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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Alfio Caruso: Corruzione e tradimento. Così crollò il Regno delle Due Sicilie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

L’impresa dei Mille come mai è stata raccontata. Nel maggio del 1860, il Regno delle Due Sicilie rappresentava ancora la più grande e longeva realtà statuale dell’antico regime, un regno – con la sua passata storia di Regno di Napoli e Regno di Sicilia – plurisecolare che appariva, sulla carta, come la principale potenza della Penisola. Con l’impresa dei Mille, in soli sei mesi si dissolse. Una caduta tanto rapida quanto stupefacente, le cui cause sono tuttora oggetto di indagine e interrogazione da parte degli storici. Narrando dell’impresa dei Mille come mai è stata raccontata, nel chiaro dei suoi eroismi e nello scuro di pettegolezzi, congiure di palazzo, voltafaccia improvvisi, diserzioni ben remunerate, Caruso mostra, in queste pagine, come corruzione e tradimento, insieme naturalmente alla risolutezza garibaldina, siano tra le principali cause della fine dei Borbone. Usando testi più celebrati, testimonianze quasi ignote e l’intrigante memoir di padre Giuseppe Buttà, cappellano del ix battaglione cacciatori di Francesco ii, cui rimarrà fedele sino alla fine, il racconto non trascura nessuno dei capitoli e dei personaggi in gioco in quella pagina fondamentale della nostra storia. Così si apprende che nella scaramuccia di Calatafimi le camicie rosse di Garibaldi furono sempre il doppio dell’esangue battaglione borbonico spedito dal pavido generale Landi, più preoccupato di avere libera la via per Palermo che di ributtare a mare il nemico. La leggendaria incapacità del luogotenente Lanza, intessuta di vigliaccheria e rassegnazione al punto tale da consegnare Palermo a un Garibaldi sul punto di abbandonarla, si unisce alle mille indecisioni di Francesco, sopraffatto dall’opportunismo di ministri e cortigiani, spesso a libro paga di Cavour. E nel libro campeggiano gli spericolati intrighi del Gran Conte, che ignorava l’Italia oltre Firenze e tuttavia non si lasciò sfuggire l’occasione di farla.
Collana: I colibrì Pagine: 320 Prezzo cartaceo: €18,00 Prezzo ebook: €9,99 Neri Pozza Editore
Alfio Caruso (Catania, 1950), una laurea, una moglie, tre figli, una nuora, due nipotini, dopo quattro romanzi con Leonardo e Rizzoli si è dedicato con Longanesi alla storia italiana del Ventesimo secolo. Ne ha narrato l’escalation mafiosa (Da Cosa nasce Cosa, Perché non possiamo non dirci mafiosi, Io che da morto vi parlo, Milano ordina: uccidete Borsellino), l’abbondanza di misteri (Il lungo intrigo), i più importanti episodi della seconda guerra mondiale (Italiani dovete morire, Tutti i vivi all’assalto, Arrivano i nostri, In cerca di una Patria, Noi moriamo a Stalingrado, L’onore d’Italia). Con Einaudi ha pubblicato due romanzi, Willy Melodia e L’arte di una vita inutile, con Salani Breve storia d’Italia.

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Le armi nel regno delle utopie

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Lettera al direttore. Una bella lettera su Liberazione del 3 marzo, intitolata: “Basta con le guerre, basta con le armi”. Parla della solita ipocrisia di coloro che, dopo avere inviato consapevolmente colpevolmente giovani a combattere in terra straniera, esprimono profondissimo dolore per la loro morte. Una bella lettera, che però si conclude con un sogno impossibile: “Quando diciamo che un altro mondo è possibile, pensiamo anche ad un mondo senza armi e senza eserciti. Un’idea forte. Esercitiamola questa forza”. Ora, immaginare un mondo senza armi, mi sembra un’utopia. E forse della stessa opinione era un nonviolento per antonomasia, Gesù di Nazaret, il quale, pur predicando la nonviolenza, non parlò mai di disarmo. E dal Vangelo  si evince chiaramente che gli apostoli, o perlomeno alcuni di loro, erano armati. Leggiamo, in  Luca: “Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? ». Quelli che erano con lui, appena si accorsero di quello che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo usare la spada? » . E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne e disse: «Smettete, basta così ». E toccandogli l’orecchio, lo guarì” (Lc 22, 48 – 51). Gesù sapeva bene che i discepoli portavano la spada, ma non  ordinò loro di disfarsene. Li avrebbe rimproverati ugualmente, se fossero stati costretti ad usarla per difendere un bambino? (Francesca Ribeiro)

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Autunno nero nel regno dell’Ade

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Dolceacqua (IM) per le 22.30 di domenica 31 ottobre, nella suggestiva cornice del borgo medioevale l’atteso concerto della band symphonic metal olandese “Design Your Universe Tour 2010”. E gli Epica, per la prima volta in Liguria, saranno l’evento conclusivo della Halloween Gotich Fest, nell’ambito Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror, organizzato dall’Associazione Culturale Autunnonero con la direzione artistica di Andrea Scibilia e con il contributo della Regione Liguria. Alla band guidata dalla bellissima Simone Simons, faranno da supporter i ReVamp, la band dell’ex-After Forever Floor Jansen che si presenta con un sound unico intriso di Heavy e Symphonic e una voce potentissima che spazia dal lirico al graffiato, dal sussurrato all'”urlato”.
La giornata di domenica 31 ottobre, sarà all’insegna di eventi adatti a tutte le età. Il Regno dell’Ade, dove è possibile accedere a partire dalle 16,00 attraversando il ponte nuovo e il ponte romano. Il viaggio nel mondo di Autunnonero, che quest’anno è dedicato al tema “Metamorphosis – Miti, ibridi e mostri”, comincia nella Sala di Vetro del Castello dei Doria con la seconda parte di “Ecate Trivia”, un percorso nel femminile che inquieta. Nelle sale superiori è possibile visitare la mostra che espone le tavole originali di “Lucrezia”, l’albo speciale di Dampyr realizzato in collaborazione con la Sergio Bonelli editore e distribuito gratuitamente in occasione di Autunnonero, e l’esposizione dedicata alle tavole originali di Michele Cropera.
Alle 18,30 nella piazzetta interna del castello, l’Associazione Culturale IannàTampé, in collaborazione con la Compagnia dei Cavalieri di Sant’Andrea e l’Associazione Culturale Autunnonero, presenterà “Le ceneri di efesto” uno spettacolo nato dalla fusione di teatro, danza, combattimenti di spade e coreografie con il fuoco dall’antica arte marziale indiana del Kalaripayatt.
Tra gli eventi collaterali della Halloween Gotich Fest c’è anche l’Halloween Market, uno spazio dove sarà possibile ammirare oggetti unici, affascinanti, bizzarri e vedere le dimostrazioni di arti e mestieri di un tempo. Numerosi anche i percorsi enogastronomici legati alla festa come “Il tempio del cioccolato” che propone la degustazione di dolci, praline e fine cioccolateria, “Il percorso di Dioniso” con la degustazione attraverso le cantine di vino Rossese dei produttori di Dolceacqua. Spazio anche alle arti e mestieri antichi con “La fucina di Efesto”, dimostrazione dell’antica arte del fabbro forgiatore di spade.
Autunnonero 2010 torna poi a novembre con un altro appuntamento da non perdere, la seconda edizione del Convegno di Studi sul Folklore e il Fantastico, in programma a Genova il 13 e 14 novembre, nella suggestiva cornice del Castello d’Albertis. Dopo il successo della prima edizione, a cura di Sonia Maura Barillari, si torna a riflettere quest’anno sul tema dell’edizione 2010 del festival “Metamorphosis – Miti, ibridi e mostri”, un percorso tra il meraviglioso e il mostruoso attraverso il cinema, la letteratura, il folklore, l’antropologia e la criminologia, con la partecipazione di studiosi e ricercatori.

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L’estensione del peccato

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Lettera al direttore. Pietro Citati su La Repubblica del 10 luglio, scrive: “Secondo Benedetto XVI, alla fine del ventesimo secolo, il regno del peccato si è esteso. Quasi nessuno prega, varca le porte delle cattedrali, pensa a Dio e a Cristo, rispetta le leggi della Chiesa sulla vita e la morte. La società è profondamente  irreligiosa e anticristiana”. Qualche considerazione che lo scrittore non fa nel suo articolo. Se per pregare s’intende recitare preghiere nelle chiese, forse è vero che gli oranti siano pochi, ma se per preghiera s’intende rivolgere il pensiero a Dio qualora vediamo qualcuno soffrire, o quando noi stessi siamo nella sofferenza o semplicemente in difficoltà, ma anche nei momenti di gioia, allora non si può affermare che “quasi nessuno prega”. Poi: l’estensione del regno del peccato non si misura in base al numero delle persone che entrano nelle cattedrali, ma in base al loro comportamento verso il prossimo; non si misura in base al rispetto verso le leggi della Chiesa, ma in base al rispetto dei valori espressi dal Vangelo. Le leggi della Chiesa, infatti, non sempre s’identificano con la legge del Signore. Ma io credo che l’inquietudine e l’angoscia di Benedetto XVI siano da attribuire a ben altro. (Miriam Della Croce)

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Benedetto XVI a Palermo

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Benedetto XVI, che ha accolto l’invito della Chiesa siciliana, sarà a Palermo il prossimo 3 ottobre 2010. Erano stati i vescovi di Sicilia a invitare il Santo Padre con una lettera del 23 maggio del 2009. “Una terra – spiegavano nella nota – dalle profonde radici cristiane, nella quale numerosi uomini e donne, lungo i secoli, accogliendo l’annuncio del Vangelo, hanno testimoniato Cristo con la santità della vita, spesso anche con il martirio. Di questa terra si vuole far conoscere al Successore di Pietro non solo la storia, ma anche l’attuale impegno comune delle diciotto diocesi per la costruzione del Regno di Dio e per un servizio concreto a favore dell’uomo, radicato nel tessuto vitale dell’intero territorio dell’Isola”. Momento centrale della visita del Santo Padre sarà la solenne celebrazione Eucaristica prevista alle ore 10 nella spianata del Foro Italico Umberto I. Accanto al Papa per la santa Messa tutti i Vescovi di Sicilia. Sarà folta, poi, la delegazione di giovani e famiglie provenienti da tutta l’Isola. Questi, peraltro, già nelle due giornate precedenti alla visita, saranno impegnati in manifestazioni culturali, occasioni di riflessione, confronto e intensi momenti di preghiera. In particolare, l’Ufficio regionale di Pastorale Giovanile e quello per la Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Siciliana organizzeranno un convegno rivolto alle équipes diocesane, ai responsabili di movimenti, associazioni, gruppi ecclesiali presenti nelle Chiese di Sicilia. Il tema della riflessione sarà “Si FIDAdiTE… Lo sguardo del coraggio.. per una educazione alla speranza”. Per l’appuntamento a loro rivolto, sabato 2 ottobre, i giovani incontreranno i Vescovi di Sicilia per l’iniziativa “Fontane di Luce, che avrà luogo in 20 chiese del centro di Palermo. In programma laboratori e riflessioni degli esperti che daranno elementi concreti per la programmazione dell’azione pastorale nell’Isola. I relatori e gli esperti invitati al convegno sono persone di alto spessore culturale, sociale e religioso, che vivono e operano nella nostra regione. Nel pomeriggio di giorno 3 ottobre, alle 17, Benedetto XVI incontrerà il clero, i membri di vita consacrata e i seminaristi in Cattedrale. Alle 18, in piazza Politeama, si svolgerà l’happening con i giovani provenienti da tutta l’Isola.

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L’Italia delle due patrie

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

Editoriale Fidest. Mentre si stanno avviando i preparativi per festeggiare degnamente il 150° anniversario dell’Unità d’Italia da anni sta facendo capolino un’altra immagine di questo evento che non certo rema a favore dell’unità. In 150 anni non siamo riusciti a dare al nostro meridione e in parte anche al centro quella crescita economica che le spetta per porsi con dignità alla pari dello sviluppo industriale e produttivo del Nord. Ha incominciato il regno sabaudo, sbagliando passo, allorché inviò i suoi plenipotenziari in quello che già era il regno delle due Sicilie di borbonica rimembranza, ritenendo il problema di quelle regioni solo di natura burocratica e amministrativa. Lo stesso errore lo commise il fascismo lasciando che tali regioni restassero solo terreno di scontro stato-mafia. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu da parte del governo centrale una sorta di “vampata” innovatrice e si pensò che il riscatto potesse venire da quello che fu poi considerato un vero e proprio carrozzone come quello dei saltimbanchi girovaghi nelle piazze povere del contado: la Cassa del Mezzogiorno. In pratica non ridusse il gap tecnologico ed imprenditoriale tra Nord e Sud, ma fece di peggio: illuse e sperperò enormi risorse. Il risultato fu che centinaia di imprenditori del Nord scesero nel meridione incassarono i contributi e ritornarono da dove erano venuti lasciando sul posto solo le mura delle loro fabbriche. Il risultato di tutto ciò lo possiamo notare nei dettagli allorchè, ad esempio, da Milano a Roma con un treno a grande velocità facciamo i 600 Km che separano le due città in circa 4 ore e ci dobbiamo, poi, sobbarcare i mille che separano Roma da Palermo in 12 ore e su treni stile tradotta. Ma sono le tratte che mostrano quanto è profondo il sud. Da Roma a Napoli c’è un percorso preferenziale con un treno, diciamo ad alta velocità, ma dopo Salerno incominciano i problemi e per finire nel percorso siciliano dove si va a scartamento ridotto. E la rete dei trasporti è la prima causa di un isolamento che determina un effetto domino per le altre attività a partire dall’agricoltura e per finire all’industria alberghiera. E alla beffa si aggiunge lo scorno se si pensa che i risparmi dei meridionali sono trasferiti regolarmente al Nord per finanziare quella imprenditoria, che in qualche modo incoraggia il separatismo leghista. Persino il federalismo fiscale è visto in questa chiave. E’ come aver spremuto sino all’ultima goccia un limone e alla fine si butta la buccia. Scopriamo le “regioni virtuose” per cui diventa necessario lasciare che si tengano i proventi delle tasse pagate dai loro abitanti e scopriamo altrettanto bene le “regioni poco virtuose” che non hanno altro dovere che essere esposte ad enormi sacrifici per sanare quelle stesse finanze che sono state allegramente sperperate con il beneplacito dell’autorità centrale. E se questo Stato è così poco lungimirante nello spingere alla deriva il nostro sciroccato meridione oggi pensa di gloriarci della sua unità nei fasti della sua ricorrenza, credo sappia poco fare i conti con la realtà del paese. Ma la sorpresa è un’altra. Non è il meridione del paese a non sentire l’Italia come una nazione. Lo sono le regioni del Nord che non sanno più cosa farsene del limone spremuto e la Lega docet. Dobbiamo forse convenire con quanti affermano che la Sicilia e con essa le altre regioni del meridione fanno parte di una nazione, ma senza Stato? E il festeggiare ci giunge amaro in bocca. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A Chris Sharma il Salewa rock award 2009

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

salewaNella splendida cornice del Casinò Municipale di Arco di Trento è stato annunciato i il vincitore del SALEWA Rock Award, quello che ormai da tutti è considerato l’Oscar dell’arrampicata. Ad aggiudicarsi la quarta edizione del premio è stato l’americano Chris Sharma, alla sua terza nomination. Talento da vendere e grande carisma per questo atleta californiano: il suo regno spazia dal boulder alle competizioni, dalle vie in falesia al deep water.  La vittoria dell’atleta americano è stata decretata da una giuria internazionale composta dalle redazioni di 19 riviste specializzate tra le più importanti del mondo, e il criterio scelto è basato sulla valutazione delle performance che l’atleta ha ottenuto nel corso della passata stagione, quindi nel periodo da luglio 2008 a giugno 2009. Ma non solo, perchè i giurati possono esprimere un giudizio anche per quanto il climber ha saputo influenzare lo “stile” e l’etica dell’arrampicata sportiva.  Key Rush, brillante presentatrice della serata, ha parlato al numeroso pubblico di Sharma come di un ragazzo che affronta la vita di tutti i giorni in modo tranquillo e rilassato, tanto che i suoi amici gli hanno attribuito il soprannome di Chris “calma”.  Inoltre, nel corso dell’evento sono stati presentati ufficialmente il logo e il filmato dell’IFSC World Climbing Championship, il campionato mondiale di arrampicata che si svolgerà ad Arco nel luglio 2011 e di cui SALEWA sarà partner.
SALEWA è il marchio leader in Europa per l’attrezzatura e l’abbigliamento da montagna. Un vero “multispecialista” nell’outdoor: oltre settant’anni di tradizione ed esperienza sono fonte continua d’ispirazione e rappresentano la base per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Il gruppo SALEWA, che conta 700 dipendenti, è gestito con elevata professionalità da una conduzione familiare. http://www.salewa.it (salewa)

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L’Atene del cristianesimo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Il Medioevo che va all’incirca tra il 500 ed il 1500 dopo Cristo è stato definito, da taluni studiosi, come l’Atene del Medioevo. Un’epoca considerata grande per le sue idee e concezioni di vita, per la creatività in ogni direzione, intellettuale, artistica, politica, per le invenzioni e le esperienze di vita cristiana. Ciascun evento oggi esistente sarebbe più povero e gramo se non si fosse avvalso del grande contributo offerto dal Medioevo. Se ci limitiamo a considerare il solo aspetto religioso possiamo asserire che l’afflato spirituale del cristiano ha tratto proprio dal Medioevo la sua linfa vitale. “Questo sentirsi tutti in Dio e in Dio recuperare la pienezza dell’umano, secondo le parole di Claudio Leonardi, questo sapere di potere unirsi a Dio, di poter diventare Dio, senza rinunciare all’umano ma sapendosi pienamente uomini; questo desiderare e cercare solo il regno di Dio ed avere tutto l’umano come un dono gratuito.” Tutto questo ha trovato la sua fonte nella cultura medievale. “Di questa concezione ed esperienza il Medioevo ha fatto una società. Una società di questo tipo non è pensabile recuperare il senso spirituale delle conquiste medievali.

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