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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘repubblica’

Meloni guida il primo governo della destra nella storia repubblicana

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2022

By Enrico Cisnetto. Nel momento in cui il primo governo di destra della storia repubblicana è nella pienezza dei suoi poteri avendo ottenuto la fiducia del Parlamento, momento che per un beffardo destino coincide con i cento anni da quella marcia su Roma che portò Benito Mussolini ad aprire la lunga e dolorosa pagina fascista della nostra storia, si chiede a Giorgia Meloni di fare i conti con il passato. A me basterebbe che il presidente del Consiglio – cui già si chiede, chi con speranza (anche da parte di coloro che non l’hanno votata) chi con arroganza intellettuale, di vestire i panni del “salvatore della patria si bella e perduta” caricandosi il Belpaese sulle spalle – facesse i conti con la sua cultura politica, domandosi se il suo bagaglio è all’altezza delle tremende sfide che abbiamo di fronte. E se il suo mondo è in grado di dar vita ad un moderno partito conservatore, di stampo liberale ed europeo, che al momento non è. E il fare questo esercizio, è premessa per poter rispondere con cognizione di causa alle tante richieste che a Meloni vengono rivolte di dare dimostrazione di aver abbandonato i panni nazional-populisti di un tempo. Cosa che ha già fatto in politica estera – non fino in fondo, ma in questo è aiutata dai i suoi due compagni di strada, Bibì Vladimir Salvini e Bibò Berlusconzulli, che per differenza le consentono di fare bella figura – e che dovrà dimostrare di saper fare in economia e su molte altre questioni della vita pubblica. Nessuno si è ancora posto il problema di voler produrre una vera discontinuità con quella che, per colpa della maledetta semplificazione mediatica, abbiamo impropriamente chiamato Seconda Repubblica. Con la stortura che l’ha originata – la forzatura giudiziaria chiamata Mani Pulite (un nome che, rileggendo la storia personale dei magistrati che l’hanno incarnata, fa ridere e piangere allo stesso tempo) – e con le storture, anche istituzionali oltre che politiche e culturali, che ha prodotto. Se è vero, come è vero, che dal 1992 in poi si è aperta e mai chiusa una fase di transizione verso una non definita, se non per slogan, nuova Repubblica, allora Giorgia Meloni ha davanti a sé due alternative: il cambiamento whatever it takes o quello finto, posticcio. Nel primo caso potrà anche sbagliare (e ricevere le critiche anche da chi, come me, non ha pregiudizi), ma sicuramente entrerà nei libri di storia per un motivo ben più rilevante che essere la prima donna a sedere sullo scranno di palazzo Chigi; nel secondo caso, resterà inchiodata alla cronaca e il suo tempo finirà presto come quello di tutti i suoi predecessori e avversari, il cui consenso si è velocemente consumato per colpa di promesse irrealizzate (e irrealizzabili) e di una popolarità effimera, creata mediaticamente nonostante la loro assoluta inconsistenza e le molte contraddizioni (anche e soprattutto nei comportamenti privati).Naturalmente essere a favore del riassetto istituzionale del Paese (pardon, della Nazione) non significa per forza essere tifosi del presidenzialismo – del quale peraltro esistono varie forme, da quella piena americana a quella “semi” francese fino all’elezione diretta del presidente del Consiglio che propone Renzi – e io infatti non lo sono (qui Cassese, che parla di “presidenzialismo utile alla stabilità”, non mi convince). La vera questione sta nel fatto che in questi trent’anni la Costituzione è stata scassata dalla disarticolazione del rapporto tra potere politico e potere giudiziario; dall’intossicazione prodotta da leggi elettorali pessime – e che comunque avrebbero richiesto, nel passaggio dal proporzionale al maggioritario (imbastardito dal premio di maggioranza), altre riforme istituzionali – abbinate all’affermarsi dei partiti personali e del leaderismo che trasferisce il consenso dalle idee alle persone; dalla disgraziata riforma del titolo V che ha prodotto un federalismo straccione; dai perniciosi tentativi, per fortuna sventati dai cittadini nei referendum confermativi, di riformare la Carta a colpi di maggioranza anziché in un contesto condiviso, brandendo le riforme come arma nucleare nella guerra del bipolarismo militarizzato. Nel chiedere la fiducia a Camera e Senato, l’onorevole Meloni ha delineato un orizzonte decennale in cui collocarsi. Non saranno solo la risposta alla crisi energetica con le sue maxi bollette, la lotta all’inflazione e la postura assunta nell’ambito della guerra scatenata da Mosca – che pure sono questioni dirimenti – a dirci se si tratta di un’ambizione fondata o di un’illusione. Sarà anche la capacità di capire qual è la vera dimensione del cambiamento radicale che senza dubbio occorre dare all’Italia. Se Meloni ci riuscirà, nell’impresa, non lo so. Posso solo sperarlo. Ciò che temo che glielo possa impedire, più di ogni altra cosa, è quello che potremmo chiamare “il rigurgito”. Pensare che la storica emarginazione politica di cui si sente vittima sia stata figlia di “poteri forti” che ora, battuti dal risultato elettorale a lei favorevole, la vogliano “circuire”. A farglielo credere il suo mondo antico, che di isolamento ha campato, intellettualmente e materialmente. Ci hanno già provato, sgangheratamente, Marcello Veneziani, secondo cui “obiettivo del Palazzo è una Meloni Ogm che somiglia Draghi”, e in modo più sofisticato Franco Cardini, per il quale la squadra di governo messa insieme dal neo primo ministro è pensata per piacere all’establishment, pervasa da “ansia di legittimazione”. Era già successo a Gianni Alemanno una volta arrivato a fare il mestiere più difficile d’Italia, che è amministrare Roma. Vedremo se Giorgia Meloni saprà fare tesoro di quella esperienza. (abstract) By Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it

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Giuseppe Antonio Borgese: Fondamenti della repubblica mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

Collana i Fari, trad. Lorenzo Matteoli e Andrea Terranova, pp. 624, 24 euro Prefazione di Sabino Cassese. Nel settantesimo della sua morte, a 140 anni dalla sua nascita, una straordinaria riscoperta: l’opera mai pubblicata in Italia di uno dei grandi pensatori del Novecento. Nel 1931 Giuseppe Antonio Borgese si trasferisce negli Stati Uniti per un ciclo di lezioni all’Università di Berkeley. È lo stesso anno in cui il fascismo impone il giuramento ai professori universitari, così quel soggiorno che doveva essere temporaneo si trasforma in un lungo esilio volontario, lontano dalle pressioni del regime. Nei diciassette anni trascorsi oltreoceano, Borgese frequenta letterati e scienziati di ogni provenienza, si dedica a un’intensa militanza antifascista e, all’indomani dell’attacco nucleare su Hiroshima, promuove il Comitatocper la redazione di una Costituzione mondiale. Da quella esperienza nasce Fondamenti della Repubblica mondiale – pubblicato postumo in inglese nel 1953 e ora per la prima volta tradotto in italiano – in cui Borgese espone la sua profonda fiducia nella democrazia. Un manifesto programmatico che è anche una riflessione sulla natura dell’uomo, sulla politica, la storia, la filosofia e la giustizia, un libro dimenticato ma capace di anticipare con intuito profetico i pericoli, oggi quanto mai attuali, della tecnologia incontrollata e della deriva violenta degli stati. La sensibilità dei suoi studi letterari, l’esperienza delle due guerre, la presa di coscienza degli orrori dei totalitarismi, lo convincono dell’inutilità dei conflitti, e che soltanto un governo mondiale democratico, dotato di poteri reali, possa affermare la pace e la giustizia tra le nazioni.

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Giuseppe Antonio Borghese: Fondamenti di una repubblica mondiale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Collana i Fari, pp. 496, 20 euro. Nel settantesimo della sua morte, a 140 anni dalla sua nascita, una straordinaria riscoperta: l’opera mai pubblicata in Italia di uno dei grandi scrittori del secolo scorso, autore di Rubé. Nel luglio del 1931, a 48 anni, Borgese si imbarcò per gli USA, ove accettò l’incarico di visiting professor a Berkeley. Ormai il clima intorno era diventato rovente. Il soggiorno accademico si trasformò in volontario esilio, durato fino alla fine della guerra. Fu promotore assieme a Richard McKeon e segretario del “Committee to Frame a World Constitution” (Comitato per la Costituzione mondiale). Da quell’esperienza e dal confronto con gli intellettuali più prestigiosi del tempo nacquero Disegno preliminare di Costituzione mondiale (University of Chicago Press, 1948) e Fondamenti di una Repubblica Mondiale, pubblicato solo postumo nel 1953 e mai tradotto in Italia. Borgese aveva una profonda fiducia nella democrazia e dopo la vittoria degli Alleati credette che l’umanità fosse pronta per la democrazia mondiale. La sua conoscenza della letteratura, l’esperienza delle due guerre e la sua presenza all’Università di Chicago, quando furono condotti i primi studi sull’energia atomica, lo convinsero che la guerra poteva e doveva essere abolita, e che un governo mondiale democratico e dotato di pieni e reali poteri per raggiungere la pace e la giustizia era storicamente necessario e politicamente possibile. Tutto il suo insegnamento, i suoi scritti poetici e l’attività politica che condusse verso la fine della sua vita mirarono a dimostrare che la creazione del governo mondiale globale, il solo che, a suo giudizio, poteva abolire effettivamente la guerra, era una direttiva praticabile di politica estera per tutti gli Stati alla metà del XX secolo. In libreria dal 21 giugno

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Mario Tassone: l’elezione del Presidente della Repubblica!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2022

Tutti gli appuntamenti istituzionali rilevanti non sono agevoli ma comprensibilmente problematici. Ogni elezione del presidente della Repubblica, in particolare, è stata sempre vissuta con affanno anche quelle risoltesi nella prima votazione (Cossiga e Ciampi). Mai si era assistito all’ incertezza di oggi. Tante parole, tanti tatticismi nessun disegno, nessuna visione. Sembra una grande “riffa” in cui è in palio non la elezione della più alta magistratura dell’Italia ma il destino e le fortune di tanti personaggi. È la differenza rispetto al passato è questa. Infatti oggi tutto si complica, si aggroviglia in un crescendo di superficialità e di approssimazione culturale. Infatti la politica, i partiti e le energie di realtà rappresentative di interessi reali sono un ricordo di una vivacità oggi spenta. C’è la democrazia dei leader, dei capi che attraverso le leggi elettorali, non in sintonia con lo spirito costituzionale, hanno minato la centralità del Parlamento. E poi il grillismo (con la pace di tanti elettori ingannati) ha completato l’opera di smantellamento del Parlamento e delle istituzioni di democrazia rappresentativa, con un’azione eversiva e di linciaggio psicologico. C’è bisogno di un periodo di decantazione perché non si perdano definitivamente le condizioni per ricostruire. Questo può avvenire rieleggendo Mattarella che ha dimostrato capacità ed equilibrio nell’ inedito caos politico di questa legislatura e facendo completare il lavoro a Draghi. Oltre questo …. c’è un salto nel buio con i pericoli reali del tramonto definitivo delle garanzie costituzionali ! È in gioco non solo il nome del futuro presidente ma il futuro del Paese al bivio tra democrazia partecipata ed … altro!

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Stefano Passigli: Elogio della prima repubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

Collana le Onde, pp. 368, 18 euro. La storia della Prima Repubblica riscritta da chi l’ha vissuta in prima persona.Un saggio per correggere l’arco temporale in cui si inquadra generalmente la Prima Repubblica, retrodatandone la fine all’omicidio Moro (1978), rivalutarla sfatando i luoghi comuni sull’ingovernabilità, la frammentazione dovuta al proporzionale e l’eccesso di ideologia, e ripercorrerne il cammino in relazione alle necessità di riforme e ai problemi del presente, dalla Costituzione, al sistema elettorale, alla separazione dei poteri e alla magistratura. Nel 1978, con l’omicidio Moro, comincia infatti un periodo di “interregno e incerta transizione” che si protrae fino alla morte di Berlinguer nel 1984, durante il quale cominciano a venire a mancare gli elementi caratterizzanti della Prima Repubblica: “l’originale contrapposizione degli anni del centrismo si era oramai attenuata” con la disponibilità al compromesso storico, mentre l’implementazione dei governi regionali portava all’assunzione di nuovi poteri da parte del PCI. La Prima Repubblica così intesa viene quindi riscattata dalla damnatio memoriae evidenziandone i risultati positivi, ossia la capacità di creare prosperità e maggiore giustizia sociale dalle macerie belliche di un paese diviso politicamente e culturalmente, con un alto tasso di analfabetismo e grandi disuguaglianze sociali, tanto da apparire “il periodo aureo della nostra esperienza repubblicana.”

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“È arrivato il momento di avere una donna come Presidente della Repubblica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2021

Una donna competente, carismatica, capace di imporsi per le proprie doti e per i propri meriti. Fabiola Giannotti, direttrice generale del CERN di Ginevra, per esempio, avrebbe tutte le carte in regola”: così ha dichiarato l’astrofisica e accademica Amalia Ercoli Finzi, la prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica, intervenuta stamattina sul palco di Focus Live, il festival del sapere, al MUST Leonardo da Vinci di Milano.“Mi danno fastidio le affermazioni che fanno certi direttori e premi Nobel quando dicono che le donne sono indietro. Sono affermazioni fortemente discriminatorie, che non farebbero neanche parlando delle bestie, ma lo fanno nei confronti delle donne. Al momento la grande maggioranza del settore della ricerca è rappresentata da uomini. Ma le donne hanno una marcia in più, un’intelligenza emotiva che, combinata con la logica, tiene conto di elementi spesso trascurati, per esempio la cura degli altri. Ma anche la capacità di gestire molte cose e persone insieme, che, in una società multiculturale come la nostra, aiuta a tenere insieme i problemi mantenendo la prospettiva”, ha concluso la scienziata, già consulente scientifico della NASA, dell’ASI e dell’ESA.

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Ilya Kaminsky: La Repubblica dei sordi

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Collana i Venti, pp. 336, 17 euro, illustrato con i disegni dell’autore Editore: La Nave di Teseo. Vincitore del Los Angeles Times Book Prize; Finalista al National Book Award, al PEN/ Jean Stein Award, al National Book Critics Circle Award. Al tempo stesso una storia d’amore, un’elegia e un appello urgente, l’atteso libro di Ilya Kaminsky affronta le atrocità del nostro tempo e il nostro silenzio collettivo di fronte ad esse.L’11 luglio l’autore sarà alla Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, in un incontro dal titolo Le guerre, il progresso (ore 21, Almo Collegio Borromeo, Pavia).La Repubblica dei sordi è ambientato in un paese occupato durante un periodo di disordini politici. Quando i soldati intervenuti per placare una protesta uccidono un ragazzo sordo, Petya, lo sparo diventa l’ultima cosa che i cittadini sentono: sono diventati tutti sordi e il loro dissenso viene coordinato dal linguaggio dei segni. La storia segue le vite private dei cittadini circondati dalla violenza pubblica: una coppia di sposi, Alfonso e Sonya, in attesa di un figlio; la sfacciata Momma Galya, che istiga l’insurrezione dal suo teatro di marionette; e le ragazze di Galya, che di giorno e di notte attirano i soldati uno per uno verso una morte dietro le quinte. “Come può un poeta rendere visibile il silenzio? In che modo può illustrare – e illuminare – la nostra sordità collettiva? Un libro straordinario di poesie da una delle grandi voci sinfoniche dei nostri tempi. Un profondo inchino per Kaminsky.” – Colum McCann

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2 giugno. Repubblica è bella! Monarchia è brutta! Davvero? Guadiamo all’oggi e al futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

Facciamo una fotografia in casa nostra (Europa) per capire meglio la ricorrenza di oggi. All’inizio del XX secolo, la Francia, la Svizzera e la Repubblica di San Marino erano le uniche nazioni europee ad avere una forma di governo repubblicana.Dodici non sono repubbliche: sette regni (Danimarca, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Belgio); tre principati (Andorra, Liechtenstein e Monaco); un granducato, il Lussemburgo; e uno Stato teocratico, Città del Vaticano. Sono quasi tutte monarchie parlamentari con le eccezioni di Liechtenstein e Principato di Monaco, considerate monarchie costituzionali o semi-costituzionali a causa dell’influenza che i principi esercitano sulla politica, mentre la Città del Vaticano è una monarchia assoluta. Le altre nazioni sono tutti repubbliche.Per le monarchie, per quasi tutte, si tratta di governi diversi da come abitualmente si considerano i regni, quelli che raccontiamo in tutte le favole ai nostri bimbi, dove al massimo c’è il re buono e quello cattivo.In Italia, la vittoria della Repubblica al referendum del 1946 è vissuta molto come liberazione dal re che aveva consentito al Fascismo di affermarsi e, più che altro, al Paese di entrare nella seconda guerra mondiale al fianco di Germania e Giappone. Scriviamo “più che altro” in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza del Paese, prima della guerra, si riconosceva nel governo fascista, ma la sofferenza di cinque anni di guerra (nonostante il tentativo di rinascita di un Fascismo tornato alle origini con la Repubblica di Salò), fece da monito per una sorta di cancellazione/dimenticanza del passato.A questa fotografia aggiungiamo una considerazione politica e civica. La maggior parte delle monarchie sono tra i Paesi più prestigiosi per (recente) vita democratica, civica e sociale (si pensi al welfare dei Paesi scandinavi, modello per molte nazioni, anche repubblicane).Ci troviamo, quindi, in un nuovo mondo: la forte contrapposizione tra repubblicani e monarchici, ai fini del governo e della vita dei cittadini, ha ormai poco senso. Ci sono repubbliche, per esempio, dove le libertà individuali e non solo (per esempio: Ungheria, Polonia, Bielorussia) sono limitate e monarchie in cui accade il contrario. Rimane, ai fini pratici, il principio: potere di tutti (repubblica), potere di uno (monarchia). Ecco il nostro dubbio: Repubblica è bella! Monarchia è brutta! Davvero? E aggiungiamo una considerazione. Noi, relativamente ad una parte dell’Europa, quella dell’Unione, sosteniamo di arrivare agli Stati Uniti d’Europa. Stati in cui un Paese è monarchico e un altro è repubblicano? Oltre a, per esempio, alcuni attuali Stati dell’Ue che si distinguono per violazione dei principi fondanti dell’Unione (Ungheria e Polonia, per esempio)? Crediamo che, al di là della retorica delle celebrazioni come quelle di oggi 2 giugno, siano questi i problemi importanti e determinanti per il nostro futuro.Semplice accademia di federalisti sfegatati come potremmo essere considerati? Mica tanto… se pensiamo, per esempio, a quanto meglio avrebbe potuto esserci fatto del bene se, nella pandemia covid19, in Unione non avessimo avuto 27 sistemi sanitari che si facevano anche un po’ di lotta fra loro, ma uno solo che avesse coordinato sistematicamente fin dall’inizio resistenza e provvedimenti. O c’è qualcuno convinto che le sfide dell’oggi e del domani non abbiamo dimensioni come quelle di un covid, o di una politica agricola ed industriale, o delle libertà individuali, o del welfare? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Festa della repubblica italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

By Vincenzo Arcobelli. Nel 75° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana desidero esprimere il mio pensiero a tutti coloro in Italia che all’estero hanno perso i propri cari, gli amici ed i colleghi di lavoro, a causa della pandemia, e che purtroppo ancora oggi in alcuni paesi del Sud America ad esempio, continua a dilagare, contagiando la popolazione.Le Donne e gli Uomini impegnati nel volontariato e nel mondo dell’associazionismo, nella Rappresentanza e nell’Amministrazione che svolgono il proprio dovere nelle varie funzioni, spesso in condizioni difficili ed in territori complicati va la nostra gratitudine. Auspico che dalla celebrazione di oggi, 2 Giugno, si possa uscire con nuove speranze e per un futuro migliore, dopo il periodo emergenziale contrassegnato da molte sfide dal punto di vista sanitario, economico, sociale e comportamentale. Un saluto va alle comunità’ degli Italiani d’America e nel mondo, le quali continuano a mantenere un forte legame con l’Italia nonostante le ovvie difficoltà attuali. Bisogna tutelare le radici identitarie, storiche e culturali del patrimonio italiano. Oggi più’ che mai il contributo che potranno dare gli Italiani di oltre confine e’ fondamentale per aiutare a fare rialzare l’amata Patria ed i nostri connazionali.Ed e’ proprio significativo che si celebri il 160mo anniversario dell’unità d’Italia, nel segno di una grande responsabilità da parte di tutte le componenti istituzionali, per poter favorire sinergie, unità di intenti e coesione.Noi ci saremo. A nome di tutto il Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo tanti Auguri ed i più sentiti saluti.ViVa l’Italia!

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Situazione dei pensionati italiani in Repubblica Dominicana

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

“Ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali sui diritti dei pensionati italiani in Repubblica Dominicana.Ho chiesto ai Ministri Franco, Di Maio e Orlando di intervenire al fine di venire incontro alle esigenze dei pensionati italiani residenti in Repubblica Dominicana, mediante l’avvio di un negoziato bilaterale atto a regolamentare l’assistenza sanitaria, permettendo il pagamento delle tasse sulla pensione direttamente in Repubblica Dominicana, oppure garantendo loro l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.Infatti, i pensionati italiani in Repubblica Dominicana pur pagando le tasse sulla pensione in Italia sono esclusi dal Servizio Sanitario Nazionale nel momento in cui si iscrivono all’Aire.Auspico che il Governo venga incontro a questi connazionali che chiedono da tempo la necessità di pervenire ad un accordo fra i due Paesi che permetta di pagare le imposte direttamente nel Paese di iscrizione all’AIRE oppure di consentire loro di continuare ad essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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La Repubblica di Barbiana

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

La mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani Di: Paolo Landi Editore: Libreria Editrice Fiorentina Collana: Manifesti Pagine: 344 euro 18. Paolo, autore del libro, figlio di contadini del Mugello, voleva studiare ma la sua famiglia era priva di mezzi…si ritrova, così, alla scuola di Don Lorenzo Milani. E’ suo padre a portarlo a Barbiana che ha sentito parlare di Don Milani: “è un prete che fa scuola gratis, è lassù perché era troppo dalle parte dei poveri”. Paolo sale a Barbiana ogni giorno in bicicletta, impara le lingue francese, spagnolo, inglese e da lì comincia a spiccare il volo verso una lunga carriera come la sua biografia ci racconta. Nel libro emerge una nuova lettura di Don Lorenzo, emarginato dal vescovo Florit assieme al prete operaio Don Borghi, entrambi saranno salvati dalla sospensione a divinis da un intervento del Papa. Emerge un Don Milani che teme di morire senza un riconoscimento della Chiesa al suo operato. Il Vescovo Florit, che esilia Don Milani a Barbiana, gli impone la censura poi Florit si ritrova lui stesso”vittima”, il Papa ha chiesto le sue dimissioni. Nel libro emergono i motivi più veri e profondi dell’esilio, il suo essere con i poveri, con i lontani… La testimonianza di Don Milani si racchiude in un binomio: è la parola che fa eguali, che fa sovrani, che apre al divino, ma è la coerenza l’impegno, la testimonianza che rendono credibili. Questo grande messaggio sarà riconosciuto dalla Chiesa, 25 anni dopo la morte. Nel libro emerge un Don Milani che prende coscienza d’avere pochi anni di vita e coglie ogni “pretesto” per trasmettere ai posteri il proprio pensiero. Nasce cosi: I CARE chiamato dopo: l’obbedienza non è più una virtù, la lettera ai giudici, la lettera a una professoressa. Il libro si sofferma sul Don Milani prete, il Don Milani maestro, l’influenza che il Priore di Barbiana ha avuto nel mondo del lavoro, i riconoscimenti avvenuti nell’ultimo anno da parte della Chiesa con Papa Francesco (Un prete duro come un diamante che continua a trasmettere luce sul cammino della Chiesa) e dal Ministero dell’Istruzione (Don Milani un grande educatore).

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Quando si dice che le “bugie hanno le gambe corte”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Un articolo pubblicato su Repubblica, a firma di Laura Barbuscia, riporta informazioni false e distorte. E’, infatti, completamente falso che vi siano tempi di attesa lunghi per il rilascio di una Carta di identità elettronica (Cie). Tutte le carte scadute sono valide fino al 31 dicembre. Nel caso di necessità o urgenza il documento viene comunque rilasciato, in versione cartacea, nell’arco di una mattinata.”I cittadini la cui Carta di identità è scaduta durante i mesi di lockdown sono stati contattati per lettera, uno ad uno, in modo da fissare loro un appuntamento per effettuare il rinnovo. Questo perché abbiamo preferito iniziare a programmare con anticipo, nonostante la validità dei documenti sia stata prorogata dal Governo fino al 31 dicembre. E’ questa la ragione per cui in alcuni casi gli appuntamenti vengono fissati, per esempio, a settembre. A luglio e ad agosto gli appuntamenti sono dedicati a chi è scaduta la Cie durante il lockdown, ai cittadini contattati dai nostri uffici. Tutto ciò proprio per evitare accumuli una volta che terminerà la proroga”, spiega l’Assessore al Personale Antonio De Santis.”Nel complesso ciò che conta è l’efficiente funzionamento del servizio. Non esiste scenario alcuno, in cui un cittadino rischi di restare senza carta di identità sino a ottobre, come scrive Laura Barbuscia. Lo ribadiamo per chiarezza: tutte le carte di identità oggi in circolazione, sono valide fino al 31 dicembre. In caso di necessità o urgenza, viene prodotta una nuova carta di identità nell’arco di una mattinata. Purtroppo l’articolo pubblicato oggi da Repubblica produce un disservizio in primis ai cittadini, perché genera ansie o preoccupazioni assolutamente inesistenti, su di un tema fondamentale. E’ uno di quei casi in cui, purtroppo, la ricerca ossessiva di sensazionalismo genera disinformazione”, conclude l’Assessore. (n.r. Non sappiamo dove la giornalista di Repubblica abbia attinto l’informazione ma ci chiediamo se ha interpellato gli uffici competenti per verificare la “dritta” che le sarà pervenuta. A leggere la nota del Campidoglio non deve averlo fatto. E allora?)

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Presentazione a Napoli del libro “La Repubblica delle stragi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Napoli Lunedì 19 novembre , presso l’Antisala dei Baroni nel Maschio Angioino, alle ore 17,30 si terrà la presentazione del libro “La Repubblica delle stragi”, curato da Salvatore Borsellino e con prefazione di Marco Travaglio.
Il testo è volto alla ricerca delle verità nascoste, delle trame occulte, di “patti scellerati” dei poteri forti che hanno prodotto le stragi che hanno insanguinato il nostro Stato e ne hanno determinato le mutazioni dalla alla seconda repubblica. Il materiale immenso raccolto e narrato dagli autori è sostanzialmente di natura giudiziaria. Uno spaccato sulla nostra storia che aiuta il lettore ad una visione drammatica, complessa ma vera Ne discutono:
gli autori Avv. Fabio Repici, l’Agenda Rossa Federica Fabbretti,Salvatore Borsellino il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Conclude il Procuratore Aggiunto presso il tribunale di Benevento, Dott. Giovanni Conzo.

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La Repubblica Centrafricana punta sulla collaborazione con l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 ottobre 2018

La Repubblica centrafricana vorrebbe ancora più Europa in casa. «Venite a investire», ribadisce Sarandji, raccontando di aver incontrato imprese italiane dell’energia e della finanza. Quando gli si chiede se non ha paura che i Paesi occidentali depredino il suo Stato delle sue uniche risorse, il premier centrafricano dice: «Ci sono opportunità di investimento e di trasferire tecnologia, ci guadagniamo entrambi». E se gli si domanda un parere sulle politiche contro i migranti economici del governo risponde con la consueta calma: «Io non me la sento e non voglio giudicare quello che fanno le istituzioni italiane, di certo quello a cui aspiriamo non è che i nostri giovani partano, ma creare qui più lavoro per loro».

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Intervista a Brunetta a “La Repubblica” sulle presidenze delle Camere

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

“Io dico che se si raggiunge un accordo istituzionale serio sulle presidenze, che non si presti a trabocchetti e agguati d`aula, allora potremmo compiere un buon primo passo verso la formazione di un governo”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “la Repubblica”. Sta dicendo che andiamo verso un possibile governo centrodestra-5Stelle? “Questo lo sta dicendo lei. Io mi limito a dire, alla Catalano, che è meglio avere un accordo sulla presidenza delle Camere che non averlo. E forse siamo a buon punto”.
“Di nomi finora non si è parlato e io non ne faccio. Non sono stati al centro dell`incontro avuto con Toninelli e Grillo”. Non le hanno fatto dunque quello di Fico? “Non spetta ai capigruppo trattare e pronunciarsi sui possibili candidati. È una scelta demandata ai leader e nel vertice del centrodestra in programma oggi a Roma tra Berlusconi, Salvini e Meloni si scioglieranno gli ultimi nodi”.
I grillini, da voi incontrati, insistono invece sulla Camera. “Questi sembra siano i desiderata di Di Maio, stando alle sue dichiarazioni. Nulla è ancora deciso”.
“Una cosa è certa: il calendario. Il centrodestra unito sta lavorando per arrivare a una soluzione in tempi rapidi. lo penso che entro la giornata di sabato, se la situazione resta quella che si sta delineando, potremmo eleggere i presidenti di Camera e Senato. La settimana successiva gli uffici di presidenza e i capogruppo, che poi dovranno presentarsi al Quirinale per le consultazioni”.Al Colle il centrodestra si presenterà unito o in ordine sparso? “Una decisione non è stata presa. Ricordo solo che nel 2013 ogni formazione si presentò con i propri vertici, separatamente”.Presidenze tra centrodestra e M5S, tutti gli altri fuori? “No. Ci siamo fatti carico di far presente ai colleghi dei 5Stelle che la rappresentanza istituzionale, per vicepresidenze, questori, segretari, deve essere la più ampia possibile. Necessario ed opportuno cioè coinvolgere il Pd, contrariamente a quanto fatto da loro cinque anni fa”.

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Elezioni politiche: i sondaggi pubblicati su Repubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

giornalismo“L’analisi politico-elettorale di Ilvo Diamanti oggi su ‘la Repubblica’ parte da due presupposti errati: il centrosinistra unito che ipoteticamente prenderebbe il 40% alle prossime elezioni, e le difficoltà del centrodestra di correre unito per ‘dinamiche di leadership’”. Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il sondaggio di ‘la Repubblica’ (Demos) rappresenta semplicemente la visione che questo giornale ha del Paese, ma non il Paese reale. In primis appare improbabile ipotizzare una coalizione di centrosinistra, dove il Pd di Renzi si allei con Bersani o Sinistra italiana. Basti guardare ciò che sta accadendo in Sicilia, dove in vista delle prossime elezioni regionali le coalizioni sembrano già definite, con la sinistra dilaniata, e i sondaggi all’unanimità sottolineano il netto distacco di Nello Musumeci (candidato del centrodestra unito) sugli altri candidati: Fabrizio Micari (Pd, Alleanza Popolare e Campo Progressista di Pisapia), Claudio Fava (MdP di Bersani e Sinistra italiana) e Giancarlo Cancellieri (M5S).Il centrodestra deve prepararsi ad una grande vittoria, anche perché in Sicilia scatterà il cosiddetto voto utile: i cittadini siciliani non potranno fare altro che votare per la coalizione di centrodestra, unica prospettiva credibile di governo. Votare per il M5S o per il Partito democratico (quello che ha espresso il disastro del governo Crocetta) sarebbe un inspiegabile suicidio.Così come gli italiani, alle prossime elezioni politiche nel 2018, voteranno per il centrodestra, anche qui con un voto utile, relegando il Pd a terza forza politica del panorama italiano.È proprio l’unità del centrodestra che spaventa maggiormente Pd, M5S e ‘la Repubblica’, proprio perché tutti i sondaggi, all’unanimità, confermano un trend ormai definito e costante da tempo: il centrodestra unito vince, e con ampio distacco sulle altre forze politiche”, conclude Brunetta.

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Il futuro della Rai

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

Rai: sede di roma“Ho apprezzato le parole del dg Rai Mario Orfeo nell’intervista a La Repubblica, soprattutto per quanto riguarda la razionalizzazione e l’efficientamento del servizio che devono consentire alla tv pubblica di battere la concorrenza” queste le parole del deputato di Ap e vicepresidente della commissione di vigilanza Rai, Giorgio Lainati che prosegue: “In quest’ottica rimane molto importante il ruolo delle personalità che con le loro qualità artistiche e professionali rappresentano un valore aggiunto sia sul piano degli ascolti che della raccolta pubblicitaria. Importantissimo inoltre, prosegue Lainati, sarà anche il nuovo contratto di servizio che cominceremo ad esaminare a fine settembre in commissione di vigilanza e dove saranno affrontati punti irrinunciabili per offrire ai milioni di abbonati Rai, delle certezze in termini di qualità e di impegno, su informazione, cultura ed intrattenimento. Sarà proprio il tema dell’informazione, nelle mani di Orfeo e della Maggioni, il valore aggiunto della tv pubblica. Anche la realizzazione di un canale che trasmetterà in lingua inglese, si inserisce nel non più rinviabile processo di modernizzazione per presentare al mondo il meglio dell’Italia e per incrementare il turismo verso il nostro Paese”, conclude Lainati.

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Ersilio Fausto Fiorentini: Cattolici piacentini al servizio della Repubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Altare della patria (3)2 giugno 1946: Settant’anni fa nasceva la Repubblica italiana. Testo “Piacentini dello Scudo Crociato nel Parlamento italiano” di Ersilio Fausto Fiorentini. Presentazione di mons. Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio: Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale. Per questo lo spaccato di storia, che qui viene presentato, non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo”.
“È una pagina della nostra storia che merita di essere riletta per capire i tempi moderni”, così scrive Fausto Fiorentini nel presentare le ragioni di questo suo libro. Sì, è vero, lo scenario è locale e riguarda la nostra storia piacentina. Ma le vicende tratteggiate e la passione per il bene comune di alcune persone impegnate in politica travalicano i confini provinciali. È viva la sensazione, leggendo quest’opera, di trovarci di fronte ad uno spaccato locale che tuttavia interpreta in modo efficace la storia italiana. Più precisamente, interpreta la vicenda di molti cattolici che, per le loro convinzioni di fede, hanno avvertito il dovere di operare come cittadini che hanno a cuore la politica e si pongono al servizio del bene comune con idealità e valori e con la concretezza di chi cerca soluzioni. Nella nostra storia locale e italiana, la presenza pubblica e l’impegno sociale, culturale e politico dei cattolici hanno generato energie intellettuali e morali che hanno concorso, attraverso la discussione e il confronto a volte anche aspri, all’edificazione di una società più giusta, rispettosa della persona umana e della sua libertà, animata dalla solidarietà e dalla giustizia. Le figure qui presentate, al di là delle diversità legate allo stile e alle caratteristiche personali, come anche al di là dei limiti di fronte a scelte non facili e a situazioni complesse, testimoniano la passione del servizio, in coerenza con la fede professata e con la testimonianza del rigore morale.
Per questo lo spaccato di storia che qui viene presentato non solo si configura come emblematico del più ampio scenario italiano, ma si presenta anche come stimolo per il nostro tempo. D’altronde, “la storia, come affermava Cicerone, è testimone dei tempi, vita della memoria e maestra della vita”. Sappiamo bene che, nel giro di pochi decenni, la situazione è radicalmente cambiata. Siamo di fronte ad un mondo non facilmente governabile dai tradizionali mezzi e metodi della politica: la situazione esige la ricerca di nuova luce e di nuovi strumenti per essere interpretata e governata. Questo impegno non facile, che deve coinvolgere tutti, interpella ogni cristiano che non può stare al margine della vita sociale, culturale e politica. Coloro che sono illuminati dalla fede cristiana e, in particolare i cattolici che si dedicano ‘professionalmente’ alla politica, debbono avvertire con forza la necessità di sostenere che la politica non è un potere o una struttura che si sovrappone alla vita dei cittadini, bensì è anzitutto la dimensione interna al vivere civile, alla vita sociale, al bene comune, alla giustizia. Proprio questa viva e forte consapevolezza è in grado di superare le sempre incombenti tentazioni dell’interesse e dell’ideologia.
Punto sicuro di riferimento dei cattolici impegnati in politica presentati in questo libro, è stata la Dottrina sociale della Chiesa.
Ad essa si sono ispirati, come evidenzia l’autore, traducendo l’insegnamento in scelte concrete e pratiche, mettendosi in gioco con coraggio. Oggi Papa Francesco, in particolare nel capitolo IV dell’Evangelii gaudium e nell’enciclica Laudato sì, offre un ampio approfondimento sull’atteggiamento dei credenti e della Chiesa nei confronti della vita sociale e politica, con un’attenzione particolare all’inclusione sociale, alla pace sociale, alla casa comune, all’ascolto del grido dei poveri, di interi popoli, dei popoli più poveri della terra. L’ascolto del grido dei poveri e la riflessione a partire dai poveri evangelicamente intesi sono un’esigenza che vale per tutti: “La dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale (203)”. L’appello di Papa Francesco stimoli l’impegno di tutti, in particolare dei cattolici, perché la politica e l’economia rimettano al centro la persona umana e l’autentico bene comune, lottando contro il primato tecnocratico e la globalizzazione dell’indifferenza. (Gianni Ambrosio Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio) (Fonte: rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio)

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“Repubblica”: da settembre nuove nomine

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

venerdìAttilio Giordano, direttore de Il Venerdì di Repubblica ha resistito fino all’ultimo alla scrivania del settimanale pur essendo molto ammalato, senza dire nulla in redazione, e ha preparato servizi e copertine per le uscite del giornale fino a settembre. Così dopo la morte del giornalista avvenuta il 1 luglio, il direttore di Repubblica, Mario Calabresi, ha scelto di affidare a Aligi Pontani, capo redattore dello sport di Repubblica, decidendo il passaggio del testimone dal 1 settembre, quando il lavoro lasciato in eredità da Giordano sara’ esaurito. Toccherà a Cristina Guarinelli, sovraintedere il lavoro fino a quella data. Capo redattore allo sport diventerà Angelo Carotenuto, al suo ritorno dalle Olimpiadi. Dopo il passaggio a La Stampa di Massimo Vincenzi, capo redattore centrale diventa Claudio Tito, che lascia la responsabilità del politico a Stefano Capellini, un giornalista meno legato di Tito al mondo renziano. Valentina Desalvo diventa capo redattore della cultura dove comincerà a studiare il nuovo settimanale culturale che Calabresi ha intenzione di lanciare. (foto: venerdì)

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“Si è aperto un nuovo capitolo nella difficile storia della Repubblica Centrafricana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2016

sant'egidio1Così Mauro Garofalo, responsabile delle Relazioni esterne della Comunità di Sant’Egidio, commenta la cerimonia di insediamento di Faustin-Archange Touadéra, conclusasi poco fa a Bangui nello stadio «20.000 Places», lo stesso che ha ospitato la messa conclusiva di papa Francesco durante la sua visita dello scorso novembre.
“All’inizio del suo mandato, auguro pieno successo a Touadéra”, ha dichiarato Garofalo, osservando che “il nuovo Presidente ha sottolineato l’importanza della concordia nazionale e del dialogo tra le varie componenti della società centrafricana”. Secondo Garofalo, “Touadéra, già primo ministro di Bozize, è stata la vera sorpresa del processo elettorale: il largo consenso ricevuto al secondo turno delle elezioni presidenziali è stata espressione della volontà del popolo centrafricano di pacificazione e cambiamento. Una delegazione di Sant’Egidio ha incontrato Touaderà alla vigilia del suo insediamento. Nel ringraziarci per il lavoro svolto sin qui, il Presidente ha delineato le priorità che lo attendono nell’immediato futuro: il disarmo e la smobilitazione dei gruppi armati ancora presenti nel territorio, il dialogo tra le comunità religiose e la ricostruzione dello Stato. Sant’Egidio, impegnata da anni nel processo di pace del Centrafrica, ha espresso a Touadéra la sua disponibilità a sostenere gli sforzi del futuro governo”.

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