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Posts Tagged ‘renato brunetta’

Brunetta invita Salvini a rompere con 5Stelle

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

“In questa fase, nel centrodestra la Lega è certamente l’elemento trainante e predominante della coalizione, sicuramente al Nord e al Centro, meno al Sud. Ma senza Forza Italia, non si vince. L’egemonismo della Lega, che pure abbiamo visto in questi ultimi tempi, è destinato a fallire. Il centrodestra vince se è unito ed è plurale. Questo è un bel segnale, un bel monito a Matteo Salvini, a questo governo, che non ha rappresentanza nel Paese, perché il Paese ci dice tutt’altro. Gli italiani che sono andati a votare nelle recenti elezioni politiche (il 37% ha voluto il centrodestra al governo), regionali e amministrative vogliono il centrodestra. Che questa formula Lega-M5s è una formula illegittima, che non ha alcuna rispondenza con la volontà degli italiani, che cioè questa somma di populismi, di destra e pentastellato, non ha una propria consistenza a livello di opinione pubblica e di voto degli italiani. Questa è la realtà. Prima si fa questa riflessione tutti insieme all’interno del centrodestra, meglio è, perché allora si tratterà di dare i confini e i contorni a questa esperienza del governo Conte. Esperienza che io considero fallimentare, fatta di annunci strampalati, di populismi senza costrutto”.Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, in un’intervista a ‘Radio Radicale’, commentando l’esito elettorale dei ballottaggi delle elezioni amministrative.“La realtà è che tra Lega e M5s non c’è mai stata alcuna luna di miele. Se ci pensiamo, la luna di miele è legata unicamente all’unica cosa di centrodestra che questo governo sta facendo, vale a dire un ‘basta all’immigrazione clandestina’, che era ed è la posizione di tutto il centrodestra. Il blocco dei porti lo avevamo proposto noi un anno fa, come anche il blocco delle Ong lo aveva proposto una mozione di Forza Italia al Senato. Inaccettabile, invece, per il centrodestra l’introduzione del reddito di cittadinanza e del decreto dignità di Di Maio, come anche l’atteggiamento che sta assumendo l’Italia nei confronti dell’Europa e a livello di politica internazionale”.“Per questo io dico – conclude – che prima si chiude questa esperienza politica, meglio è. Invito Salvini a fare un ragionamento col centrodestra, conferendo pari dignità a tutte le forze politiche interne alla coalizione. Sì al rilancio dei contenuti, dei programmi e della leadership, per prendere atto che il centrodestra è maggioritario nel Paese, e che il centrodestra può governare”.

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Brunetta: cattive notizie dall’economia italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Mag 2018

“Ancora cattive notizie provengono dall’economia italiana, nonostante il presidente del Consiglio Gentiloni e il ministro dell’economia senza poteri Pier Carlo Padoan abbiano sbandierato, anche in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanze, una situazione economica rosea e in crescita.L’ultimo dato, in ordine di tempo, a dimostrare come l’ottimismo di Gentiloni e Padoan sia del tutto fuori luogo, è l’Indice Pmi pubblicato oggi da Markit che ha certificato un rallentamento dell’attività manifatturiera in Italia nello scorso mese. L’Indice Pmi manifatturiero si è, infatti, attestato a 53,5 ad aprile dal 55,1 registrato a marzo e dal 56,8 di febbraio. Con il calo di oggi, l’Indice è sceso così al livello più basso dal gennaio 2017.
Un dato, quello italiano, in controtendenza rispetto a quello del resto delle economie europee. Il settore manifatturiero nell’Eurozona si è confermato, infatti, in crescita ad aprile. L’indice dei responsabili degli acquisti del settore ha segnato una risalita a 56,2, contro quota 56,0 segnalata nel mese precedente, al di sopra delle stime degli analisti che si attendevano un risultato invariato a 56,0.Anche nella manifattura, tradizionale punto di forza dell’economia italiana, il nostro Paese si conferma ormai tra le ultime ruote del carro in Europa. Anche la fiducia degli esperti del settore è cominciata a venir meno, per effetto della totale assenza di politiche industriali efficaci varate negli ultimi anni dai governi di centrosinistra”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Def: Brunetta, non c’è più tempo da perdere, riforme e rigore

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

“Mentre i leader di Lega e Movimento 5 Stelle, Matteo Salvini e Luigi di Maio, sono ancora impegnati nella loro personale guerra di posizione, nella difficile fase post-elettorale che porterà alla formazione di un nuovo Governo, il semestre europeo di bilancio va avanti imperterrito per la sua strada, senza aspettare l’evolversi del quadro politico italiano. Le istituzioni europee e i mercati finanziari possono forse pazientare un altro po’, ma non sono certamente disposti ad accettare che lo stallo istituzionale nel quale l’Italia è entrata si protragga ancora a lungo. I principali gestori di fondi internazionali hanno già lasciato capire da tempo che c’è un rischio svendita dei nostri titoli di Stato. Forse non adesso, più probabilmente il prossimo autunno, quando la Banca Centrale Europea cesserà definitivamente di acquistare i nostri titoli di Stato.Mentre il Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella è in procinto di iniziare il secondo giro di colloqui con i leader dei partiti, a causa dell’assenza di un governo pienamente legittimato e di un ministro dell’Economia dotato di pieni poteri, il Documento di Economia e Finanza non è stato ancora presentato alle Camere e i parlamentari che saranno tenuti ad esaminarlo non sanno ancora qual è il suo contenuto, dato che l’attuale ministro senza poteri Pier Carlo Padoan non ha fatto trapelare nulla sul quadro macroeconomico e sui saldi di bilancio che il suo ministero sta predisponendo.E’ forse opportuno ricordare che il DEF deve essere presentato alla Commissione Europea entro il 30 aprile, dopo un obbligatorio passaggio parlamentare. Anche se Bruxellles ha già dichiarato di voler concederci qualche giorno di tempo in più, i giorni a disposizione per poter scrivere il quadro programmatico del documento, farlo esaminare dalla Commissione istituita ad hoc e assoggettarlo alle risoluzioni che verranno presentate dai partiti, sono ormai molto pochi.Presentare alla Commissione un DEF senza quadro programmatico, contenente il preciso impegno scritto di voler disinnescare le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’IVA per il 2019, è una ipotesi da scongiurare in ogni modo. Vorrebbe dire lasciare totalmente nelle mani dell’Europa il destino dei nostri conti pubblici, soprattutto considerando che la Commissione ha sempre lasciato intendere di essere favorevole ad un inasprimento della tassazione indiretta, in quanto la giudica meno distorsiva di altre.C’è anche un altro rischio da tenere presente. Gli ultimi dati sulla produzione industriale italiana sono stati negativi per il secondo mese di fila e diversi indicatori macro sull’andamento dell’economia europea lasciano intuire che il picco di crescita potrebbe essere stato superato nell’eurozona, Germania compresa. Complice il deteriorato quadro politico internazionale, con la guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, la guerra in Medio Oriente, e l’imminente uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il secondo semestre dell’anno potrebbe, quindi, riservare sorprese negative per la nostra economia e per i nostri conti pubblici. Scrivere il quadro programmatico a settembre, quindi, potrebbe essere molto rischioso.L’unico modo per scongiurare tutti questi rischi è avere un Governo in breve tempo. Un governo di tutti, per le famiglie e per le imprese. Un Governo che prosegua la strategia della crescita senza tralasciare il percorso virtuoso di risanamento dei conti pubblici, che rispetti i parametri europei su deficit e debito. Se la Germania ha potuto permettersi 6 mesi di stallo prima di vedere la nascita di un nuovo esecutivo, l’Italia non lo può fare in alcun modo. La nostra situazione economica e finanziaria non ce lo permette. Non è tanto per il gusto di obbedire ciecamente alle regole europee che abbiamo l’obbligo di essere virtuosi, quanto perché conviene presentarci alle istituzioni europee e ai mercati finanziari con i conti in ordine, con una spending review fatta, con un serio piano di attacco al debito fatto, con la revisione del sistema fiscale fatta. Per questo ci auguriamo che l’ormai imminente giro di consultazioni del presidente Mattarella possa finalmente rompere l’impasse politica e permetta ad un governo a trazione centrodestra di poter da subito riprendere in mano il controllo della nostra economia”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Intervista a Brunetta a “La Repubblica” sulle presidenze delle Camere

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

“Io dico che se si raggiunge un accordo istituzionale serio sulle presidenze, che non si presti a trabocchetti e agguati d`aula, allora potremmo compiere un buon primo passo verso la formazione di un governo”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”. Sta dicendo che andiamo verso un possibile governo centrodestra-5Stelle? “Questo lo sta dicendo lei. Io mi limito a dire, alla Catalano, che è meglio avere un accordo sulla presidenza delle Camere che non averlo. E forse siamo a buon punto”.
“Di nomi finora non si è parlato e io non ne faccio. Non sono stati al centro dell`incontro avuto con Toninelli e Grillo”. Non le hanno fatto dunque quello di Fico? “Non spetta ai capigruppo trattare e pronunciarsi sui possibili candidati. È una scelta demandata ai leader e nel vertice del centrodestra in programma oggi a Roma tra Berlusconi, Salvini e Meloni si scioglieranno gli ultimi nodi”.
I grillini, da voi incontrati, insistono invece sulla Camera. “Questi sembra siano i desiderata di Di Maio, stando alle sue dichiarazioni. Nulla è ancora deciso”.
“Una cosa è certa: il calendario. Il centrodestra unito sta lavorando per arrivare a una soluzione in tempi rapidi. lo penso che entro la giornata di sabato, se la situazione resta quella che si sta delineando, potremmo eleggere i presidenti di Camera e Senato. La settimana successiva gli uffici di presidenza e i capogruppo, che poi dovranno presentarsi al Quirinale per le consultazioni”.Al Colle il centrodestra si presenterà unito o in ordine sparso? “Una decisione non è stata presa. Ricordo solo che nel 2013 ogni formazione si presentò con i propri vertici, separatamente”.Presidenze tra centrodestra e M5S, tutti gli altri fuori? “No. Ci siamo fatti carico di far presente ai colleghi dei 5Stelle che la rappresentanza istituzionale, per vicepresidenze, questori, segretari, deve essere la più ampia possibile. Necessario ed opportuno cioè coinvolgere il Pd, contrariamente a quanto fatto da loro cinque anni fa”.

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Centro destra si avvia alla vittoria elettorale: parola di Brunetta

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

Ministro brunetta“Negli ultimi sondaggi il centrodestra viene dato verso il 40%, ed il centrosinistra è in frantumi. Scende in pista Grasso, presidente del Senato, e Renzi trema, perché se Grasso con la sua sinistra a sinistra del Pd va al 10%, matematicamente Renzi va sotto il 20% e perde tutti i collegi uninominali dell’Italia appenninica e dell’Italia rossa. Anche per questo il centrodestra deve stare unito, con un programma determinato”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Quindi ben venga il congresso di Giorgia Meloni, straordinaria leader di un centrodestra rinnovato, ben venga la forza della Lega in tutto il Paese e non solo al Nord, e ben venga la leadership di Forza Italia, che secondo tutti i sondaggi si conferma primo partito del centrodestra con il 16-17%.Attendiamo la formalizzazione del quarto-quinto petalo, quello cattolico-popolare e quello liberale, che possono dare il ‘di più’ per vincere e governare tranquillamente. I risultati che potremmo ottenere sono rassicuranti, ossia la maggioranza alla Camera e al Senato, perché tra collegi proporzionali e maggioritari, sulla base dei sondaggi già del mese di dicembre si possono raggiungere più dei 315 seggi alla Camera e anche la maggioranza assoluta al Senato”.

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I sindacati e i rapporti con il governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

Anna-Maria-FurlanIl gruppo Forza Italia della Camera dei deputati – rappresentato dai deputati Renato Brunetta, Roberto Occhiuto, Renata Polverini, Pietro Laffranco e Alberto Giorgetti – ha ricevuto a Montecitorio, durante due incontri dedicati, dapprima una delegazione della Cisl formata dalla segretaria generale, Annamaria Furlan, e dal segretario confederale, Gianluigi Petteni, e subito dopo una delegazione della Uil formata dal segretario generale, Carmelo Barbagallo, e dal segretario confederale, Domenico Proietti. ”Quando andremo al governo, nella prossima privamera – ha affermato il capogruppo azzurro Brunetta -, noi ripristineremo un serio e giusto dialogo con le parti sociali, con i corpi intermedi. L’esatto contrario di quello che hanno fatto negli ultimi anni tutti i governi, da Monti in giù. Questa è la nostra cultura, noi vogliamo il confronto vero e costruttivo. Non la negazione delle parti sociali alla Renzi, non la loro strumentalizzazione alla Gentiloni o alla Renzi.Quando torneremo al governo – ha sottolineato ancora Brunetta – verrà cancellata la riforma della Pa, quella della Madia, perché con questa pseudo-riforma la pubblica amministrazione è stata riportata indietro di dieci anni, dando troppo e cattivo potere al sindacato. Producendo disastri nella Pa, azzerando il merito e la trasparenza.
Sulle pensioni – ha concluso il presidente dei deputati di Forza Italia – occorrono approfondimenti: ci sono mestieri e mestieri. Non ci sono algoritmi che hanno la formula magica. Occorre un lavoro attento, responsabile e sostenibile. E sul lavoro, addio al Jobs Act di Renzi, sì al ritorno dei buoni voucher, e torneremo alla Biagi, una Biagi 2.0 o 4.0, riformata e adeguata ai tempi. Una vera riforma del lavoro per il futuro del Paese”.“In questi cinque anni abbiamo più volte richiamato il governo alla responsabilità del dialogo – ha detto Renata Polverini -, dal governo solo porte in faccia. Non hanno mai aperto al dialogo con le opposizioni per avere il nostro contributo in merito ai provvedimenti più delicati su lavoro e pensioni. Hanno deciso sempre e tutto da soli. Il Parlamento dovrebbe servire ad altro, per fortuna questa stagione sta per finire”. (foto fonte: Il Fatto quotidiano)

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Conti pubblici falsificati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

corte dei conti“La Corte dei Conti in sede di parificazione del rendiconto ha denunciato l’opacità del bilancio dello Stato, in quanto non erano disponibili i dati sui cosiddetti derivati. Ha denunciato, inoltre, la possibile sproporzione tra rischi assunti dalla Repubblica rispetto a quello dei singoli operatori. Si parla di 40 miliardi di euro. In altri termini, lo Stato italiano ha assunto un rischio che incide sull’equilibrio di bilancio e il Parlamento è stato tenuto all’oscuro di tutto questo”.Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso di un question time al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, sui contratti derivati stipulati dal Mef.“Per ben sette volte – ha continuato -, due anni fa, il ministro Padoan si è rifiutato di dar conto dei contratti derivati, si è rifiutato di concedere l’accesso agli atti. Cosa c’è da nascondere? Cosa vuole nascondere il ministro Padoan? Forse il fatto che i contratti erano squilibrati? L’opacità – ha sottolineato Brunetta – rende dubbio il bilancio dello Stato. Il ministro dell’Economia, con questo atteggiamento, falsifica i conti pubblici.E adesso è indecente che lo stesso ministro abbia letto la lettera di trasmissione dei documenti richiesti dalla Commissione d’inchiesta sulle banche. Il Mef ha inviato solo documenti già pubblici corredati da tre paginette, assolutamente non rispondenti dalla richiesta fatta dalla Commissione.Per questa ragione il ministro prende in giro il Parlamento, falsifica il bilancio dello Stato e per questa ragione la Corte dei Conti lo ha denunciato. Risponderà di tutto questo alla Commissione parlamentare d’inchiesta che, con i poteri della magistratura, chiederà conto Padoan delle sue azioni”, ha concluso Brunetta.

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Conti pubblici: il punto di vista di Brunetta

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

brunetta-nardin“Ho trattato il ministro Padoan sempre come si meritava, ossia come una persona che, con una faccia molto seria, dice delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Oggi Moscovici fa notare che l’Italia è il Paese che in Europa ha beneficiato più di tutti dei margini di flessibilità”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di Radio Cusano Campus.“L’Italia è l’unico Paese a non aver intaccato il debito nonostante Padoan da 4-5 anni ci dica: l’anno prossimo il debito diminuirà. Sta di fatto che il debito in tutti questi anni è progressivamente ed immancabilmente aumentato. Il risultato è che ancora una volta l’Europa, per non interferire negli equilibri politico-elettorali, ha rinviato alla prossima primavera, ossia dopo il voto, le proprie ‘sanzioni’ all’Italia. Per cui il futuro governo, penso e spero il nostro, si troverà la polvere sotto il tappeto e dovrà fare immediatamente una manovra correttiva, che potrebbe variare dai 4 ai 7-8 miliardi di euro, nonché si troverà per il 2019 nuovamente la clausola di salvaguardia. Il governo infatti ha disinnescato l’aumento dell’Iva solamente per il 2018. Questo è un governo di irresponsabili, direi anche imbroglioni, perché dicono una cosa e ne fanno un’altra, con il debito in aumento, con la polvere sotto il tappeto, con una manovra correttiva da fare in primavera e soprattutto con la clausola di salvaguardia che se non coperta per il 2019 ci porterà un aumento dell’Iva al 25%.Quindi è assurdo che Padoan continui a dire quello che dice, oggi addirittura ha affermato che bisogna fare la riforma della scuola e quella della pubblica amministrazione, ma la Buona Scuola? E la riforma Madia? Siamo veramente al circo. Una legge di bilancio che fa ridere i polli, assalto alla diligenza fatto dalla stessa maggioranza, Padoan che con la faccia seriosa ci dice delle emerite stupidaggini e l’Europa che chiede per favore di dire la verità agli italiani. La risposta apolitica di Padoan? ‘È così perché è così’. Prima se ne vanno meglio è. Buoni a nulla, capaci di tutto”.

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Le bugie economiche del ministro Pier Carlo Padoan

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

pier-carlo-padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Ormai sulle bugie economiche raccontante dal ministro Pier Carlo Padoan si potrebbe scrivere un libro. Davvero stupisce vedere come il titolare di via XX Settembre, l’illustre professor Padoan, perseveri incessantemente ad inventarsi una falsità dietro l’altra sullo stato dei conti pubblici italiani. L’ultima è giusto di questa mattina, in risposta alle dichiarazioni allarmate rilasciate ieri dal vice-presidente della Commissione Europea Jyrki Katainen, che ha accusato esplicitamente il Governo Gentiloni di ‘non dire la verità agli italiani sul reale stato dei conti pubblici’. Cosa che, ha aggiunto l’alto funzionario europeo, i politici sarebbero invece tenuti a fare.Il ministro Padoan avrebbe dovuto, a quel punto, rendere noti agli italiani i veri numeri della nostra finanza pubblica. Invece, non solo ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di rispondere al vice-presidente della Commissione ma, in una intervista all’emittente CNBC, ha favoleggiato una ‘decisa riduzione del debito italiano in tempi brevi, grazie alla più alta crescita del Pil nominale’. Nessun problema debito per lui, quindi. Evidentemente, il ministro Padoan ignorava però che nella stessa mattina la Banca d’Italia avrebbe pubblicato i dati sull’andamento del debito italiano. Ecco che, allora, pochi minuti dopo le sue dichiarazioni, via Nazionale lo ha subito sbugiardato, riportando come lo stock di debito, lo scorso settembre, sia salito a 2.283 miliardi di euro, in aumento di +4,4 miliardi rispetto al mese precedente. Altro che diminuzione! Un dato che, probabilmente, condannerà l’Italia ad una procedura di infrazione per debito eccessivo, soprattutto se il Governo Gentiloni non sarà in grado di fornire le giuste rassicurazioni, cosa che il ministro Padoan ha, appunto, deciso di non fare.La Commissione Europea ha già dichiarato di voler rinviare al prossimo maggio il giudizio, a questo punto quasi certamente negativo, sullo stato dei conti pubblici italiani, per evitare una potenziale svendita di titoli di Stato da parte dei mercati finanziari prima delle prossime elezioni. Tuttavia, una tale scelta potrebbe mettere il nuovo Governo nell’obbligo di dover varare subito una manovra finanziaria correttiva, che a Bruxelles già stimano in 3,5 miliardi. Da questo punto di vista, sarebbe il caso che anche la Commissione punisca subito le bugie del Governo Gentiloni, evitando al prossimo esecutivo di dover rimediare ai buchi lasciati da questo irresponsabile governo”.

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Il PD è ufficialmente morto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

renato-brunetta“Renzi chi? Il segretario del Pd non è più un leader credibile né affidabile. È tornato quello del referendum, chiuso in un fortino contro tutti. Ha provato a fare i giretti con il suo trenino da 300mila euro, e gli è andata male: ha beccato solo contestazioni e nulla più”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Affaritaliani.it”.“Ha fatto bene Luigi Di Maio a non concedergli una vetrina mediatica che avrebbe resettato e riscattato l’immagine e la sostanza di perdente. Renzi ha snobbato la Sicilia e i siciliani, non ha voluto metterci la faccia perché non è stato in grado di ‘rottamare’ il passato ingombrante rappresentato dal nulla di Rosario Crocetta”.
“Il Partito democratico è ufficialmente morto, dalle prossime settimane avremo a che fare con un’entità diversa da quella che abbiamo conosciuto in questi anni. Decideranno loro se fare fuori Renzi prima o dopo le elezioni politiche, ma una cosa è certa: la sinistra non è più un competitor per la vittoria, ma è la terza forza, visibilmente staccata, di questo nostro tripolarismo”.

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Pensioni: un tema sempre d’attualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

pensionatiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Negli ultimi giorni, il tema delle pensioni è tornato prepotentemente alla ribalta della stampa nazionale, per effetto delle diatribe interne al Governo e al Partito Democratico, a proposito delle misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita calcolato dall’ISTAT, infatti, l’età pensionabile potrebbe essere innalzata, dal 2019, a 67 anni. L’aumento previsto ha scatenato le proteste dei sindacati e di molti lavoratori ormai vicini alla soglia della pensione. La decisione ha, inoltre, provocato forti spaccature tra le varie anime della sinistra, divisa tra la componente parlamentare, che ritiene indispensabile fare di tutto per scongiurare questa eventualità, anche posticipando il decreto che innalza ufficialmente l’età pensionabile, e quella governativa, guidata dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, che ritiene invece indispensabile mantenere inalterato l’assetto delineato dalla Legge Fornero per non provocare effetti negativi sulla tenuta dei conti pubblici.In questo scenario, ricordiamo che il Governo Berlusconi fu l’unico ed ultimo governo ad aver aumentato le pensioni degli italiani, elevando la soglia minima a un milione di lire nel 2001. Allo stesso modo, come recentemente dichiarato dallo stesso presidente Silvio Berlusconi, l’intento di Forza Italia, in caso di vittoria alle prossime elezioni, è quello di innalzare la soglia minima a mille euro. Un aumento di questa misura si rende infatti assolutamente indispensabile per poter garantire ai pensionati italiani, soprattutto a quelli più in difficoltà economica, il recupero del loro potere d’acquisto, che per colpa della crisi e delle dissennate politiche fiscali restrittive adottate dagli ultimi governi di centrosinistra, soprattutto dal Governo Monti con l’approvazione della riforma Fornero, si è quasi dimezzato.Secondo le ultime statistiche ISTAT, infatti, circa 5,8 milioni di pensionati, ben il 37,5% del totale, percepiscono un assegno pensionistico inferiore ai mille euro mensili. Per le donne va ancora peggio: sotto i mille euro sono il 46,8%. Sul tema pensioni Forza Italia tornerà a ridare fiducia agli italiani, in un momento in cui il Governo Gentiloni, soprattutto per bocca dei suoi ministri Padoan e Poletti, sta facendo soltanto del terrorismo mediatico e creando una grande confusione che produce il solo effetto di spaventare i pensionati e i lavoratori in procinto di concludere la propria carriera lavorativa”.

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Tutti economisti nel partito democratico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

renato-brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Divertente: tutti economisti nel Partito democratico! All’amico Rosato, che ha tante qualità ma non quella di essere attrezzato con le cifre e i numeri della politica economica, e agli improbabili esperti Rotta, già brava giornalista di Telearena, e Lattanzi, esperto in accoglienza profughi – che con le loro dichiarazioni fatte con lo stampino provano a difendere l’indifendibile trio Renzi-Gentiloni-Poletti e il produttore di debito Padoan – ricordiamo quello che ha certificato nel 2005 l’università di Siena sulla creazione di posti di lavoro dei governi Berlusconi.Il quarto punto del contratto con gli italiani del 2001, da cui tutto ebbe inizio, prevedeva il dimezzamento del tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro. E in effetti, nel 2003 la riforma del Lavoro (Legge Biagi) ha creato 1.560.000 nuovi posti di lavoro (di cui 2 su 3 a tempo indeterminato) e ridotto il tasso di disoccupazione dal 9,6% al 7,1% .
Più tutele, più stabilità per i rapporti di lavoro precari. Con la riforma Biagi, donne, giovani, disoccupati di lunga durata, lavoratori sopra i 55 anni e disabili hanno avuto più possibilità di inserirsi o di tornare nel mercato del lavoro. Nuovi tipi di contratto per conciliare il lavoro e le esigenze di ciascuno: a tempo parziale, a progetto, a coppia, di formazione per le neo-mamme, di inserimento per i disabili. Part-time più conveniente per i lavoratori e per le imprese. Sostegno alle agenzie private di collocamento e servizi privati gratuiti per chi cerca lavoro: ecco quello che abbiamo fatto.Per quanto riguarda gli anni 2008-2011, ricordiamo infine che quelli sono gli anni della grande crisi che ha colpito l’Europa e che il nostro Paese ha comunque retto anche in quel difficile frangente. E che l’ultimo governo Berlusconi ha lasciato un tasso di disoccupazione pari all’8,7% (ottobre 2011), sotto la media dell’eurozona che era al 10,2%, con quello giovanile al 29,3%. Mentre ad agosto 2017 sono rispettivamente all’11,2% e al 35,1%, nonostante la congiuntura favorevole. E le ultime previsioni della Commissione europea riportano un tasso di disoccupazione per l’Italia nel 2017 pari all’11,5%, ben al di sopra della media dell’eurozona, che è al 9,4%.Le comparazioni, miei improbabili critici del Pd, si fanno per periodi di congiuntura omogenea e relativamente alle performance di tutti i Paesi dell’Eurozona. Mettetevi l’anima in pace, il Jobs act di Renzi è stata una politica fallimentare e costosa. Chiedetelo ai tanti giovani precari che non vi votano più. Non me ne vogliano, per questa lezioncina, la brava giornalista di Telearena, Rotta, e il bravissimo esperto in accoglienza, Lattanzi. Quanto all’amico Rosato, nulla se non bene”.

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Conti pubblici: manovra di oltre 40 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

palazzo chigiDichiarazione di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ancora euforici dopo il fine settimana a villa d’Este a Cernobbio, ricordiamo gli impegni d’autunno, che li riporteranno tristemente alla realtà.
Per la prossima Legge di Bilancio, da presentare entro la prima metà di ottobre, infatti, il conto per il Governo è già particolarmente salato: oltre 40 miliardi di euro da trovare per rispettare gli accordi presi con l’Europa ed esaudire i desideri di questo e quel rappresentante del Partito democratico, inclusi i diktat di Matteo Renzi. A conti fatti, la composizione prevede circa 17 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia relative all’aumento dell’Iva a partire dal gennaio 2018; 12-14 miliardi per correggere di 0,9 punti il deficit tendenziale, sempre per il 2018; tra 2 e 4 miliardi per il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici, la cui trattativa è tutta in salita; 2-4 miliardi per la promessa (tra l’altro sbagliata) della decontribuzione temporanea per i giovani e il bonus di 40 euro per i pensionati; 2 miliardi per le spese indifferibili; 2 miliardi per l’annunciato taglio del cuneo fiscale; 1,5 miliardi per le misure di contrasto alla povertà; 2 miliardi per altri interventi di diversa natura. Totale, oltre 40 miliardi, appunto. Dove troverà tutte queste risorse l’esecutivo? Dato che non ci sono, la speranza del Governo è quella di ottenere dalla Commissione Europea il nulla osta per effettuare anche quest’anno una manovra in deficit. Ma questa, se accordata, andrebbe ad allontanare nuovamente l’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio e farebbe lievitare ulteriormente il debito pubblico italiano. Come se non fosse già a livelli record. Un’eventuale sconto sulla correzione del rapporto deficit/Pil di meno di 0,9 punti sarebbe, inoltre, un segnale negativo ai mercati finanziari in quanto conferma del fatto che i conti pubblici italiani sono sul sentiero sbagliato e che il governo non solo non mantiene gli impegni, ma non ha proprio idea di cosa significhi elaborare una valida strategia di politica economica.”

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Centro destra: Per Brunetta è necessaria la più ampia possibile coalizione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

berlusconi from The EconomistLa coalizione di centrodestra “sarà la più ampia possibile. Direzione Italia di Fitto, i Popolari di Mario Mauro, Idea di Gaetano Quagliariello, l`Udc di Cesa, il partito di Rotondi, i Repubblicani di Nucara, la Destra di Storace e Alemanno, i Liberali di De Luca, le forze del civismo che stanno attorno ai nostri sindaci come Brugnaro a Venezia e Di Piazza a Trieste, i socialisti di Caldoro”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista al “Corriere della Sera”.”Non c`è spazio – ha sottolineato – per i traditori. Ma non faccio i loro nomi, non li voglio nemmeno pronunciare. I loro leader gli spazi se li trovino altrove. Ne abbiamo subite tante. La nostra gente non ne può più”. “L`unica strada possibile è il centrodestra unito. Altrimenti se non dovessimo avere i numeri per governare si porrà questo dilemma ai cittadini: preferite che si torni al voto, oppure un governo di grande coalizione con tutto il centrodestra, Salvini compreso?”. E a Salvini, dico, infatti, “impari da Berlusconi, mai egemonismi. Eppoi si sieda al tavolo con noi a costruire il programma. L`altro giorno in un pranzo a palazzo Grazioli Berlusconi è stato chiaro con il gruppo dirigente: o il prossimo programma sarà rivoluzionario, o non sarà”.Sull’Europa “Berlusconi – ha spiegato – presenta e propone soluzioni molto più avanzate. Altro che uscire dall`Euro e dalla Ue. Qui si tratta di costruire una nuova Europa. E, si ricordi Giorgetti, il Draghi dei quantitative easing l`ha voluto Berlusconi. Noi oggi siamo di fronte a un attacco criminale attraverso le invasioni che arrivano dall`Africa. Berlusconi propone una ricetta che a mio avviso è quella vincente: un piano Marshall in Africa. Tutti contro il terrorismo e il fondamentalismo islamico”.

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Brunetta: “Da Napolitano solo sterile polemica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

napolitanoDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il fatto che quattro grandi partiti convergano su una riforma della legge elettorale, fatto mai accaduto nella nostra storia repubblicana, rappresenta un momento istituzionale alto, e dispiace che il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, non colga l’importanza di questo passaggio parlamentare, ancora potenziale.L’accordo in corso tra Partito democratico, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega Nord porta dentro uno straordinario valore politico, di condivisione e pacificazione, che trascende le mere convenienze di parte delle quali parla l’ex inquilino del Quirinale.
Forse Napolitano – che, evidentemente, in questa fase si fa portavoce di minoranze miopi e rancorose – preferirebbe una legge elettorale fatta a colpi di fiducia da parte di un partito, il suo Pd, che ha in Parlamento una maggioranza incostituzionale? Sarà degno di La Palice, ma molto meglio avere una legge elettorale di stampo europeo, come il modello tedesco, che pasticci maggioritari in odore di incostituzionalità e di furberie opportunistiche.Che alternativa propone Giorgio Napolitano? Il doppio Consultellum? Il Verdinellum? Cos’altro?In questo delicato momento della nostra vita repubblicana il presidente emerito della Repubblica ha il dovere di essere propositivo, non solo di criticare. Se vuole dare il suo alto contributo, indichi un modello alternativo della stessa valenza politico-istituzionale, e praticabile in Parlamento.In caso contrario le esternazioni dell’ex Capo dello Stato sono solo sterile polemica e inutile rappresentanza di interessi, questi sì di parte, ed estremamente minoritari nel Paese”.

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Legge elettorale: Il PD ci prova a vincere a tavolino

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 Mag 2017

urne-voteIl Verdinellum proposto dal Pd “ produce squilibri insanabili. Collegi maggioritari, mancanza di scorporo, alte soglie di accesso: a queste condizioni col 30% una forza potrebbe avere 390 seggi, oltre il 60%. Una cosa aberrante e incostituzionale”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”.Ci sono frange di centrodestra, anche del suo partito, non così contrarie alla proposta di legge del Pd. “Il nostro è un partito anarchico e monarchico, ma alla fine la linea è quella di Berlusconi. Ci sono idee diverse sulla legge elettorale, ma nessuno pensi di poterci dividere, neppure in questa battaglia. Vedrà che non ci saranno voti di Forza Italia a favore del Verdinellum”, conclude Brunetta.

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Il ritorno del “cavaliere”?

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Mag 2017

berlusconi-di-spalle“Con la discesa in campo di Berlusconi, dopo che la Cedu gli ridarà l’onore, non c’è trippa per gatti. Già adesso il centrodestra unito supera tranquillamente il 30%, con Berlusconi riabilitato e in campo vinciamo. E in queste amministrative il centrodestra è unito, abbiamo candidati unitari praticamente ovunque. Allo stesso tempo il Pd dimezza i suoi partecipanti alle primarie. Il Pd e Renzi sono in stato comatoso”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo ad una manifestazione a Jesolo per sostenere Valerio Zoggia sindaco.
“Il centrodestra deve essere unito e tenersi pronto a governare. Dobbiamo vincere al centro, non si vince con il lepenismo o con il sovranismo. Abbiamo una grande occasione e un grande dovere. Il programma, l’unità, le personalità.Nel 2011 siamo stati oggetto di un colpo di Stato, ci hanno portato via la vittoria e il governo. Abbiamo il dovere di tornare a guidare questo Paese. Ne abbiamo viste troppe dal 2011 ad oggi. Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, e adesso Renzi che vuol far fuori Gentiloni.Tocca a noi, no ad egoismi, no a personalismi, sì all’unità. Siamo qui, forti e coesi, il nucleo storico di Forza Italia e del centrodestra è ancora forte. Barra dritta: centrodestra unito di governo, con perno centrale Forza Italia. Ormai da mesi per tutti i sondaggi siamo il primo partito del centrodestra. Con Berlusconi in campo possiamo puntare al 20%, e con una Lega forte e con Fratelli d’Italia forte, più il civismo vincente, torniamo al governo. La mia teoria del quadrifoglio. Questo è il modello vincente. Abbiamo di fronte una grandissima occasione. Vinciamo ovunque si vota alle amministrative e con questa vittoria creiamo il sentiero per vincere le elezioni politiche. Centrodestra unito di governo”.

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Brunetta e i “Paperoni della televisione di Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Mag 2017

Paperon-De-Paperoni“Con l’assurda risposta del sottosegretario Giacomelli, data oggi in Aula a Montecitorio ad un’interpellanza del gruppo Forza Italia, il governo autorizza Viale Mazzini a non rispettare la legislazione vigente in merito all’applicazione del tetto di 240mila euro annui prevista dall’articolo 9 della legge n. 189 del 2016 per tutti i dipendenti, i collaboratori e le star del servizio pubblico”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“L’esecutivo insulta il Parlamento che ha legiferato in modo chiaro e preciso e si affida ad un ridicolo parere dell’Avvocatura dello Stato per difendere il proprio indecente operato.Il governo sta dalla parte dei paperoni della televisione di Stato, dalla parte dei bravissimi e strapagati Clerici, dj Fazio, Vespa, Giletti, e non dalla parte dei cittadini italiani che pagano il canone e che vorrebbero vedere i loro soldi spesi in modo intelligente e morale Non finisce qui. Diffidiamo il Cda della Rai e i vertici di Viale Mazzini dalla non applicazione della legge. In caso contrario ci rivolgeremo alle più alte magistrature contabili e giudiziarie per denunciare l’eventuale illecito.Caro governo, non basta un parere dell’Avvocatura. Volete i maxi cachet? Fate una legge, non ci solo altre scorciatoie. La responsabilità di questo imbroglio cadrà, comunque, sul Consiglio di amministrazione della Rai”, conclude Brunetta.

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Legge elettorale: riprende il confronto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 Mag 2017

elezioni“Con la celebrazione delle primarie del Partito democratico finalmente si potrà entrare nel merito della discussione, qui alla Camera in Commissione Affari costituzionali, sulle legge elettorale. Eravamo stati bloccati fino a ieri perché il Pd doveva celebrare il suo congresso, oggi è stato rieletto Renzi, tutto sembra chiaro. Adesso ci aspettiamo che anche dal Partito democratico vengano elementi di chiarezza”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Il mandato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è altrettanto chiaro: trovare la più ampia condivisione sul nuovo sistema di voto, trovare coerenza tra la legge della Camera e quella del Senato per avere una maggioranza tendenzialmente omogenea.Su questi punti noi siamo perfettamente d’accordo. Siamo disponibilissimi a lavorare e a confrontarci con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, per fare presto e bene”.

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Brunetta: per unire il centro-destra vale pure qualche fischio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

corriere-della-sera“Per vedere il centrodestra unito faccio di tutto. Figurarsi se non mi prendo qualche fischio”. Infatti sabato, nella piazza di Giorgia Meloni, ne ha presi. “Qualcuno ha fischiato, sì. Ma forse non erano neanche diretti a me. Infatti poi ho concluso tra gli applausi. Più che a me erano diretti a Forza Italia. E riguardavano il caos che s’è creato a Roma alle ultime elezioni, che ha impedito alla Meloni di andare al ballottaggio”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Corriere della Sera”.
Se l’è presa? “Io? Ma scherza? L’avevo anche messo in conto e detto in anticipo che qualche fischio poteva scapparci. Comunque sia, i costi dei fischi sono nettamente inferiori ai benefici. E poi su immigrazione e sicurezza ho detto le stesse cose di Salvini e Meloni. E lei è stata bravissima e generosissima a starmi vicino, a ringraziarmi, ad applaudirmi”.Quali sarebbero i benefici? “Ha carta e penna? Per favore, li scriva tutti. La Lega di Salvini, Fratelli d’Italia della Meloni, i Conservatori e Riformisti di Fitto, i Popolari di Mario Mauro, Idea di Gaetano Quagliariello, l’Udc di Cesa, il partito di Rotondi, i Repubblicani di Nucara, la Destra di Storace e Alemanno, i Liberali di De Luca, le forze del civismo che stanno attorno ai nostri sindaci come Brugnaro a Venezia e Di Piazza a Trieste… Tutti insieme possiamo vincere le elezioni. E superare il 40%. Alessandra Ghisleri mi ha mandato un sondaggio sul centrodestra unito. Oggi starebbe al 34 e può solo salire. Al contrario del Pd, che sta al 30 e può solo crollare”.Già si fatica a immaginarvi tutti nella stessa coalizione. Nella stessa lista, poi… “La legge elettorale può ancora cambiare”. Salvini vuole le primarie. Berlusconi vuole fare il leader. Sembrano inconciliabili. “Non lo sono. E presto lo vedrete tutti. Qualcuno mi prenderà per pazzo, sa? Ma mi prendevano per pazzo, anche dentro FI, pure quando dicevo sin dall’inizio che avremmo vinto il referendum. Eravamo due pazzi, anzi”. Chi era l’altro? “L’amico Alfredo D’Attorre di Sinistra Italiana. Che, non a caso, è un professore universitario anche lui. Ci prendevano in giro alla Camera. Quando ci vedevamo alla buvette, ci abbracciavamo”

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