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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘regolamento’

Didattica digitale integrata, arriva il regolamento fino alle medie

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

In corrispondenza dell’avvio dell’anno scolastico, il ministero dell’Istruzione ha prodotto il Regolamento della didattica digitale integrata Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado: nel richiamare integralmente, nel merito, quanto già espresso all’interno del Documento per la pianificazione di cui al DM39/2020, si evidenzia che tutte le scuole, a prescindere dal grado di istruzione, dovranno dotarsi del suddetto Piano. L’elaborazione del Piano, allegato o integrato nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, riveste dunque carattere prioritario poiché esso individua i criteri e le modalità per riprogettare l’attività 2 didattica in DDI, a livello di istituzione scolastica, tenendo in considerazione le esigenze di tutti gli alunni e gli studenti, in particolar modo degli alunni più fragili.
Ogni istituto, ottemperando ai principi del GDPR 679/2016, individuerà una Piattaforma che permetta un buon livello di servizio, ma al contempo presenti strumenti in grado di evitare il rischio di violazione del diritto alla privacy. Anche avvalendosi di personale tecnico e consulenti dell’area tecnica (amministratore di sistema), l’Istituto gestisce la sicurezza delle piattaforme e delle applicazioni DaD con settaggi opportuni nell’area riservata all’amministrazione e configurazione; tuttavia, la didattica svolta online, tramite la rete internet, rimane esposta a rischi di violazione della privacy dovuti al comportamento dei partecipanti.

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Il Regolamento Ue sulle malattie infettive

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Oggi ASSALZOO, Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, è stata ricevuta in audizione alla Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato per l’esame del disegno di legge di delegazione europea del 2019. Il ddl, tra l’altro, riguarda anche l’applicazione del Regolamento UE 2016/429 in materia di sanità animale. In un confronto aperto e quanto mai costruttivo, l’Associazione ha sottolineato l’opportunità che la sua introduzione rappresenta per la disciplina del settore. Con questo regolamento si potrà finalmente semplificare una legislazione poco omogenea, alimentata negli anni anche da provvedimenti d’urgenza.Il regolamento prevede l’armonizzazione delle misure di sorveglianza e controllo delle malattie infettive ed entrerà in vigore il 21 aprile 2021. Il regolamento dell’Unione europea rappresenta un’opportunità importante di semplificazione e riordino della materia; il provvedimento è infatti una sorta di Testo unico che modifica e abroga ben trentotto provvedimenti legislativi. Lo stesso spirito che l’Associazione auspica possa ispirare anche l’azione del legislatore italiano.La normativa di recepimento dovrà infatti avere l’obiettivo di riordinare ed aggiornare la disciplina della sanità animale, come, ad esempio, riguardo alle malattie infettive emergenti, con l’auspicio di includere nella stessa disposizione anche le malattie non elencate nel regolamento comunitario.In qualità di autorità competente, il Ministero della Salute, attraverso l’autorità veterinaria centrale, dovrà poter contare su un’organizzazione adeguata ed efficiente, sia a livello centrale che periferico. Nelle Regioni sarà necessario introdurre un responsabile del servizio veterinario referente per il coordinamento con il centro.L’attività di semplificazione dovrà poi riguardare anche la raccolta delle informazioni attraverso una piattaforma unica che agevoli la condivisione dei dati, che elimini sovrapposizioni e che non preveda oneri agli operatori. E, infine, l’introduzione di una norma specifica che dia la possibilità di delegare alcuni controlli a veterinari non ufficiali.In questo modo il comparto della sanità animale potrà dotarsi di un rinnovato quadro legislativo coerente con il nuovo volto assunto negli ultimi anni ispirato all’approccio One Health, grazie ai ripetuti interventi del Ministero della Salute.Nel corso dell’audizione ASSALZOO ha anche illustrato la sua posizione in merito alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. Il suo recepimento dovrà accompagnarsi a un coordinamento della disciplina vigente. Sarebbe inoltre importante evitare di fissare un limite di fatturato alle aziende che dovranno rispettare le norme della direttiva, individuare l’autorità competente in materia in un’ottica di ulteriore semplificazione e integrare l’elenco delle pratiche vietate dal dettato europeo.

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Regolamento sul funzionamento del Registro pubblico delle opposizioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

“Era ora! Ma quando sarà operativo? E’ incredibile che il Governo ci abbia messo oltre due anni dall’approvazione della Legge per varare, solo in via preliminare, il nuovo regolamento del Registro delle opposizioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ci domandiamo ora quanto ci vorrà ancora per rendere davvero operativo il nuovo Registro? Quando i consumatori potranno realmente iscrivere il loro cellulare? Quando potranno revocare tutti i consensi precedentemente espressi? La condanna di oggi del Garante della Privacy attesta l’urgenza del problema. Gli italiani sono stufi di telefonate indesiderate e attivazioni di servizi non richiesti” conclude Dona.

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Nuovo regolamento CPC sulla cooperazione tra le autorità nazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

E’ entrato in vigore il regolamento (UE) 2017/2394 sulla cooperazione tra le autorità nazionali per l’esecuzione della normativa che tutela i consumatori. Il nuovo regolamento abroga e sostituisce il regolamento (CE) n. 2006/2004, con il quale la Comunità Europea ha istituito una rete di autorità nazionali, comunemente identificata con l’acronimo CPC (Consumer Protection Cooperation Network), avente lo scopo di realizzare una cooperazione tra gli Stati membri della Comunità e dello Spazio Economico Europeo, al fine di affrontare congiuntamente le violazioni del diritto in materia di tutela dei consumatori.L’entrata in vigore della nuova normativa comporta un indiscutibile rafforzamento dei poteri delle autorità nazionali responsabili individuate (la lista completa è disponibile qui) , che potranno, nel caso di violazioni delle normative menzionate del regolamento,
– richiedere informazioni a qualsiasi ente privato e pubblico per individuare l’identità dell’operatore responsabile dell’infrazione, nel rispetto della legislazione in materia di protezione dei dati
– effettuare degli acquisti campione (cd. mystery shopping) per verificare le condizioni post-vendita applicate e l’eventuale perpetrazione di discriminazioni geografiche
– ordinare, se necessario, la rimozione di contenuti online
– comminare multe o sanzioni periodiche per le violazioni commesse
– intraprendere azioni in coordinamento con la Commissione Europea nell’ipotesi di infrazioni su larga scala, che coinvolgano cioè almeno 2/3 dei cittadini europei.
Il regolamento istituisce inoltre un nuovo sistema di allerta per lo scambio efficace d’informazioni in caso di infrazione; le autorità nazionali potranno avvalersi del contributo di meccanismi di segnalazioni esterne da parte di organismi appositamente designati, quali associazioni di consumatori e i Centri Europei dei Consumatori della rete ECC-Net. Il Centro Europeo Consumatori Italia, anche prima di tale designazione, ha sempre proficuamente collaborato con il Ministero dello Sviluppo Economico, che ai sensi del regolamento CPC, funge da unico ufficio di collegamento (soggetto incaricato di coordinare le attività d’indagine ed esecutive), fornendo puntualmente informazioni e dati al fine di soddisfare richieste o esigenze specifiche dell’autorità. Il regolamento (UE) 2017/2394, nell’allegato, menziona espressamente, quali “norme dell’Unione a tutela degli interessi dei consumatori” ventisei specifiche normative, tra le quali si ricordano quelle relative alle clausole abusive, alla vendita e alle garanzie dei beni di consumo, ai diritti dei passeggeri nel trasporto aereo e ferroviario, alla multiproprietà, ai pacchetti turistici. Tale elenco potrà essere aggiornato in futuro al fine di estendere l’ambito di applicazione del regolamento a nuovi settori legislativi.

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Nuovo regolamento del corpo di polizia locale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

La Città Metropolitana di Torino istituirà un proprio Corpo di Polizia locale. Il Regolamento che disciplinerà l’attività del nuovo organismo è stato approvato all’unanimità nella seduta odierna dal Consiglio Metropolitano, dopo un ampio confronto sia nella Commissione competente che nell’aula di piazza Castello.“L’approvazione del Regolamento è l’espressione della volontà politica e istituzionale di confermare e valorizzare, potenziandola, la funzione del personale di vigilanza e controllo della Città Metropolitana di Torino nelle materie attribuitele dalla legislazione nazionale. sottolineano il Vicesindaco metropolitano Marco Marocco e la Consigliera Barbara Azzarà, delegata all’ambiente, alla tutela della fauna e della flora, ai parchi, alle aree protette e alla vigilanza ambientale –È intenzione dell’amministrazione far partire quanto prima la procedura per l’attribuzione dell’incarico di comandante del Corpo”.Il Corpo di Polizia Locale Metropolitana svolgerà attività di educazione, prevenzione, contrasto e repressione dei comportamenti previsti e puniti da leggi, regolamenti e disposizioni riguardanti la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, attività ispettiva e di vigilanza sulla qualità dell’aria e delle acque, sui rifiuti, sull’energia, le aree protette e i siti Rete Natura 2000, sugli incendi boschivi, le cave e le attività estrattive, glianimali da affezione, iltrasporto privato sulla viabilità metropolitana, il rispetto delle disposizioni in materia di circolazione stradale, tutela e gestione della fauna, educazione, prevenzione, contrasto e repressione delleviolazioni relative alle discipline regolanti le funzioni delegate dalla Regione Piemonte in materia dicaccia e pesca, attività e controlli inerenti la fauna selvatica, raccolta dei funghi epigei e ipogei, raccolta dei minerali, assetto forestale, patrimonio escursionistico e sicurezza degli sport montani, polizia idraulica, frodi in ambito vinicolo e rilascio deicertificati di iscrizione all’anagrafe vitivinicola.

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Unionsoa sul nuovo regolamento sugli appalti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla sua squadra di Ministri e in particolare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al Ministro all’Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Paola Pisano e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone”. È quanto dichiara Tiziana Carpinello, Presidente di UNIONSOA, l’Associazione Nazionale Società Organismi di Attestazione. “Il complesso dossier sull’attuazione delle modifiche di recente introdotte al codice degli appalti passa ora al Ministro De Micheli. Auspichiamo che il lavoro svolto nel corso di questi mesi sul tema non vada perso. Si è appena conclusa, infatti, la consultazione del MIT – ricorda la Presidente – utile alla stesura del regolamento unico di attuazione del codice. Si tratta di un provvedimento fondamentale sul quale speriamo la nuova squadra di Governo possa mettersi al lavoro da subito”.“Valutiamo molto positivamente, inoltre, l’attenzione posta ai temi dell’Innovazione tecnologica e Digitalizzazione con le deleghe affidate al Ministro Paola Pisano. Speriamo ora, si possa avviare presto un percorso di semplificazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione così da rendere più snelle anche le procedure d’accesso alla qualificazione delle imprese e al sistema di gestione delle gare pubbliche”.“Siamo dunque disponibili e pronti a collaborare con il nuovo Governo senza dimenticare, nel perseguimento di questi obiettivi, la necessità di implementare la trasparenza nelle procedure ad evidenza pubblica e l’efficacia dell’azione della pubblica amministrazione. Su questi temi – conclude la Presidente di UNIONSOA – ci auguriamo un confronto aperto e costruttivo anche con il nuovo Ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone”.

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Regione Abruzzo e regolamento edilizio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Il consigliere regionale Fabrizio Montepara (Lega Salvini Abruzzo) esprime “grande soddisfazione per il lavoro svolto”, quale primo firmatario della proposta di legge di variazione al comma 8 dell’art 16 della legge regionale n. 1/2019 (legge di stabilità regionale 2019), approvata oggi in Consiglio regionale, che consentirà ai Comuni abruzzesi di recepire più facilmente i principi per la definizione del Regolamento Tecnico Edilizio (RET). “In particolare – spiega Montepara – abbiamo specificato che per quelle norme che non comportano una modifica delle specifiche urbanistiche i Comuni non saranno soggetti a fare varianti al Piano Regolatore consentendo, così, agli uffici tecnici comunali di essere operativi da subito. La modifica dimensionale della strumentazione urbanistica dovrà invece essere recepita con una variante al Piano Regolatore o con un nuovo Piano Regolatore”.
In tal modo, oltre a uno snellimento delle procedure tecniche, ci sarà la possibilità di uniformare tutti i regolamenti edilizi a livello nazionale rispettando i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell’attività edilizia così come sancito dall’Intesa Stato-Regioni-Comuni.

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Campidoglio: in vigore regolamento polizia urbana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma. Dalle multe a chi imbratta o deturpa monumenti e beni storici a quelle per i bagni nelle fontane. E’ in vigore il nuovo Regolamento di Polizia Urbana, che prevede divieti e sanzioni per la tutela e il decoro della città, a garanzia della sicurezza dei cittadini. Con l’approvazione da parte della Giunta capitolina della delibera che stabilisce le nuove sanzioni pecuniarie minime, il provvedimento diventa immediatamente applicabile.Le nuove tabelle stabiliscono, infatti, gli importi delle sanzioni amministrative in forma ridotta, quelle che il trasgressore decide di pagare in tempi rapidi. Un parametro che la legge lascia fissare ai Comuni per rendere l’apparato sanzionatorio più efficace per la tutela del decoro della città.Tra le principali previste ci sono quelle per chi si bagna nelle fontane storiche oppure fa un uso scorretto di fontane, fontanelle e dei cosiddetti “nasoni”: in questi casi la pena pecuniaria, se pagata subito, andrà dai 160 ai 450 euro, a seconda della gravità della violazione.Le sanzioni previste per chi viola le prescrizioni che il Regolamento detta a tutela del decoro di parchi, giardini e aree verdi, se saldate in tempi rapidi, varieranno tra 100 euro per i casi più lievi fino ai 400 euro per quelli più gravi.Chi imbratta, deturpa o danneggia beni storici, artistici, monumentali, luoghi di culto, verrà punito con la sanzione amministrativa minima di 400 euro.
Fissati anche gli importi delle sanzioni, se pagate in misura ridotta, delle violazioni che riguardano le norme anti-alcol. Per la prima volta, infatti, il Regolamento incorpora i limiti orari alla somministrazione, vendita e consumo all’aperto di alcol in precedenza affidati a ordinanze temporanee. In questo caso le sanzioni variano da 160 a 400 euro.
Subito applicabili anche le sanzioni ridotte per chi mette in pratica comportamenti vietati nei luoghi pubblici, tra i quali la vendita di merci, bevande o servizi senza autorizzazione, i “bivacchi” o l’apposizione di adesivi e manifesti su beni pubblici e privati, segnaletica stradale e alberi: le sanzioni, se calcolate in misura ridotta, vanno da 250 euro a 400 euro per le violazioni più gravi.“Dopo 70 anni di attesa, abbiamo approvato un nuovo Regolamento di Polizia Urbana che rappresenta uno strumento completo ed efficace per la tutela e il decoro della città e per la sicurezza dei cittadini. Abbiamo superato la fase delle ordinanze, con misure innovative e moderne. Con quest’ultimo tassello l’intero apparato sanzionatorio diventa immediatamente applicabile. Alle sanzioni, da oggi, si affianca il Daspo urbano, una misura che permette alle autorità di allontanare chi si rende colpevole di gravi violazioni”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.

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Per la definizione di un regolamento sugli investimenti degli Enti di previdenza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

“Non siamo contrari alla definizione di un regolamento sugli investimenti degli Enti di previdenza” Queste le parole di Walter Anedda, Presidente della Cassa Dottori Commercialisti, intervenuto oggi durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.“Riteniamo però che il documento sul quale si sta lavorando, e che per anni ha atteso la firma dei vari Ministri che si sono avvicendati, non sia più attuale e contenga alcune disposizioni che rischiano di appesantire l’operatività degli Enti senza con ciò garantire maggior trasparenza o correttezza. Le Casse sono pronte a interloquire con Governo e Parlamento per la definizione di un Decreto che si limiti a fissare i principi ai quali gli Enti possano riferirsi per adottare un proprio regolamento da sottoporre al vaglio dei Ministeri vigilanti”.

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Un nuovo regolamento interno per un PE più trasparente ed efficiente

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Bruxelles Le principali modifiche al regolamento del Parlamento adottate giovedì riguardano le norme di comportamento dei deputati (comprese le regole sulla trasparenza e le misure per prevenire le molestie psicologiche e sessuali), le interrogazioni parlamentari al Consiglio dei ministri dell’UE e alla Commissione europea e le condizioni da rispettare per costituire un gruppo politico.Il regolamento modificato è stato approvato con 496 voti favorevoli, 114 contrari e 33 astensioni. Era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati.
Gli attori chiave del processo legislativo, ovvero i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione, dovranno pubblicare online, per ogni relazione legislativa, tutte le riunioni programmate con i lobbisti che rientrano nell’ambito di applicazione del registro per la trasparenza. Gli altri deputati sono comunque incoraggiati a fare lo stesso.
Inoltre, il sito web del Parlamento dovrà essere aggiornato dal punto di vista tecnico per consentire ai deputati di pubblicare le informazioni sull’utilizzo dell’indennità per le spese generali.Le nuove norme prevedono che i deputati debbano astenersi da:
· “comportamenti scorretti” (ad esempio, esporre striscioni nelle sedute plenarie)
· “linguaggio offensivo” (ad esempio, un linguaggio diffamatorio, l’incitamento all’odio e l’incitamento alla discriminazione) e
· molestie psicologiche o sessuali.
Il codice di condotta del Parlamento sarà ora integrato al regolamento e i deputati dovranno impegnarsi a rispettarlo con una dichiarazione scritta. Qualora un deputato si rifiutasse di firmare tale dichiarazione, non potrà essere eletto a una carica in seno al Parlamento o ai suoi organi, né essere nominato relatore, far parte di una delegazione ufficiale o partecipare ai negoziati interistituzionali (triloghi). Una violazione di tali norme da parte di un deputato potrà portare a sanzioni.
Secondo i trattati, “i partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’Unione”. Un’organizzazione deve soddisfare condizioni specifiche per potersi qualificare come partito politico europeo o fondazione europea. Secondo le nuove regole, un gruppo di almeno cinquanta cittadini può presentare una richiesta motivata al Parlamento europeo per chiedere all’autorità per i partiti politici e le fondazioni europee di verificare se un determinato partito o fondazione politica europea soddisfi tali requisiti.La riforma comprende anche delle misure sulle interrogazioni parlamentari, in particolare al Consiglio UE e alla Commissione europea, le consultazioni delle commissioni parlamentari sulle informazioni riservate, le regole sulle commissioni permanenti, la votazione degli emendamenti e gli intergruppi parlamentari.

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Nuovo Regolamento che istituisce il Fondo Sociale Europeo Plus

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Strasburgo. Il Parlamento europeo in sessione plenaria ha approvato il nuovo Regolamento che istituisce il Fondo Sociale Europeo Plus per il periodo 2021-2027. Brando Benifei (PD), relatore per il provvedimento legislativo per il Gruppo dei Socialisti e Democratici, ha dichiarato: “Nel giorno in cui l’agenda dei lavori europei sembra assorbita da una nuova puntata del caos generato della Brexit dopo il rigetto di Westminster all’accordo negoziato da Theresa May, il Parlamento europeo approva un programma essenziale nel campo del lavoro, dei diritti sociali e dei giovani, delle persone con disabilità. Un programma che temo farà sentire la sua mancanza ai cittadini del Regno Unito in caso di uscita dall’UE”.“Tra i Paesi UE, l’Italia sarà il maggior beneficiario di Fondi FSE+ per il prossimo settennio, con una dotazione di oltre 15 miliardi di euro per i fondi a gestione concorrente. Sono orgoglioso di aver contribuito a rafforzare la proposta della Commissione europea, aumentando il budget proposto a oltre 120.4 miliardi di euro e soprattutto di aver contribuito in prima persona alla creazione di un nuovo programma, la Garanzia per i Bambini, che permetterà a tanti bimbi provenienti da condizioni economiche o sociali svantaggiose di avere accesso gratuitamente a servizi essenziali, quali assistenza sanitaria, istruzione e assistenza all’infanzia di qualità; alloggi dignitosi e ad un’adeguata alimentazione. Venendo al nostro territorio, saranno oltre 210 i milioni di cofinanziamenti europei che arriveranno in Liguria, tra il 2021 e il 2027, per finanziare i Piani Operativi Regionali. Si tratta di un incremento significativo rispetto ai 170 milioni dei sette anni precedenti. È necessario che la Regione, ad oggi non sempre in cima alle classifiche nell’utilizzo di fondi comunitari, si attrezzi per utilizzare al meglio queste risorse e per tradurle in sostegno ed opportunità per tutti i liguri, specie per chi è più in difficoltà”.

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Campidoglio, Giunta approva il primo Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

“Un risultato storico per Roma. Abbiamo approvato in Giunta il primo Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale, frutto di un intenso lavoro partecipato e condiviso con associazioni e addetti ai lavori, che ringrazio per l’impegno e la passione. 67 articoli suddivisi in 5 capitoli per definire principi, criteri e norme per la cura, lo sviluppo e la manutenzione dell’immenso patrimonio verde della città, pubblico e privato. Un’ampia parte del testo è dedicata agli strumenti di partecipazione del cittadino alla cura del verde: adozioni, donazioni, sponsorizzazioni e patti di collaborazione. Siamo convinti che i risultati si ottengono insieme, per questo la collaborazione e il dialogo tra cittadini e Amministrazione deve continuare ad essere centrale. Ora proseguiamo spediti con l’iter autorizzativo fino all’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina”, annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Nel testo del Regolamento sono indicate le norme base per la progettazione e la corretta manutenzione del verde e del paesaggio urbano come le aree ludiche, il verde scolastico, le aree per cani, ma anche aree verdi per parcheggi e verde architettonico. In più si definiscono le modalità operative più corrette per la gestione delle alberature, si introducono importanti novità per la tutela delle aree verdi e per la valorizzazione degli alberi di pregio, oggetto di salvaguardia sia per le caratteristiche botaniche sia per il valore sociale e culturale.Tra le altre novità c’è la possibilità di adottare singoli alberi o alberate e di avviare una co-progettazione o co-gestione delle aree verdi tra Amministrazione e cittadini. Il Regolamento del Verde è corredato di allegati tecnici come quello relativo alla manutenzione e gestione dei pini di Roma, elaborato nel corso di un workshop con i maggiori esperti nazionali sul tema. Un capitolo è interamente dedicato alla tutela dei parchi e dei giardini di pregio storico, architettonico e ambientale, applicando la Carta di Firenze (carta dei giardini storici) con specifiche disposizioni in ragione della loro natura di patrimonio di interesse pubblico.“Per oltre sei mesi, ogni settimana, abbiamo incontrato associazioni, comitati e rappresentanti degli ordini professionali per rivedere, articolo per articolo, il testo del Regolamento, fino ad avere quello definitivo che abbiamo approvato in Giunta. La mancanza di un Regolamento fino ad oggi ha portato ad una gestione del verde affidata al buon senso, ma nella maggior parte dei casi si è assistito a gestioni scorrette. Grazie all’ausilio di tecnici e di esperti abbiamo individuato le migliori pratiche per una cura corretta del verde, disciplinando quindi le potature, i rinnovi delle alberate, la tutela delle piante durante i cantieri o scavi stradali. Abbiamo assistito di frequente a danneggiamenti di piante durante opere edilizie o infrastrutturali, con queste disposizioni dettiamo invece delle regole chiare a tutela del verde. Ringrazio il Dipartimento Tutela Ambientale per il grande impegno e per la professionalità dimostrata nel raggiungere questo straordinario risultato”, ha dichiarato l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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Il Parlamento Europeo ha approvato il regolamento che istituisce Horizon Europe

Posted by fidest press agency su domenica, 2 dicembre 2018

E’ il più importante programma europeo per la ricerca e l’innovazione, con una dotazione di circa 100 miliardi di euro nel settennio 2021-2027. All’interno del programma, grazie anche all’azione dei parlamentari italiani, è stata istituita una linea di finanziamento dedicata alle industrie culturali e creative. Il cambiamento introdotto in Horizon Europe è un importante riconoscimento delle potenzialità di innovazione e crescita delle industrie culturali e creative europee, con riferimento esplicito allo sviluppo di tecnologie per l’accessibilità e l’inclusione delle persone con disabilità.“È un segnale importante del valore che l’Europa riconosce agli investimenti nel nostro settore e del ruolo di primo piano che le industrie creative europee possono avere nella innovazione, ricerca e sviluppo” ha commentato il presidente dell’Associazione Italia Editori (AIE) Ricardo Franco Levi. “Il lavoro svolto dalla nostra Associazione in ambito europeo, in sinergia con la Federazione degli editori europei (FEP), testimonia l’impegno comune nel richiamare l’attenzione sulle tecnologie per l’accessibilità e segnalare questioni che riguardano il ruolo sociale del nostro lavoro e non solo le esigenze più direttamente industriali. Ci fa piacere che i parlamentari italiani siano stati decisivi nel promuovere questo cambiamento, per il lavoro essenziale dell’on. Morgano, ma anche per il contributo bi-partizan delle relatrici ombra Rosa D’Amato in ITRE e Isabella Adinolfi in CULT”. “Ringraziamo innanzitutto i relatori del programma, Dan Nica e Christian Ehler, che hanno introdotto questi importanti elementi nei loro report trovando compromessi equilibrati, e tutti i membri del parlamento europeo che li hanno sostenuti” ha dichiarato il presidente della FEP, Rudy Vanschoonbeek.Il voto della Commissione per l’industria, ricerca e l’energia (ITRE) conferma alcuni punti essenziali espressi nell’opinione della commissione per la cultura e l’istruzione (CULT) che aveva raccomandato l’inclusione esplicita delle industrie culturali e creative nelle linee di azione del programma e richiamato l’attenzione sull’importanza della innovazione tecnologica per l’accessibilità in questo settore.

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“Il tema immigrazione ruota attorno al regolamento di Dublino”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Se nel 2003, prima delle ‘primavere arabe’ e prima degli attacchi terroristici, poteva avere un senso, ora risulta inadeguato e anacronistico. Non capire il carattere di eccezionalità della sfida sull’immigrazione è il più grave atto di miopia che l’Europa possa fare. Ma non meno miope sarebbe pensare non di risolvere ma di sfruttare l’emergenza per fini elettorali o di consenso. E questo è un tema che riguarda molti governi in Europa”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
“Non si può dimenticare che la questione migratoria ha rilevanza europea, ed europea non può che essere la sua soluzione. L’Europa è a un bivio: o prende il toro per le corna e affronta questo problema con una strategia a breve, medio e lungo termine o rischia di essere travolta.
Parliamoci chiaro! L’Italia da sola in questi anni si è fatta carico del soccorso, dell’identificazione e dell’integrazione non solo dei profughi ma di tanti, forse troppi, migranti economici.Possono dire lo stesso altri paesi che affacciano sul Mediterraneo? Possono dire lo stesso i governi che pretendono di dare lezioni all’Italia? Oggi con che coraggio proprio la Francia, che ha gettato nel caos la Libia, si permette di darci lezioni?
Bene ha fatto il ministro Salvini a rispedire al mittente certe affermazioni e ad aver messo di fronte alle proprie responsabilità i partner europei; e altrettanto bene ha fatto il presidente del Consiglio nel ribadire che l’Italia non accetterà soluzioni calate dall’alto”.

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Privacy e protezione dati: PMI in ritardo sul nuovo regolamento UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Mancano solo pochi giorni ed entrerà in vigore il GDPR, il Regolamento europeo per la protezione dei dati personali. Dal 25 maggio chi non si adegua sarà passibile di sanzioni, teoricamente fino a 20 milioni di euro e fino al 4% del fatturato per le violazioni più gravi. Ma è un dato di fatto che molte aziende non siano pronte: «Manca ancora il giusto grado di consapevolezza, in particolare nelle realtà piccole e medie che operano in settori distanti dall’informatica e dalla tecnologia. Alcune addirittura sono convinte che il GDPR non le riguardi, ma è sbagliato: qualsiasi impresa tratta dati personali, a partire da quelli dei dipendenti, fino a quelli di fornitori e clienti». A spiegarlo è Manuel Cacitti, consulente strategico fra i maggiori esperti italiani del settore nonché fondatore e CEO di Securbee, società di Udine che si occupa di servizi di sicurezza informatica nata a fine 2017.Negli ultimi mesi Securbee, che collabora con una cinquantina di clienti soprattutto nel Nord e Nord-Est, è stata sommersa di richieste da parte di aziende di ogni settore che stanno correndo ad adeguarsi alle nuove regole. Tanto che la società, che al momento conta cinque dipendenti, ha attivato la ricerca di altri tre esperti di IT e di diritto, proprio per far fronte alla crescente domanda di consulenza e servizi nell’ambito della sicurezza e della protezione dei dati. «Ovviamente chi si è mosso all’ultimo momento non sarà pronto per il 25 maggio, ma non è questo il problema più grave–spiega Cacitti–. È però il momento di cogliere l’occasione per intervenire in un ambito che, se non affrontato con serietà, può compromettere business e competitività». Tra furti di dati, spionaggio e ransomware (cioè quando un computer viene “preso in ostaggio” e viene chiesto un riscatto per ridarne il controllo al proprietario), si stima che in Italia il cybercrimine causi danni per 10 miliardi di euro l’anno (Rapporto Clusit 2018): «E non c’è solo il danno economico diretto –sottolinea Cacitti– ma anche quello reputazionale presso clienti, partner e fornitori che subiscono interruzioni del servizio o scoprono che i dati che li riguardano sono stati persi o trafugati».
La prima cosa da fare per mettersi in regola, quindi, è capire dove si è carenti rispetto al regolamento. Per questo Securbee ha messo a punto un servizio di GDPR Check Assessment che ha l’obiettivo di determinare il grado di conformità di un’organizzazione rispetto a quanto previsto dalla normativa. «Si parte acquisendo informazioni e documenti che aiutano a capire come vengono gestiti i dati personali in azienda –spiega il CEO di Securbee–. Per esempio codici di condotta, informative, documenti programmatici sulla sicurezza, regolamenti interni sull’uso di computer, telefoni, eccetera». Si passa poi alle interviste con responsabili delle varie aree (finanza, amministrazione, IT, HR e direzionale) per verificare le procedure in essere (flusso buste paga, CRM, dati dei dipendenti). Da qui parte l’attività di data mapping che permette di scoprire quanti e quali dati personali ci sono effettivamente nell’organizzazione e come vengono trattati: «Molto spesso l’azienda scopre di gestire dei dati personali che nemmeno sapeva di avere!» commenta Cacitti.Alla fine della valutazione, Securbee consegna un report di 40-70 pagine sul grado di conformità al GDPR che contiene proposte di miglioramenti, osservazioni e raccomandazioni. Che ha un grande vantaggio: è basato su competenze trasversali (legali, tecnologiche, organizzativo-procedurali). «Abbiamo scelto questo approccio –spiega Manuel Cacitti– perché per il cliente significa meno stress, meno complessità da gestire e risparmio, al contrario di quanto avviene di solito facendo fare valutazioni separate per i vari ambiti». Le informazioni sono organizzate in modo chiaro, anche attraverso dei grafici comprensibili non solo al reparto tecnico dell’azienda, ma a tutto il management. «Perché la sicurezza informatica –conclude Cacitti– è una questione prima di tutto culturale, che richiede consapevolezza e condivisione a ogni livello dell’azienda».

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Nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

Il prossimo 25 maggio diventerà definitivamente applicabile il Regolamento UE 2016/679, conosciuto anche come GDPR (General Data Protection Regulation), che in Italia andrà a sostituire buona parte dell’attuale Codice della Privacy.Il GDPR nasce con lo scopo di rafforzare e di omogeneizzare la protezione dei dati personali in Europa, dettando le modalità del trattamento dei dati di cittadini dell’Unione Europea e dei suoi residenti. Il Regolamento prevede nuove regole in materia di informativa e di consenso, con lo scopo di tutelare i cittadini allo stesso modo in tutta l’Unione, sebbene ogni Stato sia libero di integrare i contenuti del Regolamento.
In Italia questo ruolo continuerà ad essere ricoperto dal Garante della Privacy, che potrà quindi integrare il Regolamento per disciplinare il trattamento di dati personali per meglio definire gli obblighi per le imprese. Il GDPR, pertanto, richiede alle aziende che trattano dati personali di adottare idonee misure organizzative legali ed informatiche per proteggere tali dati entro il prossimo 25 maggio: per le aziende che non avranno ottemperato agli obblighi del GDPR, la Legge prevede un rigido sistema sanzionatorio, con ammende che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale. Nei giorni scorsi Confindustria, insieme ad altre Associazioni di categoria, ha inviato una lettera al Governo ed una al Garante per chiedere al primo che l’iter di attuazione della delega per l’adeguamento della disciplina nazionale sia portato a conclusione (il termine per l’approvazione scade il prossimo 21 maggio), e al secondo che ci sia un impegno formale da parte sua volta a improntare criteri di gradualità e buonsenso nell’applicazione delle sanzioni e dei controlli sull’attuazione dei nuovi adempimenti.
Fabrizio Bernini, Presidente della Delegazione di Arezzo di Confindustria Toscana Sud sottolinea l’importanza dell’iniziativa intrapresa da Confindustria ritenendo fondamentale che la normativa sia assolutamente chiara e che le sanzioni non vengano applicate fintantoché non ci sia assoluta chiarezza sulle modalità di applicazione della norma.
Bernini dichiara: “Noi come Confindustria Toscana Sud continuiamo attivamente a sensibilizzare al massimo i nostri imprenditori con iniziative e seminari organizzati nelle nostre tre sedi improntati all’informazione ed all’approfondimento di questo tema estremamente delicato. È, tuttavia, necessario, che le aziende abbiano il tempo di adattarsi al nuovo Regolamento, predisponendo le nuove procedure organizzative ed adeguando i propri sistemi informatici con un approccio pragmatico, volto a minimizzare l’impatto della nuova normativa e, allo stesso tempo, a cogliere le opportunità legate al miglioramento del livello di sicurezza dei sistemi aziendali entro la scadenza, ormai prossima. Confindustria Toscana Sud è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire loro assistenza in materia anche con l’ausilio di professionisti specializzati. A tal fine, il prossimo 17 maggio si terrà presso la nostra sede di Arezzo un nuovo corso di formazione in merito alle ripercussioni del Regolamento sulle strutture aziendali aperto a tutti gli interessati.”

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Regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Come previsto dai trattati internazionali dell’Unione Europea, dal prossimo 25 maggio il nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali sarà pienamente efficace ed operativo senza alcuna possibile aspettativa di deroghe o proroghe. Non mancano tuttavia le incertezze per migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni, anche perché il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation) rimanda per molti aspetti alle normative nazionali degli stati membri, e a tutt’oggi in Italia sussiste ancora un vecchio Codice Privacy (Dlgs 196/2003) vigente ma non allineato al Regolamento UE, mentre nel frattempo la Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia ha potuto iniziare i lavori di adeguamento della normativa italiana solo a gennaio, approvando di recente in via preliminare lo schema di un nuovo decreto legislativo, che difficilmente però vedrà la luce in tempo per fornire i chiarimenti che le imprese avrebbero voluto prima della scadenza.
I ritardi della macchina politica non costituiranno ad ogni modo una giustificazione per gli inadempienti, e le aziende che saranno trovate fuori regola rischieranno sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato. Alla luce dell’incerto contesto attuale, Federprivacy ha perciò deciso di dedicare una specifica circolare sul tema delle questioni di diritto transitorio che accompagnano il passaggio dall’attuale Codice della Privacy al nuovo Regolamento UE 2016/679, come spiega Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana di riferimento dei professionisti della protezione dei dati: “In questa delicata fase di transizione in cui permangono non poche zone grigie nell’attuazione del GDPR, nella nostra ultima circolare abbiamo messo a fuoco sei principali punti fermi che aziende pubbliche e private non possono ignorare o tralasciare, a prescindere dai prossimi sviluppi normativi nel contesto italiano. In particolare – sottolinea Bernardi – ogni titolare del trattamento deve tenere presente che i consensi raccolti anteriormente al 25 maggio 2018 saranno ancora validi solo se lo si è fatto in modo conforme al Regolamento UE, per cui potrebbe essere necessario richiederli nuovamente agli interessati, mentre questi ultimi potranno esercitare e far valere tutti i più estesi diritti che sono riconosciuti loro dal nuovo testo. Inoltre, violazioni degli obblighi di notifica dei data breach saranno sanzionabili senza necessità di recepimento in una normativa nazionale. La Circolare 1-2018 di Federprivacy affronta anche questioni di diritto transitorio attinenti i casi in cui non è necessario redigere la valutazione di impatto entro il 25 maggio, la disciplina contrattuale applicabile per la nomina di responsabili del trattamento, e l’applicabilità degli obblighi di nomina del data protection officer.

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“Nuovo Regolamento Centri Sportivi Municipali migliorerà qualità della vita dei romani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

“Riconoscere il valore formativo dell’Educazione motoria, fisica e sportiva nelle scuole e favorire la concezione di sport come mezzo di promozione sociale e di contrasto all’abbandono scolastico.Sono questi gli obiettivi generali del nuovo Regolamento per i Centri Sportivi Municipali, approvato oggi dall’Assemblea Capitolina. Attraverso la normativa approvata, Roma Capitale concepisce i Centri Sportivi Municipali quali luoghi multiculturali privilegiati per le attività motorie di base e sportive, frequentabili da tutte le fasce di età, dai diversamente abili, dalle categorie svantaggiate.Il nuovo Regolamento istituisce l’Osservatorio Sportivo Scolastico, articolandolo su tre livelli: Capitolino, Municipale, d’Istituto. Il nuovo organismo si pone l’obiettivo di consolidare a livello cittadino, municipale e di singolo istituto scolastico le funzioni del Centro Sportivo Scolastico definito nel Protocollo d’Intesa stipulato con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – Ufficio scolastico regionale per il Lazio e con il CONI – Comitato Regionale Lazio.Attraverso l’organizzazione dei Centri Sportivi Municipali, Roma Capitale intende offrire un servizio pubblico sportivo finalizzato a dare una risposta diffusa e capillare alla crescente esigenza di migliorare la qualità della vita dei cittadini”.Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Sport di Roma Capitale Angelo Diario.

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Shopping online: più trasparenza sui costi delle spedizioni intra UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

Le nuove norme fanno parte del pacchetto per il commercio elettronico e sono state approvate dal Parlamento europeo con 604 voti in favore, 80 contrari e 12 astensioni.Le imprese di spedizione dovranno fornire i prezzi per i servizi più utilizzati dai cittadini. La Commissione europea pubblicherà tali informazioni su un sito dedicato per consentire ai consumatori e alle imprese di comparare più facilmente prezzi nazionali e transfrontalieri e scegliere l’opzione migliore. Promuovendo una sana concorrenza, il nuovo regolamento dovrebbe contribuire a ridurre le differenze irragionevoli tra prezzi.Secondo una consultazione pubblica della Commissione del 2015, è emerso che oltre i due terzi dei consumatori avevano rinunciato a effettuare un acquisto online perché ritenevano che i costi di spedizione transfrontalieri fossero troppo elevati. Un altro studio del 2015 affermava che i prezzi di spedizione transfrontaliera di pacchi sono in media da 3 a 5 volte più elevati dei prezzi nazionali per lo stesso servizio.Se sono le aree urbane densamente popolate e le imprese con grossi volumi di affari a attirare forme di concorrenza nel settore della spedizione dei pacchi, le PMI e i consumatori che risiedono in aree remote hanno poca possibilità di scelta e sono soggetti a prezzi più elevati.Le norme inoltre permetteranno alle autorità di vigilare sui prezzi dei servizi di consegna transfrontalieri che sembrano irragionevolmente elevati.Le nuove disposizioni insistono particolarmente sull’aspetto di fornire il maggior numero di informazioni ai consumatori che effettuano acquisti transfrontalieri, sulle opzioni di consegna e sulle politiche di gestione dei reclami.
Gli operatori saranno tenuti inoltre a comunicare alle autorità nazionali il fatturato, il numero di pacchi consegnati, il numero e lo status dei dipendenti, le informazioni sui subappaltatori e le procedure di trattamento dei reclami per dare un quadro più chiaro sullo sviluppo del settore e per individuare eventuali carenze del mercato. I servizi di spedizione con meno di 50 dipendenti e che operano in un solo Paese sono esentati dalle nuove misure.

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Riforma del Regolamento di Dublino

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

european parliamentBruxelles. La Comunità di Sant’Egidio incoraggia il Parlamento europeo a sostenere le prime modifiche del Regolamento di Dublino approvate oggi dalla Commissione Libertà Pubbliche. Il voto a larga maggioranza dimostra che il fenomeno dell’immigrazione può essere affrontato dall’Europa in modo più unitario e, soprattutto, meno condizionato da strumentalizzazioni e paure che hanno il solo effetto di allontanare le soluzioni invece di favorirle. È necessario che si esca al più presto dall’obbligo del Paese di primo ingresso per la competenza della domanda di asilo per giungere ad un ricollocamento più equo dei migranti in tutti gli Stati dell’Unione e rispettare, in questo modo, il necessario “principio di solidarietà”. Un altro elemento positivo è la facilitazione prevista dei ricongiungimenti familiari, elemento che contribuisce in modo strategico all’integrazione. Sant’Egidio, che sta continuando, insieme alla Chiese protestanti italiane e alla Cei, in diversi progetti, il programma dei Corridoi Umanitari, auspica che vengano prese sempre più in considerazione la possibilità di aprire nuove vie di ingresso legale in Europa.

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