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Posts Tagged ‘religioso’

Razzismo religioso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e il movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire fanno il bilancio tragico e triste nel 2019 per quanto riguarda il numero delle vittime e attentati contro musulmani, ebrei, cristiani nel mondo per colpa di un razzismo religioso e culturale cieco e feroce come dimostrano tutti gli attentati compreso gli ultimi in America, Somalia, Nigeria e in Europa .
“Non possiamo nascondere che il dialogo interreligioso è a rischio per colpa di questa campagna sui social piena di odio, discriminazioni, razzismo e strumentalizzazioni politiche contro musulmani, ebrei, cristiani, arabi, migranti e rifugiati. BastaMassacri nel nome della religione, della razza e della religione che causano morti di civili e innocenti pagando un prezzo altissimo solo perché sono di un’altra religione o un’altro colore o non la pensano come quelli che alimentano l’odio, il terrore e la paura.
Solidarietà a tutti i familiari delle vittime e alle sinagoghe,moschee e chiese che hanno subito attentati o aggressioni e ribadiamo il nostro NO al razzismo,all’antisemitismo, all’islamofobia, al vittimismo e alle strumentalizzazioni politiche sulla pelle delle religioni per fini politici e personali, Cosi Dichiara Foad Aodi Fondatore Amsi, Co-mai e Membro GDL Salute Globale Fnomceo ricordando ad ognuno il suo dovere , ruolo e responsabilità nelle dichiarazioni pubbliche e ricordiamo a quelli che si autodefiniscono rappresentanti religiosi in Europa e in Italia di fare qualche azione concreta a favore del dialogo interreligioso con apertura e non chiusura visto il razzismo religioso è aumentato del 30% nel 2019 rispetto il 2018 in base alle segnalazioni presso i nostri sportelli Amsi, Co-mai e Uniti per Unire.

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“Turismo religioso e ospitalità”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

TURISMO RELIGIOSO (1)E’ stato il tema di un incontro che si è tenuto all’Università Europea di Roma (UER) nell’ambito della manifestazione FareTurismo. Sono intervenuti la Prof.ssa Margherita Pedrana, Vice Coordinatrice del Corso di Laurea in Turismo e Valorizzazione del Territorio all’UER, il Prof. Luigi Russo, Vice Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria all’UER, il dott. Fabio Rocchi, Presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) e il dott. Luca Baiosto, Vice Presidente Nazionale del Centro Italiano Turismo Sociale (CITS).“Il turismo religioso – ha spiegato la Prof.ssa Margherita Pedrana, Vice Coordinatrice del Corso di Laurea in Turismo e Valorizzazione del Territorio all’Università Europea di Roma – rientra parzialmente nella categoria del turismo culturale, anche se, rispetto a quest’ultimo include una dinamica e un coinvolgimento spirituale molto importante. Secondo alcune stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo religioso vale oltre 18 miliardi di euro, con dati che parlano di circa 300 milioni di turisti religiosi nel mondo e un trend crescente verso località considerate sacre dalle differenti religioni e/o con un ricco patrimonio culturale, storico, artistico.Ma, al di là dei dati e degli impatti economici molto rilevanti anche se difficilmente misurabili, il turismo religioso ha una fortissima valenza anche dal punto di vista culturale e sociale. In particolare, ciò che conta nell’ambito del turismo religioso è sicuramente l’esperienza religiosa e turistica, che diventa fulcro del turismo religioso stesso. Di particolare rilevanza risulta anche l’impatto del turismo religioso sulla sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Come ogni tipologia di turismo, anche il turismo religioso può creare vantaggi economici per le comunità locali e incoraggiare il loro sviluppo sostenibile, soprattutto nel lungo periodo, osservando come la gestione di siti religiosi e sacri possano da un lato tenere conto del loro valore sacro e spirituale e dall’altro puntare alla propria conservazione per poter essere usufruito anche dalle generazioni future”.Il Prof. Luigi Russo, Vice Coordinatore del Corso di Scienze della Formazione Primaria all’Università Europea di Roma, ha parlato del tema del pellegrinaggio dal punto di vista storico.”Il pellegrinaggio – ha spiegato il Prof. Russo – è una pratica che si è affermata con grande vigore nel corso dell’età medievale. Chi viaggiava ed affrontava lunghi viaggi aveva bisogno di appoggiarsi ad una rete di ospizi e strutture specializzate nell’accoglienza dei pellegrini”. Nel suo intervento il Prof. Luigi Russo ha delineato in breve i passaggi fondamentali dello sviluppo dell’ospitalità religiosa medievale, commentando alcuni passi della Guida del pellegrino di Santiago di Compostela del XII secolo. “Dall’esperienza del passato – ha detto il Prof. Russo – emergono preziosi spunti che ci permettono di valorizzare il patrimonio storico-culturale della nostra penisola”.Luca Baiosto, Vice Presidente Nazionale del Centro Italiano Turismo Sociale, ha sottolineato il contributo sociale dell’ospitalità religiosa, praticamente sempre legata alla contribuzione economica in opere sociali e comunitarie. Secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili l’1,6% dell’offerta ricettiva turistica italiana proviene dal settore dell’ospitalità religiosa.Fabio Rocchi, Presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) indica che nonostante vi sia carenza di dati relativi al turismo religioso e agli occupati nel settore, si tratta di un segmento di mercato non trascurabile visto che il portale Internet dedicato dell’ORI (https://ospitalitareligiosa.it/) censisce oltre 4.000 strutture di ospitalità religiosa. Si può prevedere che nei prossimi 5/10 anni ci sarà un incremento rilevante della richiesta di professionalità esterne al mondo religioso da inserire nella gestione turistica di tali strutture. (Copyright foto Università Europea di Roma)

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Il progresso e il comune denominatore religioso

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Non si può dimenticare che la base concettuale dello stato antico si è, inizialmente, identificata sopra un’autorità religiosa. Molti aspetti di questa civiltà derivarono dai principi posti dal mondo egiziano. Il loro vivere sociale s’identificava con la figura del re. Nella fattispecie il Faraone. La sua autorità gli proveniva dall’essere la personificazione di Horo, il dio-falco, incarnante il cielo, la forza che dalla volta celeste veniva agli uomini.
Egli era come il sole. E’ sempre identico a se stesso nelle albe e nei tramonti e nasceva e rinasceva dall’amplesso della dea celeste, forza vitale e generante. Era un dio sempre uguale e sempre differente. Gli ateniesi pensarono, durante il quinto secolo a.C., a mutare questo schema. Nel frattempo a metà strada, rispetto ai greci e agli egiziani, si collocavano gli ittiti e i persiani i quali organizzarono il loro impero concependo un re che fosse il primo tra i nobili cavalieri in armi. Non più, quindi, un re d’origine divina secondo la concezione monarchica, teocratica ed universalistica, ma un re espressione di una idea aristocratica concepita da un nucleo di conquistatori insediatosi in armi al governo di un impero.
In questa situazione la svolta ateniese giunse a maturazione gradualmente. Essa trasse origine dalle popolazioni nomadi e guerriere arricchitasi con le loro conquiste e che costruirono le basi per la formazione di capitalismo rurale dove la proprietà terriera divenne il principale mezzo di produzione d’ogni ricchezza. Una prosperità che incominciava a raccogliere i suoi frutti attraverso l’impiego dell’irrigazione delle valli fluviali. Fu un’impresa che richiedeva la cooperazione ed il lavoro collettivo. Di certo fu uno dei più potenti fattori per la formazione di nazioni e per l’instaurazione di un forte potere centrale. Determinò an-che un effetto domino con un’irrigazione che influenzava l’astronomia, l’ingegneria civile, per scavare canali ed erigere dighe, passando poi all’evoluzione della meccanica, all’arte per fabbricare il vasellame e alla filatura e tessitura. La stessa invenzione della ruota provocò una svolta epocale. Si passò dal trasporto dei pesi con slitte e tronchi d’albero o ceppi per un uso prima con ruote che formavano con l’asse un pezzo unico che girava sotto la cassa del carro e poi con il fissare le ruote indipendentemente dall’asse, in modo che questo rimanesse fisso mentre quelle giravano. A poco a poco si creò la ruota a raggi e con l’impiego del cavallo, intorno al 2000 a. C., comparve un tipo più snello e versatile di carro, in specie in guerra. Di pari passo seguì l’irrigazione con la ruota ad acqua utilizzando come forza motrice la corrente dei fiumi e ancora l’invenzione del tornio per la lavorazione del legno e che permise la fabbricazione di strumenti e con il loro concorso la cantieristica. (Riccardo Alfonso)

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Ardh Kumbh Mela: è partito il conto alla rovescia!

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

Kumbh Mela1Si tratta di un imponente raduno mistico/religioso che si tiene ad Haridwar ogni sei anni, in concomitanza con un particolare allineamento degli astri. Durante questi giorni, decine di milioni di fedeli hindu di ogni età e livello sociale, al seguito dei sadhu, degli asceti e dei santoni, si ritrovano per le abluzioni rituali nelle acque di Mama Ganga, il Gange: secondo i partecipanti al mastodontico pellegrinaggio, un tuffo in queste acque garantisce infatti la purificazione dell’anima, la cancellazione dei peccati e la liberazione dall’eterno ciclo di morte e rinascita che affligge gli esseri viventi.
I fedeli arrivano al Kumbh Mela con qualunque mezzo: in treno, in auto, a cavallo e persino a piedi, portando con sé solo il minimo indispensabile; tutti giungono al luogo del pellegrinaggio pronti a partecipare alle assemblee e alle discussioni religiose, a intonare i canti devozionali, a donare cibo ai sadhu e ai più poveri, alla ricerca della purificazione e della salvezza dell’anima.
Per diversi giorni una moltitudine di esseri umani si sposta, si lava, dorme, danza, mangia e prega gomito a gomito con migliaia di altre persone: come cellule di un unico corpo, ogni individuo è collegato all’altro, in un flusso umano in perenne movimento.Nessuna delle pur potentissime immagini che avete avuto la possibilità di vedere fino ad oggi saprà mai raccontare davvero cos’è il Kumbh Mela: i sadhu coperti di cenere bianca, avvolti in piccole strisce di tessuto o completamente nudi, con i capelli intrecciati in grandi dreadlocks, i sari colorati delle donne dalle caviglie tintinnanti, i capelli rossi di hennè di alcuni anziani, il marrone polveroso dell’acqua del Gange e l’arancio intenso dei fiori donati agli dei sono solo immagini, tasselli minuti di un enorme, brulicante, vivace mosaico umano. Ma per carpire l’essenza di questo pellegrinaggio, per capire il misticismo di questo Paese, per conoscere davvero questa culturaKumbh Mela millenaria, è necessario respirarne l’aria, sentirne i suoni o, per parafrasare Pasolini, annusarne l’odore. L’inconfondibile odore dell’India.
Secondo la teologia induista, l’origine di questa festività deriva da un episodio narrato in uno dei purana più popolari, il Bhagavata Purana. La storia narra che i Deva avevano perso la loro forza a causa della maledizione del saggio Durväsä Muni e, volendo riconquistarla, domandarono aiuto a Brahma e Shiva. Questi ultimi suggerirono di rivolgersi a Vishnu, che disse loro di agitare gli oceani per ottenere l’amrita, l’acqua della vita eterna. Per fare questo i deva avrebbero dovuto trovare un accordo con i loro acerrimi nemici, gli asura, con la promessa di condividere i benefici risultanti. Gli asura accettarono il compromesso, ma quando l’urna (khumba) contenente l’amrita apparve, le due fazioni ingaggiarono una durissima lotta che durò dodici giorni e dodici notti, equivalenti a dodici anni umani. Durante la battaglia Vishnu vol&ograv e; via con l’urna di amrita, ma alcune gocce caddero sulla terra, ad Allahabad (Prayag), Haridwar, Ujjain e Nashik, esattamente nei luoghi dove oggi si svolgono rispettivamente ogni 3, 6 o 12 anni il Purna Kumbh Mela,l’Ardh Kumbh Mela e il Maha Kumbh Mela. Kel 12 propone 8 itinerari diversi, che convergono ad Haridwar durante i giorni del Kumbh Mela (foto: Kumbh Mela)

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“Meraviglie dalle Marche”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

Roma 3 maggio 2012 in Vaticano la mostra “Meraviglie dalle Marche”, una straordinaria rassegna curata da Costanza Costanzi, Giovanni Morello, Stefano Papetti e composta da un significativo ed importante nucleo di capolavori dell’arte provenienti dai Musei della Regione Marche. Saranno allestite nel prestigioso Braccio di Carlo Magno in Piazza San Pietro opere di Raffaello, Crivelli, Lotto, Sebastiano del Piombo, Guido Reni, Guercino, Maratta, Rubens, Tiziano, Melozzo da Forlì, Il Sassoferrato e Mattia Preti. Le opere dei grandi maestri dell’arte saranno affiancate dai capolavori di artisti del passato meno conosciuti, ma non di meno suggestivi e sorprendenti, fra cui, Andrea Lilli, Francesco Podesti, Olivuccio da Ciccarello, Girolamo Denti, Adolfo De Carolis, Simone De Magistris. L’evento nasce dalla volontà della Regione Marche e dalla Direzione della Pinacoteca Comunale di Ancona di offrire, nel tempo della chiusura della Pinacoteca anconetana per importanti lavori di ristrutturazione, una continuità di fruizione al pubblico, nazionale e internazionale, del patrimonio artistico della città di Ancona e della Regione Marche. La rassegna è completa nella sua essenza di percorso dell’arte anche in virtù delle fattive collaborazioni e dei contributi del Museo Civico e del Museo Diocesano di Ascoli Piceno, della Chiesa di Santa Lucia di Montefiore dell’Aso, della Pinacoteca Civica di Fermo, della Pinacoteca Civica di Macerata, del Museo Diocesano di Ancona, della Pinacoteca Civica di Fabriano, della Pinacoteca Comunale di Jesi, del Museo-Tesoro della Santa Casa di Loreto, del Museo Pinacoteca Comunale di san Severino Marche, del Complesso Museale di S. Maria Extra Muros di Sant’Angelo in Vado, del Museo Diocesano e della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, dei Musei Civici di Pesaro e della Pinacoteca Comunale di Fano.La selezione di capolavori provenienti da più musei e raccolte d’arte dell’intera Regione Marche va dalla fine del XIV secolo fino al primo Novecento e si presenta con un carattere di eccezionalità concentrando nello stesso spazio una serie di opere-meraviglie così come recita il titolo stesso della mostra, che si presenta come duplice opportunità di conoscenza per il pubblico perché consente, in primis, di ammirare un percorso espositivo formato da incantevoli opere d’arte, ma è, altresì, l’occasione per compiere un percorso di conoscenza facilitato nel copioso tesoro che i grandi Maestri dell’arte hanno lasciato nelle Marche. La mostra vaticana presenta soprattutto opere di carattere religioso. Ciò non è frutto di una scelta voluta, o imposta dal luogo dove la mostra si svolge, bensì dalla realtà delle cose. Almeno fino al XVIII secolo, in Italia, ma non solo, la maggior parte delle opere dipinte o affrescate sono infatti di soggetto religioso. Ma nella mostra sono presenti anche alcune opere a soggetto di storia o di carattere laico, come l’espressivo ritratto di Francesco Arsilli dipinto a Roma da Sebastiano dal Piombo, che ritorna sia pur provvisoriamente nella città in cui venne realizzato.

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Rapporto atei-credenti

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Lettera al direttore. Un ateo può essere vicino ad un credente più di quanto possa essere un credente ad un altro credente.  Ad accomunare un ateo e un credente può essere il senso religioso. Daria Bignardi,  nella sua trasmissione del 28 gennaio, ignorando probabilmente che qualcosa li accomunava, ha intervistato prima un credente e poi un ateo: il priore Enzo Bianchi, e Corrado Augias, ateo per l’appunto. Ma si potrebbe dire che Augias è un “ateo religioso”, giacché si pone continuamente domande sul senso della vita e della morte, sul senso dell’esistenza. Un ateo che “sente” il mistero che avvolge l’uomo e l’intero universo. E giacché si pone domande, evidentemente non ha incrollabili certezze. Così come non ha incrollabili certezze il priore Enzo Bianchi, il quale, durante la trasmissione, ha parlato della difficoltà della fede in certi momenti, delle domande che restano senza risposta. Neppure il priore vive d’incrollabili certezze. Ad accomunare i due personaggi, è appunto il senso religioso. Esistono, per contro, atei e credenti (beati loro!) che vivono tranquillamente nelle loro incrollabili certezze, che non hanno dubbi, che non si pongono domande, ingnari dell’inquietudine che suscita il mistero.(Elisa Merlo)

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Visita del Papa alla “sacra Sindone”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Torino 2 maggio, in occasione della visita del Papa a Torino, Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede aulica della Provincia, sarà eccezionalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 18,30, per consentire ai pellegrini ed ai torinesi la visita alla mostra “Segni di Devozione”. L’allestimento (ospitato al piano terreno, nell’antiscalone d’onore del palazzo) presenta riproduzioni artistiche di opere di soggetto religioso, realizzate dai detenuti della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino nell’ambito di un laboratorio curato dall’associazione “La Brezza” di Collegno.  Le opere esposte nella sede aulica della Provincia si ispirano ai temi ed all’espressività delle icone russe e sono realizzate su tavolette di legno, trattate con apposite tecniche di antichizzazione. Accanto alle immagini realizzate dai detenuti, la Provincia di Torino espone per la prima volta alcuni testi e documenti storici sul “Sacro Lino” custoditi nella Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”, che occupa alcuni dei locali più prestigiosi di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna. La mostra è visitabile sino a sabato 15 maggio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18,30, il sabato dalle 10 alle 13. (icone)

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