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Web Summit 2016, da Lisbona la nuova rete Europea dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

andrea-di-camilloA cura di Andrea Di Camillo, Managing Partner del fondo di venture capital P101. 53 mila partecipanti, 15 mila società provenienti da 166 paesi, 7 mila CEO, 21 conferenze, un indotto previsto di circa 250 milioni di euro. Questo è il Web Summit 2016, in corso a Lisbona proprio in questi giorni, ovvero l’evento tecnologico più importante in Europa, in cui startup, investitori, e leader internazionali si incontrano per confrontarsi e costruire relazioni. Il Web summit nasce a Dublino ma si sposta per la prima volta quest’anno nel Sud dell’Europa, raddoppiando il numero di partecipanti rispetto al 2015: segnale inequivocabile che l’Europa meridionale non è più un fanalino di coda, ma si sta delineando sempre più chiaramente come il giovane cuore pulsante dell’innovazione nel vecchio continente.
Mentre si risolleva dall’ultima crisi finanziaria del 2000, il Portogallo si sta rapidamente facendo strada nella geografia europea del mondo startup grazie ad una comunità di imprenditori molto vivace, ma non solo: a candidare il Portogallo come la Silicon Valley europea c’è una campagna appena annunciata dal Segretario di stato all’industria João Vasconcelos, ovvero lo stanziamento di 400 milioni di euro di investimenti con Business Angel e venture capital, sgravi fiscali per gli investitori, una rete di oltre 80 incubatori certificati e un piano di sviluppo per portare la banda larga in tutta la nazione, comprese le scuole.Per questo e grazie alla rete generata dal Web Summit, la città portoghese si avvia ad essere riconosciuta a livello internazionale come polo dell’innovazione e nuovo hub per le startup. Anzi, secondo il The Guardian potrebbe essere la prossima capitale tecnologica d’Europa. Il Web Summit infatti non è solo l’occasione per assistere in prima persona ai talk di presidenti e rappresentanti di grandi nomi della tecnologia come Cisco, Facebook, Soundcloud, Blablacar, Niantic (quelli di Pokémon Go). Tra l’evento in sé e le sue diramazioni (Collision , RISE , MoneyConf), lo scorso anno le startup partecipanti hanno raccolto oltre un miliardo di dollari in investimenti e si prevede che quest’anno la cifra possa essere ancora più alta.
Noi di P101 abbiamo partecipato e siamo rimasti colpiti non soltanto dall’impressionante quantità di startup, istituzioni e investitori che questo evento è riuscito ad attirare, ma soprattutto dal fatto le oltre 50 mila persone partecipanti rappresentano l’affermazione di una nuova imprenditorialità, che va ben oltre il tema digitale/tecnologia e pone le basi per un modo del tutto nuovo di fare impresa.
Per l’Italia quello di Lisbona e in generale del Portogallo è un esempio da seguire: un Paese che fino a pochi anni fa era confinato al di fuori del radar dell’innovazione e della new economy europea, è riuscito a reinventarsi e a diventare il fulcro della futura rete delle startup continentali. Una strada che anche il nostro Paese può intraprendere e ha già iniziato a percorrere: il Web Summit è stato per l’Italia un banco di prova in cui abbiamo testato l’interesse internazionale per il nostro ecosistema e l’abbiamo trovato, senza troppa sorpresa, in crescita. Le startup del sud Europa ed italiane in particolare rappresentano oggi un’opportunità di investimento nuova, fresca, di alto livello, che le corporate nazionali ed internazionali non possono lasciarsi scappare se vogliono restare competitive. (foto: andrea di camillo)

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Roma e la rete europea

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Nel corso degli Open Days 2010 che si tengono sino al 7 ottobre a Bruxelles presso il Comitato delle Regioni d’Europa, la città di Roma avendo aderito alla Rete Europea della Città e Regioni Capitali, parteciperà al seminario promosso dalla rete che si svolgerà il 5 ottobre che si prefigge lo scopo di iniziare una discussione sulle linee di indirizzo per la programmazione dei fondi comunitari post 2013. Lo comunica il consigliere comunale Federico Rocca Delegato alle Politiche Europee di Roma Capitale che parteciperà agli open days. “E’ importante evidenziare che questa rete rappresenta circa 50 milioni di cittadini europei poiché il 70% vive nelle aree urbane ed è proprio su queste che si vuole concentrare l’attenzione, poiché queste rappresentano il motore trainante degli stati membri. Siamo convinti che per creare opportunità di crescita e sostenere la formulazione di soluzioni innovative ed efficienti per le Città e Regioni Capitali, la futura Politica Regionale UE deve fornire gli strumenti per assicurare l’equilibrato sviluppo delle aree peri-urbane nell’intento di produrre reali benefici sia per i cittadini delle città europee, sia per gli agglomerati urbani in generale. Per questo sarà  importante ribadire anche in questa sede la presenza di Roma e il nostro interesse a contribuire fattivamente alla vita politica e amministrativa dell’Europa – prosegue Rocca – indicheremo in questo contesto che secondo noi la futura Politica Regionale dell’UE debba svilupparsi in coerenza con il principio della solidarietà, permettendo così lo sviluppo di strategie individuali e su misura; dovrà sostenere le Città Capitali e Regioni in maniera che possano rispondere alle specifiche sfide che le stesse si trovano ad affrontare, inclusi il cambiamento climatico, gli squilibri demografici, come pure i crescenti livelli di disoccupazione generati dalla crisi finanziaria; dovrà indirizzarsi ai bisogni specifici delle aree urbane e dei loro cittadini secondo un approccio integrato e dovrà assicurare un collegamento efficace con gli obiettivi della Strategia “Europa 2020” e rafforzare le capacità delle Città e Regioni Capitali nel contribuire alla realizzazione di tale Strategia. Questo è  il nuovo percorso che Roma Capitale vuole iniziare nel contesto europeo – conclude Rocca – questo grazie al Sindaco Gianni Alemanno che ha voluto impostare un nuovo modo di relazionarsi e confrontarsi con l’Unione Europea e le sue Istituzioni, Roma non starà più a guardare come in passato, poiché vogliamo essere soggetti attivi e protagonisti nelle politiche europee”.

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Working abroad

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Torino 14 aprile nell’Aula Magna dell’Università di via Po 17, dalle 9.30 alle 12.30. Il tema riguarda le nuove professioni eco-sostenibili, ovvero come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro. Ne discuteranno Sergio Scamuzzi dell’Università di Torino, Elisa Bracco per la Provincia di Torino e Marco Glisoni dell’Arpa Piemonte. E’ il primo di quattro appuntamenti. Si proseguirà il 20 aprile, in identico orario e luogo, con un appuntamento dedicato alle carriere diplomatiche. Il 28 aprile si parlerà del mercato del lavoro nell’Unione europea (via Gaudenzio Ferrari 1, dalle 9.30 alle 12.30), e infine il 5 maggio sarà la volta di incontri orientativi con i referenti della rete europea Eures (via Carlo Alberto 14/A, dalle 15 alle 17.30).

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Immigrazione: “Rapporto della Rete europea”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

Assicurare lo scambio e l’aggiornamento continuo sul fenomeno migratorio e sui richiedenti asilo è l’intento dello European Migration Network (EMN), programma comunitario avviato a titolo sperimentale nel 2003 e ora diventato iniziativa strutturale di cui fanno parte i 27 Paesi dell’UE. Questo primo “Rapporto EMN Italia”, presentato il 18 dicembre 2009 presso la Biblioteca del CNEL, si sofferma, nella prima parte, sulle politiche e strutture riguardanti l’immigrazione: fornisce i più recenti aggiornamenti normativi e sottolinea le possibili prospettive a livello giuridico e sociale, con specifico riferimento all’inserimento nel mondo del lavoro nelle sue varie forme. Le altre due parti riguardano il rapporto tra mercato occupazionale e flussi qualificati, quindi, l’apporto di medici e infermieri stranieri nel settore sanitario. Le annotazioni giuridiche, completate con i dati socio-statistici, da una parte, fanno il punto sulla situazione riscontrata a metà degli anni ‘2000, dall’altra, forniscono l’aggiornamento al 2008. Si entra nel merito delle carenze di questo personale, del suo reclutamento, delle esperienze di formazione all’estero, della necessità delle reti formative in Italia e dei possibili sviluppi. Per quanto riguarda la questione dei lavoratori altamente qualificati in Italia si illustra, sulla base dei dati socio-statistici, come la maggior parte dei lavoratori non comunitari, pur avendo fruito mediamente di una buona preparazione, non abbia avuto un inserimento corrispondente alle capacità acquisite e sia stata chiamata ad assolvere mansioni meno qualificate che permangono in gran numero anche in una società altamente industrializzata.  Dossier “Immigrazione: Rapporto della Rete europea”

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Progetto Italia-Tunisia in ambito tecnologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2009

Il direttore generale del Ministero dell’Ambiente italiano  Corrado Clini, e  il Ministro dell’Energia della Tunisia Afif Chelbi, hanno lanciato a Tunisi un progetto comune per la realizzazione di una piattaforma tecnologica per la diffusione delle fonti rinnovabili in Tunisia e nell’Africa del Nord, attraverso il cavo d’interconnessione elettrica Tunisia-Sicilia, che collegherà  il continente africano alla rete elettrica europea. La realizzazione del cavo da parte della società italiana TERNA, consentirà alle imprese energetiche italiane ed europee di produrre a costi ridotti elettricità da fonti rinnovabili nell’Africa del Nord, rispettando una delle condizioni contenute nelle nuove  direttive europee  del “pacchetto clima-energia” approvato nel dicembre 2008: alle imprese della UE che produrranno elettricità da fonti rinnovabili nei paesi terzi potranno essere riconosciuti gli stessi incentivi applicati alle produzioni in territorio nazionale solo se l’elettricità generata verrà trasferita nella rete europea.

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