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L’appello di papa Francesco per regolamentare la finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Che di fronte al dilagare incontrollato della finanza speculativa sia necessario “rivolgersi alla preghiera”, è uno schiaffo morale ai governi e alle istituzioni economiche internazionali preposte al controllo e alla regolamentazione dell’economia, della moneta e dei settori finanziari. E’, però, l’ammissione della loro incapacità d’intervento e della sottomissione al “mercato senza leggi” e al laissez faire più spregiudicato. Dinanzi all’intollerabilità della situazione, papa Francesco si è sentito in dovere di richiamare i credenti e i laici con un video dedicato alla preghiera per una “finanza giusta, inclusiva e sostenibile”. Egli afferma che “mentre l’economia reale, quella che crea lavoro, è in crisi – quanta gente è senza lavoro! – i mercati finanziari non sono mai stati così ipertrofici come sono ora. Quanto è lontano il mondo della grande finanza dalla vita della maggior parte delle persone! La finanza, se non viene regolamentata, diventa pura speculazione animata da politiche monetarie. Questa situazione è insostenibile. È pericolosa. Per evitare che i poveri tornino a pagarne le conseguenze, bisogna regolamentare in modo rigido la speculazione finanziaria.”. Ricorda che la finanza deve essere uno strumento per servire le persone e per prendersi cura della casa comune e fa un appello “perché i responsabili della finanza collaborino con i governi, per regolamentare i mercati finanziari e proteggere i cittadini in pericolo.” In pratica riprende il discorso avviato nel 2015 con l’enciclica Laudato sì” in cui si afferma che “la finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale”. Secondo Francesco non è una questione di teorie economiche ma della loro applicazione fattuale nell’economia. Il mercato da solo non può garantire lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale, né la protezione dell’ambiente e dei diritti delle generazioni future. Nell’enciclica citata si sostiene: “La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia… Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. Secondo noi la crisi finanziaria del 2007-2008 ne è la prova: sarebbe stata l’occasione per sviluppare una nuova economia, non solo più attenta ai principi etici, ma, soprattutto, per regolamentare l’attività finanziaria speculativa e la ricchezza virtuale. Purtroppo non è stato così. Certo, sono concetti che papa Francesco ripete ormai costantemente. Lo ha fatto anche recentemente nell’enciclica “Fratelli tutti” e con molto coraggio anche nella lettera inviata al meeting della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, svoltosi lo scorso aprile. Egli afferma che “è ora di riconoscere che i mercati — specialmente quelli finanziari — non si governano da soli. I mercati devono essere sorretti da leggi e regolamentazioni che assicurino che operano per il bene comune, garantendo che la finanza – invece di essere meramente speculativa o finanziare solo sé stessa – operi per gli obiettivi sociali tanto necessari nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria globale”. Ci preme sottolineare che la preghiera del papa ha avuto anche qualche orecchio attento. La Federcasse, la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo, una rete di 250 banche cooperative di comunità con un milione e 350 mila soci, l’ha fatta sua. Del resto essa fa della vicinanza al territorio, alle famiglie e ai piccoli imprenditori e artigiani la sua mission. In merito, il direttore generale Sergio Galli ha ribadito che “occorre elaborare nuove forme di economia e finanza realmente orientate al bene comune e rispettose della dignità umana”. Naturalmente le tematiche affrontate da papa Francesco sono tali che oggettivamente impongono ai governi decisioni rapide e stringenti. In questi giorni da più parti si sollecita il superamento dei brevetti sui vaccini. Tema che va affrontato. Si consideri che, mentre nei paesi industrializzati una persona su 4 ha già ricevuto almeno una dose di vaccino, nei paesi poveri, invece, l’ha avuta una su 500. Il caso più odioso è sicuramente quello dell’India, dove si produce il 70% dei vaccini mondiali, ma non per i propri cittadini, bensì per l’export. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Regolamentare intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“L’uso di tecnologia dell’IA deve essere regolamentato, sin dallo sviluppo, garantendo anche meccanismi sanzionatori in mancanza di ottemperanza alle norme imposte dall’autorità pubblica. Ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. La sovranità digitale è il tema del nostro tempo e FDI sarà in prima linea. L’autoritarismo digitale cinese, di cui il “credito sociale” è simbolo, è contrario ai valori europei. Lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale deve basarsi su rigide regole o rischiamo scenari inquietanti da “Omniscient”, come avviene per il riconoscimento biometrico per le fattezze razziali degli Uiguri, accusati in quanto tali di essere terroristi, fino ad arrivare alla distorsione della stessa natura umana, come avvertono numerosi esperti di etica dell’innovazione come Paolo Benanti. Stiamo per depositare una legge quadro alla Camera dei Deputati su questi temi, elaborata con i massimi esperti dei temi dell’innovazione e dei diritti digitali.”Così sull’emanazione del Regolamento Europeo Federico Mollicone, deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, capogruppo di FDI al Parlamento Europeo, Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia Coordinatore per il Gruppo dei conservatori e riformisti europei nella Commissione libertà civili giustizia e affari interni. sulle nuove regole e azioni sull’intelligenza artificiale varate dalla Commissione Ue.

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L’UE deve regolamentare le piattaforme online

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Parlamento europeo. I deputati hanno approvato ieri due relazioni d’iniziativa legislativa distinte, in cui si chiede alla Commissione di risolvere le attuali lacune normative relative all’ambiente online, nel suo pacchetto di legge sui servizi digitali (DSA, Digital Services Act) che sarà presentato a dicembre. Le attuali norme UE sui servizi digitali sono rimaste sostanzialmente invariate dall’adozione della direttiva e-commerce adottata venti anni fa. Grazie al DSA, l’Unione europea intende plasmare l’economia digitale europea e definire le norme a livello mondiale, come successo con la protezione dei dati. Tutti i fornitori di servizi digitali operanti da paesi terzi saranno tenuti a rispettare le norme sui servizi digitali, allorché i loro servizi si rivolgono anche a consumatori o utenti all’interno dell’UE.I deputati chiedono di istituire un meccanismo di “notifica e azione” vincolante, affinché gli utenti possano notificare agli intermediari contenuti o attività potenzialmente illeciti. Ciò aiuterà gli intermediari a reagire rapidamente ed essere più trasparenti in relazione alle azioni adottate nei confronti di contenuti potenzialmente illeciti. Gli utenti devono poter presentare ricorso tramite un organismo nazionale di risoluzione delle controversie, si legge nel testo. Il Parlamento chiede che venga fatta una precisa distinzione tra contenuto illecito e contenuto nocivo (il regime di responsabilità giuridica dovrebbe riguardare il “contenuto illecito”, solo secondo quanto definito dal diritto comunitario o nazionale). Le piattaforme dovrebbero evitare di introdurre filtri sui contenuti caricati o alcuna forma di controllo dei contenuti ex ante, per i contenuti nocivi o illeciti. La decisione finale sulla natura lecita o meno dei contenuti dovrebbe essere presa da un organo giuridico indipendente e non da aziende private. I contenuti nocivi, l’incitamento all’odio e la disinformazione dovrebbero essere contrastati attraverso un obbligo di maggiore trasparenza e grazie all’alfabetizzazione mediatica e digitale.Il Parlamento afferma che il principio che “ciò che è illegale offline lo è anche online”, così come la protezione dei consumatori e la sicurezza degli utenti, dovrebbero diventare i principi guida della normativa sui servizi digitali.I servizi e le piattaforme di intermediazione online devono migliorare la loro capacità di individuare e rimuovere le dichiarazioni false e contrastare gli operatori commerciali disonesti, ad esempio chi vende falsi dispositivi medici o prodotti pericolosi, come accaduto durante la pandemia di COVID-19.I deputati chiedono anche l’introduzione di un nuovo principio “conosci il tuo cliente” (Know Your Business Customer), che prevede che le piattaforme controllino e blocchino le società fraudolente che utilizzano i loro servizi per vendere prodotti e contenuti illegali e non sicuri.Inoltre, devono essere presentate delle norme specifiche per prevenire i fallimenti del mercato (anziché limitarsi a porvi rimedio) causati dalle grandi piattaforme, al fine di aprire i mercati a nuovi attori, tra cui PMI e start-up.Maggiori informazioni sulle richieste presentate dalla commissione per il mercato interno, e sostenute in Aula con 571 voti favorevoli, 26 contrari e 94 astensioni, sono disponibili qui e qui.I deputati vogliono garantire agli utenti un maggiore controllo sul contenuto cui sono esposti online, consentendo loro di disattivare la selezione automatica dei contenuti, e renderli meno dipendenti dagli algoritmi. La pubblicità mirata deve essere regolamentata in modo più severo a favore di forme di pubblicità meno invasive e contestualizzate che richiedono quantità minori di dati e non dipendono da una precedente interazione degli utenti con i contenuti. Si invita inotre la Commissione a valutare le opzioni per regolamentare la pubblicità mirata, compresa un’eliminazione graduale che sfoci in un divieto. La legge DSA dovrebbe prevedere, ove possibile, il diritto di usare i servizi digitali in modo anonimo. Infine, al fine di garantire il rispetto delle nuove regole, la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di istituire un’entità europea incaricata del monitoraggio e di irrogare sanzioni.Maggiori dettagli sulla richiesta della commissione giuridica, approvata dalla Plenaria con 637 voti favorevoli, 26 contrari e 28 astensioni, sono disponibili qui e qui. In una terza risoluzione non legislativa, presentata dalla commissione per le libertà civili, e incentrata sulle questioni relative ai diritti fondamentali, si invitano i fornitori di servizi digitali a ritirare i contenuti dalla rete in modo “diligente, proporzionato e non discriminatorio” al fine di salvaguardare la libertà di espressione e di informazione, nonché la privacy e la protezione dei dati personali.I deputati sottolineano inoltre la natura problematica del “micro-targeting” basato su caratteristiche che espongono vulnerabilità fisiche o psicologiche, in quanto diffonde incitamento all’odio e disinformazione, e chiedono trasparenza in merito alle politiche di monetizzazione delle piattaforme online. La risoluzione è stata adottata con 566 voti favorevoli, 45 contrari e 80 astensioni.

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Facebook e libra: Smantellare o regolamentare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Ora che la cryptovaluta libra è stata in pompa magna lanciata dal suo creatore Facebook, non sarebbe particolarmente estroso pensare che altri possano fare altrettanto. E quindi, da parte delle nostre Autorità, che brillano per non fare molto in prevenzione, e anche se allo stato potrebbe sembrare esagerato, potrebbe farsi avanti l’ipotesi di smantellamento.
Ciò potrebbe essere avvalorato perché in questa fase sappiamo molto poco di questo progetto della Libra, tranne che mobilita i migliori elementi di Facebook, guidato da David Markus, ex vicepresidente di Paypal, la cui struttura legale dovrebbe essere ospitata in una fondazione svizzera – un modello giuridico noto per la sua forte autonomia e potenziale opacità – e che una campagna di raccolta fondi è stata organizzata tra i maggiori influencer per il suo sviluppo iniziale.
Le domande più semplici, in questo contesto, potrebbero essere: ma non è un normale mercato del business? E Facebook non sta esercitando un suo legittimo diritto a svilupparsi? Proviamo a capire, con quattro ragionamenti, perché ci si dovrebbe preoccupare di questa iniziativa:
1 – L’impegno maggiore per Facebook in questo periodo sarà di lanciare la libra che, nella fase iniziale, sarà uno strumento di pagamento piuttosto che una valuta. Passata (con successo –impossibile non crederlo) questa prima fase e accumulati riconoscimenti un po’ ovunque, sarà semplice che crei attività finanziarie più sofisticate, come l’emissione di credito o di prodotti assicurativi. Conosciuti e meglio approfonditi i comportamenti dei suoi “fedeli”, per Facebook sarà semplice farsi carico del rischio del credito. Da qui il passo è breve, e con quasi inesistenti rischi, per diventare emittente monetario nonché attore dominante di prodotti finanziari sofisticati, coi quali influenzare gli orientamenti finanziari di questa o quell’altra economia.
2 – il modello verso cui si avvia Facebook è quello tipico del credito sociale cinese, dove si incontrano le funzioni di social networking con quelle di pagamento. E sarebbe facile implementare la repressione di comportamenti “devianti” con sanzioni finanziarie ad hoc… una sorta di propria polizia finanziaria.
3 – Facebook è l’unica azienda al mondo che dispone di 2,5 miliardi di utenti registrati. Se l’operazione libra riuscirà, grazie al peso economico che ne conseguirà, a posteriori sarà difficile imporgli delle regole.
4 – Facebook ha sempre privilegiato la crescita anche calpestando il rispetto dei dati privati dei suoi “fedeli”. Solo il timore di azioni molto coercitive da parte delle autorità di regolamentazione in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica (la vendita illegale dei loro dati per vari motivi che ha portato Zuckerberg davanti ai tribunali di mezzo mondo) è riuscito a influenzare la strategia di sviluppo dell’azienda usando una maggiore trasparenza.
Le innovazioni che si basano su monete elettroniche non sono cattive in sé, ma quello che abbiamo ricordato richiederebbe una particolare attenzione. A cui aggiungiamo che la dimensione di Facebook, e il nuovo potere che ne deriverebbe da questa vicenda della libra, non è escluso che potrebbe rappresentare un ostacolo (o una vera e propria barriera) per l’ingresso di nuovi attori in questo mercato.
Per concludere. Visto che il mercato europeo sarebbe uno dei primi al mondo per questa iniziativa, il famoso motto “prevenire è meglio che combattere” sarebbe quantomai utile da prendere in considerazione. In virtù del fatto che sarebbe facile per alcuni (non proprio amanti e avvezzi al libero mercato) avanzare ipotesi di smantellamento di simili iniziative, sarebbe bene che l’Unione europea, che ha tutte le carte in regola per intervenire, lo faccia a priori e non, in forma di repressione, solo a posteriori.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma: tariffe taxi

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

«La Commissione Consultiva Taxi ha approvato l’ipotesi di riforma del sistema tariffario del trasporto pubblico non di linea, proposta dall’Amministrazione comunale, che va nella direzione di garantire i giusti diritti degli utenti e dei tassisti per un servizio trasparente e affidabile».  E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Roma Sergio Marchi. «Ora l’iter amministrativo prevede il passaggio della proposta in Giunta comunale e il successivo dibattito e votazione in aula Giulio Cesare, preceduto dall’analisi della proposta in seno alle Commissioni competenti e all’acquisizione del parere dei Municipi, trattandosi di modifica regolamentare. Sarà nostra cura – precisa l’assessore – convocare anche il tavolo dei consumatori, con i quali è previsto in settimana un incontro, comprese le rappresentanze non presenti in seno alla Commissione Consultiva, per garantire la piena partecipazione di tutti, prima della definitiva approvazione in Consiglio comunale». «Le nuove regole – ribadisce Marchi – sono tese a garantire legalità e trasparenza, con l’ obbligo di esporre le tariffe, ben visibili, sugli sportelli delle auto bianche e con l’ abolizione della ‘ tariffa 2′, ovvero di quel pulsante sul tassametro che fino ad oggi consentiva una riscossione diversa e maggiore per le corse lunghe e periferiche e che potendo essere azionato manualmente dal tassista si prestava a facili abusi, come recentemente accaduto e riportato dalla cronaca in questi giorni. Pertanto, una truffa come quella perpetrata ai danni delle due persone accompagnate per oltre 100 euro dall’aeroporto di Ciampino all’ospedale Sant’ Andrea, non sarà più possibile».  «Altra novità proposta – continua Marchi – è la possibilità per il Comune, nel caso dei reati più gravi, di arrivare alla sospensione e anche alla revoca della licenza. Contestualmente è intenzione del Comune di Roma iniziare nei prossimi giorni l’allestimento di un box informativo taxi presso l’aeroporto di Fiumicino, per dare al turista in arrivo o a chiunque interessato, informazioni certe sulle tariffe vigenti e sulle regole che disciplinano il servizio taxi nella città di Roma. L’intenzione dell’Amministrazione comunale – spiega – è di arrivare a gestire questo punto informativo d’intesa con il Comune di Fiumicino, giungendo in tempi rapidi all’ unificazione delle tariffe tra i due comuni». «Per quanto riguarda l’adeguamento tariffario – dichiara Marchi – la proposta dell’Amministrazione prevede un ritocco della tariffa per le corse brevi, entro 5 chilometri dal Centro Storico, che comporterà un considerevole beneficio per la categoria, senza pesanti aggravi nei confronti dell’utenza. Contestualmente verrà stabilita l’abolizione dei 2 euro di tariffa aggiuntiva per i taxi in partenza dalla stazione Termini. A fronte di questo si prevede una riduzione dei costi per le corse semiperiferiche, a chiaro vantaggio dell’utenza più debole, insieme al ripristino dello sconto del 10% per le corse notturne usufruite dalle donne non accompagnate in orario serale». «Infine – conclude l’ assessore – l’adeguamento proposto per le tariffe fisse da e per gli aeroporti è pari a 45 euro per l’ aeroporto di Fiumicino, 35 euro per quello di Ciampino, oltre all’introduzione di una nuova tariffa fissa per Civitavecchia, pari a 120 euro».

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