Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘regolamenti’

I sindacati militari sono una realtà: Il primo passo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

I sindacati militari rivestono figura giuridica ed opereranno convenientemente utilizzando gli strumenti giuridici che sono posti dall’Ordinamento a tutela di qualunque cittadino al fine di tutelare i militari. Evidentemente il Codice dell’Ordinamento Militare ha bisogno di essere adeguato, aggiornato, semplificato nel linguaggio normativo. Le disposizioni in materia di ordinamento militare devono essere chiare e semplici. Ecco perché il Governo è stato delegato per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare.

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Iniziative lotta lavoratori giudiziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Nessun passo indietro da parte del Ministero della Giustizia sul Contratto Integrativo firmato dalla minoranza delle organizzazioni sindacali. Vengono pertanto confermate le iniziative di lotta dei lavoratori giudiziari annunciate da RdB P.I., FPCGIL, UILPA e FLP: dal 15 al 20 marzo applicazione rigorosa dei regolamenti sull’accesso agli atti processuali ed osservanza rigida delle mansioni in tutti gli uffici; a fine mese astensione dallo spoglio delle elezioni regionali. Al tavolo ministeriale i rappresentanti di RdB P.I., FPCGIL, UILPA e FLP si sono presentati mostrando cartelli con su scritto: “Lavoratori in lotta contro lo sfascio della Giustizia”. Un identico striscione è stato srotolato fuori alla sede di Via Arenula, dove a sostegno della vertenza si è svolto un presidio di lavoratori, alcuni dei quali si sono incatenati alla cancellata dell’edificio. Un altro gruppo di lavoratori, a fronte della presenza in sede del Ministro Alfano, ha chiesto di essere ricevuto senza ottenere alcuna risposta dal Ministro. “Siamo consapevoli delle possibili ripercussioni della nostra lotta sulla prossima tornata elettorale – afferma Pina Todisco, della Direzione Nazionale RdB Pubblico Impiego – ma è l’Amministrazione a scegliere lo scontro con i lavoratori. Di fronte alla conferma dello scempio di questo contratto integrativo, noi non possiamo far altro che continuare a stare dalla parte dei lavoratori e della Giustizia”, conclude la dirigente RdB P.I..

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Fonti rinnovabili e regolamenti edilizi

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2010

Il Comitato di Indirizzo di 16 Associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili chiede alla Camera dei Deputati e al suo Presidente on. Gianfranco Fini di annullare la nuova proroga (dal 1 gennaio 2010 al 1° gennaio 2011), approvata dal Senato all’interno del Dl 194/2009, per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di nuovi edifici. Il Comitato di Indirizzo, a cui aderiscono 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili, apprende con stupore che il Senato, nella seduta dell’11 febbraio 2010 in cui si è approvato il maxi-emendamento al Dl 194/2009 “Milleproroghe”, ha introdotto una nuova proroga per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011. L’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 (vedi sotto). Il suo rinvio comporterà un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%). Per questo chiediamo ai rappresentanti della Camera dei Deputati e al Presidente della Camera on. Gianfranco Fini (vedi lettera allegata) di adoperarsi affinché nell’esame del Dl 194/2009 “Milleproroghe” venga ripristinato il contenuto dell’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008 a partire dal 1 gennaio 2010.

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Riordino codice militare

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Alcuni lettori hanno segnalato a GrNet.it che il link del Senato sul quale erano liberamente prelevabili gli Atti 165 e 166 recanti “Schema di decreto sul riordino del codice dell’ordinamento militare e schema di testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare”, non e più disponibile. Per dare la possibilità ai lettori di poter usufruire liberamente dei suddetti documenti, GrNet.it mette a disposizione il testo al seguente link: http://www.grnet.it/allegati/Atto165-166.pdf

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I siti del “pianeta militare”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Vincenzo Marzano ci ha inviato, per conoscenza, una lettera indirizzata al Ministro della Difesa per sapere se il ministro non ritenga opportuno fare chiarezza “sulla massa di notizie che vengono diffuse su internet dai siti http://www.pianetacobar.eu,  http://www.alessandrorumore.com,  http://www.dirittierovesci.it e http://www.forzearmate.org e altri che riportano al loro interno informazioni relative alle attività svolte dagli organismi della rappresentanza militare o dei singoli delegati che non sembrerebbero essere conformi alle norme regolamentari stabilite per la loro diffusione all’esterno delle Forze armate”. Ciò, si fa notare, travalica la legittima informazione in quanto di sovente si entra nel merito e si finisce, dato il carattere pubblico dello strumento informativo, con il creare una immagine, ai non “addetti ai lavori”, deformata sulla vita e sull’attività dei militari. Non solo. Qualche sito riporta persino il logo dell’arma dei carabinieri e, in pratica, lascia supporre che la rappresenti ufficialmente mentre in effetti è gestita “privatamente” da militari in servizio. Non spetta a noi di certo entrare nel merito di quanto sta accadendo e meno che mai considerarne la legittimità o meno. Lasciamo pure al Ministro quella che potrebbe essere considerata una “patata bollente” messa nelle sue mani in quanto, a nostro avviso, tutto ciò accade perché manca una qualche forma di rappresentanza militare di tipo sindacale come lo è in polizia. Se così fosse le iniziative sarebbero state agevolmente riconoscibili dai media come atti volti ad affrontare le migliori condizioni di lavoro e di tutela professionale nell’esercizio dei propri compiti. Diciamo che il Cocer è identificabile come un primo passo per una migliore e più incisiva forma di partecipazione collettiva per la gestione della vita militare che oggi presenta complessità e impegni maggiori e più sensibili rispetto al passato. Non possiamo del resto fingere che nulla stia accadendo, ma riteniamo proprio per il moltiplicarsi di iniziative che stanno diventando fuori controllo e che inducono, tra l’altro, a facili confusioni anche all’interno del mondo militare, che sia giunto il momento di prendere, come si sul dire, il toro per le corna e fare delle scelte che sappiano contemperare le legittime forme d’informazione da quelle stimolate da altri interessi che nulla hanno a che vedere con la vita militare. (R.A.)

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La scuola e i nuovi regolamenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

Lettera al direttore. l’Ocse (www.istruzione.it) dice che “La riduzione delle ore di insegnamento deve (…) evitare le ore relative alle discipline delle aree matematico-scientifico-tecnologiche”. Ma i nuovi regolamenti fanno il contrario: negli Istituti Tecnici e Professionali (triennio finale) si ha un forte taglio delle ore delle discipline scientifiche e tecnologiche di indirizzo (-20%), con futuri periti con competenze molto minori di ora, e nei bienni iniziali, tagli delle ore di discipline scientifiche fino al 60%(solo 2 ore di chimica negli economici e nei professionali, insufficienti per il necessario laboratorio); si vuole inoltre affidare l’insegnamento di discipline scientifiche a docenti diplomati, gli ITP, ma queste discipline vanno insegnate dal laureato! Nei Licei le cose non migliorano: le ore sono pochissime e la Chimica continua ad essere insegnata non da laureati in chimica ma da laureati in Scienze, e viene accorpata con le scienze nell’insegnamento-calderone “scienze naturali” [chimica+scienze (naturali e biologiche)]. Bisogna separare i due insegnamenti, la chimica insegnata dal laureato in chimica della classe 33-A (oltre 20 esami chimici, il laureato in scienze in media 1-2) e le scienze dai laureati in scienze naturali o biologiche della classe 46-A, che andrebbe ridenominata “scienze naturali e biologiche”: le scienze naturali vanno infatti studiate separatamente e dopo la chimica inorganica e le scienze biologiche dopo chimica organica. (Prof. Chim. Michele Borrielli)

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L’Esercito italiano verso il 150° anniversario

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Giovedì 9 luglio 2009, alle ore 20,15, presso l’Unione Industriale, Ristorante “il Circolo”, via Fanti 17, Torino (prenotazione obbligatoria).in occasione dell’uscita del suo libro Soldati e Ufficiali: L’Esercito italiano dal Risorgimento a oggi  (pagg. 344, Le Scie, Mondadori). Modera la serata, Vittorio G. Cardinali, Presidente dell’Associazione Immagine per il Piemonte. Introduce, il conte Alessandro Cremonte Pastorello, Presidente del Premio di Cultura L’Arcangelo. Interviene, Gen. Div. Franco Cravarezza. Dal 4 maggio 1861, quando nasce ufficialmente l’Esercito italiano, al 1° gennaio 2005, quando finisce la coscrizione obbligatoria, trascorrono quasi 150 anni in  cui la storia dell’Esercito coincide in larga parte con quella del nostro Paese. Storia di interventi in ordine pubblico, quando i reggimenti di fanti e bersaglieri dell’età liberale sono «il filo di ferro che tiene insieme la Nazione dopo averla unita»; storia di ambizioni coloniali; storia drammatica di guerre, sul Carso, sull’altopiano di Asiago, sul Piave, nel deserto di El Alamein, nelle steppe gelide del Don; storia di strategie nucleari e di contrapposizioni tra blocchi negli anni della Guerra Fredda; storie più recenti di missioni all’estero. Ma anche, e forse soprattutto, storia del tempo di pace: i riti della coscrizione, le canzoni del consenso e del dissenso, le simulazioni davanti ai consigli di leva, le grandi parate in occasione delle feste nazionali, i raduni delle associazioni d’arma. Attraverso un originale  percorso di ricerca – le fonti spaziano dagli archivi militari all’innodia popolare, alla letteratura – Gianni Oliva ripercorre le vicende del nostro esercito, di cui ci mostra l’evoluzione organizzativa, l’impiego bellico ma anche l’impatto sull’immaginario collettivo: ne risulta una narrazione suggestiva, che va ben oltre i confini della storia militare e che guarda all’esercito non solo come a uno strumento di forza, ma come a un aspetto fondante della “cultura” italiana.
Gianni OLIVA, studioso del Novecento, ha insegnato Storia delle istituzioni militari alla Scuola di Applicazione d’Arma di Torino. Da anni nei suoi saggi si occupa degli aspetti meno indagati della storia nazionale recente. Fra i suoi libri pubblicati da Mondadori ricordiamo: I Savoia (1998), La resa dei conti (1999), Storia degli alpini (2001), Storia dei carabinieri (2002), Foibe (2002), L’alibi della Resistenza (2003), Profughi (2005), Si ammazza troppo poco (2006) e L’ombra nera (2007). Attualmente è Assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

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