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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘restrizioni’

Scuola: Mobilità, sulle assegnazioni provvisorie troppe restrizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 luglio 2017

scuola-montagna-pianoIl personale scolastico non può a esempio produrre domanda all’interno del comune di titolarità; a livello interprovinciale introdotti diversi vincoli, con la domanda che può essere accolta ma per finire poi di fatto lontano da dove è necessario assolvere alle motivazioni che sono alla base della domanda presentata. Il contratto sottoscritto il 21 giugno scorso è ancora al vaglio degli organi di controllo per la prevista certificazione di rito: sarebbe bene, quindi, che sulle assegnazioni provvisorie cadano gli attuali vincoli. In caso contrario, l’Anief annuncia sin d’ora che ha intenzione di tutelare tutto il personale della scuola che venisse danneggiato da tali illegittime preclusioni, lesive di oggettive esigenze personali o familiari.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le assegnazioni provvisorie sono accordate eccezionalmente, sulla base di motivazioni comprovate, sempre per un anno: che senso ha ridurne la portata, introducendo spostamenti su Ambito territoriale o genericamente su provincia? In questo modo, molti dipendenti scolastici rischiano di vedersi concessa la loro domanda. Ma poi, di fatto, non possono usufruire degli effetti in pieno, perché non sono stati collocati nel Comune richiesto. Il senso dell’assegnazione provvisoria è venire incontro a necessità personali, spesso legate a motivi di salute propri, di parenti o affini. Laddove vi sono le possibilità, ovvero posti vacanti, allora è bene procedere all’assegnazione piena. Concederla a metà costituisce un no sense che rischia di avere anche degli strascichi in tribunale. Con riflessi negativi pure sul regolare avvio dell’anno scolastico, il quale potrebbe andare a produrre spostamenti d’ufficio a lezioni abbondantemente avviate.

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Ridurre lo spreco alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

alimentareBruxelles. I deputati europei propongono alcune misure per dimezzare lo spreco alimentare nell’UE, come rimuovere le restrizioni esistenti sulle donazioni di cibo e porre fine alla confusione creata dalle etichette alimentari “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.Nei paesi sviluppati il cibo viene sprecato soprattutto alla fine della catena alimentare, alla distribuzione e al consumo. Ognuno ha la responsabilità di dover affrontare questo problema”, ha affermato la relatrice Biljana Borzan (S&D, HR).”La mia relazione richiede una risposta coordinata delle politiche in materia di etichettatura, responsabilità e istruzione, poiché la maggior parte dei consumatori non capisce il significato preciso dell’etichettatura da consumarsi preferibilmente entro e da consumarsi entro. Inoltre, dovremmo affrontare le carenze della legislazione comunitaria esistente nei casi in cui si ostacolano le donazioni alimentari”, ha aggiunto.La sua risoluzione è stata adottata martedì da 623 voti a favore, 33 contrari e 20 astensioni.I deputati invitano gli Stati membri a prepararsi a ridurre i rifiuti alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2014 – un obiettivo che il Parlamento ha introdotto nella legislazione sullo spreco alimentare votata a marzo.
Le autorità nazionali dovrebbero informare i consumatori sul significato esatto delle date poste sulle etichette “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”, includendo informazioni sulla possibile fruizione dei prodotti alimentari anche dopo la scadenza della data “preferibilmente entro”. La Commissione dovrebbe inoltre valutare la rimozione delle date di scadenza per i prodotti che non presentano alcun rischio per la salute e per l’ambiente.La Commissione dovrebbe inoltre proporre una modifica della direttiva sull’IVA per autorizzare esplicitamente l’esenzione fiscale per le donazioni di cibo. Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) dovrebbe essere utilizzato per finanziare la raccolta, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione degli alimenti donati.

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La condanna dell’Iran pronunciata dall’ONU

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

Iran (Persia) with Black, Caspian and Arabian ...

Image via Wikipedia

Rispecchiando la crescente intolleranza da parte della comunità internazionale nei confronti delle violazioni dei diritti umani, l’Assemblea generale dell’ONU ha oggi condannato l’Iran perché opprime i suoi cittadini.Con 89 voti favorevoli, 30 contrari e 64 astensioni, l’Assemblea generale ha approvato un risoluzione che esprime «profonda preoccupazione per le gravi, continue e ricorrenti violazioni dei diritti umani» nel paese.L’Assemblea ha votato dopo che l’Iran ha tentato una mozione di «no-action», nell’intento di bloccare la risoluzione chiedendo un aggiornamento del dibattito. La mozione è stata bocciata con 100 voti contrari, 35 favorevoli e 42 astensioni.Risoluzioni come questa sui diritti umani in Iran sono state sottoposte all’Assemblea generale praticamente ogni anno dopo il 1992 e il provvedimento di quest’anno, già approvato il mese scorso dal Terzo comitato dell’Assemblea generale, è passato con un più alto numero di voti favorevoli rispetto agli anni precedenti.«Quest’anno il voto dell’Assemblea dimostra chiaramente l’irritazione della comunità internazionale per la continua oppressione da parte dell’Iran dei suoi cittadini», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite.«Il gran numero di voti favorevoli di quest’anno rispecchia anche l’impazienza della comunità internazionale davanti alla violazione dei diritti umani in qualunque parte del mondo e l’accresciuta determinazione di un crescente numero di nazioni di parlare a favore dei diritti umani», ha detto. Un’altra ragione di questo gran numero di voti è il senso di irritazione che molte nazioni provano per il ripetuto rifiuto dell’Iran di collaborare con l’ONU ricevendo investigatori speciali sui diritti umani, ha detto la signora Dugal. La signora ha notato che l’Iran non ha ancora permesso ad Ahmed Shaheed, il relatore speciale dell’ONU per la situazione dei diritti umani in Iran appena nominato, di visitare il paese.«Dopo la nomina di Ahmed Shaheed, l’Iran non lo ha accolto nel paese e, anzi, ha contestato la legittimità della sua nomina», ha detto la signora Dugal.La risoluzione di quest’anno esprime preoccupazione per una lunga serie di violazioni in Iran, compreso «il drastico aumento» delle esecuzioni capitali, dell’uso della tortura, della sistematica individuazione dei difensori dei diritti umani, della diffusa violenza contro le donne e delle continue discriminazioni contro le minoranze, compresi i membri della Fede baha’i.Cosponsorizzata da 42 paesi, la risoluzione elenca specificamente 16 motivi di preoccupazione, incluse «le gravi restrizioni sistematiche delle assemblee pacifiche» e «le gravi restrizioni e limitazioni del diritto alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione e credo». Dei baha’i la risoluzione menziona «i crescenti attacchi contro i baha’i e i loro difensori». Fa riferimento al «significativo aumento del numero dei baha’i arrestati e imprigionati» e alle «rinnovate misure per negare ai baha’i impieghi pubblici e privati».

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Governo Monti: come prima più di prima

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Tutti con il naso all’insù in attesa che scocchi l’ora X, alias 5 dicembre p.v., allorquando si riunisce il consiglio dei ministri e saranno sparse le ceneri della nostra civiltà del diritto, dell’equità sociale, della concertazione. In nome di una emergenza non invocata ma subita e per tutelare interessi che non ci appartengono ma ci sono imposti. La mannaia delle restrizioni, delle imposizioni sta diventando il nostro pane quotidiano. L’Europa dei popoli ha scoperto il suo reale natura e si è rivelata l’Europa dei quartieri alti della finanza, dell’economia, dei poteri occulti. Il suo giocattolo, sino a qualche ora fa, è stato l’euro ora sta cercandone un altro. Non si pensa a chi ha speso, lavorando, un’intera vita, non si pensa ai giovani che non riescono a trovare un lavoro, e sono milioni, non si pensa ai precari che sono sballottati tra un lavoro e l’altro senza futuro, non si pensa ai valori ma agli interessi lucrosi e poca importa se sono a carico di chi ha già dato ma continua a subire in nome di un ideale costruito più sull’avere che sull’essere di chi possiede e gode del superfluo. Abbiamo sperato in una svolta insperata negli anni ’90 e il sogno lo abbiamo prolungato a dispetto della ragione che ci suggeriva prudenza e concretezza e ora dovremmo passare ad un altro sogno dove il fondo raschiato non sembra bastevole per una logica che non siamo, a tutt’oggi, in grado di percepire nella giusta misura. Dovremmo, invece, svegliarci e renderci conto che qualcuno ci ha messi sul limitare di un baratro e pretende da noi consapevolezza della nostra condizione di servus servorum Dei. E per i servi, come per gli schiavi, non esiste giustizia, non esiste libertà, non esistono diritti. Qui continuano a prenderci in giro con le parole: comunista, socialista, anarchico ecc. Noi,invece, stiamo raggiungendo la sintesi: o si è ricchi o si è poveri. Persino chi credeva di stare nel mezzo vede restringersi la sua posizione che non lo porta in alto ma semmai in basso perchè molti sono gli aspiranti ma pochi gli eletti. Perchè la schiavitù non si è spenta in nome di una civiltà che pensavamo di aver conquistato e fortificato con l’insegnamento dei nostri padri, dopo dure lotte e grandi sacrifici, perchè civiltà è morta e con essa ogni anelito di progresso e di benessere. Se non ritroviamo il senso della realtà, di là della cortina fumogena delle suggestio mediatiche, il nostro destino è segnato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Cellulare, sms durante la guida: nuove restrizioni per gli autisti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

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Image by Massimo Norbiato via Flickr

Parlare al cellulare o mandare SMS mentre si guida è diventato un luogo comune, ma ecco un nuovo giro di vite per i più di dieci milioni di automobilisti che in Italia utilizzando regolarmente i telefoni cellulari durante la guida.
In risposta alle preoccupazioni di sicurezza, la IX commissione trasporti della Camera, in sede referente, ha ripreso l’esame del disegno di legge recante “Modifiche all’articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida”. La Commissione Lavori pubblici aveva già approvato in sede deliberante il ddl in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida.Il testo, intende introdurre una modifica all’articolo 173 del Nuovo codice della strada al fine di prevedere l’estensione del divieto di utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida “ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi”. Gli studi sino ad oggi effettuati, hanno dimostrato il fatto che usare il cellulare mentre si sta guidando comporta un rischio elevato di provocare un incidente: è appurato che una distrazione di soli due secondi a 100 km/h fa percorrere alla nostra macchina 56 metri prima di percepire un ostacolo, poi fra tempo di reazione (un secondo) e frenata in condizioni ottimali ne servono altri 71. Totale 127 metri prima di riuscire a fermare il veicolo. Secondo l’Istat, l’utilizzo del cellulare alla guida è stato paragonato alla guida in stato di ebbrezza. La conferma arriva anche da uno studio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità evidenzia, che sottolinea come il rischio relativo per chi utilizza il cellulare è pari a 4. Cioè chi guida utilizzando il telefonino (anche con l’auricolare o il viva voce), ha 4 volte più probabilità di rimanere coinvolto in un incidente rispetto a chi non lo utilizza. Lo studio, informa quindi che il degrado della capacità di guida determinato dall’uso del cellulare è simile a quello indotto da un’alcolemia del conducente intorno a 80mg/100ml (il limite legale in Italia è pari a 50mg/100ml).
È noto, inoltre, che usare il cellulare mentre si è alla guida provoca un ‘invecchiamento’ delle capacità di reazione: in sostanza, se un ragazzo di 20 anni si mette al volante parlando al cellulare, i suoi tempi di reazione sono gli stessi di un guidatore di 70 anni senza cellulare. È come subire un invecchiamento immediato, dicono gli esperti. L’analisi delle circostanze accertate o presunte di incidente mette in luce che, nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta, la velocità troppo elevata sono le cause più diffuse di incidente e costituiscono da sole il 44 per cento dei casi. Nell’ambito della guida distratta, l’utilizzo del telefonino durante la guida rappresenta uno dei fattori di più alta incidentalità.
A fronte di tali dati, la previsione normativa che consente l’utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi appare, oggi, del tutto ingiustificata e contraria all’obiettivo generale della sicurezza stradale”.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”,l’estensione del divieto, ha quindi “il solo scopo di aumentare il livello di sicurezza sulle strade e sulle autostrade del Paese e di eliminare una delle possibili cause di distrazione alla guida che possono recare pregiudizio non solo a chi le utilizza in modo improprio, ma anche a terzi”.
Lecce, 8 novembre 2011

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Deregulation in emergenza deprime i servizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Nel momento in cui tutto il paese dovrebbe fare leva sui suoi punti di forza, sui servizi e le strutture che hanno sempre funzionato correttamente, avviare una politica di liberalizzazione selvaggia è un errore che può solo danneggiare il tessuto economico del paese” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani commentando la reintroduzione nel testo della manovra economica tra breve all’esame del Parlamento delle norme che dovrebbero eliminare le cosiddette restrizioni all’accesso delle professioni. Nel caso delle farmacie, il testo pervenuto ora ai media causerebbe di fatto la cancellazione dell’istituto della pianta organica, che regola la distribuzione capillare sul territorio, l’ ingresso delle società di capitali nella proprietà d elle farmacie, oltre a determinare l’uscita dalla farmacia dei farmaci soggetti a prescrizione medica ma non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. “Si tratta di misure che, come dimostrato anche dalle esperienze estere, non aumentano né l’accesso alla titolarità della farmacia né i livelli occupazionali; al contrario determinano invece la concentrazione e la ristrutturazione delle reti dei servizi conducendo alla desertificazione del territorio. Lo prova l’esperienza della Gran Bretagna che, in controtendenza, ha proposto di tornare a valutare il fabbisogno di farmacie sul territorio nazionale dopo che si era prodotta una distribuzione ineguale che metteva a rischio l’accesso al farmaco da parte dei cittadini” prosegue Mandelli. “Se si vuole ammodernare il servizio farmaceutico, aumentando le prestazioni per i cittadini e i livelli occupazionali, è bene attuare riforme, non deregulation avviate sulla spinta di eventi contingenti. Ciò che occorre per promuovere lo sviluppo sono misure che supportino chi, come il servizio farmaceutico, ha retto in questa fase di crisi senza tagliare posti di lavoro, in modo che possa contribuire al miglioramento della situazione economica”.

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Da gennaio wi-fi senza restrizioni

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

Il Ministro Renato Brunetta – tra i primi, insieme al Ministro Giorgia Meloni, ad aver segnalato l’importanza di procedere a un ripensamento della normativa in materia di connessione ad internet tramite Wi-Fi – esprime un grande plauso per la decisione assunta in Consiglio dei Ministri di abolire le limitazioni previste dal decreto Pisanu. A partire dal primo gennaio, gli utenti potranno collegarsi liberamente tramite Wi-Fi senza più il bisogno di registrarsi presentando un documento d’identità. In questo modo si elimina una delle principali restrizioni alle nuove modalità di accesso e fruizione della rete internet e si favorisce la diffusione dei servizi di connessione e informativi per cittadini e turisti. “L’obiettivo di garantire libertà di accesso e sicurezza è raggiunto – ha commentato il ministro Brunetta – questo senza gravare il sistema con costi di transazione inutili e sproporzionati”.

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Alcol e guida a Ferragosto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Le nuove norme del codice della strada prevedono divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle 3 di notte fino alle 6 di mattina. Auspichiamo che la legge sia applicata, perche’, come sempre, il problema dell’alto numero di incidenti stradali legati al consumo di alcolici non e’ stato in passato il divieto e le restrizioni per somministrazione e vendita, ma i controlli dell’autorità nei locali e per strada. Percio’ non crediamo che si avranno chissà quali risultati da questa ulteriore restrizione se, in contemporanea, non si prevedono massicci investimenti per aumentare polizia annonaria e stradale. Ma il legislatore ha fatto un apparente regalo ai commercianti, prevedendo che per la notte di Capodanno e per quella di Ferragosto questi divieti di vendita non siano applicati. Nell’art.54 e’ scritto: Sono escluse da queste limitazioni le notti tra il 31/12 e il 1/1 e tra il 15/8 e il 16/8. A parte il palese errore che e’ stato fatto nell’indicare l’esenzione nella notte tra il 15 e il 16 agosto e non per quella tra il 14 e il 15 (e’ come se per Capodanno avessero stabilito l’esenzione tra 1 e 2 gennaio…), il segnale che viene dato dal legislatore e’ massacrante e tragico nel medesimo tempo, perche’ dice: non bevete alcolici prima di mettervi alla guida perche’ potreste ammazzarvi e ammazzare ma, se proprio lo volete, potete ammazzarvi e ammazzare a Ferragosto. Un legislatore che prevede una cosa del genere è pericoloso. L’intento e’ chiaro: favorire il commercio per quelle due notti in cui per diversi c’e’ l’abitudine di passarle grossomodo in bianco…. ma -diciamo noi- proprio perche’ le notti sono in bianco e’ piu’ probabile che “ci si tenga su” anche con piu’ alcool, quindi gli abusi saranno maggiori che in altre occasioni e il pericolo sarà maggiore che, per esempio, nei normali week-end. Auspichiamo che, di la’ dei controlli che sicuramente saranno insufficienti (non ci risultano al momento aumenti di organici nelle polizie) e dei divieti e delle deroghe ridicole e sbagliate, chiunque festeggera’ con la notte in bianco a Ferragosto e non solo, si metta d’accordo coi propri amici perche’ uno si sacrifichi (magari a turno) a non bere niente per quella sera e sia poi questo che guidera’ l’auto per riportare a casa gli altri.

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Samuel Goetz: Senza volto

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

Pagine: 116 ISBN 978-88-497-0671-0 Prezzo: € 14,00 Questo racconto saggio e onesto è una commovente testimonianza delle grandi capacità dell’animo umano. In una prosa lucidamente eloquente, che si spande con fermo vigore, Samuel Goetz ci invita a non dimenticare mai uno dei peggiori crimini contro l’umanità. Mentre il nazismo serra la presa sul ghetto ebraico di Tarnow, un ragazzo polacco raccoglie il suo coraggio, l’astuzia e la fermezza che gli saranno necessari per sopravvivere.  Sam Goetz ha solo undici anni quando inizia la sua terribile odissea. Bambino innocente ma sveglio, è perplesso dalla apparente passività con cui gli adulti del suo mondo accettano le restrizioni imposte dai loro oppressori. Anche se la sua famiglia tenta di mantenere una certa parvenza di normalità, lui vede la brutalità per le strade del ghetto e comincia a capire il motivo della scomparsa di vicini e parenti. Dopo aver osservato il treno in partenza che porterà i suoi genitori a morte certa, trasformerà la sua disperazione e la sua paura in una intensa determinazione alla sopravvivenza. Il libro dà un resoconto dettagliato dell’Olocausto attraverso gli occhi di una adolescenza notevole. Quando i nazisti inevitabilmente catturano Sam, questa narrazione intensamente personale ci porta attraverso il paesaggio surreale dell’Europa dilaniata dalla guerra, mentre Sam, con straordinaria maturità, risolutezza e ingenuità, riesce abilmente a resistere agli indicibili orrori dei campi della morte.
Samuel Goetz è nato in Polonia. Ha vissuto nella città di Tarnow sotto l’occupazione tedesca fino alla deportazione nel primo dei tre campi di concentramento. In seguito alla liberazione, ha passato quattro anni in un campo profughi italiano, dove ha incontrato la donna che sarebbe diventata sua moglie, Gertrude. Dopo essere emigrato negli Stati Uniti, ha ripreso la scuola, laureandosi e conseguendo il dottorato in Optometria. Dopo anni di pratica privata, è entrato nella facoltà di Optometria della Southern California School. Importante portavoce dei sopravvissuti della Shoah, ha fondato una Cattedra di Studi sull’Olocausto alla UCLA e ha organizzato un progetto senza precedenti con lo scopo di conservare testimonianze filmate dei sopravvissuti. Attualmente è un componente della Commissione del Museo “Holocaust Memorial” degli Stati Uniti con sede a Washington e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua opera eccezionale per fini umanitari.

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Assemblea Confartigianato

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Dopo l’indagine dei mesi scorsi dell’osservatorio di Confartigianato Giovane di Roma e l’altra specificatamente rilevata nella provincia di Crotone nelle scorse settimane e conclusa in questi giorni su un campione di oltre 100 piccole e medie imprese nell’ambito dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi, il segretario provinciale, Salvatore Lucà, ha presentato  una relazione in cui si evidenzia che le micro e piccole imprese sono quasi in ginocchio e l’aumento deciso di Irap e Irpef  per coprire il deficit sanitario e le nuove regole previste per il credito da Basilea 3  sono altri  fattori negativi che gli imprenditori dovranno purtroppo subire. Non solo. Le restrizioni nel mondo bancario stanno mettendo in ginocchio specialmente le nuove imprese, quelle nate per intenderci con gli incentivi statali degli ultimi anni, che invece di produrre un’ulteriore spinta alla ripresa sono diventate il vero punto debole della filiera economica.
“Queste piccole aziende – è detto in una nota della Confartigianato – che in fase di avvio sono state ben accolte dal sistema finanziario per accaparrarsi  evidentemente  i fondi statali, oggi devono convivere anche, ove non bastassero gli altri fattori ostativi, con un sistema bancario che guarda al lavoro autonomo  più come ostacolo e non come risorsa. Un dato gravissimo dovuto ad un sistema finanziario obsoleto che non ha proprio la volonta di dare una mano, malgrado anche loro ribadiscono virtualmente  grandissima disponibilità”. “Gli imprenditori – si soggiunge – auspicano però che la Regione Calabria  metta a disposizione delle imprese risorse dei Fondi Europei per un credito d’imposta automatico e senza graduatorie sugli investimenti in infrastrutture e macchinari per le imprese calabresi  di qualsivoglia natura.  L’utilizzo di questi fondi per simili operazioni  metterebbero all’angolo  quegli  imprenditori che per anni nella nostra Regione hanno abusato di tutti quei finanziamenti che hanno creato di fatto una forte disparità tra coloro i quali fanno veramente imprenditoria ed altri che hanno utilizzato le risorse pubbliche solo per fini e scopi personali”.A fronte di questi ostacoli ed agli altri della Regione, Salvatore Lucà ha confermato l’avvio in questi giorni del preannunciato “ Sportello Anticrisi” che verrà presentato ufficialmente nei prossimi giorni in tutti i suoi  dettagli in una apposita conferenza stampa che si terrà a Crotone.

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Emendamento al ddl intercettazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

“Nonostante le modifiche, quella che il Governo Berlusconi vuole far approvare resta comunque una legge bavaglio”. La viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti Manuela Bellantuoni boccia l’emendamento presentato ieri dal governo sul disegno di legge sulle intercettazioni. La riduzione delle restrizioni a carico dell’editoria, secondo la Bellantuoni , “non priva il ddl del suo carattere liberticida e continua a non tutelare il diritto all’informazione del cittadino; nulla poi si è fatto per modificare le restrizioni all’utilizzo di questo importantissimo strumento investigativo, senza il quali tantissimi reati sarebbero rimasti nell’ombra e impuniti”. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro l’emendamento governativo presenta invece un fine molto più strumentale e attuale, quello cioè di “distogliere l’attenzione dalle vicende che riguardano il sottosegretario Giacomo Caliendo, che del testo legislativo è il curatore, ma anche coinvolto recentemente nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3”. E al premier Berlusconi il quale, deluso dalla modifica, ritiene che gli italiani non potranno ancora parlare liberamente al telefono, la Bellantuoni seccamente risponde che “chi non ha nulla da nascondere, nulla ha da temere dalle intercettazioni”.

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Roma: divieti circolazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2009

Roma. A partire da venerdì 1 gennaio 2010 sarà vietato l’ingresso e la circolazione all’interno della ZTL dell’Anello Ferroviario ai ciclomotori e ai motoveicoli – a due, tre e quattro ruote – con motore a 4 Tempi “Euro 0” non conformi alla direttiva 97/24/CE. Il provvedimento rientra all’interno del quadro generale degli interventi che il Comune di Roma promuove in favore dell’ambiente e a salvaguardia della salute dei cittadini.  I ciclomotori e i motoveicoli di vecchia generazione, infatti, emettono una significativa quantità di polveri sottili che incidono sull’inquinamento atmosferico. Questo nuovo provvedimento dà seguito al processo di contenimento degli agenti inquinanti prodotti dal traffico veicolare, già avviato per ciclomotori e motoveicoli nel 2007 con la restrizione alla circolazione di quelli dotati di motore a 2 tempi “Euro 0”.  Il rispetto della misura adottata e la progressiva sostituzione dei vecchi veicoli contribuirà a ridurre sensibilmente la produzione di polveri sottili e di ossidi di azoto. Potranno circolare all’interno della ZTL dell’Anello Ferroviario i motoveicoli classificati di interesse storico-collezionistico iscritti ai Registri riconosciuti dal nuovo codice della strada e ciclomotori e motoveicoli adibiti al trasporto di  persone diversamente abili. Ai residenti all’interno della ZTL dell’Anello Ferroviario sarà consentita la circolazione fino al 30 giugno 2010. Per facilitare e incoraggiare la sostituzione dei vecchi veicoli sono anche disponibili incentivi economici messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente. Per riconoscere la classe ambientale di omologazione è sufficiente controllare la direttiva di riferimento riportata sulla carta di circolazione o sul certificato di idoneità tecnica. Sul sito del Comune di Roma (in evidenza nella home page del X Dipartimento) la Fascia Verde e l’Anello Ferroviario.

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Libertà di stampa: Italia declassata

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2009

Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) l’Italia viene retrocessa per la prima volta da Paese ‘libero’ (free) a ‘parzialmente libero’ (partly free), unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia. “Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà”. Su un punteggio in scala a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 : è l’unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I migliori restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia. Secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha diretto lo studio, il “problema principale dell’Italia”, è Berlusconi, poiché “il suo ritorno nel 2008 …ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida”, sostiene. “La libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media”. Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati ‘free’ solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono ‘parzialmente liberi’ e 64 (il 33%) sono ‘non liberi’. Secondo l’indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera

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