Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘renzi’

Renzi: dalla polvere sull’altare?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Per mesi abbiamo guardato a Renzi con perplessità, poi con diffidenza, infine con fastidio. Lo abbiamo considerato un guastafeste alla ricerca della gloria perduta, assatanato di vendetta. A considerare quello che gli è successo nel giro di qualche anno, Renzi deve aver certo sviluppato più che un dente avvelenato, un’intera dentiera. A noi resta da fare l’analisi politica del suo operato, cominciando con l’osservare che la caduta di Renzi è coincisa con l’esplosione dei grillini. Da questa punto d’osservazione, si intendono meglio i successivi fuochi d’artificio. Renzi è rimasto nel PD, alle elezioni ha sommato voti suoi personali con quelli del PD. Una volta intascato il tesoretto elettorale, il suo gruppo è poco dopo uscito dal PD, rimanendo però inizialmente nella coalizione PD- M5S-Leu. Dall’interno di quella maggioranza ha continuato a lanciare quotidiani strali e prendere quotidiane distanze, sino all’uscita eclatante, l’opposizione incomprensibile ai più, con l’epilogo ultimo, la caduta del secondo governo Conte. Quid hoc ad aeternitatem? Questa domanda, in veste medievale, è inevitabile porsela. A che mirava, a che mira Renzi? La tesi della vendetta come motivazione, non basta più. Ebbene, credo che oggi dobbiamo riconoscere, dietro tutte le mascherine, la scopo ultimo e sostanziale dell’operazione-Renzi: la demolizione del Movimento 5 Stelle. A certi movimenti, come quello dell’ “Uomo qualunque” di postbellica memoria, succede di scomparire con la stessa velocità con cui sono comparsi. Del M5S interessanti apparivano certi stimoli, certi superamenti, come quello della sempre più insignificante distinzione destra-sinistra, residuo dell’accidentale, non certo sostanziale distinzione fascismo-comunismo. Eppure, visto all’opera, il Movimento ha denunciato ingenuità e trasformismi che ne stanno minando le fondamenta. Renzi ha puntato tutto su questo tracollo, per la solida ragione che da quel tracollo il suo IV dovrebbe uscirne ingrassato. Ma non solo lui, persino lo stesso PD, dal tracollo del M5S può attendersi una rendita ricca, tornando ad aggirarsi avvicinare il 30%. Certo, anche la Lega è alla finestra, in attesa di qualche manna pentastellata. Questo spiega la ragione per cui lo stesso PD, o almeno molti dei suoi uomini più rappresentativi, abbia nei confronti dell’operazione-Renzi una posizione attendista e silenziosamente speranzosa. Tutto questo a Renzi è stato possibile grazie alla circostanza eccezionale della crisi sanitarioeconomica in corso; la maggioranza degli italiani vedeva bene un governo di salvezze nazionale, di emergenza, la cessazione del solito pollaio, e questo è quello che Renzi ha reso all’Italia. Questo è quello che il governo Draghi rappresenterebbe. Ai prossimi giorni ed alle prossime elezioni, la parola di conferma o smentita di tanta supposizione.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

C’è un piano Renzi?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

di Agostino Spataro. In queste ore, tantissimi compagni hanno preso a inveire, anche pesantemente, contro Matteo Renzi reo di avere provocato, nel mezzo di una pandemia, la crisi della maggioranza di governo. Più che delusi si sentono “traditi”, come se fossero spinti da una sorta di cattiva coscienza che insorge contro colui cui avevano attribuito, senza riserve, magnifiche virtù taumaturgiche di… “rottamatore”. Ma si tratta di tradimento o d’altro? Probabilmente, la rottura sarà stata dettata da una necessità impellente, come estremo tentativo di Renzi di salvare la sua ambigua formazione politica (Italia Viva- IV) che i sondaggi danno al di sotto della soglia fatidica del 3% e risalire la china verso le alte vette.Poiché è chiaro che, con la vigente legge elettorale, a chi sta sotto questa soglia restano soltanto due possibilità: sparire o farsi assorbire. Ci sarebbe una terza, ma la sconsiglio.Oltre a fustigare Renzi, i tanti delusi o pentiti dovrebbero chiedersi perché non ebbero alcun dubbio sul personaggio e soprattutto sul disegno che lo promosse prima alla direzione del PD e poi del governo. Chi chiamò questo disinvolto democristiano, divenuto esponente di primo piano del Pd a Firenze, ossia nel capoluogo della seconda regione rossa del Paese? Quali forze, italiane e non solo, gli affidarono il compito di “ammodernare” il sistema italiano (in senso lato) ossia per liquidare quel che restava dei diritti sociali conquistati dai lavoratori e così lasciare campo libero all’affarismo più deteriore, all’ondata neo liberista dilagante? Perché le forze che avrebbero dovuto opporsi a tale politica non si opposero, anzi la caldeggiarono? Questi e altri interrogativi insoluti, dimostrano che si trattò della scelta furbesca della destra globalista che governa mediante la “sinistra”.
Con la rottura e la crisi (prevedibile) del secondo governo Conte si apre un’incognita di non facile soluzione. Può accadere di tutto, in piena e, purtroppo, rinvigorita pandemia.
A questo punto è lecito chiedersi: che cosa vuol fare veramente Renzi: un rimpasto, un aggiustamento o una svolta politica radicale? Non è facile rispondere. Tuttavia, il dado è stato tratto e – si presume- in base a un preciso calcolo politico, suffragato da un “piano” ambizioso che- spingendosi oltre l’emergenza- potrebbe configurarsi come una vera e propria svolta politica. Un piano articolato negli obiettivi e ben scadenzato nei tempi che sono importantissimi.
Logica politica e il buon senso vorrebbero che così fosse. Altrimenti non si capirebbe tanta ostinazione distruttiva. Sarebbe soltanto un’avventura disperata, senza possibilità di riscatto. Un suicidio.
Un piano di tal fatta non si può certo concepire ed attuare con il 3% di base elettorale. Ci vogliono forti connessioni, intrecci di potere, politico ed economico, che – in primis- si possono coalizzare per il controllo dell’ingente spesa derivata dal Ricovery plan, Mes, ecc, la cui gestione potrebbe richiedere una nuova aggregazione politica e parlamentare che potrebbe nascere dallo scioglimento anticipato della Camere. Per raggiungere tali obiettivi sono necessari alcuni passaggi:
a) far cadere il governo di Giuseppe Conte, distruggendo l’alone d’insostituibilità che gli è stato creato intorno;
b) ostacolare, impedire la ri-formazione di una nuova maggioranza guidata da Conte e puntare allo scioglimento anticipato delle Camere. Gettando ancor più nel panico i parlamentari del M5S che, comprensibilmente, lo temono più degli effetti della pandemia di Covid 19.
Il salva-Conte sarebbe un accordo di legislatura- come proposto dal PD e da taluni settori di M5S- sarebbe, in realtà, un salva scranni e al contempo una condizione per gestire quel bel gruzzolo di miliardi di aiuti europei per la pandemia. E, dulcis in fundo, poter decidere il prossimo presidente della Repubblica.
Insomma, si riproporrebbe un’ibrida maggioranza parlamentare che non rappresenta più la maggioranza elettorale del Paese che farebbe il pieno senza pagare dazio, come si suol dire.
Si obietta che le elezioni anticipate farebbero saltare ogni previsioni e favorirebbero una vittoria del centro destra. Obiezione fondata che anche Renzi avrà ben presente. Egli sa che il gioco si farebbe troppo grande per lui. Con il suo 3% o giù di lì non avrebbe dove andare. Occorre una base di partenza più grande per inserirsi nello scenario già in formazione che è quello segnato dai “grandi appetiti” che si nutrono, in patria e all’estero, nei confronti di questa nostra Italia ridotta a polpetta, a pingue preda delle grandi consorterie economiche e finanziarie, europee e mondiali.Probabilmente, Matteo Renzi avrà pensato di forzare la situazione, di farla precipitare e nel frattempo mettere in atto uno stratagemma politico d’intesa con Forza Italia che, ormai, deve rassegnarsi a fare a meno del suo fondatore e leader. In questo panorama desolante dei cd. “rosso-gialli”, l’accoppiata Renzi-Berlusconi ( o chi per lui) può risultare vincente. Specie oggi con la fine, ingloriosa, di Trump, la coppia avrebbe più chance e porterebbe in dote alla formazione di centro-destra una certa aura europeista, un moderatismo abbottonato, a doppio petto, capace di renderla credibile in patria e affidabile all’estero.Senza più Trump alla Casa bianca, Salvini e la Meloni devono modificare l’approccio e le pretese.E accettare la mano, moderata ed europeista, che gli sarà tesa. E chissà, se la nuova aggregazione oltre a vincere le elezioni anticipate, non riesca a eleggere il prossimo presidente della Repubblica, che potrebbe essere un uomo o una donna di Renzi che ha proposto l’attuale?
Ma tranquilli, queste considerazioni sono solo fantasie, réveries frutto di un sogno fatto in Sicilia. In tempi di pandemia. Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Spataro

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rampelli: “Renzi è come Cronos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

“Mangia i suoi figli. Ha fatto nascere il Conte 1 con la sua pessima legge elettorale, ha fondato Italia Viva ma con le sue intemperanze non ha gli mai consentito di crescere, ha battezzato il Conte 2 e oggi l’affonda con la sua spregiudicatezza, ha difatti generato questa legislatura fondata sul Rosatellum…speriamo faccia la stessa fine. Non si accorge che l’Italia è viva solo nel titolo del suo partito perché fuori dal Palazzo l’Italia sta morendo. Ci auguriamo che il presidente della Repubblica Mattarella prenda atto che le elezioni sono l’unico modo per restituire dignità alle istituzioni e dare all’Italia il governo che i cittadini desiderano fin dal 2008”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Renzi e l’eredità dello “Stai sereno”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

Quello che è stato nel suo terz’ultimo incarico il sindaco di Firenze è diventato di colpo il deus ex machina della vita politica italiana per due mosse ben azzeccate. La prima è stata quella di stringere la mano all’allora presidente del Consiglio Enrico Letta con un “Stai sereno” che fu interpretato, a ragione, come una garanzia per la continuità del suo governo da parte del suo segretario di partito ed invece dopo qualche giorno gli recitò il “De profundis”. Gli rimase quel suo “stai sereno” come una beffa e divenne l’archetipo di un modo di ragionare del politico italiano che dice una cosa e poi fa l’esatto contrario. Oggi ci riprova alzando la posta con il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Non gli basta più il “stai sereno” di qualche anno fa quando appoggiò il secondo governo Conte. Se dobbiamo mettere in conto questo genere di personaggio che ama distruggere la sua stessa creatura per un disegno che ufficialmente ci sfugge, ma non sono pochi coloro che con la logica di chi afferma “qui lo dico e qui lo nego” vi trovano una valida spiegazione e non certo benevola, non sarà indubbiamente agevole immaginare un futuro meno tormentato di quanto stiamo vivendo attualmente. E la verità, quella che per Terenzio è “veritas odium parit” è tanto più amara in quanto si ha motivo di credere che la vexata quaestio sta sul come gestire i fondi europei per cercare non di dare una nuova svolta al paese pensando al suo futuro ma per favorire gli interessi partigiani creando uno strumento come lo è stata la Cassa del Mezzogiorno ideata per industrializzare il meridione del paese e con il bel risultato, si fa per dire, che ha peggiorato il divario tra il Nord e il Sud. C’è da chiedersi, a questo punto, quando gli italiani sapranno ricambiare la logica renziana con la sua stessa arma, magari nel segreto dell’urna, dicendogli: “Stai sereno”. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il “patriota” Renzi tra lo stai sereno e “mo’ te frego”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

«Quando ieri sera ho sentito Matteo Renzi definirsi un patriota sono saltata sulla sedia. Non so cosa c’entri con il patriottismo chi fa parte di un governo che sta svendendo pezzi interi di Italia a basso costo in cambio del sostegno delle consorterie europee. Poi ci ho riflettuto e sono contenta. Come lo sono stata quando ho sentito dire a Delrio del Pd “Non possiamo lasciare la parola patrioti alla Meloni” o a esponenti di SI “Siamo noi i veri patrioti”. Quando anni fa scegliemmo di definire Fratelli d’Italia il partito dei patrioti ci guardarono, come al solito, dall’alto in basso. Dissero che era una parola vecchia, priva di senso oramai. Ora tutti fanno a gara a definirsi patrioti, anche quando chiaramente non lo sono. Diceva Giorgio Almirante: “Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il bonus Renzi da 80 euro entra nel mirino del Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 Maggio 2019

E stavolta non sono “voci del popolo”: ad ammetterlo è stato il ministro dell’Economia Giovanni Tria, sostenendo che “nell’ambito della riforma fiscale gli 80 euro saranno riassorbiti”. Il ministro spiega che “l’introduzione degli 80 euro da parte del governo Renzi fu una decisione sbagliata, anche tecnicamente fu un provvedimento fatto male e anche il precedente governo cercava di cambiarlo”. Su cosa intenda agire il titolare del Mef non è ancora però chiaro. Anief mette le mani avanti: si eviti la beffa per tanti lavoratori della scuola di aumentare lo stipendio, con il rinnovo del contratto, di 100 euro lordi, e perderne nel contempo 80 netti. Marcello Pacifico (Anief): “Se, come più di qualcuno teme, siccome nel Def non sono previste risorse da assegnare ai rinnovi contrattuali, si vuole in realtà solo trasferire il budget del bonus renziano in quello degli aumenti promessi, allora non ci siamo proprio”.La legge di bilancio ha confermato il bonus Renzi anche per il 2019, ma per il prossimo anno rimane molta incertezza. Oggi il bonus viene calcolato sulla base di 12 mensilità in base al reddito, ricorda la rivista Orizzonte Scuola. Con i limiti di reddito minimo e massimo così ripartiti: al di sotto di un reddito pari a 8.174,00 euro, non si ha diritto al bonus Renzi di 80 euro; tra il reddito di 8.174,01 e 24.600,00, si ha diritto al bonus in modo proporzionale fino ad arrivare al suo azzeramento con redditi fino a 26.600,00.
Ma c’è anche un altro motivo per il quale il bonus Renzi di 80 euro potrebbe venire meno per tanti lavoratori: tutti coloro che rientrano per poco nei massimali previsti per legge e leggermente incrementati dal Governo in carica, in caso di incremento stipendiale, perderanno il diritto al bonus. E molti dovranno anche restituire le somme eventuali percepite, a partire dalla data di incremento stipendiale.Se nel corso dell’anno il reddito annuale lordo dovesse superare le soglie minime e massime, il bonus dovrà essere restituito. Il Bonus Renzi 80 euro è diventato strutturale con il D.L. 66/2014 ma ancora oggi fa molto discutere perché in sede di dichiarazione dei redditi sono numerosi i cittadini costretti alla restituzione parziale o totale del credito Irpef erogato in busta paga: nel 2018 si tratta di 1.8 milioni di contribuenti. Il Ministro Tria pensa di intervenire proprio su questo aspetto, per evitare tali situazioni.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sull’inchiesta su Renzi e la ‘soffiata’ a De Benedetti adesso indaga Perugia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

tribunaleLa verità giudiziaria sull’acquisto delle azioni delle banche popolari, operato dall’ex presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, dopo aver saputo dall’ex premier, Matteo Renzi, dell’imminente decreto che le trasformava in Spa, non è più soltanto nelle mani del pm Stefano Pesci e del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone.Ora è anche nelle mani della procura di Perugia, guidata da Luigi De Ficchy. Il Fatto è in grado di rivelare che la procura perugina – dopo l’esposto presentato da Elio Lannutti, presidente onorario dell’Adusbef, oggi candidato per il M5S – ha aperto un fascicolo per verificare se, da parte dei magistrati romani che hanno condotto l’inchiesta, vi siano stati comportamenti od omissioni che integrino ipotesi di reato. E, per verificarlo, risulterà indispensabile valutare gli atti dell’intera vicenda che ha portato la procura di Roma a chiedere l’archiviazione del broker Gianluca Bolengo. Parliamo dell’uomo che, per conto di De Benedetti, il 16 gennaio 2015, investiva 5 milioni in azioni delle banche popolari, con un profitto di 500mila euro. Bolengo viene intercettato mentre De Benedetti gli chiede: “Salgono le popolari?”. Il broker gli risponde: “Sì, se passa un decreto fatto bene, salgono”. E De Benedetti: “Passa, ho parlato ieri con Renzi, passa”. E l’investimento parte all’istante.Da questa conversazione nasce l’informativa della Consob – trasmessa anche al Nucleo speciale di polizia Valutaria della Gdf – che porta la procura di Roma ad aprire il fascicolo. Bolengo viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di ostacolo alla vigilanza. Ed è l’unico. La procura di Roma – che sceglie di affidare le indagini a due periti e non alla Gdf – non iscriverà mai Renzi e De Benedetti nel registro degli indagati: sono stati entrambi sentiti come persone informate sui fatti. Fin qui, la cronaca dell’inchiesta romana. Sulla vicenda, però, interviene ora la procura di Perugia.I pm del capoluogo umbro non entreranno, come ovvio, nel merito delle indagini condotte dai colleghi romani: non è uno scontro tra procure. La procura di Perugia intende verificare se i pm capitolini, nell’istruire il fascicolo, abbiano commesso reati oppure no: è l’unica competente a indagare sui colleghi della capitale. E l’esposto presentato da Lannutti ha espressamente chiesto al procuratore De Ficchy di “valutare e/o indagare circa la sussistenza degli estremi per avviare un procedimento per responsabilità penale o civile nei confronti dei magistrati” che hanno indagato sul caso Renzi – De Benedetti. Il motivo: ricevuta dalla Consob l’informativa sulla vicenda, la procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo modello 45, ovvero quello per degli “atti per le notizie non costituenti notizia di reato”. Una procedura, denuncia Lannutti, “espressamente vietata dal codice penale e da una circolare del ministero della Giustizia”.Al Fatto risulta che ieri Lannutti è stato sentito dalla procura di Perugia, proprio in merito al suo esposto, confluito nel fascicolo appena aperto. Un fascicolo che, per il momento, non vede alcun indagato, ma di certo dimostra un fatto: la Procura di Perugia sta indagando su eventuali reati commessi dai pm romani. Una notizia esplosiva. A poche settimane dalle elezioni, peraltro, rischia di produrre un effetto collaterale. Essere strumentalizzata a fini politici: Lannutti, infatti, è oggi candidato alle elezioni per il M5S. I fatti però raccontano altro. Fu proprio Lannutti, nel gennaio 2015, non appena la vicenda Renzi – De Benedetti venne alla luce, a chiedere alla procura di Roma d’indagare. Parliamo di ben tre anni fa. Ha proseguito con l’esposto inviato a Perugia.Al di là delle strumentalizzazioni, piuttosto, siamo dinanzi a una vicenda che ha necessità di essere chiarita il prima possibile. In primo luogo perché l’inchiesta riguarda la più importante procura italiana. Infine perché s’intreccia – inevitabilmente – con un caso unico nella nostra storia: il patron del principale gruppo editoriale italiano scoperto a investire i propri soldi dopo aver ricevuto informazioni, su un imminente decreto, dal presidente del Consiglio in persona. Se esistono altre verità da scoprire, questa volta, toccherà svelarle ai pm di Perugia. (fonte: blog 5 stelle)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le «grandi coalizioni» dalla Germania all’Italia?

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

renzi-berlusconiIn questi giorni alcuni commentatori politici italiani hanno inteso associare l’accordo Merkel-Schulz in Germania con quanto potrebbe accadere in Italia se i partiti e le loro coalizioni non raggiungessero la maggioranza per governare. Il plauso di Gentiloni, per questa intesa, non ha fatto altro che avvalorare tale linea di pensiero. In effetti è un discorso, sia pure sotto tono, che è stato affrontato già da tempo sia da Berlusconi sia da Renzi. Se tale possibilità non si appalesa chiaramente è perché i due soggetti interessati sono convinti che se lo facessero in piena campagna elettorale otterrebbero una reazione tra gli alleati di segno negativo e tale da mettere in forse ogni possibilità che si possa al momento opportuno concretizzare. L’idea non è peregrina. Tutt’altro. Se stiamo alle intenzioni di voto che rilevano i vari sondaggisti noi ci troveremo con una coalizione di centro destra che al massimo spunterà un 35% di voti mentre quella del PD di Renzi non supererebbe il 20%. Sommati i due risultati ci permetterebbero d’avere anche in Italia una “grande coalizione” (che per noi si tradurrebbe in un inciucio) per governare il paese. Alla fine il grande sconfitto sarà il movimento 5Stelle anche se arrivasse al 35% dall’attuale 28% rilevato dai sondaggi odierni. Come si può logicamente dedurre il movimento di Grillo-Casaleggio-Di Maio e con loro gli italiani sono ad una svolta epocale per aprire la strada ad una nuova governance del Paese. Se falliscono si ritorna fatalmente al solito tran tran di questi ultimi decenni. E i numeri, per ora, non sono dalla parte grillina. E gli italiani se ne stanno rendendo conto? Ne dubito. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

“Elezioni anticipate? Tutto dipende dal Partito democratico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 Maggio 2017

pierluigi bersani.medium_300“Il Pd nel 2013 è risultato il secondo partito alle politiche dopo il Movimento 5 stelle, e che ha preso per pochi decimali il premio di maggioranza alla Camera: 130 deputati in più. E in questi quattro anni il Pd ha fatto tutto e il contrario di tutto. Ha iniziato Bersani con la sua corte ai grillini, poi abbiamo avuto Letta, poi Renzi che ha fatto fuori Letta, poi Renzi fatto fuori dal referendum, e adesso abbiamo Gentiloni”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a un incontro al “Caffè de La Versiliana”, a Pietrasanta (Lucca).“In Parlamento in questi giorni si sta discutendo di legge elettorale. Noi abbiamo presentato i nostri emendamenti per cambiare il Verdinellum o Rosatellum e per trasformarlo in sistema tedesco. Un sistema che in Germania funziona molto bene e che al momento in Parlamento sembra essere condiviso dalla stragrande maggioranza delle forze politiche.La nostra proposta, il modello tedesco, garantisce rappresentanza e governabilità, e con la soglia al 5% darà anche un piccolo premio di maggioranza alle forze politiche che la supereranno. Penso sia una proposta equilibrata.Tra lunedì e martedì ci saranno incontri a livello parlamentare tra le forze politiche per confrontarsi e provare a trovare una sintesi. Sono fiducioso. Si incontreranno Renzi e Berlusconi? Ah, saperlo…”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Debito pubblico record

Posted by fidest press agency su martedì, 16 Maggio 2017

Banca d'Italia“Ultime notizie dal debito: abbiamo raggiunto il record di sempre, 2.260 miliardi di debito. E riferito a Renzi-Gentiloni in 1.140 giorni dei loro governi più 153 miliardi, vale a dire 134 milioni al giorno”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Dobbiamo dire grazie a Renzi, a Gentiloni e soprattutto a Padoan. Quel Padoan che fin dall’inizio ha detto che avrebbe ridotto il debito e che con una faccia di bronzo, mai vista nella storia del Ministero dell’economia e delle finanze, ha detto e continua a dire che il debito diminuirà l’anno prossimo. Oggi abbiamo la certezza: con Padoan ministro il debito è aumentato di 153 miliardi in 1.140 giorni, 134 milioni al giorno. Grazie Padoan, grazie Renzi, grazie Gentiloni”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Pessime notizie da Bruxelles per il governo Gentiloni-Renzi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 Maggio 2017

european commissionDichiara l’onle Renato Brunetta: “Nelle stime economiche prodotte oggi dalla Commissione Europea vi sono elementi di grande preoccupazione per il futuro dell’Italia. Si evidenzia un chiaro distacco della nostra economia e della nostra società dall’Europa. Non deve consolare il fatto che miglioriamo di qualche frazione di punto il deficit.Guardiamo alla crescita. Siamo l’unico Paese che rimane sotto l’1% nel 2017 e siamo in ogni caso fanalino di coda, distanti 0,8 punti percentuali dalla media. E rimaniamo fermi mentre tutta l’Europa ha una revisione al rialzo. Guardiamo al mercato del lavoro: rimaniamo all’11,5 per cento di disoccupazione mentre nell’eurozona la media scende sotto il 9 per cento nel 2018 recuperando i livelli pre-crisi e nell’Unione Europea scende sotto l’8 per cento.E questo nonostante il Jobs Act e tutte le risorse finanziarie usate. Guardiamo al debito pubblico: altro che discesa risolutiva. Rimaniamo al 133 per cento, e da lì non ci muoviamo nonostante tutti i fantasiosi programmi di privatizzazione che ci vengono ogni giorno illustrati. E’ tempo di rimettersi in cammino veramente con un programma di riduzione delle tasse, di riduzione della spesa pubblica, di investimenti pubblici e privati, di eliminazione di tutte le burocrazie inutili, di promozione dell’occupazione, un programma che questo governo non ha saputo fare. Ora solo il centrodestra unito, con un programma di forti riforme strutturali per liberare l’economia e di azioni per sostenere la coesione sociale e dare nuovo vigore ai redditi degli italiani, può offrire una nuova speranza alle imprese e ai cittadini italiani”.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“L’azione di governo delle sinistre, prima con Renzi e adesso con Gentiloni, è stata ed è totalmente fallimentare”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

palazzo chigiCosì Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Dubbio”.“La riforma costituzionale è stata nettamente bocciata; la loro legge elettorale, l’Italicum, è stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta; con il Jobs Act si sono buttati a mare 20 miliardi senza creare alcun nuovo posto di lavoro; con gli 80 euro hanno speso 10 miliardi all’anno lasciando consumi e crescita al palo; la Buona Scuola ha creato solo caos tra docenti, studenti e famiglie; Pubblica amministrazione? ‘riforma’ affossata dal Consiglio di Stato e dalla Corte costituzionale, con parallela resa al sindacato; banche: dopo il fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, 150.000 truffati e 4 decreti, per salvare Mps e mettere in sicurezza il sistema sono serviti 20 miliardi; siamo assediati dall’immigrazione clandestina; abbiamo più tasse, più debito, più deficit e nessuna spending review: la pressione fiscale in Italia è aumentata e continuerà ad aumentare con la ‘manovrina’. Queste sono considerazioni da guerra civile. Hanno fatto deragliare un intero Paese.
L’esecutivo Gentiloni dovrà coprire, entro metà aprile, i 3,4 miliardi di ‘buffi’ lasciati da Renzi, pena una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea. E poi abbiamo la maxi-manovra autunnale: 20-30 miliardi per annullare le clausole di salvaguardia e per mettere pezze alle sciagurate politiche economiche di questi ultimi tre anni. Renzi, Padoan e Gentiloni hanno distrutto tutto, hanno devastato l’Italia. È il PdR (il Partito di Renzi) il problema del Paese, non la soluzione. Questo gli italiani lo sanno bene”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lettera Ue sui conti pubblici: sono le marchette di Renzi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

pier-carlo-padoan“In merito alla risposta che il nostro governo dovrà dare alla lettera dell’Unione europea sui conti pubblici, leggendo l’ineffabile Padoan non si capisce assolutamente nulla. Lui dice che l’esecutivo agirà, ma dice anche che si terrà conto delle circostanze eccezionali. Ricordo all’ineffabile Padoan che le circostanze eccezionali sono già state considerate, e che nell’ultima legge di bilancio, che lui ha fatto, per il terremoto ci sono 600 milioni. Questa correzione di due decimali, 3,4 miliardi di euro, non c’entra nulla con le circostanze eccezionali, c’entra invece con le marchette di Renzi e di Padoan del governo Renzi-Padoan. Quindi stiamo parlando delle marchette, di come tagliare le marchette, e per favore non si dicano cose indecenti come quella di richiamare le tragedie recenti per giustificare le marchette di Renzi finalizzate a comprarsi il consenso al referendum. Gli è finita male, continuerà peggio”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Renzi: Giano bifronte

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

boccia“Le dimissioni di Renzi da premier? Io, un po’ di tempo fa, avevo capito che se fosse andato male il referendum, lui avrebbe lasciato la politica, e mi pare fosse anche in compagnia”. Così Francesco Boccia, deputato PD, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Lei come prese quella decisione? “Io gli dissi che non era necessario, gli dissi: se ammetti di aver fatto un errore puoi tornare indietro, fai il semplice iscritto, porti l’acqua…” Domenica però si è dimesso. “Da premier si. Ma le uniche dimissioni, che ha il dovere di dare sul piano politico, sono quelle di segretario politico del PD. Era premier in quanto segretario del PD – ha detto Boccia a Rai Radio1 -, altrimenti non avrebbe fatto il Presidente del Consiglio”. Ma lei è l’unico del PD a fare questa richiesta. “Penso che sarà inevitabile che nelle prossime ore aumenterà. Domani c’è la direzione PD e se ne parlerà”. E se domani Renzi non si dimetterà? “Vorrà dire che è rimasto attaccato alla poltrona”. Insieme a Renzi, chi dovrebbe dimettersi nel PD? “Credo che lui e tutto il gruppo dirigente che ci ha portato sugli scogli debbano liberare il partito per consentire al PD di confrontarsi. Se Renzi vorrà ricandidarsi, come ogni iscritto, si fa il prossimo congresso”. Quindi, se non vorrà ricandidarsi, Renzi potrebbe anche non dimettersi? “In questo caso potrebbe gestire il passaggio verso il congresso, che si dovrà tenere presto, a gennaio o febbraio”, ha concluso a Un Giorno da Pecora il deputato PD. (foto: boccia)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli errori di Berlusconi e Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

renzi-berlusconiChe errori. Sarà che un po’ si somigliano, ma in questa concitata fase pre-referendum, Berlusconi e Renzi stanno sbagliando in perfetta sincronia. E a far loro prendere delle cantonate è, more solito, l’ego ipertrofico di cui sono entrambi ampiamente dotati.Clamoroso – ma non inaspettato, almeno per noi – è il comportamento del fondatore di Forza Italia nei confronti di Parisi e Salvini. Dopo averlo investito di un ruolo improprio – una sorta di amministratore delegato con poteri da commissario per dare una sistemata all’ormai polverizzata Forza Italia – il Cavaliere ha mollato da un giorno all’altro l’ex candidato sindaco a Milano, accusandolo di non avere buoni rapporti con il leader della Lega. Ora, Parisi non manca di difetti, ma quello che gli imputa Berlusconi non solo non esiste, ma è addirittura un pregio. Il Cavaliere, prigioniero della sua mitologia, crede che sia possibile e opportuno rieditare per l’ennesima volta il vecchio centro-destra, con Lega e Fratelli d’Italia a fare da ancelle di Forza Italia. Peccato che nel frattempo siano successe un po’ di cose: Berlusconi ha raggiunto la bella età di 80 anni ed è agli occhi degli italiani, a cominciare da quelli che lo votarono, irrimediabilmente un uomo del passato; il partito berlusconiano esiste solo nei gruppi parlamentari ma si è frantumato nel Paese; la Lega ha una consistenza elettorale pari se non superiore a quella di Forza Italia; la linea politica del duo Salvini-Meloni è ormai del tutto populista-lepenista; con la consacrazione dei cinquestelle, il sistema politico non è più bipolare ma tripolare. Tutte cose che da un lato rendono improbabile, per non dire impossibile, che si possa ricostruire l’alleanza che un tempo fu vincente, tantomeno se pensata ancora a trazione berlusconiana, e che dall’altro fanno sì che comunque l’eventualità andrebbe scartata, sia perché perdente e sia perché destinata a non poter governare.Dunque, in questo quadro, l’annuncio di Salvini di volersi candidare premier dopo essersi messo alla testa di un “nuovo” centro-destra frutto di una sorta di opa della Lega su Forza Italia, avrebbe dovuto rappresentare il classico cacio sui maccheroni per Berlusconi, e di conseguenza per Parisi. La risposta a Salvini non avrebbe potuto che essere una pernacchia, e un rafforzato endorsement nei confronti di Parisi per costruire un soggetto politico nuovo, liberal-popolare, capace di parlare non alla nomenclatura residuale bensì al popolo dei moderati che a suo tempo aveva consentito a Berlusconi di stare al governo dieci anni. Ma si sa, Berlusconi non è mai stato uno lungimirante e generoso, politicamente parlando. Ed è per questo che, dimostrando ancora volta (per chi aveva bisogno di ulteriori conferme) di non prevedere eredi, il Cavaliere non ci ha pensato due volte a sacrificare Parisi per provare ad agire con il tribuno lepenista in una logica di scambio. Sbagliando due volte: una nel pensare che quella sia la giusta mossa, e due nel credere che con Salvini funzioni. E questo dopo aver appena pronunciato, in un’intervista al Corriere della Sera, parole più che sensate sulla sua collocazione politico-culturale, tanto più perché pronunciate subito dopo la vittoria di Trump negli Stati Uniti, quando ha precisato di non considerarsi di destra, e di non avere quindi intenzione di “interpretarla”, ma di avere invece l’ambizione di “rappresentare un centro liberale e popolare, nel quale confluiscano le migliori tradizioni politiche italiane”, dai cattolici ai socialisti riformisti, dai repubblicani ai liberali. Peccato: analisi giusta, comportamento sbagliato.Detto questo, una parte non piccola di responsabilità ce l’ha pure Parisi, che ha creduto che davvero Berlusconi gli avrebbe consegnato le chiavi di casa e così si è lasciato etichettare come “erede designato” nonostante qualcuno – noi, per esempio (vedi TerzaRepubblica del 17 settembre : http://www.terzarepubblica.it/newsletter/20160916-newsletter-n37/) – lo avesse vivamente sconsigliato. Ora non gli rimane che imboccare la strada a suo tempo suggeritagli, quella di un’iniziativa autonoma rivolta agli elettori e non ai partiti del vecchio centro-destra, meno verticistica e più permeata dello spirito di voler creare una classe dirigente e non una leadership a tavolino, ma certo questo incidente di percorso finirà per pesare.Berlusconi, peraltro, non si è limitato a voltare la spalle a Parisi e a confessare di essere senza eredi (meno male), ma se n’è uscito con una riedizione del suo battesimo politico al presidente del Consiglio – “oggi l’unico leader è Renzi” – cosa che aveva ripetutamente fatto dopo l’arrivo a palazzo Chigi del giovane democristiano prestato alla sinistra, salvo poi zittirsi fino al punto di non ascoltare il suggerimento di Confalonieri di schierarsi a favore del Sì nel referendum. Ora questo ritorno di fiamma, che molti interpreteranno come una conferma di un pensiero diffuso, e cioè l’ammissione di preferire sotto sotto la vittoria del Sì – ma non è detto che questo giovi alla causa renziana – ha spinto Renzi a commettere a sua volta un errore esiziale: sconfessare in via preventiva l’unica mossa politica sensata possibile per il dopo referendum, sia che vinca il Sì come il No. Parliamo di una nuova maggioranza comprendente Pd e Forza Italia che gestisca l’ultima fase della legislatura, figlia di un “patto del Nazareno” fatto alla luce del sole (non inciucista come quello precedente) e con la dichiarata finalità di sbarrare la strada a Grillo, unendo e non contrapponendo le forze riformiste e moderate. Naturalmente un patto che riveda radicalmente la legge elettorale, togliendo a Renzi l’illusione che in un ballottaggio con un pentastellato possa uscirne vincitore e a Berlusconi l’insana idea di poter ricreare un centro-destra competitivo sia con Renzi che con Grillo. Uno scenario che noi riteniamo sia più probabile, o se si vuole meno problematico, realizzare con una vittoria del No – proprio perché Renzi sarebbe costretto a battere quella strada, pena la sua sconfitta politica definitiva – ma che andrebbe perseguito anche nel caso prevalgano i Sì. Certo, l’essere tornato da parte di Renzi ad alimentare l’ossessione del 4 dicembre – in realtà non ha mai smesso di personalizzare il referendum, neppure quando ha accennato ad una autocritica sul punto – e per di più toccando tasti pericolosi non meno dei fili dell’alta tensione, come la polemica in Europa, non giova. Non solo per le conseguenze negative immediate – vedi il rialzo dello spread, ormai oltre quota 180 e avviato a raggiungere i 200 punti negli ultimi giorni della campagna elettorale – ma anche e soprattutto perché non si chiuda l’unica via d’uscita che la legislatura ha per sopravvivere e dare qualche frutto dopo l’assurda sospensione della vita (non solo politica) nazionale nel corso di quasi tutto il 2016.Tuttavia, la politica è l’arte del possibile, e non sarebbe certo la prima volta, e neppure l’ultima, che si cambi idea in corso d’opera per rimediare a degli errori e rendere praticabile ciò che fino ad un minuito prima sembrava impossibile. Tantomeno sarebbe un problema per Berlusconi e Renzi, così uguali nell’essere pervicacemente bugiardi, cambiare idea facendo finta di niente. Se lo facessero, una volta tanto sarebbe utile. (By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I mille giorni di Renzi e gli italiani del disagio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

camera deputati“Siamo a mille giorni del governo Renzi, i mille giorni di governo di questo signore che non ha mai vinto le elezioni e che è diventato presidente del Consiglio con una congiura di palazzo. Se noi chiediamo agli italiani: state meglio ora o mille giorni fa? La stragrande maggioranza direbbe: no, stavamo meglio o meno peggio mille giorni fa”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a TgCom24.“È aumentata la disoccupazione giovanile, è aumentata la povertà, è aumentato il deficit, è aumentato il debito, è aumentato il caos. Promesse, promesse, promesse. Sono aumentate le delusioni perché Renzi continua a promettere tutto proprio per compensare la sua mancanza di legittimazione democratica, perché non ha mai vinto alle elezioni. Ha dato gli 80 euro di qua, i 500 euro ai giovani di là. Le promesse ai pensionati che poi non ha mantenuto. Adesso va in giro forsennatamente per l’Italia – cinque, sei, dieci incontri al giorno – promettendo tutto a tutti: assunzioni nella pubblica amministrazione che non può fare, sgravi fiscali nel Mezzogiorno che non ha messo in legge di bilancio. Ormai gli italiani non ne possono più di lui, della sua arroganza, delle sue promesse. Ma non ne possono più neanche in Europa, è diventato una macchietta. Fa Ventotene, porta la Merkel a visitare la Ferrari, poi batte i pugni, ma tanto nessuno se lo fila più in Europa. Dice di mettere il veto ma non ha il potere di mettere il veto in queste applicazioni di bilancio, infine si astiene. È una macchietta che in mille giorni ha deluso gli italiani, ha prodotto più crisi, più malessere, non ha risolto alcuno dei problemi e ha concentrato le sue risorse, del Parlamento, della vita politica italiana su due schiforme, la legge elettorale che lui stesso ha buttato via dieci giorni fa per ragioni interne di partito, e l’altra che sarà bocciata sonoramente dagli italiani. Abbiamo perso tempo”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Oggi sono mille giorni di governo Renzi

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

renato-brunetta“Mille e non più mille, oggi sono mille giorni di governo Renzi, mille giorni di nulla, mille giorni di marchette, chiamiamole con il loro nome, vale a dire di spesa pubblica finalizzata unicamente a comprarsi il consenso della gente”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Mille giorni di deficit, mille giorni di debito, mille giorni in cui è aumentata la povertà, in cui è aumentata la disoccupazione giovanile, mille giorni di caos in Europa, di caos a livello internazionale, mille giorni in cui l’Italia ha finito per non contare più nulla. Mille giorni di disastro economico, l’Italia fanalino di coda per quanto riguarda la crescita, l’Italia ormai ridicola a livello internazionale. Renzi toglie le bandiere dell’Europa da dietro le spalle, però alla fine dice sempre e comunque di Sì all’Europa e obbedisce. Mille giorni e non più mille perché il 4 di dicembre Renzi se ne andrà a casa, perché il 4 dicembre vincerà il No, lo dicono tutti i sondaggi che danno i No in incremento: c’è una distanza media di sei, otto punti che ci consente di dire con relativa tranquillità, andate a votare tutti, a votare per il No”.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stati Uniti d’Europa: Renzi e Hollande si sveglino

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2016

hollandeParole forti pronunciate dal Governo italiano nei confronti di eventuali contestazioni europee alla proposta di bilancio per il 2017. Si rischia la fine dell’ Unione europea, dice il ministro dell’Economia, Carlo Padovan, mentre il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rimprovera la Ue di chiudere gli occhi sulle palesi violazioni di alcuni Stati europei sui migranti e la chiusura delle frontiere (es. Ungheria) o sull’eccesso di surplus economico (Germania), mentre li tiene ben aperti sul nostro Paese. La questione riguarda il deficit, previsto dal nostro Governo, che dovrebbe attestarsi sul 2,3% invece del 2,2% concordato. E’ il “Patto di Stabilita”, previsto dagli accordi di Maastricht, fanno sapere da Bruxelles, sede della Commissione europea. Gia’, ma tali accordi risalgono al 1992, tempi preistorici e, comunque, i trattati si possono sempre modificare. E’ questo che dovrebbero fare il presidente francese Francois Hollande, (deficit previsto della Francia al 3,4% per quest’anno, quindi anch’essa sotto osservazione) e il nostro presidente Matteo Renzi. Inutile prendersela con i burocrati europei, costoro eseguono le disposizioni comunitarie, dettate in primis dal Consiglio europeo. Hollande e Renzi dovrebbero riportare la politica europea all’obiettivo principale: il benessere dei cittadini europei. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il filo che collega Gelli a Renzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2016

giannulibroDi Aldo Giannuli. 43 anni fa il maestro venerabile della loggia P2 Licio Gelli ordinò che si scrivesse uno studio di riforma della Costituzione e delle istituzioni. Era lo schema R, che dopo verrà trasformato nel Piano di Rinascita Democratica. Per la verità lo schema R, molto meno conosciuto del piano di Rinascita Democratica, era molto più radicale e più esplicito e presenta singolari analogie con il piano di riforma costituzionale voluto da Renzi. Non sto dicendo che c’è una prosecuzione della P2 di cui Renzi farebbe parte, non è questo, io sto dicendo soltanto una cosa con questo libro: che c’è una cultura politica che ha messo radici in questo Paese, che avuto in Licio Gelli il suo promotore, e che poi ha continuato a farsi strada un po’ per volta conquistando anche settori di sinistra fino a imporsi. Prima con la riforma elettorale del 1993 che ha travolto il sistema proporzionale e con esso i partiti organizzati sul territorio, e dopo ha creato man mano nuovi partiti sotto forma di club riuniti intorno a una corte personale, come quella di Arcore o adesso quella del Giglio magico di Renzi. Per Renzi, come per Gelli, si vota non tanto per eleggere un Parlamento quanto per eleggere il governo, che è quasi un dittatore temporaneo che opera senza limiti. Forse Renzi, che è uomo più di azione che di pensiero, più d’istinto che di studio, non è consapevole di questa somiglianza fra il suo progetto è quello della P2. Restano però le incredibili similitudini e restano soprattutto tre elementi di forte analogia fra quello che è stato la P2 è l’attuale fenomeno del Giglio magico: in primo luogo una cultura politica con molti elementi di contatto; in secondo luogo la comune origine sociale e geografica dei due movimenti che si presentano come fenomeni toscani legati al giro delle piccole banche in conflitto gellicol grande capitale (vorrei ricordare che la banca dell’Etruria nacque su impulso proprio di Licio Gelli nel 1971); e in terzo luogo, un giro di amicizie anche non italiane, fra cui si annoverano molti amici israeliani, la destra repubblicana americana e in particolare Michael Ledeen, personalmente vicino alla P2 e oggi molto amico di uomini della giro stretto renziano.E sulla base di queste similitudini, io credo che si possa dire che c’è un filo che forse inconsapevolmente porta da Gelli a Renzi passando per Berlusconi. Quello che è comune al progetto di Gelli e al progetto di Renzi è una cultura politica di base che vede come centrale il governo, a scapito del Parlamento e del potere giudiziario. si immagina un governo che sia l’unico elemento decisore, con un Parlamento -e quindi di riflesso con una minoranza una opposizione ridotta ai margini- e con un potere giudiziario sempre più condizionato. Un potere privo di controlli o comunque con controlli assai ridotti, e a loro volta condizionabili.Si dice che la riforma di Renzi sia una riforma di tipo presidenziale: è vero solo fino a un certo punto. Perché gli Stati Uniti hanno un ordinamento presidenziale che sicuramente privilegia l’esecutivo rispetto al Parlamento, ma che ha molti contrappesi, ha molti meccanismi di limitazione del potere, che invece nella riforma renziana scoloriscono sempre di più. In secondo luogo, vorrei ricordare una cosa: io non credo che questa riforma sia il punto di arrivo, io credo che questa riforma sia semplicemente la premessa per la nuova riforma. L’azzeramento sostanziale del Senato, insieme ad altre norme, rende di fatto molto più facilmente aggirabile l’articolo 138 che è quello sulla revisione costituzionale, e nello stesso tempo serve a riscuotere attraverso il referendum un via libera per un’ulteriore revisione della Costituzione.Quello che sarà in pericolo, se dovesse vincere il sì, è tutta la prima parte della Costituzione della quale la banca americana JP Morgan ha chiesto esplicitamente il superamento, perché concede troppi diritti e troppe libertà ai governati. Per una volta la propaganda del sì non dice completamente una bugia quando dice “la riforma attendeva da 40 anni”, effettivamente attendeva da 40 anni. Ma chi la attendeva?
Ad attendere quella riforma da 40 anni c’era la P2 e suo piano di rinascita democratica, che risale appunto a 40 anni fa. Non certamente l’opinione pubblica o i lavoratori di questo paese. (fonte: blog 5 stelle di Grillo) (foto: giannulibro)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Referendum governo Renzi Boschi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

maria elena boschiIl ministro per le Riforme e per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, tornata dal suo tour (spesato dai contribuenti italiani) in Sud America tiene ad informarci che il suo primo dovere è quello di informare i cittadini”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Certamente, gentile ministra. Ma informare non in maniera faziosa e distorta, come invece state facendo da mesi e mesi. Il governo, se fosse degno di questo nome, dovrebbe essere super partes proprio per il rispetto che si deve ai cittadini. Il governo è il governo di tutti gli italiani, non solo di chi l’ha votato (non è il caso di questo esecutivo) o di chi si riconosce in una determinata parte politica che pro tempore occupa le stanze di Palazzo Chigi. Ma Matteo Renzi e Maria Elena Boschi fingono di non saperlo, e vanno avanti per la loro strada. Ancora per poche settimane, poi prenderanno la via che li riporterà a Firenze…”, conclude.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »