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Kurdistan: resistenza e democrazia curda contro l’assedio

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

kurdistanBolzano Lunedì 20 giugno, ore 20.30, Kolpinghaus (Josefsaal) Incontro con Özlem Tanrikulu, Presidente dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia. La situazione dei diritti umani nelle regioni curde in Turchia è peggiorata negli ultimi mesi. Dal settembre 2015 il governo dell’AKP di Recep Tayyip Erdoğan, ha decretato lo stato d’assedio in diverse città in risposta alla “dichiarazione di autonomia” che questi municipi hanno esercitato. Questa dichiarazione è la conseguenza della stretta repressiva non solo contro la comunità curda e le forze politiche che la rappresentano ma più in generale della società turca che il governo dell’AKP sta portando avanti. Le conseguenze dello stato d’assedio sono drammatiche. Secondo le dichiarazioni dello stesso vicepremier e portavoce del governo turco Numan Kurtulmus nove mesi (s’iniziò il 4 settembre 2015) d’assedio continuato, interrotto solo a tratti, a varie città kurde del sudest anatolico, da Diyarbakir a Cizre, passando per Silopi, Idil, Yukeskova e in queste ultime settimane Nusaybin, hanno prodotto la distruzione di 6.320 edifici. E’ la guerra condotta dalle Forze Armate di Ankara contro la popolazione locale accusata tutta, indiscriminatamente d’essere un supporto alla guerriglia del Partito Kurdo dei Lavoratori (PKK). Così son stati distrutti 11.000 appartamenti e case e oltre 90.000 persone risultano sfollate. Molte di loro restano accampate perché non sanno dove andare. Non hanno parenti visto che i congiunti sono rimasti vittime delle incursioni distruttive. Sono state registrate centinaia di vittime civili tra cui 80 giovani. Numerose anche le vittime tra i membri dei gruppi di autodifesa curdi e i militari dell’esercito turco.
In questo contesto vi sono tentativi di modificare l’assetto demografico delle città con progetti di insediamento di popolazioni provenienti da altre regioni della Turchia. Sono stati emessi decreti governativi di esproprio di terreni comunali per “motivi di sicurezza”. Secondo i principi della legalità internazionale gli attacchi e le distruzioni dell’esercito turco, con il pretesto della lotta al terrorismo, sono azioni contro città e cittadini “turchi”. Erdogan nell’aprile 2016 lanciò la proposta di togliere la cittadinanza turca, e tutti i diritti ad essa connessi, a chi è sospettato di appoggiare il PKK. Nel maggio 2016 il Parlamento ha approvato una legge che toglie l’immunità parlamentare. La rimozione dell’immunità riguarda almeno 138 (su 550) membri dell’assemblea, per cui sono state presentate richieste di autorizzazione a procedere. Allo stesso tempo è in discussione una legge per l’immunità dei militari dell’ esercito turco che combattono nelle città curde.
La decisione del Governo dell’AKP di imprimere questa svolta autoritaria s’inserisce nel contesto della drammatica situazione in Medioriente e soprattutto della guerra civile siriana. Il Governo turco fin dall’inizio aveva osteggiato il sostegno alla coalizione internazionale contro l’ISIS, poiché i propri obiettivi sono sempre stati dichiaratamente l’abbattimento del regime siriano e impedire l’autonomia curda costituitasi in Siria a partire dal 2012. Dal luglio 2015 il governo turco è intervenuto militarmente sia contro il movimento curdo in Turchia sia in Siria. Con questo intervento ha di fatto rotto la tregua che il PKK, organizzazione politico militare curda, aveva dichiarato unilateralmente dal marzo del 2013 sulla spinta del suo leader Ocalan detenuto in isolamento nel carcere dell’isola di Imrali dal 1999. Le proposte inclusive del movimento curdo attuate anche dal partito HDP nei municipi da esso governato, che si basano sulla partecipazione di tutte le componenti etniche e religiose della società attraverso forme di democrazia rappresentativa partecipata, ecologica, con il fondamentale protagonismo delle donne, sono l’unica strada percorribile per una soluzione pacifica e democratica. La comunità internazionale ha l’obbligo morale di sostenere un progetto in cui il dialogo tra le parti viene considerato prioritario per la soluzione del conflitto così come il rispetto dei diritti umani, civili e politici.

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Resistenza agli antimicrobici (RAM): scenario ed epidemiologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2016

resistenza microbica11La scoperta degli antibiotici e la loro diffusa disponibilità dopo la seconda guerra mondiale hanno rivoluzionato la sanità. A ragione gli antibiotici sono considerati una delle scoperte mediche più rilevanti del XX secolo. Tuttavia, nel tempo molti batteri hanno imparato a difendersi da quegli stessi farmaci messi a punto per combatterli.
In anni recenti, il fenomeno della resistenza agli antimicrobici (RAM), chiamata antibiotico-resistenza quando è riferita specificamente alla resistenza dei batteri agli antibiotici, è cresciuto fino a diventare un problema drammatico, perché la velocità alla quale vengono scoperte nuove molecole è drasticamente ridotta, mentre l’impiego di antibiotici è in costante aumento in tutti i Paesi del mondo.La RAM si verifica quando un microrganismo diventa resistente a un farmaco che in origine veniva usato per trattare le infezioni causate da quello stesso germe che può essere un batterio, un virus, un parassita o un fungo. In generale, i batteri si dividono in due gruppi: i Gram-positivi e i Gram-negativi e la principale differenza tra questi è lo spessore della loro parete cellulare.
La RAM è divenuta un problema di sanità pubblica globale per una serie di motivi, primo tra tutti il crescente, spesso inappropriato, uso degli antibiotici. Questo fenomeno comporta una considerevole riduzione delle possibilità di prevenire e trattare una ampia gamma di infezioni microbiche della pelle, del tratto respiratorio, del sangue circolante e delle vie urinarie, in quanto i germi una volta diventati resistenti perdono la sensibilità al farmaco e si adattano al medicinale che usualmente viene impiegato per ucciderli.
Secondo recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i “superbug” saranno, nel 2050, la principale causa di morte. La RAM può mettere a repentaglio la maggior parte delle procedure mediche, come ad esempio un intervento di anca, con rischi molto elevati per i pazienti. Tutte le procedure dai trapianti d’organo, alla chemioterapia e chirurgia maggiore verrebbero compromesse gravemente senza la possibilità di attuare un efficace trattamento antibiotico.
Globalmente, le infezioni da germi antibiotico-resistenti rappresentano una emergenza sanitaria. Un problema gravissimo è rappresentato dalle infezioni intra-ospedaliere (HAIs) che riguardano l’8-12% dei pazienti ricoverati.
resistenza microbica14In Europa, si verificano annualmente 4 milioni di infezioni da germi antibiotico-resistenti che causano oltre 37.000 decessi e sono responsabili di un significativo assorbimento di risorse (sanitarie e non) che ammontano a circa € 1,5 miliardi/anno; negli Stati Uniti sono 2 milioni i soggetti colpiti da un’infezione resistente agli antibiotici con circa 50.000 morti e una spesa che supera i 20 milioni di euro.
In Italia, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea. Nel nostro Paese ogni anno, dal 7% al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multiresistente con migliaia di decessi. Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.100 pazienti causando circa 4.500-7.000 decessi. Le più comuni infezioni sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%).
I costi associati all’incremento dei giorni di ospedalizzazione nel nostro Paese variano da 4.000 euro (ricovero in Medicina) a 28.000 euro (Terapia Intensiva).
L’infezione da Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) è la principale causa nel mondo di infezioni comunitarie e di cure sanitarie. Colpisce oltre 150.000 pazienti ogni anno nella sola Europa, che costano al sistema sanitario europeo in spese extra-ospedaliere 380 milioni di euro. Solo le setticemie da MRSA variano negli Stati membri dall’1% a più del 50%, sebbene negli ultimi 5 anni i tassi di batteriemia da MRSA siano calati in modo significativo nei 10 Paesi europei con le maggiori percentuali di endemicità per questa pericolosa infezione. L’infezione da MRSA spiega il 44% di HAIs, il 22% di morti in più e il 41% di giorni in più di ospedalizzazione associati a questa infezione.
La percentuale di ceppi di Staphylococcus aureus invasivi resistenti alla meticillina oscilla tra lo 0% in Islanda e il 64,5% in Romania. Anche in Italia si registrano valori elevati, al di sopra della media (36%).
In Europa la percentuale di ceppi invasivi di Escherichia coli, causa di infezioni del tratto urinario e del torrente circolatorio, resistenti ai fluorochinoloni oscilla tra il 10,9% in Norvegia e il 52% a Cipro. In Italia si registrano valori elevati, circa 42,2%.
La Klebsiella pneumoniae causa polmoniti, infezioni del torrente circolatorio e del tratto urinario. La percentuale di ceppi invasivi resistenti alle cefalosporine di terza generazione oscilla tra lo 0% in Islanda e il 70% in Grecia. Elevati i valori per l’Italia (55,1%).
Si stima che la RAM possa far perdere più dell’1% del PIL, mentre i costi indiretti sarebbero tre volte tanto la spesa sanitaria sostenuta per i costi diretti. Se i governi e le istituzioni non intraprenderanno forti azioni incrociate volte a contrastare questa drammatica e pericolosa emergenza sanitaria, oltre 10 milioni di vite all’anno andranno perse a partire dal 2050 nel mondo, più del numero dei decessi che si verificano correntemente ogni anno per cancro.
Le infezioni causate da microrganismi resistenti agli antimicrobici spesso non rispondono ai trattamenti standard, esitano in malattie prolungate e comportano un maggior carico di spese sanitarie e, soprattutto, un più elevato rischio di decesso che può essere anche doppio; infatti, i pazienti sono esposti ad un rischio aumentato di esito sfavorevole e consumano più risorse sanitarie rispetto ai malati con infezioni non resistenti ai farmaci.
La resistenza agli antibiotici rappresenta una delle principali priorità da affrontare in tema di salute pubblica a livello internazionale. Programmi di sorveglianza e piani di azione sono stati avviati da Governi e Istituzioni sovranazionali come l’OMS, che ha lanciato un Piano d’azione globale, e l’European Centre for Disease Control and Prevention.
Negli USA è stato direttamente il presidente Barack Obama a illustrare il piano d’azione, fissando gli obiettivi da raggiungere entro il 2020. In Italia l’antibiotico-resistenza, insieme al tema delle infezioni correlate all’assistenza, costituisce uno dei temi prioritari di azione definiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018.

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I valori della resistenza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

i valori della resistenzaPubblichiamo così come ci è pervenuta l’immagine inviataci, senza commenti, dal sindacato di polizia Coisp. Ma una cosa da parte nostra vorremmo dire. Noi che percorriamo le strade delle città, delle loro borgate grandi e piccole, abbiamo la percezione di una involuzione dei costumi inquietante. In tutto questo andazzo ci convinciamo sempre di più, che manca l’ingrediente di base che è quello che ci consente un vivere civile sereno: il rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta. In questo senso diamo ragione al magistrato D’avigo che se la prende con la classe politica anche se non accettiamo che generalizzi il problema. Noi abbiamo bisogno di “esempi virtuosi” che possono provenire dalla famiglia di appartenenza ma anche dalla società civile, dalla scuola, dal come si amministra una comunità e di vederli di riflesso esaltati e citati dai media più di quanto non faccia, di certo, chi offre uno spazio eccessivo agli abusi e alle prevaricazioni. In tutto questo vi è anche un aspetto che non va sottaciuto. Noi abbiamo dimenticato che accanto al diritto alla vita vi è quello altrettanto importante a vivere. Per questa circostanza cosa facciamo di concreto per assicurare a tutti l’istruzione, un tetto sotto cui ripararsi dalle intemperie, la sicurezza, un’adeguata assistenza sanitaria, un lavoro e una vecchiaia serena? Poco o nulla, di certo, se ci imbattiamo con la povertà dei singoli e delle famiglie, con lo spingere tanta gente ad emigrare per elemosinare un tozzo di pane, se esaltiamo l’avere umiliando l’essere. (Centro studi politici della Fidest)

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Resistenza dei batteri agli antibiotici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2016

antibioticiDurante i circa 70 anni di uso degli antibiotici, i batteri hanno dimostrato di avere una incredibile capacità di resilienza, riuscendo di volta in volta ad adattarsi alla presenza del nuovo “veleno” e a diventare ad esso resistenti. Lo stesso Fleming, in occasione della consegna del Premio Nobel nel 1945, sostenne che la penicillina, se male utilizzata e sotto-dosata, non solo poteva non uccidere i batteri ma, addirittura, indurre lo sviluppo di meccanismi di resistenza.Nel corso degli anni, l’industria farmaceutica e la ricerca indipendente sono sempre riuscite a parare il colpo, mettendo di volta in volta a disposizione dei medici nuovi antibiotici in grado di vanificare i nuovi meccanismi di resistenze messi in atto dai batteri.
Purtroppo, da qualche anno non è più così. Per vari motivi, i nuovi antibiotici sono pochi e sembrerebbe che i batteri stiano riuscendo a riprendere il sopravvento. Infatti, si sono andati diffondendo nel mondo ceppi particolari di batteri contro cui i comuni antibiotici non sono più attivi.Uno dei più temibili “superbugs” è la Klebsiella pneumoniae produttrice di carbapenemasi (CP-kp), resistente anche ai carbapenemi. Dal 2008 al 2014, secondo i dati pubblicati dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), rispetto a tutti i ceppi di Klebsiella isolati da sangue o liquor, in Italia si è osservato un incremento delle percentuali di Klebsiella pneumoniae resistente anche ai carbapenemi fino a posizionarsi su valori compresi tra il 25 e il 50%. Il resto d’Europa, seppur meno esposto, non è affatto in posizione di sicurezza. Infatti, in una recente pubblicazione del gruppo di lavoro EuSCAPE (European Survey of Carbapenemase-Producing Enterobacteriaceae), all’interno di un progetto lanciato nel 2012 da ECDC, con lo scopo di monitorare la diffusione e l’epidemiologia dei ceppi ECP (Enterobacteriaceae produttrici di carbapenemasi) in cui sono coinvolti 38 Paesi europei, emerge che, sebbene in Italia questi batteri siano diffusi in forma endemica, molti degli altri Paesi europei hanno un grado di diffusione inter-regionale non trascurabile. Oltre alla Klebsiella, altri batteri sono coinvolti nelle infezioni nosocomiali, tra cui Escherichia coli, batteri Gram-negativi (principalmente Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter) e gli stafilococchi.
In Italia, come causa delle infezioni nosocomiali, si collocano ai primi tre posti la Klebsiella, l’Escherichia coli, e la Pseudomonas aeruginosa. Si tratta purtroppo di tre specie che comprendono anche ceppi ultraresistenti, sensibili a pochissimi antibiotici, che recentemente si sono diffusi negli ospedali italiani raggiungendo, in alcuni casi, numeri preoccupanti.
In Italia, per esempio, nonostante le numerose campagne di comunicazione del Ministero, vengono prescritti troppi antibiotici: oltre il 50% dei pazienti ricoverati in ospedale viene sottoposto a questo tipo di terapia. L’eccessivo uso, spesso non corretto, di questi farmaci ha portato a un incremento rilevante delle resistenze batteriche.La mortalità nelle infezioni sostenute da batteri multiresistenti è molto elevata, si aggira, infatti, intorno al 40-50%.E’ necessario pertanto mettere in atto delle misure volte a razionalizzare l’uso degli antibiotici, a migliorare le norme di igiene sanitaria, e, in primis, individuare le strategie terapeutiche adeguate.
La ricerca sugli antibiotici ha subito una battuta d’arresto: tra il 1983 e il 1987 i nuovi antibiotici sono stati 16, negli anni ‘90 solo 10 mentre tra il 2003 e il 2007 quelli presentati sono scesi a 5. Il motivo di questo calo è di tipo economico piuttosto che scientifico: le aziende hanno preferito puntare su trattamenti destinati a essere più duraturi nel corso del tempo invece che puntare su nuovi antibiotici, destinati ad un numero ristretto di pazienti e mirati ad un numero ridotto di infezioni.“All’orizzonte, comunque, si intravedono alcuni nuovi antibiotici molto interessanti: nuove combinazioni di inibitori delle betalattamasi – precisa il Dottor Matteo Bassetti, Direttore Clinica Malattie Infettive A.O.U. Santa Maria Misericordia di Udine – in grado di ripristinare l’attività degli antibiotici, soprattutto nei confronti dei gram-negativi resistenti. Passeranno anni, comunque, prima che questi farmaci possano essere in commercio, con il rischio che i batteri imparino velocemente a rendere inattivi anche questi nuovi antibiotici. Nel frattempo, alcuni dei “vecchi” farmaci poco utilizzati fino ad oggi, ma dotati di una notevole attività microbiologica come la fosfomicina, potrebbero aiutare a colmare questo momentaneo “gap”.
La Società Italiana di Terapia Antinfettiva persegue esclusivamente finalità scientifiche, culturali e sociali promuovendo, incrementando e incentivando: l’aggiornamento, gli studi e la ricerca sulla terapia antinfettiva, nella più ampia accezione del termine stesso; l’attività scientifica, didattica, culturale e di ricerca nel campo della terapia antinfettiva anche mediante iniziative divulgative dirette a tutte le specialità interessate, quali la pubblicazione di libri e riviste, l’organizzazione di convegni e congressi e quant’altro attinente; l’aggiornamento, lo studio, la promozione e lo sviluppo d’iniziative dirette alla prevenzione, diagnosi, cura nel campo delle malattie infettive, con particolare riguardo alle patologie di rilevanza sociale; corsi di perfezionamento, di aggiornamento, di divulgazione ed educazione post-laurea e post-diploma in materia antinfettiva per laureati o diplomati in discipline paramediche complementari.

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Resistenze ai farmaci antimalarici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Una ricerca internazionale ha scoperto che il farmaco più efficace contro la malattia infettiva che uccide un milione di persone all’anno in un futuro prossimo potrebbe non funzionare più. Il parassita resiste per effetto di mutazioni geniche. Lo studio su Malaria Journal.
Un team di ricerca internazionale coordinato dalla St George University of London in collaborazione con il gruppo di Biologia Computazionale della Sapienza di Roma, ha scoperto che i parassiti della malaria (plasmodi) stanno sviluppando una crescente resistenza all’arthemeter, uno dei derivati dell’artemisina, il farmaco più efficace contro la malattia. Il morbo infettivo uccide ogni anno nel mondo un milione di persone, il 90% delle quali si trova in Africa sub-sahariana. I derivati dall’artemisina usati in terapie combinate con altri farmaci (ACT, Artemisin-based Combination Therapy) sono attualmente somministrati in circa 300 milioni di dosi annue.
Sarebbe proprio l’uso crescente e non corretto di questo tipo di terapie a indurre la selezione di plasmodi resistenti all’artemether. I ricercatori hanno dimostrato che il fenomeno è collegato a mutazioni geniche nel parassita, a carico di uno dei sistemi di trasporto del calcio, la cosiddetta pompa del calcio (fig.1).
Lo studio, pubblicato su Malaria Journal, è coordinato da Sanjeev Krishna della St George University e, per la Sapienza, da due ricercatrici del Gruppo di Biologia Computazionale diretto da Anna Tramontano del dipartimento di Fisica. Le alternative alle terapie antimalariche sono attualmente limitate. “Lo sviluppo di nuovi farmaci – afferma Anna Tramontano – è di primaria importanza, ma è anche fondamentale saperne di più su come le artemisinine funzionano per poter adattare le terapie ACT in modo che siano efficaci il più a lungo possibile”.
Il gruppo di Biologia Computazionale della Sapienza e’ un team internazionale e interdisciplinare che utilizza metodi computazionali per lo studio di importanti problemi biomedici lavorando in stretta collaborazione con ricercatori delle Scienze della Vita.
Lo studio Artemether resistance in vitro is linked to mutations in PfATP6 that also interact with mutations in PfMDR1 in travellers returning with Plasmodium falciparum infections è a firma di:
Dylan R. Pillai,1 Rachel Lau,2 Krishna Khairnar, 2 Allegra Via, 3 Rosalba Lepore, 3 Henry M. Staines,4 and Sanjeev Krishna4* Department of Pathology and Laboratory Medicine, Medicine, and Microbiology & Infectious Diseases, University of Calgary, Alberta, Canada 1; Public Health Laboratory, Toronto, Ontario, Canada 2; Department of Physics, Sapienza University of Rome, Rome, Italy 3; and Centre for Infection and Immunity, Division of Clinical Sciences, St. Georgès, University of London, London SW17 0RE, United Kingdom 4
I ricercatori hanno testato parassiti provenienti da 28 pazienti infettati da Plasmodium falciparum, causa della forma più letale di malaria e responsabile di 9 su 10 decessi per malaria. Tutti i pazienti erano da poco rientrati in Southern Ontario da viaggi all’estero e la maggior parte proveniva dall’Africa sub-sahariana, dove avevano contratto il parassita. I plasmodi sono stati esaminati per verificare la loro sensibilità all’artemisina e a tre suoi derivati: l’artemether, la diidroartemisina e l’artesunato. I parassiti prelevati da 11 dei 28 pazienti mostravano mutazioni genetiche in uno dei sistemi di trasporto del calcio (chiamato pompa del calcio, Fig. 1), una proteina vitale per il plasmodio. Queste mutazioni sono state collegate dai ricercatori a una maggiore resistenza dei parassiti all’artemether. In particolare si è visto che l’efficienza dell’artemether contro i plasmodi che hanno queste mutazioni è ridotta del 50% o più quando sono presenti mutazioni anche in un altro sistema di trasporto.I ricercatori già sospettavano che la pompa del calcio – che essi stessi avevano individuato nel 2003 come un bersaglio per l’azione delle artemisinine – potesse mutare e conferire quindi resistenza a questi composti. Lo studio pubblicato su Malaria Journal conferma questo sospetto.

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La resistenza delle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2012

Torino Sabato 28 aprile 2012, a partire dalle ore 9.30, presso la Sala Viglione a Palazzo Lascaris, a Torino, la Conferenza Regionale Democratiche PD, il Partito Democratico del Piemonte e il Gruppo Consiliare Regionale PD promuovono il convegno “La resistenza dele donne tra memoria e prospettive”. Al termine degli interventi è prevista la consegna degli attestati alle donne partigiane presenti e di copie della Costituzione a giovani Democratiche. Programma:
Presiede e modera Lucia CENTILLO, Portavoce Conferenza Regionale donne PD Piemonte
· 9.30 Saluti
Gianfranco MORGANDO, Segretario Regionale PD Piemonte
Paola BRAGANTINI, Segretario Provinciale PD Torino
Roberto PLACIDO, Presidente Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte
· 10.00 “La memoria delle donne”
Videoproiezione di alcune interviste tratte da
“La guerra alla Guerra. Storie di donne a Torino e in Piemonte tra il 1940 e il 1945”
“Parole di donna, frammenti di vita quotidiana fra guerra e dopoguerra”
“Una valle in guerra: foto di gruppo in Val Chisone “
Video prodotti dall’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza
· 10.15 Piera EGIDI BOUCHARD, scrittrice e pubblicista
“Resistenza plurale e/è attuale?”
· 10.40 Margherita CASALINO, attrice, legge alcuni brani di storie di donne partigiane tratti dal libro “La guerra alla Guerra”
· 10.50 “Suggestioni di donne sulla Resistenza”: le protagoniste di oggi si interrogano sull’attualità dei valori della Resistenza. Modera Alessandra Perera.
Intervento di Caterina ROMEO, membro del Comitato Provinciale Resistenza, Costituzione, Democrazia della Provincia di Torino
Intervento di Dima GHADI (membro del comitato per la difesa dei diritti civili in Siria) sulla situazione della Siria e sul ruolo delle donne nella rivoluzione in atto
· 11.30 Comunicazioni sulle proposte di riforma delle leggi elettorali nazionali e regionali
On. Anna ROSSOMANDO “Proposta di modifica della legge elettorale nazionale”
Gianna PENTENERO, Consigliera Regionale PD, “Proposta di modifica delle legge elettorale regionale”
Tina PEPE portavoce Conferenza provinciale delle Democratiche Torino, Presentazione dell’odg sulla rappresentanza femminile
· 11.45 Consegna attestati alle donne partigiane presenti e di copie della Costituzione a giovani Democratiche a cura della Consigliera Regionale Mercedes BRESSO, della Sen. Magda NEGRI e dell’On. Livia TURCO.

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Bolzano: festival delle resistenze

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

Partire dai valori di chi ha lottato contro il nazifascismo per resistere alla crisi e individuare, anche tra le difficoltà, una strada per ripartire. È questo l’obiettivo che la Provincia Autonoma di Bolzano si pone con la seconda edizione del Festival delle Resistenze contemporanee (www.festivalresistenze.it), che si svolgerà dal 25 aprile al primo maggio nel capoluogo. Incontri, spettacoli, mostre e testimonianze che richiameranno in città personaggi di rilievo nazionale, da Gherardo Colombo a Marco Paolini, da Serena Dandini a Massimiliano Fuksas. La prima edizione – nata dalla creatività e dall’impegno dei giovani che avevano preso parte al percorso di cittadinanza attiva LiberaMente – aveva visto nel 2011 la partecipazione di quasi 4mila persone ed era stata insignita della medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Per il successo ottenuto e, soprattutto, per il valore dell’iniziativa il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini ha deciso di rendere annuale l’appuntamento, proponendo quest’anno una seconda edizione. Ogni giorno il programma prevede in mattinata proposte e incontri pensati per i ragazzi e le ragazze delle scuole. Dal primo pomeriggio fino a sera inoltrata si susseguono poi appuntamenti con personaggi noti e meno noti, ognuno dei quali porterà spunti ed idee su come riuscire a vivere questo momento di crisi come un’opportunità, sviluppando una resistenza attiva, senza subire la situazione. In tutto 30 eventi, che ruoteranno attorno a piazza Matteotti, cuore del quartiere Europa-Novacella. Sette le produzioni realizzate in occasione del Festival: tre filmati, un libro, un racconto e due mostre fotografiche, che saranno presentati durante Resistenze 2012. Il programma della manifestazione sarà poi accompagnato dalle visite al bunker di piazza Matteotti, con il suo sistema di aerazione a pedali e da una rassegna di cartoni animati per i bambini. Durante i sette giorni in piazza la libreria del Festival proporrà volumi dedicati al tema generale e agli argomenti trattati negli incontri della giornata.

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Medicina: Antiaggreganti piastrinici

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2012

Roma giovedì 15 marzo 2012 ore 17.00 auditorium Istituto della I clinica medica – Policlinico Umberto I via del Policlinico 155, si terrà una conferenza dal titolo Antiaggreganti piastrinici.Coordinano l’evento Carlo Patrono dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Francesco Violi della Sapienza. I relatori della conferenza sono Stefania Basili della Sapienza parlerà della Resistenza all’aspirina rivisitata, Carlo Patrono della Cattolica del Sacro Cuore di Roma affronterà il tema degli Antagonisti del recettore piastrinico P2Y12, Bianca Rocca, ricercatrice presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, parlerà degli Antagonisti del recettore piastrinico PAR-1 e Piera Merlini del Niguarda di Milano parlerà della Farmacogenetica dell’inibizione piastrinica. (fonte:Accademia medica di Roma)

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La crisi a stretto giro di posta

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

60 Wall Street

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Non è facile per la gente, poca adusa agli intrighi di mercato con una borsa ad andamento altalenante, rendersi conto che il governo italiano ha cambiato il suo look e lo stesso abbia fatto la Spagna e la Grecia, ovvero le tre nazioni prese di mira dalla speculazione internazionale. Il timore prevalente è in effetti quello che si stia facendo di tutto per “non fare nulla o molto poco” ovvero come prima più di prima. La verità è che le scelte sono difficili per il semplice motivo che sono forti le resistenze di chi ha e non vuole dare mentre è difficile prendere da chi non ha. Il forte timore di questo governo è che per favorire gli interessi di pochi, ma agguerriti personaggi, si finisca con il provocare una reazione a catena tra coloro che si sentono spremuti oltre misura mentre ci sono fasce di ricchezza sproporzionate e che questo governo non osa intaccare. Gli italiani di certo non si sottraggono al sacrificio ma diventa oltremodo odioso sapere che esistono aree di benessere e che tali intendono restare e, possibilmente, continuare a speculare sulle miserie altrui. E queste cose le conosciamo molto bene. E’ stata l’incapacità di Berlusconi a sconfiggere siffatte “clientele corporative” e le perdite che provocava alle sue aziende ad un passo dalla bancarotta, a sancire il suo dimissionamento. Ora ci riprova Monti e il rituale sembra lo stesso. Grandi segnali, progetti ambizioni, riforme radicali, definite dalla cancelliera tedesca “impressionanti” e poi si viene a sapere, a spizzichi e bocconi, che il governo ci offrirà solo l’antipasto mentre il pasto centrale resta in grembo a Giove. Ancora una volta non si è capaci di prendere il toro per le corna e dire esplicitamente che il primo punto all’ordine del giorno è la riforma fiscale, quella stessa riforma che sei mesi fa Tremonti affermava di avere in tasca, ma forse non si era accorto di averle bucate. Una riforma fiscale che deve incoraggiare il contribuente e non vessarlo. Una riforma fiscale capace di colpire l’evasore con i riscontri incrociati. Qui parliamo di un mancato gettito che tocca un imponibile di ben 250 miliardi di euro e con entrate mancate di almeno 50 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti, secondo quanto ci informa la Corte di Conti, ben 70 miliardi di sprechi, di appalti truccati, di parcelle gonfiate e quel che ne segue. Sono soldi sufficienti per fare una grande manovra e per rimettere i conti dello Stato in ordine. Ma aggiungo di più. Noi per quanto piccoli e scarsissimi di mezzi avevamo proposto, ben 15 anni fa, attraverso i nostri centri studi, una riforma previdenziale e assistenziale che andando a regime avrebbe consentito ai giorni nostri minori spese per oltre 30 miliardi di euro. E sapete perchè non è stata presa in considerazione? Perchè avrebbe impedito che una pletora di funzionari et similia venisse esclusa dalla greppia. Ecco perchè oggi ci lascia molto scettici un governo che dice di voler operare con equità: la stadera è e resta mal tarata in uno dei suoi piatti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Batteri sempre più resistenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

Escherichia coli - Scanning Electron Microscopy

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Le resistenze multiple dei batteri agli antibiotici stanno assumendo una dimensione globale con una tendenza alla crescita, al punto che, secondo gli esperti, se non affrontate in modo adeguato rischiano di diventare la causa di pandemie. Su questo tema si stanno confrontando i ricercatori in occasione del 51mo congresso Icaac (Interscience conference on antimicrobial agents and chemotherapy) in corso a Chicago e tra i casi citati, quello dell’Escherichia coli, responsabile della morte di 51 persone in Europa quest’anno, soprattutto Germania, e che era evidentemente “super-resistente”, e del superbatterio IFN-1 (Nuovo Delhi metallo-lattasio), comparso in India l’anno scorso, definito “una minaccia persistente”. «Più del 70% dei batteri che causano infezioni sono resistenti ad almeno uno degli antibiotici usati per trattarli. Nella medicina di base è abbastanza comune che i medici incontrino infezioni da streptococco resistenti alla azitromicina» sostiene Tarayn A. Fairlie, epidemiologo dei Centers for disease control and prevention, autore di uno studio pubblicato nel numero di settembre del Morbidity and mortality weekly report che segnala, un’incoraggiante inversione di tendenza nella prescrizione di questi farmaci. I ricercatori hanno riscontrato un calo del 24% nel periodo 2007-08 rispetto al 1993-94, che ha permesso di passare da 300 cicli di antibiotici ogni mille visite a 229. Il calo, dicono gli autori, è il risultato degli sforzi delle organizzazioni che educano i medici e il pubblico all’uso appropriato.(S.Z.) Morbidity and mortality weekly report September 2, 2011 / 60(34);1153-1156 (fonte farmacista33)

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Resistenza agli antibiotici in crescita in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Ogni anno nella sola Unione Europea (UE) oltre 25.000 persone muoiono di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, la maggior parte delle quali contratte in ospedale. Nella Regione Europea dell’OMS che comprende 53 Paesi, il numero totale dei decessi è sconosciuto per mancanza di dati, ma la situazione è verosimilmente più seria.  Medici e scienziati temono che un uso imprudente degli antibiotici, con conseguente insorgenza e diffusione di malattie dovute a batteri antibiotico-resistenti, ci riconduca ad un’era “pre-antibiotica” in cui infezioni comuni possono mettere in pericolo la vita umana poiché non rispondono ai trattamenti terapeutici. Gli alimenti sono una via di trasmissione di antibiotico-resistenza agli esseri umani ben documentata. In occasione della Giornata Mondiale della Salute il 7 aprile, il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS organizza un seminario di sanità pubblica a Roma in cui presenta una nuova pubblicazione Combattere la resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare in Europaper esplorare le opportunità per prevenire e contenere l’antibiotico-resistenza nella catena alimentare. Nonostante l’uso degli antibiotici per promuovere la crescita degli animali sia bandito nella UE fin dal 2006,  in molti Paesi della Regione Europea non è ancora regolamentato. In alcuni Paesi l’uso degli antibiotici in campo veterinario è perfino più diffuso che in medicina umana. In particolare, preoccupa la resistenza agli antibiotici essenziali per la medicina umana che vengono largamente utilizzati anche in campo veterinario e negli allevamenti. Ad esempio nel 2008 nella UE la resistenza ai fluorochinolonici, una delle classi di antibiotici più importanti per trattare le malattie nell’uomo, era del 18% nei batteri agenti della salmonellosi nel pollo. L’Italia riporta livelli elevati di resistenza ad alcune classi di antibiotici come ad esempio i fluorochinolonici, potenzialmente associati al loro uso non prudente negli animali.  In Italia la percentuale di resistenza ai fluorochinolonici in Salmonella spp. nel 2008 ha raggiunto il 30% nel pollo e ancora più elevata è risultata la resistenza ai fluorochinolonici in Campylobacter jejuni.Molti Paesi europei hanno dimostrato che la resistenza agli antibiotici può essere combattuta.  Nuovi antibiotici che facciano fronte alla diffusione della resistenza in Europa sono sempre più necessari, dato che la resistenza rende le infezioni, tra cui ad esempio quelle del sangue o respiratorie, difficili da curare anche con antibiotici di ultima generazione. Poche classi di antibiotici ormai risultano efficaci nei confronti di alcuni batteri patogeni multi-resistenti, e la diffusione a livello mondiale di geni della resistenza è considerata uno scenario di estrema preoccupazione. Gli antibiotici sono una delle più importanti difese contro i batteri e l’OMS Europa lavora insieme ai Paesi membri sulla sorveglianza dell’antibiotico-resistenza, l’uso razionale degli antibiotici, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la ricerca e l’innovazione. Un nuovo piano d’azione strategico, lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Salute, verrà presentato a tutti i ministri della salute europei in occasione dell’assemblea annuale OMS che si terrà in settembre 2011.In occasione della Giornata Mondiale della Salute, oltre all’incontro di Roma sulla resistenza agli antibiotici nell’ambito della sicurezza alimentare, l’OMS organizza eventi in tutta Europa tra cui: Mosca (dedicato ai Paesi di lingua russa), Londra (sui nuovi meccanismi di resistenza antibiotica), Strasburgo (sul bisogno di affrontare la mancanza di antibiotici), Kiev (sull’urgenza di affrontare la tubercolosi antibiotico-resistente), e Copenhagen (sull’uso prudente degli antibiotici e la prevenzione delle infezioni).

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Giornata Mondiale della Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Roma, 7 aprile 2011, 10:00-13:00 (registrazione dalle ore 09:00) FAO, Sala Iran (Iran room) Seminario di sanità pubblica,  Gli antibiotici hanno rivoluzionato la cura delle malattie infettive. Tuttavia, le conseguenze del loro uso e abuso sono state lo sviluppo e la diffusione di batteri antibiotico-resistenti. La resistenza agli antibiotici è anche un problema di sicurezza alimentare. In seguito all’uso di antibiotici negli animali destinati alla produzione di alimenti, i batteri resistenti e i geni della resistenza possono trasmettersi da questi all’uomo attraverso la catena alimentare. In occasione della Giornata Mondiale della Salute 2011 dedicata a “Resistenza agli antibiotici: nessuna azione oggi, nessuna cura domani. Difendi la tua difesa”, Il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS Europa ha il piacere di invitarLa a partecipare al seminario di sanità pubblica “Combattere la resistenza agli antibiotici in una prospettiva di sicurezza alimentare”. Verrà presentata una nuova pubblicazione OMS sul tema e sarà distribuito un comunicato stampa. Ci saranno opportunità di intervista ai relatori ed esperti.

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Dal Risorgimento alla Resistenza all’oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Roma 17 marzo 2011 –  dalle ore 11.00 cimitero del Verano dalle ore 17.30 Teatro Scuola Saffi, via dei sabelli 119 Il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, nell’ambito delle numerose manifestazioni cui aderisce per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, collabora con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), sede di San Lorenzo, Roma, per l’evento Viva l’Italia che s’è desta. Dal Risorgimento alla Resistenza all’oggi, organizzato in ricordo di Goffredo Mameli. Per l’occasione la Cineteca Nazionale mette a disposizione un montaggio di brani da Cavalcata d’eroi di Mario Costa (1949) e Camicie Rosse di Goffredo Alessandrini e Francesco Rosi (1952). Il montaggio – presentato da Mario Musumeci, responsabile dell’ufficio Studi e metodologie del restauro della Cineteca Nazionale – unisce brani relativi all’episodio storico della Repubblica Romana, dal primo film, e all’episodio della fuga di Garibaldi, dal secondo. La giornata di Viva l’Italia che s’è desta, si articola con eventi in mattinata presso il Monumento funebre a Mameli, al Verano, e in un pomeriggio presso il Teatro Scuola Saffi di San Lorenzo, e vede in programma interventi di Dario Marcucci presidente Municipio Roma III, Giorgio Bisegna, presidente ANPI San Lorenzo, Maria Mantello Presidente della Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Franca Raponi presidente sez. ANPI “Agostino Raponi” e di Stefano Valentini Pres. Sez. ANPI sez. ISS “Ugo Forno”, una lectio magistralis del prof. Giuseppe Vacca, storico, presidente Istituto Gramsci, su “Gramsci e il problema storico della nazione italiana”, testimonianze di Giovanna Marturano e Rosario Bentivegna, partigiani medaglia al valore, e letture e canti su Risorgimento e Resistenza interpretate da Paolo De Giorgio, Sara Modigliani, Francesco Venditti. L’evento è accessibile alle persone sorde grazie al servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana garantito dall’Accademia Europea Sordi-Scuola interpreti e alla sottotitolazione del filmato in programma realizzata dalla Mediateca dell’Istituto Statale per Sordi di Roma. (camicie rosse)

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Appunti di un venditore di donne

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Roma 30 novembre, 0re 18.00 via Appia 427 la Feltrinelli librerie Franco Di Mare presenta Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti Sarà presente l’autore. 1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello hanno fatto salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano anzi i locali in cui la società opulenta, quella che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza.  È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret − dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana − che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi.
Con Appunti di un venditore di donne, Giorgio Faletti sorprende ancora una volta il suo pubblico, «lascia» l’America e ci regala un romanzo fosco, notturno, in cui la suspense corre sul filo di uno dei momenti più drammatici e internazionalmente noti del dopoguerra italiano. La ricostruzione della Milano tardi anni Settanta e del suo oscillare tra fermenti culturali e bassezze morali è di un realismo eccezionale, fatta, si può dire, dall’interno, essendo stato l’autore uno dei più importanti artisti affermatisi sui palcoscenici dei teatri meneghini proprio in quel periodo. Un noir straordinario che dimostra, ancora una volta, il talento in continua evoluzione di uno degli scrittori più venduti nel mondo.

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Aldo Cazzullo: “Viva l’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Cherasco 14 novembre 2010, ore 21 – Sala del Consiglio comunale  (via Vittorio Emanuele 79), l’Associazione culturale People presenta il libro “Viva l’Italia” del giornalista Aldo Cazzullo. A dialogare con lui Rodolfo Aschiero, segretario generale FLC Piemonte; letture a cura di Irene Bottero. Ingresso libero. “Viva l’Italia” è un libro di storia e, insieme, politico: il racconto -privo di retorica e ricco di tanti dettagli curiosi- dell’idea di patria, dei protagonisti del Risorgimento e della Resistenza, dei combattenti che sono morti gridando “Viva l’Italia”; con un capitolo sulla Grande Guerra – Ungaretti in uniforme, Gadda indignato da “La grande guerra” di Monicelli, che considera antipatriottico- e un capitolo sui caduti dell’Iraq e dell’ Afghanistan. Come la Resistenza, anche il Risorgimento, a 150 anni dall’Unità d’Italia, è negato. Dalla sinistra, che con il Risorgimento è sempre stata critica, dalla Lega e dalla destra di Berlusconi. Ma oggi è in dubbio perfino la sopravvivenza stessa della nazione, stemperata nell’Europa e nel mondo globale, frammentata dai particolarismi, dai campanili. Accanto al racconto, una forte tesi politica in difesa dell’Unità nazionale e di un dato storico: in epoche diverse gli italiani hanno dimostrato di saper combattere per un’idea di Italia che non fosse solo quella del Belpaese e del “tengo famiglia”.
Aldo Cazzullo Nato ad Alba nel 1966, dopo quindici anni a “La Stampa” Aldo Cazzullo è ora inviato del Corriere della Sera. Si occupa di politica interna ed estera, di cultura e di società. Tra i suoi libri: “I ragazzi di via Po” (Mondadori 1997), “I ragazzi che volevano fare la rivoluzione” (Mondadori 1998), “Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco” scritto con Edgardo Sogno (Mondadori 2000), “I torinesi” (Laterza, 2002), “Il caso Sofri” (Mondadori 2004) e “Il mistero di Torino” scritto con Vittorio Messori (Mondadori 2004), “Outlet Italia” (Mondadori, 2008) e “L’Italia de’ noantri” (Mondadori, 2009).

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