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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°38

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ANCoDiS: il nuovo dimensionamento della rete delle scuole dell’autonomia e le nuove complessità

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2022

Secondo le previsioni del PNRR, la scuola italiana sarà interessata da un nuovo dimensionamento così previsto dall’art. 99 “Misure per la definizione e riorganizzazione del sistema della rete scolastica italiana” della legge di bilancio in discussione alla Camera. Nel PNRR è stabilito, infatti, che il riconoscimento dell’autonomia scolastica deve fondarsi su un parametro omogeneo nazionale fondato sull’andamento demografico. La riforma – conseguente all’approvazione del PNRR – non dovrebbe comportare la chiusura di plessi scolastici ma certamente l’aumento del numero di plessi per diverse (tante?) istituzioni scolastiche. Secondo la proiezione del MIM la riduzione delle autonomie scolastiche sarà di 583, un numero inferiore rispetto alle previsioni avanzate dai sindacati e molte scuole oggi in reggenza con la previsione del dimensionamento perderanno la loro autonomia. Si tratta – per lo Stato e sotto la responsabilità delle Regioni – di raggiungere il triplice obiettivo di ridimensionare il problema certamente oggi insostenibile delle reggenze, di ridurre le scuole autonome sulla base dell’andamento demografico e di risparmiare conseguentemente risorse relative alla dirigenza e al personale amministrativo in genere. Nella definizione del dimensionamento (per alcuni sono solo tagli, per altri scelte di programmazione con conseguente razionalizzazione della rete scolastica) il ruolo fondamentale è assegnato alla Conferenza delle Regioni che è tenuta a trovare un accordo con il Ministero sui numeri delle autonomie scolastiche “lasciate in vita” in ciascuna regione. E – come la spada di Damocle – in caso di mancato accordo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito di intesa con il MEF procedono al dimensionamento. Quindi, a partire dall’AS 2024-2025 avremo meno scuole autonome ma sempre più complesse con almeno 900 alunni, con molti plessi e più personale da gestire, relazioni interne ed esterne certamente più complicate (si pensi agli enti locali, all’associazionismo, ai partner, alle reti di scopo), la necessità di procedere a fusioni di realtà scolastiche probabilmente oggi molto diverse tra loro per utenza e territorialità, la conseguente sintesi con un nuovo PTOF tra le diverse identità scolastiche, la gestione della sicurezza e delle emergenze oggi gravi criticità nelle scuole italiane. Per questa ragione, il tema del middle management scolastico va posto OGGI contestualmente a quella del nuovo dimensionamento poiché mentre per la scuola autonoma si continua ad accrescere la sua complessità non può permanere lo stato di precarizzazione della sua governance. Un nuovo modello più efficiente di scuola autonoma deve fondarsi su una nuova struttura organizzativa nella quale occorre dare “visibilità contrattuale” alla componente intermedia attraverso la riconosciuta distribuzione del lavoro e la condivisione delle responsabilità. “In questa prospettiva – dichiara il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – non si può eludere il tema dell’innovazione della governance scolastica e, a fronte di una sempre maggiore complessità, occorre riconoscere contrattualmente la componente intermedia che collabora con il dirigente scolastico nel funzionamento organizzativo e didattico”. “Nell’auspicio che il programmato dimensionamento della rete scolastica non arrechi danni alle comunità scolastiche e ai territori interessati e sia davvero limitato negli effetti, occorre prevedere – conclude Cicero – nel prossimo CCNL l’area del Middle management scolastico e utilizzare le risorse provenienti dal risparmio del dimensionamento – che nota certamente positiva resteranno nella disponibilità del Ministero – per riconoscere anche il lavoro di queste figure professionali senza le quali la scuola autonoma non potrebbe assolvere in modo efficiente e con efficacia al suo ruolo istituzionale. In questo confidiamo nell’atto politico del Ministro, nella lungimiranza delle forze politiche e nella responsabilità delle organizzazioni sindacali. Ancodis da parte sua è pronta al confronto”.

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Sistema immunitario. La rete attiva nel nostro corpo

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2022

Possiamo paragonarlo a una vasta e articolata rete stradale diffusa nel nostro corpo. E’ il sistema immunitario composto da un’estesa rete di cellule, tessuti e organi che coordinano le difese dell’organismo contro qualsiasi minaccia alla salute e in grado di distinguere il tessuto sano dalle sostanze indesiderate. Senza di esso saremmo esposti a miliardi di batteri, virus e tossine che potrebbero rendere fatale un semplice raffreddore stagionale. Scoperta una sostanza avversa, il sistema immunitario attiverà una risposta per proteggere il nostro corpo dagli invasori. A volte, però, non è in grado di combattere efficacemente l’intruso a causa del nostro stato di salute o percepisce erroneamente il tessuto sano come dannoso – ad esempio, nelle malattie autoimmuni e nelle allergie – sicché genera un attacco non necessario, creando sintomi avversi o pericolosi. Il sistema immunitario è formato da una serie di componenti quali i globuli bianchi, la milza, il midollo osseo, il sistema linfatico, il timo, le tonsille e le adenoidi. Ma come funziona? Gli agenti estranei hanno sulla propria superficie delle molecole denominate antigeni che sono riconosciuti come diversi e di conseguenza attaccati. La risposta può essere innata, (agisce cioè in maniera aspecifica contro qualsiasi “intruso”, anche mai incontrato), o acquisita (cioè specifica contro l’agente esterno, ottenuta per contatto o vaccinazione), oppure meccanico-chimica (si attiva attraverso barriere, quali pelle, sudore, sebo, acidità gastrica, membrane epiteliali). Nonostante sia composto da tipi di cellule altamente migratorie e circolanti distribuite in tutto il corpo, deve mantenere la stessa coordinazione e coesione di altri sistemi organici che garantiscono la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità. Inoltre, è unico nella sua interazione dinamica tra numerosi tipi di cellule e, per questo, è importante capire in che modo queste cellule comunichino per proteggerci dalle malattie. Una recente pubblicazione sulla rivista scientifica “Nature”, svela come interagisce la rete delle cellule immunitarie. Attraverso l’applicazione di procedure di calcolo, per lo studio dell’andamento delle reazioni biologiche, è stata predisposta una mappa scoprendo le strutture di comunicazione e connessione intercellulare che hanno consentito di conoscere il meccanismo di difesa. I recettori immunitari regolano praticamente tutte le fasi dell’attivazione cellulare e sono positivamente valutati come mediatori di una varietà di processi tendenti a conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne. Individuare le varie cellule immunitarie e le influenze reciproche è stato un passo fondamentale per capirne il funzionamento. Studiare le singole cellule e le interconnessioni ha portato alla comprensione dei meccanismi di attivazione tra tutte le cellule immunitarie del corpo umano. E’ un grande passo avanti per sviluppare nuove terapie per combattere i tumori, le malattie infettive e quelle autoimmunitarie. Pubblicato sul quotidiano LaRagione del 18.11.2022 By Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Robeco: Ammodernare la rete è una priorità globale urgente

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2022

A cura di Marco van Lent, Senior Portfolio Manager Equities di Robeco. La crisi energetica che ha investito l’Europa e che si sta diffondendo in tutto il mondo a fronte di una siccità da record nell’emisfero settentrionale ci ricorda che la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili è necessaria sia dal punto di vista ambientale che da quello della sicurezza. Meno risaputo è il fatto che il fattore abilitante cruciale di questa transizione sarà la riprogettazione e la ricostruzione di reti elettriche sofisticate in grado di accogliere una maggiore generazione e distribuzione di energia elettrica e di gestire dinamicamente la domanda. L’International Energy Agency (IEA) prevede che gli investimenti globali nelle reti elettriche dovranno raggiungere gli 820 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, contro i 260 miliardi di dollari circa del 2020, se si vogliono attivare i progetti di energia rinnovabile necessari per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. L’attuale struttura delle reti elettriche si basa su una capacità di generazione alimentata principalmente da combustibili fossili, situata in luoghi strategici attentamente selezionati e diretta ai consumatori con un flusso unidirezionale. Questo sistema era gestibile perché i combustibili fossili come il carbone erano abbondanti ed economici e si poteva attivare e disattivare la capacità di generazione in tempi relativamente brevi. Tuttavia, l’infrastruttura sta invecchiando e spesso non è in grado di accogliere e distribuire in modo efficiente nuova capacità di produzione, di far fronte a condizioni meteorologiche estreme o di soddisfare nuove fonti di domanda come l’elettrificazione dei veicoli. La rete del futuro includerà probabilmente una fonte di energia come l’idroelettrico o il nucleare, che non dipende dalle condizioni meteorologiche nel breve periodo e che è in grado di fornire la potenza del carico di base. A questo si aggiungono le fonti rinnovabili come l’eolico e il solare su una scala molto più grande di quella attualmente installata. Ciò richiederà nuove linee di trasmissione a lunga distanza, anche in sostituzione delle vecchie, che partendo da luoghi potenzialmente remoti come impianti offshore o aree desertiche si collegheranno ad appositi snodi dove la corrente sarà convertita in bassa tensione per la distribuzione a livello locale. Lo sviluppo della rete prosegue in modo graduale, con l’entrata in funzione delle fonti di energia rinnovabile e la sostituzione dell’attuale infrastruttura obsoleta. Nel corso di questo decennio ci aspettiamo un maggiore coinvolgimento strategico a livello federale negli Stati Uniti e a livello comunitario in Europa per la costruzione di reti più intelligenti, efficienti e resilienti. Qui di seguito abbiamo sintetizzato lo stato attuale della situazione nei tre maggiori blocchi economici. La politica energetica in Europa è attualmente in subbuglio a causa del taglio improvviso delle forniture di gas russo e della conseguente impennata dei prezzi al margine. Questi sviluppi hanno scatenato il panico nell’immediato e accentuato la possibilità di conflitti tra gli Stati membri nell’inverno 2022-2023, ma nel medio-lungo termine questa crisi si rivelerà probabilmente un catalizzatore per l’integrazione a livello europeo del futuro sviluppo della rete, ampliando la capacità di trasmettere energia elettrica tra gli Stati membri.La Cina intende espandere notevolmente la propria capacità di generazione elettrica entro il 2025, portandola a 1,36 volte il livello del 2020, e sa bene che a tale scopo è necessario dotarsi di una rete più flessibile. Le preoccupazioni per la sicurezza energetica, la rapida aggiunta di nuovi progetti di energia rinnovabile e la necessità di trasferire energia dalle regioni occidentali della Cina, meno popolate, alla costa orientale, sono tutti fattori che danno impulso agli investimenti nella rete.La rete degli Stati Uniti, come quella europea, è cresciuta in modo organico senza una pianificazione a livello federale. Alcune leggi recenti, tra cui l’Infrastructure Investment and Jobs Act del novembre 2021 e l’Inflation Reduction Act dell’agosto 2022, hanno previsto stanziamenti per gli investimenti nella rete, che sono tuttavia ben lontani dal livello effettivamente richiesto, per cui l’onere ricadrà sul settore privato. In particolare, non sono contemplati crediti d’imposta per le linee di trasmissione, e gli ostacoli all’infrastruttura di rete, come i permessi di pianificazione a livello statale, continuano a costituire un problema. La costruzione della rete di nuova generazione richiederà molti anni, forse decenni. Alcune opportunità di investimento legate alla riprogettazione della rete elettrica dovranno ancora attendere, ma molte aziende, tra cui imprese di ingegneria e costruzione, produttori di componenti elettrici e utility, stanno già costruendo la nuova rete mattone per mattone e cavo per cavo. Queste aziende possono contare su molti anni di crescita elevata e relativamente ininterrotta, offrendo quindi opportunità di investimento fin da subito. (abstract by http://www.verinieassociati.com/)

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SAFEBREATH.NET: nuova rete d’imprese si presenta in conferenza stampa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2022

Rimini Fiera ecomondo martedì 8 novembre alle ore 12 nella sala blu. Chairman: NICOLA SALDUTTI – Caporedattore Economia Corriere della Sera. Introduzione: FABRIZIO STELLUTO – Vicepresidente Vicario U.N.A.R.G.A. (Unione Nazionale Associazioni Regionali Giornalisti Ambientali) E seguono BRUNO FERRARESE Co-Presidente Idrobase Group – Borgoricco (PD), PAOLO MION Ceo Mion Ventoltermica Depurazioni – Maserada sul Piave (TV) ALBERTO SIBILIA Managing Director Sibilia – Castelletto Sopra Ticino (NO)

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I disservizi della rete stradale italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2022

L’estate prende campo e si intensificano così le occasioni per gli italiani di mettersi in viaggio. L’inchiesta sulla sicurezza stradale svolta da Altroconsumo ha raccolto la valutazione degli automobilisti riguardo alle strade che percorrono abitualmente. Dopo l’analisi sui comportamenti e abitudini dei cittadini alla guida pubblicata lo scorso marzo, sotto la lente in questo caso le condizioni delle strade urbane ed extraurbane, nonché delle autostrade del nostro Paese, che ogni giorno vengono percorse da milioni di persone. I guidatori hanno espresso il loro grado di soddisfazione sulle strade che percorrono in automobile. Gli aspetti che irritano maggiormente i rispondenti sono i ricorrenti lavori e il traffico presenti in autostrada, pessimo secondo gli automobilisti lo stato del manto stradale in città e nelle strade extraurbane.Nel mese di maggio l’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha sanzionato Autostrade per l’Italia per non aver ridotto i pedaggi sulla rete, a fronte dei forti disagi: non si tratta della prima sanzione ad ASPI da parte dell’Autorità. A causa dei mancati interventi di manutenzione obbligatoria tra il 2009 e il 2018, Autostrade ha cercato di recuperare terreno in questi ultimi due anni con l’apertura di nuovi cantieri, aumentando in parallelo i prezzi dei pedaggi. Il risultato è che i costi dei transiti autostradali sono aumentati del 28%.Per questo motivo, già nel 2020 Altroconsumo ha provveduto a segnalare le gravi carenze nella manutenzione delle infrastrutture all’Antitrust, che poi nel 2021 ha imposto una sanzione da 5 milioni di euro ad Autostrade per i forti disagi causati alla viabilità. Dopo l’intervento dell’Autorità, l’Organizzazione ha deciso di avviare una class action nazionale per ottenere da Autostrade il risarcimento di parte dei pedaggi pagati dagli automobilisti negli ultimi 10 anni a fronte dei mancati investimenti, azione a cui hanno ad oggi preaderito 80.382 persone su altroconsumo.it. I giudizi peggiori sono rivolti alle strade provinciali e statali, il 54% si dice insoddisfatto, anche per le strade extraurbane l’aspetto più critico risulta la condizione del manto stradale, seguito dalla segnaletica insoddisfacente. L’indagine è stata svolta tra giugno e luglio 2021 su un campione di automobilisti di età compresa tra 18 e 74 anni.

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Corso formazione per tecnici di rete specializzati in Security Networking

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Le skill specifiche e specialistiche in un corso gratuito con tirocinio retribuito che formerà 12 tecnici in grado di sviluppare, gestire ed implementare le infrastrutture di rete, con competenze in materia di Cyber SecurityGuardando ai dati riportati in una recente ricerca di Labour Issues – Osservatorio Cida, in collaborazione con Adapt, a marzo 2020 la quota di lavoratori in smart working ha toccato quota 6.6 milioni, stabilizzandosi a 5.3 milioni nei mesi seguenti allo scoppio della pandemia. A fronte di questi numeri, Confindustria ha già annunciato che quella della forma ibrida di convivenza tra lavoro in presenza e lavoro da remoto, è una sfida da vincere per modernizzare il paese. Lo smartworking sta diventando per molte aziende, una scelta duratura a tutti gli effetti, che esula dall’emergenza sanitaria.Il sempre più repentino processo di digitalizzazione in corso, dovuto alla situazione pandemica, porta però con sé una “cyber pandemia” che vede un incremento di attacchi, minacce informatiche e ransomware, dovuti all’improvviso ricorso massivo a reti domestiche, device personali e piattaforme di collaborazione per il lavoro da remoto.Il tema della cybersecurity si conferma una priorità per qualsiasi organizzazione e lo provano i risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui il 40% delle grandi imprese ha visto aumentare nel 2020 gli attacchi informatici rispetto all’anno precedente. Questa emergenza indotta, sta trainando la sempre più ampia richiesta di profili professionali con competenze nella cyber security, soprattutto focalizzate sulla prevenzione delle minacceViste le importanti opportunità occupazionali dovute al divario creatosi fra domanda e offerta di professionisti nel settore della sicurezza informatica, nell’ambito del bando Skill di Arpal Umbria, si è ritenuto necessario proporre un corso gratuito di specializzazione, con tirocinio retribuito in azienda, per diventare “Tecnico di Reti Informatiche specializzato in Security Networking”.Il corso, rivolto a uomini e donne disoccupate, iscritti ad uno dei Centro per l’Impiego dell’Umbria, formerà 12 tecnici che si occuperanno di progettare, gestire, implementare, aggiornare e sviluppare le infrastrutture di rete, locali e geografiche, assicurando livelli di servizio definiti ed ottimizzando le performance rispetto alle caratteristiche del sistema informativo aziendale. Il tecnico professionista si occuperà di installazione e configurazione di componenti hardware e software, abilitazione di utenti, diagnosi e risoluzione di problemi ed errori, operando nel rispetto ed in applicazione delle policy di qualità e sicurezza, con competenze specifiche e specialistiche sugli applicativi funzionanti con tecnologie di virtualizzazione o tramite cloud computing e sull’integrazione tra informatica e sistemi di telecomunicazioni ed in materia di Cyber Security.Per candidarsi è necessario essere in possesso del Diploma di Scuola Secondaria di Secondo Grado, preferenzialmente riferito ad Istituti Tecnici. Il corso promosso da Giove In.Formatica in collaborazione con l’Associazione Informatici Professionisti AIP/ITCS, Confassociazioni/Confederazione Associazioni Professionali e il Network Training Center, avrà durata di 350 ore di formazione teorico/pratica in aula, seguita da un tirocinio curriculare di 480 ore (4 mesi), con il riconoscimento di un’indennità mensile di 600 euro se il tirocinio è svolto in Umbria, di 800 euro nel caso di tirocinio se svolto fuori regione.Le iscrizioni al corso gratuito professionalizzante con tirocinio retribuito, per “Tecnico di Reti Informatiche specializzato in Security Networking”, restano aperte fino al prossimo 30 novembre. Per maggiori informazioni ed iscrizioni http://www.gioveinformatica.it/2021/10/28/nuovo-corso-skills-sistemista-iscrizioni-aperte/

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Valore monetario dei nostri dati in Rete. Cambia la privacy?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

E’ usuale che alcuni servizi ci vengano venduti gratuitamente (si pensi ai social)… ma è un gratuito che nasconde una “anomalia”: i dati che forniamo al “benefattore” per l’accesso hanno un valore monetario e ci sono non poche aziende che ci guadagnano (molto) sopra. Ora l’Unione europea ha approvato una direttiva sui diritti del consumatore digitale. Si dovrebbero tutelare non solo i diritti del consumatore (diritto all’aggiornamento, per esempio) ma il fatto che i dati, di per sé, rappresentano un vero e proprio corrispettivo, cioè sono moneta. Ci sarà da capire come calcolare questo valore. Se, per esempio, sarà rispetto alla potenzialità di spesa del singolo utente, rispetto al valore della categoria in cui si viene inseriti, etc. Con questo nuovo approccio pragmatico, è probabile che un grande cadavere resterà sul terreno: la privacy e la sua “antica” attività di tutela dei dati personali. Oggi la privacy è a prescindere da qualunque rapporto si abbia con chi ci fornisce un servizio. Si pensi alle norme che – mai – leggiamo accettando la policy della privacy di un gestore. Si pensi a tutte le volte che – in violazione talvolta ma in esecuzione quasi sempre – questi impegni sono patrimonio economico dello stesso gestore. Bene, domani non sarà più così: i miei dati varranno 100 o 500 e con questa moneta compro il servizio. Privacy non più come diritto inalienabile, ma merce.Seguiamo con attenzione gli sviluppi nella nostra normativa nazionale. Vincenzo Donvito, Aduc

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“La responsabilità di rete – Network, economia e società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

E’ il libro del ricercatore dell’Università di Parma Pietro Battiston, focalizzato sul tema delle reti sociali con applicazioni specifiche a epidemie, fake news e crisi finanziarie.Dalla crisi finanziaria che tra il 2007 e il 2008 ha sconvolto l’economia mondiale, alla pandemia di COVID-19 e prima ancora all’epidemia di Ebola che tra il 2014 e il 2016 ha messo in ginocchio l’Africa Occidentale, passando per il dilagare di fake news in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016: il volume, uscito recentemente per le edizioni il Mulino, intende rivelare come fenomeni apparentemente diversi presentino in realtà caratteristiche simili in un mondo permeato di connessioni di rete di cui non sempre le persone sono consapevoli. Il saggio invita a un viaggio verso una nuova consapevolezza della presenza delle reti nella quotidianità e della responsabilità che deriva dal farne parte. Pietro Battiston, laureato in Matematica, è ricercatore al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma. La sua ricerca verte sulla teoria delle reti, l’economia sperimentale e l’evasione fiscale, temi su cui ha pubblicato articoli in diverse riviste internazionali.

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Garantire libertà espressione sulla rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

“Auspichiamo che l’Agcom, presieduta da Giacomo Lasorella, possa essere Digital services coordinator nell’ambito della cornice del DSA così da garantire la sovranità sui dati nazionali e sui processi in corso. Riteniamo sia urgente e necessario difendere il mercato digitale nazionale dai grandi predatori del mercato: per questo, l’Agcom va riformata, ampliando il perimetro di competenza anche ai nuovi temi e scenari come l’intelligenza artificiale e la regolamentazione degli algoritmi e istituendo all’interno, per la risoluzione delle controversie sulle segnalazioni dei contenuti, un nucleo ad hoc – affermano i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Alessio Butti, Mauro Rotelli a margine dell’audizione nella commissione Trasporti della Camera sulla proposta di regolamento Ue sui mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) e sulla proposta di regolamento Ue sul mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) – nel corso dell’audizione Google e Facebook hanno mostrato, a parole, disponibilità a garantire regole certe per la circolazione dei contenuti ma non hanno risposto ai nostri rilievi sul trattamento dei dati dell’app IO. La regolamentazione delle piattaforme e degli algoritmi è una posizione storica di FDI, così come la difesa della proprietà intellettuale e del copyright: spesso, le piattaforme digitali hanno evitato di remunerare equamente il lavoro creativo e, in molti casi, hanno censurato contenuti in maniera arbitraria, anche di natura giornalistica senza adire le sedi competenti giudiziarie od ordinistiche. Da parte nostra, resta fermo il principio secondo cui soltanto l’autorità pubblica conserva la prerogativa di stabilire la liceità o meno di un contenuto online, e dunque il diritto ad autorizzarne l’eventuale rimozione. In questo quadro, ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. Questo pacchetto legislativo è un primo passo, ma non abbastanza. Infine, chiediamo massima trasparenza sui bandi per il cloud nazionale. La presenza di manager di big tech nei comitati consultivi rischia di creare situazioni di vantaggio nei bandi per il Polo Strategico, con distorsioni della concorrenza. Chiediamo all’Agcom massima vigilanza.”

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Deutsche Bank Financial Advisors, un nuovo importante ingresso nella rete

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2021

Deutsche Bank Financial Advisors, la rete dei consulenti finanziari del Gruppo Deutsche Bank, annuncia l’ingresso di Ezio Di Mario, professionista di grande esperienza che contribuirà allo sviluppo della rete su tutto il territorio nazionale.Di Mario approda nella rete dei consulenti finanziari del gruppo Deusche Bank da Azimut, in cui era entrato nel 2014 con focus sull’attività di reclutamento e sviluppo della clientela istituzionale, dopo aver maturato importanti esperienze manageriali in Fideuram, Unicredit Xelion Banca poi Fineco, Barclays Bank e Marzotto Sim.Ezio Di Mario lavorerà con sede principale a Roma e avrà un ruolo di responsabilità ai fini dello sviluppo della clientela di alto standing e del segmento Private Advisors; professionisti con un profilo di eccellenza che si qualificano nel modello DBFA con portafogli di investimento superiori ai 40 milioni di euro e in grado di sfruttare a pieno le potenzialità della piattaforma internazionale del gruppo.Silvio Ruggiu, Head of Deutsche Bank Financial Advisors, ha commentato: “Diamo il nostro più caloroso benvenuto a Ezio, professionista di primo piano, solido e competente, che rafforza la nostra squadra e che insieme a noi condivide una forte ambizione alla crescita”.

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Vaccini e rete ambulatori per gli oncologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

“Per chi sta lottando contro il cancro la pandemia Covid-19 ha rallentato diagnosi precoce, trattamenti e follow-up, compromettendo severamente prognosi e, quindi, quantità e qualità di vita con significativi costi socio-sanitari – ricorda il Presidente della LILT Francesco Schittulli che, con l’avvicinarsi del prossimo 4 febbraio, World Cancer Day, sottolinea l’urgenza del vaccino anti Covid per i pazienti oncologici “Se non difendiamo i malati da questo virus la battaglia contro il cancro è persa in partenza: sia per chi dovrebbe eseguire gli screening e, quindi, diagnosi precoce, sia per coloro che si sottopongono alle cure, sia per coloro che hanno vissuto l’esperienza cancro e si trovano nella delicata fase del recupero del proprio corpo e della propria vita dopo la malattia” – e ha aggiunto “Come LILT chiediamo che i pazienti oncologici vengano vaccinati quanto prima mettendo a disposizione, laddove possibile, una collaborazione con i dipartimenti prevenzione delle Regioni, attraverso la nostra rete di ambulatori diffusa su tutto il territorio nazionale per la creazione di punti vaccinazione dedicati ai malati oncologici”.

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Occasione unica per un piano straordinario di manutenzione green della rete stradale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Nei primi 10 mesi del 2020 (ultimi dati disponibili) il consumo di bitume (materiale di derivazione petrolifera e principale indicatore dei lavori stradali) è stato inferiore del 2,4 %, rispetto allo scorso anno. Un dato confortante se si guarda al trend degli altri prodotti petroliferi. Se non si registreranno fenomeni particolarmente avversi, si prevede che a fine anno la produzione di conglomerato bituminoso (asfalto) toccherà nuovamente quota di 30 milioni di tonnellate, stesso dato del 2019. Un dato, questo, che pur certificando lo stop alla ripresa avviata nel 2018, dopo 10 anni ininterrotti di crollo degli investimenti nel settore stradale, lascia ben sperare anche se non consente di rimettere in totale sicurezza la nostra rete stradale.Secondo l’analisi dell’Associazione, a permettere al settore di reggere l’impatto della pandemia senza ulteriori cali sono state soprattutto le manutenzioni effettuate dall’ANAS e dalle concessionarie autostradali. Del resto erano anni che non si procedeva a un’opera massiccia di manutenzione di queste strade. L’allentamento del patto di stabilità ha poi prodotto buoni effetti anche sui Comuni, almeno su quelli più virtuosi che avevano fondi a disposizione e che ora li stanno impiegando. Le stime SITEB non prevedono ulteriori ripercussioni negative sui lavori stradali nel breve periodo, anche perché il petrolio ha oggi un costo contenuto e il bitume se ne avvantaggia di conseguenza. Sembrano superate anche alcune situazioni di empasse dovute alla pandemia: nei piccoli Comuni nei mesi di marzo-aprile-maggio si sono segnalati numerosi rallentamenti dei lavori dovuti al Lockdown, causati in parte dall’attuazione delle nuove prescrizioni di sicurezza, in parte dall’assenza nei posti di lavoro di dirigenti comunali che, non firmando le autorizzazioni a procedere, hanno obbligato le imprese a rinviare l’inizio dei lavori. Oggi, dopo svariati mesi di esperienza, mascherine e dispositivi di prevenzione sono facilmente reperibili e lo “smart working” nella P.A sembra funzionare meglio. Negli ultimi dieci anni il mancato investimento di circa 10 miliardi di euro in attività di manutenzione dei manti d’asfalto ha seriamente compromesso il nostro patrimonio stradale, provocandone il graduale deterioramento; in alcuni casi il degrado è entrato negli strati profondi delle pavimentazioni e ora sono necessari interventi di rifacimento strutturale molto costosi. Per riparare a questi errori, oggi SITEB stima occorrerebbero 22 mld di euro di investimenti che il Next Generation EU e gli altri strumenti finanziari resi disponibili dall’Europa, potrebbero contribuire a coprire.

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Rinforzare la rete estera del Maeci

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

“ Ho interpellato il Governo sull’importanza della presenza di una rete operativa all’estero a sostegno dell’internazionalizzazione delle nostre imprese in un momento molto delicato, dovuto alla crisi economica da pandemia. In particolare ho chiesto al Governo, nella persona del Vice Ministro Sereni, se vi è l’intenzione di rafforzare la rete estera del MAECI, con più risorse umane sia di ruolo che a contratto locale, per migliorare i servizi ai connazionali e per sostenere l’internazionalizzazione.Nella sua risposta il Vice Ministro Sereni ha affermato che la rete diplomatico-consolare deve essere rafforzata con personale di tutte le categorie e con riferimento all’intera sfera di attività. Dalla cura dei rapporti politici alla promozione economico-commerciali, passando per i servizi ai connazionali e i rapporti culturali.In seguito, il Vice Ministro ha evidenziato che, nella rete estera, ci sono 3557 unità di organico di ruolo e che dopo la conclusione dei concorsi in essere ci sarà un aumento del 25% del personale del Maeci che si aggiungerà a quelli attualmente in servizio nelle sedi all’estero raggiungendo il numero di 4438 unità. Mentre il personale a contratto, attualmente è di 2920 unità e svolgono un ruolo essenziale per l’efficienza della rete all’estero.Qualcosa si muove ma sono convinta che il Maeci, come ho fatto notare nella mia replica, potrebbe fare uno sforzo maggiore, magari proporzionale all’impegno assunto con il Patto per l’Export al fine di rendere il progetto di internazionalizzazione più omogeneo in Italia e all’estero e quindi potenziando la parte estera con personale qualificato sia di ruolo che a contratto, che possa rispondere in maniera efficace alle richieste di penetrazione nei mercati esteri, sempre più frequente in considerazione della crisi che stiamo attraversando.Infatti, ritengo che se sapremo mettere a sistema le nostre risorse potenziando gli strumenti di sostegno sul territorio estero a partire dalle risorse umane, allora il nostro Sistema Paese sarà ancora più grande e funzionale!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Conferenza annuale virtuale della rete europea sulle migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

La Commissaria pronuncerà il discorso di apertura sul tema “Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo”. La conferenza offrirà l’opportunità di discutere di strategie pratiche per una gestione efficace dell’asilo e della migrazione, come l’utilizzo delle informazioni nel contesto della migrazione, la trasformazione digitale della procedura di asilo e l’ammissione umanitaria di chi necessita di protezione. Sarà anche l’occasione per uno scambio di opinioni ed esperienze in merito all’impatto della pandemia di coronavirus sulla gestione della migrazione. La rete europea sulle migrazioni è una rete composta dalla Commissione europea e dai punti di contatto nazionali in ciascuno Stato membro e in Norvegia. Alla conferenza parteciperanno rappresentanti degli Stati membri dell’UE, della Commissione, delle organizzazioni internazionali, della società civile e della comunità dei ricercatori.

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Editori ed edicolanti insieme per la modernizzazione della rete

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

“Preservare e modernizzare la rete di vendita della stampa che ha garantito l’esercizio del diritto di informazione dei cittadini, assicurando la disponibilità di quotidiani e periodici, e con essi di una informazione di qualità, anche nel periodo di blocco della generalità delle attività economiche del Paese nell’emergenza da Covid-19.” Con queste finalità gli editori della Fieg e gli edicolanti aderenti a Snag, Sinagi, Uiltucs-Giornalai e Cisl Giornalai hanno condiviso un documento con le proposte per favorire la resilienza e la ripartenza della rete di vendita della stampa che con i suoi presidi sul territorio, svolge un servizio di interesse generale a favore della collettività.Il documento è stato inviato al Sottosegretario con delega all’editoria, Andrea Martella, e contiene la richiesta di stabilizzare e potenziare alcune delle misure dell’emergenza Covid e delle precedenti leggi di bilancio (come il credito di imposta per le edicole, l’incremento della forfettizzazione delle rese dei giornali, l’informatizzazione della rete, la promozione della domanda di quotidiani e periodici) insieme ad ulteriori proposte di contrasto alla crisi (con aiuti alle edicole in difficoltà, voucher per la digitalizzazione dei punti vendita, sostegno alla creazione di un network telematico per i servizi della PA, sburocratizzazione amministrativa e contributi per la ristrutturazione e la modernizzazione dei punti vendita).

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Proposta Tim sulla rete unica di TLC

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“Leggendo quotidiani e agenzie di stampa sembra che attorno alla proposta TIM sulla rete unica di TLC vi sia un consenso diffuso. Consenso sulla proposta di una società, saldamente in mano ad un principale azionista estero, che sta per vendere parte della propria rete secondaria (in rame) ad un fondo americano, che desidera imporre la propria supremazia sul delicato e strategico settore delle TLC? In realtà, più che il consenso dei soggetti coinvolti, è la confusione ad essere diffusa, soprattutto sul ruolo presente e futuro di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), cioè dello Stato, tirata impropriamente per la giacchetta da più parti. Fratelli d’Italia – come molto chiaramente ribadito da Giorgia Meloni questa mattina sul Corriere della Sera – ritiene che lo Stato debba detenere la maggioranza nella NewCo della rete che, appunto, vogliamo unica, wholesale-only e pubblica, ma aperta al mercato. Giorgia Meloni ha ribadito la coerenza di FDI nell’intera vicenda e viene da sorridere leggendo espressioni della maggioranza di governo che solo ora avoca a sé improbabili risultati circa il dibattito in corso. Se condividono il metodo da noi proposto, ne siamo ben lieti. Chi è maggioranza, e quindi governo, ha però il dovere di decidere e, dal 2015, i governi non decidono un bel niente. FDI intende continuare fino in fondo con il richiamo alla “parlamentarizzazione” di ogni iniziativa del governo in materia di rete unica di TLC. Le soluzioni che adotteremo riguarderanno la crescita economica di uno-due decenni e su questioni così rilevanti il Parlamento deve poter esprimere le proprie prerogative di luogo delle decisioni e del confronto democratico. Occupazione, competitività, sostegno alle nostre imprese, competenze digitali, innovazione, in una parola la nostra crescita economica dipenderanno da quanto decideremo sul futuro della rete. Governo e partiti della maggioranza si assumano le proprie responsabilità di fronte al Paese. Noi non ci tireremo indietro. La rete potrà essere il binario su cui rimettere in corsa l’Italia, tirandola via dal fondo delle classifiche europee, dove è stata relegata per effetto delle errate scelte di questi anni”. Lo dichiara Alessio Butti, deputato e responsabile TLC di Fratelli d’Italia.

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Rete Ferroviaria Italiana: nuovo sistema di controllo e gestione del traffico ferroviario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), per la prima volta in Europa, introduce il nuovo sistema di controllo e gestione del traffico ferroviario che utilizza tecnologie satellitari (ERSAT) su una linea regionale.L’accordo sottoscritto con Hitachi Rail permetterà di realizzare, validare e certificare le tecnologie satellitari per il sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), accelerando così l’iter per la messa in esercizio. RFI darà il via a una linea pilota da realizzare nel corridoio Europeo Mediterraneo fra Novara e Rho, dove è in corso di installazione l’ERTMS di Livello 2, l’evoluto sistema di segnalamento che controlla la velocità massima ammessa e la distanza dei treni, istante per istante, intervenendo automaticamente in caso di superamento di tali limiti. Per determinare la posizione del treno verranno impiegati sistemi di navigazione satellitare inizialmente basati su GPS e successivamente sul sistema europeo GALILEO.La decisione arriva dopo un’ampia campagna di test e sperimentazioni delle tecnologie satellitari avviate in stretto coordinamento con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il supporto della Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il contributo della Agenzia GNSS Europea (GSA).
Concepito da RFI nel corso del 2012, ERSAT nasce dall’integrazione della tecnologia ERTMS con i sistemi di navigazione satellitare e le reti di telecomunicazione pubbliche, con l’intento di realizzare sistemi e linee più efficienti. Grazie alle nuove tecnologie satellitari sarà possibile aumentare gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario, diminuendo allo stesso tempo i costi di installazione e gestione, rendendo quindi economicamente sostenibili le linee regionali. Per le sue caratteristiche ERSAT potrà trovare applicazione principalmente sulle reti secondarie e a minor traffico, andando incontro in maniera efficace ad una esigenza di innovazione proprio di quelle linee. Inoltre, le nuove tecnologie contribuiscono a rendere ancora più green il sistema ferroviario grazie alle minori emissioni di CO2.RFI, già designato Game Changer in Europa per l’integrazione delle tecnologie satellitari nel piano di evoluzione del sistema ERTMS, conferma il suo ruolo di leader nei sistemi di segnalamento a standard europei, valorizzando il contributo delle tecnologie satellitari per rendere il sistema ERTMS più efficiente, ridurre gli impianti lungo la linea e favorire la sua introduzione anche nelle linee locali e regionali.

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Sassoli: “L’accesso alla rete deve essere riconosciuto come un nuovo diritto umano”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Estratti della lettera inviata dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in risposta a Romano Prodi sull’importanza dell’accesso ad Internet per tutti. La versione integrale della lettera è stata pubblicata sul giornale La Repubblica.“Mai come in questi mesi di lockdown migliaia di persone in Europa e nel mondo hanno dovuto lavorare, studiare, acquistare cibo, comunicare con le persone care utilizzando una connessione Internet. Al tempo stesso, l’impossibilità di accesso alla rete, per ragioni geografiche, economiche o sociali, si è rivelata un pesante elemento di marginalizzazione.Per molti bambini non avere accesso a Internet ha significato in questi lunghi mesi vedersi negare il diritto fondamentale all’istruzione e alla conoscenza. Ma non solo. Per tante donne e uomini, l’impossibilità a connettersi ha prodotto mancanza di informazioni e messo a rischio la loro vita.Internet, così come lo conosciamo, si basa sul principio innovatore e profondamente democratico della neutralità della rete. Questo principio stabilisce che tutti i bit che circolano in Internet siano trattati allo stesso modo, senza discriminazioni. Non possono essere rallentati o avere priorità a seconda del potere d’acquisto di chi li emette o ne è destinatario. In questo momento l’Unione Europea è il principale attore globale che garantisce per legge questo principio così fondamentale della nostra epoca.Però non basta. Perché non sia fonte di disuguaglianza, è altrettanto necessario che l’accesso alla Rete si basi su regole di equità. Come nel caso dell’energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali, l’impossibilità di accedere a Internet – il cosiddetto divario digitale – non ha soltanto impatto sul lavoro, l’impresa, lo sviluppo scientifico, sociale e culturale. Altrettanto forti sono gli effetti sulla vita quotidiana delle persone, negli aspetti anche intimi del loro benessere e della loro felicità.Il Covid19 ha reso palese qualcosa di già evidente: la digitalizzazione non aspetta. La questione non è se avverrà o meno, ma se sarà per tutti…É un inganno far credere che le persone non possano approfittare in modo equo e dignitoso di ciò che il digitale offre se non conoscono la sua tecnologia. Questo porta ad ingiustizie. Non si tratta di tempestare di apps gli utenti, finché diventino clienti fedeli o estenuati si ritraggano abbandonando l’uso di questi strumenti. Il punto è assicurare trasparenza, informazione in modo che ognuno abbia la capacità di capire e decidere. L’accesso alla rete come nuovo diritto umano. Il Parlamento europeo è pronto a questa sfida”.

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Il territorio fa rete per sostenere le fragilità

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Legnano (MI) È un progetto nato dal territorio e destinato ai ragazzi con disabilità quello che ASST Ovest Milanese, attraverso la Fondazione degli Ospedali di Legnano, Magenta, Abbiategrasso e Cuggiono onlus, andrà a potenziare grazie ai fondi che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha raccolto durante l’emergenza Covid. L’inserimento di una figura professionale specifica nel Collegio Alunno Disabile permetterà di creare un percorso educativo efficace per l’inserimento scolastico dei ragazzi con disabilità.A dare l’impulso è stata la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che, fin dall’inizio dell’emergenza, ha attivato una raccolta fondi per sostenere gli ospedali del proprio territorio. «Per l’area dell’Altomilanese abbiamo deciso di destinare quanto raccolto al potenziamento di un servizio che risponde specifiche fragilità», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «L’emergenza Covid ha costretto a dirottare risorse ed energie verso le dotazioni strumentali degli ospedali, per metterli nelle migliori condizioni di intervento. E così è stato, anche attraverso i macchinari e le attrezzature che abbiamo donato. Ora guardiamo al di fuori degli ospedali, sostenendo un servizio che dà risposte al mondo della disabilità. Con i fondi raccolti che arrivano dal territorio sarà potenziata l’attività del “Collegio Alunno Disabile” attraverso il reclutamento di un assistente sociale dedicato».

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“Maratona con i Manager”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

Visibile sulla piattaforma http://www.maratonamanager.it, MARATONA con i MANAGER promossa da CIDA, dalle organizzazioni della RETE dei Comunicatori e del Management, tra cui la FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, e da Confassociazioni. E’ partita alle 10 puntuale con il saluto e la definizione degli obiettivi e della rotta della giornata da parte di Mario Mantovani, presidente CIDA. Tra i primi interventi, dei presidenti delle Associazioni organizzatrici, il ruolo delle competenze nei vari campi l’ha fatta da padrone. Ma il debito pubblico e la necessità di ricondurlo ad un livello molto più basso, per non frenare sempre e comunque la crescita del Paese, sono emersi con forza e preoccupazione. La manifestazione ha visto sin dal primo minuto oltre un migliaio di persone collegate alla sola piattaforma e tante altre agli oltre 30 canali e piattaforme online che la ospitano per buona parte o tutta la giornata. Tantissimi anche i commenti sui social, molti dei quali scorrono in diretta sotto al video di chi interviene.Oltre 400 gli interventi già previsti e programmati e altri in arrivo, tant’è che si prevede di arrivare alla mezzanotte o addirittura oltre. Tra i tanti interventi, dopo quelli dei presidenti delle organizzazioni coinvolte, manager, professionisti, comunicatori e tanti giovani donne e personaggi di spicco per ruolo e pensiero. Tra questi David Sassoli, Licia Mattioli, Tito Boeri, Carlo Cottarelli, Imma Battaglia e anche tanti giovani tra cui Andrea Latino, Jacopo Mele, Francesca Buttara, Roberta Calvanese e Azzurra Rinaldi.Una piazza virtuale per raccontare le proprie esperienze nella fase acuta del Coronavirus e proporsi come interlocutori del Governo nella programmazione della Fase 2. Un forte richiamo ai valori di competenza e responsabilità da parte di manager, alte professionalità e professionisti per sbloccare l’Italia dopo l’emergenza Covid-19 e risanarla da atavici ritardi, mancata innovazione e digitalizzazione incompiuta. La certezza di voler e dover essere attori protagonisti del futuro del Paese. Questo il senso della ‘Maratona con i manager’, la manifestazione promossa da CIDA e da tutte le organizzazioni ad essa collegate. (by Diana Daneluz)

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