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Quattro soluzioni per iniziare a vendere da remoto velocemente e in tutta sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Già nell’estate del 2019, si prevedeva che nel 2020 l’e-commerce globale avrebbe registrato una crescita del 16 % e la situazione odierna non ha che confermato questa tendenza. Anche in Italia, la domanda per gli acquisti on line è esplosa negli ultimi mesi dell’anno in corso. Secondo i dati presentati a Maggio dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, dall’inizio del 2020 ad oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, di cui 1,3 milioni arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante la crisi sanitaria. L’emergenza ha però cambiato gli equilibri dell’e-commerce, favorendo settori non tradizionalmente “digitali” come l’alimentare, e penalizzandone altri come il turismo.Per aiutare le aziende ad adattarsi a questi inattesi cambiamenti, Adyen, la piattaforma di pagamento scelta da molte delle più importanti aziende a livello mondiale come Spotify, McDonald’s e L’Oreal, ha scelto di condividere alcune delle best practices e soluzioni messe in atto dai propri clienti per rispondere da remoto alle richieste dei consumatori, senza rinunciare alla sicurezza di pagamenti e personale.
Impostando una hosted checkout page, è possibile trasformare in breve tempo il sito internet di un’azienda in un negozio online, velocizzando così al massimo l’accettazione dei pagamenti senza dover aprire un vero e proprio sito e-commerce. La pagina rispecchierà l’identità del brand offrendo tutte le funzionalità necessarie, compresi strumenti integrati per i controlli di rischio e l’autenticazione sicura. Inoltre, si può scegliere di mostrare i metodi di pagamento selezionati in base alla provenienza della clientela.
In mancanza del contatto diretto con la clientela, si possono vendere prodotti anche tramite email o chat. Per farlo in tutta sicurezza, basta sfruttare il pay by link, un link di pagamento da inserire nel testo delle e-mail o della chatbot. Una soluzione che si adatta particolarmente ai luxury brand che vogliono offrire servizi su misura ai propri clienti più fedeli, per vendere articoli in edizione limitata tramite una pagina di pagamento privata. Tra i clienti di Adyen, ad esempio, un brand di lusso ha iniziato a usare questa soluzione per vendere i propri prodotti durante le telefonate all’assistenza clienti, mentre il brand di gioielli di lusso Monica Vinader utilizza i link di pagamento per abbinare alla vendita altri articoli o servizi extra, quali spedizioni rapide o riparazioni. Durante il contatto via telefono o chat, il venditore invia un link al cliente per completare l’acquisto, eliminando i rischi legati alla lettura dei dettagli della carta.
Nella situazione attuale, molte attività hanno dovuto chiudere i propri call center per garantire la sicurezza dei dipendenti, dovendo affrontare uno scenario del tutto inaspettata. Per poter continuare a raccogliere i dati di pagamento nel rispetto della conformità anche da remoto, diventa quindi necessario adottare misure specifiche per evitare che i truffatori approfittino della vulnerabilità delle transazioni non controllate. In questo caso, inviando al cliente un link di pagamento, l’operazione diventa una transazione di e-commerce ed è quindi protetta dagli strumenti configurati per la prevenzione dei rischi online, inclusa l’autenticazione sicura dei clienti. Una soluzione adottata da grande fornitore di caffè, che, costretto a chiudere il proprio call center in un momento in cui gli ordini erano in aumento, ha sfruttato i link di pagamento, permettendo agli agenti di vendita di rispondere alle chiamate da casa e a inviare i link via SMS durante le telefonate.
I link di pagamento possono essere utilizzati anche per garantire la regolarità dei flussi di denaro tra le aziende clienti e i fornitori. L’Occitane, ad esempio, li usa per le fatture ai grossisti: quando un hotel acquista i prodotti del marchio e desidera pagare tramite carta di credito aziendale, L’Occitane invia un link di pagamento. Una soluzione adottata anche da Christian Louboutin, che fornisce ai propri calzolai dei link di pagamento inviati direttamente al cliente una volta ultimata la riparazione delle scarpe.

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Possibilità di gestire in remoto sempre più attività attraverso l’IoT e la realtà aumentata

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Grazie alla digitalizzazione molti oggetti quotidiani hanno imparato a raccogliere dati, analizzare le informazioni esterne e comunicare tra loro. Ma cosa accade quando queste stesse tecnologie vengono applicate alla fabbrica, sia alle grandi aziende che alle pmi? Quali elementi caratterizzeranno la fabbrica del futuro? L’industria 4.0 ha un potenziale stimato di creazione di valore per produttori e fornitori di 3,7 trilioni di dollari nel 2025, eppure oggi solo il 30% delle aziende a livello globale sta acquisendo valore dalle soluzioni dell’Industria 4.0 su larga scala (dati McKinsey).Comau, attraverso il lavoro congiunto di un team di ingegneri dislocati tra Italia, India, Brasile, Stati Uniti e Cina, si concentra su innovazione, ricerca, sviluppo e applicazione immediata di nuove tecnologie per digitalizzare parti sempre più ampie del processo produttivo e progettare con le aziende le fabbriche del futuro. Dai wearable agli esoscheletri, dall’intelligenza artificiale e il Machine Learning ai robot collaborativi, le smart factory utilizzeranno sempre di più queste tecnologie per generare valore, con benefici che vanno dall’incremento della produttività alla riduzione del time to market, ma anche la possibilità di gestire in remoto sempre più attività attraverso l’IoT e la realtà aumentata.

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Implementare le celebrazioni delle messe da remoto

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

«Abbiamo depositato degli emendamenti e chiesto la possibilità di poter implementare la celebrazione delle messe anche da remoto e di dare la possibilità ai fedeli, per quelle realtà che sono in grado di rispettare le regole e mantenere le distanze di sicurezza, di tenere aperto ma non penso si possa fare molto di più». Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ai microfoni di Radio 24 nel corso della trasmissione “24 Mattino” condotta da Maria Latella e Simone Spetia.Nel dettaglio, l’emendamento depositato da FdI alla Camera all’ultimo decreto-legge del Governo sul coronavirus prevede tra le altre cose la possibilità di consentire “l’ingresso nei luoghi destinati al culto con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del titolare del luogo di culto di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio”. Infine, incalzata da Maria Latella, che le ha chiesto se era contraria all’appello di Matteo Salvini, il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha spiegato di non aver compreso se il leader della Lega si riferisse “alle chiese o alle messe” e parlando delle riaperture ha detto “speriamo di riaprire il prima possibile tutto quello che possiamo riaprire, ma quello che davvero conta in questo momento è non vanificare gli sforzi che abbiamo fatto finora e che ci sono costati decine di miliardi di euro. È dura, è dura in particolare quando arrivano festività come la Pasqua ma quello che va fatto devono dircelo gli esperti”.

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Lavoro da remoto: come deve comunicare un manager?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Sono ormai 8 milioni gli italiani che lavorano da remoto. Prima delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria Covid-19 erano solo 570mila.Ma qual è lo stile comunicativo più adatto? A questa domanda prova a rispondere ODM Consulting, la società di consulenza HR di Gi Group. Sulla base di parametri realizzati da Thomas International, provider globale di strumenti di people assessment con cui tutto il Gruppo Gi Group ha stretto una partnership, ODM Consulting ha analizzato due indicatori fondamentali per la gestione efficace delle modalità di lavoro in remoto: l’intelligenza emotiva, particolarmente importante in un momento che richiede una consapevolezza di sé più consistente, e lo stile relazionale e comunicativo tra il manager e i suoi collaboratoriA questo proposito è possibile osservare quattro stili comunicativi, che contraddistinguono ognuno di noi, a seconda della caratteristica che risulta predominante: Dominanza: preferisce le conversazioni brevi. È spesso coinvolto in diverse attività contemporaneamente e ha una visione d’insieme essendo focalizzato sul risultato più che sulle attività e le fasi intermedie.
Coscienziosità: si concentra sui fatti e sui dettagli, tralasciando un po’ la visione d’insieme. È tipicamente avverso al conflitto risultando spesso assertivo nella propria area di specializzazione.
Stabilità: apprezza focalizzarsi su persone e relazioni. Di solito infatti è un buon ascoltatore tanto da essere generalmente più propenso a considerare i bisogni altrui.
Influenza: è una persona energica, che parla velocemente e ama raccontare e raccontarsi agli altri. Apprezza parlare di nuove idee e intuizioni e predilige la comunicazione verbale.
Ogni persona manifesta una preferenza di stile comunicativa, compito del suo interlocutore, in questo caso del manager, è di individuare questa preferenza e adattare a questa il proprio stile comunicativo e anche i medium (tecnologici) da utilizzare.
“La comunicazione in un contesto virtuale, come quello che stiamo vivendo, assume un peso specifico maggiore. – spiega Fabio Musumeci, Senior Consultant e Responsabile dell’area People Development di ODM Consulting – La mancanza di altre componenti, come ad esempio il linguaggio del corpo e la mimica facciale, richiedono di porre maggior attenzione e di rapportarci con ognuno in modo personalizzato. Quando si è identificato lo stile comunicativo preferito di una persona è più facile esplorare come, in qualità di suo manager, sia possibile modulare il proprio stile di comunicazione per avere il miglior impatto. Ciò significa riuscire a definire come sarà meglio comunicare (e anche con quale strumento) e relazionarsi con i propri colleghi o collaboratori, anche e soprattutto da remoto”.

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Lavorare da remoto: 3 problemi e 3 approcci per affrontarli

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

A cura di Vladimir Cavalcanti – Channel Manager EMEA di Atlassian. Quella che stiamo affrontando in questi giorni è una situazione del tutto eccezionale. Numerose aziende, soprattutto quelle di servizi, stanno favorendo il lavoro da remoto dei loro dipendenti per far fronte all’emergenza. Molti identificano questa pratica con lo smart working, non sapendo però che alla base del cosiddetto “lavoro intelligente” deve esserci una scelta volontaria e ragionata. Dunque la condizione attuale, determinata dalla contingenza, è più ascrivibile al lavoro da remoto piuttosto che allo smart working vero e proprio. Tuttavia, pur con questa precisazione, restano valide alcune problematiche che accomunano entrambe le forme di lavoro.
Lavorare da remoto non è tutto rose e fiori. Il primo scoglio da superare è senza ombra di dubbio quello della logistica. I problemi legati a questo aspetto del lavoro fuori dall’ufficio (soprattutto se svolto a casa) sono innumerevoli. La questione pranzo, e più in generale quella dei generi di conforto come il caffè, è totalmente a carico nostro. Lavorando da casa, andare a pranzo fuori risulta complesso soprattutto per chi vive in una zona residenziale. Dunque mettiamo in conto di integrare i tempi per la logistica dei pasti all’interno della nostra giornata, altrimenti il rischio di mangiare solo junk food diventa molto concreto. E se a questo uniamo la minore attività fisica dovuta allo stare in casa, è facile capire perché è così importante organizzare bene i pasti.Altro grande tema del lavoro da remoto riguarda le possibili incursioni di figli e animali domestici. Tutti noi vogliamo mostrare il nostro lato più professionale alle persone con cui lavoriamo, ma questo obiettivo va vissuto con serenità. Nei giorni trascorsi a casa ci sarà il momento in cui suona il campanello o quello in cui il gatto camminerà sul computer portatile, proprio di fronte alla videocamera, ovviamente mentre stiamo facendo una call. E i bambini urleranno proprio mentre disattiveremo il mute per intervenire durante un meeting. Ma tutto ciò non ci farà sembrare meno professionali, ma permetterà a coloro che lavorano con noi di dare un’occhiata al nostro mondo, che probabilmente non è molto diverso dal loro.
Per molti la routine è uno dei grandi svantaggi del lavorare da casa. Lo stare tutto il giorno chiusi fra quattro mura è percepito come un boccone difficile da tirar giù. Questo è comprensibile, soprattutto se si considera il perdurare della situazione e la difficoltà di trovare diversivi. Tuttavia, la routine può venirci incontro, aiutandoci a superare questo momento di stallo. Avere una tabella di marcia da rispettare rappresenta una delle soluzioni migliori per far fronte agli effetti più dannosi di un periodo di transizione.
Alzarsi la mattina alla stessa ora, fare colazione normalmente e un po’ di esercizio sono comportamenti che ci aiutano a tenere la barra dritta. Anche se stiamo lavorando da casa, vestirsi come se stessimo andando a lavoro (o quasi) ci consente di mantenere un certo grado di professionalità, necessario per affrontare le tante conference call che ci aspettano in questo periodo. Non importa presentarsi in giacca e cravatta o in tailleur, ciò che conta è essere sempre in ordine e pronti a un meeting organizzato all’ultimo minuto, proprio come se fossimo in ufficio. Seguendo questi piccoli consigli, ecco che la routine da spauracchio si trasforma in strumento indispensabile per affrontare al meglio una giornata di lavoro a casa.
Altro tema fondamentale è il senso di isolamento che si prova lavorando da remoto non per scelta propria. Ci si sente isolati dal resto del team e dai colleghi. Questo è un sentimento comune e non bisogna aver paura di provarlo. Quello che si può fare è sviluppare alcune strategie per rimanere in contatto con il resto del gruppo di lavoro, mantenendo con i colleghi una finestra di dialogo sempre aperta, per scambiarsi opinioni, idee e perché no, battute. Del resto anche in ufficio c’è spazio per farsi due risate.
La buona notizia è che oggi abbiamo tantissimi strumenti per rimanere in contatto con i nostri colleghi evitando di intasare la loro posta con milioni di mail inutili e che probabilmente non leggeranno. I tool a supporto del lavoro agile (tema che vede Atlassian in prima linea) e quelli dedicati a chat e conference call sono gli alleati migliori per sostenere la produttività, l’efficienza e per mantenere alto l’umore.Oggi però grazie alla tecnologia e grazie soprattutto a un approccio al lavoro più moderno, agile e smart possiamo superare con maggiore facilità questa prova, sapendo che non siamo soli a doverla affrontare. http://www.competencecommunication.com

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Lavoro da remoto e dispositivi mobile

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Connessione a 360° e una presenza sempre maggiore delle attività lavorative durante il tempo libero: queste alcune delle evidenze che emergono dalla ricerca Working Life condotta da PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel, che analizza la vita lavorativa delle persone tra tecnologia, lavoro agile e rapporto con i colleghi.
Il sondaggio, condotto a giugno 2018 su 5.197 intervistati in Europa – di cui 775* in Italia, ha portato a galla i vantaggi e le sfide che la tecnologia fornita dalle aziende comporta per i lavoratori. Più del 68% degli intervistati è infatti dotato di almeno un dispositivo aziendale tra cellulare, laptop e tablet, e per il 70% dei lavoratori questi strumenti hanno cambiato la vita, ma solo per il 36% ciò ha un impatto positivo sul livello di felicità personale e lavorativa.Molti dipendenti in Italia usano questi dispositivi anche per motivi personali al di fuori dell’orario di lavoro, sfumano ulteriormente i confini tra lavoro e tempo libero. Sembra che il vecchio detto “essere sempre di turno” non sia mai stato così vero.
I dispositivi, infatti, da un lato favoriscono il lavoro da remoto, permettendo ai dipendenti di lavorare al di fuori dell’ufficio in caso di necessità (possibilità sfruttata dal 64% di manager e lavoratori), ma dall’altro affievoliscono i confini tra vita privata e lavorativa: il 63% dei lavoratori italiani afferma infatti che tutti i giorni controlla la propria e-mail al di fuori degli orari di lavoro e il 57% risponde alle chiamate.
Dallo studio è emerso inoltre che i lavoratori degli altri paesi sono tendenzialmente più soddisfatti del proprio work-life balance rispetto agli italiani (59%): Austria 73%, Belgio 71%, Francia 72%, Germania 63%, Lussemburgo 67%, Olanda 78%, Polonia 70%, Portogallo 64%, Svizzera 75%. Con l’aumentare dell’età, e delle responsabilità dei ruoli, aumenta anche la percentuale di lavoratori che utilizza i dispositivi aziendali anche al di fuori degli orari di ufficio, passando dal 41,6% di dipendenti tra i 25 e i 34 anni che controllano le e-mail e il 31,2% della stessa fascia che risponde a chiamate di lavoro, al 63% di over 60 che controllano le mail e il 68% che risponde al telefono.I risultati emersi rivelano che i principali motivi che spingono le persone a rimanere connesse al di fuori dagli orari di ufficio sono il senso di responsabilità verso il ruolo e il senso di obbligo. Il 52% dei professionisti under 35 infatti si sente obbligato ad essere sempre connesso, percentuale che scende al 32% per gli over 35. Opposta la situazione se si analizza il senso di responsabilità: il 60% circa dei professionisti over 35 lavora al di fuori degli orari per questo motivo, mentre per gli under 35 la percentuale scende al 44%.

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Intesa Bank: Banking online senza problemi grazie a TeamViewer

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 ottobre 2014

Online Banking ComputerGoeppingen, Germania. TeamViewer®, uno dei principali fornitori di software per il controllo da remoto e i meeting online, ha annunciato che Intesa Bank utilizza il software per offrire accesso da remoto agli specialisti dei propri call center e ai loro utenti di banking online. Grazie al software di accesso remoto TeamViewer, il personale del servizio di assistenza della banca ha aumentato in modo significativo la propria produttività e ridotto il numero di visite ai clienti. “A volte, è difficile spiegare a un cliente come risolvere un determinato problema a causa della sua complessità. In questo caso, TeamViewer permette al dipendente della banca di connettersi da remoto, previa approvazione, al computer del cliente, per diagnosticare e talvolta anche risolvere i problemi. In questo modo si accelera notevolmente il processo di risoluzione dei problemi “, ha commentato Boris Golovatskykh, Responsabile IT di Intesa Bank.
Intesa Bank è la filiale russa di Gruppo Intesa Sanpaolo, una delle più grandi banche in Europa e leader in Italia. Il gruppo si colloca al quinto posto tra le banche europee per capitalizzazione. Intesa Sanpaolo, presente in Russia da oltre 40 anni, gestisce oltre la metà delle operazioni di commercio estero tra la Russia e l’Italia. La rete distributiva regionale copre 25 regioni della Russia da Kaliningrad a Vladivostok, con oltre 60 filiali nelle più grandi città del paese. TeamViewer aiuta i consulenti a fornire assistenza agli utenti che utilizzano il software di banking online per effettuare pagamenti, tenere d’occhio il bilancio e lavorare con la banca senza recarsi di persone presso una filiale locale”Un enorme vantaggio offerto dal software di accesso remoto TeamViewer è che anche gli utenti con conoscenze base del computer possono facilmente comprenderne il funzionamento. Devono semplicemente lanciare il programma da un link fornito dal supporto tramite e-mail”, continua Boris Golovatskykh. “Questo software ha ricevuto ufficialmente l’approvazione dal Dipartimento di Sicurezza IT della banca.” “TeamViewer è un software altamente sicuro ed affidabile ideale per le banche, gli istituti finanziari e altre organizzazioni con elevati standard di sicurezza delle informazioni “, conferma Kornelius Brunner, Head of Product Management di TeamViewer. “I clienti come Intesa Bank scelgono TeamViewer per una serie di importanti caratteristiche, tra cui le impostazioni di cifratura completa dei dati, l’autenticazione a più livelli e i profili utente che possono essere collegati a singoli account tramite il pannello di controllo centralizzato TeamViewer Management Console. Un’altra peculiarità importante è la possibilità di registrare ogni intervento di assistenza: i reparti IT possono così tenere traccia di ogni operazione e di ogni clic del mouse sul computer remoto.” Oltre a consentire l’accesso da remoto, TeamViewer offre una serie di ulteriori utili funzioni utilizzate dai dipendenti della banca:
• il trasferimento di file anche di grandi dimensioni dal computer di un dipendente della banca al cliente e vice versa
• creazione e salvataggio immediato di screen shot in un file. Questa funzione è utile per salvare un rapporto di errore da inviare allo sviluppatore del software bancario
• ottimizzazione delle prestazioni del programma, ad esempio sostituendo lo sfondo del desktop con uno sfondo nero semplificando così la navigazione nel desktop remoto
• registrazione video della sessione remota. Questa operazione è importante per la risoluzione di problemi critici in cui la registrazione step-by-step può essere utilizzata per risolvere determinate questioni”L’interfaccia e la funzionalità di TeamViewer sono semplici e intuitive permettendo a qualunque specialista IT di imparare a utilizzarlo in pochissimo tempo, senza alcuna formazione. Inoltre, il processo di connessione al computer remoto è estremamente semplice “, aggiunge Boris Golovatskykh.
Intesa Bank è una filiale russa del gruppo Italiano Intesa Sanpaolo, uno dei più grandi in Europa e leader nel mercato bancario in Italia. Intesa Bank offre una varietà di servizi bancari per privati ​​e aziende in 25 regioni della Russia, da Kaliningrad a Vladivostok. I settori principali di attività della banca sono prestiti alle aziende e alle piccole e medie imprese. La banca ha più di 60 filiali.

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Pazienti impiantati con dispositivi cardiaci

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Parigi, (Francia). Sono ben mille i pazienti europei trattati con il sistema di gestione remota LATITUDE, prodotto e distribuito da Boston Scientific Corporation (quotata come BSX alla Borsa valori di New York). Il sistema monitorizza in remoto pazienti impiantati con dispositivi cardiaci, ricevendo informazioni sia sullo stato del dispositivo impiantato che sullo stato clinico del paziente. Il sistema inoltre può trasmettere al medico di fiducia eventi rilevanti, che si verifichino fra le visite ospedaliere programmate. Latitude è l’unico sistema di monitoraggio cardiaco che può essere collegato in wireless con una bilancia ed uno sfigmomanometro, il che permette di essere in linea con le raccomandazioni di Classe 1 della European Society of Cardiology sul trattamento di pazienti affetti da insufficienza cardiaca.  La versione internazionale del sistema Latitude è compatibile con il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) Teligen (R) ed il defibrillatore di risincronizzazione cardiaca (CRT-D) COGNIS (R), (entrambi wireless e prodotti dalla compagnia stessa), i dispositivi di alta potenza più piccoli e sottili del mondo.

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