Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘restituzione’

Tariffe: Tar, sospesa restituzione soldi per compagnie telefoniche

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Con due ordinanze il Tar del Lazio ha sospeso l’esecuzione dei provvedimenti con i quali l’Agcom a metà dicembre scorso aveva stabilito che le compagnie telefoniche dovessero stornare dalle bollette gli importi dovuti alla fatturazione a 28 giorni.”Il Tar continua a fare regali alle compagnie telefoniche, con ordinanze fotocopia che non appaiono particolarmente logiche. Se l’ammontare della somma è così elevato da incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende è solo perché queste sono andate avanti per mesi, imperterrite, a violare la delibera dell’Authority! Ora non possono ricevere pure un premio per questo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre la somma non è affatto indeterminata, considerato che si tratta dell’8,6% della bolletta. Infine, rispetto alla presunta difficoltà per le società di riottenere dai clienti le somme eventualmente corrisposte, in caso di giudizio finale favorevole alle compagnie telefonifhce, siamo al ridicolo! Non dovrebbero fare altro che inserirlo nella bolletta successiva” conclude Dona.

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Slovenia: restituzione beni italiani: Interrogazione parlamentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

“Il ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec, ha chiesto a Giulio Terzi di Sant’Agata la restituzione dei quadri trafugati alla Slovenia dall’Italia prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Tale richiesta ha dell’incredibile e del grottesco sotto tutti i profili. È necessario sapere quali siano le intenzioni del Governo sulla questione, se si sia già posto un netto rifiuto alle richieste slovene e in che modo si intenda fornire rassicurazioni al mondo degli esuli italiani dell’Istria”. È quanto si legge in un’interrogazione parlamentare presentata da Roberto Menia, promotore della Legge 92 del 2004 che istituisce il Giorno del Ricordo e Coordinatore nazionale di Fli, e firmata anche da Angelo Compagnon (Udc), Isidoro Gottardo (Pdl) e Alessandro Maran (Pd). “Va anzitutto detto – si legge nel testo dell’interrogazione – che si tratta di capolavori della scuola veneta dovuti a Vittor e Benedetto Carpaccio, Paolo Veneziano, Alvise Vivarini, Giovan Battista Tiepolo e altri autori, attualmente conservati presso il Museo Sartorio di Trieste, e che furono spostati (non certo «trafugati») tra il 1939 e il 1940, da Capodistria, Isola, Pirano a Roma, per essere preservati dai pericoli dell’incipiente conflitto”. “Va precisato che Isola, Pirano e Capodistria vennero cedute alla Jugoslavia solo con il trattato di Osimo del 1975 e che la Slovenia indipendente si è creata solo nel 1991, le parole del ministro sloveno appaiono, dunque, contrastanti sia con la storia sia con la logica”.

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Bonus bebè non dovuto e restituzione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

A diverse famiglie sta arrivando una comunicazione raccomandata A/R del ministero dell’Economia per recriminare la restituzione del bonus bebè elargito nel 2006, così come stabilito dalla legge 266/2005 per i bimbi nati o adottati nel 2005 e nel 2006. Richiesta in parte legittima perchè i requisiti per goderne erano di avere un reddito inferiore a 50.000,00 euro. Alcuni, sbagliando, hanno creduto che si intendesse il reddito netto e non -come sempre in questi casi- lordo, ed hanno fatto una autocertificazione sbagliata. A distanza di tempo, il ministero e’ andato a riguardare queste autodichiarazioni e, messele in parallelo con la reale situazione reddituale, ha scoperto che in diversi sforavano, anche se di poco, i 50mila euro. Il ministero oggi, pero’, non ce dice tutta. In diversi casi la richiesta di restituzione e’ stata inoltrata oltre i cinque anni da quando il bonus e’ stato riscosso, quindi soggetta a prescrizione. Inoltre il ministero ha strutturato la raccomandata di richiesta in modo ambiguo, si’ da far credere al chi la riceve che deve pagare subito anche la sanzione amministrativa di 3.000,00 euro: solo in fondo, dopo le intimazioni e i riferimenti delle violazioni penali ipoteticamente commesse, si legge che la sanzione sara’ dovuta solo dopo pronuncia del giudice; pronuncia che, telefonando agli uffici del ministero, viene chiesto ai contribuenti di andare a compilare presso di loro per inviarla… una sorta di autodenuncia. A nostro avviso i contribuenti dovrebbero comportarsi cosi’:
a) se sono trascorsi più di cinque anni dalla riscossione al momento in cui e’ partita la richiesta di rimborso, inviare una raccomandata A/R in cui eccepisce la prescrizione della loro richiesta (senza aggiungere altro). Ovviamente se i cinque anni non sono trascorsi, occorre restituire il dovuto;
b) non fare nulla per la sanzione amministrativa di 3mila euro. Per la denuncia ci penserà, eventualmente, il ministero per proprio conto e, se il giudice darà loro ragione, non ci si potrà opporre al pagamento di questa sanzione se la dichiarazione resa a suo tempo era mendace.

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Iluna Group Spa: Crisi e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Si è conclusa con successo la ristrutturazione del debito per la società di abbigliamento Iluna Group Spa di Zingonia (Bergamo). Le linee di debito a medio termine del gruppo, pari a 9,5 milioni di euro, sono state riscadenziate a 15 anni; è stato inoltre erogato un nuovo finanziamento da 3 milioni di euro con la medesima scadenza quindicennale. Il rimborso è soggetto a un periodo di preammortamento di 18 mesi, durante il quale la società potrà pagare solamente la quota interessi rimandando la restituzione della quota capitale. La ristrutturazione, iniziata nell’ottobre 2009, conclude positivamente un processo di alleggerimento finanziario avviato già nel corso dell’anno passato con la dismissione della divisione seamless del gruppo, per permettere una maggiore focalizzazione sul core business aziendale.
Per ILuna è stata elaborata una opportuna strategia allo scopo di sfruttare il momento di depressione del mercato, per riposizionare l’azienda e salvare i posti di lavoro. E i risultati mantengono la promessa: i 190 stipendi degli attuali dipendenti oggi sono al sicuro.
La strategia per il futuro prevede un focus del gruppo sulla qualità dei prodotti, vero punto di forza del Made in Italy e da sempre promosso come assett del business dall’Amministratore Unico di Iluna Group Furio Annovazzi. “Negli ultimi due anni la concorrenza sul prezzo praticata dei produttori asiatici ha creato difficoltà alle aziende europee meno solide. – spiega Annovazzi- Oggi, però, chi è riuscito a restare sul mercato può cogliere i frutti di un’inversione di tendenza: sia che si parli di b2b (business to business) o di b2c (business to customer), le preferenze degli acquirenti si orientano sempre più nettamente verso prodotti in grado di rispondere agli elevati standard di sicurezza e qualità dell’Unione Europea, che molti fornitori asiatici non sono di fatto in grado di rispettare”.
Iluna Group Spa (www.iluna.it) è stata fondata nel 1969 a Zingonia, nel bergamasco, da Luigi Annovazzi, precursore nella produzione e commercializzazione di coppe preformate. Nel tempo la società è stata protagonista di una intensa fase di sviluppo che la posiziona a livello di leadership europea. Dopo un’ampia diversificazione sotto il profilo industriale, l’azienda ha poi dovuto fronteggiare una fase di difficoltà economica che, dopo diversi interventi in equity da parte della Proprietà, a partire dal 2008 e in conseguenza anche della generale crisi dei mercati, si è riverberata sotto il profilo finanziario. La dimensione del giro d’affari, dopo un quadriennio stabilizzato a circa 30 milioni di euro (2005-2008), ha subito una flessione a circa 20 milioni di euro nel 2009, dovuta alla contrazione dei consumi in seguito alla crisi finanziaria, ed alla chiusura del ramo d’azienda del “seamless” (abbigliamento senza cuciture) conclusasi nel 2009. I primi mesi del 2010 confermano un trend di ripresa degli ordini e del fatturato, che risultano in linea con il budget per l’esercizio in corso di 24 milioni di euro.(marinelli)

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Richiesta restituzione Iva su Tari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2010

Roma. “Approvata  la mozione con la quale il Consiglio chiede alla Presidente del Municipio Roma XVII di attivarsi nei confronti del Sindaco e della Giunta del Comune di Roma affinchè venga rispettata la sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 24 luglio 2009 che sancisce la natura giuridica di tassa della TARI (tariffa sui rifiuti) e vengano, pertanto, restituite  ai cittadini romani le somme  indebitamente percepite dall’AMA a titolo di IVA sulla suddetta tassa negli anni precedenti, prevedendo eventualmente anche la compensazione di tali somme con quanto dovuto a titolo di tassa rifiuti per l’anno in corso”. E’ quanto dichiara  Giovanni Barbera, esponente romano del Prc-Federazione della Sinistra, nonchè presidente del Consiglio del XVII Municipio.  “Tale mozione, proposta dal sottoscritto, si inserisce nella campagna lanciata in questi giorni dalla “Rete romana contro la Crisi”, a cui aderiscono varie realta’ tra partiti, associazioni e sindacati, per chiedere la restituzione di tali somme ingiustamente percepite dai cittadini romani e per chiedere, piů in generale, alle amministrazioni locali una riduzione delle tariffe dei servizi pubblici da loro erogati a favore di quelle famiglie che in questi mesi stanno subendo i disagi della crisi economica.  Nei prossimi giorni, anche nel nostro Municipio, così come sta avvenendo in altri territori, verranno organizzati dalla Federazione della Sinistra appositi banchetti per distribuire ai cittadini i moduli con i quali richiedere all’Ama la restituzione delle somme indebitamente percepite e per informali della decisione della Giunta Alemanno di aumentare dal prossimo anno alcune  tariffe comunali, ad esempio la Tari, come riportato in questi giorni dalla stampa”conclude Barbera. Vedere i precedenti. qui

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Anticipo retribuzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Regione Piemonte. Vincenzo Chieppa Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani rende noto che è stato presentato un ordine del giorno avanzato presso la Giunta Regionale  da Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani, per avviare urgentemente un tavolo tecnico con istituti bancari, fondazioni e rappresentanze dei lavoratori finalizzato alla stipula di un accordo che renda possibile l’erogazione da parte delle banche dell’anticipo delle spettanze dovute ai lavoratori che si trovano nella condizione di creditori verso le aziende, per la restituzione del quale la Regione si faccia garante nei confronti del sistema bancario piemontese e assicuri la copertura totale degli interessi passivi conseguenti all’erogazione dei sopraindicati anticipi. In alcuni casi, purtroppo, la situazione perdura ormai da molto tempo e genera un terribile impatto a livello sociale sulle famiglie dei lavoratori che rimangono, di fatto, prive di  alcuna forma di reddito e sostentamento. Dinnanzi a queste vicende, la Regione Piemonte non può esimersi dall’intervenire a sostegno di tali lavoratori e delle loro famiglie e per questo motivo è necessario individuare uno strumento valido ed efficace atto a garantire la liquidità sufficiente per i lavoratori in questione. Inoltre, si richiede all’Assessore alla Sanità a predisporre un provvedimento di esenzione dal pagamento del Ticket Sanitario per la tipologia dei lavoratori in questione, così come già realizzato, per esempio, dalla Regione Toscana.

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Statali e produttività

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Nel protocollo del 30 ottobre 2008 siglato fra Governo e sindacati, non sottoscritto dalla RdB-CUB Pubblico Impiego, il Governo si impegnava, entro il 30 giugno 2009, a restituire i tagli operati al salario accessorio dei dipendenti pubblici con la Legge 133/08. Riduzioni che vanno dal 10% dei Fondo Unico di Amministrazione alla totale eliminazione, per l’anno 2009, dei finanziamenti previsti dalle leggi speciali. Questa restituzione ad oggi non è ancora avvenuta. E’ avvenuto invece che il 2 luglio scorso il Ministro Tremonti, di concerto con il Ministro Brunettta, abbia emanato un DPCM in cui non vi è alcun impegno alla restituzione totale di quanto decurtato con la Legge 133, ma si stabilisce che le amministrazioni potranno, nel caso abbiano potuto operare maggiori risparmi di quelli previsti nei recenti provvedimenti economico-finanziari, utilizzare parte di tali risparmi per recuperare le somme decurtate dai fondi di produttività. Commenta Fabio Morabito, del Coordinamento nazionale RdB-CUB P.I.: “Ci risiamo con l’ennesima messa in scena del Governo e dei sindacati concertativi che, in evidente difficoltà a giustificare il mancato rispetto delle promesse fatte, concordano decreti quali quelli del 2 luglio che di fatto mantengono il furto perpetrato ai danni del salario dei dipendenti pubblici attraverso la legge 133”. “La RdB P.I. spiegò da subito che difficilmente il Governo avrebbe dato con una mano quello che con l’altra aveva sfilato dalle tasche dei lavoratori – prosegue Morabito – tanto più che il Ministro Tremonti, al contrario del Ministro Brunetta, non aveva controfirmato l’accordo dell’ottobre 2008. Di certo, grazie ai provvedimenti emanati ed ai contratti stipulati, i redditi per il 2009 dei dipendenti pubblici saranno inferiori a quelli del 2008. Non solo, ma questi provvedimenti produrranno un peggioramento dei servizi pubblici e della condizione di lavoro e di  vita dei dipendenti; così come non risolveranno il grave problema del precariato, che anzi avrà risvolti tragici con il licenziamento di migliaia di lavoratori. Per questo dovranno continuare le iniziative dei lavoratori pubblici per contrastare le politiche del Governo”, conclude il rappresentante RdB P.I.

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