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Federalismo fiscale in Sicilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Palermo 12 novembre 2010, dalle ore 9,30 alle 13,30, si avvierà al CERISDI – Castello Utveggio una giornata di studio sul tema “Federalismo Fiscale e partecipazione dei Comuni all’accertamento tributario”, alla luce dei più recenti interventi normativi e del processo di attuazione del federalismo fiscale avviato con la L. 42/2009. L’incontro, rivolto soprattutto agli amministratori e al personale amministrativo degli Enti Locali, pone attenzione alle problematiche che riguardano l’attuazione del Federalismo fiscale in Sicilia, analizzando il nuovo strumento per il reperimento di risorse finanziarie, cioè l’accertamento dei tributi erariali. Inoltre, sarà presentato un lavoro, realizzato dalla direzione Regionale Sicilia dell’Agenzia delle Entrate dal titolo “La partecipazione dei Comuni alle attività di contrasto all’evasione”, e in fase di approvazione da parte dell’ufficio centrale competente. I lavori saranno aperti dal prof. Adelfio Elio Cardinale, Presidente del CERISDI e dal dott. Cosimo Aiello, capo di Gabinetto Assessorato alle Autonomie Locali e Funzione Pubblica della Regione Siciliana.  Interverranno il prof. avv. Giovanni Pitruzzella, docente di Diritto Costituzionale Università Palermo; prof. avv. Angelo Cuva, docente di Scienza delle Finanze Università Palermo; dott. Castrenze Giamportone, direttore regionale Agenzia delle Entrate; dott. Mauro Farina, responsabile Ufficio Fiscalità generale direzione regionale Agenzia delle Entrate. “Speriamo – ha detto il prof. Adelfio Elio Cardinale, Presidente del CERISDI – di  entrare nella fase finale di attuazione della normativa sul federalismo fiscale. E’ necessaria una collaborazione virtuosa tra Stato e Regione. Il federalismo può diventare per la Sicilia un’occasione di crescita se applicato con gradualità e in maniera equa e solidale. I siciliani prefigurano un federalismo rispettoso della coesione economico-sociale del Paese”.

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In Tv saldi e meteo più importanti di fame e Aids

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

I Tg prestano più attenzione ai giorni di canicola e alla sforbiciate ai prezzi di abiti e maglioni che ai temi della malnutrizione o agli ostacoli sulla strada del reperimento di risorse per il Global Fund. Per non parlare delle malattie tropicali dimenticate, che minano la salute di 400 milioni di persone nel mondo ma che si trovano in un totale cono d’ombra informativo. Le notizie dedicate a queste patologie sono pari a zero, mentre di influenza suina, in soli 9 mesi, si è parlato in ben 1.337 notizie. Questi alcuni dati contenuti nel Rapporto di Medici senza frontiere sulle crisi dimenticate: anche quest’anno l’associazione stila una provocatoria ‘top ten’ sulle vicende umanitarie più gravi ma spesso del tutto ignorate dai media. Tra queste si fanno spazio anche la guerra nella Repubblica democratica del Congo, il conflitto nello Sri Lanka e in Yemen. Le condizioni drammatiche per le popolazione del Sudan, i civili intrappolati nella morsa della violenza in Pakistan, come in Somalia e in Afghanistan, dove l’accesso alle cure per i civili è estremamente difficoltoso. Si parla di Aids e di malnutrizione, denuncia ancora il Rapporto, solo in caso di vertici internazionali o di visite del Pontefice in Africa. E se dalla fotografia scattata da Msf i tg escono con le ossa rotte, i quotidiani non se la cavano di gran lunga meglio. La dice lunga il fatto che di fame nel mondo le prime due testate italiane, il Corriere della Sera e la Repubblica, abbiano parlato in meno di 20 articoli (rispettivamente 18 e 14 ‘pezzi’) nell’arco di un intero anno. Eppure ogni anno, ha ricordato ieri mattina l’associazione in una conferenza stampa a Roma, da 3,5 a 5 milioni circa di bambini muoiono per cause legate alla malnutrizione: un decesso ogni sei secondi. A sorpresa, nella classifica stilata quest’anno da Msf, entra anche l’Afghanistan, il contesto di guerra in assoluto più rappresentato dai tg (1.632 notizie), «ma con due focus principali – spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf – uno italiano, ovvero inerente la missione militare, e l’altro statunitense o più prettamente occidentale. Delle condizioni in cui vive la popolazione o di un sistema sanitario in ginocchio si parla poco, se non per nulla». Dall’analisi realizzata dall’Osservatorio di Pavia sulle dieci crisi individuate da Msf, emerge che le notizie sulle crisi umanitarie nel 2009 sono state il 6% del totale (5.216 su 82.788), un dato identico a quello del 2008 ma sempre in linea con il calo di attenzione prestato alle aree di crisi in questi anni (il 10% nel 2006 e l’8% nel 2007). Il livello di attenzione nei tg, con meno di un decimo di notizie dedicate alle crisi, non dà segni di miglioramento nemmeno nel 2009, denuncia dunque l’associazione. Quest’anno il Rapporto sulle crisi dimenticate è diventato un libro edito da Marsilio Editori, arricchito da contributi di giornalisti, docenti universitari e, in generale, “addetti ai lavori”, per puntare su una maggiore divulgazione e sensibilizzazione. (fonte doctor news)

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Haiti: la capitale allo sbando

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

Testimonianze: “Ieri sera, alle 17.00, ore italiana, MLFM ha chiuso l’ultima comunicazione della giornata con il proprio volontario in loco ad Haiti, Andrea Fabiani, che con la moglie Diane, segue il progetto di sviluppo idrico a Les Cayes, a 100 chilometri da Haiti. Da loro notizie rassicuranti, ma nella comunità locale è iniziata la corsa al reperimento di generi di prima necessità, acqua e benzina. “I giorni a venire – dice Andrea – saranno i più duri. Dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo. Strade e ponti crollati. I collegamenti con la capitale impensabili. Al momento comunichiamo con Skype. Vediamo come muoverci poi con gli abbonamenti telefonici. Vogliamo evitare di rimanere isolati …”.L’equipe di manovali, tecnici e colleghi che con Andrea Fabiani lavorano sull’acquedotto sono stralunati. Ognuno di loro ha perso almeno una persona cara. Il timore di Andrea e di chi là vive: la diffusione di epidemie se i cadaveri non troveranno pronta collocazione. Intanto dalla capitale arrivano nuove notizie dai colleghi delle ONG che operano a Port-au-Prince. Dopo 12 ore dal sisma, l’unico ospedale che serve una popolazione di almeno 200.000 persone non funzionava. Dentro una sola infermiera, abbandonata a se stessa, senza alcun materiale, senza un medico, con l’aria stralunata di chi cerca di cavarsela in qualche modo in un vero inferno. Nel cortile dell’ospedale, feriti gravissimi e moltissimi cadaveri, buttati sull’asfalto, in pieno sole. Quanti bambini, a volte senza un arto o con ferite così terribili da essere non identificabili al volto. Medici Senza Frontiere sta creando dei varchi, insieme alle collaborazione di altre ONG presenti nella città, per portare l’assistenza medica necessaria. Si stanno identificando i siti per seppellire i cadaveri”. (fonte: Fiammetta Cappellini – AVSI).

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“E’ ora di riflettere sul reperimento dei giovani talenti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Prendendo spunto dalle recenti dichiarazioni del Segretario generale del Coni, Lello Pagnozzi, (che respinge le accuse di declino dello sport italiano mossegli dalla Gazzetta dello Sport),  Mario Pappagallo, Vice Presidente dello CSEN, (Centro Sportivo Educativo Nazionale), apre una riflessione di fondo sul problema del reperimento di nuovi talenti. Il problema è allargare la base della piramide dello sport italiano, per ampliare il bacino di giovani sportivi dal quale sarà più facile far emergere nuovi talenti.  Più che portare i ragazzi delle scuole a fare sport, occorrerebbe portare, in modo deciso, lo sport nelle scuole, con dei centri di orientamento sportivo che possano indirizzare i ragazzi verso la disciplina che è loro più congeniale. Solitamente, infatti, la scelta sportiva è legata alla casualità o alla comodità. Un ragazzo spesso si trova a praticare uno sport che non è adatto alla sua morfologia, magari per una scelta superficiale o perché una tale  struttura sportiva si trova vicino casa.  In tal modo si perdono per strada tanti potenziali campioni. C’è anche da dire che, con i tagli di bilancio, si sono drasticamente ridimensionate attività di largo respiro come i Giochi della Gioventù, che pure consentivano ai ragazzi di compiere un viaggio conoscitivo attraverso lo sport.  Le difficoltà burocratiche e gli oneri amministrativi hanno anche strangolato la nascita di piccole società private, che offrivano un terreno di coltura capillarmente espanso sul territorio nazionale. Infine, troppe volte, forse, si è registrato un atteggiamento di chiusura delle Federazioni, poco aperte alla ricezione di stimoli e iniziative estranee al loro mondo.

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