Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘respiratorie’

Over 60 e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo. È quanto emerge dall’indagine “IO RESPIRO”, condotta dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani e il Centro Studi SIP sottoponendo a spirometria 10.128 ultrasessantenni dei quali 6.166 privi di precedente diagnosi di malattia respiratoria. Si tratta della più numerosa analisi spirometrica condotta su un campione di anziani (oltre i 60 anni), comprensivo della realtà nazionale italiana.913 persone (14,9%) e 775 (12,7%) hanno mostrato un quadro ostruttivo, rispettivamente applicando il criterio del rapporto fisso FEV1/FVC e il Limite Inferiore di Normalità (LLN). Con il primo dei due criteri le forme moderate e gravi di ostruzione hanno rappresentato il 40,2%, mentre con il secondo il 47,4%. Dalle persone con ostruzione (criterio LLN) è stata riferita una ridotta attività fisica (14,5%) e una qualità di vita molto (16,2%) o del tutto limitata (26,3%).Le spirometrie sono state effettuate nell’ambito della grande campagna informativa “IO RESPIRO”, condotta nei Centri Sociali per Anziani di tutta Italia con 223 conferenze divulgative sulle problematiche respiratorie dell’anziano, alle quali hanno partecipato oltre 15mila senior, e nelle quali venivano anche proposti esami spirometrici gratuiti. Le spirometrie, condotte da gennaio a ottobre 2019 in tutta l’Italia, hanno consentito di individuare in un’ampia casistica di soggetti anziani la prevalenza di patologie respiratorie misconosciute attraverso l’esecuzione di una spirometria semplice e la somministrazione di questionari specificamente disegnati.I dati di “IO RESPIRO”, pubblicati nella rivista “Multidisciplinary Respiratory Medicine”[1], «confermano la possibilità di praticare informazione sanitaria e semplici esami funzionali diagnostici in accordo con la strategia definita dal Piano Nazionale della Prevenzione. Questi dati – si legge nell’articolo – che si riferiscono a una casistica molto ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale confermano anche in Italia la preoccupante sottodiagnosi di BPCO e la necessità e l’opportunità di una sua diagnosi precoce volta a impedire che la patologia – non trattata adeguatamente – evolva verso forme moderate o gravi che impattano sulla qualità di vita e l’autonomia della persona.»Le 223 conferenze, incentrate sulla sintomatologia clinica della BPCO e sui fattori di rischio di questa patologia, sono state tenute da un gruppo selezionato di 170 specialisti pneumologi esperti presso i Centri Anziani distribuiti omogeneamente su tutto il territorio nazionale e aderenti a Senior Italia FederAnziani. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario contenente informazioni su stili di vita, anamnesi fisiologica e patologica, in relazione a sintomatologia e malattie respiratorie pregresse e/o in atto. L’obiettivo era valutare, oltre ai fattori di rischio (fumo, esposizione a contaminanti ambientali e occupazionali), all’attività fisica svolta e alla qualità della vita, i sintomi respiratori, le comorbilità, la possibilità di accesso alla medicina generale, a quella specialistica e al pronto soccorso, nonché a segnalare la presenza di una malattia respiratoria nota. Un campione complessivo di 10.128 soggetti ha spontaneamente aderito allo screening spirometrico e ha sottoscritto il consenso informato (campione valido della revisione: 7.501 soggetti). Il campione (6.116 persone prive di precedente diagnosi di malattia respiratoria) ha visto una prevalenza di popolazione del Sud-Italia (45,2%), seguita dal Centro (33,9%) e dal Nord-Italia (20,8%) e una maggiore presenza del sesso femminile (59,8%). Come previsto, le co-patologie più prevalenti sono state l’ipertensione arteriosa (in più della metà del campione), poi, in percentuali decrescenti, le cardiovasculopatie, il diabete e le neoplasie. Una percentuale del 14,9% e del 12,7% della popolazione inclusa nella ricerca è affetta da ostruzione delle vie aeree (valutata rispettivamente con il criterio del rapporto fisso e del limite inferiore di normalità) ma non è a conoscenza di questa condizione patologica. Abbiamo verificato che la prevalenza di ostruzione –come in tutti gli analoghi studi eseguiti finora – è praticamente doppia nel sesso maschile (19,7% rispetto al 11,7% e 18,3% rispetto a 8,9% utilizzando rapporto fisso e LLN rispettivamente). Ancora in analogia con altri studi abbiamo verificato che la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età (dal 7,9% nel gruppo 64-69 anni al 27,1% nel gruppo sopra gli 85). L’indice di massa corporea [che vede sovrappeso quasi metà del campione (45,7%)] non sembra influenzare la presenza di ostruzione. La “restrizione” (come sopra definita) è più frequente ai due estremi della scala cioè sia nei sottopeso (21,6%) che nei sovrappeso (34,1%). Ancora abbiamo verificato che la presenza di ostruzione si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. In conclusione, riteniamo che il dato più importante che emerge dalla nostra ricerca sia che una persona su sette – il 14,9% (12,7% se si valuta la ostruzione con il LLN) tra coloro che hanno aderito alla ricerca e che non riferiscono una precedente diagnosi di malattia respiratoria – presenta un quadro funzionale ostruttivo. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave (47,4% se si adotta il criterio più conservativo di ostruzione e 40,2% con il rapporto fisso FEV1/FVC < 70%). Se si tiene conto del fatto che il 20% di coloro che riferivano sintomi respiratori sono affetti da ostruzione, l’insieme dei dati, decisamente importante, conferma non solo la necessità e l’opportunità ma anche la possibilità di una diagnosi precoce della BPCO con la metodologia suggerita dal PNC. Considerato che oltre il 70% dei partecipanti riferisce di eseguire periodici controlli presso il proprio MMG, i punti di partenza dovrebbero essere l’aumentata sensibilità sia della persona alla sintomatologia sia dei MMG alla possibile esistenza di una BPCO nei propri assistiti. Le statistiche nazionali collocano la BPCO a una prevalenza del 2,83% sulla popolazione generale. Peraltro si ritiene, in coerenza con studi eseguiti in altri Paesi, che la percentuale sia più elevata, in particolare negli anziani sopra i 65 anni».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Mascherine sicure anche per chi soffre di allergie respiratorie

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Il 4 maggio si avvicina e con la parziale riapertura prevista dopo oltre 2 mesi di quarantena, gli italiani potranno cominciare ad uscire. Li aspetta però l’obbligo di indossare le mascherine (DPI) nei luoghi chiusi, sui mezzi di trasposto ed in generale in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente la distanza di sicurezza prevista per il distanziamento sociale.
Per le persone che soffrono di allergie respiratorie, questa tanto attesa boccata d’aria, cade proprio nella stagione dei pollini e del “respiro corto” e sta generando ansia proprio per la necessita di adottare le DPI. D’altronde per chi respirare è di per sé già un problema, come può non destare preoccupazione dover anche aggiungere una mascherina che ostruisce le alte vie respiratorie e quindi il naso e la bocca?Secondo tutte le evidenze disponibili indossare la mascherina non comporta nessun rischio aggiuntivo di aumentare le difficoltà respiratorie nelle persone con allergie respiratorie.E’ assolutamente raccomandato sia per i bambini e che per gli adulti allergici e/o asmatici in terapia di mantenimento per allergie (ad es. antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) il rispetto e l’assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento. Le terapie non vanno interrotte a causa dei timori di COVID-19.La mascherina può effettivamente provocare una sensazione psicologica di “fatica a respirare”, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente.
Il paziente asmatico e allergico non necessita di mascherine particolari (FP2, FP3); può utilizzare una normale mascherina chirurgica certificata.
Per quanto riguarda i pazienti allergici che intendono uscire, non vi è alcuna particolare raccomandazione, a meno che la situazione respiratoria non peggiori drasticamente uscendo all’aperto. In tal caso il suggerimento è quello di restare presso il proprio domicilio, limitando le uscite al minimo.
Si ricorda, in conclusione, che gli studi clinici finora analizzati, hanno confermato che le allergie e l’asma allergico lieve, non sono da considerarsi come un fattore di rischio significativo per l’infezione da Covid-19. Testo redatto a cura di: Dott Riccardo Asero, Presidente AAIITO

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie respiratorie e Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

In questo momento così delicato è importante che tutti i pazienti possano ricevere delle indicazioni corrette e chiare, soprattutto per quanti affetti da malattie respiratorie (asma bronchiale e altre patologie immunoallergiche) o allergiche (in previsione anche della stagione dei pollini). Sebbene al momento non ci siano ancora dati definitivi, i pazienti affetti da asma bronchiale, soprattutto se questo è ben controllato, non hanno un rischio maggiore rispetto ai non asmatici. Infatti un recente lavoro pubblicato in Cina in una coorte di pazienti di Wuhan non ha evidenziato i disturbi respiratori come principali fattori di rischio a differenza del diabete e dell’ipertensione.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vademecum Covid-19 e allergie respiratorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Secondo le linee guida internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’infezione da Coronavirus si manifesta principalmente con 3 sintomi: Febbre, Tosse, Mancanza di respiro (Dispnea).
La malattia allergica respiratoria non è caratterizzata da febbre.  La malattia allergica respiratoria presenta nella quasi totalità dei casi: raffreddore (prurito alle mucose nasali, naso che cola, starnutazione, ostruzione nasale) e congiuntivite (prurito agli occhi, occhi rossi, lacrimazione).
Questi sintomi sono, a quanto noto, praticamente assenti nell’infezione da Coronavirus.
Il paziente con asma bronchiale allergico e non-allergico può presentare tosse e dispnea (quasi sempre associati a sintomi nasali e oculari), ma questi si risolvono rapidamente con la terapia antiasmatica broncodilatatrice e anti-infiammatoria.
Non vi è alcuna evidenza che lo stato allergico (rinite e/o asma) rappresenti un fattore di rischio per una evoluzione più severa di una eventuale concomitante infezione da Coronavirus. La raccomandazione per tutti i pazienti allergici è quella di continuare ad assumere la terapia per la rinite e/o l’asma, senza interromperla.In questo particolare periodo, tenere sotto controllo la propria allergia può contribuire a limitare il contagio sia per gli altri, riducendo la starnutazione e la tosse, sia per sé stessi, diminuendo il rischio che il prurito induca a toccarsi gli occhi ed il naso.Testo redatto a cura di:Dr Riccardo Asero, Presidente AAIITO, Dr Lorenzo Cecchi, Presidente Eletto AAIITO. Dr Antonino Musarra, Past President AAIITO

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Le malattie respiratorie infantili impattano sempre più il nostro sistema sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Lo scorso anno hanno causato oltre 111mila ricoveri ospedalieri, pari al 14% di tutte le degenze registrate tra gli under 14 residenti nella Penisola. Non solo. Sempre nel 2018 un bambino su cinque ha assunto, almeno una volta, un farmaco per curare disturbi e patologie come asma, polmonite, bronchiolite, riniti allergiche o pertosse. Da questi numeri nasce la necessità di migliorare la formazione e la cooperazione tra tutti i pediatri, sia ospedalieri che territoriali, sulla gestione di queste malattie. È quanto emerge dalla prima giornata del 23° congresso nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI). Da oggi fino a sabato, oltre 500 medici italiani e stranieri si riuniscono a Bari per fare il punto su un sempre maggiore problema di salute pubblica. “Ben il 26% di tutti i medicinali prescritti a bambini e adolescenti sono per la cura delle malattie respiratorie – afferma il prof. Giorgio Piacentini, Presidente Nazionale della SIMRI -. Negli ultimi anni la ricerca medica ha consentito la messa a punto di trattamenti estremamente efficaci in grado di controllare anche le patologie più gravi. Uno dei nostri principali obiettivi deve essere quindi favorire il più possibile l’appropriatezza prescrittiva e questo può avvenire anche grazie ad una maggiore collaborazione tra lo specialista ospedaliero e il pediatra di famiglia. Le scelte terapeutiche devono essere più possibile condivise, tra i diversi livelli di specialistica, soprattutto quando il paziente necessita un continuo aumento della cura per mantenere sotto controllo la patologia. Si tratta di una condizione molto frequente e che se non viene correttamente gestita può determinare riacutizzazioni della malattia e ricoveri in strutture sanitarie specializzate”. “La cooperazione con il sistema delle cure primarie deve essere potenziata anche per l’assistenza ai pazienti colpiti da patologie potenzialmente letali – aggiunge il prof. Fabio Cardinale, Coordinatore scientifico del Congresso e Direttore della UOC di Pediatria, Pneumologia Pediatrica e PS dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari -. L’asma grave può colpire fino al 5% del totale dei casi riscontrati tra i giovanissimi. Grazie ai farmaci biologici, recentemente introdotti, possiamo garantire una buona aspettativa e qualità di vita. Sono terapie estremamente innovative e mirate che vanno a contrastare solo alcuni dei meccanismi all’origine della patologia”.Per il quinto anno di fila la SIMRI, in occasione del suo congresso nazionale, promuove il progetto “Dai un calcio al fumo”. Sabato a Bari si terrà un evento pubblico che vedrà la partecipazione di oltre 100 studenti e insegnanti degli Istituti Perone-Levi, Borsellino-Falcone e Umberto I San Nicola. Gli alunni presenteranno i loro elaborati (disegni e filmati) realizzati, nel corso dell’anno scolastico, contro il tabagismo giovanile. A seguire potranno prendere letteralmente a “calci il fumo” abbattendo dei birilli a forma di sigarette, sistemati come barriera su mini aree di rigore. Inoltre per tutta la durata dell’evento di Bari è presente e attivo uno spazio educativo e informativo dedicato a bambini ed adolescenti. “La lotta alle malattie respiratorie deve cominciare contrastando un vizio molto pericoloso e ancora troppo diffuso – sottolinea la prof.ssa Elisabetta Bignamini, Vice Presidente della SIMRI -. L’11% degli adolescenti del nostro Paese fuma regolarmente e di questi ben la metà ha iniziato prima dei 14 anni. La prevenzione dei danni del tabacco deve quindi partire dall’ambiente scolastico attraverso attività di sensibilizzazione che coinvolgano gli studenti e anche le loro famiglie e insegnanti. Come medici specialisti siamo profondamente convinti che l’educazione a stili di vita corretti debba trovare maggiore spazio all’interno della scuola italiana. Per questo ogni anno, nella città che ospita il nostro più importante appuntamento scientifico nazionale, promuoviamo un’iniziativa che ha ottenuto risultati molto interessanti. Dai un calcio al fumo può rappresentare un progetto virtuoso da estendere ad altre città della Penisola”.Infine al congresso SIMRI di Bari ampio spazio è dedicato ad un tema di grande attualità scientifica ma anche sociale e politica: l’ambiente. “È dimostrato da numerosi studi scientifici come l’inquinamento sia determinante nell’aumentare l’incidenza di diverse patologie respiratorie – conclude il prof. Piacentini -. Si calcola che il 38% dei casi d’asma infantile potrebbe essere prevenuto attraverso una riduzione degli agenti inquinanti che respiriamo. Anche la qualità dell’aria degli ambienti indoor è estremamente importante e può influire, fin dai primissimi anni di vita, sull’insorgenza di infezioni respiratorie acute o allergie. Gli inquinanti sono molto pericolosi anche perché vanno ad agire sui meccanismi epigenetici della malattia e influenzano negativamente il genoma umano. Bisogna quindi tenere alta l’attenzione della comunità scientifica, dell’opinione pubblica e delle istituzioni (nazionali e internazionali) su un aspetto della pediatria che sarà sempre più importante nei prossimi anni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie respiratorie infantili

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Sono le patologie più comuni del bambino- dichiara il professor Diego Peroni, direttore dell’Unità operativa di Pediatria dell’Aoup: da settembre rappresenta per i pediatri l’inizio della vera “stagione calda”, dal momento che, a causa delle mutate condizioni climatiche e della riapertura di asili e scuole, i bambini riprendono ad ammalarsi, andando incontro soprattutto ad infezioni a carico dell’apparato respiratorio. Inoltre, gli stili di vita odierni, la peggiorata qualità dell’aria per il crescente traffico veicolare, l’inquinamento industriale e l’esposizione al fumo di sigaretta, hanno provocato un incremento delle malattie respiratorie acute e croniche anche in età pediatrica. La Pneumologia pediatrica è, dunque – prosegue il professor Peroni – una branca fondamentale della Pediatria. In Aoup, sin dalla fondazione della SIMRI, i pediatri portano avanti l’attività della Scuola pisana di broncopneumologia pediatrica, nata più di 40 anni fa grazie all’attività del compianto professor Giuliano Baldini (già segretario del Gruppo di studio di Broncopneumologia pediatrica della Società Italiana di Pediatria e successivamente tra i soci fondatori). A Pisa è presente inoltre una crescente e apprezzata attività di ricerca e di assistenza clinica relativa alla diagnosi e al trattamento di tutta la patologia respiratoria in età pediatrica: in particolare per la Discinesia ciliare primaria, malattia rara per la quale la Pediatria pisana è diventata oggi un punto di riferimento nazionale, grazie anche all’attività del dottor Massimo Pifferi, entrando anche a far parte della rete europea per le malattie respiratorie rare (ERN – Lung). Tutto ciò – prosegue il professor Peroni – è stato reso possibile anche dalla disponibilità di un laboratorio di fisiopatologia respiratoria che, nel tempo, è stato dotato di strumentazione all’avanguardia per la valutazione della funzione respiratoria nel bambino a 360 gradi. A questo proposito, grazie anche al sostegno dell’Associazione Grande Giò, l’Unità operativa di Pediatria dell’Aoup si è recentemente dotata di nuovi strumenti in grado di permettere la valutazione della funzionalità respiratoria sin dai primissimi anni di vita. In occasione di questo congresso – conclude Peroni- tutto lo staff della Pediatria e in particolare la dottoressa Maria Elisa Di Cicco ha partecipato, sia con i medici strutturati sia con gli specializzandi, alla campagna educazionale “Dai un calcio al fumo”, realizzando, in collaborazione con la dirigente scolastica e le insegnanti, incontri nelle classi dell’Istituto comprensivo Fibonacci oltreché presso la scuola calcio Pisa Ovest, per illustrare ai ragazzi i rischi legati al vizio del fumo e a stili di vita scorretti.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Roma 25 maggio 2018, ore 14.00 Area di Cardiologia e Cardiochirurgia – Policlinico Umberto I – Viale del Policlinico 155 sarà inaugurata, presso la Sala Convegni “Pietro Valdoni” del Policlinico Umberto I, la XV Giornata nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie”; la manifestazione è promossa da Carlo Gaudio – Direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari, respiratorie, nefrologiche, anestesiologiche e geriatriche della Sapienza di Roma – con il patrocinio del Comune di Roma e dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.
Sono previsti gli interventi di Mons. Andrea Manto, Direttore del Centro per la Pastorale familiare del Vicariato di Roma, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato, del Sindaco di Roma Virginia Raggi, del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli. Faranno gli onori di casa il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio e il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Vincenzo Panella.
Per l’occasione sarà inaugurato il nuovo sistema di trasmissione ad alta definizione degli interventi in diretta e in streaming dalle sale di Cardiologia interventistica e di Cardiochirurgia del Dipartimento Cuore e grossi vasi. Sarà eseguito e proiettato in Sala Valdoni un intervento di angioplastica coronarica, cui assisteranno – oltre ai medici e agli specializzandi – anche gli studenti di una scuola superiore, nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro.La XV Giornata Nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie ospiterà anche il tradizionale convegno promosso da Carlo Gaudio, di formazione medica continua accreditato presso il Ministero della Salute con 14 ecm, rivolto a 200 medici del territorio, studenti, specializzandi e dottorandi di tutta Italia.Uno spazio centrale del corso sarà dedicato alla prevenzione cardiovascolare a costo zero, attuabile tramite i cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita, che saranno illustrati nella prima sessione del Congresso da Carlo Gaudio e dall’alimentarista, Giorgio Calabrese.
Nel secondo giorno saranno trattate le tematiche relative alle terapie farmacologiche più attuali e alle ultime, sofisticate metodiche diagnostiche per immagini e tecniche chirurgiche, con la presenza dei nomi più prestigiosi della Cardiochirurgia e della Cardiologia interventistica nazionale e internazionale, come il professor Carlo Di Mario. Verranno trattati, infine, i nuovi percorsi terapeutici nelle patologie bronco-polmonari e nelle infezioni respiratorie.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Infezioni respiratorie infantili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

ospedale bambin gesùCon l’arrivo del primo freddo aumenta il numero delle infezioni respiratorie infantili. Si calcola che ogni anno circa il 30% dei bambini italiani, in età pre-scolare, siano colpiti da polmoniti, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. La più grave è la bronchiolite di origine virale che attacca le piccole vie aeree fino ad ostruirle. E’ la principale causa di ricovero in ospedale per i neonati nel primo anno di vita. Le conseguenze della malattia sono diverse e si va dal semplice raffreddore fino a serie complicanze che possono portare anche al ricovero in terapia intensiva. Per questo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), in occasione del suo 21° congresso nazionale che si conclude domani a Napoli, ha deciso di fornire ai genitori un decalogo della prevenzione.
Ecco le regole dei pneumologi pediatri per evitare le infezioni respiratorie autunnali-invernali:
1. Lavarsi sempre bene le mani prima di toccare un bimbo: questo vale soprattutto per i fratellini perché, nella maggioranza dei casi, sono loro a trasmettere i virus e altri agenti patogeni
2. Se il bimbo ha meno di sei mesi non lasciarlo mai nella stessa stanza con chi soffre di raffreddore o influenza
3. Evitare il più possibile che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (per esempio cucchiai, tazze, cuscini o coperte)
4. Utilizzare preferibilmente fazzolettini monouso: devono sempre essere buttati nella spazzatura
5. Non fumare in casa e più in generale evitare che l’esposizione dei giovanissimi al fumo passivo
6. Non portare il neonato in strade molto trafficate. Se si abita vicino a zone ad alta densità di traffico è preferibile arieggiare la casa nelle ore non di punta
7. Mantenere una buona igiene domestica senza però utilizzare eccessivamente spray o deodoranti. Aumentano il rischio di inquinamento in door
8. Vaccinare sempre il neonato: grazie all’antinfluenzale è possibile ridurre il rischio d’infezioni
9. Rivolgersi tempestivamente ad un pediatra: se i sintomi persistono è meglio non perdere tempo
10. Seguire sempre e solo i consigli del proprio medico, no ai rimedi “fai da te” “Come per le altre infezioni anche la broncolite è nell’80% dei casi di origine virale – afferma il prof. Renato Cutrera, Presidente Nazionale SIMRI e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma -. Esistono alcuni bambini che sono particolarmente a rischio di svilupparne una forma grave. I più esposti sono i bimbi nati prematuramente, gli immunodepressi, quelli afflitti da malformazioni polmonari o da patologie neuromuscolari che necessitano di ossigenoterapia e i neonati con sindrome di down. Per questi pazienti esiste una profilassi con un anticorpo monoclonale che si è dimostrata particolarmente efficace nel prevenire la patologia. Viene somministrata per via intramuscolare una volta al mese nel periodo più freddo dell’anno, di solito tra novembre e marzo”. Recentemente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deliberato chi può accedere alla cura ma non ha incluso tutti i bimbi. “Per esempio sono stati momentaneamente esentati quelli afflitti da malattie polmonari – aggiunge il prof. Giorgio Piacentini Presidente Eletto SIMRI e Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona-. La SIMRI sta perciò cercando di ottenere un incontro con l’Agenzia per sollecitare le istituzioni sanitarie ad aumentare la platea dei beneficiari della terapia. La stagione fredda è ormai alle porte e quindi non c’è più tempo da perdere”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Allergie respiratorie in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

allergic reactionsLe allergie, sia respiratorie che alimentari, colpiscono in Italia 15 milioni di persone. Un numero importante, ma destinato a crescere, si stima, infatti, che nel 2025 ben il 50% della popolazione italiana diventerà allergica. Eccesiva igienizzazione del nostro stile di vita, inquinamento, ritardo diagnostico ma anche un costante banalizzazione dei sintomi, sono tra le principali cause di questo aumento che si prevede costante nel tempo. Di questo e di molto altro si parlerà nel prossimo Congresso Nazionale di AAITO – Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri – in programma a Bergamo dal 22 al 24 ottobre p.v. “Nonostante le allergie siano un argomento sempre più di attualità, c’è molta confusione, il che aggrava spesso i costi socio economici di queste patologie. – afferma la Dottoressa Maria Beatrice Bilò, Presidente AAITO – Il continuo peregrinare dei pazienti tra vari specialisti e figure non mediche con conseguente ritardo della diagnosi, la mancata appropriatezza prescrittiva e l’inevitabile peggioramento della qualità della vita del paziente sono solo alcune delle conseguenze di questa confusione e banalizzazione, in un momento in cui è forte la richiesta di uno sforzo generale per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”.Allergie e intolleranze alimentari sono patologie diverse. I dati epidemiologici ci dicono che c’è una discrepanza tra la percezione che hanno i pazienti di soffrire di allergia alimentare e la reale prevalenza della patologia (che interessa circa il 2-4 % della popolazione adulta) quando viene eseguita una diagnosi corretta con utilizzo di metodiche validate scientificamente. “Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica, il cui esempio più classico è rappresentato dalla intolleranza al lattosio – continua Bilò – Invece le allergie implicano l’intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici detti immunoglobuline di tipo IgE e possono provocare sintomi che vanno dall’orticaria generalizzata alla difficoltà respiratoria grave, fino nei casi più gravi allo shock anafilattico”. Le manifestazioni cliniche, i percorsi diagnostici ma soprattutto le terapie sono differenti. Comprendere la differenza e rivolgersi a uno specialista è quindi fondamentale.
Attenzione ai test. Per quanto riguarda le diagnosi delle allergie alimentari, molto spesso è lo stesso paziente che banalizza la propria sintomatologia e/o si avvale di test diagnostici non attendibili, come quello del capello, la biorisonanza, l’iridologia, il test da sforzo muscolare (Dria) durante somministrazione di allergene. L’utilizzo indiscriminato di queste metodiche diagnostiche può portare non solo ad un danno economico per i pazienti ma anche a gravi ripercussioni sulla loro salute perché inducono i pazienti ad eseguire troppo spesso diete ristrette in grado di determinare carenze nutrizionali e disturbi del comportamento alimentare.
Alcuni highlights dal programma del Congresso Nazionale di AAITO. La tre giorni congressuale, come accennato, toccherà molti temi di grande rilevanza scientifica e sociale, tra i quali si segnala in particolare la tavola rotonda inaugurale, organizzata in collaborazione con FederAsma e Allergie Onlus Fondazione Italiana Pazienti e Food Allergy Italia, nella quale si farà il punto sulla gestione dell’anafilassi nei luoghi pubblici e nelle scuole. Relazioni di grande interesse, presenteranno la situazione su “nuovi allergeni alimentari”, sui possibili interventi tecnologici per limitare l’allergenicità degli alimenti ed ancora le influenze ambientali sugli allergeni respiratori ed alimentari.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2013

The New England Journal of Medicine

The New England Journal of Medicine (Photo credit: Wikipedia)

Promuovere un confronto e un dibattito con i pazienti, la comunità medico-scientifica, gli operatori sanitari e le Istituzioni, finalizzato all’ottimizzazione dei percorsi di diagnosi e terapia delle malattie respiratorie e in particolare della BPCO – Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, per trovare le strategie più idonee a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, riducendo anche l’impatto socio-economico. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’VIII^ Conferenza Nazionale BPCO dal titolo “Affrontare insieme le sfide per essere più forti”, tenutasi oggi a Roma, in occasione della XII^ Giornata Mondiale BPCO, organizzata dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, grazie al sostegno di Boehringer Ingelheim Italia e Pfizer.La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una delle principali cause di mortalità e invalidità nel mondo con significative ripercussioni fisiche ed emotive per chi ne soffre. I suoi sintomi comprendono tosse, escreato e dispnea sotto sforzo. Con il progredire della malattia, la funzionalità respiratoria diminuisce e lo svolgimento di attività fisiche può subire conseguenti gravi limitazioni, che impediscono ai pazienti di condurre una vita piena, lo svolgimento delle attività quotidiane e la partecipazione alle normali attività familiari e sociali.Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono 65 milioni di persone che convivono con la BPCO, ed è probabile che questo dato sia sottostimato, in quanto la patologia, spesso, non è riconosciuta come tale e quindi non diagnosticata.“Per la BPCO, da un lato è importante sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle sofferenze dei pazienti e dei loro familiari, perché ottengano il giusto riconoscimento e ricevano una maggiore solidarietà sociale – ha dichiarato Francesco Tempesta, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus – dall’altro, è essenziale proporre nuovi schemi di gestione della malattia al fine di garantire la continuità assistenziale, mettendo al centro della cura il paziente e integrando le competenze tra medicina di base e specialistica. E’, tuttavia, fondamentale che in questo percorso tutte le parti interessate siano unite e collaborino per far sì che il paziente possa vivere meglio la propria condizione”.Da qui l’iniziativa, nel corso della conferenza, di proporre un Audit per far emergere e portare alla luce le principali criticità che si trovano ad affrontare quotidianamente i pazienti con BPCO, per trovare insieme una soluzione.“Tra le più importanti – prosegue Rosanna Franchi, Segretario dell’Associazione – vorrei ricordare il mancato riconoscimento della BPCO come malattia cronica ed invalidante. Durante il convegno, infatti, è stata organizzata una raccolta di firme, che verranno inoltrate al Ministro della Salute insieme a una lettera formale dove si richiede il riconoscimento, anche ai pazienti con BPCO, del diritto all’esenzione dei costi delle prestazioni sanitarie. Altro problema sono le liste d’attesa per poter effettuare esami diagnostici o interventi chirurgici, che rallenta la frequenza dei controlli e causa un allungamento dei tempi di diagnosi e inizio della terapia”.Nel nostro Paese, inoltre, esistono evidenti disomogeneità a livello regionale per quanto riguarda la continuità assistenziale, come interventi di riabilitazione e assistenza domiciliare.“Non dimentichiamo, poi, che chi soffre di BPCO, può sviluppare timori, ansia, frustrazione, senso di isolamento e depressione – aggiunge Fausta Franchi, Vicepresidente della Onlus – per questo noi stimoliamo i pazienti ad uscire di casa, a muoversi e non restare soli. Ma ciò diventa difficile per chi, ad esempio, deve ricorrere a una ossigenoterapia continuativa, in quanto non esiste la possibilità (neppure in grandi città come Roma) di ricaricare le bombole portatili (chiamate stroller), che hanno un’autonomia di poche ore e che sono caratterizzate da attacchi non omologati tra lo stroller e la bombola. Allo stesso tempo è assai complicato muoversi con mezzi di trasporto come treni o aerei”.Un’ulteriore problematica della BPCO è rappresentata dalle comorbilità, ossia dall’associazione con altre condizioni patologiche croniche, soprattutto di tipo cardiovascolare e metabolico.“Da uno studio pubblicato di recente sulla rivista Multidisciplinary Respiratory Medicine – afferma il Professor Claudio Sanguinetti, già Direttore dell’Unità Complessa di Pneumologia del San Filippo Neri di Roma e membro dell’esecutivo di AIMAR (Associazione scientifica Interdisciplinare per lo studio delle malattie respiratorie) – sull’incidenza delle comorbilità nella BPCO nell’ambito di alcuni Ospedali romani, si è visto che in oltre il 90% dei pazienti esiste sempre un’altra patologia associata, prevalentemente nell’ambito cardiovascolare (aritmie, ipertensione, cardiopatia ischemica) o metabolico (diabete di tipo II o obesità), oltre ad alterazioni muscolo-scheletriche (osteoporosi). In questo contesto il tema della sicurezza dei farmaci ha un ruolo fondamentale e a questo proposito una parola importante arriva da TiospirTM, uno studio pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine sul tiotropio bromuro, il capostipite dei broncodilatatori anticolinergici a lunga durata di azione, condotto su oltre 17000 pazienti, anche cardiopatici – continua Sanguinetti – che ne ha confermato il positivo profilo di efficacia e sicurezza”. E’ assai importante che la BPCO sia gestita in modo multidisciplinare, creando una stretta relazione tra pneumologo, cardiologo, diabetologo, oltre a un supporto psicologico, in quanto si è visto che un’alta percentuale di pazienti manifesta anche sindromi depressive.Per migliorare la qualità vita di chi soffre di BPCO è importante che la diagnosi e l’intervento con farmaci adeguati siano precoci. Per questo diventa fondamentale attivare un processo costante di informazione nei confronti dei pazienti, affinchè prendano consapevolezza della propria malattia e delle cause, modificando anche il proprio stile di vita, come l’eliminazione di una delle principali cause, quali il fumo. I pazienti con BPCO possono trarre beneficio, inoltre, da programmi di allenamento all’esercizio fisico.Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici, devono essere prescritti in base alle necessità del singolo paziente. Tra questi ricordiamo broncodilatatori, corticosteroidi inalatori o inibitori della fosfodiesterasi 4. La terapia di gestione con broncodilatatori a lunga durata d’azione, farmaci in grado anche di ridurre il rischio delle riacutizzazioni, è consigliata nella BPCO di grado da moderato a grave.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »