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Posts Tagged ‘reinserimento’

Scuola: Il Miur proroga la presentazione delle domande di aggiornamento-reinserimento in GaE

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Anief, visto l’alto numero di richieste e i problemi informatici riscontrati, apre sportelli straordinari durante il weekend e proroga le adesioni ai ricorsi al 24 maggio per tutti i nuovi ricorrenti e per chi ha già attivato con il nostro studio legale il contenzioso in passato. Ricorda che è necessario per l’adesione alla nuova iniziativa legale inviare la domanda telematica o cartacea entro i termini prescrittivi della nota ministeriale.Il Miur, attraverso una nota, comunica che, in seguito alle problematiche di Istanze Online, ai fini della presentazione delle domande di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, è stato prorogato il termine ultimo del 16 maggio 2019; infatti, le domande si possono presentare sino al 20 maggio ore 14.
Nella nota ministeriale, come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, si evidenzia “che la proroga riguarda esclusivamente la presentazione delle istanze, mentre per il conseguimento dei titoli resta ferma la data del 16 maggio 2019”. Si ricorda che è possibile richiedere: permanenza e/o aggiornamento del punteggio con cui si è inseriti in graduatoria; reinserimento in graduatoria (docenti depennati per non aver presentato domanda di aggiornamento nei bienni/trienni precedenti); conferma dell’iscrizione con riserva o scioglimento della stessa; trasferimento da una provincia ad un’altra, anche per i docenti inseriti con riserva. “La domanda di permanenza, di aggiornamento, di conferma dell’inclusione con riserva o di scioglimento della riserva va inoltrata all’Ufficio Scolastico Provinciale (USP) che ha gestito la relativa domanda per il triennio 2014-17, poi prorogato dalla legge n. 21/2016. La domanda di reinserimento va inoltrata all’USP dalle cui graduatorie ad esaurimento il candidato era stato cancellato, eccetto il caso in cui l’aspirante chieda contestualmente il trasferimento in altra provincia. La domanda di trasferimento, anche della posizione con riserva (conferma o scioglimento) e in caso di reinserimento, va inoltrata all’USP della provincia prescelta”.Il sindacato Anief, alla luce delle nuove disposizioni del Miur, comunica che ha prorogato le adesioni ai ricorsi per l’aggiornamento / inserimento in GaE al 24 maggio e ha disposto l’apertura di sportelli straordinari anche in questo fine settimana. Si ricorda che per aderire al contenzioso bisogna, comunque, inviare entro le ore 14 del 20 maggio la domanda online o cartacea.
I ricorrenti che hanno, in passato, presentato ricorso per Reinserimento, viste le disposizioni del decreto ministeriale loro concernenti e i particolari chiarimenti presenti in una Nota Miur, devono seguire, comunque, le indicazioni specifiche ricevute anche dall’ufficio legale di Anief.

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Progetto “Mi riscatto per Roma”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Roma. È stato presentato questa mattina in Campidoglio il progetto “Mi riscatto per Roma”. Si è rinnovata la collaborazione tra Roma Capitale e Ministero della Giustizia per i progetti di reinserimento socio-lavorativo in “Lavori di pubblica utilità” che vede il coinvolgimento dei detenuti della Casa circondariale di Rebibbia.
“Siamo molto riconoscenti verso il Ministero della giustizia e l’Amministrazione Penitenziaria per questa collaborazione avviata ormai da molti mesi che ha dato risultati straordinari. Grazie al lavoro volontario dei detenuti, molto apprezzato dai cittadini, molte aree verdi sono state pulite e manutenute con interventi di pulizia e di sfalcio svolte sotto la supervisione del Servizio Giardini. Da Piazza Vittorio a Colle Oppio, da Villa Ada e Villa Sciarra alla pista ciclabile da Ponte Milvio a Castel Giubileo, sono state tantissime le aree verdi interessate da questa importante sinergia che ha messo insieme aspetti ecologici e sociali in una nuova dimensione di ecologia integrale. Un ringraziamento particolare è per la pulizia effettuata nell’area di Ponte Marconi dove l’area attrezzata Tiberis, la spiaggia di Roma, ha preso il posto di rifiuti e degrado. In questo momento, i volontari sono impegnati in una importante attività antincendio a tutela della riserva naturale di Castel Fusano, un vero e proprio polmone verde per la Capitale”, dichiara l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari.
“In qualità di coordinatore dei progetti con i detenuti ho incontrato il DAP e Autostrade per l’Italia negli scorsi mesi per avviare una collaborazione sulla manutenzione stradale. Dopo il successo del progetto che vede gli stessi occuparsi del ripristino del decoro del verde cittadino, infatti, abbiamo ritenuto utile promuovere la collaborazione con i detenuti anche in altri ambiti. Autostrade per l’Italia si è dimostrata, da subito, interessata al progetto e disponibile ad attivare un corso di formazione per i lavoratori posti a misure restrittive, con reati minori e pene brevi quindi a basso tasso di pericolosità, oltre che a fornire materiali e indumenti per gli stessi. Tramite tale iniziativa che si andrà a sviluppare nei prossimi mesi, messa a punto a seguito di una Lettera di Intenti firmata da Roma Capitale, il DAP e Autostrade per l’Italia lo scorso 31 luglio, avvieremo così una collaborazione per piccoli interventi di manutenzione stradale come il rifacimento della segnaletica orizzontale, la pulizia di caditoie, la sistemazione di sedi stradali a basso scorrimento. L’intento è innanzitutto diminuire la possibilità di recidiva dei detenuti, dando loro le basi e la conoscenza per una futura mansione lavorativa evitando di delinquere nuovamente; si crea, inoltre, una sorta di espiazione della pena attraverso il lavoro gratuito, estinguendo il debito con la società; infine si ricreano le basi per l’integrazione sociale del reo, apprezzato dalla cittadinanza per il servizio reso, basti pensare come, in questi mesi, per la manutenzione del verde i cittadini abbiano mostrato stima e ammirazione nei confronti del detenuto. Si sviluppa così, grazie alla proficua collaborazione con il Dipartimento SIMU, una reciprocità di intenti tramite la resa di servizi gratuiti alla Città e allo stesso modo una nuova possibilità per il reo. Per queste motivazioni tale progetto rappresenta una collaborazione che promuoveremo in tutti i modi anche nel futuro”, dichiara l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini, con delega ai rapporti con il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale,Daniele Frongia.”Prosegue il nostro impegno per consolidare il volontariato come elemento fondamentale per assicurare la partecipazione attiva e l’inclusione di tutti i soggetti, nessuno escluso. I lavori di pubblica utilità dei detenuti sono uno strumento che garantisce piena attuazione a quanto previsto dalla Costituzione, consentendo di costruire una nuova cultura civica e generando senso di appartenenza a una comunità che sia davvero coesa e solidale” commenta l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Detenuti: reinserimento sociale e lavorativo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

carcereTorino Lunedì 12 giugno, alle ore 11, presso il Salone d’Onore della Fondazione CRT, via XX Settembre 31 a Torino, verrà presentato lo studio di fattibilità “L’applicazione di strumenti pay by result per l’innovazione dei programmi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute”, in vista della sua sperimentazione, per la prima volta in Italia, presso l’Istituto Lorusso e Cutugno di Torino.
Dopo i saluti istituzionali del Presidente Fondazione CRT Giovanni Quaglia e della Presidente Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Cristina Giovando, interverranno: il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, la Presidente di Human Foundation Giovanna Melandri e il Segretario della Fondazione CRT e di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci.Lo studio è stato realizzato da Human Foundation e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, con l’apporto del Politecnico di Milano, dell’Università di Perugia e di KPMG, con il supporto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la fattiva collaborazione della direzione dell’Istituto Lorusso e Cutugno di Torino.

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Programmi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

carcereRoma. Alla presenza del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, la Presidente di Human Foundation Giovanna Melandri e il Segretario di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT Massimo Lapucci, è stato presentato, presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, lo studio di fattibilità “L’applicazione di strumenti pay by result per l’innovazione dei programmi di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute”. Lo studio è stato realizzato da Human Foundation e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, con l’apporto del Politecnico di Milano, dell’Università di Perugia e di KPMG, con il supporto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la fattiva collaborazione della direzione dell’Istituto Lorusso e Cutugno di Torino.
La ricerca presentata, intende per l’appunto illustrare questa nuova modalità di collaborazione pubblico-privato nel settore delle politiche per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute.Il gruppo di lavoro, coordinato da Human Foundation, ha articolato una riflessione sulla coerenza e sulla fattibilità di un’iniziativa Pay by Result (PbR), finalizzata alla sperimentazione di un programma innovativo che favorisca il reinserimento dei detenuti. Alla base di questi strumenti, vi è l’idea di promuovere la sperimentazione di progetti altamente innovativi, orientati a generare benefici misurabili a vantaggio di una determinata popolazione target, ai quali possa essere associato un preciso valore finanziario, approssimato in termini di risparmi futuri rispetto agli attuali livelli di spesa per l’erogazione dei servizi: se la persona detenuta, al termine del percorso trattamentale e detentivo, non farà ritorno nel circuito carcerario, la Pubblica Amministrazione vedrà benefici in termini di risparmi rispetto a costi diretti. Pensiamo, ad esempio, all’eventuale minor numero di pasti da erogare, così come alla riduzione delle spese legate a garantire le misure di sicurezza nell’istituto. Vi sono, poi, benefici indiretti: la comunità godrà di un abbassamento del tasso di criminalità, sino ad arrivare ad un maggiore gettito fiscale laddove il detenuto venga impiegato stabilmente.Solo nel caso in cui questi risultati siano effettivamente raggiunti e verificati da una terza parte indipendente, allora la PA ripagherà gli investitori privati che, di fatto, hanno anticipato il finanziamento per testare l’efficacia del progetto, riducendo per lo Stato il rischio d’investimento e l’inefficace dispendio dei contributi fiscali dei cittadini.

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“Lo spazio ritrovato. Il reinserimento del detenuto nell’ambiente sociale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

carcereRoma Venerdì prossimo, 14 ottobre 2016, alle ore 9,30, presso l’Isola Solidale, in via Ardeatina, 930, si terrà il convegno “Lo spazio ritrovato. Il reinserimento del detenuto nell’ambiente sociale” con un focus particolare su Roma. L’iniziativa, promossa dall’Isola Solidale, ha come obiettivo quello di evidenziare come i detenuti e gli ex detenuti possano costituire una risorsa per la nostra Società invece che rivestire un ruolo passivo e dipendente. Per questo sono stai coinvolti tutti gli agenti sociali e istituzionali nazionali e territoriali per promuovere – soprattutto su Roma – le necessarie sinergie tra la magistratura, i servizi socio-sanitari, il volontariato, la politica e la comunità religiosa per favorire l’integrazione dei detenuti o ex detenuti.
Intervengono, tra gli altri, COSIMO FERRI, sottosegretario alla Giustizia, LAURA BALDASSARRE, assessore alle Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, Mons. AUGUSTO PAOLO LOJUDICE, vescovo ausiliare di Roma, ALESSANDRO PINNA, presidente dell’Isola Solidale, CINZIA CLANDRINO, provveditore Amministrazione Penitenziara delle Regioni Lazio-Abruzzo e Molise, FRANCESCO FALLERONI, segretario generale della Fondazione Ozanam, PATRIZIO GONNELLA, presidente associazione Antigone, ROSSELLA SANTORO, direttore della Casa circondariale di Civitavecchia e ORAZIO LA ROCCA, giornalista de La Repubblica.

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Tumore e reinserimento lavorativo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Due milioni di italiani hanno superato un tumore, di questi ben 690.000 sono in età produttiva (tra i 20 e i 64 anni) e il 72% vuole continuare o riassumere il proprio impiego. Ma non sempre ci riesce. Un’indagine dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) sul cancro del seno dimostra che il 40% delle donne ricomincia a lavorare a due mesi dalla diagnosi, soprattutto se svolge un lavoro d’ufficio. A due anni dalla malattia la percentuale si alza al 74%. Il 35% però si sente discriminato e il 25% deve adattarsi a mansioni diverse. “Abbiamo raggiunto importanti traguardi grazie agli screening e alle terapie biologiche mirate – afferma il prof. Carmelo Iacono,  presidente dell’Associazione italiana di Oncologia Medica (AIOM) –. Stiamo ora assistendo a una vera e propria cronicizzazione della malattia: con il cancro si vive meglio e più a lungo. Il progressivo aumento della sopravvivenza, in tutto il vecchio continente, apre nuove sfide per l’oncologo e per l’intero sistema, che deve essere ripensato, a partire dalle aziende”. Il nostro Paese, grazie alla collaborazione fra AIOM e associazioni dei pazienti, possiede una speciale sensibilità ed esperienza. Il sostegno socio-assistenziale e la tutela del lavoro sono aspetti riabilitativi di fondamentale importanza per il ritorno alla vita dopo una diagnosi di tumore”. Un altro tema centrale è la salvaguardia della fertilità, su cui l’Italia è capofila a livello internazionale. “Nel nostro Paese, per la prima volta al mondo, è stata sperimentata una tecnica per “mettere” a riposo l’ovaio, con un analogo dell’Lhrh, riducendo così l’effetto tossico dei farmaci chemioterapici – spiega il prof. Marco Venturini, presidente eletto dell’AIOM -. Si tratta di un problema sempre più attuale, perché l’età di insorgenza del tumore del seno si sta riducendo: circa il 4% dei casi compare prima dei 40 anni, 1.500 donne ogni anno in Italia. Di queste, il 33% non ha figli. Prestare attenzione a questo aspetto è fondamentale nella messa punto della terapia».

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Coopi: Aperitivo solidale

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Roma 28 marzo ore 17 Via del Mattonato 29 al Bali Bar&Restaurant aperitivo solidale a sostegno del progetto di COOPI per la protezione e il reinserimento delle donne vittime di violenza nella Repubblica Democratica del Congo. Dichiara Donatella Donato, presidente di COOPI Lazio, che ha organizzato l’evento: “COOPI opera in questo contesto per favorire il recupero psicologico e il reinserimento sociale delle vittime di violenza. Sarà l’occasione per parlare di donne, del loro mondo, della loro forza, delle loro lotte, nei vari contesti socio-culturali. Attraverso la fotografia, la letteratura, le immagini, si parlerà dell’importanza della donna nelle diverse realtà”.   Il programma della serata prevede la presentazione delle Persone Libro dell’associazione “Donne di Carta”: lettori e lettrici che imparano a memoria brani e li portano in giro per rilanciare la cultura dell’oralità. A seguire, la presentazione del ”Portale delle donne: donne ieri, oggi e domani”, da parte della giornalista e scrittrice Marta Ajò in collaborazione con Monica Ottone di CommercialistaDonna e la relazione della studentessa in antropologia Valentina Vitale sulle “Modificazioni dei genitali femminili”.  A seguire ci sarà la proiezione del cortometraggio di Andrea Ruffini, videoreporter sul progetto di COOPI a favore delle donne in Repubblica Democratica Del Congo e la performance.  Durante tutta la serata sarà possibile visitare una mostra fotografica di COOPI sulla Repubblica Democratica del Congo. (mamma bimbo)

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Regione Lazio e disabili psichici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2009

Marco Cappato, Segretario Associazione Luca Cosconi Simonetta Dezi, della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni scrivono al Presidente vicario della regione Lazio Esterino Montino: “Gentile Presidente, Il 31 dicembre scade il termine per l’accreditamento delle strutture sanitarie da parte della Regione Lazio. Le scriviamo per scongiurare un’eventualità che riterremmo particolarmente negativa per la salute dei cittadini laziali. Sarebbe infatti un vero e proprio schiaffo al diritto delle persone disabili di ricevere cure adeguate se si verificasse, come da più parti paventato, l’accreditamento in extremis del Consorzio di cooperative Sociali Soc. Coop. Riabilitazione e Reinserimento RI.REI, che attualmente “ospita” e dovrebbe prendersi cura di circa 1.200 persone affette da gravi patologie mentali dislocate in sei strutture allocate tra Roma e Provincia. E’ forse il caso di ricordare che il il Consorzio, creato nel 2006 nell’ambito del sistema delle cooperative (Legacoop, Confcooperative e AGCI) per far fronte a un’urgenza di poco più di un mese, di proroga in proroga si è vista attribuire ormai decine di milioni dalla Regione senza gara pubblica di appalto. A fronte di questo denaro, il servizio fornito si può ben descrivere attraverso le 21 segnalazioni dirette ai responsabili della struttura di Santa Severa, sottoscritte complessivamente da molti operatori del Centro e che evidenziano: la frequente carenza di personale al di sotto dei minimi assistenziali, con la narrazione di episodi raccapriccianti e che sottolineano il pericolo per l’incolumità delle persone; la frequente carenza di acqua in particolare di acqua calda; la carenza di attività riabilitative e rieducative per i pazienti; l’assenza di adeguate e tempestive cure sanitarie nei pazienti affetti da diverse patologie; l’inadeguatezza dei mezzi, vecchi e non omologati, utilizzati per il trasposto dei disabili; infiltrazioni di acqua lurida nella cucina; la carenza di tovaglie, carta igienica, lenzuola e federe. Il tutto documentato attraverso fotografie di pubblica notorietà che documentano di persone con disabilità psichica  lasciate rantolare per terra all’interno di un gazebo o fatte dormire su materassi direttamente sul pavimento. Proprio relativamente al Centro di Santa Severa, dobbiamo ricordarLe, Egregio Presidente Montino, l’emanazione da parte della Regione Lazio della Determinazione n. 1925 del 2 luglio 2009 (doc. 7) con la quale è stata disposta la revoca dell’autorizzazione all’esercizio del centro di riabilitazione di Santa Severa, revoca che a tutt’oggi non è stata eseguita causa la mancanza di idonee strutture dove destinare le persone. Quella determinazione è stata il frutto di accertamenti compiuti dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – NAS – che hanno rivelato “numerose difformità (peraltro già riscontrate dal SISP dell’Asl Roma F nel 25.08.2008) che riguardavano requisiti minimi strutturali ed organizzativi, nonché le destinazioni d’uso degli ambienti, e le insufficienti condizioni igienico sanitarie riscontrate” (….) “le prestazioni che vengono eseguite dal personale dipendente del consorzio non sono idonee poiché parte degli operatori sono privi di specializzazione e di qualifiche per le erogazioni dei trattamenti previsti, così come riscontrato in più occasioni da parte dell’ASL Roma F”. La regione Lazio in questi anni è rimasta a lungo del tutto inerte. Poi, a seguito dei citati accertamenti ha sì revocato l’autorizzazione, senza però essere in grado di risolvere il problema, come testimoniato dalle visite ispettive, per ultima quella del Cosigliere Mariani che ha riferito particolari raccapriccianti della situazione all’interno del centro, che sono anche oggetto di una denuncia in sede penale da parte di familiari di disabili. In tale contesto, sarebbe davvero immotivato -sul piano politico, ma non solo su quello!- se oggi si procedesse addirittura ad accreditare la ccooperativa Ri.Rei. invece di adoperarsi immediatamente per garantire l’immediato pieno rispetto di condizioni decenti per l’assistenza e la cura delle persone disabili a Santa Severa. anche per questo abbiamo deciso, come Radicali dell’Assocaizione Luca Coscioni di aiutare e tutelare i disabili dei centri Ri.Rei. (ex “Anniverdi”) affinchè venga loro restituita  la dignità e il rispetto che meritano. RingraziandoLa per l’attenzione, Le inviamo i nostri più cordiali saluti per un buon anno 2010”.

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“Raee in carcere”, apre il laboratorio di Forlì

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Forlì 6 ottobre, ore 12 Laboratorio RAEE cooperativa sociale Gulliver via Ca’ Dolce, 11 Vecchiazzano. Sarà inaugurato il laboratorio per il trattamento dei rifiuti  da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) finalizzato al reinserimento lavorativo di persone detenute, primo esempio in Italia di laboratorio raee posto all’esterno di una Casa Circondariale. Inserita all’interno del progetto “Raee in carcere”, l’iniziativa vede la collaborazione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e la direzione della Casa Circondariale di Forlì, la Provincia di Forlì-Cesena, la Direzione provinciale del Lavoro di Forlì-Cesena, il Comune di Forlì, il Gruppo Hera, la cooperativa sociale Gulliver, il consorzio Ecolight e il Centro Servizi Raee, l’agenzia di formazione professionale Techne, la società Cclg, le associazioni Cna, Legacoop e Confcooperative.  Il laboratorio di Forlì rientra in un ampio intervento di inclusione sociale promosso dalla Regione Emilia Romagna, avviata con il progetto comunitario Equal “Pegaso” negli Istituti penitenziari di Forlì, Bologna e Ferrara.  Duplice lo scopo del progetto “Raee in carcere”: favorire il recupero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e creare un’opportunità di riabilitazione sociale tramite il lavoro per persone detenute in procinto di rientrare in libertà.

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Reinserimento lavorativo per i detenuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

L’iniziativa, lanciata dal ministero della Giustizia, dal ministero del Lavoro e dalla Provincia di Forlì-Cesena, vede l’importante collaborazione del consorzio Ecolight, insieme al Centro Servizi Raee, alla cooperativa sociale Gulliver, al Gruppo Hera Spa e Techne Scpa, CCLG spa, Confederazione Nazionale Artigianato Forlì Cesena, oltre all’amministrazione penitenziaria della Casa circondariale di Forlì.  Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio dove, attraverso lo smontaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici, si arriva alla separazione dei diversi materiali per il recupero di materie prime seconde. Alla cooperativa Gulliver saranno affidate le commesse e la gestione del laboratorio; al consorzio Ecolight invece, il conferimento e il ritiro dei raee, nonché il pagamento per la lavorazione dei rifiuti. Secondo l’accordo di cooperazione che è stato firmato, nel laboratorio è previsto l’impiego di due o tre persone, con impegno di 25 ore settimanali ciascuna, per smaltire circa 300 tonnellate all’anno, in grado di permettere un flusso di lavoro costante e, nel tempo, l’impiego di un numero crescente di lavoratori. L’obiettivo dichiarato è formare persone con «competenze professionali e trasversali adeguate per raggiungere un’occupazione stabile nelle imprese profit del territorio», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, sistema collettivo in grado di trattare tutte le tipologie di raee.
Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei raee. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre mille aziende, è il terzo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. Rappresentando più del 90 per cento del settore, è punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e per i produttori di apparecchi di illuminazione. Tratta tutte le tipologie di raee. http://www.ecolightitaly.it.

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Nasce l’Agenzia per il reinserimento dei detenuti (ANReL)

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2009

Presentata a Rimini una Convenzione-Quadro con il RnS Il ministro Alfano: “Dare ai detenuti la possibilità di un riscatto morale” “Le nostre carceri sono sovraffollate, con 7-8 detenuti in una cella”, ha proseguito Alfano. “Dobbiamo garantire che la pena non sia contraria al senso di umanità e che possa avere una funzione rieducativa. Abbiamo dinanzi a noi una grande sfida”. Una particolare attenzione meritano anche i bambini figli di detenute. “Nelle nostre carceri, abitano una sessantina di bambini, da 0 a 3 anni, insieme alle loro mamme”, ha detto il ministro della Giustizia. “Sto facendo di tutto per creare delle comunità, fuori dalle carceri, dove questi bambini possano stare con le loro mamme detenute, ricordando sempre che non importa di chi siano figli, ma che sono bambini”. L’obiettivo della Convenzione-Quadro sull’ANReL è volto ad attivare delle sinergie educative tra reti sociali e professionali già efficacemente operanti sul territorio nazionale, al fine di creare una piena presa a carico del detenuto, fino alla sua collocazione nel mondo del lavoro. Il progetto – che coinvolgerà detenuti tra i 18 e i 50 anni, preferibilmente sposati e con figli e con una pena residua da scontare di tre anni – prevede, tra l’altro, la creazione e la gestione di una banca dati con i profili dei soggetti adottati, adottabili e al fine immessi nella società civile dopo apposita selezione, preparazione e avviamento al lavoro. La Fondazione ‘Mons. Di Vincenzo’, Ente ecclesiale e Ente morale con riconoscimento giuridico dello Stato Italiano, da anni svolge varie attività sociali a favore di persone disagiate. Nello specifico, il Polo di Eccellenza, intitolato ai fratelli Sturzo, ha realizzato, a Caltagirone (CT), presso un Fondo rurale storico appartenuto agli Sturzo, una ‘cittadella’ dove i detenuti con le loro famiglie vivono, lavorano e si reinseriscono nella società seguendo un cammino di redenzione umana, morale e spirituale. Partendo da questa esperienza, con la Convenzione-Quadro, le parti si impegnano a creare e gestire nuovi insediamenti sperimentali del Polo di Eccellenza in varie regioni, mediante l’erigenda Agenzia sperimentale. Le aree campione saranno: Campania, Lazio, Veneto e Lombardia, oltre alla Sicilia, e vedranno il coinvolgimento attivo di partner strategici e operativi, tra i quali la Caritas Italiana. “Nel 50° dalla morte di Luigi Sturzo”, ha detto Salvatore Martinez, presidente del RnS e della Fondazione ‘Mons. Francesco Di Vincenzo’, “l’iniziativa vuole onorare il genio sociale di questo grande innovatore e moralizzatore della vita pubblica del nostro Paese. L’Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro per detenuti ed ex detenuti, infatti, ripropone l’attualità degli ideali sturziani e la loro attuabilità a vantaggio di soggetti svantaggiati. La sensibilità del ministro Alfano e la sua volontà di dare al sovraffollamento delle carceri soluzioni adeguate e concertate con le eccellenze esistenti nella società civile, s’incontrano ora con la nostra volontà di estendere i benefici dell’esperienza maturata presso il Fondo Sturzo ad un maggior numero di detenuti ed ex detenuti”.

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