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Posts Tagged ‘religioni’

Giornata della Fraternità, nel nome di Francesco e del dialogo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Firenze martedì 8 ottobre, nel cenacolo di Santa Croce a Firenze (a partire dalle 9.30) due attori di primo piano nello scenario del dialogo cristiano islamico saranno tra i protagonisti della Giornata della fraternità. L’iniziativa di confronto internazionale, promossa dall’l’Opera di Santa Croce, con la Comunità dei Frati francescani minori conventuali, vede infatti tra i suoi partecipanti il principe El Hassan bin Talal di Giordania, chair del Royal Institute for Inter-Faith Studies di Amman, e il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso. A ottocento anni dall’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano e a pochi mesi dalla Dichiarazione sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi, Firenze, città del dialogo, diventa ancora una volta ancora una volta crocevia di incontro. Come lo è stata negli anni Cinquanta e Sessanta grazie all’opera profetica di Giorgio La Pira. La storia e l’attualità delle relazioni tra due grandi religioni, la cristiana e l’islamica, sono al centro della Giornata, coordinata da don Alessandro Andreini e Giulio Conticelli, rispettivamente vicepresidente e consigliere dell’Opera di Santa Croce.Nella città toscana la cooperazione tra le grandi religioni è fatta di gesti straordinariamente concreti, anche grazie alla decisiva azione del Comune di Firenze. Nel 2015 è stato firmato un Protocollo d’Intesa fra i capi delle religioni cattolica, ebraica, islamica ed il Comune di Firenze, gettando le basi per la creazione della Scuola di alta formazione per il dialogo interreligioso e interculturale.Del resto Santa Croce, luogo chiave della spiritualità francescana, conserva la memoria dell’incontro epocale tra Francesco e il sultano in tre opere: il dipinto di Coppo di Marcovaldo nella Pala Bardi, l’affresco di Giotto per la Cappella Bardi, e il rilievo di marmo scolpito da Benedetto da Maiano sul pulpito della navata centrale.I lavori saranno aperti dall’introduzione del cardinale Giuseppe Betori e dai saluti del sindaco Dario Nardella, della presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, del prefetto Laura Lega, di padre Paolo Bocci, rettore della Basilica di Santa Croce e dell’imam Izzedin Elzir. Il principe El Hassan bin Talal di Giordania rappresenta una dinastia che da decenni è impegnata nella realizzazione di un nuovo corso di relazioni tra i popoli e gli uomini di fedi religiose diverse (suo fratello era Hussein I, amico di La Pira), mentre il cardinale Ayuso Guixot, è un esperto nella costruzione di ponti culturali e spirituali: comboniano e missionario in Egitto e Sudan, è stato docente di Islamologia a Karthoum e al Cairo e, quindi, al Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica. Sono previsti gli interventi di padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi; del prefetto Michele Di Bari, Capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno; di Giulio Conticelli dell’Università degli Studi di Firenze, consigliere dell’Opera di Santa Croce. Conclude Alessandro Martini, assessore ai Rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze. Il coordinamento del confronto è affidato a don Alessandro Andreini, vicepresidente dell’Opera di Santa Croce.

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Immigrati e religioni in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Secondo le più recenti elaborazioni di Fondazione ISMU su dati Istat e Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim), gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2019 che professano la religione cristiana rimangono i più numerosi (due milioni e 815mila fedeli – pari al 53,6% del totale dei residenti stranieri – tra cattolici, ortodossi evangelici e altri cristiani), seguiti dai musulmani (un milione e 580mila fedeli). Passando all’analisi delle singole appartenenze religiose rispetto alla stessa data del 2018 cambiano invece le posizioni in classifica: quest’anno al primo posto, anziché i cristiani ortodossi, troviamo i musulmani che rappresentano il 30,1% degli stranieri residenti in Italia (nel 2018 erano il 28,2%), i cristiani ortodossi quindi slittano al secondo posto (29,7%, pari a un milione e 560mila), in terza posizione poi troviamo i cattolici (18,6%, pari a 977mila). Passando alle religioni di minor importanza quantitativa tra i residenti stranieri si stimano 183mila (pari al 3,5% sul totale degli stranieri residenti) cristiani evangelici, 136mila (2,6%) buddisti, 114mila induisti (2,2%), 80mila (1,5%) persone di altre fedi cristiane, 49mila sikh (0,9%), 16mila (0,3%) copti.È inoltre rilevante la crescita degli stranieri atei o agnostici, stimati in più di mezzo milione di unità (al 1° gennaio 2018 erano 331mila). Dall’analisi delle stime emerge quindi che, mentre gli stranieri musulmani residenti risultano in aumento 127mila unità rispetto al 2018 (anno in cui erano stimati in 1 milione e 453mila), i cristiani nel loro complesso invece diminuiti di 145mila unità (nel 2018 erano stimati in due milioni e 960mila), pur mantenendo ancora nettamente il ruolo di principale religione professata dagli stranieri (se nel 2018 rappresentavano il 57,5% del totale degli stranieri, nel 2019 rappresentano il 53,6%). È importante segnalare che non tutte le fedi cristiane sono in diminuzione: fanno eccezione infatti gli evangelici che, a differenza di ortodossi, cattolici e copti e altri, sono aumentati di 52mila unità rispetto al 2018, anno in cui se ne stimavano 131mila.Il nuovo assetto delle appartenenze religiose si spiega in primo luogo perché dal conteggio dei residenti stranieri al 1° gennaio 2019, sono stati esclusi i 112.523 stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana durante il 2018 e in secondo luogo perché i diversi flussi migratori nazionali presentano un saldo netto tra arrivi in Italia e ripartenze probabilmente maggiore nell’ultimo anno per musulmani e cristiani evangelici, che non per gli altri cristiani.
Per quanto riguarda le provenienze si stima che la maggior parte dei musulmani stranieri residenti in Italia abbia cittadinanza marocchina (440mila), seguiti da quella albanese (226mila), bangladesha (141mila), pachistana (106mila), egiziana (111mila). Passando ai cattolici stranieri, si stima che la maggior parte abbia cittadinanza rumena (162mila), seguita da quella filippina (159mila). Tra i cristiani ortodossi stranieri al primo posto ritroviamo i cittadini rumeni (965mila), seguiti dagli ucraini (200mila).

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Ere nouvelle

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

la Moschea di Forte Antenne, Roma

la Moschea di Forte Antenne, Roma

Mentre i cattolici e i cristiani in generale hanno impiegato oltre un secolo per imporre una loro cultura che abbandonasse la tradizione legittima, per imboccare la strada dei nuovi ideali sociali e politici, il mondo arabo e il suo braccio religioso, espresso dall’islamismo, stenta a riconoscere un ruolo guida della Fede che sappia contemperare le esigenze laicistiche del suo mondo e di quello vicino. E tutto questo s’impone come esigenza temporale nel breve tratto di alcuni lustri. Forse il disagio proviene dalle tante scuole islamiche che sono fiorite e che presentano aspetti contraddittori tra di loro nell’interpretazione degli insegnamenti maomettani espressi in nome di Allah. E’ mancato, in pratica, un passaggio fondante, un legame più critico e dialettico tra democrazia e islamismo, superando l’assetto capitalistico e rifiutando il materialismo socialista. La nuova strada del laicismo musulmano è, infatti, tutta da percorrere. Oggi esiste una contraddizione di fondo tra chi governa i paesi islamici con la sola idea di arricchimenti personali a scapito del popolo e di chi vuole una ridistribuzione delle ricchezze derivanti dagli introiti del petrolio affinché possano beneficiarne in primo luogo gli autoctoni.
Persino l’integralismo islamico cerca un compromesso con i corrotti e i corruttori indicando un nemico esterno invece di individuarlo tra le dittature esistenti e i loro tentativi di corruzione per garantirsi una sopravvivenza a fronte di un disagio diffuso da parte delle masse. Se non si esce da questa situazione, possiamo solo aspettarci un’irrazionale esportazione dell’integralismo teso a scoraggiare le alleanze occidentali, con i governi islamici corrotti, con la forza del terrore. (Riccardo Alfonso)

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Merkel all’inaugurazione di “Sete di Pace”, con i leader delle religioni mondiali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

merkel angelaIn un’intervista video, realizzata nei locali della Cancelleria a Berlino, Angela Merkel spiega con queste parole la sua presenza, il 10 settembre prossimo, all’inaugurazione dell’incontro internazionale “Sete di Pace-Paths of Peace”, così come fece a Monaco nel 2011:
“Sono contenta di poter partecipare all’incontro internazionale di Sant’Egidio. Ho rapporti molto stretti con Sant’Egidio e per questo partecipo per la seconda volta. Ho molto rispetto per il loro lavoro e stimo tantissimo in particolare il loro impegno per lo sviluppo, la riconciliazione e la pace. La loro impostazione, la scelta di restare sempre fedeli al dialogo e impegnarsi per la pace, anche aiutando localmente, merita la mia più grande considerazione. Per questo vado lì, convinta, per sostenere il loro lavoro. E il fatto che tanti giovani siano entusiasti di questo mi riempie di gioia”.
La tre giorni – che si svolgerà dal 10 al 12 settembre nelle città di Münster e Osnabrück, con centinaia tra leader delle diverse religioni, autorità istituzionali e mondo della cultura, nello “spirito di Assisi” – vedrà infatti anche una larga partecipazione popolare di giovani e adulti da tutta Europa. Insieme contro le guerre e ogni violenza, per aprire subito “strade di pace”.

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In Pakistan alcuni leader evidenziano l’urgente necessità di armonia fra le religioni/Leaders in Pakistan highlight urgent need for harmony of religion

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2016

bahaiLAHORE, Pakistan, (BWNS) — La Baha’i International Community (BIC) ha sottolineato la necessità di una più profonda comprensione dell’unità del genere umano per promuovere la convivenza pacifica tra le varie religioni.Parlando durante un evento organizzato dal governo del Pakistan per promuovere l’armonia interreligiosa — il Convegno internazionale Seerat a Lahore — un rappresentante della BIC Chong Ming Hwee ha dichiarato: «Nel corpo umano, la cooperazione assicura il funzionamento del sistema… Allo stesso modo, la civiltà può essere vista come il risultato di un insieme di interazioni tra parti componenti strettamente integrate, seppure diverse — componenti che hanno trasceso lo scopo limitato di pensare solo alla propria esistenza.«E come la vitalità di ogni cellula e di ogni organo dipende dalla salute del corpo nel suo complesso, così la pace e la prosperità di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni popolo devono essere cercate mediante il benessere dell’intera razza umana».Il convegno ha avuto luogo l’11 e il 12 dicembre 2016, nell’anniversario della nascita del Profeta Muhammad. Alcuni leader pakistani, riconoscendo l’urgente necessità di armonia fra le religioni, hanno colto l’occasione per richiamare l’attenzione sul ruolo della religione nella creazione dell’unità. Il convegno , al quale ha partecipato il primo ministro pakistano Nawaz Sharif, è stato arricchito anche dalla presenza di rappresentanti delle diverse comunità religiose e di diversi funzionari governativi. «È stato molto incoraggiante partecipare a questo storico convegno convocato dal governo del Pakistan, che ha accolto e accettato i contributi delle minoranze religiose», ha detto il signor Chong. «Questo incontro non ha solo attestato che gli insegnamenti e l’esempio del Profeta Muhammed raccomandano l’armonia interreligiosa, ma ha anche ribadito verità fondamentali che sono comuni a tutte le religioni, vale a dire l’unicità di Dio e dell’umanità».
LAHORE, Pakistan — The Baha’i International Community (BIC) has emphasized the need for a deeper understanding of human oneness in fostering peaceful coexistence between different religions.Speaking at an event organized by the government of Pakistan to promote interfaith harmony—the International Seerat Conference in Lahore—BIC representative Chong Ming Hwee stated “In the human body, cooperation ensures the functioning of that system… Similarly, civilization can be seen as the outcome of a set of interactions among closely integrated, yet diverse components—components which have transcended the narrow purpose of tending to their own existence.””And just as the viability of every cell and every organ depends upon the health of the body as a whole, so should the peace and prosperity of every individual, every family, and every people be sought in the well-being of the entire human race.” The Conference was held on 11 and 12 December 2016, taking place on the anniversary of the birth of the Prophet Muhammad. Leaders in Pakistan, recognizing the urgent need for interfaith harmony, used the occasion to draw attention to the role of religion in creating unity. The conference, which was attended by Pakistani Prime Minister Nawaz Sharif, also included representatives of different religious communities and government officials.
“To be a part of this historic conference convened by the government of Pakistan, where contributions of religious minorities were welcomed and embraced, was very heartening,” said Mr. Chong. “Not only did the gathering attest to how the teachings and example of Prophet Muhammed emphasized interfaith harmony, but it also affirmed foundational truths that are common to all religions, namely the oneness of God and of humanity.”

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È uscito il libro “Spiritualità minimalista – La fede e le religioni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

chiesa-evangelica-luteranaLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, saluta con piacere l’uscita di “Spiritualità minimalista – La fede e le religioni”, volume di 115 pagine, scritto da Uwe Habenicht e pubblicato da Claudiana, in vendita a Euro 12,90 (sul sito http://www.claudiana.it e presso le librerie Claudiana, ma anche presso altri rivenditori online e offline).Nel testo, il pastore luterano Uwe Habenicht delinea le caratteristiche di una spiritualità semplice ed essenziale – sovente espressa con la metafora di quel particolare tipo di comunità ospitale che è l’albergo diffuso, fatto di case preesistenti messe in rete – per accogliere viaggiatrici e viaggiatori, anche non credenti, con appartenenze e itinerari diversi.Una spiritualità nuova che aiuti ad affrontare e le sfide che l’umanità, come ogni singolo individuo, si trova a dover affrontare in questo secolo e che l’autore descrive nel primo capitolo del suo libro, facendo spesso riferimento – con vero spirito ecumenico – alle parole di Papa Francesco e alla sua Enciclica Laudato si’: la sfida ecologica, determinata dal nostro vivere oltre i limiti della capacità rigenerativa del pianeta; la sfida economica causata dall’incremento di povertà e ingiustizie; la sfida esistenziale dell’individuo disorientato ed esausto da stili di vita sociali che condizionano la qualità della vita personale; la sfida del dialogo e del reciproco riconoscimento per le fedi in un’epoca di potente violenza religiosa; infine, la sfida derivante dalla crisi delle Chiese storiche in Europa che non riescono a esprimere una teologia e una spiritualità capaci di rispondere all’autonomia e alla ragione occidentale cui, dopo Kant e l’illuminismo, nessuno vuole rinunciare.
“In un mondo globalizzato e plurale, spesso il disorientamento e l’insicurezza prevalgono sulle certezze. La mia opera vuole essere un invito a uscire da modi granitici e inadeguati di pensare la fede come mera appartenenza. Dobbiamo aprirci a una spiritualità cristiana capace di stare creativamente in mezzo alle altre religioni per opporci, tutti insieme, alle logiche distruttive che vedono gli uni in competizione con gli altri. Nel mio libro, partendo dalla tradizione cristiana, spiego come sia possibile scoprire modelli sorprendenti in grado di aiutarci a creare un nuovo rapporto con Dio e coni gli altri, anche con chi non crede” afferma Uwe Habenicht.Uwe Habenicht, 47 anni, è tedesco di Hannover. Dal 1988 al 1994 ha completato il percorso di studi teologici presso le facoltà di Erlangen-Tubinga, Lipsia, Roma e Gottinga. Dal 2009 è pastore della comunità evangelica ecumenica di Ispra Varese/Lago Maggiore, nonché membro della Voce ecumenica di Varese, gruppo di lavoro sull’ecumenismo nella provincia di Varese. Sposato con la pastora Ulrike Hesse, è padre di 3 figli, rispettivamente di 7, 10 e 14 anni.

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Giornate di “Sete di Pace: religioni e culture in dialogo”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2016

assisiAssisi. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto un commento del Decano Heiner Bludau al termine della sua partecipazione, in rappresentanza della Federazione Luterana Mondiale (Lutheran World Federation, LWF), all’edizione 2016 dell’evento di Assisi, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e intitolato quest’anno ““Sete di Pace: religioni e culture in dialogo”. Nella città umbra, il Decano Bludau ha affiancato il Rev. Dr. Martin Junge, Segretario generale della LWF: l’evento di Assisi ha assunto per il mondo luterano un significato ulteriore perché si è svolto in prossimità dell’inizio di Luther 2017, l’anno di celebrazioni del 500° anniversario della Riforma che si caratterizzerà anch’esso per l’apertura verso fedi e culture diverse.
“La presenza ad Assisi mi ha consentito di apprezzare, ancora una volta, il valore non solo simbolico, anzi sostanziale, di iniziative come quella della Comunità di Sant’Egidio, sia dal punto di vista dell’ecumenismo che del dialogo interreligioso. Riflettere, confrontarsi, conoscersi o anche incontrarsi nuovamente con rappresentanti delle altre Chiese cristiane e di tante altre fedi religiose, è un’opportunità unica nella costruzione e nel consolidamento di un lungo ma comune e concreto percorso di Pace. Un’occasione di reciproca conoscenza che è giunta a 30 anni di distanza dalla Giornata mondiale di preghiera per la pace cui presero parte, proprio ad Assisi, i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali e che oggi sembra, se possibile, ancora più importante alla luce della complicata fase storica che l’umanità sta attraversando – ha dichiarato il Decano Bludau – In tal senso, numerosi sono stati i momenti significativi cui ho avuto modo di partecipare ad Assisi. Cito quale esempio il dibattito sull’Iraq cui hanno partecipato esponenti dell’islam, sia sciita che sunnita, del cristianesimo e delle popolazioni curda e yazida. E porterò sempre con me il ricordo dell’incontro avuto con Audish Basa Rebwar, religioso della Chiesa caldea in Iraq. Un incontro che mi ha colpito anche a livello personale, anche in ragione delle mie origini, visto che sono nato a Baghdad.”Dall’evento di Assisi, il Decano ha infine tratto un’ulteriore convinzione.“Credo che, come CELI, il nostro impegno per la pace debba crescere ulteriormente. Con progetti concreti, come già facciamo ad esempio con la partecipazione, tramite la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, all’iniziativa dei Corridoi umanitari per accogliere, assistere e sostenere chi fugge dalle guerre e giunge in Europa alla ricerca di una speranza. Ma pure stimolando e facilitando, all’interno delle nostre comunità, un confronto sul significato della Pace che, non dimentichiamolo, è anche un tema biblico che meriterebbe probabilmente maggiore attenzione” conclude il Decano Bludau.
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiano e tedesco, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all’Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l’art. 8 della Costituzione). La più antica comunità luterana in Italia è quella di Venezia, risalente alla Riforma attuata dal monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517.Capace di evolvere con la società, oggi la CELI è fortemente impegnata non solo nella cura delle anime, ma anche in numerosi ambiti quali cultura, sanità, scuola, assistenza a poveri e immigrati, educazione ambientale, pari opportunità uomo-donna, difesa delle diversità e lotta alle discriminazioni, partecipazione al dibattito etico, religioso e politico.
Proprio per questo impegno, la Chiesa Luterana – una chiesa senza grandi patrimoni – riceve ogni anno la fiducia e il sostegno di tantissimi italiani che scelgono di destinarle l’otto per mille sulla dichiarazione dei redditi: così, nel 2014, sono state, più di 61.000 le firme a favore della CELI, cioè quasi 9 volte il numero dei luterani presenti in Italia.

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50° anniversario “Nostra Aetate”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

pontificia università gregorianaRoma dal 26 al 28 ottobre, un convegno internazionale ospitato dalla Gregoriana per commemorare l’evento ed analizzare le sue ripercussioni nell’ultimo mezzo secolo. Il convegno sarà aperto dai saluti del Rettore François-Xavier Dumortier, dall’introduzione di P. Miguel Angel Ayuso Guixot, e dalle relazioni dei Cardinali Kurt Koch e Jean-Louis Tauran. Nella mattina di mercoledì 28 ottobre i partecipanti prenderanno parte all’Udienza Generale del Santo Padre; nel pomeriggio, chiuderà l’incontro l’intervento del Segretario di Stato vaticano, Card. Pietro Parolin. Nel cinquantesimo anniversario della dichiarazione conciliare “Nostra Aetate” sulle relazioni della Chiesa cattolica con le Religioni non cristiane, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, la Commissione per le Relazioni Religiose con l’Ebraismo e la Pontificia Università Gregoriana hanno organizzato, un convegno internazionale ospitato dalla Gregoriana per commemorare l’evento ed analizzare le sue ripercussioni nell’ultimo mezzo secolo.

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Convegno/Arte: India tra passato e futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

Roma 18 aprile 2011 ore 9.30 sala Odeion – edificio di Lettere piazzale Aldo Moro 5, Roma martedì 19 aprile 2011 ore 10.00 sala conferenze – Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente via Aldovrandi 16/A , Uno sguardo alla storia e all’arte dell’India.Riflessioni sul passato e prospettive sul futuro promosso dal dipartimento di Storia, culture, religioni e dall’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente. L’Iniziativa è legata alla mostra di pittura tribale Johar! Territori del sacro. Continuità e innovazione nelle culture indigene del Jharkhand (India centro-settentrionale) cherimarrà aperta fino al 28 aprile presso l’Istituto stesso. Le tematiche affrontate nelle due giornate riguarderanno le culture tribali, l’archeologia e la storia dell’arte legate alle forme espressive del jainismo, del buddhismo e dell’induismo. Particolare attenzione sarà data alla tradizione dravidica, nelle cui fonti letterarie si trovano spesso le origini di alcune delle più importanti iconografie dell’induismo.
Interverranno nel corso della manifestazione numerosi studiosi indiani ed europei esperti del settore. Nella seconda giornata del convegno due artiste della Tribal women artists cooperative di Hazaribagh eseguiranno una dimostrazione pittorica della tradizione iconografica del Jharkhand. L’evento si avvale della collaborazione delle università di Manchester e di Bonn con il patrocinio dell’ambasciata dell’India a Roma e dell’Istituto italiano di cultura di New Delhi. http://www.seminariostudiindologici2011.it

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Settimo cielo di Frank Borzage

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Torino  25 Gennaio 2011, ore 20.45 Cinema Massimo, via Verdi 18 –  Il Museo Nazionale del Cinema presenta ella sala 3 del Cinema Massimo il restauro del film muto Settimo cielo di Frank Borzage, nella copia restaurata digitalmente da Carlotta Film. Proiezione in HD.  In questo magnifico melodramma popolare – grande successo dell’epoca confermato dalla vincita di tre premi Oscar – Frank Borzage affronta con raffinata poesia i temi forti dell’amore, della religione e della guerra. Tutto è già detto all’inizio del film: “Per coloro che desiderano risalire la scala sociale, esiste una scala che porta dai bassifondi al cielo, dalle fogne alle stelle… La scala del coraggio”.  Il film è il terzo appuntamento della nuova e ricca stagione di MAGNIFICHE VISIONI. Festival Permanente del Film Restaurato. Ingresso 5,50/4,00/3,00 euro.
MAGNIFICHE VISIONI. Festival Permanente del Film Restaurato propone per quest’anno, a seguito del grande successo di pubblico e di critica, quattro appuntamenti mensili con i capolavori del cinema, dall’età d’oro del cinema classico, spaziando dal muto fino alle nouvelles vagues degli anni ’60 e oltre, in copie restaurate provenienti dalle più importanti cineteche del mondo. I film saranno presentati in versione originale con i sottotitoli in italiano, e ogni proiezione sarà introdotta – quando se ne presenterà l’occasione – da cineasti, critici o personalità del mondo della cultura e del cinema. (settimo cielo)

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Rapporto 2010 sulle religioni e l’omofobia

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Mentre il 2010 volge al termine, salutiamo il nuovo anno con la pubblicazione, per la prima volta in italiano, del “Rapporto 2010 sulle religioni e l’omofobia” che fa parte del “Decimo Rapporto sull’omofobia 2010”, circa 180 pagine, curato dall’associazione francese “Sos Homophobie”  Nelle 12 pagine dedicate alle “Religioni e l’omofobia” e intitolate “Nel nome del Padre, dell’omofobo e del transfobo” il Rapporto 2010 traccia un quadro complesso, con molte ombre e qualche luce, perché a tutt’oggi le religioni sono ancora dei mezzi di potente legittimazione dell’omofobia e della transfobia agli occhi di numerosi credenti. Le persone omosessuali credenti invece, dal canto loro, spesso sono lacerate tra “il loro credo, il peso della tradizione religiosa e la loro identità sessuale’ e ‘fanno fatica a trovare un equilibrio”. Il Rapporto 2010 affronta questi temi attraverso un rapido excursus sulle principali religioni occidentali: Cristianesimo (suddiviso in cattolici, anglicani, evangelici), Islam e Ebraismo. Sei agili sezioni intitolate: il cattolicesimo tra compassione e ipocrisia; l’omofobia non è omogenea all’interno del cristianesimo; Islam: tutto lo spettro dell’omofobia e della trans fobia; L’ebraismo: tu non amerai affatto; Ebraismo. Il punto di vista di Franck Giaoui e al termine una piccola rassegna stampa. E’ stato un lungo anno, pieno comunque di tante sorprese positive, non ultima l’approvazione in Italia, da parte del Sinodo della Chiesa Valdese, della benedizione matrimoniale per le coppie omosessuali. Perché, come ricorda questo Rapporto 2010, “le religioni non sono entità monolitiche e la loro interpretazione varia secondo la società, secondo il Paese, e anche secondo l’atteggiamento e l’indirizzo delle diverse autorità religiose, così anche omosessuali e trans cominciano ad essere accolti/e da alcune istituzioni religiose”.

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Scenari internazionali: crisi e ruolo religioni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2010

Nei giorni in cui i lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non nascondono i limiti dell’azione diplomatica internazionale e acuiscono l’esigenza che l’O.N.U. trovi una sua più efficace collocazione rispetto ai mutati contesti socio-politici ed economici, i Vescovi hanno espresso preoccupazione per uno scenario mondiale che si presenta incerto e conflittuale. La perdurante tensione in Iraq, la precaria situazione in Afganistan, in Palestina e le tragedie dimenticate di molti Paesi africani chiedono un coerente impegno di tutta la comunità internazionale per dare concreta applicazione ai diritti dell’uomo e dei popoli. Il nuovo blocco imposto al processo di pacificazione in Terra Santa rafforza la convinzione che si potrà avere qualche probabilità di un dialogo costruttivo tra palestinesi e israeliani solo nell’impegno “concorde, coordinato e determinato” delle maggiori potenze e istanze internazionali. La stessa spirale del terrorismo, con una sequenza crescente di attentati e di massacri, che determina un clima di instabilità e di incertezza, non sembra possa essere sconfitta con il solo ricorso al contrasto armato, quanto piuttosto con il “dare soluzione ai problemi da cui essa trae alimento”. Occorre, quindi, intraprendere un cammino di vera equità, di forte solidarietà, di matura libertà, di pieno rispetto dei popoli e di autentica civiltà, che veda in prima linea i Paesi democraticamente avanzati ed economicamente più forti, evitando anacronistiche chiusure e ingiustificate contrapposizioni di interessi.

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Religioni senza cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Roma 22 febbraio ore 18.30 Centro culturale San Luigi di Francia – largo Toniolo 21  in lingua francese – ingresso libero conferenza – presentazione del libro di Olivier Roy direttore di ricerca all’École des hautes études en sciences sociales (Ehess) e all’Institut d’études politiques (Iep) di Parigi. Attualmente insegna negli Stati Uniti. Dal 1984 è consulente del ministero degli Affari esteri francese. Nel 1988 Roy ha lavorato come consulente dell’Ufficio delle Nazioni Unite incaricato di coordinare i soccorsi in Afghanistan. A partire dal 1993 è stato rappresentante dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in Tajikistan. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo: Global Muslim. Le radici occidentali del nuovo Islam (Feltrinelli 2003), L’impero assente. L’illusione americana e il dibattito strategico sul terrorismo (Carocci 2004) e Islam alla sfida della laicità. Dalla Francia una guida magistrale contro le isterie xenofobe (Marsilio 2008). Nel libro sono sviluppati alcuni argomenti di grande attualità e chiariti alcuni interrogativi. Perché, ad esempio, decine di migliaia di musulmani si convertono al cristianesimo o diventano testimoni di Geova? Come si spiega che la religione che cresce più velocemente nel mondo sia il pentecostismo? Perché il salafismo, una dottrina musulmana particolarmente severa, attira i giovani europei? Perché tanti giovani si stringono intorno al papa nelle Giornate mondiali della gioventù e così pochi entrano in seminario? Come è possibile che i difensori della tradizione anglicana conservatrice siano oggi nigeriani, ugandesi e kenioti, mentre il primate della Chiesa d’Inghilterra approva l’uso della sharia? Perché la Corea del Sud, in proporzione ai suoi abitanti, fornisce il più alto numero di missionari protestanti del mondo? Come è potuto succedere che il primo musulmano e il primo buddhista eletti al Congresso americano siano neri convertiti? La teoria dello scontro di civiltà non permette di comprendere questi fenomeni. Perché, lungi dall’essere l’espressione di identità culturali tradizionali, il revivalismo religioso è una conseguenza della globalizzazione e della crisi delle culture. La “santa ignoranza” è il mito di una purezza religiosa che si costruisce al di fuori delle culture. Questo mito anima i fondamentalismi moderni, in concorrenza tra loro su un mercato delle religioni che acuisce le loro divergenze e contemporaneamente standardizza le loro pratiche. “La santa ignoranza consiste in due cose. La prima è la svalutazione della cultura a vantaggio della fede: per i nuovi credenti, nel peggiore dei casi, la cultura non esiste che sotto forma di paganesimo e, nel migliore, non ha valore, come per Benedetto xvi, se non quando è abitata dalla fede. Quello che scompare è l’idea di un’autonomia positiva della cultura. La seconda cosa è l’indifferenza verso la teologia a vantaggio della fede come ‘vissuto’. In questo caso la santa ignoranza non è un ritorno a un qualche arcaismo bensì l’espressione di un atteggiamento moderno: l’affermazione di sé, la gioia del momento, l’esserci in opposizione al pensiero, l’immediato in opposizione al tempo.”

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Unione dei popoli e delle religioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Lo abbiamo pensato con la scomparsa negli anni 90 dell’ateismo di Stato nell’Est asiatico. Non dimentichiamo che sino allora l’umanità era prigioniera della cortina di ferro, dall’inevitabile olocausto nucleare e la Cina era isolata, si avvicinavano con crescente preoccupazione le mire indipendentistiche dei Paesi del terzo mondo, vi aleggiavano le spinte rivoluzionarie del Patto di Varsavia e la divisione della Germania. Pensare che da tale quadro non certo idilliaco della situazione mondiale potesse “esplodere la pace” appariva non solo utopistico ma soprattutto irrealizzabile per la somma crescente dei problemi che invece di risolversi sembravano complicarsi sempre di più. Questo incubo è durato dal 1945 (accordo di Yalta) fino alla caduta dell’impero sovietico ed alla demolizione del muro di Berlino (1989). Da questa ultima data in poi la marcia dell’umanità si arricchita di valori positivi sempre più consistenti, sebbene non manchino vaste zona d’ombra. E’ incominciata la nuova civiltà della pace: la civiltà dell’amore, la civiltà della pacifica coesistenza, della “pacificazione” e dei “pacificatori”. Più avvertita, tuttavia, dai popoli e meno dai governanti. Per consolidarla occorre neutralizzare la logica del profitto con il paraocchi dove diventa “naturale” sfruttare il più debole, dove la ragione si avvale della forza delle armi, dove non si dà accesso al confronto dialettico non per convincere della propria idea ma per saperla mescolare e calibrare in sintonia con quella degli altri. E nello stesso tempo nella costante di una ricerca dei valori fondanti e fondamentali che reggono le sorti della civile convivenza.

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Cultura e religioni monoteiste

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Saggio di Riccardo Alfonso (edizioni Fidest). Le recenti vicende che in Ucraina hanno messo a nudo i contrasti tra religioni che si richiamano alla comune matrice cristiana: Chiesa d’oriente e d’occidente) rendono attuale un saggio scritto qualche anno fa. L’autore nella sua prefazione scrive, tra l’altro: In un mondo occidentale che perde il senso dei valori assoluti e non riesce più in particolare ad agganciarli ad un Dio signore di tutto, la testimonianza del primato di Dio su ogni cosa e della sua esigenza di giustizia ci fa comprendere i valori storici di coloro che portano con se tale testimonianza. Da qui parte una proposta: E’ necessario che incominciamo dalle scuole da ogni ordine e grado. E’ una cultura dell’informazione e della formazione che va incoraggiata e sostenuta per favorire la conoscenza e la comprensione delle posizioni altrui.

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