmente, i due piani sono finanziati rispettivamente al 30 e al 19 per cento. In Siria, oltre 11 milioni di persone hanno bisogno di aiuti e protezione. Sebbene, nel complesso, le ostilità siano diminuite, persistono tensioni e recrudescenze di violenze nel nordovest, nordest e al sud, tra cui la ripresa di aggressioni a opera di gruppi affiliati allo Stato Islamico.“La prosecuzione del conflitto in Siria corrisponde quasi alla durata della Prima e della Seconda Guerra Mondiale combinate”, ha dichiarato Mark Lowcock, Coordinatore dei Soccorsi d’Emergenza (OCHA). “Un’intera generazione di bambini non ha conosciuto altro che avversità, distruzione e privazioni. Quasi 2,5 milioni di bambini non frequentano la scuola. L’economia è disastrata, milioni di persone sono sfollati, e un numero crescente ridotti alla fame. Domani, la comunità internazionale ha l’opportunità di intervenire. Sottoscrizioni generose, erogate in tempi rapidi, possono aiutare le Nazioni Unite e le ONG umanitarie a restare operative in Siria e assicurare alle persone ciò di cui hanno urgente necessità: cibo, alloggi, servizi medici e protezione”.La metà di quella che era la popolazione nel periodo prebellico – oltre 13,2 milioni di persone – continua a risultare sfollata all’interno o al di fuori del Paese. Si tratta della crisi di più vaste dimensioni su scala mondiale, con 6,6 milioni di rifugiati sparsi in tutto il mondo. La stragrande maggioranza – oltre 5,5 milioni – vive in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.Dopo quasi un decennio in cui hanno assicurato accoglienza ad una delle popolazioni più vulnerabili al mondo, i governi dei Paesi coinvolti ora faticano a sostenere la continuità dei servizi a beneficio dei rifugiati. La situazione è aggravata dal disastroso impatto socioeconomico provocato dalla diffusione del COVID-19. Dati recenti rivelano nette recessioni economiche e l’impoverimento vertiginoso dei Paesi di accoglienza. Sono necessari sforzi vigorosi per sostenere le persone più vulnerabili e preservare la stabilità.Milioni di rifugiati hanno perso i propri mezzi di sostentamento, si stanno indebitando e sono sempre più nelle condizioni di non poter soddisfare le esigenze di base. Sono aumentati i rischi che si manifestino casi di lavoro minorile, violenza di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.“La crisi innescata dal COVID-19 ha prodotto un impatto immediato e devastante sui mezzi di sussistenza di milioni di rifugiati siriani e comunità di accoglienza della regione”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “I più vulnerabili – tra cui milioni di rifugiati – hanno perduto il proprio reddito, già misero e precario. Si tratta di persone che stanno inesorabilmente sprofondando nella povertà e nei debiti. La comunità internazionale deve essere unita e offrire sostegno continuo e strutturato ai rifugiati siriani e ai Paesi e alle comunità della regione che li hanno accolti con generosità per anni”.I Paesi vicini hanno continuato a ribadire il proprio impegno ad accogliere rifugiati, ma è necessario che la comunità internazionale assicuri con urgenza un supporto vigoroso e condivisione di responsabilità. In assenza di tali misure, i risultati conseguiti duramente nell’arco degli anni scorsi rischiano di andare persi, provocando conseguenze potenzialmente disastrose sul piano umano e su quello politico.
“La crisi economica si abbatte su una regione già allo stremo, arrestandone completamente lo sviluppo ed esercitando una pressione insostenibile su governi e comunità che accolgono rifugiati”, ha dichiarato Achim Steiner, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). “Milioni di persone che solo pochi mesi fa lottavano per non cadere in povertà, ora hanno perso tutti i propri mezzi di sussistenza. Come comunità internazionale, è nostro dovere inviare un forte segnale di solidarietà incrementando il sostegno a favore dei Paesi confinanti che accolgono rifugiati dalla Siria.”
Ad oggi, nel 2020, l’ONU e i partner operativi in Siria hanno assicurato assistenza a una media di 6,2 milioni di persone al mese, distribuendo aiuti alimentari salvavita per 4,5 milioni di persone in tutti e 14 i governatorati.
In Siria e nella regione, visto l’incremento delle esigenze derivante dalla crisi innescata dalla pandemia, i partner hanno intensificato gli interventi. Oltre ad assicurare complessive attività di protezione, assistenza umanitaria e supporto per sviluppare resilienza a favore di milioni di persone, i piani delle Nazioni Unite includono anche l’implementazione di specifiche misure anti COVID-19 volte a rispondere alle esigenze più pressanti. Alla conferenza di Bruxelles dell’anno scorso, la comunità internazionale ha impegnato finanziamenti per un totale di 7 miliardi di dollari destinati a sostenere le attività umanitarie, per la resilienza e lo sviluppo nell’arco del 2019. Tutte le sottoscrizioni sono state onorate per intero, e, nel corso dell’anno, i donatori hanno inoltre offerto finanziamenti supplementari.

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“Nessun miracolo! La Regione Lombardia paga gli infermieri con i soldi che già doveva loro”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

«Hanno voluto evitare di finire sommersi da un mare di polemiche. Hanno compreso che la strada intrapresa, dimezzando il premio per il personale sanitario, avrebbe scatenato un vero e proprio putiferio. Era come camminare a piedi nudi in un percorso pieno zeppo di rovi. E noi come sindacato siamo ben felici, esordisce il Presidente del Nursing Up Antonio De Palma, di non aver firmato né il primo, né questo secondo accordo “toppa”. Se vogliamo, la soddisfazione sta nel fatto che le nostre battaglie, e i fatti lo dicono chiaro, hanno contributo in questi mesi a indurre i politici di turno ad immediati dietro front. Penso ad esempio alla questione dei tagli del personale docente infermieristico, quando il Ministro Manfredi tornò immediatamente sui suoi passi. Ma quanto accaduto in seno alla Regione Lombardia, nel pomeriggio di venerdì, con lo stanziamento di fondi supplementari, fino a toccare un benefit, ricordo una tantum, per infermieri e medici, che sfiora i 1000 euro dai 600 iniziali previsti, non deve far assolutamente gridare al miracolo!», sbotta il leader del Sindacato Infermieri Italiani.
«Da dove arrivano questi soldi? Li hanno forse tirati fuori dal cappello a cilindro per magia, come provetti prestigiatori? Ahimè di giochi di prestigio si tratta, ma tristi e con poca sostanza. Il denaro extra che gli infermieri lombardi protagonisti della lotta al covid si ritroveranno in busta paga faceva già parte di risorse assegnate dal Governo per la spesa del personale, da impiegare nei prossimi mesi dell’anno 2020.
I soldi, continua sarcastico De Palma, non crescono nel “campo dei miracoli”. Ma i personaggi di questa triste favola somigliano però a tanti Pinocchio: e le bugie hanno le gambe corte. I 31,6 milioni di euro extra che saranno elargiti, tolte le tasse, arrivano dal famoso Dl Rilancio, ve lo ricordate vero? Ecco che torna d’attualità: basta leggere l’articolo 2, comma 10 e, conseguentemente, l’articolo 2, comma 6), lett a) del D.L. 18/2020. Ricorderei a questa gente, e anche a chi vuol far credere che sono state individuate risorse aggiuntive per rimediare, rispetto ai fatti che noi ci siamo precipitati a denunciare, che invece si tratta di soldi dei quali il Governo aveva già autorizzato la disponibilità in favore delle Regioni, e che quindi queste avevano già nella loro disponibilità per l’anno 2020 come aumento di spese del personale, peraltro destinate anche ai fondi contrattuali per le condizioni di lavoro e incarichi del personale del comparto sanità, che ora , pertanto, non potranno utilizzare le risorse che sono servite per costruire questa “toppa” . Nulla di aggiuntivo, se non questo. Non ci può che far piacere che gli infermieri che hanno lottato più di altri contro la pandemia abbiamo questi 900-1000 euro che fanno comodo alle loro famiglie. Ma continuiamo a ripeterlo, i premi una tantum non ci bastano. E soprattutto non ci strappiamo i capelli quando appare palese che veniamo pagati con soldi che già ci erano stati destinati», conclude De Palma.

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Regione Sicilia: «Pieni poteri a Musumeci? Siamo al delirio istituzionale»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

«Le Imprese e i lavoratori siciliani hanno bisogno di investimenti, di velocizzare e sburocratizzare le pratiche e le procedure per creare sviluppo e lavoro e non di attacchi alle regole fondamentali della democrazia e di uomini soli al comando»A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia.
«I pieni poteri – continua Zappulla – al presidente della giunta regionale, pretesi in caso di emergenza sostitutivi delle competenze e prerogative dei Comuni e dei sindaci, sono un atto volgare e tutto ideologico di violazione degli elementari equilibri democratici. Le ultime vicende giudiziarie, che hanno coinvolto il sistema degli appalti nella sanità e la gestione dei rifiuti, stanno semmai a dimostrare che in Sicilia c’è più bisogno di regole trasparenti e di tenere ancora più alta l’asticella della legalità e della vigilanza democratica». «Le forze politiche, economiche e sociali – conclude Zappulla – che hanno a cuore gli interessi e i diritti dei siciliani chiedano con forza che quel disegno di legge venga ritirato».

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Lazio: Le mascherine “fantasma” e problemi epidemiologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Maggio 2020

“Noi non muoviamo accuse tanto per criticare, capiamo le difficoltà che ci sono state, ma non crediamo che il contenimento dell’epidemia nel Lazio sia merito della maggioranza, piuttosto è dovuto al provvedimento nazionale di fermo delle attività e divieto degli spostamenti.Il problema del Lazio è il doppio ruolo di Zingaretti: non può lamentarsi dei ritardi del governo sull’erogazione della CIG, essendo segretario del principale partito della coalizione.Illogico anche il comportamento dei consiglieri della sua maggioranza che muovono critiche ai provvedimenti dell’esecutivo quando avrebbero dovuto dedicarsi a sciogliere quei nodi burocratici che rallentano i tempi di accesso agli strumenti di sostegno economico per chi è in difficoltà.Sul caso mascherine nulla ha funzionato, come implicitamente ammesso anche da Zingaretti. Molti esponenti di maggioranza si sono lamentati dei ritardi e delle insufficienti distribuzioni di mascherine ai sanitari. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo giustificare l’affidamento di una commessa da 35milioni di euro ad una società che ha 10.000 euro di capitale .Solo Fdi ha chiesto di affrontare il caso, la maggioranza non ha voluto parlarne né in Commissione Protezione Civile, né davanti al Comitato di Controllo Contabile, ma abbiamo continuato la battaglia per la trasparenza ed i fatti ci hanno dato ragione. I responsabili sono facilmente individuabili e se hanno infranto la legge dovranno essere rimossi dall’incarico. Sul fronte economico la Regione Lazio non può essere penalizzata dal doppio incarico di Zingaretti. Mancano poche ore al 18 Maggio, se il governo non si muove la Regione deve fare pressione su Conte affinché si decida ad emanare le indicazioni sulla riapertura alle aziende, altrimenti rischiamo che i cittadini si sentano presi in giro .Basta proclami con cifre sballate,come il provvedimento di 23ml di euro per il contributo affitti di negozi e laboratori che non è stato più varato. Noi abbiamo presentato proposte concrete, non ci è stato neanche risposto. In questa fase di sospensione della democrazia era indispensabile maggiore disponibilità al confronto. Troppi provvedimenti sono stati calati dall’alto senza discussione. In questa complessa e drammatica congiuntura è stato un errore sottrarsi dai consigli e dalle commissioni. Ci interessano battaglie nel merito delle questioni e per l’interesse dei cittadini, non per interesse di parte.” Così nel suo secondo intervento Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Le regioni che vogliono accelerare sulle riaperture

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2020

Roma – “Francamente resto sorpresa quando leggo le dichiarazioni di qualche Presidente di Regione che vuole accelerare sulle riaperture, come se tutto fosse passato. Dimenticandosi i numeri drammatici, soprattutto nella sua regione, in termini di contagiati e morti. Questo balletto di dichiarazioni, a giorni alterni, tra aperture e chiusure, non aiuta proprio.
Mettendo, con una decisione coraggiosa, in lockdown l’intero Paese abbiamo salvato il centro-sud da una tragedia ed abbiamo aiutato tutte le regioni del nord, a partire dalla Lombardia, a contenere il contagio. Responsabilità di chi Governa è assumere le decisioni non seguendo le onde emotive ma adottando misure sulla base dei dati tecnico-scientifici. La politica decide, e lo stiamo facendo, ma tenendo conto di tutti gli elementi in campo.
Se non torniamo alla normalità con gradualità, con riaperture a tappe, partendo da quei settori dove si presentano meno rischi e probabilità di contagio, il rischio è di incorrere in un nuovo aumento dei casi. E nessuno ci perdonerebbe un nuovo lockdown, o meglio il Paese rischierebbe di non reggerlo proprio.
Adesso serve responsabilità, da parte di tutti. Maggioranza e opposizione, per evitare le continue polemiche che destabilizzano una situazione già difficile sotto l’aspetto emotivo. Andrebbero cavalcati di meno gli umori, anche quelli della rete, concentrando le energie sulle azioni necessarie per risolvere i problemi. Dispiace che questo atteggiamento, poco costruttivo, sia tenuto anche da chi, negli anni, ha avuto importanti responsabilità di Governo.
Stiamo stanziando tutte le risorse necessarie, accompagnando questa fase di riapertura con provvedimenti in termini di liquidità, sostegno alle imprese, internazionalizzazione, provvedimenti per il sostegno al reddito e alla famiglia. Qualcuno dice che dovevamo fare di più? Parto dal presupposto che si può sempre fare di meglio, ma in poche settimane abbiamo messo in campo misure che equivalgono ad almeno tre leggi di bilancio degli ultimi anni. E non ci stiamo fermando, perché tutto verrà accompagnato da un piano straordinario per lo sblocco degli investimenti, la semplificazione e la sburocratizzazione”. Così, in un post Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Udir chiede che venga data priorità ai trasferimenti dei presidi assunti fuori dalla loro regione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

L’emendamento al Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 22, proposto dal sindacato dei presidi UDIR si pone l’obiettivo di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale dei vincitori del concorso 2017, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni assegnati fuori della propria regione, al fine di facilitarne il rientro a fronte di nuovi posti resi vacantiMarcello Pacifico (presidente nazionale Udir): “Chiediamo alla politica di farsi carico del disagio dei tanti dd.ss. assunti fuori dalla loro regione e che vivono difficoltà esistenziali ed economiche derivanti dalla loro attuale condizione, con l’aggravante di non avere alcuna prospettiva di un rientro a casa in tempi ragionevoli. Le norme sulla mobilità sono necessarie rispetto al contratto firmato dalle sigle sindacali, perché rispondono a una esigenza straordinaria che ha visto limitata la libertà personale e l’assunzione su graduatoria nazionale di migliaia di nuovi presidi, spesso lontani da casa e limitati negli spostamenti a causa del Covid-19”. Al Senato: il ds Vito Lo Scrudato, presidente regionale della Sicilia, ha illustrato le dieci proposte di modifica. Oltre alla proposta di sbloccare la grave situazione di disagio cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici nominati fuori regione, gli altri nove emendamenti proposti riguardano esigenze sorte in questo stato di emergenza sanitaria, in particolare la didattica a distanza e la volontà di riaffermare il ruolo, il significato e la piena praticabilità dell’autonomia scolastica.

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Riaprire ospedali militari chiusi dalla Regione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

I dati ufficiali sulla diffusione del coronavirus sono più preoccupanti di quanto realmente percepito dall’opinione pubblica.L’indice di stress, ossia il punto di non ritorno, cui è sottoposto il sistema sanitario nelle Marche è il più alto tra le regioni italiane, secondo solo alla Lombardia. La provincia di Pesaro risulta essere, in relazione al numero di abitanti, al quinto posto tra le province più endemiche d’Italia e risulta purtroppo essere, in relazione alla popolazione regionale, la prima per diffusione del contagio, con la città di Pesaro gravemente colpita. È quanto dichiara il Responabile Nazionale delle Autonomie Locali di FdI che è anche Vicepresidente Nazionale dell’Anci, Francesco Baldelli. Il punto di tenuta del sistema sanitario marchigiano è a un passo dal collasso, per questo non posso essere rimandate scelte essenziali. Se saltasse il sistema, sarebbe in pericolo l’assistenza sanitaria dell’intera regione. Il problema non è dunque solo più medico, visto che gli operatori sanitari si stanno prodigando senza sosta, ma è divenuto politico.Di fronte a tale situazione sono necessarie scelte risolute per evitare il collasso del sistema sanitario e ospedaliero marchigiano. Le poche indicazioni di riorganizzazione del sistema e la limitata previsione di posti letto aggiuntivi decisi da Ceriscioli sono solo un pannicello caldo insufficiente ad affrontare la pesantissima situazione che stanno vivendo i marchigiani, in particolare, i pesaresi.Situazione che non può essere più gestita da chi non ha saputo adottare le necessarie precauzioni per combattere la diffusione del Covid19 e che non è stato in grado di arginare le irresponsabili iniziative di quei sindaci che, nel pieno dell’emergenza sanitaria, invitavano i cittadini, come accaduto a Pesaro, a scendere in piazza “per riaccendere la città”.Atti di irresponsabilità, i cui effetti hanno avuto una pesantissima ricaduta prima su Pesaro, poi sull’intera provincia. A ciò si è aggiunto, in questi giorni, il completo immobilismo di altri sindaci che nulla fanno per contenere il rischio di contagio all’interno delle proprie comunità.In questi casi, il Ministero degli Interni dovrebbe nominare commissari ad acta per la gestione dell’emergenza – continua Baldelli -, a Pesaro come in quei comuni dove si è sottovalutata e si continua a sottovalutare la situazione. Soprattutto in territori dove i sanitari attendono ancora il picco dell’epidemia.
Stessa misura va adottata nei confronti del governatore Ceriscioli, che va affiancato da un commissario. Lui, che è assessore alla sanità, si è visto sfuggire di mano la situazione. Prima la scelta di trasferire pazienti da un ospedale all’altro, aumentando il rischio di diffusione del virus nelle diverse strutture e in pazienti non affetti, poi la retromarcia con l’individuazione di ospedali no-Covid. Una soluzione che ora non riesce ad attuare come si apprende dalla stampa che racconta di malati di coronavirus che dormono ammassati negli ospedali no-covid tra i pazienti e come sottolineano gli stessi operatori sanitari che denunciano: “mancano disposizioni imperative e posti letto”. È quindi necessario correggere il piano sanitario e prevedere immediatamente il potenziamento degli ospedali depotenziati e la riapertura di quelli chiusi, non in via temporanea ma stabile, anche per patologie non legate al covid19, dalle terapie oncologiche alla dialisi, richiedendo, in questo momento, l’impiego del servizio sanitario militare.

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