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Posts Tagged ‘responsabilità’

Scuola. Decreto “agostano”: dichiarati ammissibili gli emendamenti per la responsabilità e la mobilità dei presidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Richiesti da Udir per tutelare il lavoro dei dirigenti scolastici, ora la parola passa al voto della V Commissione del Senato dove si vaglierà la norma per gli idonei del concorso dirigenti Trento e Bolzano. Vedi testo emendamenti. All’esame della V commissione Bilancio al Senato in attesa del voto gli emendamenti al decreto “agostano” Disegno di Legge n. 1925 Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104. Marcello Pacifico, Presidente nazionale Udir, ha affermato che “con tali emendamenti si salvaguarda la figura del dirigente scolastico e il sereno svolgimento dell’anno scolastico, così come la mobilità dei Dirigenti che permetterebbe a chi lavora lontano dalla propria Regione di poter ricongiungersi coi propri cari, eliminando il fastidioso fenomeno delle reggenze ancora numerose in questo anno scolastico 2020/2021. Per quanto riguarda la responsabilità dei dirigenti scolastici sull’avvio in sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021, si chiede con l’emendamento 32.0.17 che i dirigenti scolastici, ottemperando a tutte le prescrizioni previste dalle linee guida ‘Piano scuola 2020/2021’, non sono punibili penalmente ai sensi dell’articolo 51 del C.P. in quanto l’operato degli stessi deve intendersi come adempimento di un dovere impartito da una norma giuridica e/o organo superiore.La norma si pone l’obiettivo di ascrivere la responsabilità penale e civile del datore di lavoro nell’infortunio da contagio Covid19 di un dipendente e, nel caso delle istituzioni scolastiche, degli alunni, solo in caso di violazione degli obblighi di legge. Per quanto concerne misure urgenti per la mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici, si chiede con gli emendamenti 32.0.18 e 33.0.4 che “I dirigenti scolastici, assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che superano l’anno di prova, sono tenuti a permanere nella regione di assegnazione per un periodo non superiore a 3 anni. A domanda, ogni anno, vengono conferiti incarichi dirigenziali a Dirigenti Scolastici provenienti da altre regioni per il 30% complessivo dei posti vacanti annualmente. Per la mobilità, i dirigenti scolastici immessi in ruolo nell’anno scolastico 2019/2020, a seguito del concorso bandito nel 2017, nonché quelli in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, possono presentare domanda di trasferimento sul 100% dei posti vacanti e disponibili, nel rispetto della graduatoria di merito con particolare riguardo anche all’anzianità di servizio maturata nel ruolo di dirigente e alla modalità di assunzione attraverso il concorso nazionale, prima delle nuove immissioni in ruolo.Infine con l’emendamento 32.0.9 si chiede di ammettere i candidati che hanno superato le prove scritte e orali dei concorsi per l’ammissione al corso di formazione per dirigenti scolastici nelle Province Autonome di Trento e Bolzano ma che non vi sono stati ammessi perché non collocati in posizione utile nelle relative graduatorie. La nomina di tali candidati avverrà successivamente all’assunzione degli idonei del concorso a dirigente scolastico indetto con decreto del Direttore generale del Ministero dell’università, dell’istruzione e della ricerca n.1259 del 23 novembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale n. 90 del 24 novembre 2017, nel territorio nazionale e nel limite dei posti annualmente vacanti e disponibili.

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Referendum. Vittoria del sì: Ora responsabilità e riforme

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Marco Fumagalli (M5S Lombardia): “La vittoria del SI al referendum è un’indicazione ben precisa che i cittadini hanno voluto dare a questa classe politica di procedere speditamente per dotare la nostra democrazia di istituzioni più efficienti. Con questo voto si apre una nuova stagione di riforme istituzionali a cominciare dal superamento del bicameralismo perfetto. Le forze politiche sono chiamate ora ad un senso di responsabilità nel rispondere con i fatti a questo voto con cui i cittadini richiedono di proseguire sulla via del cambiamento. A cominciare da una legge elettorale proporzionale in cui sia possibile l’espressione del voto di preferenza. Il fatto che il NO ha comunque avuto un certo consenso è indicativo di come si sia tentato di strumentalizzare questo voto per mettere in difficoltà il Governo. Questo intento è miseramente fallito e ora la classe politica è tenuta con un maggior senso di responsabilità a discutere su riforme istituzionali che soddisfino la volontà del popolo italiano”.

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Scuola: Il Ministero dà ragione al presidente Udir sulla responsabilità dei presidi in tema di Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

Certo, nello scorrere, l’articolo 51 si scopre che “se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell’autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale [c.p. 357] che ha dato l’ordine. Risponde del reato altresì chi ha eseguito l’ordine, salvo che, per errore di fatto abbia ritenuto di obbedire a un ordine legittimo. Non è punibile chi esegue l’ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine.” Pertanto, la responsabilità penale non è in capo al Dirigente Scolastico ma all’amministrazione Pubblica (in questo caso al MI) se e solo se i protocolli attuativi da essa emanati non sono stati seguiti dai dirigenti mediante l’applicazione di efficaci ed idonee misure preventive e protettive per l’utenza ed i lavoratori.
La norma di fatto disciplina il principio di non contraddizione, secondo cui l’ordinamento non può da un lato riconoscere al soggetto la possibilità di agire in un certo modo e dall’altro sanzionare tale suo comportamento. La differenza sta nel fatto che l’esercizio del diritto presuppone un potere di agire riconosciuto dalla legge, mentre l’adempimento del dovere si riferisce ad un obbligo e non ad una scelta di agire, presupponendo che il comportamento sia ammesso dalla legge in quanto imposto. Nel merito, l’art. 51 C.P. non indica quando la norma su cui si fonda il diritto debba ritenersi prevalente, rispetto alla norma penale incriminatrice. Il problema sorge perché in taluni casi è la norma penale ad avere prevalenza sulla norma che fonda il diritto esercitato, poiché non è sufficiente che si attribuisca un diritto ma è necessario, allo stesso tempo, che possa essere esercitato mediante l’azione arrecante reato.Il contagio da Covid19 si qualifica così come un infortunio che, come tale, schiude un potenziale profilo di responsabilità penale per il datore di lavoro solo se non abbia adottato le misure necessarie a prevenirne il rischio, in adozione vincolante ai protocolli dettati dal diretto gerarchico superiore che si configura nel Dirigente dell’USR e nel Ministro competente stesso.Chi è seguito dagli esperti legali e consulenti Udir, infatti, potrà in maniera agevole dimostrare come non sia imputabile ad esso l’inosservanza delle misure antinfortunistiche, quale causa di infezione-malattia del lavoratore, e dei reati di lesioni personali gravi o gravissime ai sensi dell’art. 590 c.p. (salvo ipotesi di malattia lieve, guaribile in meno di 40 giorni, nel qual caso scatterebbe anche la procedibilità a querela), oppure di omicidio colposo ai sensi dell’art. 589 c.p. qualora al contagio sia seguita la morte.Infatti i presidi devono adempiere all’obbligo di tutela della salute e sicurezza per i propri lavoratori e dell’utenza, attraverso l’applicazione, l’adozione e il mantenimento delle prescrizioni e delle misure contenute nell’articolo 2, comma 6, del DPCM 26 aprile 2020, che impone il rispetto dei contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, nonché le linee guida di cui all’articolo 1, comma 14 del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 e le indicazioni tecnico scientifiche di settore ad indirizzo ministeriale.Pertanto, in sede Civile il riconoscimento della tutela infortunistica da parte dell’INAIL NON E’ RILEVANTE ai fini del riconoscimento della responsabilità civile del Dirigente Scolastico fermo restando che è «conditio sine qua non» accertare la colpa datoriale per esser stato proprio lui a causare l’evento dannoso. Per cui l’osservanza dei protocolli ministeriali è idonea a rappresentare assolti gli obblighi richiamati, ex art. 2087 cc, da parte del datore di lavoro.Cosa ben diversa nei profili di responsabilità in sede penale ove dovrà esser preliminarmente eseguito dall’autorità competente l’accertamento rigoroso non solo del nesso di causalità ma anche di quello imputabilità in capo al Dirigente Scolastico nelle sue vesti datoriali. Ricordiamoci che già da tempo l’articolo 271 del Testo Unico sulla Sicurezza, imponeva l’obbligo al datore di lavoro di valutare anche il rischio biologico. Questo è il problema che il legislatore dovrà affrontare e risolvere nel decreto agostano n. 104 in fase di conversione in Legge dello Stato. È bene evidenziare che trascurare gli obblighi previsti dal D.Lgs. n. 81/2008 sarebbe già di per sé motivo di sanzione penale, in forma di arresto o ammenda, a prescindere dal fatto che si siano verificati o meno degli infortuni sul lavoro. Pur tuttavia il riconoscimento dell’infortunio da parte dell’INAIL NON ASSUME ALCUN RILIEVO al fine di sostenere l’accusa, considerate: sia Il principio di presunzione di innocenza, sia l’onere della prova a carico del pubblico Ministero.
In ogni caso, l’ipotesi di infortunio da virus Covid-19 si deve ritenere che costituisca ipotesi di colpa del lavoratore, nei casi in cui il lavoratore non faccia uso di dispositivi di protezione individuale o non osservi le distanze di sicurezza; mentre costituisce ipotesi di colpa per il capo d’istituto se non adotti ed al contempo curi l’osservanza delle misure preventive e protettive imposte con DPCM od Ordinanze Regionali. Quindi il Dirigente Scolastico per liberarsi in toto da ogni forma di responsabilità deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’infortunio e quindi il danno alla persona, ovvero di esser riuscito ad adottare ogni forma di cautela necessaria per impedire il verificarsi del danno stesso. (in sintesi)

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Scuola: balletto responsabilità tra comitato e Governo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“L’audizione in commissione Cultura alla Camera del prof. Miozzo, coordinatore degli esperti del comitato tecnico scientifico,che avrebbe dovuto studiare le modalità della riapertura delle scuole, è stata criticata anche dalla stessa maggioranza. Idee confuse, pochi dati certi e balletto delle responsabilità tra il comitato degli esperti e il Ministro. Peccato che a rimetterci saranno gli studenti, le famiglie, i docenti e tutti gli operatori scolastici che rischiano di vedere compromessa l’apertura del nuovo anno scolastico per l’incapacità dei tecnici e l’inadeguatezza del ministro Azzolina. FDI ha chiesto spiegazioni e approfondimenti in ordine all’uso delle mascherine per gli alunni, alla sanificazione, alle autocertificazioni ecc. ritenendo la relazione del prof Miozzo vaga e inconsistente. Ora il ministro dovrà necessariamente venire in commissione a rendere conto personalmente dell’inadeguatezza del comitato di esperti da lei nominato”.Lo dichiara Paola Frassinetti vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile del dipartimento istruzione di FDI.

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«La stragrande maggioranza degli italiani ha rispettato le regole con grandissimo senso di responsabilità”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

“E’ stato ed è tuttora un sacrificio, ma uno sforzo non inutile perché ha salvato la vita ad un numero di cittadini italiani che va dai 50mila ai 120mila. E questo ci rende davvero felici». Lo ha dichiarato Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato all’Interno nel corso del talk con Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity, che si inserisce tra le attività della campagna #GiffoniaUnMetrodaTe, ideata per questa fase di emergenza, un contenitore di idee e di incontri che sta ottenendo un importante riscontro in termini di partecipazione e di visualizzazioni.Quello degli italiani è un sacrificio non inutile. Come non lo è stato quello dei bambini e dei ragazzi sui quali le nuove regole legate al contrasto al Covid-19 hanno probabilmente impattato ancor più che sulle altre fasce della popolazione. E’ a loro che Carlo Sibilia fa appello per un ulteriore sforzo da compiere fino all’avvio effettivo della cosiddetta fase 2: «Vi invito a tenere duro – ha detto rivolgendosi ai più giovani – a continuare a coltivare le vostre passioni come avete fatto in questi lunghi quarantacinque giorni. E’ un sacrificio quello che state facendo. Con i mezzi di cui disponiamo, con le dirette e con il digitale, con quegli strumenti che voi sapete utilizzare così bene, con la cultura e l’arte con cui state riempiendo le vostre giornate, sono certo che usciremo ancora più forti da questa fase così complicata. Molte delle attività che vedono impegnati i giovani in questo periodo si svolgono in rete. La scuola è in rete oggi. Ecco perché stiamo lavorando proprio per ampliare le potenze di rete: internet è uno dei canali più importanti per la socializzazione in questi tempi così fuori dal nomale».
Il pensiero del direttore Claudio Gubitosi è andato ai sindaci che oggi si trovano a fronteggiare l’emergenza, un avamposto dello Stato, il front office delle comunità. Su questo il Sottosegretario Sibilia si è trovato concorde nel riconoscere il ruolo svolto dalle istituzioni locali: «Il Ministero dell’Interno – ha aggiunto – è a disposizione dei sindaci. Vogliamo essere un loro interlocutore vicino e diretto. Siamo a loro totale servizio, oltre al ruolo che le Prefetture italiane stanno svolgendo con un impegno davvero encomiabile. Stiamo dando il nostro sostegno ai sindaci in maniera concreta, attraverso tutte le risorse che siamo riusciti ad intercettare. Abbiamo messo a disposizione dei Comuni quattrocento milioni di euro per la prima fase dell’emergenza, per le necessità primarie».L’Italia ha risposto bene secondo Sibilia alle regole imposte dal momento, alla necessità del distanziamento sociale, all’obbligo di stare a casa come unico strumento per contenere il contagio: «Inizialmente – ha continuato il Sottosegretario all’Interno – tante altre Nazioni dicevano che non avrebbero introdotto le regole italiane. Oggi, invece, si ritrovano tutti sul nostro modello e stanno attingendo alle modalità che noi abbiamo introdotto per rispondere a questa emergenza. In questo momento mi piace sottolineare il ruolo importantissimo svolto dalle nostre forze dell’ordine, dai nostri carabinieri, dai nostri poliziotti, dai nostri vigili del fuoco. Si è creato con i cittadini un legame viscerale. Oggi si è capito veramente il ruolo che svolgono, quello di metterci in sicurezza, di proteggerci, anche dai nemici invisibili. In Italia si sono verificate in questi giorni situazioni eccezionali. I nostri uomini si sono messi al servizio degli italiani, senza tirarsi mai indietro, mettendo a rischio la propria vita. E oggi ricordiamo i tanti rappresentanti delle forze dell’ordine e personale sanitario che in seguito a questa emergenza hanno perso la vita».

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L’Aquila. sindaco Biondi: “Premier Conte scarica ogni responsabilità su Comuni ed Enti locali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“Di fronte a un’emergenza sanitaria mondiale e a un complesso quadro economico nazionale, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha scaricato demagogicamente ogni responsabilità sugli enti locali, fornendo l’impressione distorta che questi saranno coperti d’oro”.È la denuncia del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che in questo modo commenta le dichiarazioni rese nel corso della conferenza stampa di ieri in cui sono state annunciate le misure economiche per fronteggiare la crisi derivante dal contagio da Covid-19.“In maniera del tutto spregiudicata, il premier ha mescolato due annunci che, oltre a unire fatti non connessi tra loro, stanno instillando nei cittadini la convinzione che i loro portafogli saranno presto riempiti grazie ai sindaci. – spiega Biondi – La realtà è ben diversa. Come già accaduto lo scorso anno verrà anticipata la liquidità, 4 miliardi di euro, derivante dallo sblocco del Fondo di solidarietà comunale, peraltro alimentato dagli stessi Comuni. Una misura ordinaria che il presidente Conte, sprezzante delle responsabilità che ha imputato in capo ai singoli municipi e ai primi cittadini, ha voluto abbinare al suggestivo annuncio di risorse, ulteriori 400 milioni, per l’acquisto di beni di prima necessità”.“Nel caso specifico del Comune dell’Aquila, la quota spettante dei 4 miliardi rappresenta una mera anticipazione di cassa che non influisce in alcun modo sui nostri conti, visto che abbiamo approvato il bilancio di previsione entro il 2019, nei tempi di legge e senza proroghe. Si tratta di somme già iscritte nella contabilizzazione dell’ente. Quanto ai 400 milioni, sembra che per i Comuni come L’Aquila ci sarà uno stanziamento di 368mila euro euro ma non è affatto chiaro quale dovrà essere la platea di beneficiari e le modalità con cui sarà erogato il contributo una tantum. Una cifra utile, ma che rappresenta una goccia nel mare”.“Faccio sommessamente notare che L’Aquila, 70mila abitanti, conta 28mila nuclei residenti, di cui i 500 più fragili sono già sostenuti dall’ente comunale che, peraltro, non conosce il dato di quanti percepiscono il reddito di cittadinanza perché ne è in possesso l’Inps. Ragioniamo di una somma inadeguata, di un provvedimento più che insufficiente, che si abbatterà sui Comuni già sommersi di responsabilità, mobilitati 24 ore su 24. A ciò si aggiungerà, a causa dell’improvvido annuncio, la delusione per un’aspettativa mancata da parte dei cittadini a cui, in realtà, il Governo sta facendo l’elemosina”.“Mi appello, in questo particolare momento storico, più che in altri, normalmente caratterizzati anche da animata e sana dialettica politica, agli organi di informazione che hanno la responsabilità di semplificare e tradurre in quotidianità decreti e regole. Si dia contezza consapevole delle nuove norme, si chiariscano sempre ruoli di decisori ed esecutori. Si spieghi agli italiani il momento. Noi, dal canto nostro, come sindaci, come – e di questo devo dar ragione al presidente Conte – avamposti in “guerra”, continueremo a lavorare per la dignità e la serenità dei nostri cittadini. Ma, per favore, non raccontateci favole”, conclude Biondi. (fonte: L’ufficio stampa del Comune dell’Aquila G.A.)

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Consiglio Europeo: Sassoli: Mi aspettavo più assunzione di responsabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La somma dei governi nazionali non è l’Europa. “Ci saremmo aspettati una più forte assunzione di responsabilità dai leader. Ora abbiamo due settimane di tempo per lavorare, sperando che si sciolgano le riserve e vengano date risposte”Questo è il primo commento del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli alle conclusioni del Consiglio di ieri, rilasciato durante la partecipazione alla rubrica “Los Desayunos” del canale UNO di RTVE, in collegamento da Bruxelles.“Ci sono le istituzioni europee che stanno combattendo per difendere i nostri cittadini, le nostre vite e la nostra democrazia – ha continuato Sassoli – nessuno può uscire da solo da questa emergenza. Per questo la miopia e l’egoismo di alcuni governi va contrastata. Voglio essere molto chiaro: I governi nazionali non sono l’Europa”“Abbiamo bisogno che i nostri paesi spendano tutto quello che debbono spendere. Per fare questo serve uno strumento comune per garantire il debito. Deve crescere rapidamente tra i nostri governi la coscienza che l’Europa non uscirà da questa crisi come è entrata. C’è ancora una consapevolezza troppo bassa di questo. Le Istituzioni europee lo hanno capito. E’ ora che lo capiscano anche i governi” ha concluso il Presidente dell’europarlamento.

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Insegnare la responsabilità sociale: il progetto CSR In Class nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Scuola e responsabilità sociale, il progetto «CSR In Class» arriva all’atto finale e incontra studenti, imprese, docenti e dirigenti scolastici. Responsabilità sociale e sostenibilità oggi sono sempre più fattori strategici di sviluppo e valori a cui sempre più persone e organizzazioni fanno riferimento. Uno scenario all’interno del quale la scuola deve interrogarsi sull’importanza di adottare strategie responsabili e sull’urgenza di intervenire per far crescere la cultura della sostenibilità.In questo contesto Unioncamere del Veneto organizza il seminario «Insegnare la responsabilità sociale: il progetto CSR In Class nelle scuole», in programma venerdì 7 giugno 2019, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto, via delle Industrie 19/C Marghera (Venezia). Il seminario, evento conclusivo del progetto CSR In Class (CSR spread IN secondary school CLASS) finanziato dal programma Erasmus+, vedrà intervenire esperti relatori per offrire una panoramica su cosa significa costruire responsabilità sociale a scuola.
«Punta sull’interazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro il progetto CSR In Class rispondendo ad una esigenza espressa da parte di tutti gli attori del territorio ed inserendosi appieno nelle nuove competenze attribuite al Sistema camerale – afferma il presidente di Unioncamere del Veneto Mario Pozza -. Il progetto ha avuto un importante successo per la varietà delle attività svolte e ha riscontrato il forte interesse nei docenti. Per questo motivo, sono lieto che il partenariato abbia deciso di portare avanti l’esperienza e abbia presentato all’agenzia nazionale una proposta, attualmente in corso di valutazione, di prosecuzione e potenziamento delle attività del progetto, che coinvolgeranno anche due nuovi partner tedeschi».
L’evento del 7 giugno è rivolto a imprese impegnate nell’alternanza scuola-lavoro e nella responsabilità sociale d’impresa, dirigenti scolastici, docenti degli Istituti secondari superiori e loro Associazioni, docenti e studenti universitari, Uffici scolastici regionali e provinciali, operatori della formazione e della progettazione comunitaria.
Il progetto, durato 24 mesi e guidato da Unioncamere del Veneto, ha ricevuto un finanziamento di circa 280.000 euro dal programma Erasmus+. Obiettivo generale è introdurre nelle scuole secondarie i temi della responsabilità sociale d’impresa con metodi di studio e discussione innovativi. Il progetto ha visto la realizzazione di uno studio comparato sulla diffusione della RSI; un corso e-learning in inglese sulla CSR dedicato ai docenti; un concorso rivolto alle scuole partner ed attività di formazione e scambio per studenti e partner del progetto. Coinvolti più di 200 studenti e 30 docenti degli ultimi anni di tre Istituti secondari superiori di Italia, Austria e Slovenia.
Sette i partner di progetto da Italia, Austria e Slovenia. Tra i partner italiani, oltre a Unioncamere Veneto capofila del progetto e all’Istituto Fanno, partecipano la Regione Veneto e l’azienda Perlage Winery di Soligo (Treviso), produttrice di vini biologici e fra le prime del Veneto certificate BCorp

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Auto senza conducente: i deputati chiedono norme su sicurezza e responsabilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Strasburgo I deputati accolgono con favore lo sviluppo della mobilità automatizzata, ma chiedono ulteriori sforzi per garantire la sicurezza stradale e il sostegno all’industria europea. Secondo il testo della risoluzione non vincolante, approvata con 585 voti a favore, 85 contrari, 26 astensioni, in vari paesi del mondo si sta passando rapidamente alla diffusione sul mercato della mobilità connessa e automatizzata e l’UE deve rispondere in maniera molto più proattiva ai rapidi sviluppi in tale settore.I deputati accolgono con favore la comunicazione della Commissione europea “Verso la mobilità automatizzata”, ma sottolineano che sono necessari ulteriori sforzi per garantire finanziamenti sufficienti a sostegno del settore e norme adeguate in materia di sicurezza e responsabilità in caso di incidenti.Il Parlamento esorta inoltre la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per mantenere un ruolo guida nell’armonizzazione tecnica a livello internazionale dei veicoli automatizzati nel quadro della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e della convenzione di Vienna.Occorre poi integrare i sistemi di salvaguardia per consentire la coesistenza di veicoli automatizzati con veicoli privi di connettività e automazione.Nel testo, si chiede alla Commissione di presentare norme dettagliate per i velivoli automatizzati e di definire i livelli di automazione per la navigazione sia interna che marittima, al fine di incoraggiare l’utilizzo delle imbarcazioni autonome. Dovrebbero inoltre essere elaborate norme che rendano possibili sistemi ferroviari e di trasporto leggero su rotaia autonomo. Per creare un’iniziativa strategica sul trasporto autonomo guidata dall’industria, occorre istituire un partenariato congiunto (impresa comune) sulla falsariga di Shift2Rail per il trasporto ferroviario e di CleanSky per l’industria aeronautica.Infine, la ricerca dovrebbe concentrarsi anche sugli effetti a lungo termine dei trasporti autonomi su questioni quali l’adattamento dei consumatori, l’accettazione sociale, le reazioni fisiologiche, le risposte fisiche, la mobilità sociale e la riduzione degli incidenti.

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Governo: Serve maggiore responsabilità e coerenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

In questi anni è mancata una vera e propria direzione e questo ha generato delle forme di schizofrenia politica che hanno creato gravi danni al Paese. Anche in questi giorni, con dichiarazioni che da una parte si richiamano alla linea dura con l’Europa e dall’altra cambiano la sostanza iniziale di provvedimenti come “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”, non si sta facendo altro che alimentare un caos che spesso si traduce in un unico ma fondamentale dato: lo spread. Quest’ultimo indicatore non è, come spesso viene definito, un numero della sola finanza, ma un elemento che incide con forza sugli investimenti, e di conseguenza sul lavoro e sulla vita dei lavoratori. A complicare un quadro non proprio lineare c’è anche l’opposizione dell’esecutivo alla modernizzazione delle infrastrutture e quindi la consequenziale difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro. L’Italia di oggi, invece, ha bisogno di prospettive ed occasioni e non di chiudersi dentro un fortino che al suo interno ha anche molto poco da difendere.
Come Soggetto Giuridico siamo assolutamente convinti dell’esigenza di investire sul lavoro e sui lavoratori piuttosto che, come invece sta avvenendo, giocare con le paure dei cittadini attraverso la ricerca di capri espiatori che facciano dimenticare tutte le responsabilità della politica.La situazione del Paese è onestamente difficile e dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità, noi come organizzazione della rappresentanza sindacale che deve agire responsabilmente e il governo come colui che detiene un potere esecutivo che deve dimostrare di saper amministrate con lungimiranza, serietà e trasparenza.

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Petizione del Moige per dire basta a chi lucra irresponsabilmente sulla pelle dei nostri figli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Di fronte ai morti di Corinaldo non possiamo restare fermi e in silenzio ma dobbiamo subito agire per evitare che ci siano altre “Lanterne Azzurre”.“In questi giorni, emerge con forza una mancanza inaccettabile di responsabilità collettiva che non è soltanto a Corinaldo ma molto più diffusa sul territorio nazionale.
Il rispetto delle norme è fondamentale soprattutto per i gestori di locali e discoteche e per tutti coloro che entrano in contatto con i minori, organizzando eventi in cui spesso circolano droga, alcol e fumo, ed altre sostanze vietate.
Per questo abbiamo lanciato una petizione per chiedere al Governo di approvare con urgenza misure più restrittive e più controlli per tutti i locali pubblici che vogliono organizzare eventi per i minori.In particolare chiediamo di introdurre misure come l’obbligo di telecamere a circuito chiuso; controlli della polizia durante ogni evento pubblico dedicato ai minori; obbligo di apertura e chiusura in orari diversi dai locali per gli adulti; divieto di ingresso ai minorenni nelle discoteche per adulti; chiusura immediata e revoca della licenza per chi supera il numero di ingressi legalmente consentiti; revoca definitiva a chi vende oppure ospita individui che vendono ai minori alcol, fumo, droghe o pasticche allucinogene e droganti. Crediamo che queste richiesta siano una base importante per garantire ai nostri figli un divertimento senza rischi e in sicurezza”. Queste le parole di Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori. Link alla petizione: https://www.citizengo.org/it/signit/167254/view

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Scuola: Sicurezza e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Udir, sin dalla sua fondazione, si batte affinché la giustizia entri all’interno della scuola: uno dei punti cardini della sua battaglia è la Sicurezza. Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. Ma certamente, come il sindacato ha avuto più volte modo di affermare, sulla testa del DS non possono ricadere colpe di cui non ha responsabilità. Infatti, alla luce delle numerose criticità emerse sul tema della sicurezza a scuola, è inderogabile esentare i dirigenti scolastici italiani da qualsiasi responsabilità, onere civile, amministrativo e penale derivanti dai danni strutturali degli edifici scolastici da loro diretti, laddove abbiano tempestivamente richiesto alle autorità locali proprietarie dell’immobile l’intervento, sia strutturale che di manutenzione, utile ad assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso.L’emendamento si focalizza sull’individuazione del datore di lavoro che risulta essere “il proprietario dell’immobile nel Dirigente tecnico all’uopo individuato, con delega vincolata ad apposito potere di spesa attraverso uno specifico capitolo del bilancio dell’ente locale rappresentato” che risulta anche essere “l’unico responsabile della manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Istituzione scolastica, ai sensi dell’art. 18, comma 3, del presente Decreto nonché dell’art. 3, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in attuazione dell’articolo 14, comma 1, lettera i), della legge 8 giugno 1990, n. 142”. Dunque, nel caso di pericolo grave, immediato e imprevedibile, il DS “ha la facoltà di inibire porzioni di spazi didattici sino anche a l’intera Istituzione scolastica ed educativa, senza incorrere in pregiudizio alcuno, in quanto ogni lavoratore deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa come sancito all’art. 44 del presente Decreto”: la disposizione va comunicata al Proprietario dell’immobile nonché al Prefetto quale garante della salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità”. Per tale suo agire, il DS non può essere sanzionato “per reato d’interdizione di pubblico servizio né le giornate lavorative didatticamente perse devono essere recuperate per il raggiungimento della soglia dei duecento giorni di lezione”. Il proprietario, dal canto suo, “è obbligato ad intervenire repentinamente per dare conferma o rettifica della disposizione presa dal Dirigente Scolastico”.Inoltre, prima di ogni anno scolastico, il proprietario è tenuto, mediante l’Ufficio tecnico preposto, a eseguire sopralluoghi all’interno e all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza “per verificare le condizioni di fruibilità ed agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al Dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche nel rispetto delle norme di cui al presente decreto” ed è obbligato alla redazione e all’aggiornamento periodico del “Documento di Valutazione dei Rischi di cui all’art. 28 per tutti i plessi di pertinenza, da trasmettere al Dirigente Scolastico per gli adempimenti consequenziali di vigilanza a salvaguardia dell’utenza e dei fruitori a qualunque titolo”.Dal canto suo, il dirigente scolastico “ha l’obbligo di comunicare i provvedimenti inibitori e interdettivi, di propria competenza, al Proprietario dell’immobile e al Prefetto” e di individuare “un Servizio di prevenzione e protezione idoneo per ogni istituzione rappresentata, nominando tra il proprio personale un numero di addetti e preposti tali da esser sempre presenti in ogni momento di attività didattica lavorativa”. Tale servizio è composto da: “un R.S.P.P. in possesso dei titoli formativi così come sanciti dall’Accordo definito dalla Conferenza Stato Regioni Rep. Atti n. 128 del 7 luglio 2016; un A.S.P.P. interno per ogni plesso operante nella medesima struttura afferente all’Istituzione e distinto dal responsabile di Plesso che è individuato come Preposto; una squadra di addetti antincendio ed una di addetti al primo soccorso entrambe non inferiori a tre per plesso, il cui numero può aumentare a seconda del numero di piani, delle dimensioni della struttura e degli spazi esterni”. Tali figure devono essere individuate tra il personale docente e Ata dell’istituto o all’esterno.

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Scuola: Personale Ata con i livelli retributivi bloccati e più responsabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Ai sensi dell’art. 34 del CCNL 2016/18, Miur e parti sociali avrebbero dovuto realizzare entro fine luglio 2018 analisi e verifiche anche comparative per valorizzare le professionalità di oltre 250 mila lavoratori che operano nelle nostre scuole a supporto della docenza e della dirigenza scolastica, ma in primis per rendere un servizio migliore a studenti e famiglie. In attesa di conoscere il testo e di essere invitata ai tavoli, Anief si rivolge all’Aran e chiede al governo, al Miur e al Mef gli stanziamenti necessari per collocare i collaboratori scolastici al quarto livello di carriera esecutiva e il personale tecnico ed amministrativo al quinto e sesto livello, con una rivisitazione del ruolo dirigenziale del Dsga. Nel frattempo, le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare prevedono sia un innalzamento dei titoli di studio d’accesso, sia maggiori carichi di lavoro e competenze: oggi occorre un diploma di scuola superiore per gli assistenti amministrativi (ex applicati di segreteria) e per i tecnici di laboratorio, e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici (ex bidelli), ma la retribuzione non è mai stata cambiata: corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva, ovvero poco più di mille euro netti al mese. Intanto nella legge di Bilancio potrebbe essere previsto uno specifico fondo economico per il personale Ata; il fondo dovrebbe essere utilizzato per indennità di reggenza DSGA su due scuole e possibilità per il personale Ata ex Co.co.co di trasformare il contratto da part time a tempo pieno.

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Ferrovie, sindacati: SNCF-Svi non si sottragga a sue responsabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“Sncf Voyages Italia non si sottragga alle sue responsabilità sulla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale della mobilità/attività ferroviarie, invece di accusare i sindacati di violazione delle regole per indire gli scioperi e di valutare azioni legali a tutela della propria immagine”, così dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl e FastConfsal. “Il tema vero è uno solo – proseguono le organizzazioni sindacali – ovvero che Svi è un’azienda di trasporto ferroviario passeggeri operante in Italia che non applica il ccnl italiano: questo vuol dire non giocare ad armi pari con le concorrenti a scapito dei lavoratori. Da tempo chiediamo un incontro per affrontare il problema e Svi ci ha sempre ignorati. Ora invece che abbiamo indetto uno sciopero nel rispetto della legge italiana, l’azienda si decide a riceverci il 22 agosto ma accusandoci di aver usato come arma pressoria uno sciopero indetto, a suo dire, in violazione delle regole italiane e di aver danneggiato la sua immagine e valutando conseguenti azioni legali. Per noi sono accuse non solo inaccettabili e velatamente intimidatorie, ma chiaramente mirate a sollevare un polverone per nascondere le inadempienze di Svi sul contratto”. Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Fast-Confsal: “Tutto questo avviene, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, nel silenzio delle istituzioni e delle autorità competenti, in primis la Commissione di garanzia sugli scioperi e l’Autorità di regolazione dei trasporti, le quali sono sempre pronte a richiamare i sindacati alle loro responsabilità, talvolta a sproposito, ma non sono altrettanto sollecite con le aziende quando non rispettano le regole comuni del settore, come ad esempio quelle contrattuali”.

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Sicurezza nelle scuole e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Udir loda l’iniziativa dell’associazione, operante a tutela della salute e prevenzione dei rischi negli istituti scolastici, di scrivere al Ministro Marco Bussetti: la lunga missiva fa il punto della situazione e chiede che il Testo Unico venga modificato al più presto, perché il dirigente scolastico deve essere esonerato dalle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, poiché non ha alcun potere di spesa, nemmeno per gli interventi urgenti. Udir, dunque, sposa in toto la causa e rilancia l’appello: il sindacato infatti nei mesi passati ha organizzato una serie di convegni proprio sul tema dei forti rischi di incendi e sismici che si corrono tutt’oggi nelle nostre scuole. Inoltre, sempre per la tutela dei dirigenti scolastici, ha messo a disposizione specifiche diffide, oltre ad aver anche presentato uno preciso emendamento alla legge di stabilità durante la precedente legislatura.Marcello Pacifico (presidente Udir): La lettera contiene in summa le lotte che Udir ha portato avanti nell’anno in corso sulla gravissima situazione dei dirigenti scolastici, i quali, rispetto alla sicurezza nelle scuole, sono perennemente incolpevoli davanti ad un plotone di esecuzione pronto ad aprire il fuoco. Durante i nostri incontri con centinaia di presidi, è stata unanime la richiesta di cambiare in toto il Testo Unico sulla sicurezza. Constatiamo che il lavoro incessante fatto dal nostro sindacato nello scorso anno ha comunque già avviato un ripensamento da parte del governo, identificabile nelle parole del sottosegretario Salvatore Giuliano rispetto all’intollerabile situazione in cui vertono i capi d’istituto sulle tematiche della sicurezza.

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Pacchetti-viaggio e responsabilità agenzie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Lo scorso febbraio è stato presentato il decreto legge che dovrà recepire in Italia la direttiva europea sui pacchetti turistici (2015/2302). Siamo in fase di pareri dei relatori alla Camera (Pd) e al Senato(M5S), ed entrambi, in merito ai pacchetti viaggio, si sono espressi a favore di una sorta di responsabilita’ solidale, nei confronti del viaggiatore che li acquista, di tour operator e agenzia viaggi.
Era ora, visto che le direttive comunitarie (gia’ recepite anche in Italia da diverso tempo), prevedono per qualunque altro tipo di prodotto e servizio anche la repsonsabilita’ del venditore rispetto ai vizi di conformita’ e/o produzione, la ben nota legge di garanzia dei due anni.
Il settore turismo ha goduto fino ad oggi una sorta di esclusione, ma oggi, nello specifico, ecco che arriva la norma che prevede anche la responsablita’ dell’agenzia viaggi. E, in questa logica gia’ vigente in quasi tutto il commercio, e’ bene che sia cosi’, altrimenti a cosa dovrebbe servire la professionalita’ dell’agente di viaggi se non a selezionare un prodotto rispetto ad un altro per la sua affidablita’, che lui -professionista- dovrebbe essere in grado di meglio riconoscere che non il consumatore-viaggiatore? Fino ad oggi non e’ stato cosi’, e l’agente di viaggi ha svolto le semplici funzioni di passacarte, esentandosi da qualunque responsabilita’ del prodotto che vendeva. Quindi, come in tante altre materie relative ai diritti dei consumatori e degli utenti, meno male che l’Europa c’e’!!!
Ma nella fattispecie sembra che alcuni addetti ai lavori non siano soddisfatti e, pur di indurre il legislatore a non recepire la direttiva comunitaria, si inventino le balle. “Sarebbe come pretendere che un negozio di alimentari sia responsabile solidalmente con il produttore qualora gli ingredienti del prodotto preconfezionato non corrispondano a quanto riportato sull’etichetta”; usa questa metafora Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, neo-confermato membro per l’Italia, per il biennio 2018-2020, del Board di Ectaa (Organizzazione europea delle Associazioni delle agenzie di viaggi e tour operator). Una balla perche’ la responsabilita’ del negozio di alimentari, che lui usa per cercare di rendere ridicola l’estensione di altrettanta responsabilita’ degli agenti di viaggi per i pacchetti-viaggio, invece e’ proprio tale e prevista dalla legge, comunitaria ed italiana.
Brutta osservazione (probabilmente perche’ non e’ ha altre per giustificare la sua bramosia di continuare a mantenere un privilegio) da parte di un soggetto economico, professionale e politico che -bonta’ sua e malasorte nostra – ci rappresenta in sede comunitaria.
Se queste sono le premesse di parte degli addetti ai lavori, e’ conseguenziale non rimanere stupiti del fatto che molti viaggiatori non si sentano attratti dai servizi forniti dalle agenzie di viaggi. Non generalizziamo, ma prendiamo atto di tanta autorevole figura che usa argomentazioni di questo tipo che, anche se fossero frutto di una sua mancanza di informazione, non sarebbero comunque giustificate. Ci auguriamo che si tratti di un incidente di percorso verso una migliore civilta’ giuridica, di cui anche gli operatori del settore (agenzie o tour operator che siano) avrebbero invece necessita’. E – repetita iuvant: meno male che l’Europa c’e’!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Elezioni 2018: La trappola della “responsabilità”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Cinque anni fa, subito dopo le elezioni politiche, l’allora segretario del PD, Pierluigi Bersani si fece promotore di un incontro con i rappresentanti parlamentari del M5S, che fu trasmesso via streaming. Bersani chiedeva un atto di “responsabilità” al M5S per avviare un governo sulla base di un programma condiviso. La risposta è nota: un no secco.
Oggi, a parti invertite, Luigi Di Maio, capo politico del M5S, chiede ai partiti, segnatamente al PD, un atto di “responsabilità” per avviare un governo sulla base di un programma condiviso. Attendiamo la risposta, ma rileviamo che i programmi, del PD e del M5S, presentati agli elettori sono totalmente diversi. Almeno di non ingannare gli elettori stessi, sia del M5S che del PD, come si potrà arrivare a conciliare l’inconciliabile?Rileviamo, invece, delle assonanze tra il programma del M5s e quello del Centrodestra.
Vediamo alcuni argomenti.Europa, euro, vaccini, pensioni, bilancio in deficit, immigrazione, giustizia e protezionismo sono una buona base di partenza per un accordo programmatico comune. Basta mettere due fogli di plastica trasparente, che riportino i programmi di M5S e Centrodestra, e si noteranno molte sovrapposizioni.
Visto che Di Maio ha rivolto un appello alla “responsabilità” a tutti i partiti, perché non iniziare con quelli programmaticamente più vicini? Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“Servendo si impara. Esperienze e testimonianze dei partecipanti alle attività di responsabilità sociale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

università europea di romaRoma Mercoledì 10 maggio 2017, alle 13.00, all’Università Europea, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’incontro “Servendo si impara. Esperienze e testimonianze dei partecipanti alle attività di responsabilità sociale”.
L’Università Europea di Roma ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri. Per questa ragione gli studenti sono chiamati a partecipare per un anno ad attività di responsabilità sociale, che sono un servizio volto a promuovere i valori della convivenza e dell’accoglienza della diversità. Nell’incontro del 10 maggio gli studenti dell’università racconteranno le loro esperienze, attraverso testimonianze personali. Saranno illustrati i frutti delle tante attività che si sono svolte. Il servizio per gli altri è un’opportunità di formazione importante, che l’Università Europea di Roma ha voluto offrire fin dalla sua fondazione.
Nell’anno accademico 2016 – 2017, i giovani hanno preso parte a queste attività: Angeli per un giorno e Gioventù Missionaria (Mission Network), Associazione Andrea Tudisco ONLUS, Associazione Donatori Volontari di Sangue EMA Roma, Natale 365, Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS, Caritas di Roma – Asilo Nido Piccolo Mondo, Casa di accoglienza S. Giacinta, Centro di pronta accoglienza “Casa di Cristian”, Il Cantiere ONLUS, VIS Foundation Italia ONLUS, Associazione sportiva dilettantistica “Ercolini di Don Orione”, Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, Viaggio di studio sui diritti umani presso le Corti europee. All’incontro interverranno il Rettore dell’Università Europea di Roma Padre Pedro Barrajón LC e Santo Rullo, Psichiatra Responsabile di Villa Letizia e Presidente dell’International Football Committee on Mental Health, organismo composto da 8 Paesi firmatari della Dichiarazione di Tokyo sullo Sport per persone con problemi di salute mentale.Il tema dello sport per persone con problemi mentali ha ispirato il docufilm “Crazy for Football”, premiato come miglior documentario dei David di Donatello 2017. E’ la storia di un gruppo di pazienti dei dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, che nel febbraio del 2016 ad Osaka, in Giappone, hanno partecipato al Campionato del Mondo di Calcio a cinque per persone affette da disturbi mentali.

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Le responsabilità delle aziende alimentari nell’aumento dell’ipertensione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

ipertensione_polmonareDue giorni e mezzo di relazioni di esperti provenienti da diverse parti del mondo, cinque sessioni dedicate ai principali aspetti dell’ipertensione e alle patologie associate: sono i numeri del simposio internazionale “From arterial hypertension to heart disease”, che si è svolto recentemente a Napoli.
«La Società Europea di Cardiologia sta lavorando alle nuove linee guida sull’ipertensione, e questo simposio ha offerto ai cardiologi un’occasione di confronto e di attenzione sui principali aspetti della circolazione arteriosa e il suo impatto sulle malattie cardiovascolari» spiega Giovanni de Simone, Docente del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali all’Università di Napoli Federico II e Presidente del simposio, organizzato dal Centro di Ricerca per l’Ipertensione Arteriosa dell’Università di Napoli Federico II e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «L’ipertensione rappresenta la prima causa di morte prematura nel mondo e causa ogni anno 4,9 milioni di morti per infarto e 3,5 milioni di morti per ictus» avverte Brian Williams, professore di Medicina all’University College di Londra e presidente del Council on Hypertension della Società Europea di Cardiologia. «Non soltanto l’ipertensione provoca infarto e ictus, ma a causa della sua diffusione sono aumentate anche le conseguenze croniche, come insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, demenza. L’ipertensione è una condizione in crescita costante da quasi vent’anni e gli ipertesi nel 2025 saranno due miliardi nel mondo, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione: oggi le persone con ipertensione sotto i 50 anni d’età sono il 23 per cento, mentre dopo i 60 anni sono il 60 per cento».
Durante il simposio, per quanto riguarda la prevenzione ampio spazio è stato dato allo stile di vita, in particolare alla corretta alimentazione, che tra l’altro prevede una minore assunzione di sale. «Senza dubbio il cloruro di sodio necessario al nostro organismo è già contenuto negli alimenti, ma in generale si può consigliare un consumo moderato di sale aggiunto come indicano le linee guida dell’American Heart Association, ovvero un cucchiaino da tè per un apporto mai superiore a 2-3 grammi al giorno» consiglia de Simone. «Nel documento “Global Action Plan for the prevention and control of noncommunicable diseases 2013-2020”, fra gli obiettivi di prevenzione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli Stati membri la riduzione del 30% nel consumo di sodio nella popolazione generale. Ridurre il consumo di sale contribuisce a prevenire non solo l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari ad essa correlate, ma anche altre malattie quali gastrite, tumore dello stomaco, osteoporosi, insufficienza renale. Peraltro una riduzione graduale del consumo di sale favorisce anche una variazione del gusto con più facile adattamento ad alimenti meno saporiti».Nonostante le indicazioni degli esperti, però, si continua a consumare troppo sale: la media in Italia è di 10-12 grammi al giorno. E il maggior consumo riguarda soprattutto le regioni del Sud e le persone meno istruite. «Secondo l’articolo “Geographic and socioeconomic variation of sodium and potassium intake in Italy: results from the Minisal-Gircsi programme”, pubblicato sul British Medical Journal, esiste un significativo gradiente Nord-Sud per il consumo di sale in Italia» conferma Francesco Cappuccio, Vicepresidente della Società Britannica di Ipertensione e Docente di Medicina Cardiovascolare all’Università di Warwick, Regno Unito. «Le persone che vivono nelle Regioni meridionali, in particolare Calabria, Basilicata e Puglia, hanno una maggiore escrezione di sodio che altrove, come Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Inoltre il consumo di sale nel nostro Paese è significativamente più elevato nei gruppi sociali più svantaggiati: esiste infatti un’associazione lineare anche tra occupazione, livello di istruzione e consumo di sale. Le persone con titolo di studio elementare e scuole medie, se paragonate a quelle laureate, hanno un 5,9% in più di sodio nelle urine».
Cappuccio attribuisce parte della responsabilità di questo scorretto stile di vita alle aziende alimentari. «Un’elevata quantità di sale negli alimenti favorisce il profitto delle aziende, non la salute delle persone» dichiara Cappuccio. «Infatti aumenta la palatabilità, rendendo più appetibili anche i cibi di scarsa qualità. Inoltre l’aggiunta di sale aumenta nel cibo l’assorbimento dell’acqua, incrementando il peso del cibo e quindi il profitto. E poi i cibi salati provocano sete e quindi un maggior consumo di bevande, tra cui quelle gassate e quelle alcoliche, con conseguenze sulla salute e sull’aumento di peso».

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“E’ tempo di giustizia in Palestina. Le responsabilità dell’Europa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

la sapienzaRoma 23 MARZO, Università La Sapienza, Fac. di Mineralogia Aula LUCCHESI h. 15 – 18 All’ incontro interverranno:
– Mahmoud Zawhare, palestinese, coordinamento della resistenza popolare non violenta
– Michel Warshawski, israeliano, Alternative Information Center
– Pierre Galand, da Bruxelles, coordinatore del Tribunale Russell sulla Palestina
Nella successiva tavola rotonda coordinata da Luisa Morgantini interverranno i parlamentari:
– Filippo Fossati, PD
– Marietta Tidei, PD
– Manlio Di Stefano, M5S (da confermare)
– Brando Bonifei, S&D PE (intervento scritto)
– Eleonora Forenza, GUE, PE
Verrà presentata la campagna europea “Justice for Palestine. End European complicity”
Arci, AssopacePalestina, Cultura è Libertà, Ebrei contro l’occupazione, Fiom, Gazzella onlus, Oltre il mare, Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese, Rete della Pace, Transform!

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