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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘reti’

Pediatria: Proposta per rafforzare reti informali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

“Con il COVID-19 è diventato ancora più importante intercettare le difficoltà: ci sono un milione e 700mila famiglie in povertà assoluta, secondo l’ISTAT, e circa 1 milione di bambini vive in estrema povertà. Laddove c’è una difficoltà, le famiglie più numerose, quelle che hanno figli più piccoli e quelle che vengono dall’estero si trovano a sormontare difficoltà ancora più grandi. Per questa ragione, SIPPS ha proposto e rilanciato due volte nel giro di pochi mesi l’idea del pediatra come antenna sociale”. Lo ha detto al Congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in corso a Caserta, Leo Venturelli, pediatra, responsabile per l’educazione e la comunicazione per SIPPS, nonché garante per i diritti dell’infanzia dell’adolescenza del Comune di Bergamo.La proposta della SIPPS arriva in un momento in cui la pandemia ha peggiorato la vita di molte famiglie dal punto di vista economico e allentato di più le reti informali di sostegno, laddove queste ancora esistevano. Venturelli spiega, infatti, che il ruolo del pediatra come antenna sociale “non può essere svolto da solo. Proponiamo che il medico, oltre a svolgere i bilanci di salute, momenti chiave per lo sviluppo e il benessere del bambino, visitando i bimbi ma anche i genitori nel proprio studio, possa portare un contributo anche domiciliare con una rete funzionale a supporto sia sociale che di tutta la famiglia. Questo perché le patologie acute (tosse, febbre) non giustificano visite a domicilio se non in casi eccezionali- sottolinea- ma queste visite possono essere utili per intercettare difficoltà e problemi sociali. Il pediatra può essere coinvolto insieme ad altre figure, come l’infermiere di comunità o un operatore di home visiting che si rechi presso le famiglie. La nostra idea, già realizzata in Paesi come il Regno Unito, è quella di arrivare preventivamente alla chiamata dei genitori e ai bisogni di salute del bambino”. Si tratterebbe di istituire un servizio universale per tutti i nuovi nati nel Comune, incrociando le banche dati dell’anagrafe e garantendo così la visita a domicilio di un operatore apposito, formato per intervenire: “Deve ascoltare, osservare l’ambiente, chiedere se ci sono problemi, informare la famiglia dei servizi sul territorio”, aggiunge Venturelli. In questo modo l’operatore è in grado di svolgere il ruolo di antenna sociale, comunicando anche ai servizi sociali i bisogni della famiglia, la necessità di un assegno familiare o di un servizio specifico. Le figure professionali che sono state individuate, attualmente già attive in alcune Regioni, sono l’ostetrica, ma soprattutto l’infermiere di comunità. L’ostetrica interviene spesso quando c’è già una necessità e agisce quindi su chiamata, mentre l’infermiere di comunità, figura introdotta dal decreto Rilancio del precedente governo, interviene sul territorio in modo preventivo. A dare una cornice di progettualità, struttura e anche di risorse economiche dovrebbe intervenire il Piano nazionale di ripresa e resilienza che, spiega Venturelli, “già prevede le case di comunità dove questi operatori possono fare riferimento e dove i genitori e i caregiver del bambino troveranno anche i pediatri di famiglia”. L’idea che tutti questi servizi possano avere una referenza nella casa di comunità è un’evoluzione del servizio al territorio e alla persona, perché permette di dare alle famiglie risorse e risposte, anche fornendo supporto educativo, sociale e sanitario. Tutto questo può avvenire con il contributo del terzo settore, della Caritas, della Croce Rossa, per rafforzare quelle reti informali che sono venute meno negli ultimi anni. “Si deve passare da una medicina di attesa ad un’idea di partecipazione attiva sul territorio. Un passaggio fondamentale per tutto questo però- avverte Venturelli- è avere una banca dati, perché mantenere un servizio di questo tipo significa consentire alle famiglie di trovare gli operatori di home visiting. Ci vuole l’informazione e la comunicazione affinché tutto questo funzioni”, conclude.

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Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione – si legge nel documento presentato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia. Fra i punti principali, l’ANGI promuove una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.
Continua il documento, redatto dal Comitato Scientifico dell’ANGI, in particolare Gabriele Ferrieri, Carlo Prosperi, Miro Scariot, Alessandro Verrelli e Loredana Ricci –
La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”.Ulteriori proposte sono state presentate per la cultura, dove l’ANGI chiede lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.” By carlo prosperi
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Cibersicurezza delle reti 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

La certificazione svolge un ruolo fondamentale nell’aumentare la fiducia nei prodotti e nei servizi digitali e la relativa sicurezza; tuttavia, al momento, in Europa esistono diversi sistemi di certificazione della sicurezza per i prodotti informatici, comprese le reti 5G. Un sistema comune unico di certificazione renderebbe più facile per le imprese effettuare scambi transfrontalieri e per i clienti comprendere le caratteristiche di sicurezza di un determinato prodotto o servizio. Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “La sicurezza è al centro dell’introduzione della tecnologia 5G. La certificazione a livello dell’UE, in combinazione con altri tipi di misure contenute nel pacchetto di strumenti dell’UE per il 5G, sostiene i nostri sforzi per ottimizzare la sicurezza del 5G e per porre rimedio alle vulnerabilità tecniche. Per questo motivo è importante che gli Stati membri compiano ulteriori progressi nell’attuazione di questi strumenti”.Juhan Lepassaar, direttore esecutivo dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza, ha dichiarato: “La certificazione delle reti 5G emerge logicamente come la prossima tappa della strategia dell’UE per la cibersicurezza per il decennio digitale. La nuova iniziativa si basa sulle azioni già intraprese per attenuare i rischi connessi alla cibersicurezza della tecnologia 5G.”La richiesta di sviluppare il sistema è conforme al regolamento sulla cibersicurezza, che istituisce il quadro europeo di certificazione in materia, ed è stata annunciata anche nella nuova strategia dell’UE per la cibersicurezza per il decennio digitale. La Commissione adotterà presto il primo programma di lavoro progressivo dell’Unione per la certificazione della cibersicurezza. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza.

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Governo usi golden power per tutelare sicurezza reti nazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

“La sicurezza dei dati e delle comunicazioni del nostro Paese potrebbe essere messo in pericolo dalla disastrosa situazione finanziaria in cui versa la società americana GTT Communications, la quale sarebbe in procinto di vendere un asset strategico per la gestione dei nostri dati a un fondo di investimento”.A lanciare l’allarme il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sollecitare un intervento. Come spiega il senatore, peraltro anche vicepresidente del Copasir, la GTT Comnunications “gestisce il più esteso dorsale in fibra ottica sul continente europeo e nel quale transitano le reti di accesso dei più importanti operatori italiani e collegamenti di primaria strategicità come la rete militare RIFON o la rete di collegamento delle basi Nato in Italia. Questo spiega perchè per il nostro Paese sia importante seguire il destino finanziario di questa azienda e che il governo debba intervenire per tutelare il preminente interesse italiano e la sicurezza nazionale”.Infatti, conclude il senatore Urso “la presidenza del Consiglio era a conoscenza della vendita della GTT Communications, e soprattutto alla luce della strategicità dell’infrastruttura non ritiene di esercitare il golden power proprio al fine di tutelare l’interesse nazionale? Su questo attendiamo risposte chiare dal presidente Conte e dal ministro De Micheli”.

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Trasformazione digitale con le reti 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

A cura di Sylvie Séjournet e Anjali Bastianpillai. La diffusione delle reti 5G fornirà un ulteriore stimolo. Già in espansione negli Stati Uniti, in Cina, in Corea e in altri mercati sviluppati, il 5G è in grado di trasmettere i dati a velocità molto superiori rispetto alle reti attuali e di gestire volumi di informazioni molto maggiori, consumando al contempo molta meno batteria. E poiché le esigenze digitali durante il lockdown hanno messo a dura prova la capacità attuale, è probabile che l’espansione del 5G procederà ora più rapidamente del previsto. Ciò, a sua volta, alimenterà l’espansione dell’Internet delle cose (Internet of Things, IoT), aprendo così un universo di possibilità digitali pressoché illimitato.Nell’ambiente domestico, ad esempio, questo potrebbe significare piantagioni di pomodori che chiedono acqua, tetti che segnalano indebolimenti dopo fenomeni atmosferici estremi, giubbotti che comunicano ai genitori la posizione aggiornata del figlio, bidoni della spazzatura che chiedono di essere svuotati e confezioni di latte che comunicano la data di scadenza. Muovendosi per la città, la diffusione dell’IoT potrebbe invece significare ricevere un avviso sui parcheggi disponibili, dati secondo per secondo sul traffico circostante per i veicoli autonomi, avvisi sulla qualità dell’aria locale e molto altro. La migliore connettività sosterrà la crescita tecnologica su diversi fronti, di cui tre in particolare. Tutti e tre erano già in forte crescita prima, ma con la pandemia hanno ampliato enormemente la loro base di clienti e, ora che più persone hanno sperimentato ciò che è possibile fare, pensiamo che questo solido trend proseguirà.In primo luogo, c’è l’e-commerce: il lockdown ha spinto milioni di persone a ricorrere allo shopping online per i generi alimentari e altre merci, e prevediamo che molte di loro rimarranno conquistate dalla comodità e dai prezzi competitivi e continueranno a effettuare online almeno parte dei loro acquisti. PayPal, per esempio, ha registrato una media di 250.000 nuovi account al giorno nel mese di aprile.Il software come servizio (Software as a Service, SaaS) è un altro segmento destinato a sperimentare una forte crescita. Esso comprende la tecnologia necessaria per le piattaforme di work from home, nonché per l’istruzione online, l’archiviazione su cloud e le teleconferenze. Anche una volta che tutte le misure di lockdown saranno completamente rimosse, a nostro avviso, sia le aziende sia i dipendenti preferiranno prassi di lavoro più flessibili rispetto a prima della pandemia. Anche l’istruzione cambierà: l’Università di Cambridge, ad esempio, ha già fatto sapere che le lezioni continueranno online almeno fino all’estate del 2021.
La vita digitale è un’altra area chiave. Dopo il lavoro viene lo svago e il lockdown ha dimostrato come buona parte delle nostre attività di svago e di socializzazione possano essere svolte con l’ausilio di dispositivi digitali. In quest’ambito, le consegne di generi alimentari e cibi pronti, i servizi di video-streaming e i giochi online potrebbero essere i principali beneficiari. Anche la telemedicina sta assistendo a un boom: nei soli Stati Uniti entro la fine dell’anno saranno effettuate 900 milioni di visite a distanza, un dato in crescita del 64% rispetto al 2019 secondo il gruppo di ricerca sulla salute Frost and Sullivan.Quindi, per quanto le misure di lockdown siano temporanee, hanno dimostrato quanto sia elevato il progresso raggiungibile nel mondo digitale e, soprattutto, in quanto poco tempo. E tanto più la digitalizzazione avanzerà, tanti più dati si avranno per migliorare l’esperienza e il processo di digitalizzazione. L’intelligenza artificiale farà sempre più parte della nostra vita quotidiana con i suoi servizi digitali basati su algoritmi ultrasofisticati.

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Soluzioni in grado di abilitare l’evoluzione digitale delle reti energetiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Snam e Microsoft consolidano la propria partnership per sviluppare soluzioni in grado di abilitare l’evoluzione digitale delle reti energetiche grazie al cloud e all’Internet of Things (IoT). Le due aziende, a seguito del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2019, hanno iniziato a sviluppare insieme un’infrastruttura “hybrid cloud” che consentirà a Snam di fare leva su una maggiore capacità di elaborazione dei dati e sull’IoT per gestire la propria rete in modo sempre più efficiente e flessibile, con benefici sia dal punto di vista dell’affidabilità e della sicurezza sia in ottica di transizione energetica.La sinergia darà vita, entro il prossimo autunno, a un’architettura digitale in grado di erogare da cloud alcuni servizi, tra cui gli applicativi commerciali a servizio degli utenti del sistema gas, e di fungere da piattaforma per l’integrazione di sistemi di IoT, intelligenza artificiale e machine learning che renderanno il network infrastrutturale di Snam sempre più intelligente. Il passaggio all’hybrid cloud, per il quale Snam si avvarrà di Azure, consentirà di acquisire, processare e valorizzare una maggior mole di dati, rendendo possibili ad esempio operazioni di manutenzione predittiva e analisi previsionali della domanda di energia con reti neurali.La digitalizzazione è uno dei pilastri del programma SnamTec per l’innovazione e la transizione energetica, su cui Snam investe 1,4 miliardi di euro nell’ambito di un piano da complessivi 6,5 miliardi al 2023. Il programma prevede iniziative finalizzate sia a incrementare l’efficienza delle attività tradizionali dell’azienda – con l’obiettivo di abbattere del 40% le emissioni di metano e di CO2 diretta e indiretta, rispettivamente entro il 2025 e il 2030 – sia a dare impulso ai nuovi business dell’efficienza energetica, del biometano, dell’idrogeno e della mobilità sostenibile.“La sostenibilità ambientale è ormai un imperativo e tutti dobbiamo collaborare alla ricerca di nuove forme d’energia, nuove infrastrutture, nuovi modelli di mobilità e nuovi processi più green. Cloud Computing, IoT e Intelligenza Artificiale rappresentano degli straordinari abilitatori, perché solo dopo aver modernizzato l’infrastruttura e digitalizzato i sistemi si può compiere la transizione energetica e il passaggio ad energie pulite. Ci contraddistingue un comune impegno per la sostenibilità e siamo orgogliosi di collaborare insieme a una delle più importanti aziende del settore energetico in Europa in questo progetto sfidante quanto necessario per il futuro del Paese. Siamo sicuri che attraverso una gestione ancora più sofisticata delle reti per Snam sarà possibile non solo cogliere le opportunità legate all’evoluzione del sistema energetico, ma al contempo contribuire allo sviluppo sostenibile delle nostre città e comunità”, ha commentato Barbara Cominelli, COO e Marketing and Operations Lead Microsoft Italia. https://news.microsoft.com/it-it/

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Bisogna subito attivare la Reti Oncologiche Regionali

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2020

“Invitiamo tutti i pazienti oncologici a tornare negli ospedali per sottoporsi a cure, esami e controlli. Siamo già ripartiti e abbiamo ripreso con le consuete attività d’assistenza anche nei territori più colpiti dall’emergenza Covid. E’ giunto ora il momento di riorganizzare l’oncologia del nostro Paese puntando sul potenziamento della medicina del territorio anche per quanto riguarda le cure anti-tumorali. Sono necessari medici e infermieri, appositamente formati, in grado di gestire alcune terapie a livello domiciliare e nelle strutture sanitarie territoriali. Così potremmo evitare di intasare ulteriormente gli ospedali nei prossimi mesi”. E’ questa la proposta avanzata ieri dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) durante un webinar reso possibile grazie al supporto di Novartis. L’evento on line dal titolo Coronavirus e Pazienti Oncologici, L’AIOM incontra le associazioni ha avuto l’obiettivo di instaurare, in questo momento particolare, un dialogo costruttivo tra malati e clinici. Hanno partecipato in totale oltre 90 associazioni di pazienti e migliaia hanno seguito la diretta sulla pagina Facebook della Società Scientifica. “Siamo contenti di questo grande successo e torneremo periodicamente a dialogare on line con i rappresentanti dei malati – ha affermato Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Come Società Scientifica sentiamo il dovere e il bisogno di avviare un confronto ancora più diretto anche con chi sta affrontando sulla propria pelle il cancro. Vogliamo trovare nuove soluzioni per far fronte ad eventuali nuove emergenze sanitarie magari avviando progetti pilota in determinati territori. Per farlo chiediamo la collaborazione anche delle associazioni di pazienti che possono svolgere un ruolo determinante. Il Coronavirus può essere un’occasione da sfruttare per cambiare l’organizzazione della medicina e della sanità italiana. Siamo convinti che certe prestazioni oncologiche possano essere trasferite degli ospedali al territorio. I farmaci orali possono essere consegnati direttamente a domicilio mentre alcune terapie infusionali potrebbero essere somministrare nei locali dell’ASL o dell’ATS. Per fare tutto ciò è però indispensabile attivare e rendere finalmente operative le Reti Oncologiche Regionali. Grazie a queste strutture è possibile garantire una reale ed effettiva collaborazione tra specialisti ospedalieri, medici territoriali e farmacie. Per gli esami di follow up si potrà sempre più ricorrere ai nuovi strumenti della telemedicina. Ciò nonostante alcuni dei controlli periodici dovranno per forza essere svolti direttamente negli ospedali”. Durante il webinar dell’AIOM è emerso anche l’esigenza, per la prossima stagione, di una vaccinazione anti-influenzale a tappetto di tutti i malati oncologici. “E’ uno strumento di prevenzione importante e diventa ancor più fondamentale a partire dal prossimo autunno – ha aggiunto Saverio Cinieri, Presidente Eletto AIOM -. Grazie all’immunizzazione potremo meglio distinguere i casi di normale influenza stagionale dai contagi da Covid-19. Come Società Scientifica da anni raccomandiamo a tutti i nostri pazienti il ricorso al vaccino antiinfluenzale. Si tratta di un presidio sanitario sicuro, poco invasivo e che può determinare grandi benefici ad un paziente immuno-depresso come quello oncologico. Estendiamo poi l’invito anche a familiari, caregiver e a chiunque viva a stretto contatto con i malati”. “Nel nostro Paese, il 60% dei pazienti oncologici è vivo a 5 anni dalla diagnosi di cancro – ha sottolineato Stefano Vella, infettivologo e docente di Salute Globale all’Università Cattolica di Roma -. Non possiamo vanificare gli importanti risultati ottenuti finora, grazie alle terapie innovative e agli screening. Tutti i pazienti devono riprendere le cure, così come vanno riavviati i programmi di screening. Anche la ricerca medica deve proseguire e proprio per questo l’Unione Europea ha stanziato dei fondi specifici”..

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Reti Transnazionali tra Industrie e PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Bruxelles. 31 marzo / 1 Aprile 2020. L’utilizzo di Tecnologie avanzate nei nuovi sistemi di Sicurezza e Difesa sta conoscendo una fase di rapido sviluppo. Applicazioni legate ai Big Data, all’Intelligenza Artificiale, alla Cybersecurity, alla Rilevazione Satellitare, sono ormai alla base di ogni strategia militare e di intelligence.Diversi Programmi Europei finanziano queste applicazioni in ambito civile e militare, integrando i fondi a disposizione dei singoli Stati. Ai Programmi internazionali si aggiungono le richieste di Tecnologie per la Difesa, provenienti dalla Nato, dall’Occar e dall’ European Defence Agency, attraverso specifiche procedure di Procurement.Su questi temi GreenHillAdvisory promuove un Workshop a Bruxelles, in collaborazione con la Commissione Europea, dedicato alle Aziende Italiane di hightech interessate ad entrare in questo mercato estremamente competitivo.Un’occasione per conoscere i Programmi Europei di finanziamento e le fasi di Procurement in ambito Sicurezza e Difesa. Un’opportunità di networking nei confronti di tutte le Istituzioni coinvolte nei processi decisionali: Commissione Europea DG Space and Defence / DG Grow, European Defence Agency, European Space Agency, Nato, Occar, Rappresentanze Italiane presso la Ue e la Nato. (fonte: CEO, GreenHillAdvisory http://www.greenhilladvisory.com.

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Tumori e le reti oncologiche regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma (Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131, Sala Cristallo) giovedì 11 luglio alle 11, con la partecipazione, fra gli altri, della senatrice Emilia Grazia De Biasi (Portavoce All.Can Italia), del prof. Gianni Amunni (Direttore Generale ISPRO, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), del dott. Oscar Bertetto (Direttore del Dipartimento Interaziendale Interregionale Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta presso la Città della Salute e della Scienza di Torino), del prof. Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), del dott. Giovanni Gorgoni (Direttore Generale Agenzia Regionale Strategica per la Salute e il Sociale della Regione Puglia) e del prof. Sandro Pignata (coordinatore scientifico della Rete Oncologica Campana). I vantaggi delle reti oncologiche regionali sono evidenti: più diagnosi di cancro in fase precoce, pazienti curati a casa sotto stretto controllo specialistico, ‘decongestionamento’ degli ospedali che vanno utilizzati solo per i trattamenti più complessi e stretta collaborazione con i medici di famiglia nella gestione delle visite di controllo. Con la conseguenza che tutte le persone colpite da tumore possono accedere alle cure migliori in modo uniforme sul territorio, con risparmi consistenti sia per i pazienti che per il servizio sanitario. Ma oggi, in Italia, le reti oncologiche sono attive solo in poche Regioni e ognuna funziona con caratteristiche differenti. All.Can, coalizione internazionale che unisce clinici, pazienti, università e industria, ha indicato le linee di indirizzo fondamentali per implementare questi network. Le proposte saranno presentate nel convegno nazionale “Dalla parte del paziente, il valore della persona: la presa in carico e le opportunità delle reti oncologiche”

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Quale strategia italiana per lo sviluppo delle reti ultraveloci e la crescita economica del Paese?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Roma Mercoledì 17 Luglio 2019 Ore 17:00 – 19:00 Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani Via della Dogana Vecchia, 29. Il futuro della rete italiana a banda ultralarga tra stop-and-go. Quali le ragioni e quali i nodi da sciogliere? Quali i quesiti sullo schema operativo adottabile e quali i dubbi sui modelli di business? Questi i temi del confronto che si terrà a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in un momento cruciale per l’assunzione di decisioni consapevoli su questo tema.Il workshop sarà anche l’occasione di presentazione del libro di Fabrizio Dalle Nogare Regolazione e mercato delle comunicazioni elettroniche, per le Edizioni Giappichelli, che proprio su questi temi ha centrato la riflessione tra Governance della rete e nuovo Codice europeo delle Comunicazioni elettroniche. Intervengono:
Mirella Liuzzi, Segretario di Presidenza, Camera dei Deputati
Antonio Sassano, Professore, Università La Sapienza
Andrea Zoppini, Professore, Università Roma Tre
Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber
Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato, TIM
Mauro Coltorti, Presidente VIII Commissione, Senato
Alessandro Morelli, Presidente IX Commissione, Camera dei Deputati
Modera: Raffaele Barberio, Direttore, Key4biz
conclude: Angelo Marcello Cardani, Presidente, AGCOM

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Reti di energia e sistemi di generazione di potenza

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Roma 14 febbraio, presso l’Università La Sapienza, si terrà il Seminario “Corretto dimensionamento e continuità di servizio. Quali accorgimenti adottare per un carico critico?”, un incontro realizzato dal CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano con il supporto di Socomec, società leader in Europa e nel mondo della distribuzione, controllo e qualità dell’alimentazione delle reti di energia a bassa tensione, e Pramac, azienda leader nella produzione e commercializzazione di sistemi di generazione di potenza e macchinari per la movimentazione merci.Nell’era dell’Information Technology, e nel panorama di una dipendenza sempre maggiore dall’energia elettrica, la disponibilità di alimentazione è requisito minimo e indispensabile per garantire produzione, servizi e qualità. Il punto di partenza della discussione riguarda l’affidabilità nel tempo di una moderna installazione elettrica, ottenuta attraverso un’adeguata supervisione e manutenzione.Partendo dalla tipologia e peculiarità dei carichi, il Seminario prenderà in considerazione gli aspetti normativi per il corretto dimensionamento e mantenimento dell’impianto a garanzia della continuità di servizio e disponibilità, con l’obiettivo di fornire una panoramica completa di un impianto a regola d’arte, la cui affidabilità non sarà determinata solo da una qualità tecnologica rilevante, ma anche da un’adeguata e puntuale manutenzione preventiva.Il Seminario avrà luogo a Roma il 14 febbraio 2019, a partire dalle ore 14.00, presso l’Università La Sapienza (Sala del Chiostro), Via Eudossiana 18.Questo Seminario fa parte del sistema della Formazione continua dell’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati e dà diritto all’attribuzione di n. 3 CFP.Provider riconosciuto con delibera del CNI in data 04/05/2016.La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti. È possibile iscriversi online compilando la scheda dal sito CEI http://www.ceinorme.it alla voce Eventi > Seminari e altri Convegni entro il 13 febbraio 2019.

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Mobile banking: la trasformazione delle reti è un fattore chiave

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

SmartphoneDi Peter Konings, Director Products EMEA di Verizon Enterprise Solutions. Nell’attuale era digitale, i clienti sono abituati ad avere un approccio incentrato sul massiccio utilizzo degli smartphone nella loro quotidianità e auspicano, anche per il Banking, di poter usufruire dei medesimi servizi. Per le banche, questo rappresenta un passaggio necessario per consentire la crescente economia delle app sulla quale contano gli utenti. Servizi e applicazioni cloud permettono alle istituzioni finanziarie di venire incontro alle esigenze del cliente e forniscono solidi servizi tra una moltitudine di dispositivi e location diverse. Oggi giorno, i clienti utilizzano apposite app per accedere al proprio conto corrente e richiedere prestiti da remoto. Tuttavia, per consentire alle app prestazioni efficienti e coinvolgere i clienti, la connessione risulta essere di fondamentale importanza per garantire velocità, sicurezza e affidabilità, necessarie per gestire il crescente volume di dati sensibili quotidianamente raccolti e trasmessi dalle banche.
I network tradizionali funzionavano bene quando la domanda di mercato delle aziende era meno dinamica, oggi invece il business deve essere flessibile ed innovativo. Molto spesso le applicazioni non sono scalabili in modo abbastanza veloce, per questo i cicli di deployment possono diventare lunghi e scomodi. Queste nuove applicazioni cloud-based devono essere collocate all’esterno delle reti interne tradizionali precedentemente utilizzate, e richiedono un modello di network maggiormente flessibile.La risposta risiede nelle architetture Software-Defined Networking (SDN), come le software-defined wide area networks (SD-WAN), che supportano le aziende nella trasformazione delle proprie reti fisiche in reti virtuali on-demand. La struttura di queste architetture di rete sta consentendo alle banche di creare dei network sempre più attivi, veloci e flessibili rispetto al passato, essenzialmente rinforzando i loro servizi mobile e cloud-based e permettendo, quindi, ai clienti di usufruire dei servizi senza alcuna interruzione.Se il trasferimento di pagamenti con i servizi mobile è più veloce, il tempo di attesa per le applicazioni di pagamento tramite carta di credito è ridotto e sono supportate perfino le nuove applicazioni di AR (Argumented Reality) e VR (Virtual Reality), l’applicazione di SDN consente inoltre ai network di regolarsi automaticamente nei momenti di elevato traffico per permettere ai servizi di mobile banking di essere al riparo da problematiche e crash. Dato che queste tecnologie sono basate sui software piuttosto che sugli hardware, il network è in grado automaticamente di regolarsi a seconda dei diversi volumi di traffico. Un esempio concreto a tal riguardo, concerne l’automatizzazione della capacità di una rete bancaria durante i primi cinque giorni del mese, tipiche giornate di picco di traffico dovute al pagamento della rate dei mutui e dei canoni d’affitto, quando i pagamenti vengono normalmente trasferiti dai clienti alle istituzioni finanziarie e ai proprietari degli immobili.Le reti software-defined possono, inoltre, supportare più efficientemente l’aumento di traffico in una sezione specifica, senza compromettere o ritardare le funzioni di base come l’emissione di un bonifico o l’aggiornamento di account. Anche laddove fosse necessaria una accelerazione del network o una maggiore ampiezza di banda, le banche non devono più attendere il supporto di un tecnico che richiederebbe giorni o settimane. Al contrario, lo stesso sistema di automazione intelligente incorporato nel software della rete assegna priorità alle applicazioni più importanti, prevenendo possibili congestioni del traffico e creando una rete più dinamica e flessibile. Questo sistema di automazione consente alle reti di essere costantemente aggiornate e migliorate attraverso gli aggiornamenti software quando necessario, riducendo il bisogno di complessi aggiornamenti dell’hardware e consentendo il supporto di applicazioni all’avanguardia. Questa architettura flessibile consente, inoltre, alle banche di rispondere per tempo alle ultime minacce di malware e di costruire preventivamente forti misure di sicurezza per proteggere le informazioni bancarie sensibili dei propri clienti e le risorse corporate a livello di rete.Le istituzioni finanziarie, prima di iniziare l’aggiornamento del network tramite SDN, dovrebbero definire i loro obiettivi e decidere chiaramente quale traguardo raggiungere. Questo consentirà alle banche di esprimere efficacemente le loro richieste al loro team IT, e assicurare un allineamento tra le necessità di business ed il supporto informatico. In questo momento, è decisivo intraprendere i corretti investimenti nelle infrastrutture di rete, dato che grazie agli efficienti aggiornamenti basati sui software, le reti odierne dureranno più a lungo rispetto a quelle hardware degli anni o dei decenni scorsi.
Infine, una rete solida e flessibile migliora enormemente le funzioni delle tecnologie cloud-based che supportano i servizi di mobile banking sui quali, dipendenti e clienti, fanno affidamento per le proprie esigenze. Investire nella trasformazione digitale delle reti, rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per supportare il cambiamento di approccio del cliente nei confronti della banca. L’inaugurazione della banca del futuro comincia con l’applicazione delle reti appropriate per supportare non solo la tecnologia di oggi ma, soprattutto, le innovative applicazioni tecnologiche che saranno presenti in futuro.

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Nasce WiFi.Italia.It: l’app per navigare gratuitamente sulle reti wi-fi italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Man Running in Digital Vortex --- Image by © Michael Agliolo/CorbisA distanza di un anno dal protocollo firmato dal Mise insieme a Mibact e Agenzia per l’Italia Digitale si intensifica il processo che consente di federare le reti pubbliche e private per avere un unico e semplice sistema di accesso alla rete wifi; far crescere la rete nei luoghi del turismo e della cultura; sfruttare le reti esistenti per arricchire di dati l’ecosistema del turismo. Il progetto è aperto a soggetti privati e enti pubblici dotati di una propria rete.Al momento sono stati sottoscritti protocolli d’intesa tra Mise e le Regioni Emilia Romagna, Toscana e la provincia di Trento, mentre nelle scorse settimane sono partiti progetti pilota a Roma, Milano, Firenze, Prato e Bari. Il progetto, presentato oggi a Roma presso lo Spazio Europa della Commissione Europea, ha dato il via ad un percorso di collaborazione tra l’Italia e la Commissione europea che nelle prossime settimane dovrebbe portare alla firma di un protocollo d’intesa. WiFI°Italia°it rientra infatti nel progetto comunitario WiFi4EU volto a creare un mercato unico digitale offrendo wi-fi gratuito per gli europei. Obiettivo di WiFi4EU è quello di offrire accesso a Internet di alta qualità a residenti e visitatori in tutta l’Europa nei principali centri della vita comunitaria. L’applicazione WiFi°Italia°It è disponibile per smartphone iOS e Android (il nome ufficiale da cercare negli store online è: wifi.italia.it) Per maggiori informazioni: wifi.italia.it(link is external) (foto: wifi)

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Sicurezza informatica: nuove norme UE contro le minacce online

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

Online Banking ComputerStrasburgo 4-7 luglio 2016. Secondo le nuove norme sulla sicurezza informatica, le prime a livello UE, che saranno poste in votazione mercoledì, le imprese fornitrici di servizi essenziali come energia, trasporti, banche e salute, o quelli digitali, come motori di ricerca e servizi cloud, dovranno prendere provvedimenti per migliorare la capacità di resistere agli attacchi informatici. Ogni Paese dell’UE dovrà nominare le autorità nazionali competenti e stabilire una strategia per affrontare le minacce informatiche.La direttiva UE sulla sicurezza delle reti e dell’informazione (NIS) mira a rafforzare la cooperazione sulla sicurezza informatica tra gli Stati membri, mettendo così fine alla frammentazione attuale dei diversi sistemi nazionali, elencando inoltre i settori in cui le imprese di servizi critici dovranno garantire resistenza contro gli attacchi informatici. Queste aziende, che dovranno essere identificate da ciascun Stato membro, saranno inoltre tenute a segnalare le gravi violazioni della sicurezza alle autorità nazionali.
I sistemi informatici, le reti e i servizi essenziali, come l’online banking, le reti elettriche o i sistemi di controllo degli aeroporti, possono essere colpite da incidenti causati da errori umani, guasti tecnici o attacchi terroristici. Questi incidenti generano perdite tra i 260 e 340 miliardi l’anno, secondo le stime dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA). L’UE attualmente non ha un approccio comune per la sicurezza informatica e le relative segnalazioni.
Dibattito: martedì 5 luglio
Votazione: mercoledì 6 luglio
Procedura: codecisione, accordo in seconda lettura (voto finale)

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Caino: cattivo e colpevole per sempre

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2016

cainoBy Carmelo Musumeci. Lo so! Non è facile confrontarsi con gli studenti che entrano in carcere per partecipare al progetto “Scuola Carcere”. Spesso è anche doloroso leggere alcune loro lettere come questa: «(…) Ha rafforzato la mia convinzione che non tutti abbiano il diritto di essere recuperati. Carmelo Musumeci, incontrato ai Due Palazzi, capo di una banda malavitosa in Versilia, condannato inizialmente al 41 bis per racket, attentato, esecuzione, omicidio e una serie di altri reati, ha sostenuto che il carcere sarebbe completamente da abolire e che nessuno dovrebbe avere una pena superiore ai cinque anni. Potrei trovarmi d’accordo con queste affermazioni se cominciassimo a considerare il valore di una vita umana uguale a quello di un fastidioso insetto o di un oggetto di cui disporre a proprio piacimento.
In tal senso, considerando che il signor Musumeci, durante il suo racconto, si è soffermato su particolari ricchi di pathos come il non ricordarsi più il sapore dell’acqua del mare o il proprio aspetto al di fuori dal volto, o come la stranezza di tornare a casa e di vedere i suoi nipotini, non posso fare a meno di pensare che le persone vittime dei suoi reati difficilmente possono godersi ancora una vacanza con i propri cari, specialmente se sotto un metro di terra. Non avevano forse anche loro lo stesso diritto alla vita, alla libertà e agli affetti che tanto viene preteso da chi quella stessa vita, quella stessa libertà e quegli stessi affetti li hanno tolti?» Senza voler dare peso al fatto che le carte processuali che mi hanno condannato dicono che le vittime dei miei reati mi hanno sparato sei colpi (tutti a segno sul mio corpo), mi cade il cuore a terra al pensiero che adesso, oltre a continuare a pagare la mia condanna, devo iniziare a scontare un’altra pena, quella legata al fatto che “mi è andata bene” o “che me la sono cavata” se, dopo venticinque anni di carcere, sono uscito per qualche giorno in libertà.
Continuo a pensare che si possa diventare cattivi quando, fin da bambino, ti manca una via di scampo o alternative (o sei così debole da non vederne) e ti senti impotente. Nella mia testimonianza ho affermato “che nessuno dovrebbe avere una pena superiore ai cinque anni” perché, nella maggioranza dei casi, la galera distrugge le persone e perché spesso la pena viene usata per bastonare il cuore e le menti dei prigionieri. Giustamente, la società condanna il male, ma sono poche le persone che si domandano l’origine di quel male: probabilmente perché non interessa la loro vita. Rispetto il parere espresso da questa studentessa, ma non sono d’accordo sul fatto di sostenere che certe persone siano irrecuperabili e che rimarranno cattive e colpevoli per l’eternità. Le relazioni e gli incontri sono quelli che ci fanno crescere e sono convinto che i cattivi possano migliorare se vengono aiutati ed educati (che, letteralmente, significa “lasciar venire alla luce”, “trarre fuori”) alla tenerezza, all’amore e alla speranza. Purtroppo, però, il carcere, così com’è gestito in Italia, ci insegna solo a diventare ancora più cattivi.
In ogni caso, qualora si ritenga che alcune persone siano dei mostri, allora meglio condannarli a morte piuttosto che murati vivi per l’eternità.Sono fortemente convinto che non esista alcuna persona irrecuperabile e che nessuno debba essere identificato solo con il male che ha fatto. Con un po’ di aiuto, potrebbe emergere anche il bene che ha già in sé e che potrebbe esprimere. Inoltre, penso che non ci sia miglior “vendetta” per la società che educare le persone perché, solo se si cambia interiormente, il colpevole può rendersi conto del male che ha fatto e solo allora potrà lasciar emergere il senso di colpa e l’onesta consapevolezza del danno commesso. Il senso di colpa, infatti, è la più terribile delle pene, peggiore del carcere e dell’ergastolo. Per fortuna (o per sfortuna) molti lo ignorano e preferiscono solo tenerci in carcere e buttare via le chiavi. (foto caino)

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“Le reti di Osservatori del Paesaggio: una sfida all’ordine del giorno”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

Porto AnconaAncona, 13 novembre 2015 – ore 10:00 Sala del Rettorato – Università Politecnica delle Marche P.zza Roma, 22. La Giornata di Studio organizzata dall’Università Politecnica delle Marche, dal suo Centro di Ricerca sul Paesaggio (CIRP) e dalla rete europea UNISCAPE, ha come titolo “Le reti di Osservatori del Paesaggio: una sfida all’ordine del giorno” (LANDSCAPE OBSERVATORIES NETWORKS: A PRESENT-DAY CHALLENGE).
Ma, di quale “sfida” si vuole discutere nell’incontro? il tema delle reti di osservatori si colloca al centro del dibattito che si svilupperà nella giornata di studio e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dell’On. Ilaria Borletti Buitoni, Presidente dell’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio di Anna Casini Vice Presidente della Regione Marche.

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Ericsson e Cisco partner per creare le reti di domani

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

cisco (NASDAQ:ERIC) e Cisco (NASDAQ:CSCO) due aziende leader nello sviluppo e nella fornitura di reti, mobility e cloud – hanno annunciato oggi una collaborazione a livello globale che costituirà la base su cui creare le reti del futuro.Grazie a questo accordo Cisco e Ericsson offriranno ai clienti il meglio di entrambe le società: funzionalità di routing, data center, networking, cloud, mobility, gestione e controllo, e servizi. Insieme, le due aziende prevedono di fornire valore per i propri clienti a livello globale in vari settori tra cui service provider, aziende enterprise, e soluzioni per favorire la crescita dell’Internet of Things.In un mondo guidato da mobilità, cloud, e digitalizzazione, le reti del futuro richiederanno nuovi principi di progettazione atti ad assicurarne l’agilità, autonomia e soprattutto la sicurezza. Ericsson e Cisco hanno deciso di affrontare insieme questa sfida, offrendo ai propri clienti il meglio delle rispettive offerte, attraverso architetture di rete end-to-end tra cui 5G, cloud, IP, e Internet degli oggetti – dai dispositivi e sensori alle reti di accesso e core, al cloud.La collaborazione tra Ericsson e Cisco può contare su oltre 56.000 brevetti, 11.000.000.000 di dollari investiti in ricerca e sviluppo, e più di 76.000 professionisti nell’area servizi offerti a clienti in oltre 180 paesi. Su tali basi entrambe le società hanno orientato la propria strategia nel prossimo decennio, prevedendo opportunità di guadagno di oltre 1 miliardo di dollari per ognuna di esse entro il 2018.

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Reti d’imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2013

Un contratto che unisce esperienze imprenditoriali diverse per renderle più competitive con minori costi e rischi, godendo di agevolazioni creditizie e prodotti finanziari dedicati a tale modello di aggregazione. Circa 200 imprenditori provenienti da tutto il Nordest hanno partecipato al convegno «Il contratto di rete di imprese: aggregarsi per crescere e innovare – Agevolazioni creditizie, rating e internazionalizzazione», svoltosi lunedì 14 ottobre ed organizzato da Unioncamere del Veneto, Veneto Promozione e Università Ca’ Foscari, in collaborazione con Banco San Marco – Gruppo Banco Popolare – e UniCredit.“Piccolo è bello” era il refrain che una decina d’anni fa caratterizzava il successo di un sistema imprenditoriale come quello Veneto, dove la colonna portante sono le piccole e medie imprese e la loro flessibilità produttiva. Un sistema che l’economia globalizzata ha messo in discussione. La soluzione, oggi, è fare squadra e mettere insieme risorse ed idee per salvaguardare e far crescere il patrimonio imprenditoriale. Questo sono le reti d’imprese. Attualmente la struttura produttiva del Veneto consta di oltre 457mila aziende, il 90% delle quali con meno di 10 addetti. In Veneto – dati InfoCamere al 29 luglio 2013 – i contratti di rete sono 85 e coinvolgono 426 imprese mentre, a livello di Nordest, le aggregazioni sono 297 per complessive 1.396 imprese aderenti.«L’attuale crisi obbliga a fare sistema e lavorare in squadra – sottolinea Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere del Veneto –. Questo soprattutto quando imprese ed enti devono internazionalizzarsi e svolgere attività di ricerca e sviluppo tecnologico. Il convegno che abbiamo promosso voleva proprio offrire idee, servizi e strumenti finanziari per l’importante obiettivo di “fare rete” fra le nostre imprese».Il convegno ha infatti illustrato il quadro delle novità introdotte dalla normativa sul contratto di rete, le importanti agevolazioni creditizie e i prodotti finanziari dedicati a questo modello d’aggregazione.Paolino Donnarumma, responsabile Servizio Sviluppo e Alleanze del Banco Popolare, ha introdotto l’argomento illustrando come il fenomeno delle reti d’impresa sia cresciuto in maniera esponenziale a partire dal 2010, quando le reti costituite erano una ventina, per arrivare ai quasi 1.000 contratti di rete a fine luglio scorso, che coinvolgono oltre 4.900 imprese.

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Convegno reti d’impresa

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Maggio 2012

Udine_castle-02

Udine_castle-02 (Photo credit: pierofix)

Udine 15 maggio Ore 10 Centro Congressi Udine e Gorizia Fiere Spa (Sala congressi, piano terra) Si parlerà delle reti come nuovo modo di crescere nell’export e nuova chance per le imprese, al convegno di apertura del Connecting Event, primo grande appuntamento dedicato alle realtà produttive del Nordest che vogliono approfondire il tema delle aggregazioni e soprattutto conoscere altre aziende di quest’area, di vari settori, disponibili alla creazione di network per affrontare l’estero in modo più strutturato e competitivo.
Il convegno, che si terrà al Centro congressi di Udine e Gorizia Fiere, darà avvio alla due-giorni dedicata agli incontri one to one tra realtà imprenditoriali nordestine (già oltre il centinaio le iscritte a partecipare), programma unico organizzato dalla Cciaa di Udine, in collaborazione con le Cciaa regionali e il supporto di Padova Promex, Made in Vicenza e di Enterprise Europe Nework, di cui fa parte con la sua azienda speciale I.Ter. Oltre agli incontri one to one, per le imprese sono in scaletta approfondimenti sui Paesi che, proprio grazie alla creazione di reti aziendali, esse potrebbero affrontare con più efficacia. Al convegno d’apertura, dopo l’introduzione del presidente della Cciaa di Udine Giovanni Da Pozzo e con la moderazione di Sebastiano Barisoni, giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 ore, interverranno Massimo Caiazza, avvocato internazionale, Roberto Corciulo, presidente di Ic&Partners Group. Seguirà la presentazione di casi aziendali.(Chiara Pippo)

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Le reti oncologiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2012

Medicina, Epidemiologia, Patologia, Malattie, ...

Medicina, Epidemiologia, Patologia, Malattie, Oncologia, tumore, cancro; mondiale; Fattori rischio: Alcool, Tabagismo, Frutta & verdura scarsa, Sovrapeso, Attività fisica scarsa, Iniezioni sanitarie contaminate, Fumo dal focolaio, Inquinamento aria urbana, Sesso non sicuro; Tumori: bocca e orofaringe, esofago, stomaco, colon e rectum, fegato, pancreas, trachea, bronchi, polmoni, mammelle, cervix uteri, corpus uteri, vescica, leucemia, altri tumori, tutti tumori (Photo credit: Wikipedia)

Roma 23 marzo presso la Sala Auditorium del Ministero della Salute, Lungotevere Ripa, l’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) organizza il Convegno “Le Reti Oncologiche: Presente e Futuro”. L’obiettivo che ci si propone è quello di mettere a confronto i percorsi assistenziali ed i modelli di governance, individuando le criticità esistenti ed avanzando proposte utili a migliorare e potenziare il modello organizzativo e gestionale esistente. Di fronte all’incremento, per incidenza e cronicizzazione, delle patologie neoplastiche, appare infatti necessario avviare un’adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico, unita ad un miglioramento dell’organizzazione sanitaria e ad un collegamento in rete dei diversi regimi assistenziali, ciò al fine di favorire l’integrazione ed il coordinamento delle risorse, nonché la ricerca clinica e sperimentale, a garanzia di una corretta gestione del percorso di cura del paziente.
All’evento, che si propone, tra le priorità, di dedicare un’attenzione al tema dei “tumori rari”, prenderanno parte importanti rappresentanti istituzionali, esperti di alto livello in medicina oncologica, illustri esponenti del mondo accademico, rappresentanti dell’associazionismo, del settore farmaceutico ed imprenditoriale.

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