Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘rendite’

Uscire dalla crisi tassando grandi patrimoni e rendite da capitale

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

L’evidenza che l’emergenza pandemica globale sarebbe ricaduta come una scure sulle fasce più deboli della popolazione si va concretizzando giorno dopo giorno.L’ultimo decreto del governo ne è l’ennesima dimostrazione. Quello che avrebbe dovuto rappresentare il ‘rilancio’ dell’economia del nostro Paese si è rivelato in realtà l’ennesimo strumento per elargire sussidi a fondo perduto alle grandi imprese, le stesse che ogni anno staccano cedole milionarie ai propri azionisti o che evadono le tasse, portando gli ingenti profitti realizzati nel nostro paese, nei paradisi fiscali dentro e fuori l’Unione Europea.Un sistema neoliberista che negli anni ha di fatto precarizzato e impoverito lavoratori e ceti medi, erodendo la media e piccola impresa. Anziché affrontare questa emergenza ristabilendo il proprio ruolo centrale nell’economia del paese, il governo ha preferito che a dettare le priorità dell’agenda di governo fossero ancora una volta le Authority e le associazioni datoriali, che hanno ben altro scopo che l’interesse collettivo della popolazione.Nessun impegno rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali, anzi prevedono apertamente la scomparsa tra 500.000 e 1 milione di posti di lavoro, condendo il tutto con un pressante richiamo all’ordine rivolto a Cgil Cisl Uil per l’attuazione del famigerato accordo siglato il 9 marzo del 2018, il cui obiettivo principale era bloccare l’istituzione del salario minimo per legge e l’approvazione di una legge sulla rappresentanza/rappresentatività sindacale.Trent’anni di tagli ai servizi e agli investimenti sociali, peggiorati negli ultimi decenni a causa delle pressioni e dell’austerità imposte al nostro Paese dall’Unione Europea con numerosi trattati il cui risultato finale è stato di permettere ai cosiddetti stati del Nord, in testa la Germania, di espandersi a spese nostre e degli altri paesi della sponda del Mediterraneo.La previsione, che ormai è data quasi per inevitabile, della scomparsa di centinaia di migliaia di posti di lavoro – dovuta alla caduta della domanda interna e dall’accentuarsi della concorrenza a livello internazionale – spinge il governo verso l’accettazione di presunti finanziamenti europei a fondo perduto o senza condizionalità, dal MES, il meccanismo di finanziamento dei paesi in difficoltà finanziaria, lo stesso che ha portato al tracollo la Grecia, al Recovery Fund destinato agli investimenti in campo sanitario: in entrambi i casi i Commissari Europei hanno già detto che presuppongono da parte dei paesi richiedenti, le necessarie riforme.A settembre la situazione sociale sarà ancora più disastrosa, ma non possiamo certo rimanere fermi ad aspettarne l’evoluzione quasi naturale verso il conflitto.
Il governo deve prendere i soldi da chi li ha accumulati in questi anni, tassando le rendite da capitale e i grandi patrimoni, reinternalizzando i servizi privatizzati a partire dalla sanità, dalla previdenza, dal terzo settore, con un grande piano di assunzioni nella pubblica amministrazione, eliminando la precarietà dalla scuola, dagli ospedali, dalla ricerca, dagli enti locali, dalle istituzioni culturali, garantendo a chi ha perso il lavoro il prolungamento della CIG e della FIS, il pagamento delle bollette e degli affitti, il bonus spesa, e tutto quanto necessario ad evitare che la crisi la paghino i soliti noti.Per quanto ci riguarda non ci siamo fermati nelle fasi 1 e 2 dell’emergenza: amplieremo ancor di più i momenti di lotta anche in queste settimane, con la manifestazione nazionale della scuola/ricerca/università il 10 giugno al MIUR, il 16 giugno manifesteremo davanti alle Regioni a sostegno anche delle tante vertenze che in queste settimane hanno attraversato i nostri territori, dagli stagionali ai taxisti, dai lavoratori alle partite Iva dello spettacolo, della cultura, dello sport; il 15 giugno saremo al Campidoglio per la manifestazione degli addetti al turismo, per il 18 giugno USB ha indetto lo sciopero nazionale del Trasporto Pubblico Locale mentre altre categorie stanno discutendo mobilitazioni nazionali e scioperi entro la fine di questo mese. (fonte: Unione Sindacale di Base in sintesi)

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Inps: 1,9 mln pensionati con meno di 500 euro al mese

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Secondo i dati resi noti dall’Inps, relativi al 2018, il 12,2% dei pensionati, pari ad 1 mln e 951.792 mila, ha redditi pensionistici inferiori a 500 euro al mese.”Una vergogna! Specie se si considera che costano solo 6 mld e 520 milioni, mentre i pensionati d’oro, con redditi superiori a 5.000 euro al mese, pur essendo appena l’1,8% del totale, poco più di 285 mila pensionati, costano la bellezza di 23 mld e 316 milioni, ossia più di 3 volte e mezza le pensioni da fame” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una situazione che non può essere stata risolta dalla pensione di cittadinanza, visto che, anche se in quest’ultimo caso si fa riferimento al reddito familiare e non a quello pensionistico, secondo gli ultimi dati Inps sono solo 118 mila i percettori, contro 1 mln e 951,8 mila pensionati che prendono meno di 500 euro al mese, ossia il 6 per cento. Uno squilibrio difficilmente spiegabile” conclude Dona.

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Taglio pensioni?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2015

pensionatiIn merito alle notizie diffuse a alcuni organi di stampa circa l’esistenza di un piano relativo al taglio di pensioni , che superano la soglia dei 2.000 euro lordi al mese ed ad un piano per il recupero di dieci miliardi di euro , da reperire con il taglio di agevolazioni fiscali e con una nuova “spendig review”, il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo, ha dichiarato:” C’è da augurarsi che le indiscrezioni che stanno circolando in questi giorni, su un’ennesima beffa ai danni dei pensionati, siano frutto di un equivoco o siano infondate ma, purtroppo , c’è da ritenere che tali voci, abbiano più di qualche fondamento. I pensionati , sempre i pensionati, sono gli agnelli sacrificali ,per tutte le evenienze. Ingiustizie, tagli e mortificazioni, colpiscono una categoria ,che ha sempre pagato, sofferto ed a cui nessuno ha mai regalato nulla. Un dossier su questa problematica sarebbe in possesso del Presidente dell’Inps e da tale documento , emergerebbe che il metodo retributivo , abbia creato molte incongruenze e da qui, scaturirebbe l’assunto che è praticabile chiedere un contributo in relazione alla differenza fra pensione percepita e contributi versati e questa sarebbe riferito esclusivamente , per chi fruisce di pensioni per importi alti . A giudizio del Partito Pensionati, è assurdo che si possa considerare di importo elevato, una pensione lorda, da duemila euro in su che, al netto, non supera i 1,400|1.500 € . Se il pensionato colpito dalla richiesta del “contributo di equità” , deve pagare l’affitto, va ad ingrossare le già folte schiere degli indigenti. Se i “si dice” , in riferimento alle pensioni liquidate con il sistema retributivo ,dovessero diventare realtà, potrebbero subire un ricalcolo, con l’applicazione del sistema contributivo ,tutte le pensioni superiori ai 2.000€ lordi, liquidate negli ultimi decenni . Questo comporterebbe significativi tagli, sulle pensioni che rientrano in questi parametri. I “tagli” , secondo alcune simulazioni di cui parlano alcuni organi di stampa, riguardano un consistente numero di pensionati che potrebbero essere danneggiati. Si tratterebbe , complessivamente , di 1,7 milioni di pensionati , appartenenti al settore privato,pubblico, ed ex lavoratori autonomi. Secondo le indiscrezioni, i “tagli” dovrebbero essere progressivi, in relazione alla quota “in più” garantita dall’applicazione del sistema “retributivo” , direttamente proporzionati all’importo delle pensioni. I pensionati ed i lavoratori , hanno subito troppe ingiustizie ,in materia pensionistica e questa sarebbe l’ennesima beffa . A giudizio del Partito Pensionati ,i “diritti acquisiti “ , sembrano non esistere più. Come pure non vi sono certezza né sulla effettiva collocazione in quiescenza, né per quanto concerne l’importo dell’assegno di pensione. “ Contributo di equità”? Chi ha 2.000 € lordi di pensione, ha una pensione elevata ed è giusto che sia “spremuto” ulteriormente? Si facciano pagare i tanti manager e dirigenti, pubblici e privati, che hanno compensi da capogiro, politici , direttori di Enti e quant’altro, che hanno liquidazioni e pensioni , veramente elevatissime, non si faccia pagare , sempre e comunque ai poveracci ed a chi , per avere una pensione, ha lavorato e sudato,in condizioni veramente pesanti, molto spesso , difficili . Non è giusto, non è credibile, che i pensionati, siano scambiati per un “ bancomat”, dove attingere in caso di necessità. Certo è facile colpire una categoria debole, indifesa, non in grado di reagire ad ingiustizie e mortificazioni : è giusto che continui ad essere così ? Forse anche la rassegnazione e la sopportazione, ha un limite.” (Luigi Ferone)

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Basta con le “tasse sui consumi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Adiconsum è fortemente preoccupata, dichiara Pietro Giordano, per il continuo stillicidio di tasse più o meno occulte, come l’ulteriore balzello di un euro sul biglietto del cinema, che sommandosi alla pressione fiscale già elevata sulle famiglie, le buste paga e sulle pensioni dei consumatori, finiscono coll’erodere il redditi di gran parte degli italiani, deprimendo ulteriormente i consumi e quindi l’attività manifatturiera ed i servizi realizzati da migliaia di aziende del nostro Paese. E’ l’ora di combattere efficacemente l’evasione fiscale e spostare quote di prelievo fiscale sulle rendite, iniziando da quelle finanziarie, e sui consumi pregiati. Solo se il Governo realizzerà una vera riforma fiscale che abbassa la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, sarà possibile liberare risorse economiche capaci di rilanciare i consumi e l’economia del Paese. Così si potrà ridare fiato alla capacità di spesa delle famiglie italiane, una capacità di spesa che potrà reggere l’aumento della tassazione sui consumi, che senza abbassamento della fiscalità sui redditi fissi, sta diventando insopportabile per milioni di italiani. Invece di aumentare la tassazione agendo sulle entrate dello Stato, continua Giordano, il Governo deve cominciare ad agire seriamente anche sulle uscite, varando un vero piano di tagli alla spesa pubblica ormai fuori controllo, come ad esempio, la spesa per la politica. Dove sono finiti gli annunci elettorali sui tagli alle amministrazioni locali come le Province e i tagli ai livelli amministrativi che finiscono con l’essere un freno alla ripresa economica, anziché un volano della stessa?

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Rivalutazioni rendite catastali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Buone notizie per tutti i contribuenti italiani. Sono stati dichiarati inammissibili dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania gli atti di appello presentati dall’Agenzia del Territorio di Napoli avverso le sentenze dei giudici di prime cure con le quali avevano annullato le revisioni delle rendite catastali effettuate nei confronti di circa 11mila cittadini napoletani.  Lo anticipa in una nota la Direzione Regionale della Campania dell’ Associazione Contribuenti Italiani che ha ottenuto dalla Giustizia tributaria partenopea la storica la sentenza n. 289/00 – che sarà pubblicata in esclusiva sul magazine Contribuenti.it – con la quale i giudici tributari hanno dichiarato inammissibile l’atto d’appello dell’Agenzia del Territorio perché “sottoscritto dal responsabile Settore Gestione Banca Da ti anziché dal Direttore dell’Ufficio”. L’Associazione Contribuenti Italiani segnala inoltre che le revisioni delle rendite catastali attuate dall’Agenzia del Territorio sono viziate nella procedura in quanto la richiesta di revisione delle rendite catastali non è stata avviata attraverso un atto amministrativo legittimo. “La procedura attuata dall’Agenzia del Territorio per la revisione delle rendite degli immobili è errata – commenta Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – E’ questo è un vizio insanabile”  Tutti i contribuenti che vogliono tutelare i propri diritti possono richiedere gratuitamente il magazine “Contribuenti.it” nelle principali edicole o ritiralo presso Lo Sportello del Contribuente presente delle principali città italiane. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Letterina a Silvio per l’anno nuovo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Caro Presidente, siamo alla vigilia di un nuovo anno e non vorremmo portarci dietro i problemi che ci hanno assillato in questi mesi. Vorrei che la politica usasse un linguaggio nuovo per restituire, se non altro, a tutti noi il vero significato della vita, le risposte sull’occupazione che ha fatto della precarietà il nostro tormentone, la salute che continua ad essere insidiata dalle pandemie ricorrenti, il sorriso ai nostri pensionati sempre alle prese con le loro magre rendite, ai giovani che continuano a guardare con sospetto la scuola che vorrebbero non solo maestra di cultura ma anche di vita, al bene casa che per il caro fitto sta diventando sempre più una chimera, alla giustizia che non ripaga il rispetto che tutti noi le dobbiamo, all’accoglienza per il diverso, alla considerazione per le culture altrui e per la ricerca di una pace mondiale che è anche la pace per le nostre case e per le nostre famiglie. Tutto questo non può essere solo l’opera di un uomo, per quanto illuminato dalla saggezza e dal carisma, ma corale. Sta, semmai, all’uomo crearne i presupposti, stimolare gli esitanti, incoraggiare i dubbiosi. Sta all’uomo farsi artefice di serenità e di concordia. Nei momenti in cui diventa aspra la lotta politica, il disagio sociale, il contrasto generazionale, noi dobbiamo mostrare tutta la nostra forza nello stimolare quanto di bene e di buono sta in noi per superare i nostri egoismi, i nostri interessi partigiani, la nostra voglia di emergere a scapito degli altri. Caro Presidente sappiamo bene, lei ed io, che per dare contenuto a queste speranze per un futuro migliore non servono le parole se non come stimolo all’azione, e per dare un senso ai fatti. Ma solo i fatti possono diventare la vera chiave di lettura per un futuro che già è tra noi e che ci attende al varco per un messaggio di certezze e non solo di attese. Faccia in modo, la prego, di restituire ai valori la loro dignità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Posto fisso o mobile? Dibattito surreale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

Posto fisso o mobile. Il dibattito innescato dalle dichiarazioni del ministro all’Economia, Giulio Tremonti, ha del surreale. Della serie volete uno stipendio o due? Volete due pensioni o una? Bisognerebbe fare  queste domande al cittadino italiano: volete un posto fisso che vi accompagni nella vita dall’inizio dell’attività lavorativa fino alla pensione, consentendovi di mettere su, con tranquillità, una famiglia, acquistare casa, coltivare affetti e amicizie nel luogo in cui vivete o volete essere licenziati ogni 3 anni, cambiare lavoro, lasciare la vostra casa, trasferirvi con la famiglia in altra citta’? Ovviamente, ci sono modulazioni diverse tra le due proposte. In sintesi, si vuole essere stanziali e migranti? Ovvio che la maggioranza degli italiani opterà per il posto fisso e, se vogliamo fare retro pensiero, la proposta del ministro Tremonti sollecita le adesioni della maggioranza degli italiani. Una proposta e un dibattito che serve a creare consenso. Bisognerebbe chiedere al ministro Tremonti quali sono le iniziative messe in atto dal suo governo per rendere praticabile l’assunto del posto fisso. Ma questa è altra storia.(fonte aduc)

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Pensioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

“Finita la campagna elettorale per le Europee, ecco che il Governo ritorna alla carica e decide di aumentare l’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche dopo aver incassato il benestare di Confindustria, l’esortazione del Governatore della Banca d’Italia, la disponibilità, quanto meno a parlarne, di una buona parte dell’opposizione”, dichiara Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. . “Non solo, ma ha pensato bene di escludere dall’incontro di questo pomeriggio la RdB-CUB, nonostante sia Confederazione rappresentativa sul piano nazionale e presente al CNEL”. “Il Governo Berlusconi, non smentendo mai se stesso, attacca pesantemente le donne – prosegue Palmieri – prima attraverso il Ministro della Funzione Pubblica, che con il suo piano di ristrutturazione della P.A. ha avviato un processo di espulsione delle donne dal mondo del lavoro, oggi con l’aumento dell’età pensionabile i cui risparmi, in realtà molto pochi, serviranno ad alimentare  il  tesoretto con cui foraggiare le imprese con la scusa della crisi”. “Noi non avevamo dubbi che questo attacco sarebbe proseguito – prosegue Palmieri – tanto che il 26 maggio scorso abbiamo organizzato un presidio davanti Montecitorio. Inoltre le migliaia di firme di lavoratrici pubbliche contro l’aumento dell’età pensionabile, che la RdB P.I. ha già raccolto, a settembre saranno lievitate e saranno sicuramente oggetto di una grande iniziativa di lotta”, conclude la dirigente RdB-CUB P.I..

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Pensioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

Giuliano Cazzola e Benedetto della Vedova, deputati del PDL, dichiarano in una nota congiunta che “Massimo D’Alema ha sottolineato l’esigenza di una riforma del welfare e delle pensioni. Il suo è , in ordine di tempo, l’ultimo dei segnali, provenienti dal PD, di disponibilità ad affrontare questo delicato tema. Il Governo dovrebbe prendere in parola l’opposizione, nel tentativo di far evolvere al suo interno le posizioni più innovative. Non si tratta soltanto di adottare misure in grado di innalzare l’età media effettiva di pensionamento, ma anche di prefigurare un ordinamento meglio in grado di tutelare i pensionati di domani e di rimettere in equilibrio il sistema”.

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Calo vistoso pensioni anzianità

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

“Il calo vistoso delle pensioni di anzianita’ erogate dall’Inps (la prestazione che ha rappresentato per decenni la piaga infetta del nostra sistema pensionistico) dimostra che – nonostante tutto – le regole di carattere obbligatorio funzionano  più e meglio delle chiacchiere, degli incentivi e di altre amenità opportunistiche  presenti nel dibattito, come quella della volontarieta’” lo afferma l’on. Giuliano Cazzola, Presidente della consulta del lavoro del PdL. “Il risultato, infatti, determinato in conseguenza del duplice effetto dell’innalzamento del requisito anagrafico – aggiunge Cazzola – e del dimezzamento delle <finestre>, sarebbe stato ancor più positivo se il Governo Prodi non avesse manomesso lo scalone. In ogni caso, ancorché rallentato nelle sue dinamiche, non è venuto a mancare l’innalzamento dell’eta’ pensionabile di anzianita’; ed ora se ne apprezzano le conseguenze. Il Governo Berlusconi – avvisa Cazzola – deve andare piu’ avanti ed avvalersi del formidabile assist che gli e’ venuto dalla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia della Ue in tema di equiparazione del trattamento di vecchiaia per uomini e donne nel pubblico impiego. Se e’ comprensibile la prudenza nel settore privato vista l’attuale situazione di crisi – conclude Cazzola – non vi e’ alcun motivo per temporeggiare nel pubblico impiego (dove nessuno perde il posto), esponendo il Paese a sanzioni che sarebbe bene evitare”.

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Pensioni e il blocco della perequazione per il 2008

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Vicenza Dottor Luigi Perina in data 17 aprile 2009 ha emesso l’ordinanza relativa al ricorso presentato da due pensionati associati a Manageritalia, che l’ha promosso, sostenuto e seguito. Accogliendo l’eccezione di incostituzionalità della norma che ha disposto per il 2008 il blocco della perequazione delle pensioni di importo superiore ad otto volte il minimo Inps (3.539,72 lorde mensili, pari a circa 2.300 euro netti), il Giudice del Lavoro ha sospeso il giudizio in corso e disposto l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale perché decida in merito all’incostituzionalità o meno della norma in oggetto. La norma introdotta con la legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007  ha tolto un diritto guadagnato con anni di contributi previdenziali a quasi 600mila pensionati che hanno subito il blocco totale (temporaneo ma con riflessi permanenti anche negli anni successivi) della perequazione per il 2008. Manageritalia calcola che su una pensione media lorda mensile di 3.500 euro, il mancato aumento è paria a 700 euro lordi il primo anno e determina in dieci anni una perdita totale di 7.500 euro lordi. Una cifra di non poco conto che aumenta all’aumentare dell’importo della pensione. E non si tratta sicuramente di pensioni d’oro, visto che con un lordo di 3.500 euro si ha un netto di 2.300 euro circa. <<Abbiamo vinto un’importante battaglia – dice Claudio Pasini Presidente Manageritalia e Segretario generale Servizi e Imprese Confedir-Mit a nome degli oltre 10.000 dirigenti pensionati associati a Manageritalia e Confedir-Mit, ma anche di tutti i 600.000 pensionati incappati nel blocco – e il percorso è ancora lungo, ma rafforzeremo la nostra azione per arrivare all’obiettivo finale di vedere dichiarata l’incostituzionalità del blocco totale della perequazione per il 2008. Un obiettivo da perseguire nell’interesse di chi lo ha oggi ingiustamente subito, ma anche di tutti quelli che, anche se non ancora in pensione, potrebbero un giorno trovarsi, alla luce di questo iniquo precedente, a doverne subire di simili.>>

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Pensioni: Fatuzzo (Pp)

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2009

Ogni occasione è buona per invocare riforme pensionistiche – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo FATUZZO. Il forte attivo dell’INPS  dimostra che il nostro sistema pensionistico è stato messo ampiamente in sicurezza dalle riforme che si sono succedute negli anni e sembra veramente una strana moda, collegare la pesante e preoccupante crisi economica , alla necessità di aumentare l’età pensionabile ed a restringere, sostanzialmente, i diritti  e le aspettative di tanti lavoratori,che dopo decenni di lavoro, attendono di andare il pensione. I pensionati  e coloro che aspirano ad andare in pensione – ha sottolineato FATUZZO – non  pesano sulle tasche degli italiani,  ricevono o riceveranno solo una parte  delle ingenti somme versate in anni di lavoro : è un salario differito su cui, ingiustamente, fra l’altro, si pagano anche le tasse, già pagate durante l’attività lavorativa. Vi è una necessità di iniziative in materia pensionistica – ha concluso il segretario del Partito Pensionati – per il recupero della reale perdita del potere di acquisto delle pensioni che nell’ultimo decennio hanno perso almeno il 40% del valore reale.

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