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Posts Tagged ‘Renato Dulbecco’

In ricordo di Rita Levi Montalcini

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Rita Levi Montalcini, 20 april 2009

Rita Levi Montalcini, 20 april 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Il 2012 si è concluso con la perdita di una delle menti più fulgide e illuminate della scienza italiana. Rita Levi Montalcini è stata un esempio per intere generazioni di cosa significhi passione per la ricerca biomedica. Nomi come il suo e quello di Renato Dulbecco, scomparso lo scorso febbraio, hanno scritto pagine di storia della medicina, inducendo molti ragazzi a intraprendere percorsi di studio che avessero come obiettivo quello di incrementare le conoscenze al fine di migliorare la salute delle persone. Rita Levi Montalcini, però, era anche molto altro. Dotata di grande passione civica non ha mai mancato di dare il suo appoggio a battaglie di libertà e giustizia sociale. Divenne Senatrice a vita a 92 anni e si dichiarò subito più felice di questo riconoscimento che del Nobel vinto nel 1986 per le scoperte sul Fattore di crescita nervoso (Ngf). Da giovane, aveva dovuto lasciare l’Italia per le leggi razziali. Mai, però, abbandonò la ricerca, anche in situazioni di enorme precarietà. Conosceva bene il valore della vita ed era una grande combattente. Chi scrive ha avuto modo di conoscerla nei giorni caldi della fiducia al Governo Prodi, maggio 2006. In Senato c’era chi la sbeffeggiava e con grande insolenza le offriva in aiuto delle stampelle. Non ne aveva bisogno. Ogni volta che si trovava a parlare lei si alzava in piedi e a gran voce declamava il suo pensiero. Parlammo privatamente proprio della difficile situazione politica e mi dichiarò con fermezza che non si sarebbe fatta intimorire da nessuno e che lei il sostegno, a Prodi, non l’avrebbe fatto mancare. Poi incominciò l’intervento pubblico all’insegna delle sue parole d’ordine di sempre: giovani e ricerca.
Amava Bertrand Russell, in particolare queste parole in cui si riconosceva appieno e che per noi rappresentano il suo più meritato epitaffio: “Tre passioni semplici ma irresistibili hanno governato la mia vita: la ricerca della conoscenza, la sete d’amore e una struggente compassione per le sofferenze dell’umanità”. Nicola Miglino

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Malattia: nel sangue le impronte digitali

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2011

Telethon

Image by Thomas Pietrement via Flickr

Un semplice prelievo di sangue come potenziale strumento per diagnosticare la sclerosi laterale amiotrofica e definirne gravità e capacità di risposta ai trattamenti sperimentali. A spiegarlo sulle pagine di PloS ONE è Valentina Bonetto, ricercatrice dell’Istituto Telethon Dulbecco che lavora presso l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. “Il lavoro di Valentina Bonetto è stato sostenuto anche dalla nostra onlus. Nel corso della maratona Telethon del 2009, infatti, la Fondazione Vialli e Mauro ha scelto di impegnarsi nel finanziamento di una borsa di studio del valore di 30.000,00 euro sul progetto di ricerca “Nuovi biomarcatori della Sclerosi Laterale Amiotrofica: ruolo nella patogenesi e possibili bersagli terapeutici”condotto proprio dalla Dr.ssa Bonetto, la quale spiega: «Non esistono attualmente test specifici per diagnosticare in maniera precoce questa grave malattia. Per la prima volta sono state analizzate e messe a confronto le proteine espresse dalle cellule del sangue di individui sani, malati di Sla e altri pazienti con neuropatie caratterizzate da sintomi simili: abbiamo così identificato delle proteine i cui livelli sono alterati in maniera specifica solo in caso di Sla e, in parte, in correlazione con la progressione della malattia. Non solo: nel modello animale della patologia i livelli di alcune di queste proteine risultano alterati già prima dell’esordio dei sintomi. Questo ci fa pensare che la valutazione di tali “biomarcatori” possa essere sfruttata per diagnosticare precocemente la malattia anche nell’uomo». È importante definire al più presto quali fattori possano servire da segnale di avvertimento precoce per la malattia e per seguirne il decorso. Fino a oggi questi segnali sono stati cercati principalmente nel liquido cerebro-spinale: si tratta però di un’analisi altamente invasiva, non facilmente attuabile per fini sperimentali. Da qui l’importanza dello studio dei ricercatori Telethon che ha dimostrato per la prima volta che alcune delle proteine presenti nelle cellule del sangue dei pazienti sono riscontrabili anche nel modello animale della malattia: un parallelo importante utile a studiare i meccanismi che causano la Sla, ancora poco chiari. Il lavoro è stato possibile grazie alla stretta collaborazione dei neurologi Massimo Corbo, del Centro clinico Nemo di Milano, e di Gabriele Mora, della Fondazione Salvatore Maugeri di Milano. Come ha affermato il Professor Mario Melazzini, presidente dell’Agenzia Italiana di Ricerca per la Sla (AriSLA), nonché direttore scientifico del centro clinico Nemo: “il lavoro condotto da Valentina Bonetto è un altro mattone importante per la costruzione di una risposta efficace contro la Sla”.
L’Istituto Telethon Dulbecco (Dti) è un istituto virtuale creato da Telethon nel 1999 per fornire a un gruppo selezionato di ricercatori la possibilità di una carriera indipendente. Questo “istituto” è intitolato al premio Nobel per la medicina Renato Dulbecco, che nel 1999 decise di devolvere a Telethon il compenso ricevuto per la partecipazione al Festival di Sanremo, ponendo le basi per questa importante iniziativa.

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