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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘respiratorie’

Malattie respiratorie infantili

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Sono le patologie più comuni del bambino- dichiara il professor Diego Peroni, direttore dell’Unità operativa di Pediatria dell’Aoup: da settembre rappresenta per i pediatri l’inizio della vera “stagione calda”, dal momento che, a causa delle mutate condizioni climatiche e della riapertura di asili e scuole, i bambini riprendono ad ammalarsi, andando incontro soprattutto ad infezioni a carico dell’apparato respiratorio. Inoltre, gli stili di vita odierni, la peggiorata qualità dell’aria per il crescente traffico veicolare, l’inquinamento industriale e l’esposizione al fumo di sigaretta, hanno provocato un incremento delle malattie respiratorie acute e croniche anche in età pediatrica. La Pneumologia pediatrica è, dunque – prosegue il professor Peroni – una branca fondamentale della Pediatria. In Aoup, sin dalla fondazione della SIMRI, i pediatri portano avanti l’attività della Scuola pisana di broncopneumologia pediatrica, nata più di 40 anni fa grazie all’attività del compianto professor Giuliano Baldini (già segretario del Gruppo di studio di Broncopneumologia pediatrica della Società Italiana di Pediatria e successivamente tra i soci fondatori). A Pisa è presente inoltre una crescente e apprezzata attività di ricerca e di assistenza clinica relativa alla diagnosi e al trattamento di tutta la patologia respiratoria in età pediatrica: in particolare per la Discinesia ciliare primaria, malattia rara per la quale la Pediatria pisana è diventata oggi un punto di riferimento nazionale, grazie anche all’attività del dottor Massimo Pifferi, entrando anche a far parte della rete europea per le malattie respiratorie rare (ERN – Lung). Tutto ciò – prosegue il professor Peroni – è stato reso possibile anche dalla disponibilità di un laboratorio di fisiopatologia respiratoria che, nel tempo, è stato dotato di strumentazione all’avanguardia per la valutazione della funzione respiratoria nel bambino a 360 gradi. A questo proposito, grazie anche al sostegno dell’Associazione Grande Giò, l’Unità operativa di Pediatria dell’Aoup si è recentemente dotata di nuovi strumenti in grado di permettere la valutazione della funzionalità respiratoria sin dai primissimi anni di vita. In occasione di questo congresso – conclude Peroni- tutto lo staff della Pediatria e in particolare la dottoressa Maria Elisa Di Cicco ha partecipato, sia con i medici strutturati sia con gli specializzandi, alla campagna educazionale “Dai un calcio al fumo”, realizzando, in collaborazione con la dirigente scolastica e le insegnanti, incontri nelle classi dell’Istituto comprensivo Fibonacci oltreché presso la scuola calcio Pisa Ovest, per illustrare ai ragazzi i rischi legati al vizio del fumo e a stili di vita scorretti.”

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Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Roma 25 maggio 2018, ore 14.00 Area di Cardiologia e Cardiochirurgia – Policlinico Umberto I – Viale del Policlinico 155 sarà inaugurata, presso la Sala Convegni “Pietro Valdoni” del Policlinico Umberto I, la XV Giornata nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie”; la manifestazione è promossa da Carlo Gaudio – Direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari, respiratorie, nefrologiche, anestesiologiche e geriatriche della Sapienza di Roma – con il patrocinio del Comune di Roma e dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.
Sono previsti gli interventi di Mons. Andrea Manto, Direttore del Centro per la Pastorale familiare del Vicariato di Roma, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato, del Sindaco di Roma Virginia Raggi, del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli. Faranno gli onori di casa il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio e il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Vincenzo Panella.
Per l’occasione sarà inaugurato il nuovo sistema di trasmissione ad alta definizione degli interventi in diretta e in streaming dalle sale di Cardiologia interventistica e di Cardiochirurgia del Dipartimento Cuore e grossi vasi. Sarà eseguito e proiettato in Sala Valdoni un intervento di angioplastica coronarica, cui assisteranno – oltre ai medici e agli specializzandi – anche gli studenti di una scuola superiore, nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro.La XV Giornata Nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie ospiterà anche il tradizionale convegno promosso da Carlo Gaudio, di formazione medica continua accreditato presso il Ministero della Salute con 14 ecm, rivolto a 200 medici del territorio, studenti, specializzandi e dottorandi di tutta Italia.Uno spazio centrale del corso sarà dedicato alla prevenzione cardiovascolare a costo zero, attuabile tramite i cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita, che saranno illustrati nella prima sessione del Congresso da Carlo Gaudio e dall’alimentarista, Giorgio Calabrese.
Nel secondo giorno saranno trattate le tematiche relative alle terapie farmacologiche più attuali e alle ultime, sofisticate metodiche diagnostiche per immagini e tecniche chirurgiche, con la presenza dei nomi più prestigiosi della Cardiochirurgia e della Cardiologia interventistica nazionale e internazionale, come il professor Carlo Di Mario. Verranno trattati, infine, i nuovi percorsi terapeutici nelle patologie bronco-polmonari e nelle infezioni respiratorie.

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Infezioni respiratorie infantili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

ospedale bambin gesùCon l’arrivo del primo freddo aumenta il numero delle infezioni respiratorie infantili. Si calcola che ogni anno circa il 30% dei bambini italiani, in età pre-scolare, siano colpiti da polmoniti, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. La più grave è la bronchiolite di origine virale che attacca le piccole vie aeree fino ad ostruirle. E’ la principale causa di ricovero in ospedale per i neonati nel primo anno di vita. Le conseguenze della malattia sono diverse e si va dal semplice raffreddore fino a serie complicanze che possono portare anche al ricovero in terapia intensiva. Per questo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), in occasione del suo 21° congresso nazionale che si conclude domani a Napoli, ha deciso di fornire ai genitori un decalogo della prevenzione.
Ecco le regole dei pneumologi pediatri per evitare le infezioni respiratorie autunnali-invernali:
1. Lavarsi sempre bene le mani prima di toccare un bimbo: questo vale soprattutto per i fratellini perché, nella maggioranza dei casi, sono loro a trasmettere i virus e altri agenti patogeni
2. Se il bimbo ha meno di sei mesi non lasciarlo mai nella stessa stanza con chi soffre di raffreddore o influenza
3. Evitare il più possibile che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (per esempio cucchiai, tazze, cuscini o coperte)
4. Utilizzare preferibilmente fazzolettini monouso: devono sempre essere buttati nella spazzatura
5. Non fumare in casa e più in generale evitare che l’esposizione dei giovanissimi al fumo passivo
6. Non portare il neonato in strade molto trafficate. Se si abita vicino a zone ad alta densità di traffico è preferibile arieggiare la casa nelle ore non di punta
7. Mantenere una buona igiene domestica senza però utilizzare eccessivamente spray o deodoranti. Aumentano il rischio di inquinamento in door
8. Vaccinare sempre il neonato: grazie all’antinfluenzale è possibile ridurre il rischio d’infezioni
9. Rivolgersi tempestivamente ad un pediatra: se i sintomi persistono è meglio non perdere tempo
10. Seguire sempre e solo i consigli del proprio medico, no ai rimedi “fai da te” “Come per le altre infezioni anche la broncolite è nell’80% dei casi di origine virale – afferma il prof. Renato Cutrera, Presidente Nazionale SIMRI e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma -. Esistono alcuni bambini che sono particolarmente a rischio di svilupparne una forma grave. I più esposti sono i bimbi nati prematuramente, gli immunodepressi, quelli afflitti da malformazioni polmonari o da patologie neuromuscolari che necessitano di ossigenoterapia e i neonati con sindrome di down. Per questi pazienti esiste una profilassi con un anticorpo monoclonale che si è dimostrata particolarmente efficace nel prevenire la patologia. Viene somministrata per via intramuscolare una volta al mese nel periodo più freddo dell’anno, di solito tra novembre e marzo”. Recentemente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deliberato chi può accedere alla cura ma non ha incluso tutti i bimbi. “Per esempio sono stati momentaneamente esentati quelli afflitti da malattie polmonari – aggiunge il prof. Giorgio Piacentini Presidente Eletto SIMRI e Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona-. La SIMRI sta perciò cercando di ottenere un incontro con l’Agenzia per sollecitare le istituzioni sanitarie ad aumentare la platea dei beneficiari della terapia. La stagione fredda è ormai alle porte e quindi non c’è più tempo da perdere”.

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Allergie respiratorie in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

allergic reactionsLe allergie, sia respiratorie che alimentari, colpiscono in Italia 15 milioni di persone. Un numero importante, ma destinato a crescere, si stima, infatti, che nel 2025 ben il 50% della popolazione italiana diventerà allergica. Eccesiva igienizzazione del nostro stile di vita, inquinamento, ritardo diagnostico ma anche un costante banalizzazione dei sintomi, sono tra le principali cause di questo aumento che si prevede costante nel tempo. Di questo e di molto altro si parlerà nel prossimo Congresso Nazionale di AAITO – Associazione Allergologi Immunologi Territoriale Ospedalieri – in programma a Bergamo dal 22 al 24 ottobre p.v. “Nonostante le allergie siano un argomento sempre più di attualità, c’è molta confusione, il che aggrava spesso i costi socio economici di queste patologie. – afferma la Dottoressa Maria Beatrice Bilò, Presidente AAITO – Il continuo peregrinare dei pazienti tra vari specialisti e figure non mediche con conseguente ritardo della diagnosi, la mancata appropriatezza prescrittiva e l’inevitabile peggioramento della qualità della vita del paziente sono solo alcune delle conseguenze di questa confusione e banalizzazione, in un momento in cui è forte la richiesta di uno sforzo generale per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale”.Allergie e intolleranze alimentari sono patologie diverse. I dati epidemiologici ci dicono che c’è una discrepanza tra la percezione che hanno i pazienti di soffrire di allergia alimentare e la reale prevalenza della patologia (che interessa circa il 2-4 % della popolazione adulta) quando viene eseguita una diagnosi corretta con utilizzo di metodiche validate scientificamente. “Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica, il cui esempio più classico è rappresentato dalla intolleranza al lattosio – continua Bilò – Invece le allergie implicano l’intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici detti immunoglobuline di tipo IgE e possono provocare sintomi che vanno dall’orticaria generalizzata alla difficoltà respiratoria grave, fino nei casi più gravi allo shock anafilattico”. Le manifestazioni cliniche, i percorsi diagnostici ma soprattutto le terapie sono differenti. Comprendere la differenza e rivolgersi a uno specialista è quindi fondamentale.
Attenzione ai test. Per quanto riguarda le diagnosi delle allergie alimentari, molto spesso è lo stesso paziente che banalizza la propria sintomatologia e/o si avvale di test diagnostici non attendibili, come quello del capello, la biorisonanza, l’iridologia, il test da sforzo muscolare (Dria) durante somministrazione di allergene. L’utilizzo indiscriminato di queste metodiche diagnostiche può portare non solo ad un danno economico per i pazienti ma anche a gravi ripercussioni sulla loro salute perché inducono i pazienti ad eseguire troppo spesso diete ristrette in grado di determinare carenze nutrizionali e disturbi del comportamento alimentare.
Alcuni highlights dal programma del Congresso Nazionale di AAITO. La tre giorni congressuale, come accennato, toccherà molti temi di grande rilevanza scientifica e sociale, tra i quali si segnala in particolare la tavola rotonda inaugurale, organizzata in collaborazione con FederAsma e Allergie Onlus Fondazione Italiana Pazienti e Food Allergy Italia, nella quale si farà il punto sulla gestione dell’anafilassi nei luoghi pubblici e nelle scuole. Relazioni di grande interesse, presenteranno la situazione su “nuovi allergeni alimentari”, sui possibili interventi tecnologici per limitare l’allergenicità degli alimenti ed ancora le influenze ambientali sugli allergeni respiratori ed alimentari.

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Malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2013

The New England Journal of Medicine

The New England Journal of Medicine (Photo credit: Wikipedia)

Promuovere un confronto e un dibattito con i pazienti, la comunità medico-scientifica, gli operatori sanitari e le Istituzioni, finalizzato all’ottimizzazione dei percorsi di diagnosi e terapia delle malattie respiratorie e in particolare della BPCO – Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, per trovare le strategie più idonee a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, riducendo anche l’impatto socio-economico. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’VIII^ Conferenza Nazionale BPCO dal titolo “Affrontare insieme le sfide per essere più forti”, tenutasi oggi a Roma, in occasione della XII^ Giornata Mondiale BPCO, organizzata dall’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, grazie al sostegno di Boehringer Ingelheim Italia e Pfizer.La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una delle principali cause di mortalità e invalidità nel mondo con significative ripercussioni fisiche ed emotive per chi ne soffre. I suoi sintomi comprendono tosse, escreato e dispnea sotto sforzo. Con il progredire della malattia, la funzionalità respiratoria diminuisce e lo svolgimento di attività fisiche può subire conseguenti gravi limitazioni, che impediscono ai pazienti di condurre una vita piena, lo svolgimento delle attività quotidiane e la partecipazione alle normali attività familiari e sociali.Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono 65 milioni di persone che convivono con la BPCO, ed è probabile che questo dato sia sottostimato, in quanto la patologia, spesso, non è riconosciuta come tale e quindi non diagnosticata.“Per la BPCO, da un lato è importante sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle sofferenze dei pazienti e dei loro familiari, perché ottengano il giusto riconoscimento e ricevano una maggiore solidarietà sociale – ha dichiarato Francesco Tempesta, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus – dall’altro, è essenziale proporre nuovi schemi di gestione della malattia al fine di garantire la continuità assistenziale, mettendo al centro della cura il paziente e integrando le competenze tra medicina di base e specialistica. E’, tuttavia, fondamentale che in questo percorso tutte le parti interessate siano unite e collaborino per far sì che il paziente possa vivere meglio la propria condizione”.Da qui l’iniziativa, nel corso della conferenza, di proporre un Audit per far emergere e portare alla luce le principali criticità che si trovano ad affrontare quotidianamente i pazienti con BPCO, per trovare insieme una soluzione.“Tra le più importanti – prosegue Rosanna Franchi, Segretario dell’Associazione – vorrei ricordare il mancato riconoscimento della BPCO come malattia cronica ed invalidante. Durante il convegno, infatti, è stata organizzata una raccolta di firme, che verranno inoltrate al Ministro della Salute insieme a una lettera formale dove si richiede il riconoscimento, anche ai pazienti con BPCO, del diritto all’esenzione dei costi delle prestazioni sanitarie. Altro problema sono le liste d’attesa per poter effettuare esami diagnostici o interventi chirurgici, che rallenta la frequenza dei controlli e causa un allungamento dei tempi di diagnosi e inizio della terapia”.Nel nostro Paese, inoltre, esistono evidenti disomogeneità a livello regionale per quanto riguarda la continuità assistenziale, come interventi di riabilitazione e assistenza domiciliare.“Non dimentichiamo, poi, che chi soffre di BPCO, può sviluppare timori, ansia, frustrazione, senso di isolamento e depressione – aggiunge Fausta Franchi, Vicepresidente della Onlus – per questo noi stimoliamo i pazienti ad uscire di casa, a muoversi e non restare soli. Ma ciò diventa difficile per chi, ad esempio, deve ricorrere a una ossigenoterapia continuativa, in quanto non esiste la possibilità (neppure in grandi città come Roma) di ricaricare le bombole portatili (chiamate stroller), che hanno un’autonomia di poche ore e che sono caratterizzate da attacchi non omologati tra lo stroller e la bombola. Allo stesso tempo è assai complicato muoversi con mezzi di trasporto come treni o aerei”.Un’ulteriore problematica della BPCO è rappresentata dalle comorbilità, ossia dall’associazione con altre condizioni patologiche croniche, soprattutto di tipo cardiovascolare e metabolico.“Da uno studio pubblicato di recente sulla rivista Multidisciplinary Respiratory Medicine – afferma il Professor Claudio Sanguinetti, già Direttore dell’Unità Complessa di Pneumologia del San Filippo Neri di Roma e membro dell’esecutivo di AIMAR (Associazione scientifica Interdisciplinare per lo studio delle malattie respiratorie) – sull’incidenza delle comorbilità nella BPCO nell’ambito di alcuni Ospedali romani, si è visto che in oltre il 90% dei pazienti esiste sempre un’altra patologia associata, prevalentemente nell’ambito cardiovascolare (aritmie, ipertensione, cardiopatia ischemica) o metabolico (diabete di tipo II o obesità), oltre ad alterazioni muscolo-scheletriche (osteoporosi). In questo contesto il tema della sicurezza dei farmaci ha un ruolo fondamentale e a questo proposito una parola importante arriva da TiospirTM, uno studio pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine sul tiotropio bromuro, il capostipite dei broncodilatatori anticolinergici a lunga durata di azione, condotto su oltre 17000 pazienti, anche cardiopatici – continua Sanguinetti – che ne ha confermato il positivo profilo di efficacia e sicurezza”. E’ assai importante che la BPCO sia gestita in modo multidisciplinare, creando una stretta relazione tra pneumologo, cardiologo, diabetologo, oltre a un supporto psicologico, in quanto si è visto che un’alta percentuale di pazienti manifesta anche sindromi depressive.Per migliorare la qualità vita di chi soffre di BPCO è importante che la diagnosi e l’intervento con farmaci adeguati siano precoci. Per questo diventa fondamentale attivare un processo costante di informazione nei confronti dei pazienti, affinchè prendano consapevolezza della propria malattia e delle cause, modificando anche il proprio stile di vita, come l’eliminazione di una delle principali cause, quali il fumo. I pazienti con BPCO possono trarre beneficio, inoltre, da programmi di allenamento all’esercizio fisico.Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici, devono essere prescritti in base alle necessità del singolo paziente. Tra questi ricordiamo broncodilatatori, corticosteroidi inalatori o inibitori della fosfodiesterasi 4. La terapia di gestione con broncodilatatori a lunga durata d’azione, farmaci in grado anche di ridurre il rischio delle riacutizzazioni, è consigliata nella BPCO di grado da moderato a grave.

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